Archivio Categoria: Life

HÈSED UN PROGETTO CHE UNISCE LA MUSICA E LA BENEFICENZA

DAL 28 MAGGIO 2021 È SU TUTTI I DIGITAL STORE

HÈSED è un progetto ideato da Don Pasquale Di Giglio nato dal desiderio di incontrare la Parola di Dio in maniera giovane in un contesto, quello attuale, dove spesso le parole che leggiamo o ascoltiamo, rischiano di rimanere vuote perché non legate ad una concreta esperienza di vita.

Il 28 maggio il parroco napoletano, della chiesa del Buon Pastore di Fuorigrotta (Na), lancerà l’iniziativa per sostenere la Caritas Inter Parrocchiale a cui saranno devoluti i proventi e anche i messaggi dei tre brani contenuti nel disco. Grazie alla musica le parole restano e diventano vive perché partecipate; messe in musica, le stesse diventano nostre perché superano le barriere del pregiudizio e della razionalità.

La Bibbia viene “messa in musica” attraverso una traduzione in napoletano dei seguenti testi del Vecchio Testamento a cura dello stesso Don Pasquale di Giglio che in seguito sono stati canovaccio per la creazione di tre brani scritti e interpretati da tre giovani talenti:

Alessandro Romano – cantante, cantautore, autore e busker napoletano con il brano OSEA

Joe Mallo – rapper napoletano co-autore della sigla ufficiale delle universiadi Napoli 2019 con il brano CANTICO DEI CANTICI

Veronica Simioli – cantante del trio Sud58 Resident Band di Made in Sud, al sul esordio come cantautrice con il brano QOELET

La produzione musicale dell’intero progetto è affidata a Stefano Gargiulo (premiato con l’ambito Los Angeles Music Awards 2014) che ha curato la realizzazione di tutte le musiche. Tre brani con tre stili musicali differenti che raccontano attraverso la loro visione artistica e umana le traduzioni del Libro più antico e spirituale dell’umanità, eseguite da Don Pasquale Di Giglio.

DESCRIZIONE E SIGNIFICATO DEI LIBRI SCELTI PER LE TRADUZIONI:

QOELET (IV – III sec. a.C.), dà un senso nuovo al tempo che passa, perché in questa dinamica di tenerezza è Lui che aspetta riempiendo il tempo e la storia di speranza e di vita.

OSEA (VIII – VII sec. a.C.) racconta un “amore desiderio” che si infrange sulle nostre resistenze e che nonostante tutto continua a raggiungerci incessantemente.

CANTICO DEI CANTICI (VI sec. a.C.) racconta di un “amore liberato e gioioso”, senza resistenza nel desiderio dell’altro, un rincorrersi giocoso nel tentativo di incontrarsi davvero e in profondità.

MILANO, CONFERMATO ANCHE MIMO DAL 10 AL 13 GIUGNO 2021

L’apertura a fiere e a eventi ha generato un’ondata di entusiasmo. Nel rispetto delle regole e delle norme di sicurezza, anche Milano Monza Motor Show conferma l’edizione 2021 che si svolgerà dal 10 al 13 giugno. “Una decisione presa insieme ai partner istituzionali con i quali è stato messo a punto un format che possa garantire la sicurezza di pubblico e addetti ai lavori che parteciperanno in presenza, oltre alla possibilità di assistere in streaming alla manifestazione per chi non vorrà e potrà muoversi per recarsi a Milano.” Spiega la nota stampa.

MIMO si candida per diventare il più importante motor show in Europa nel 2021, grazie alla presentazione di numerose anteprime e alla sua anima dinamica. Il salone dell’auto si terrà in Italia nelle città di Milano, Monza e all’Autodromo e presenterà le novità delle oltre 50 case automobilistiche presenti. 

Racconta Andrea Levy, Presidente MIMO: “Il contatto costante con le istituzioni, come Regione Lombardia e le due amministrazioni comunali, ci ha permesso di modulare il nostro format in modo da renderlo sicuro e flessibile. MIMO 2021 sarà una grande occasione per tutto il sistema automotive, a partire dalla giornata stampa di giovedì 10 giugno in cui media, istituzioni e brand potranno incontrarsi e discutere future partnership. Sentiamo le case automobilistiche, i giornalisti: c’è una grande voglia di ripartire e noi vogliamo essere il contenitore in cui farlo, garantendo allo stesso tempo la massima sicurezza”.

Il presidente della Regione, Attilio Fontana evidenzia: “La Lombardia si conferma, attraverso i numeri, un territorio importantissimo per quanto riguarda il settore automotive. Costruttori e aziende trainano il mercato e questa edizione di MIMO rappresenta, in un momento particolare come questo, il desiderio di conoscere le novità più interessanti. Il tutto avviene all’insegna della passione e del divertimento, sia per le strade di Milano, sia in pista a Monza“. Anche l’assessore regionale all’Innovazione e Ricerca, il brianzolo Fabrizio Sala, evidenzia che “nonostante la situazione, c’è una grande voglia di ripartire da parte di tutti, addetti e tifosi, sempre in totale sicurezza. Siamo orgogliosi – prosegue Fabrizio Sala – che queste due città possano attirare appassionati e addetti ai lavori per quattro giorni di esposizione e di festa perché la Lombardia è terra di innovazione, ma anche di spettacolo e di attrazione nel magnifico mondo dei motori”.

“Sono soddisfatto che sia stata trovata una soluzione che consenta di vivere in piena sicurezza di persona, ma anche a distanza via streaming, gli appuntamenti del Milano Monza Motor Show 2021 – ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala -. Milano saprà essere protagonista di questa manifestazione con l’esposizione dei più innovativi modelli lungo le vie del centro, ma soprattutto grazie al focus sulle auto elettriche e ibride che sarà ospitato in piazza Castello. Il fatto che sempre più aziende costruttrici di veicoli stiano investendo sulla sostenibilità è un segnale molto importante che ci fa sperare per il futuro del settore e della mobilità a Milano e in tutte le città del mondo, un futuro che non può che essere green”.

Un evento vissuto come una ripartenza, come rimarca Angelo Sticchi Damiani, Presidente ACI: ‘’Salutiamo con soddisfazione la ripartenza MIMO, importante segnale di ripresa dalla drammatica pandemia. L’evento ci consegna l’opportunità di uno splendido excursus sullo stato dell’automobile e della mobilità sostenibile, che riaccende la passione degli italiani per l’auto in tutte le sue forme e che offre un’occasione ulteriore per onorare il nostro Autodromo di Monza, epico tempio della velocità nel mondo, sulla via per celebrarne i 100 anni”.

Quattro giorni di evento con esposizione statica dei modelli delle case automobilistiche e motociclistiche per le strade del centro di Milano: accanto alle elettriche 100%, alle ibride, alle citycar e ai suv, i visitatori potranno scoprire anche i prototipi dei carrozzieri e le regine del motorsport, in una passeggiata di quasi 3 chilometri da corso Vittorio Emanuele a piazza Duomo, passando per via Dante, via dei Mercanti, piazza Cordusio e infine piazza del Castello Sforzesco. Proprio in piazza Castello si troverà il Focus Auto elettriche, un approfondimento riservato al pubblico di quella che è la nuova mobilità messa a disposizione attualmente dalle case automobilistiche, con l’esposizione di vetture elettriche e ibride. Gli stessi modelli saranno a disposizione dei test drive per i visitatori che, in questa edizione, potranno anche prenotarli a Milano durante la manifestazione, o richiedere una prova nella propria città, tutto dal sito internet www.milanomonza.com

Sarà proprio il sito internet a diventare il valore aggiunto di MIMO 2021, perché sarà lo strumento attraverso il quale i modelli esposti e gli eventi della manifestazione potranno entrare nelle case di utenti e appassionati impossibilitati a partecipare allo show. Ogni modello esposto avrà una pagina dedicata con foto, video, schede tecniche, approfondimenti, link al configuratore e alle offerte speciali studiate dai brand.

Accanto all’esposizione statica milanese che si inaugura il 10 giugno ci sarà la parte dinamica in pista, all’Autodromo di Monza: venerdì 11 giugno si svolgerà la Journalist Parade, la sfilata dei giornalisti che, a bordo delle novità delle case automobilistiche, uniranno idealmente Milano e Monza con la sfilata che passerà per il centro di Monza e arriverà sul circuito dell’Autodromo. Sabato e domenica sarà il tempo di sfilate e attività in pista per collezionisti e club. Dario Allevi, Sindaco di Monza:La conferma del MIMO a giugno è una iniezione di ottimismo. È l’occasione per riappropriarsi del nostro Autodromo, un’icona di velocità, tecnologia e innovazione riconosciuta in Italia e nel mondo. Monza e la Brianza sono unite da un’unica passione, la velocità. Un «filo rosso» che lega questo comune amore per i motori e il motorsport al «Tempio della Velocità» che l’anno prossimo compirà cent’anni. Il tracciato, uno dei circuiti più antichi e famosi al mondo, è entrato nella leggenda degli sport motoristici, anche grazie alla sua collocazione all’interno del Parco che dà vita ad uno scenario unico. Il Milano Monza Motor Show è una grande occasione sportiva ed economica per far conoscere a un pubblico vasto questo compendio. Nonostante tutte le difficoltà che la pandemia ci ha messo davanti, grazie al gioco di squadra tra istituzioni che in Lombardia in questi anni è diventato un vero e proprio «metodo di lavoro».

A cura di Giulia Asprino

MILANO, ECCO LE NUOVE APERTURE E GLI EVENTI DA SEGNARE IN AGENDA

Mentre scriviamo il titolo di questo pezzo siamo increduli e incredule anche noi di Pink Life Magazine. La pandemia ci ha portato via tante cose, ma forse si intravede un fievole spiraglio di luce in fondo al tunnel. Dopo il via libera del Governo Draghi a fiere e congressi, una nuova alba sta sorgendo su Milano (sempre con la dovuta attenzione a tutte le misure di sicurezza). Dopo la conferma della prossima edizione della Milano Fashion Week Men’s Collection e del Salone del Mobile – rispettivamente a giugno e a settembre 2021 – ecco una carellata di eventi imperdibili.

Per gli amanti della cultura, la Triennale di Milano ha presentato la sua programmazione per i prossimi 12 mesi, quelli che porteranno all’apertura della 23ª Esposizione Internazionale nel maggio 2022. Tante, a partire dalla primavera e dall’estate 2021, la iniziative in programma negli spazi del Palazzo dell’Arte e il Giardino Giancarlo De Carlo. La riapertura al pubblico della Triennale (in orario 11.00-20.00, dal martedì alla domenica; per info e prenotazioni 02 72434208) coincide con l’avvio di numerose iniziative per tornare a vivere insieme la cultura, sempre nel pieno rispetto delle disposizioni per la tutela della sicurezza dei visitatori, degli artisti e dei lavoratori.  Anche Fondazione Prada riapre al pubblico. A partire dal 29 aprile 2021, dal giovedì alla domenica in orario 10.00-19.00 nel rispetto delle normative anti Covid-19. Presso gli spazi espositivi milanesi si possono visitare la nuova mostra di Simon Fujiwara Who the Bær (aperta fino al 27 settembre 2021) e il progetto permanente Atlas che presenta una selezione di opere della Collezione Prada in cinque piani espositivi della Torre. L’ingresso è contingentato e richiede l’acquisto del biglietto online fino alle ore 24.00 del giorno precedente alla visita. Mostre, spettacoli, festival, eventi, concerti, dialoghi.

Per gli amanti dello sport. Milano Monza Motor Show conferma l’edizione 2021 che si svolgerà dal 10 al 13 giugno. Le principali case automobilistiche e motociclistiche mostreranno per le strade del centro di Milano tutte le più recenti novità. In Piazza Castello ci sarà il focus dell’elettrico, un approfondimento riservato al pubblico di quella che è la nuova mobilità a zero emissioni; in una passeggiata di quasi 3 chilometri, da Corso Vittorio Emanuele a Via dei Mercanti, saranno esposti i prototipi e le regine del motorsport.

Per i cinofili di elezione. Il cinema Beltrade, stamattina, ha festeggiato la riapertura con una “maratona” cominciata all’alba, alle 6 del mattino, con la proiezione di Caro diario di Nanni Moretti. Ed è stato subito sold out. «Avevamo promesso ai nostri spettatori che avremmo aperto il prima possibile, e lo abbiamo fatto», ha spiegato Monica Naldi, la titolare della sala milanese. Certo, anche lei è incredula: l’orario ha costretto molti a una levataccia mattutina. «Non ci aspettavamo questa reazione e di avere il tutto esaurito alle 6», ha spiegato, ammettendo che «è stata dura tutti questi mesi lontani dal nostro pubblico». Durante il periodo di chiusura, al Beltrade hanno continuato ad organizzare attività online e con altri cinema indipendenti hanno creato la piattaforma 1985.cloud. Ma si sa: non è la stessa cosa.

A cura di Giulia Asprino

VILLA EDEN, UN WEEKEND ALL’INSEGNA DEL BENESSERE A PROVA DI COVID

Prenotare o non prenotare, è questo il dilemma. Dopo mesi di restrizioni, il venire meno di alcune limitazioni agli spostamenti in Italia e all’estero ha definitivamente riacceso la voglia di fare la valigia e partire per una rigenerante vacanza, o almeno un weekend fuori porta. Ma la situazione sanitaria e l’andamento dei contagi, al momento, rendono difficile pianificare un viaggio con assoluta certezza. A Villa Eden possono accedere solo ospiti con un test coronavirus negativo che può essere effettuato anche all’arrivo in struttura. Con sole 29 suite e immersa in un parco secolare situato nella più esclusiva zona residenziale di Merano, Villa Eden è il primo Covid- Safe hotel a 5 stelle. Ideale per godersi un soggiorno all’insegna della massima tranquillità e del benessere. Una vera oasi di intimità e serenità. I lunghi periodi di lockdown, infatti, hanno causato una serie di disagi csia fisici sia psicosomatici. Possiamo adottare la tecnica dello struzzo, con la testa sotto la sabbia e il resto del corpo esposto alle “intemperie” della vita e di questo periodo, oppure ascoltare attentamente per capire se il nostro organismo ci sta inviando dei segnali d’allarme. In questo caso è molto meglio occuparci del nostro corpo oggi piuttosto che pre occuparci domani.

Ecco che il Longevity Medical Center di Villa Eden Leading Park Retreat di Merano, già il primo a essere dichiarato Covid Safe Hotel, ha messo a punto un piano settimanale dedicato alla prevenzione e al recupero degli effetti negativi per chi è stato affetto da Covid-19. Il programma Covid Immunoplus è il primo in Italia studiato per il recupero di patologie debilitanti, che stimoli il sistema immunitario e antiinfiammatorio, migliorando il microcircolo e apportando multivitaminici complessi in vena.

“Seguire tutte le indicazioni di prevenzione e usare i dispositivi per prevenire la diffusione del Covid-19 talvolta non basta. La medicina integrata può essere d’aiuto per attuare una forte prevenzione e per il recupero della stanchezza e degli effetti negativi dovuti dal virus. Il programma è solo di una settimana, quindi dopo la terapia tradizionale medicale in loco il paziente deve essere guidato per un periodo anche a casa, soprattutto al fine di recuperare davvero. Le nostre non sono soluzioni alternative all’uso della mascherina o al vaccino ma complementari” racconta il dott. De Nobili,  responsabile sanitario del Longevity Medical Center.

Il programma settimanale prevede: una seduta di intestino detox con ozono, due sedute di grandi autoemoterapie con Ossigeno Ozono comprensive di flebo di vitamina C per rafforzare il sistema immunitario, due terapie IV Energy per una ricarica di energia e vitalità (vere e proprie flebo multivitaminiche), ANS Analysis per la misurazione della variabilità cardiaca, due Biofeedback cardiovagale (attraverso un macchinario si va a riequilibrare le funzioni del sistema nervoso attraverso una respirazione coerente, controllata da un programma. Saranno dati inoltre degli esercizi a casa di mantenimento), quattro massaggi drenanti total body (per chi è stato troppo sedentario o costretto a letto), una lezione di allenamento metabolico (a causa del poco movimento mediamente abbiamo avuto un abbassamento del metabolismo basale e occorre risvegliarlo), una lezione di allenamento ipertrofico (con il supporto di un personal trainer si attua un recupero a livello muscolare che andrà a migliorare il forte senso di stanchezza), due terapie per depurare l’organismo dai metalli pesanti (attraverso l’utilizzo di correnti galvaniche ci si depura da tossine e metalli pesanti, come ad esempio i farmaci e in particolare il cortisone, che viene spesso usato nelle terapie).

A cura di Giulia Asprino

TRIENNALE MILANO E MAXXI MUSEO PROMUOVONO LA SECONDA EDIZIONE DEL PREMIO ITALIANO DI ARCHITETTURA

Triennale Milano e MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo promuovono la seconda edizione del Premio Italiano di Architettura, che quest’anno si svolgerà in Triennale e vedrà anche l’assegnazione del Premio T Young Claudio De Albertis dedicato ai giovani architetti italiani.

Il Premio Italiano di Architettura è un progetto con cadenza annuale, creato a partire dalle esperienze della Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana di Triennale Milano e del progetto YAP – Young Architects Program del MAXXI. Nel 2019 le due istituzioni hanno annunciato una nuova collaborazione che vede Roma e Milano insieme per la valorizzazione dell’architettura italiana, attraverso la promozione di opere realizzate da progettisti italiani o attivi in Italia, il cui impegno è rivolto all’innovazione, alla qualità del progetto e al ruolo sociale dell’architettura. Il Premio si svolge ad anni alterni tra Roma e Milano. La prima edizione del Premio si è tenuta nel 2020 al MAXXI. Afferma Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano:

“Con la seconda edizione del Premio Italiano di Architettura, che siamo felici di accogliere in Triennale, consolidiamo l’impegno affianco del MAXXI nel promuovere le proposte progettuali più innovative e rilevanti, capaci di affrontare le complesse sfide del nostro presente, un presente in cui è sempre più evidente la necessità di porre il progetto al centro di un ampio dibattito internazionale che ne confermi il ruolo di vero e proprio “agente di cambiamento” per la società contemporanea. In occasione di questo Premio, rinnoviamo anche la collaborazione con il Comitato Claudio De Albertis per il Premio T Young Claudio De Albertis, a conferma della comune volontà di sostenere le generazioni di architetti più giovani, che siamo certi sapranno individuare strade nuove e coraggiose.”

Dice Giovanna Melandri, Presidente di Fondazione MAXXI: “Dopo il Premio alla carriera a Renzo Piano e quelli a due giovani architette come Francesca Torzo e Lucy Styles nel 2020, la nuova edizione del Premio prende il via proprio nel momento in cui è più che mai necessario ricostruire un rapporto virtuoso tra le persone, l’ambiente e gli spazi costruiti, un momento in cui perfino la presidente della Commissione Europea ha chiamato a raccolta architetti e creativi di tutta l’Unione per contribuire alla costruzione di un nuovo paesaggio sociale e civile, da lei sintetizzato nell’espressione New European Bauhaus. La collaborazione tra MAXXI e Triennale Milano va in questa direzione”.

Parte integrante del Premio Italiano dell’Architettura, il Premio T Young, promosso dal Comitato Claudio De Albertis, intende valorizzare e sostenere le giovani eccellenze italiane nel campo dell’architettura. Il Premio è destinato agli architetti italiani di massimo 35 anni al 31 dicembre 2018 che abbiano operato sia in Italia che all’estero con un intervento che dovrà essere stato completato nel periodo 2018-2020. Il Comitato Premio Claudio De Albertis riconoscerà al vincitore un premio di 12.000 euro da utilizzare per progetti/formazione.

“Sostenere e promuovere le giovani eccellenze italiane è il nostro obiettivo primario – spiega Carla De Albertis, Presidente del Comitato – Siamo pertanto felici di questa importante collaborazione con Triennale e MAXXI che ci permette di offrire al vincitore opportunità di formazione e sviluppo di nuovi progetti. E di dare ai giovani un segnale di ripartenza e futuro.”

A cura di Giulia Asprino

Lunedì 25 gennaio presentazione alla Camera di Commercio calendari Millimetrica

Lunedì 25 gennaio ore 11.30 presso la Camera di Commercio di Napoli Piazza Bovio sala Magliano II piano, Casartigiani Napoli promuove la conferenza stampa di presentazione di quattro calendari che hanno un forte significato:
 L’emancipazione della donna dagli anni ’10 ad una futuristica donna 2024
dove la pizza artigianale è la costante inalterata nel tempo;
 la valorizzazione delle sartorie per cerimonia dove si esalta la sposa
coraggiosa a dispetto del covid-19;
 l’attualità del distanziamento dei bambini;
 l’arte pittorica del ‘900.
La conferenza stampa si svolgerà anche attraverso i social network (FACEBOOK sui
canali: il Calendario delle Spose; Vesuvio Live, e su INSTAGRAM sui canali: il Calendario
delle Studentesse e Millimetrica).
Saranno presenti alla conferenza stampa, il presidente della CCIAA di Napoli Ciro Fiola, il
Segretario Casartigiani Fabrizio Luongo, il patron dei calendari l’imprenditore Luigi
Aprea.
I temi dei calendari sono estremamente differenti ma tutti abbracciano tematiche sociali
del periodo in cui stiamo vivendo.
Il calendario delle Spose 2021 ha il tema “la sposa coraggiosa”.
Nonostante il periodo difficile, le future spose interpretano il coraggio poichè non si sono
perse d’animo e qualcuna si è anche sposata in estate. Foto Dam Academy( Supervisor
Mauro Grosso), Art Director Giulio Boiano, Make Up Rea, Hair Fashion Lab Gallery.

Il calendario delle Studentesse 2021 ha il tema “lockdart”. 13 quadri del 900 eseguiti in
chiave fotograficamente moderna. Foto Ilas Academy (Supervisor Nicola D’orta), Make up
Melka Beauty Academy, Hair Fashion Lab Gallery, Styling Debora Di Napoli.

Il calendario dei Bambini 2021 ha il tema “a un metro da te”. 13 immagini in cui si
manifestano le difficoltà (con sorrisi) dei bambini a restare distanziati di almeno 1 metro
causa pandemia. Foto Puremotion Photo.

Il calendario della pizza 2021 ha il tema “l’emancipazione della donna”. Escalation della
donna dagli anni 10 ad una futuristica 2024 dove la protagonista costante è sempre lei : la
pizza. Foto Dam Academy (Supervisor Mattia Valerio, Styling Antonio Ciro Avolio), Make
Up Rea, Hair Idola e Erry & G.
Alla conferenza stampa saranno altresì presenti Gino Sorbillo, Melania Mormile e
Mauro Grosso (Dam academy per foto e Rea per il Make Up – il Calendario delle Spose e
il Calendario della pizza), Nicola D’Orta (Ilas Academy per foto – il calendario delle
Studentesse) , Sal De Maria (Fashion Mix hair director – il Calendario delle Spose e
Studentesse) Salvatore Marseglia (puremotion per foto – il Calendario dei Bambini),
Maurizio Cirillo (coordinatore sfilate tutti i calendari).

Addio 2020: la speranza di avere un 2021 sereno per tutti noi

Un anno da dimenticare il 2020: il Covid, questo sconosciuto, incombe nelle nostre case e nella nostra testa e di fatto stravolge la vita di ognuno di noi.

Lockdown, parola che non conoscevamo, è diventata un incubo incessante quotidiano.

I morti, tanti, per questa pandemia maledetta che ha colpito tutto il mondo.

E poi personaggi illustri che ci hanno lasciato in questo 2020 a prescindere dal Covid.

Kobe Bryant, Ezio Bosso, Ennio Morricone, Franca Valeri, Jole Santelli, Sean Connery, Gigi Proietti, Stefano D’Orazio, Pierre Cardin, Paolo Rossi e per finire il numero 1 Diego Armando Maradona.

Noi di PinkLifeMagazine, speriamo solo di trovare un anno più sereno: buon 2021 a tutti voi

Rogiosi editore: a luglio in libreria con sette nuove pubblicazioni

A luglio in libreria con sette nuove pubblicazioni:

“Dio nel frammento. La fede in tempo di pandemia” di Don Tonino Palmese, “Carcere. Idee, proposte e riflessioni” di Samuele Ciambriello, “Il merito del mezzo” di Franco De Luca, “Casomai avessi dimenticato” di Matteo Cosenza, “Nel nome del mare” di Oreste Ciccariello, “Inferno 1860” di Marco Lapegna, “Arrivò Claude e vinse il buio” di Moira Lilli.

“Durante il lockdown, la casa editrice che ho fondato e dirigo ha proseguito il lavoro sulle pubblicazioni che a luglio sarebbero dovute arrivare in libreria – racconta Rosario BiancoRogiosi Editore –. Non è stato un lavoro semplice, ma ho provato a tenere alto l’entusiasmo e la voglia di fare dei miei collaboratori, e i lettori italiani troveranno sugli scaffali sette nuovi titoli. Abbiamo anche continuato a lavorare sulla rivista l’Espresso napoletano e abbiamo dato vita a nuovi progetti, come ‘OMBRE, leggende metropolitane’ in 8D”.

“Dio nel frammento. La fede in tempo di pandemia” di Don Tonino Palmese

“Penso che il virus ci stia dicendo che il nostro modo di pensare al progresso, al benessere e alla forza di un corpo sempre più sano, consista nel ridisegnare l’esistenza tutta, con la logica della piccolezza, dell’umiltà e della semplicità e credo che allo stesso tempo anche la stessa fede in Dio, debba assumere le stesse forme della “piccolezza” e perciò della pervasività, aldilà degli steccati confessionali. Dobbiamo sviluppare un’immagine di Dio e del Suo agire come un frammento quasi impercettibile per determinare l’ingresso onnipotente di Dio e della Sua Signoria nella storia. Un frammento della nostra fede e delle nostre semplici esistenze in grado di poter ospitare il “Tutto” presente nel Totalmente Altro”. Don Tonino Palmese.

“Carcere. Idee, proposte e riflessioni” di Samuele Ciambriello

“Carcere è l’anagramma di cercare. Cercare per ricostruire, per ritrovarsi, per seguire una strada che è tracciata anche dalla Costituzione: assumersi le responsabilità, per trovare se stessi, rispettando i diritti delle persone”. È questo lo slogan di Samuele Ciambriello, giornalista, scrittore, professore, attivamente impegnato da 40 anni nella lotta per i diritti delle persone sottoposte a restrizioni della libertà personale e Garante dei Detenuti della Regione Campania da ottobre 2017. Presidente dell’Associazione La Mansarda, il Professor Ciambriello, dopo diversi anni, ha sentito l’esigenza di ‘scrivere di carcere’, di trattare del complesso sistema penitenziario, ma soprattutto delle esperienze di vita vissuta in esso annidate, di diritti negati, di affettività, partendo da un’attenta analisi, attraverso attività di monitoraggio, osservazioni, colloqui, sopralluoghi, progetti, il tutto rifacendosi all’art. 27 della Costituzione, che recita «Le pene [17 ss. c.p.] non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Un testo alla portata di tutti, professionisti del settore e non, che cerca con un linguaggio semplice di fornire dei riferimenti teorici, empirici e scientifici, con l’intento di abbattere i muri e di instaurare ponti tra il ‘dentro’ e il ‘fuori’, mettendo in risalto l’importanza di costruire e di ‘cercare’ insieme, popolazione detenuta e non, una ‘zattera’ che possa remare controcorrente nel mare dell’indifferenza e della repressione, sull’onda della consapevolezza e del rinvenimento.

“Il merito del mezzo” di Franco De Luca

Un ragazzo enigmatico, introverso e con doti speciali, un commissario stanco di vivere, un fotografo esuberante e una affascinante nobildonna, un muratore che affronta il boss del quartiere, un senatore generoso e preso d’amore per la moglie, un musicista tormentato dal successo di una sua canzoncina puerile. Sono solo alcune delle molte tessere che formano un mosaico policromo e preciso. Un romanzo corale, dove ogni personaggio è leva di cambiamenti impensabili e decisivi nella vita degli altri. Con una narrazione ironica e avvincente, che tocca generi e toni diversi, le storie mostrano come alcune persone, attraversate da una misteriosa energia, possano diventare strumenti di disegni divini e mezzi della crescita di chi li circonda. Strumenti dunque, mezzi, cui va il merito di saper accogliere il delicato compito che viene loro affidato. Per giungere, infine, alla liberatoria consapevolezza che solo parte di ciò che ci accade dipende dalla nostra volontà e che ridimensionata deve essere dunque la fierezza, così come circoscritta è la colpa.

“Casomai avessi dimenticato” di Matteo Cosenza – Illustrazione di copertina Riccardo Marassi

Carte, tutte le carte di una vita, raccolte nell’arco di quasi sessant’anni, poi per caso rilette, in gran parte cestinate e in parte archiviate. Carte d’identità o, se si preferisce, una storia di carte come si conviene al protagonista che è un giornalista, calato per necessità e comodità nell’era digitale, ma geloso di una storia non virtuale bensì palpabile come si può fare con un foglio A4, con una pagina di un giornale o di un libro. I personaggi e interpreti sono uomini e donne noti o meno noti, soprattutto contano le storie che scaturiscono dagli incontri felici o tragici, da vicende individuali e collettive. Ci sono Pino e Luigi, Gennaro e Ennio, Giancarlo Siani e Mimmo Maresca, Enrico Berlinguer e Giorgio Napolitano, Francesco De Martino e Giacomo Mancini, Ruggero Zangrandi e Pier Paolo Pasolini, Antonio Bassolino e Raffaello Causa, Pasquale Nonno e Antonio Gava, e tanti giovani che, seduti dall’altro lato della scrivania, chiedevano: «Vorrei fare il giornalista». Lui, l’autore, un giorno si trovò ad un bivio: giornalismo o politica? Scelse senza titubanze il primo ma in realtà non ha mai abbandonato la passione per la seconda. Come mai? Forse perché in queste attività, come nella vita, è importante, se non fondamentale, una visione del mondo, un’idea dello stare con gli altri, un sogno che può essere anche un’utopia. Senza un bisogno di verità e un progetto di futuro che vita sarebbe?

“Nel nome del mare” di Oreste Ciccariello

La forza distruttrice del mare e la sua incredibile clemenza. La capacità di condannare e salvare, per sempre. L’inarrestabile potenza di capovolgere una barca e l’irresistibile spinta a crederci ancora. Le onde che si infrangono, le onde che accarezzano. Sulla dicotomia del mare si muove questa storia.
Il mare è prima carnefice, amante voluttuoso, eterno nemico e prigione, poi diventa una placida culla, unica flebile speranza, sola via d’uscita, ultima salvezza. Il racconto di un giovane ragazzo, Seyum, che si trova per due volte ad affrontare il mare e a sconfiggerlo per trovare la libertà. Una storia inventata, in un luogo che non esiste, che però purtroppo riflette, allegoricamente, qualcosa di tristemente vicino alla realtà dei giorni nostri. Troppe persone che sfidano il mare per trovare la libertà e finire in una prigione più grande di quella che hanno lasciato. Come Seyum, però, bisogna crederci e lottare nel nome del mare. Perché, del resto, nel nome del mare l’uomo spera, prega e invoca. Al di là del mare l’uomo fugge. Per colpa del mare l’uomo spesso e ancora si perde. Ma nel nome del mare l’uomo sempre e per l’ultima volta si salva.

“Inferno 1860” di Marco Lapegna

Nella rovente estate napoletana del 1860, mentre Garibaldi con il suo esercito di volontari risale la penisola e l’amministrazione del Regno delle Due Sicilie è in completo disfacimento, l’ispettore di primo rango della polizia borbonica Gaetano Casagrande è incaricato di indagare su un delicato caso di duplice omicidio: una anziana venditrice ambulante di umile aspetto e la moglie di un giudice appartenente all’alta aristocrazia napoletana sono ritrovate assassinate assieme nello stesso appartamento. Intrecciando l’indagine poliziesca con gli eventi storici realmente accaduti, l’intento dell’autore è costruire un romanzo noir raccontando al tempo stesso la vita quotidiana di Napoli nei quattro mesi decisivi nel processo di unificazione dell’Italia. Una città tumultuosa e piena di vita, popolata da guardie pigre e svogliate, immigrati pugliesi in cerca di una vita migliore, spie del regno di Sardegna, piccoli ladruncoli, preti impegnati in omelie reazionarie e avvocati liberali. Una terra in bilico tra un passato pieno di contraddizioni e un futuro ricco di incognite, eternamente sospesa tra l’attesa remissiva di un aiuto esterno e il desiderio di partecipare in prima persona al cambiamento epocale. Cambiamento che promette benefici per tutti, ma forse non all’altezza del prezzo che ognuno dovrà pagare.

“Arrivò Claude e vinse il buio” di Moira Lilli

Angela e Paolo sono una coppia in crisi. Aggrappati al loro sogno d’amore coltivato al Liceo, fatto di passione, di slanci e di letteratura, arrivati a quarant’anni devono fare i conti con la grigia quotidianità che porta silenzi, incomprensioni, percorsi interiori diversi. I protagonisti, attraverso un’esperienza forte ed inusuale, si troveranno a scavare in sé stessi sullo sfondo di una città, Napoli, che con la sua bellezza amplifica e ferisce, lenisce e sana. Nel fluire dell’epoca complessa che stiamo vivendo, l’opera diviene romanzo di formazione di coppia e rappresenta un’ancora, un modo letterario per aprire il pensiero alla riflessione.

Capodanno nel mondo: ecco dove andare

Esotico, divertente, rilassante o sportivo: il Capodanno va festeggiato viaggiando, da soli, con gli amici o con la famiglia. Ecco 5 mete in Italia e all’estero che uniscono l’amore per l’avventura al piacere di svagarsi, concedendosi un brindisi insolito.
    Viaggiare in fuoristrada tra le dune setose dell’Oman, perla del Corno d’Arabia, tra le antiche tradizioni beduine e le oasi del deserto: è quel che propone dal 28 dicembre all’Epifania l’avventuroso viaggio di Capodanno di Originaltour (www.originaltour.it). Con una guida locale si viaggia nel deserto tra i villaggi e le oasi fino a Duqm, pernottando nelle lussuose tende in stile beduino del Desert Night Camp dove si festeggia l’arrivo del nuovo anno. Il rientro a Muscat prevede una notte a Ras al-Jinz, il punto più orientale della penisola arabica, sulla cui spiaggia le tartarughe verdi vanno a deporre le uova. A Muscat si visitano il Palazzo del Sultano, i forti d’epoca portoghese, il suq di Muttrah per lo shopping e il museo Bait Al Zubair, un’ex abitazione privata dove si ammirano abiti, costumi, utensili, armi e gioielli tipici dell’Oman. Per chi vuole organizzare il viaggio da solo: www.experienceoman.om La città lagunare più bella al mondo non smette mai di stupire: per la notte di Capodanno Venezia offre tanti eventi culturali, concerti, festeggiamenti in piazza e balli privati. Cuore del Capodanno è piazza San Marco, che ospita show musicali e gli immancabili fuochi d’artificio per salutare il 2019 in una delle location più suggestive d’Italia. L’evento più atteso è il concerto del 31 dicembre al teatro La Fenice, dove l’orchestra diretta dal maestro Myung-Whun Chung accompagna il coro con sinfonie di Verdi e Puccini. I più romantici possono cenare in barca e ammirare la laguna da una prospettiva unica, godendosi lo spettacolo pirotecnico dall’acqua. Chi, invece, preferisce il tradizionale cenone di fine anno ha solo l’imbarazzo della scelta tra i numerosi ristoranti e taverne della città; quelli frequentati dai veneziani sono ad esempio nel quartiere di Cannaregio, verso San Polo, e nel quartiere Santa Croce. Gli appassionati d’arte possono visitare fino al 27 gennaio la mostra Peggy Guggenheim. L’ultima dogaressa, e scoprire 60 tra dipinti, sculture e lavori su carta della collezionista e filantropa americana durante il suo lungo soggiorno lagunare, dal 1948 al 1979. Fino al 16 febbraio la mostra Novecento a Palazzo Franchetti consente di fare un viaggio nell’arte del XX secolo, dal futurismo al Bauhaus, dalla metafisica di De Chirico al surrealismo.
    Festeggiare Capodanno a Lisbona tra un’esclusiva mostra dedicata alla pop art e a concerti in piazza: King Holidays (www.kingholidays.it) propone un viaggio di fine anno nella capitale portoghese partendo da Roma, Milano, Bologna e Venezia.
    A Lisbona il divertimento si concentra nelle piazze con concerti, balli e i tradizionali fuochi d’artificio da ammirare da tutte le zone “alte” della città, non prima della cena a base di baccalà in una delle tante osterie. D’obbligo è contemplare il tramonto del 31, l’ultimo nel punto più occidentale d’Europa, ascoltando le nostalgiche note del Fado e poi prepararsi ai festeggiamenti della notte più lunga dell’anno. Nel quartiere di Baixa migliaia di persone affollano il tradizionale concerto di fine anno di Praça do Commercio, quando allo scoccare della mezzanotte dodici rintocchi annunciano l’inizio dei fuochi d’artificio, che creano suggestivi giochi di luce riflessi nelle acque del Tago. Chi preferisce trascorrere la serata in un locale può optare per il Barrio Alto, dove si possono scegliere decine tra ristoranti, bar e club che propongono feste fino all’alba con musica dal vivo. Più tranquilla è l’atmosfera nelle viuzze dell’Alfama, il cuore storico della città, meta ideale per gli amanti del Fado. Chi ama l’arte ha a disposizione fino al 5 gennaio alla Cordoaria Nacional, ex fabbrica del quartiere di Belem, la mostra “Pop Art Stars”, dedicata alle icone della corrente del secolo scorso con capolavori di Andy Warhol, Jasper Johns, Robert Rauschenberg e Roy Lichtenstein.
    Il Capodanno a Bressanone, accogliente e incantevole città altoatesina della Valle Isarco tra Bolzano e il Brennero, si festeggia con la classica fiaccolata sulla Plose; in città dalle 10 alle 17 gli spazzacamini distribuiranno, secondo la tradizione, portafortuna ai passanti: incontrarli è segno di buona sorte. Chi ama sciare può partire alle 17,30 dal rifugio Plose per partecipare alla fiaccolata lungo i pendii della montagna di Bressanone e concludere con un brindisi nella stazione a valle presso il P3 Apres Ski. Dalle 22 la piazza del Duomo di Bressanone si trasforma in una pista da ballo a cielo aperto con le esibizioni dal vivo della band The Lads e dei dJ Shany e dJ DoubleDee. E poi luci, musica e canti presso il cortile del palazzo vescovile, col tradizionale mercatino di Natale e le casette in legno in piazza Duomo. Tanti sono i luoghi dove alloggiare in città ma in un bosco di Sant’Andrea, località che domina Bressanone, è possibile soggiornare nel più grande albergo d’Italia costruito sugli alberi: l’hotel My Arbor è un resort ecologico realizzato come una palafitta sopra gli alberi. La struttura offre un ottimo centro benessere e la possibilità di fare escursioni guidate con gli sci, accompagnati dal maestro Ivan. Da gennaio, inoltre, si può ammirare il tramonto da 2.447 metri d’altezza con sosta al rifugio Plosehütte e la discesa a valle sulla pista Trametsch. Info: www.brixen.org Partire dopo Natale e brindare al nuovo anno sulla spiaggia di Phuket: Kibo Tours (www.kibotours.com) organizza un viaggio per salutare il 2020 tra le bellezze orientali della Thailandia. Tre notti nella vivace e colorata capitale Bangkok con la visita ai templi più celebri, alle grandi statue di Buddha e al Palazzo Reale e 6 notti a Phuket, dove rilassarsi al sole sulle sue distese di sabbia bianchissima e divertirsi alle feste in spiaggia. Phuket è la più grande isola del Paese e la principale destinazione balneare, conosciuta come “la perla delle Andamane”. Qui le spiagge sono bagnate da trasparenti acque turchesi, dominate dal verde delle colline e della giungla con boschi di palme da cocco che arrivano fino al mare. Phuket offre attività di ogni tipo tra le sue 17 spiagge e 30 tra isole e isolette. Per chi vuole organizzare il viaggio da solo: turismothailandese.it

Fonte: Ansa

SESSO E VINO: SEDUZIONE MILANESE STYLE

Diffidate degli astemi, nel modo più assoluto. La seduzione passa per un bicchiere di vino. Il caffè è per lavoro, il cocktail con gli amici, l’amaro con i colleghi di lungo corso. E ricordate, il vino non va mai pagato dalla donna, per quanto siamo liberali, almeno il primo bicchiere (o la prima bottiglia) deve essere sempre a carico del gentil cavaliere. Il vino va scelto da lui, non transigete, è una regola basilare: l’uomo che tiene a farvi scegliere il vino è decisamente insicuro. Può chiedervi la preferenza ma la decisione ultima spetta a lui, come primo passo della seduzione. E la scelta rivela molto della sua personalità: se punta a un bianco fermo si tratta di un uomo gentile e delicato; per un rosso aspettatevi un uomo deciso, di polso, che sa il fatto suo, difficilmente indirizzabile; chi sceglie un rosè denota attenzione per l’altro sesso, sensibilità e una certa eleganza; se ama stupire vi proporrà un orange wine, facendovi prova il brivido di bere (insieme) un vino dai toni aranciati. Ancora più estrosa (e da vero intenditore), la scelta di proporvi un cocktail a base vino: si tratta decisamente di un uomo originale. Attenzione anche alla tipologia di vitigno: se ordina un vino morbido, fruttato come gewurztraminer è un tipo a cui piace vincere facile, potrebbe essere il classico “tromber” des femmes, seriale. Ordina un barolo, un brunello o un amarone? Più barricato è il vino e più è alta la voglia di stupire, scelta che può nascondere anche un ego spropositato (soprattutto se non vi chiede prima se vi piacciano vini “da meditazione”). Ordina champagne? Attenzione, l’uomo in questione potrebbe risultare troppo sicuro di sè (e un po’ scontato, tale da annoiarvi presto). Passate al contrattacco: il banco di prova è il prosecco. Proponeteglielo, lasciando però la scelta della bottiglia. A seconda che scelga un Cartizze, dell’area Docg, o un semplice Doc, magari fuori dal trevisano, potrete capire la caratura della sua cultura del vino (e un po’ dell’attenzione che potrebbe mettere nel dedicarsi al vostro piacere). Sceglie un vino famoso? Non è uno che tenta, difficilmente farà il primo passo, il primo bicchiere è come il primo bacio, si capisce tutto. Sceglie qualche produttore di nicchia? Il ragazzo merita “vedere”, nel gergo del poker. E se, rispettando la sua scelta proponete un vino più costoso? Il rigolo di sudore che vedete scendere dalla fronte è un pessimo presagio: generosi si è nella scelta del vino come a letto. Una volta arrivata la bottiglia (sempre che non abbiate già deciso di mollarlo prima di bere una goccia d’alcol) osservatelo stappare una bottiglia: la sicurezza, l’agilità, la facilità, vi daranno altre informazioni utili circa il suo “muoversi a letto”. Ma ricordatevi, se il vino è piacere, è anche una prova di resistenza fisica, non abusatene se non pensate di finire la serata all’enoteca. 

Camilla Rocca