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SI APRE A MILANO LA MOSTRA “À la mode de Gruau”

À la mode de Gruau. Inaugura presso lo showroom Amini di Milano una retrospettiva dedicata al celebre artista. Dal 16 febbraio al 13 marzo presso gli spazi di via Borgogna 7, Amini racconta un René Gruau inedito, presentando una nuova collezione di tappeti nata dai disegni tratti dall’archivio storico Fede Cheti.

A un anno dal debutto di Parigi delle collezioni di tappeti Amini Icons dedicate a René Gruau, si apre a Milano la mostra À la mode de Gruau: protagoniste alcune tra le gra che più iconiche del poliedrico artista italo-francese.

Illustratore, scenografo e costumista autodidatta, Gruau rappresenta una delle gure più affascinanti del panorama della moda del Ventesimo secolo. La sua carriera inizia con la collaborazione con diverse riviste di moda francesi e giornali tra cui Le Figaro, Marie Claire, Vogue e Harper’s Bazaar. Qui nasce il suo tratto distintivo che lo porta a essere oggetto di attenzione delle più importanti maison di moda francesi con cui collaborerà per molti anni. Grazie al legame con Christian Dior prima e con Chanel, Yves SaintLaurent, Givenchy, Cristóbal Balenciaga e Christian Lacroix poi, l’artista consolida il suo segno unico di creatività originale e innovativa, diventando espressione stilistica di un’epoca.

Queste atmosfere ancora oggi attuali, legate al mondo della moda, delle arti e della comunicazione sono oggetto della selezione Amini da cui nascono tre tappeti gurativi: Cap, Man e Woman raccontano un tratto tipico dell’estetica degli inizi del Novecento, con tono ironico e leggerezza di spirito. Come in un frame cinematografico, le tre gure sembrano dialogare attraverso un passaggio veloce di sguardi, divertiti, educati.

La produzione artistica e pubblicitaria di Gruau sono l’espressione di vere e proprie strategie comunicative dell’epoca: i primissimi piani dei soggetti, le inquadrature e lo sviluppo del disegno su linee diagonali, sono espedienti per catturare l’attenzione dell’osservatore e guidarne lo sguardo, per animare così la rappresentazione.

All’interno della mostra À la mode de Gruau, una selezione di disegni, scritti e fotogra e dell’epoca completano l’omaggio alla creatività incisiva e iconica dell’artista.

About Amini Carpets.

Amini Carpets è l’espressione di una sintesi perfetta tra forte passione per il design contemporaneo e tutela delle migliori tecniche di produzione tradizionali. La collezione vanta una forte identità stilistica, declinata in un catalogo complesso e poliedrico: dalle proposte più essenziali, basate sulle qualità espressive dei materiali utilizzati, a quelle più decorative che reinterpretano i disegni tradizionali in una percezione contemporanea, alle Icone del Design, tra cui Gio Ponti, Joe Colombo, Manlio Rho, Ico Parisi. Al centro del progetto c’è il desiderio di offrire una selezione di prodotti di eccellenza, perfetti interpreti della contemporaneità, risultato di un costante dialogo con le diverse dimensioni del progetto: dal design alla moda, dall’arte alle migliori tradizioni storiche italiane e internazionali.

About ABC, Amini Brothers Company.

Amini Carpets è una divisione del gruppo ABC Italia, azienda di profonda tradizione nei tappeti di pregio nata a Herat (Afghanistan) nel 1962, operativa in Germania dalla metà degli Anni 70 e in Italia dagli Anni 90. Realtà unica nel settore dell’interior design grazie a un’avanzata e dinamica struttura, ABC è in grado di ideare, realizzare e commercializzare qualsiasi tipologia di tappeto: dal prodotto artigianale a quello a lavorazione meccanica; dal contemporaneo a raf nate edizioni d’artista in tiratura limitata; dal “su misura” alle grandi forniture. Un’offerta straordinaria, resa possibile da un’organizzazione ef ciente e collaudata, che prevede centri di produzione localizzati in diversi paesi, dal Nepal all’In- dia, dall’Afghanistan alla Turchia e al Marocco: luoghi dove la tessitura dei tappeti rappresenta ancora oggi un’espres- sione della cultura locale. Un servizio altamente essibile, associato ad un grado di ef cienza e af dabilità hanno reso Amini Brothers Company l’interlocutore privilegiato di importanti brand internazionali del design, della nautica e della moda, di gruppi internazionali di hôtellerie per i quali realizza in alberghi e apartment building in tutto il mondo soluzioni ad hoc, su misura no all’ultimo centimetro, le più adatte a ogni contesto stilistico.

Museo della città sepolta: spettacolo ed arte a Pompei

Affreschi, sculture, arredi, argenti, stucchi, amuleti, fino agli ultimi calchi delle vittime emersi durante gli scavi dalla villa di Civita Giuliana. Il direttore generale Musei del Mibact, Massimo Osanna, ha inaugurato l’Antiquarium di Pompei nel suo rinnovato allestimento che rappresenta adesso un percorso museale dedicato all’esposizione permanente di reperti che illustrano la storia di Pompei.

Esprimendo soddisfazione per l’evento, Osanna è partito proprio dalla storia dell’edificio per illustrarne l’importanza. “Fu soggetto a vicende alterne. Inaugurato da Giuseppe Fiorelli nel 1873 circa e ampliato da Amedeo Maiuri a partire dal 1926, nel 1943 subì i danni del bombardamento che portò alla distruzione di una intera sala e alla perdita di centinaia di reperti. Seguì un nuovo allestimento nel 1948. Ma ancora nel 1980, il terremoto ne determinò nuovamente la chiusura per ben 36 anni e solo nel 2016, è stato possibile riaprirlo con ambienti dedicati ad esposizioni temporanee”. “Oggi – ha spiegato Osanna – si restituisce alla pubblica fruizione uno spazio completamente rinnovato che rimanda a quella che fu la prima concezione museale di Amedeo Maiuri e che costituirà un percorso di introduzione alla visita del sito”.

I gioielli e i dipinti della Casa del bracciale d’oro, gli argenti del servizio da tavola ritrovato anni fa a Moregine, il cratere in bronzo senza eguali di Giulio Polibio. Ma anche la scritta a carboncino che ha spostato in ottobre la data dell’eruzione, il “tesoro della fattucchiera” con gli amuleti colorati ritrovati nella Casa col giardino, persino i calchi dei due fuggitivi frutto degli scavi di qualche mese fa nella villa di Civita Giuliana. Il nuovo Antiquarium racconterà la storia di Pompei dall’epoca sannitica alla distruzione del 79 dopo Cristo. E nello stesso tempo ne esporra’ i tesori piu’ preziosi insieme ad una gran parte delle scoperte piu’ clamorose degli ultimi scavi.

“Tanti pezzi iconici esposti nelle mostre in giro per il mondo non erano in realta’ a disposizione dei visitatori di Pompei – spiega all’ANSA Luana Toniolo, funzionario archeologo responsabile del nuovo Antiquarium – per ragioni di sicurezza erano custoditi nei nostri depositi”. Ora invece tutte queste meraviglie, ori, dipinti, statue, arredi, saranno a disposizione dei visitatori, anima di un racconto che funzionera’ come un’eccezionale introduzione alla visita della citta’ antica in un percorso che si dipana lungo undici sale, supportato per chi vuole da un “chat bot”, ovvero un assistente digitale, per farsi un’idea delle tante diverse stagioni vissute nei secoli da Pompei ancora prima che diventasse la grande citta’ che conosciamo, cristallizzata nel tempo dalla tragedia dell’eruzione.

Inaugurato da Giuseppe Fiorelli nel 1873 e ampliato da Amedeo Maiuri nel 1926, poi devastato dalle bombe nel ’43 e quindi dal terremoto nel 1980, l’Antiquarium di Pompei e’ rimasto a lungo un luogo polveroso e chiuso. Il Parco lo aveva riaperto gia’ nel 2016, ma il progredire degli scavi, sottolinea il direttore del Parco Massimo Osanna, ha reso ancora piu’ forte la necessita’ di un museo che recuperasse la magia delle intuizioni di Maiuri, che della Pompei di oggi e’ stato un po’ il padre, aprendosi nello stesso tempo al futuro. Da qui il progetto, messo a punto dallo stesso Osanna con Luana Toniolo e Fabrizio Pesando. Curato da COR arquitectos & Flavia Chiavaroli, l’allestimento, spiega Toniolo, ha puntato a creare spazio e luminosita’ e insieme a ritrovare l’atmosfera dell’Antiquarium pensato da Maiuri, recuperandone le gallerie originali e in qualche caso anche restaurando le vetrine degli anni ’50. Persino l’insegna montata sul portone in ferro e vetro richiama quel periodo.

Tant’e’ , varcata la soglia, il primo impatto e’ proprio lo stupore. Con una sala, non a caso intitolata Summa Vesuviana, dove si raccolgono oggetti di tutte le epoche della citta’ . E la sensazione e’ forse quella che dovette cogliere Roque Joaquin de Alcubierre , l’ingegnere militare del re di Napoli Carlo III che nel 1748 fu il primo a scavare a Pompei. Dieci anni prima era stato lui a scoprire Ercolano, ma qui fu diverso, dagli scavi emersero con facilita’ tante di quelle meraviglie da stravolgere il mondo rivoluzionando il rapporto con l’antico. Ci volle tempo perche’ gli scavi a Pompei diventassero scientifici e sistematici. Alla fine quella che l’Antiquarium ci restituisce e’ la storia di una citta’ di una certa importanza, che gia’ prima di Roma dal VII al VI secolo a.C. era un centro di cultura sannitica, con mura e templi imponenti che qui sono testimoniati dai fregi, come la metopa in tufo del Tempio Dorico con il sacrificio di Issione . Ci furono poi l’alleanza con Roma e il benessere del ‘Secolo d’oro’, dal II sec. a.C., l’epoca dei mercanti, delle grandi costruzioni, delle abitazioni di lusso dove anche i capitelli erano riccamente istoriati. Per arrivare all’assedio delle truppe di Silla – in mostra ci sono le palle lanciate contro le mura della citta’ dalle catapulte romane – e alla nuova vita come colonia dell’impero. Che non fu priva di avvenimenti, come il devastante terremoto che nel 62 dopo Cristo distrusse mezza citta’ e apri’ le porte ad un decennio fitto fitto di ricostruzioni: a testimoniarlo, oltre ad un incredibile basso rilievo, persino le ciotole con i pigmenti colorati ritrovate dagli archeologi nelle tante case nelle quali al momento dell’eruzione c’erano ancora lavori in corso.

L’ultima tappa, per forza di cose la piu’ emotiva, e’ proprio per la tragedia finale, con i calchi piu’ iconici, quello del cane ad esempio, ma anche i corpi ritrovati nella Casa del bracciale e quelli dei due uomini – forse un padrone col giovane schiavo- che cercavano la salvezza in uno scantinato della villa di Civita Giuliana. Una morte improvvisa e violenta, in autunno come testimonia l’iscrizione a carboncino che qui e’ esposta (in copia, l’originale e’ stato lasciato in situ), perche’ proprio grazie ai nuovi scavi, quello che per tanto tempo e’ stato un dubbio ora appare una certezza: l’apocalisse di Pompei e’ arrivata il 24 si’ , ma di ottobre, quando gia’ faceva freddo, nelle case ardevano i bracieri e sulla tavola c’erano fichi, castagne, melagrane, negli otri il vino nuovo. Per Osanna un’occasione assolutamente da non perdere: “Pompei, ha finalmente un museo- dice- ed e’ unico”.

Fonte Ansa

Foto My Wo Wo

Natale, Capodanno e Befana: percorsi pedonali da fare a Napoli

Via Benedetto Croce – San Biagio dei Librai – San Gregorio Armeno

Passeggiando per queste strade è possibile trovare originali idee regalo per Natale e non solo da acquistare tra i tanti negozietti di articoli tipici ed handmade, grazie soprattutto alla Fiera di Natale dei Decumani. Proseguendo il piacevole cammino sotto le magnifiche luminarie installate nel cuore della città,  si arriva alla via più famosa del mondo, quella “storica” dei pastori e dei presepi. Parliamo di San Gregorio Armeno, tra rappresentazioni in miniatura di vita napoletana, emozionanti presepi, riproduzioni fedelissime di personaggi famosi e decorazioni natalizie di ogni tipo, i visitatori rimarranno a bocca aperta e non potranno fare a meno di comprare almeno un pastore o pallina natalizia, come ricordo di tanta bellezza.

Via Toledo – Piazza Plebiscito – Piazza Trieste e Trento

Per gli amanti dello shopping sfrenato, questa è la passeggiata ideale! Il lungo vialone di via Toledo è costellato da negozi di ogni genere, affiancati dalle tipiche bancarelle natalizie e articoli fatti a mano, con cui sfiziarsi tra un acquisto e l’altro. Anche qui, si possono ammirare le splendide luminarie napoletane che si possono trovare anche in altri quartieri.

Per chi volesse una sfogliatella vera, vi consigliamo di gustarla appena sfornata, presso la Galleria Umberto o negli storici bar-pasticceria nelle piazze Trieste e Trento Plebiscito. Un’esperienza a 360 °!

Via Chiaia – Piazza dei Martiri – San Pasquale – Piazza Vittoria

Tanto shopping ed idee regalo illuminati da luci e colori, anche nel terzo itinerario. In questo percorso è possibile ammirare le vetrine (ed i prezzi!) dei negozi di moda più famosi e chic.

Mentre per gli inguaribili amanti del cioccolato, vi consigliamo un giro nel punto Chocostore, ispirato interamente alla cioccolata con tanti gadget e accessori a tema, ottimo spunto per regali golosi ed originali. Un’esperienza da vivere tra gustosi aperitivi, fette di torta e dolcetti di pasticceria moderna da condividere nei tanti locali e nelle bakery presenti nelle strade che portano a San Pasquale, tra un negozietto d’arte e l’altro.

Piazza Dante – Montecalvario – Avvocata

Anche in queste zone non mancano idee per acquisti e regali, aggirandosi tra librerie storiche e botteghe etniche. Nel percorso si respira l’aria natalizia, quella autentica, quella della Napoli antica, fatta di vicoli e stradine illuminati dalle luci e dai colori delle case in festa, dal profumo delle caldarroste, dai maestosi presepi presenti negli androni dei vecchi palazzi.

Un’atmosfera più intima, malinconica, quella di una volta. In quest’ultimo itinerario il tempo sembra essersi fermato, la passeggiata è un vero e proprio tuffo nel passato, offrendo l’occasione per riscoprire la città con tutte le sue usanze e le sue tradizioni popolari. Elementi da conoscere assolutamente, perché sono essi stessi la vera essenza dell’unicità del Natale partenopeo.

Fonte Napolilike.it

Paolo De Cuarto presenta un’opera d’arte che raffigura Maradona per il progetto “Non toccate i bambini”

Un’opera d’arte di Paolo De Cuarto che raffigura Diego Armando Maradona il più grande calciatore di tutti i tempi, sarà messa all’asta per beneficenza a favore del progetto ‘Non toccate i bambini’. La mostra evento si svolgerà il prossimo 16 luglio presso il Banco Preziosi Nazionale di Napoli alle ore 19:00
La “Cultura di Napoli”degli ultimi 40 anni va in mostra. In un evento unicoe specialema che resta popolare e aperto al tempo del Covid. Quale migliore occasione per il capoluogo campano,capitale mondiale dell’arte e dell’arte contemporanea, realizzare nel centro storico – patrimonio dell’UNESCO – una mostra evento che celebra MARADONAe il grande Napoli, con un’opera di Paolo De Cuarto, offrendo la solidarietà ai bambini del progetto sociale “Non toccate i bambini”.
Arte, solidarietà e Maradona sono le parole chiave che sintetizzano l’iniziativa proiettandoNapoli in una dimensione senza spazio e senza tempo. Il legame tra Napoli e il ‘pibe de oro’ nasce nel 1984 ma durerà per sempre, attraversando le varie generazioni fino ai giorni nostri, grazie alla storia, ai ricordi indelebili della gente comune e degli addetti ai lavori, alla passione che la città nutre per il calcio e per il fuoriclasse argentino, genio e sregolatezza diventato mito immortale. Quel talento straordinario che l’arte riconosce e premia con un’opera pittorica di Paolo De Cuarto, realizzata in esclusiva per la International Broker Art in occasione della vittoria del Napoli Calcio della Coppa Italia 2020.
“START ART”, mostra evento per una sera si terrà il prossimo giovedì 16 luglio a Napoli nella prestigiosa sede di BPN spae nasce dall’iniziativa congiunta diMarco Limoncelli, presidente di Banco Preziosi Nazionale e di Danilo Gigante, presidente di International Broker Art che con soddisfazione dichiara: “Sport e artecostituiscono un connubio perfetto, rappresentando entrambi la vita e i valori sani che l’essere umano dovrebbe avere”.
L’opera raffigurante Maradona andrà all’asta nel corso della serata e il ricavato sarà donato in beneficenza a varie associazioni che si occupano di bambini con problematiche diverse, per il progetto”Non toccate i bambini” portato avanti da International Broker Art negli ultimi 15 anni.Ospite d’onore Diego Armando Maradona Junior, che presenterà il quadro.
Saranno inoltre esposte altre 13 opere sempre di Paolo De Cuarto, realizzate in esclusiva per grandi brand italiani che rientrano nel progetto culturale #iosonoitaliano.
Vale come invito per la stampa
START ART
MOSTRA EVENTO PAOLO DE CUARTO di INTERNATIONAL BROKER ART
16 luglio 2020- ore 19:00
Banco Preziosi Nazionale
Via Roberto Bracco, 27–Napoli

Parte la quarta settimana di programmazione per “Teatro di Cortile a Palazzo Firrao Napoli”

Arturo Muselli, Margherita Romeo e Alessio Sica, interpreti in scena di un’originale regia di Ludovica Rambelli, daranno il via alla quarta settimana di programmazione per Teatro di Cortile a Palazzo Firrao Napoli, che continua a essere suggestivo palcoscenico della rassegna ideata e organizzata dal Teatro Pubblico Campano diretto da Alfredo Balsamo.

L’intera rassegna, declinata verso forme teatrali primarie, intime, quasi confidenziali, fa segno alla prossimità tra palco e platea come condizione necessaria di ogni rappresentazione, ma anche strutture minime e più complesse per l’impegno di attori, registi, musicisti e di tante altre figure professionali, a testimoniare l’originario impegno dietro ogni gesto, ogni parola, ogni suono.

Due allestimenti in scena, mercoledì 15 e sabato 18 luglio 2020 alle ore 21.00, animeranno il cortile del palazzo storico, tra i più belli del capoluogo partenopeo, che provano a suggerire come il teatro debba ripensare se stesso insieme con il pubblico, trovando, o semplicemente riscoprendo, una forma di parola e di ascolto nuove e più intense, e che traggono forza e significato anche dal particolare e difficile momento storico dello spettacolo dal vivo.

Mercoledì 15 luglio, Compagnia The Hats presenta Wrong play, my lord!, che vedrà in scena Arturo Muselli, Margherita Romeo e Alessio Sica, per la regia di Ludovica Rambelli. Una singolare rivisitazione di Amleto interamente recitata in inglese, una prova attoriale – tre gli interpreti per otto personaggi in tutto – che si consumerà sul filo dell’azione e d’inevitabili, quanto surreali, ‘pastiche’ linguistici.

Tra ostacoli scenici e giochi di parole, il dramma shakespeariano scivolerà all’occorrenza in una comicità mai banale, abbandonandosi di replica in replica a derive performative del tutto inaspettate: complici, l’inventiva e la capacità d’improvvisazione che contraddistinguono i membri della compagnia.

La programmazione proseguirà, sabato 18 luglio, con Birre e rivelazioni atto unico in otto birre scritto e diretto da Tony Laudadio, presentato da Teatri Uniti. In un’atmosfera a metà tra riflessione seria e delirio etilico, Andrea Renzi e Tony Laudadio, ci offrono una rappresentazione acuta e brillante della complessità dei rapporti umani.

Otto birre che scandiscono le tappe di un appassionante percorso, perchè «il dialogo tra i due protagonisti – come spiega lo stesso Laudadio – diventa una ricerca di verità, dentro i turbamenti che la conoscenza sempre impone, specie se l’oggetto del proprio interesse è qualcuno per cui provi amore.

Per maggiori informazioni sulla rassegna Teatro di Cortile sono attivi il numero 0817345210 e l’indirizzo email info@teatrofirrao.it. I biglietti sono disponibili online sul sito www.teatrofirrao.it e su www.vivaticket.com

Il 19 settembre si inaugura la mostra “Pompei oltre le mura”

Sarà inaugurata giovedì 19 settembre 2019, alle ore 11.00, la Mostra “Pompei oltre le mura – le ville di Terzigno all’ombra del Vesuvio”, allestita presso il MATT (Museo Archeologico Territoriale di Terzigno) in Corso L. Einaudi.

La mostra espone reperti archeologici provenienti dalle ville di epoca romana, scoperte nell’area della cava Ranieri a Terzigno, seppellite dalla grande eruzione del Vesuvio del 79 d.C..

Nelle sale del MATT, ex mattatoio comunale ristrutturato del Comune di Terzigno (NA), troveranno posto intere pareti affrescate e reperti rinvenuti nelle ville denominate “Villa 1”, “Villa 2” e “Villa 6” venute alla luce durante le varie campagne di scavo.

I reperti e gli apparati decorativi parietali, inquadrabili nelle pitture di II stile con suggestive rappresentazioni di prospettive architettoniche, sono stati oggetto di restauro da parte della Soprintendenza di Pompei, attualmente Parco Archeologico di Pompei. Alcuni di questi sono stati esposti in altre mostre allestite in varie parti del Mondo, come in Giappone, America e numerosi eventi in Europa.

In particolare si potrà ammirare la pittura del Larario, rinvenuto nell’ambiente cucina della “Villa 6” con la rappresentazione dei due lari e del Genio sacrificante e con la raffigurazione di due serpenti che si avvicinano ad un piatto di offerte.

La Mostra Archeologica, cofinanziata dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, consentirà di riscoprire la bellezza dei luoghi e delle opere, oltre che far conoscere aspetti significativi della vita in epoca romana nelle ville di campagna presenti nel territorio della periferia dell’antica Città di Pompei e il rapporto degli abitanti con il fertile vulcano.

Per l’occasione l’Ente Autonomo Volturno (EAV) ha voluto testimoniare l’importanza dell’inaugurazione di una Mostra così significativa per il Territorio vesuviano con il treno storico BD200, che partirà dalla stazione di Napoli – Porta Nolana diretto a Terzigno e ritorno.

Scavi Pompei: l’ingresso è gratuito

Oggi prima giornata gratuita agli Scavi di Pompei per «IoVadoAlMuseo». Il post social di annuncio del Parco Archeologico è virale: «Oggi, cade l’anniversario dell’inizio degli Scavi ufficiali a Pompei. In questa data infatti, nel 1748, avvennero i primi, sommari scavi nell’area pompeiana, che fecero seguito ai ritrovamenti nella zona di Ercolano. Per volere di Carlo di Borbone, R. J. de Alcubierre iniziò a scavare nella zona della Collina di Civita, allora torre Annunziata. Convinto di essere sulle tracce della antica Stabia, con poche decine di persone al lavoro, iniziò lo scavo rinvenendo alcune monete, oggetti e antiche costruzioni. Nelle pagine della Pompeianarum Antiquitatum Historia, Vol 1, di Giuseppe Fiorelli, vengono ricordati quei giorni così importanti».

 

 

 

Fonte: IlMattino