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Rogiosi editore: a luglio in libreria con sette nuove pubblicazioni

A luglio in libreria con sette nuove pubblicazioni:

“Dio nel frammento. La fede in tempo di pandemia” di Don Tonino Palmese, “Carcere. Idee, proposte e riflessioni” di Samuele Ciambriello, “Il merito del mezzo” di Franco De Luca, “Casomai avessi dimenticato” di Matteo Cosenza, “Nel nome del mare” di Oreste Ciccariello, “Inferno 1860” di Marco Lapegna, “Arrivò Claude e vinse il buio” di Moira Lilli.

“Durante il lockdown, la casa editrice che ho fondato e dirigo ha proseguito il lavoro sulle pubblicazioni che a luglio sarebbero dovute arrivare in libreria – racconta Rosario BiancoRogiosi Editore –. Non è stato un lavoro semplice, ma ho provato a tenere alto l’entusiasmo e la voglia di fare dei miei collaboratori, e i lettori italiani troveranno sugli scaffali sette nuovi titoli. Abbiamo anche continuato a lavorare sulla rivista l’Espresso napoletano e abbiamo dato vita a nuovi progetti, come ‘OMBRE, leggende metropolitane’ in 8D”.

“Dio nel frammento. La fede in tempo di pandemia” di Don Tonino Palmese

“Penso che il virus ci stia dicendo che il nostro modo di pensare al progresso, al benessere e alla forza di un corpo sempre più sano, consista nel ridisegnare l’esistenza tutta, con la logica della piccolezza, dell’umiltà e della semplicità e credo che allo stesso tempo anche la stessa fede in Dio, debba assumere le stesse forme della “piccolezza” e perciò della pervasività, aldilà degli steccati confessionali. Dobbiamo sviluppare un’immagine di Dio e del Suo agire come un frammento quasi impercettibile per determinare l’ingresso onnipotente di Dio e della Sua Signoria nella storia. Un frammento della nostra fede e delle nostre semplici esistenze in grado di poter ospitare il “Tutto” presente nel Totalmente Altro”. Don Tonino Palmese.

“Carcere. Idee, proposte e riflessioni” di Samuele Ciambriello

“Carcere è l’anagramma di cercare. Cercare per ricostruire, per ritrovarsi, per seguire una strada che è tracciata anche dalla Costituzione: assumersi le responsabilità, per trovare se stessi, rispettando i diritti delle persone”. È questo lo slogan di Samuele Ciambriello, giornalista, scrittore, professore, attivamente impegnato da 40 anni nella lotta per i diritti delle persone sottoposte a restrizioni della libertà personale e Garante dei Detenuti della Regione Campania da ottobre 2017. Presidente dell’Associazione La Mansarda, il Professor Ciambriello, dopo diversi anni, ha sentito l’esigenza di ‘scrivere di carcere’, di trattare del complesso sistema penitenziario, ma soprattutto delle esperienze di vita vissuta in esso annidate, di diritti negati, di affettività, partendo da un’attenta analisi, attraverso attività di monitoraggio, osservazioni, colloqui, sopralluoghi, progetti, il tutto rifacendosi all’art. 27 della Costituzione, che recita «Le pene [17 ss. c.p.] non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Un testo alla portata di tutti, professionisti del settore e non, che cerca con un linguaggio semplice di fornire dei riferimenti teorici, empirici e scientifici, con l’intento di abbattere i muri e di instaurare ponti tra il ‘dentro’ e il ‘fuori’, mettendo in risalto l’importanza di costruire e di ‘cercare’ insieme, popolazione detenuta e non, una ‘zattera’ che possa remare controcorrente nel mare dell’indifferenza e della repressione, sull’onda della consapevolezza e del rinvenimento.

“Il merito del mezzo” di Franco De Luca

Un ragazzo enigmatico, introverso e con doti speciali, un commissario stanco di vivere, un fotografo esuberante e una affascinante nobildonna, un muratore che affronta il boss del quartiere, un senatore generoso e preso d’amore per la moglie, un musicista tormentato dal successo di una sua canzoncina puerile. Sono solo alcune delle molte tessere che formano un mosaico policromo e preciso. Un romanzo corale, dove ogni personaggio è leva di cambiamenti impensabili e decisivi nella vita degli altri. Con una narrazione ironica e avvincente, che tocca generi e toni diversi, le storie mostrano come alcune persone, attraversate da una misteriosa energia, possano diventare strumenti di disegni divini e mezzi della crescita di chi li circonda. Strumenti dunque, mezzi, cui va il merito di saper accogliere il delicato compito che viene loro affidato. Per giungere, infine, alla liberatoria consapevolezza che solo parte di ciò che ci accade dipende dalla nostra volontà e che ridimensionata deve essere dunque la fierezza, così come circoscritta è la colpa.

“Casomai avessi dimenticato” di Matteo Cosenza – Illustrazione di copertina Riccardo Marassi

Carte, tutte le carte di una vita, raccolte nell’arco di quasi sessant’anni, poi per caso rilette, in gran parte cestinate e in parte archiviate. Carte d’identità o, se si preferisce, una storia di carte come si conviene al protagonista che è un giornalista, calato per necessità e comodità nell’era digitale, ma geloso di una storia non virtuale bensì palpabile come si può fare con un foglio A4, con una pagina di un giornale o di un libro. I personaggi e interpreti sono uomini e donne noti o meno noti, soprattutto contano le storie che scaturiscono dagli incontri felici o tragici, da vicende individuali e collettive. Ci sono Pino e Luigi, Gennaro e Ennio, Giancarlo Siani e Mimmo Maresca, Enrico Berlinguer e Giorgio Napolitano, Francesco De Martino e Giacomo Mancini, Ruggero Zangrandi e Pier Paolo Pasolini, Antonio Bassolino e Raffaello Causa, Pasquale Nonno e Antonio Gava, e tanti giovani che, seduti dall’altro lato della scrivania, chiedevano: «Vorrei fare il giornalista». Lui, l’autore, un giorno si trovò ad un bivio: giornalismo o politica? Scelse senza titubanze il primo ma in realtà non ha mai abbandonato la passione per la seconda. Come mai? Forse perché in queste attività, come nella vita, è importante, se non fondamentale, una visione del mondo, un’idea dello stare con gli altri, un sogno che può essere anche un’utopia. Senza un bisogno di verità e un progetto di futuro che vita sarebbe?

“Nel nome del mare” di Oreste Ciccariello

La forza distruttrice del mare e la sua incredibile clemenza. La capacità di condannare e salvare, per sempre. L’inarrestabile potenza di capovolgere una barca e l’irresistibile spinta a crederci ancora. Le onde che si infrangono, le onde che accarezzano. Sulla dicotomia del mare si muove questa storia.
Il mare è prima carnefice, amante voluttuoso, eterno nemico e prigione, poi diventa una placida culla, unica flebile speranza, sola via d’uscita, ultima salvezza. Il racconto di un giovane ragazzo, Seyum, che si trova per due volte ad affrontare il mare e a sconfiggerlo per trovare la libertà. Una storia inventata, in un luogo che non esiste, che però purtroppo riflette, allegoricamente, qualcosa di tristemente vicino alla realtà dei giorni nostri. Troppe persone che sfidano il mare per trovare la libertà e finire in una prigione più grande di quella che hanno lasciato. Come Seyum, però, bisogna crederci e lottare nel nome del mare. Perché, del resto, nel nome del mare l’uomo spera, prega e invoca. Al di là del mare l’uomo fugge. Per colpa del mare l’uomo spesso e ancora si perde. Ma nel nome del mare l’uomo sempre e per l’ultima volta si salva.

“Inferno 1860” di Marco Lapegna

Nella rovente estate napoletana del 1860, mentre Garibaldi con il suo esercito di volontari risale la penisola e l’amministrazione del Regno delle Due Sicilie è in completo disfacimento, l’ispettore di primo rango della polizia borbonica Gaetano Casagrande è incaricato di indagare su un delicato caso di duplice omicidio: una anziana venditrice ambulante di umile aspetto e la moglie di un giudice appartenente all’alta aristocrazia napoletana sono ritrovate assassinate assieme nello stesso appartamento. Intrecciando l’indagine poliziesca con gli eventi storici realmente accaduti, l’intento dell’autore è costruire un romanzo noir raccontando al tempo stesso la vita quotidiana di Napoli nei quattro mesi decisivi nel processo di unificazione dell’Italia. Una città tumultuosa e piena di vita, popolata da guardie pigre e svogliate, immigrati pugliesi in cerca di una vita migliore, spie del regno di Sardegna, piccoli ladruncoli, preti impegnati in omelie reazionarie e avvocati liberali. Una terra in bilico tra un passato pieno di contraddizioni e un futuro ricco di incognite, eternamente sospesa tra l’attesa remissiva di un aiuto esterno e il desiderio di partecipare in prima persona al cambiamento epocale. Cambiamento che promette benefici per tutti, ma forse non all’altezza del prezzo che ognuno dovrà pagare.

“Arrivò Claude e vinse il buio” di Moira Lilli

Angela e Paolo sono una coppia in crisi. Aggrappati al loro sogno d’amore coltivato al Liceo, fatto di passione, di slanci e di letteratura, arrivati a quarant’anni devono fare i conti con la grigia quotidianità che porta silenzi, incomprensioni, percorsi interiori diversi. I protagonisti, attraverso un’esperienza forte ed inusuale, si troveranno a scavare in sé stessi sullo sfondo di una città, Napoli, che con la sua bellezza amplifica e ferisce, lenisce e sana. Nel fluire dell’epoca complessa che stiamo vivendo, l’opera diviene romanzo di formazione di coppia e rappresenta un’ancora, un modo letterario per aprire il pensiero alla riflessione.

Capodanno nel mondo: ecco dove andare

Esotico, divertente, rilassante o sportivo: il Capodanno va festeggiato viaggiando, da soli, con gli amici o con la famiglia. Ecco 5 mete in Italia e all’estero che uniscono l’amore per l’avventura al piacere di svagarsi, concedendosi un brindisi insolito.
    Viaggiare in fuoristrada tra le dune setose dell’Oman, perla del Corno d’Arabia, tra le antiche tradizioni beduine e le oasi del deserto: è quel che propone dal 28 dicembre all’Epifania l’avventuroso viaggio di Capodanno di Originaltour (www.originaltour.it). Con una guida locale si viaggia nel deserto tra i villaggi e le oasi fino a Duqm, pernottando nelle lussuose tende in stile beduino del Desert Night Camp dove si festeggia l’arrivo del nuovo anno. Il rientro a Muscat prevede una notte a Ras al-Jinz, il punto più orientale della penisola arabica, sulla cui spiaggia le tartarughe verdi vanno a deporre le uova. A Muscat si visitano il Palazzo del Sultano, i forti d’epoca portoghese, il suq di Muttrah per lo shopping e il museo Bait Al Zubair, un’ex abitazione privata dove si ammirano abiti, costumi, utensili, armi e gioielli tipici dell’Oman. Per chi vuole organizzare il viaggio da solo: www.experienceoman.om La città lagunare più bella al mondo non smette mai di stupire: per la notte di Capodanno Venezia offre tanti eventi culturali, concerti, festeggiamenti in piazza e balli privati. Cuore del Capodanno è piazza San Marco, che ospita show musicali e gli immancabili fuochi d’artificio per salutare il 2019 in una delle location più suggestive d’Italia. L’evento più atteso è il concerto del 31 dicembre al teatro La Fenice, dove l’orchestra diretta dal maestro Myung-Whun Chung accompagna il coro con sinfonie di Verdi e Puccini. I più romantici possono cenare in barca e ammirare la laguna da una prospettiva unica, godendosi lo spettacolo pirotecnico dall’acqua. Chi, invece, preferisce il tradizionale cenone di fine anno ha solo l’imbarazzo della scelta tra i numerosi ristoranti e taverne della città; quelli frequentati dai veneziani sono ad esempio nel quartiere di Cannaregio, verso San Polo, e nel quartiere Santa Croce. Gli appassionati d’arte possono visitare fino al 27 gennaio la mostra Peggy Guggenheim. L’ultima dogaressa, e scoprire 60 tra dipinti, sculture e lavori su carta della collezionista e filantropa americana durante il suo lungo soggiorno lagunare, dal 1948 al 1979. Fino al 16 febbraio la mostra Novecento a Palazzo Franchetti consente di fare un viaggio nell’arte del XX secolo, dal futurismo al Bauhaus, dalla metafisica di De Chirico al surrealismo.
    Festeggiare Capodanno a Lisbona tra un’esclusiva mostra dedicata alla pop art e a concerti in piazza: King Holidays (www.kingholidays.it) propone un viaggio di fine anno nella capitale portoghese partendo da Roma, Milano, Bologna e Venezia.
    A Lisbona il divertimento si concentra nelle piazze con concerti, balli e i tradizionali fuochi d’artificio da ammirare da tutte le zone “alte” della città, non prima della cena a base di baccalà in una delle tante osterie. D’obbligo è contemplare il tramonto del 31, l’ultimo nel punto più occidentale d’Europa, ascoltando le nostalgiche note del Fado e poi prepararsi ai festeggiamenti della notte più lunga dell’anno. Nel quartiere di Baixa migliaia di persone affollano il tradizionale concerto di fine anno di Praça do Commercio, quando allo scoccare della mezzanotte dodici rintocchi annunciano l’inizio dei fuochi d’artificio, che creano suggestivi giochi di luce riflessi nelle acque del Tago. Chi preferisce trascorrere la serata in un locale può optare per il Barrio Alto, dove si possono scegliere decine tra ristoranti, bar e club che propongono feste fino all’alba con musica dal vivo. Più tranquilla è l’atmosfera nelle viuzze dell’Alfama, il cuore storico della città, meta ideale per gli amanti del Fado. Chi ama l’arte ha a disposizione fino al 5 gennaio alla Cordoaria Nacional, ex fabbrica del quartiere di Belem, la mostra “Pop Art Stars”, dedicata alle icone della corrente del secolo scorso con capolavori di Andy Warhol, Jasper Johns, Robert Rauschenberg e Roy Lichtenstein.
    Il Capodanno a Bressanone, accogliente e incantevole città altoatesina della Valle Isarco tra Bolzano e il Brennero, si festeggia con la classica fiaccolata sulla Plose; in città dalle 10 alle 17 gli spazzacamini distribuiranno, secondo la tradizione, portafortuna ai passanti: incontrarli è segno di buona sorte. Chi ama sciare può partire alle 17,30 dal rifugio Plose per partecipare alla fiaccolata lungo i pendii della montagna di Bressanone e concludere con un brindisi nella stazione a valle presso il P3 Apres Ski. Dalle 22 la piazza del Duomo di Bressanone si trasforma in una pista da ballo a cielo aperto con le esibizioni dal vivo della band The Lads e dei dJ Shany e dJ DoubleDee. E poi luci, musica e canti presso il cortile del palazzo vescovile, col tradizionale mercatino di Natale e le casette in legno in piazza Duomo. Tanti sono i luoghi dove alloggiare in città ma in un bosco di Sant’Andrea, località che domina Bressanone, è possibile soggiornare nel più grande albergo d’Italia costruito sugli alberi: l’hotel My Arbor è un resort ecologico realizzato come una palafitta sopra gli alberi. La struttura offre un ottimo centro benessere e la possibilità di fare escursioni guidate con gli sci, accompagnati dal maestro Ivan. Da gennaio, inoltre, si può ammirare il tramonto da 2.447 metri d’altezza con sosta al rifugio Plosehütte e la discesa a valle sulla pista Trametsch. Info: www.brixen.org Partire dopo Natale e brindare al nuovo anno sulla spiaggia di Phuket: Kibo Tours (www.kibotours.com) organizza un viaggio per salutare il 2020 tra le bellezze orientali della Thailandia. Tre notti nella vivace e colorata capitale Bangkok con la visita ai templi più celebri, alle grandi statue di Buddha e al Palazzo Reale e 6 notti a Phuket, dove rilassarsi al sole sulle sue distese di sabbia bianchissima e divertirsi alle feste in spiaggia. Phuket è la più grande isola del Paese e la principale destinazione balneare, conosciuta come “la perla delle Andamane”. Qui le spiagge sono bagnate da trasparenti acque turchesi, dominate dal verde delle colline e della giungla con boschi di palme da cocco che arrivano fino al mare. Phuket offre attività di ogni tipo tra le sue 17 spiagge e 30 tra isole e isolette. Per chi vuole organizzare il viaggio da solo: turismothailandese.it

Fonte: Ansa

SESSO E VINO: SEDUZIONE MILANESE STYLE

Diffidate degli astemi, nel modo più assoluto. La seduzione passa per un bicchiere di vino. Il caffè è per lavoro, il cocktail con gli amici, l’amaro con i colleghi di lungo corso. E ricordate, il vino non va mai pagato dalla donna, per quanto siamo liberali, almeno il primo bicchiere (o la prima bottiglia) deve essere sempre a carico del gentil cavaliere. Il vino va scelto da lui, non transigete, è una regola basilare: l’uomo che tiene a farvi scegliere il vino è decisamente insicuro. Può chiedervi la preferenza ma la decisione ultima spetta a lui, come primo passo della seduzione. E la scelta rivela molto della sua personalità: se punta a un bianco fermo si tratta di un uomo gentile e delicato; per un rosso aspettatevi un uomo deciso, di polso, che sa il fatto suo, difficilmente indirizzabile; chi sceglie un rosè denota attenzione per l’altro sesso, sensibilità e una certa eleganza; se ama stupire vi proporrà un orange wine, facendovi prova il brivido di bere (insieme) un vino dai toni aranciati. Ancora più estrosa (e da vero intenditore), la scelta di proporvi un cocktail a base vino: si tratta decisamente di un uomo originale. Attenzione anche alla tipologia di vitigno: se ordina un vino morbido, fruttato come gewurztraminer è un tipo a cui piace vincere facile, potrebbe essere il classico “tromber” des femmes, seriale. Ordina un barolo, un brunello o un amarone? Più barricato è il vino e più è alta la voglia di stupire, scelta che può nascondere anche un ego spropositato (soprattutto se non vi chiede prima se vi piacciano vini “da meditazione”). Ordina champagne? Attenzione, l’uomo in questione potrebbe risultare troppo sicuro di sè (e un po’ scontato, tale da annoiarvi presto). Passate al contrattacco: il banco di prova è il prosecco. Proponeteglielo, lasciando però la scelta della bottiglia. A seconda che scelga un Cartizze, dell’area Docg, o un semplice Doc, magari fuori dal trevisano, potrete capire la caratura della sua cultura del vino (e un po’ dell’attenzione che potrebbe mettere nel dedicarsi al vostro piacere). Sceglie un vino famoso? Non è uno che tenta, difficilmente farà il primo passo, il primo bicchiere è come il primo bacio, si capisce tutto. Sceglie qualche produttore di nicchia? Il ragazzo merita “vedere”, nel gergo del poker. E se, rispettando la sua scelta proponete un vino più costoso? Il rigolo di sudore che vedete scendere dalla fronte è un pessimo presagio: generosi si è nella scelta del vino come a letto. Una volta arrivata la bottiglia (sempre che non abbiate già deciso di mollarlo prima di bere una goccia d’alcol) osservatelo stappare una bottiglia: la sicurezza, l’agilità, la facilità, vi daranno altre informazioni utili circa il suo “muoversi a letto”. Ma ricordatevi, se il vino è piacere, è anche una prova di resistenza fisica, non abusatene se non pensate di finire la serata all’enoteca. 

Camilla Rocca

Ad Acerra concerto per beneficenza a tutela dell’ambiente

Ad Acerra concerto per beneficenza a tutela dell’ambiente

Sabato 16 novembre 2019 alle ore 20:00, presso il Teatro Italia di Acerra, con il patrocinio di Isde Provincia di Napoli; Isde Medici per l’Ambiente Campania e Federazione AssoCampaniaFelix (Giugliano-Acerra-Nola) si terrà un concerto di beneficenza per la tutela della salute e dell’ambiente dal titolo: “Un tuffo nel passato per il futuro della nostra terra”.

Serata revival con raccolta fondi per sostenere i progetti ambientali dell’Associazione “Volontari per Francesco”, presieduta dall’Ing.Antonio Petrella.

Parteciperanno i complessi “Napoli Sound Band” e “Frequenze Diverse” e Gianni Averardi – fondatore dell’ex complesso “Il Giardino dei Semplici”.

Al timone della serata la bravissima presentatrice di eventi e conduttrice tv campana Magda Mancuso, presentatrice di tanti eventi di successo tra cui il “Festival di Napoli” e “Nozze in fiera”. In questa occasione la Mancuso condurrà in coppia con il comico acerrano Gaetano Picardi, leader della compagnia teatrale locale. Non mancheranno le grosse risate con il brillante cabarettista Angelo Di Gennaro.

ospite l’Oncologo Antonio Marfella dell’ospedale “Pascale” di Napoli e Presidente dei Medici per l’Ambiente della Provincia di Napoli (ISDE) ed il Dott.Gaetano Rivezzi – Presidente Regionale dei Medici per l’Ambiente (ISDE).

Cannabis legale, parla Rosa Criscuolo: “Ci auguriamo che il Parlamento faccia il suo lavoro”

Nasce alla Camera un intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis, e al presidente Roberto Fico vengono consegnate altre 25 mila firme a sostegno della proposta di legge d’iniziativa popolare «Legalizziamo» presentata a Montecitorio dall’Associazione Luca Coscioni e dai Radicali italiani nel 2016 e sottoscritta da oltre 68 mila persone. Una legge che da allora giace in qualche cassetto e non è ancora mai stata calendarizzata.

«Sono oltre 50 le adesioni all’intergruppo parlamentare, e molte altre stanno arrivando», fa sapere uno dei promotori, Riccardo Magi, deputato radicale di +Europa. Sono soprattutto deputati del M5S, del Pd e di Leu, ma anche di Italia Viva e del Gruppo misto. Al momento, ancora nessuno del centrodestra, anche se Magi non perde le speranze: «Li solleciterò ancora, e spero che, come è già accaduto, arrivi l’adesione di quei liberali che vedono nella legalizzazione della cannabis una misura ragionevole di riduzione del danno e di lotta alla criminalizzazione». «La prima richiesta – precisa il deputato radicale – sarà la calendarizzazione della legge di iniziativa popolare del 2016 e l’avvio di un dibattito parlamentare sul tema, anche perché lo stesso presidente Fico ha più volte assicurato la priorità che avrebbe dato alle leggi che provengono dall’impulso dei cittadini».

Una promessa che è stata ricordata al pentastellato presidente della Camera che mercoledì, poco dopo l’inizio della manifestazione antiproibizionista convocata davanti a Montecitorio, ha ricevuto una piccola delegazione composta, tra gli altri, da Filomena Gallo, Segretaria dell’associazione Coscioni, Antonella Soldo, Tesoriera di Radicali Italiani, e Walter De Benedetto, il malato di artrite reumatoide che nei giorni scorsi ha scritto una lettera e lanciato un accorato appello al premier Conte, ai ministri della Salute e della Difesa, e al Parlamento, per chiedere un incremento della produzione statale di cannabis terapeutica. All’uomo infatti sono state sequestrate recentemente, ad Arezzo, 9 piante di marijuana coltivate per uso personale.

Intervenuta sull’argomento anche Rosa Criscuolo, laureata in giurisprudenza e Presidente cellula Coscioni Caserta: “Ci auguriamo solo che ora il parlamento faccia il suo lavoro e lo faccia bene”

«Rischio il carcere per curarmi», ha spiegato De Benedetto facendo notare che la richiesta di farmaci cannabinoidi è superiore alla produzione statale nello stabilimento militare di Firenze, e all’importazione dei prodotti dall’Olanda e, nel 2018, anche dalla Germania (secondo il governo il fabbisogno nazionale è di mille kg, ma non ci sono dati sul numero di malati che ricevono il prodotto).

I malati come lui hanno sempre meno accesso a questo tipo di cura, che comunque continua ad essere molto costosa, malgrado dal 2012 una quindicina di Regioni hanno adottato leggi per rimborsare alcuni prodotti. Si rischia di spingere i pazienti verso il mercato criminale. «Legalizzare la cannabis – spiega il radicale Marco Percuca – vuol dire eliminare i costi del proibizionismo e togliere lavoro alla criminalità organizzata». Il M5S si è sempre dichiarato favorevole alla legalizzazione. È il momento di dimostrarlo con i fatti.

 

 

 

 

 

Fonte: IlManifesto.it

Allarme furti nei negozi di abbigliamento

Il lancio di nuove collezioni, le festività e i fine settimana sono i momenti in cui si registrano più furti nei negozi di abbigliamento. Gli articoli più rubati? Pantaloni, e poi pullover e camicie. Lo dice la ricerca “Retail Security in Europe. Going beyond Shrinkage“, realizzata da Crime&Tech, spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha coinvolto retailer provenienti da 11 Paesi europei, evidenziando che le differenze inventariali corrispondono all’1,5% del fatturato del 2017. Le perdite annue per i retailer europei dell’apparel ammontano a 375 milioni di euro. Una fetta importante è dovuta a motivazioni di natura non criminale, come le restituzioni di prodotti difettosi (da non confondersi con il wardrobing, pratica fraudolenta per cui un capo d’abbigliamento viene acquistato, indossato una sola volta con etichetta ancora intatta e poi restituito in negozio, ottenendo un rimborso totale). Tra le novità, la recente R-Turn Tag, studiata per contrastare proprio i resi fraudolenti.

 

 

 

 

Fonte: Ansa

Primo farmaco a base di Cannabis nell’Unione Europea

Cannabis, primo farmaco autorizzato nell’Ue: “Aiuterà bambini affetti da epilessia”

Via libera al primo farmaco a base di cannabis in tutti i Paesi membri dell’Unione europea. A seguito dell’approvazione da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), la cura di origine vegetale, realizzata dal laboratorio britannico GW Pharma, potrà essere utilizzata per il trattamento di due forme rare, ma gravi, di epilessia infantile. Con l’apertura del mercato europeo ai derivati della cannabis inizia anche la corsa al nuovo business del settore farmaceutico.

Benefici per i pazienti

Il primo disco verde da parte del Chmp (Comitato per i medicinali a uso umano) all’Epidiolex apre dunque la strada a una soluzione orale di cannabidiolo “destinata al trattamento delle convulsioni associate alla sindrome di Lennox-Gastaut e sindrome di Dravet”, si legge nel parere positivo. Il farmaco non contiene alcun componente psicoattivo della cannabis, ma è capace di “ridurre l’iperattività dei neuroni” aiutando a “a gestire le convulsioni”, scrivono gli esperti. Viene indicato come trattamento da utilizzare “in associazione con clobazam, per pazienti di età pari o superiore a 2 anni”. Se ne raccomanda comunque una prescrizione da parte di “medici con esperienza nel trattamento dell’epilessia”.

Il nuovo business

Diversi studi calcolano che il neonato mercato della cannabis terapeutica potrebbe raggiungere quota 50 miliardi di euro entro il 2025. Una buona notizia per la britannica GW Pharma, impresa sviluppatrice del farmaco quotata in borsa, che lo scorso anno ha registrato un fatturato superiore ai 14 milioni di euro. I suoi ricavi del prossimo anno, secondo gli analisti di mercato, potrebbero superare quota 110 milioni.

Fonte: agrifoodtoday.it

Scuola: un prof su 5 è supplente

A settembre la scuola italiana aprirà con 1 supplente su 5 in cattedra. Lo dicono i sindacati e lo confermano i numeri: i docenti italiani sono oltre 800 mila; i supplenti oscillano tra i 120 mila secondo la Flc Cgil e i 180 mila calcolati dalla Uil, fino ai 200 mila per il giovane sindacato Anief. Di fatto “Quota 100” ha accelerato la carenza di prof: i pensionamenti, in seguito al provvedimento, sono stati 17.807 che si aggiungono ai 15.371 pensionamenti ordinari. Quest’anno poi i posti lasciati liberi dai pensionati “Quota 100” non verranno coperti da personale di ruolo: le domande potevano arrivare all’Inps entro febbraio e i numeri non sono stati elaborati nei tempi utili. Di qui il numero alto di supplenti che si profila alla riapertura delle scuole.

 

 

 

 

 

Fonte: Ansa

Nel futuro Università sempre più Carbonio Free grazie allo studio del clima

Una rete di università, con oltre 7 mila istituzioni in sei continenti, si è impegnata ad attuare un piano contro l’emergenza climatica che prevede, con la collaborazione degli studenti, i loro edifici e campus ‘carbonio free’ entro il 2030 o, al più tardi entro il 2050. Il piano prevede, inoltre, maggior impegno nella ricerca a favore del clima e nell’inserimento dell’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile nei programmi educativi, nei campus e nelle attività di sensibilizzazione delle comunità.

Tra le università che hanno aderito all’iniziativa ci sono, tra le altre: l’Università di Strathmore, in Kenya, la Tongji University in Cina, la KEDGE Business School in Francia, l’Università di Glasgow nel Regno Unito, la California State University negli USA, l’Università di Guadalajara in Messico. ”I giovani di tutto il mondo ritengono che le scuole, i college e le università abbiano impiegato troppo tempo per rispondere all’attuale crisi climatica”, ha detto Inger Andersen, direttore esecutivo del programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, sottolineando che “non c’è più tempo da perdere”. “Ciò che insegniamo plasma il futuro – ha aggiunto – per questo accogliamo con favore l’impegno delle università a diventare neutrali dal punto di vista climatico entro il 2030 e ad intensificare i loro sforzi nei loro campus”.

 

 

 

 

Fonte: Ansa