Archivio Categoria: Food

A POSITANO I PIATTI DELLA TRADIZIONE DELLO CHEF NUNZIO SPAGNUOLO CAMBIANO FORMA, MA NON SOSTANZA!

I piatti della tradizione, ovvero quelli legati alla memoria di ognuno di noi; magari quelle pietanze che riportano ai ricordi i momenti vissuti nelle cucine delle nonne. Il luogo delle relazioni, delle chiacchiere, dello scambio di notizie.  Queste ricette nel momento stesso in cui esse escono dal contesto in cui sono nate subiscono una mutazione. Evolvono. Questi piatti oltre che buoni, diventano belli… Stupefacenti! I libri, le riviste, gli appunti delle nonne –  che scrivevano le ricette sui quaderni – sono le fonti di ispirazione dello chef Nunzio Spagnuolo, patron delle cucine del “Rada Beach Bistrot” e del “Rada Rooftop” di Positano. “Non si poteva mica googlare allora!”, ironizza Nunzio. Ogni suo piatto evoca un episodio, un ricordo, un’emozione. “Il cibo deve essere buono da mangiare e soprattutto buono da pensare, anche perché il sapore lo dà l’appetito – spiega Nunzio -. E il termine “appetito” viene da appetire, desiderare, un’azione non guidata dalla ragione, stimolata da profumi, ricordi, relazioni e magari da immagini”. “Il gusto dei piatti della tradizione non può essere dimenticato – afferma lo chef -. In un mondo in costante evoluzione, aggrapparsi a quelli che possiamo definire i sapori della memoria rappresenta un modo per mantenere il contatto con il passato”. Ecco perché sono nati i “ravioli di patate con ragù di moscardini” proposti nel menù del “Rada Beach Bistrot”. Ed ecco perché Nunzio ha creato la “panzanella con sashimi di dentice e moka al pomodoro” (che viene servita ai tavoli accompagnata da una caffettiera contenente un caffè al pomodoro) e il “sorbetto pesca, basilico e champagne”, rispettivamente antipasto e pre-dessert del menù del “Rada Rooftop”.

Perché sono pietanze che vanno dritto alla materia prima e che vogliono interpretarla nella sua sostanza. E anche se nell’aspetto questi piatti potranno non assomigliare al polpo alla Luciana con patate, alla panzanella, o alla “sangria napoletana” (ovvero il vino con le pesche) preparati dai nostri nonni, quel che è certo è che non se ne discostano nel gusto. “Questo percorso gustativo secondo noi rappresenta al meglio la nostra idea di piatto della tradizione. O meglio quando la tradizione incontra l’innovazione”, conclude lo chef.


La ricetta fashion dell’estate: panettone e granita

I due giovani fratelli della Pasticceria di Canicattì (Ag), Vincenzo e Giulio Bonfissuto puntano sulla destagionalizzazione del panettone.

Panettone e granita siciliana di Bonfissuto: la ricetta per destagionalizzare il lievitato delle feste

I due giovani fratelli della Pasticceria di Canicattì (Ag), Vincenzo e Giulio Bonfissuto puntano sulla destagionalizzazione del panettone. Questo lievitato diventa il protagonista della colazione siciliana in due varianti: nella versione pandorata (senza canditi e servito con una fetta), alternativa alla classica briosche con il tuppo servita in accompagnamento a una gamma di con 8 gusti di granita, al pistacchio, alla mandorla, al caffè, alla fragola, al mandarino, al limone, al cioccolato e al fico d’india; oppure nell’innovativa mattonella che comprende uno strato di panettone, ripieno di crema a piacere, tre gusti gelato a scelta, per concludersi con un altro strato di panettone racchiuso da una colata di cioccolato e granella a piacere.

Il consiglio dei fratelli Bonfissuto è sempre quello di usare il pistacchio a chilometro zero, protagonista della campagna di crowdfunding a cui lo scorso anno hanno aderito 1.137 sostenitori che hanno contribuito per un totale di 64.639 €, raggiungendo il budget prefissato della campagna di 15.000 nei primi 15 giorni, che ha permesso la reintegrazione di 5 alberi da pistacchio.

La ricetta dell’estate: il panettone

° RINFRESCO ore 08:30

 Lievito madre g 400

 Farina di tipo 0 g 600

 Acqua (calcola il 45% del totale) g 270

2° RINFRESCO ore 12:30

 Lievito madre g 400

 Farina di tipo 0 g 600

 Acqua (calcola il 45% del totale) g 270

Autolisi ore 15:30

 Acqua g 1200

 Tuorlo d’uovo g 800

 Farina di tipo 0 g 3000

1° IMPASTO ORE 16:30

 Autolisi g 5000

 Zucchero g 800

 Lievito madre g 750

 Burro g 750

2° IMPASTO ore 05:00

 1° impasto g 7300

 Farina di frumento di tipo 0 g 750

 Tuorlo d’uovo g 200

 Zucchero g 600

Emulsione aromatica da preparare il giorno prima tenuta a 4 gradi

 Miele g 300

 Burro liquido g 540

 Aromi naturali g 30

 Tuorlo d’uovo g 400

 Sale g 55

 Burro g 755

 Bacche di vaniglia g 12

Mettere in planetaria il 1° impasto con farina e tuorli e impastare per 17 minuti fino a formare una buona maglia glutinica. Appena incordato aggiungere lo zucchero e continuare ad impastare per 5/7 minuti.

Aggiungere l’emulsione aromatica.

Aggiungere il sale e terminare con il burro miscelato con le bacche di vaniglia. Impastare per 7/8 minuti e fine impasto versare un bicchiere d’acqua fredda.

Mettere in recipiente adatto per un’ora al caldo a 32°C. Spezzare l’impasto e far riposare un quarto d’ora a temperatura ambiente, quindi pirlare e mettere nei pirottini a lievitare a 28°c per 5/6 ore. Una volta pronti da cuocere passare per quindici minuti al freddo prima di cuocerli, incidere a croce ed infornare a 175° per 50 minuti, fino a quando il panettone non raggiunge al cuore la temperatura di 95°C.

Ricetta della granita al pistacchio:

Pistacchi sgusciati di Bronte 200 g

Acqua 800 ml

Zucchero semolato 200 g

Eliminate la pellicina viola che ricopre i pistacchi scottandoli per qualche minuto in acqua bollente oppure tostandoli in una padella antiaderente senza alcun condimento. Sfregateli fra le dita in modo che la buccia venga via velocemente e senza rovinare il frutto. Mettete i pistacchi in un mixer e azionate alla massima velocità per pochi secondi o fino ad ottenere una crema.

Preparate uno sciroppo sciogliendo lo zucchero in un pentolino con l’acqua. Appena è sciolto spegnete il fuoco e unite la crema di pistacchi precedentemente realizzata. Mescolate e lasciate completamente raffreddare a temperatura ambiente.

Versate il composto ottenuto all’interno della gelatiera e fate lavorare per 30 minuti. Se non avete a disposizione una gelatiera versate il composto in un contenitore con coperchio e mettetelo nel congelatore. Mescolate di tanto in tanto per rompere i cristalli di ghiaccio. Vi consigliamo di prepararla il giorno prima e frullarla per qualche minuto con il mixer prima di servirla per ottenere così una consistenza cremosa come quella del bar.

Cortile Arabo a Marzamemi con la nuova champagneria sugli scogli

Marzamemi: da borgo di pescatori a perla del Mediterraneo

Cortile Arabo, nel cuore del borgo antico marinaro, a Marzamemi, in provincia di Siracusa, davanti all’immenso blu del mare, c’è un luogo magico.

Perfetta espressione di ristorante pied dans l’eau, Cortile Arabo, osteria di mare annuncia la sua nuova champagneria, uno spazio magico dove rilassarsi con i piedi (quasi) immersi nell’acqua del mare. Un luogo speciale dove respirare e riprendere un po’ di fiato dopo i mesi difficili trascorsi a causa della pandemia. Un ambiente alla moda dei riad orientali tra maioliche azzurre e arredamento tipico, un angolo nascosto e romantico strutturato con tre entrate e tre uscite, proprio come vuole l’urbanistica islamica. Da qui il nome “cortile arabo”.

Marzamemi: da borgo di pescatori a perla del Mediterraneo 

Cortile Arabo, situato nel cuore dello splendido paesino, propone un’esperienza avvolgente che unisce gusto e bellezza. La sua filosofia di cucina e l’atmosfera che si respirano al suo interno sono strettamente legati alla storia e alle tradizioni di questo luogo magico. 

Da semplice borgo di pescatori oggi Marzamemi è diventata una vera chicca, una perla del Mediterraneo, arroccata sugli scogli davanti ad un panorama mozzafiato. Qui si respira ancora lo stretto legame tra il mare e la popolazione che permea gli stretti vicoli, impregnati di odore di salsedine, le antiche case dei pescatori e la tonnara, una delle più grandi e antiche della Sicilia. 

Cortile Arabo: intimità e bellezza 

Il cortile arabo è un angolo nascosto, posto proprio di fronte al ponte, che dona il nome al ristorante: è accessibile dalla piazza centrale con tre entrate e tre uscite, proprio come vuole l’urbanistica islamica. Il ristorante si sviluppa su tre spazi, ognuno con una sua identità ben specifica: la cucina, il cortile ed il cortiletto. Tutti accomunati da tre colori dominanti naturali e avvolgenti, il bianco, il turchese e l’oro che ricordano la visione dei pescatori di Capo Passero e delle Isole delle Correnti. 

L’elemento principale attorno al quale gira tutto è, ovviamente, il mare che fa non solo da cornice ma da protagonista. Qui, nel Cortile che si rifà allo stile arabesco, arroccato sugli scogli, le pietre antiche si mescolano con eleganza alle maioliche bianche e azzurre della parete d’ingresso e si regalano scorci mozzafiato sul panorama. Un salotto che funge da spazio di accoglienza con una piccola selezione di pasticceria, dolci secchi, sigari e distillati. 

Dal Cortile si passa al Cortiletto, uno spazio inaugurato da poco che presenta ampi spazi sia all’aperto che al chiuso, appoggiato agli scogli è adibito a cocktail bar. Qui si possono gustare le stesse proposte sofisticate della cucina ma in maniera più veloce, per pause più brevi ma allo stesso tempo speciali. 

A questo si aggiunge il nuovo spazio dello champagneria arricchita da divanetti rilassanti vista mare dove godersi un momento di vero gusto a due passi dal mare con un buon drink o calice in mano. 

La cucina di Cortile Arabo 

Essenze di timo, basilico salvia e menta peperita. Sono questi i profumi che ti avvolgono quando entri da Cortile arabo. La cucina dell’Osteria, che si rifà alla tradizione della cucina siciliana antica rivisitata ad arte, è la massima espressione della preziosità della cucina mediterranea: sana, leggera e gustosa. È ideata e curata dallo chef Massimo Giaquinta nato a Nairobi da mamma kenyota e papà siciliano. 

Le origini dello chef si rispecchiano nella cucina del Cortile Arabo fatta di piatti intrisi di multiculturalità ed esotismo. 

I sapori sono semplici ma dal forte impatto emozionale. Anche nella cucina, il protagonista assoluto è il mare. Da qui i tanti piatti a base di pescato fresco e di stagione abbinato ai prodotti tipici che rendono grande la Sicilia nel mondo: l’olio, intenso e pungente, gli aromi delle erbe aromatiche e delle erbe appena raccolte dall’erbario privato dell’Osteria. Il tutto abbinato ad arte. 

Il menu di Cortile Arabo 

Nella creazione del menu lo chef Massimo Giaquinta ha voluto realizzare piatti che celebrino il gusto e la bellezza e che fossero all’altezza del luogo splendido e prezioso nel quale si trova il ristorante. Per questo alla ricerca attenta della qualità delle materie prime si aggiunge lo studio costante di tecniche e tempi di cottura che non alterano il sapore degli ingredienti ma che, anzi, li esaltino. 

Qui si può gustare il menu degustazione in cinque portate (costo: 80 euro, comprende due antipasti, un primo, un secondo ed un dessert), per farsi portare per mano dallo chef nell’essenza dell’Osteria. Oppure si può scegliere l’abbinamento vini (costo: 40 euro) o i piatti alla carta e compiere un viaggio libero alla scoperta della creatività dello chef. 

ABSOLUT RAINBOW TRA MODA E PRIDE CON IL NUOVO TEMPORARY A MILANO

Absolut Rainbow 2021 Limited Edition- L’edizione limitata che celebra i 40 anni del brand a supporto della comunità LGBTQ+

Si può gustare la nuova Absolut Rainbow 2021 Limited Edition: dal 21 al 27 giugno in via Lecco 10 a Milano.

 L’ occasione è quella del Pride Month 2021 con uno spazio nel cuore di Porta Venezia, storicamente il quartiere gay friendly di Milano. Un grande dehors con i colori dell’arcobaleno racconta dell’inclusività di Absolut e qui si può degustare la nuova limited edition ABSOLUT Rainbow 2021.

I cocktail da provare sono dei twist, delle rivisitazioni dei classici, come l’Absolut Mule, l’Absolut Tonic e l’Absolut Lemon, infine Absolut Pride.

E venerdì 25, sabato 26 le serate centrali della settimana Pride di Milano, l’Absolut Rainbowbar sarà animato da uno speciale entertainment. Andrea Ratti e Sergio Tavelli, dj resident del club Plastic di Milano saranno i protagonisti di uno speciale djset e saranno affiancati da iconici cubisti del Plastic di Milano.

Absolut ha voluto portare in questo nuovo temporary store i valori di inclusivitàdiversità di identità e di opinionefiducia nel cambiamento che ci sono cari: è solo l’apice di un lavoro costante, che negli ultimi 40 anni ha sempre supportato la libertà d’espressione e il confronto costruttivo tra le persone”, afferma Elena Pedrazzi Brand Manager Pernod Ricard. “Il concetto del mixing people, da sempre presente nel DNA del brand, riconosce nella diversità degli individui un valore aggiunto e conferma ancora oggi l’impegno dell’azienda nell’affermare che a prescindere dal sesso, dalla religione e dal colore della pelle, siamo tutti liberi e uguali, ma con caratteristiche uniche, differenti che ci rendono chi siamo”.

Dal 1981 Absolut supporta la comunità LGBTQ+ sostenendo fermamente che un mondo colorato, senza alcun tipo di barriere linguistiche, sessuali sia qualcosa per cui lottare.

Il design della bottiglia

In occasione dei 40 anni con la limited edition Absolut Rainbow 2021, l’azienda vuole rendere omaggio a Gilbert Baker, l’artista americano e attivista per i diritti LGBTQ+ noto per aver ideato nel 1978 la bandiera arcobaleno, diventata negli anni non soltanto un simbolo di inclusionepace e amore, ma emblema di apertura e piena consapevolezza che il mondo è un’inestimabile ricchezza fatta di colori unici e infiniti.

Il design della bottiglia realizzata in collaborazione con la Gilbert Baker Foundation, un’organizzazione no-profit con sede a New York fondata nel 2017 con l’obiettivo di portare avanti l’eredità del designer-attivista, è una rielaborazione dell’iconica bottiglia realizzata nel 2008 con Gilbert stesso.

La bandiera, protagonista assoluta della bottiglia, è realizzata con colori metallici, vivaci, che prendono vita da diverse angolazioni grazie al liquido che funziona come una lente di ingrandimento. Sul retro della bottiglia compare la scritta Sway It with Pride”, che rende omaggio ad un artista rivoluzionario e alla sua eredità, che ancora oggi continua a vivere.

La limited edition Absolut Rainbow 2021 fa parte della campagna #IRL (in real life), lanciata a gennaio 2021 dall’azienda e sottolinea l’importanza, in questo momento storico, dell’essere uniti anche se a distanza, nell’attesa del giorno in cui si potrà tornare a stare liberamente insieme nella vita reale.

NOA, IL PRIMO “WORLDWIDE TASTING” RESTAURANT NELLA CITTÀ DI NAPOLI

Nel cuore di Napoli, in via Filangieri, apre NOA il primo raffinato worldwide tasting restaurant della città con il meglio della tradizione enogastronomica di tutti i Paesi del mondo. 

C’è chi porta la cucina di Napoli nel mondo, e chi porta il food di tutto il mondo a Napoli. Come “NOA”, il nuovo prestigioso e raffinato ristorante inaugurato  a Via Filangieri, nel cuore di Napoli. 


NOA è il primo “worldwide tasting” restaurant di eccellenza della città, capace cioè di spaziare con la propria proposta enogastronomica nel mondo intero e riunire nel proprio menu, con una cucina fusion, i migliori piatti e vini provenienti dalle tradizioni di tutti e cinque continenti, dal Giappone alla Cina e dal Cile al Perù e al Messico, passando per Francia, Marocco, Brasile e tanti altri paesi. 


L’iniziativa rappresenta  la sfida di un gruppo di imprenditori napoletani di eccellenza del settore ristorazione, capitanati da Stefano Vitucci, che ha compiuto un approfondito lavoro di ricerca del personale affidandosi all’esperienza nazionale e internazionale di figure fondamentali come il general manager Giuseppe Gendolavigna, l’executive chef ucraino Alex Pochynok, la sommelier Flora Manzo e il barman Luca Spano.


Il progetto di rinnovamento dei locali di via Filangieri è stato curato dall’architetto Francesca Faraone con l’obiettivo di creare un “salotto nel salotto di Napoli”, uno spazio dall’atmosfera intima che richiama il verde e la natura piena di grandi foglie. 


NOA vanta inoltre un rooftop esclusivo dove poter cenare all’aperto in un vero e proprio giardino lontano dal caos urbano. 
Noa è un termine giapponese che indica quiete, star bene. Ma ha anche una origine polinesiana che indica tutto ciò che in una cultura è libero da vincoli ed è permesso, il lecito che si contrappone in modo chiaro e forte ai tabù e ai divieti di fare, desiderare, mangiare. 
Da qui la scelta del nome, NOA, una parola breve, determinata e facile da ricordare che racchiude un nuovo concept di ristorazione nel quale è permesso sperimentare per creare piatti dagli abbinamenti e gusti unici.  Una linea di cucina dalla forte personalità, senza legami con la tradizione, libera di osare. Un’esperienza emozionale di gusto, un viaggio alla scoperta di un menù ricco di proposte crude e cotte frutto di contaminazioni odori, sapori e colori e della lunga esperienza internazionale e cucina fusion dell’executive chef Alex Pochynok .  
La Wine list è frutto di un meticoloso lavoro di ricerca e selezione realizzato dalla sommelier Flora Manzo, con anni di  esperienza nel settore anche a Londra, e comprende il meglio dell’enologia mondiale con vini di eccellenza, fra gli altri, californiani, marocchini, francesi e cileni, apprezzati nel mondo ma spesso poco conosciuti in Italia. La carta dei vini di NOA è in grado di soddisfare tutte le esigenze e i gusti dei clienti e di abbinarsi in maniera opportuna ed esclusiva  a tutti i piatti della cucina fusion presenti nel menu. Stesso discorso per i cocktail, creati ad hoc dal barman Luca Spano.

IN GIRO PER L’ITALIA ALLA SCOPERTA DELLE CUCINE STELLATE.

SCOPRIAMO “BROSANDBUNCHE RIAPRE CON UN OBIETTIVO PRECISO: PUNTARE ALL’ECCELLENZA.

BROS AND BUN, il nuovo habitat per carnivori gourmand inaugurato nel luglio 2020, riapre finalmente al pubblico dopo la lunga pausa imposta dalle normative anti Covid. Una ripartenza che ha la forza dei nuovi inizi, che porta con sé novità, entusiasmo e determinazione.

Un nuovo chef cresciuto nelle cucine stellate e un’offerta beverage di impostazione internazionale rafforzano il progetto dei fratelli Alfiero che puntano dritti all’eccellenza con decisione e senza compromessi.

Lo chef è Davide Loffredo, 25 anni, originario di Torre del Greco. È approdato a Bros And Bun  a maggio 2021 dopo importanti  esperienze in Italia e all’estero presso strutture di alto livello: prima con Luigi Tramontano al ristorante Terrazza Bosquet del Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento e poi, nel 2017, al ristorante La Serra dell’Hotel Le Agavi di Positano nel ruolo di capo partita; dal 2018 al 2020 è nelle cucine del Maxi, 1 stella Michelin dell’Hotel Capo La Gala di Vico Equense, e nella stagione invernale è chef de partie presso il 5 Stelle Lusso Carlton Hotel di St. Moritz, in Svizzera.

A Bros And Bun porta tutta la sua esperienza maturata nelle cucine stellate, elabora un menu che è una declinazione dell’alta cucina in bun e piatti di carne dal sapore mitteleuropeo. Pulled lamb, pastrami, pancia di maialino sono solo alcune proposte di un menu che, rispetto alla stagione precedente, vede una cura da ristorante stellato nella preparazione, nella cottura e nella presentazione dei burger e dei piatti. Attenzione, tecnica e ricerca sulla materia prima si evincono già negli antipasti come la Melanzana in varie consistenze e il carpaccio fumè con filetto, wasabi di asparagi, spuma di Parmigiano vacche rosse, frisè di scarola, pane carasau.

Il nuovo menu è ricercato, pulito, cosmopolita, i piatti rivelano suggestioni di altre culture e paesi, in primis la Svizzera, per la quale Loffredo nutre una passione particolare e che si rivela nella scelta di ingredienti quali i formaggi e nelle sue salse: senape, aioli, barbabietola e cetrioli. Punto focale del locale è sempre il bun, il panino tondo realizzato da Cesto Bakery su ricetta esclusiva, che viene declinato come un piatto di alta cucina giocando su consistenze diverse, profumi e sapori. Le carni per l’hamburger sono frutto di una attenta selezione, blend di tagli e razze, in esclusiva per Bros And Bun.

Alla proposta di cucina, che raggiunge punte di perfezione anche negli antipasti, si aggiunge la carta  dei dolci curata dal talentuoso Michele Cannavacciuolo, pastry chef della squadra di Gennaro Esposito della Torre del Saracino. Una carta che va da un prezioso e gustoso tiramisù con cocco, burro di arachidi e gelato al caffè, fino al Truffle et Vanille, una bavarese alla nocciola con cremoso all’extravergine di oliva, tartufo, gelato alla vaniglia e amaretti macinati.

Interessante anche l’ambiziosa carta di vini dove non mancano le più blasonate etichette italiane e estere.

Altra novità della riapertura è il cocktail bar del locale affidato alla maestria di Giuseppe Esposito: classe ’86, napoletano, a vent’anni è volato a Londra per imparare dai migliori, così da semplice bartender dello storico Ivy Club è diventato head bartender dello Sky Garden di Londra e infine del Arros Qd il ristorante londinese del pluristellato Quique Dacosta. Da Bros And Bun mette tutta la sua conoscenza internazionale per una mixology identitaria, raffinata e a tratti coreografica: i suoi 9 signature cocktail rispecchiano nelle miscele lo stile, l’eleganza e il gusto della cucina dello chef Loffredo.

BROS AND BUN è l’indirizzo per appassionati di carne, hamburger e non solo che ha aperto nel luglio 2020 a San Giorgio a Cremano, Napoli. Un progetto audace che nasce dal sogno comune di due giovani fratelli, Annalisa e Gennaro Alfiero, di portare in Italia un’idea di locale proprio delle grandi metropoli europee. Un luogo che fa dell’architettura, del design e della qualità dei piatti gli strumenti per rompere gli schemi e portare l’esperienza del bun e della carne più in generale ad un livello superiore.

BROS AND BUN non è una hamburgeria tout court, non è un ristorante gourmet: la proposta di valore è offrire un’esperienza di gusto raffinata ma al contempo semplice, senza troppi orpelli e senza la rigidità̀ tipica di alcuni ambienti di fine dining.

La carta è un viaggio nei piaceri della carne che viene selezionata con cura, dall’estero e dall’Italia, e proposta in molteplici tagli e preparazioni: dalla delicata tartara di filetto italiano alla carne cucinata al piatto come l’iconica pancia di maialino, chutney di mela e pepe rosa, salsa di mela e chips di mela verde, fino ai pregiati tagli esteri come l’Angus Australiano Black Onyx e Wagyu WX Rangers Valley.

ARCHITETTURA E DESIGN Il progetto architettonico del locale è stato affidato a Costa Group, leader internazionale nella progettazione e arredamento nel settore ristorazione, che ha ben saputo cogliere le idee dei committenti e il concept aziendale. L’ispirazione viene da ambienti Art Déco, linee morbide e materiali di pregio connotano gli spazi: legno di mogano, piani materici che rimandano al marmo calacatta oro, ampi divani in velluto capitonnè, carta da parato dal disegno rétro e una particolare attenzione al lightdesign. La cucina è a vista sulla sala e dotata delle più̀ aggiornate tecnologie e dotazioni come il forno a brace Josper che unisce la tradizionale cottura sulla griglia con il design e la praticità̀ di un forno. Un lungo bancone con sgabelli alti fa da trait d’union tra l’ambiente di lavoro e la sala: qui i burger lovers si godono il piatto e la vista della brigata di cucina all’opera.

IL LOGO. Un fenicottero stilizzato, dal profilo oro su campo blu notte, è il logo e l’icona del locale. La scelta, apparentemente unusual, nasce da una precisa volontà di differenziarsi dall’appiattimento diffuso dello stile dei marchi legati al mondo della ristorazione, molto spesso banalmente ispirati al prodotto proposto o a tratti grafici privi di un’anima pubblicitaria. Il Fenicottero è un animale regale, che vive in gruppo, considerato sacro nell’antichità, “uccello dei quattro elementi” (aria, acqua, fuoco, terra), secondo la mitologia classica. Da sempre è simbolo di positività, fascino, eleganza e sincerità, valori alla base del progetto imprenditoriale dei fratelli Gennaro e Annalisa Alfiero. Il progetto creativo – firmato dall’agenzia Wstaff – ha recuperato i valori intrinseci del fenicottero, spogliandolo tuttavia dei colori modaioli e più scontati. Il risultato è un’icona stilizzata dal profilo oro su un campo blu notte, una scelta cromatica che va nella direzione della preziosità e dell’eleganza, elementi cardini di questa nuova avventura imprenditoriale.

SAN GIORGIO A CREMANO

Alle falde del Vesuvio, il comune è ormai parte integrante dell’agglomerato urbano della città di Napoli. Celebre per aver dato i natali a Massimo Troisi, San Giorgio a Cremano è rinomata per le Ville e i giardini di delizie costruite al tempo dei Borbone, tra il Sette e Ottocento, dall’aristocrazia partenopea lungo la strada del cosiddetto Miglio d’oro.

La Reggia di Portici voluta da Carlo I di Borbone – oggi sede della facoltà di agraria dell’Università Federico II di Napoli e Orto botanico; il Museo ferroviario di Pietrarsa che racconta la prima ferrovia di Italia (Napoli-Portici); la monumentale Villa Vannucchi ed ancora Villa Bruno sono solo alcuni dei luoghi di interesse storico artistico che il territorio offre.

Dinner in The Sky Il ristorante più stravagante del mondo: sospesi nell’aria a 50 metri di altezza

Dal 2 al 6 giugno a Napoli – Fontana dell’Esedra Mostra d’Oltremare e dal 10 al 13 giugno a Caserta – Belvedere di San Leucio

Dinner in The Sky arriva per la prima volta in Campania e con un programma gastronomico senza precedenti: una parata di chef stellati e il maestro pizzaiolo Franco Pepe che preparerà, per la prima volta al mondo, la pizza a 50 metri di altezza.

Dal 2 al 6 giugno a Napoli e poi dal 10 al 13 giugno a Caserta, Dinner in The Sky è organizzato daW.I.P. COMMUNICATION di Vincenzo Moriello e Vittorio Piccirilloin collaborazione con DINNER IN THE SKY ITALIA di Stefano Burotti e con la partecipazione di Kimbo, platinum sponsor, e di Pepsi Max gold sponsor. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno in sicurezza e conformità con tutte le norme anti Covid per offrire un’esperienza unica, connubio originale di alta cucina e alta quota.

Sono 7 gli chef stellati che cucineranno sospesi tra cielo e terra: Salvatore Bianco de Il Comandante – Romeo Hotel, Adriano Dentoni di La dispensa di Armatore, Domenico Iavarone di Josè Restaurant, Lino Scarallo di Palazzo Petrucci, Francesco Sposito di Taverna Estia, Luciano Villani de La Locanda del Borgo di Aquapetra e Marianna Vitale di Sud Ristorante. Ma non solo. Se a Franco Pepe, il pluripremiato pizzaiolo di Caiazzo, è stata affidata la prima pizza di Dinner in The Sky, gli chef di J Japanese Restaurant – Giacomo Ignelzi e Kennedy Garduce – firmeranno una irripetibile sushi experience ad alta quota.

La carta dei vini di Dinner in The Sky è stata curata da Wine&Thecity che porta a bordo del ristorante, che Forbes ha definito “il più insolito del pianeta”, sette cantine prestigiose: Astroni, DUBL, Feudi di San Gregorio, Frescobaldi, Mastroberardino, Cantine San Marzano, San Salvatore 1988.

Kimbo, platinum sponsor di Dinner in The Sky, sarà protagonista con i suoi coffee specialist per offrire un’esperienza di degustazione del caffè sospesi tra terra e cielo. Al tramonto, Dinner in The Sky celebrerà l’ora dell’aperitivo con i long drinks di Tanya Future, il Dj set di Dario Guida, e il live Jazz di Dalila Del Giudice. Dal mattino fino a sera (dalle 10.00 alle 21:00) si potrà dunque prenotare la propria esperienza a bordo: dalla prima colazione al caffè pomeridiano, dal pranzo alla merenda gourmet, dall’aperitivo alla cena stellata. I ristoranti Baccalaria, Litho 55, Wapo natural food, firmeranno i Lunch in The Sky a Napoli. A Caserta saranno di scena i ristoranti Sunrise, La bolla, Tre Farine, Dolce & Salato e Pasticceria Contemporanea.

<Da due anni circa lavoriamo per portare in Campania Dinner In The Sky che ha riscosso un successo planetario in ben 70 paesi. Per Napoli e Caserta, prime città del Sud Italia ad ospitare il ristorante più stravagante del mondo, abbiamo messo a punto un calendario articolato e vario, certamente oltre l’ordinario, che punta ad offrire emozioni diverse col passare delle ore. Ciascun appuntamento sarà riservato a soli 22 ospiti che saranno comodamente seduti in poltrona, in assoluta sicurezza. Con loro, di volta in volta, si alterneranno grandi nomi della cucina, chef stellati, pasticcieri e mixologist per offrire vertigini di gusto irripetibili>, spiegano Vincenzo Moriello e Vittorio Piccirillo.

Quando e dove

A Napoli Dinner in The Sky sarà ospitato dal 2 al 6 giugno nei Giardini della Mostra d’Oltremare presso la storica Fontana dell’Esedra che per l’occasione regalerà al pubblico uno spettacolo di luci, musica e giochi d’acqua. 

A Caserta Dinner in The Sky si solleverà dal 10 al 13 giugno nella cornice del Belvedere di San Leucio  e il costo del biglietto includerà anche la visita guidata al Museo della Seta grazie alla collaborazione con l’amministrazione comunale.

I biglietti saranno in vendita esclusivamente on line su www.etes.it a partire dal 5 maggio

Come funziona l’accesso a Dinner in The sky.

Dinner in The Sky è una piattaforma da 5 tonnellate che sale fino a 50 metri di altezza sollevata su 16 cavi di acciaio da una gru da 120 tonnellate. Al centro c’è un tavolo per 22 ospiti che sono assicurati alle poltrone da imbracature comode e sicure. Durante l’evento sarà presente un team professionale di gestori di eventi e tecnici sul posto. Prima di salire sulla piattaforma, gli ospiti vengono accolti con un aperitivo di benvenuto nel Village che sta alla base: un salotto open air di design per prepararsi alla grande emozione. Successivamente, due alla volta, saliranno sulla piattaforma e il personale di sicurezza si occuperà di allacciarli ai sedili, in stile Formula 1. Una volta che tutti avranno preso posto, inizierà un countdown di 10 secondi per salire in quota ad un’altezza di cinquanta metri, dove si svolgerà l’evento.

I numeri di Dinner in The Sky nel mondo

5mila eventi – 126 chef stellati – 5 continenti – 70 paesi del mondo – 64 città

IL MONDO DEL VINO RIPARTE DA MILANO, CONFERMATA LA WINE WEEK

Milano Wine Week è il primo evento di sistema in Italia dedicato al mondo del vino, capace di riunire e coinvolgere allo stesso tempo i principali interlocutori della filiera vitivinicola di tutto il mondo – opinion leader, produttori e organizzazioni, operatori e stampa – e il grande pubblico di wine lover. MWW rappresenta il terzo grande momento internazionale di promozione dell’eccellenza Made in Italy a Milano, affiancandosi alle settimane della Moda e del Design. Giunta alla quarta edizione, la manifestazione evolve in linea con i tempi e con la sua vocazione fortemente innovativa per offrire al mondo del vino opportunità non solo di promozione attraverso un palcoscenico internazionale, ma anche di incontro, confronto e formazione di ampio respiro e orizzonte, coinvolgendo i principali attori della somministrazione, della distribuzione, del mondo food e della ristorazione, per il rilancio forte e sinergico del settore vitivinicolo, dell’agroalimentare e dell’eccellenza Italiana.


#THECITY

Milano, capitale di riferimento internazionale, metropoli innovativa e interconnessa, offre opportunità di visibilità, di comunicazione e di networking uniche alle aziende e ai grandi marchi del vino e dell’eccellenza Made in Italy. La città rappresenta un grande hub per l’incontro delle persone e lo scambio di idee, offrendo un contesto altamente tecnologico e stimolante, spazi unici, e una capillare connessione logistica con il territorio circostante e l’estero.


UN GRANDE LABORATORIO PER IL MONDO DEL VINO


MWW è un grande appuntamento annuale che dedica al mondo del vino un ricco palinsesto di eventi, che si snodano, per 9 giorni, tra Milano e le metropoli dei principali mercati esteri d’esportazione vinicola.
Degustazioni, masterclass, Forum, meeting B2B e momenti di confronto e formazione dedicati ai professionisti di settore, affiancati da eventi di grande impatto ad alto contenuto esperienziale e formativo per coinvolgere il pubblico di appassionati: centinaia di location e luoghi della ristorazione, il cuore pulsante di Milano, offriranno al pubblico di visitatori l’opportunità di conoscere, degustare e accedere a nuove esperienze, tra il fisico e il digitale in tutta sicurezza.


#VINOECIBOVINO E CIBO FANNO SISTEMA A MILANO E NEL MONDO

Il rilancio dell’Italia sui mercati esteri post pandemia deve partire da uno sforzo sistemico che unisca il cibo e il vino nella promozione dell’eccellenza, per diffondere e incrementare il valore finale per l’intera filiera dell’agroalimentare e del made in Italy di qualità, oggi in forte difficoltà.

World Cocktail Day

Perché non festeggiare con un ITALICUS Spritz?

ITALICUS Rosolio di Bergamotto accompagna l’arrivo della bella stagione con l’ITALICUS Spritz: uno spritz moderno, un’alternativa al classico aperitivo italiano per eccellenza, un cocktail semplice e fresco con i profumi agrumati del bergamotto e lo stile lineare e innovativo tipico di ITALICUS. Tre le versioni all’insegna dello stile e della leggerezza: ITALICUS Spritz, ITALICUS con soda al pompelmo e ITALICUS & Tonic.

a cura della redazione

Presentato il calendario ‘anti-lockdown’ con le tappe del vino d’Italia

Da maggio a dicembre 2021 in ‘viaggio’ con le piccole cantine.

Un lungo percorso attraverso le regioni italiane del vino: i vigneti, le famiglie, le tradizioni e l’innovazione. 

# Perché è meglio essere pronti a ogni evenienza (rossa, arancione o gialla).

# Perché ogni regione a vocazione vitivinicola ha una storia da raccontare.

# Perché ogni tappa supporta quel Made in Italy che ‘non molla’.

# Perché le piccole cantine sono tutte da scoprire, anche da casa propria.

21 aprile 2021, Verona. Poco importa quali saranno le misure a cui verremo sottoposti per sconfiggere una pandemia che ci affligge ormai da oltre un anno, le rispetteremo, ma limportante è esser pronti ad affrontare la sfida del tempo. Quella dei momenti migliori possibili con se stessi e con le persone con cui viviamo. A questo proposito i sommelier di WeTaste.Wine, wine club delle piccole cantine italiane, hanno deciso di condividere tutte le tappe dei prossimi mesi del 2021. Indicazioni, indizi e tempistiche su quali zone vitivinicole d’Italia verranno scelte, assaggiate e proposte a chiunque vorrà iscriversi al club. 

Perché ‘anti-lockdown’? 

Una cantinetta sempre aggiornata è un antidoto che può regalare serate indimenticabili, fornire argomenti di cui discutere, ispirare a viaggiare con la mente e a pianificare viaggi ‘veri’, magari proprio presso le cantine. Seguendo la traccia del calendario ci saranno ogni mese nuove cantine da esplorare, nuove storie da raccontare e tre percorsi da intraprendere. Nella sostanza una ‘mistery’ wine box di cui si scopre il contenuto solo al momento del celebrato unboxing. “Ma c’è da fidarsi?”, nella sezione ‘esplora‘ tutte le splendide piccole cantine spedite finora, delle chicche a conduzione familiare, appassionate, orgogliose e uniche: italiane. 

Se arrivasse davvero quel ‘liberi tutti’? 

Meglio ancora, quei fortunati che avranno aderito saranno ben forniti e preparati a ospitare tavolate epiche, celebrare pic-nic senza un domani e partecipare a party ad oltranza, il tutto facendo un figurone. La pace dei sensi, comunque vada. Non servirà mica ricordare che tutto questo va o andrà fatto sempre con moderazione? Altro che, soprattutto adesso, quindi fatelo con mo-de-ra-zio-ne. 

Ok, ma come funziona? 

Basta andare sul sito e iscriversi alla newsletter per ricevere gratuitamente la scheda del calendario 2021 con tutte le ‘tappe’ in programma e gli aggiornamenti su questo ‘eno-tour’ d’Italia. Uno strumento utile per scoprire nel tempo le cantine e le etichette scelte dal team di sommelier. Giunti a questo punto non resta altro che scegliere le modalità di adesione ai percorsi Discovery, Magnificent o Nature. Una dritta? Meglio 6 bottiglie da condividere con amici o parenti per risparmiare sulle spedizioni. “E se non volessi abbonarmi?“: per questo si può scegliere di ricevere la wine box anche solo per una volta oppure provare quelle dedicate a zone specifiche come ValpolicellaSoaveTai Rosso, ecc. 

Tutte qua le zone vitivinicole?!? 

Assolutamente no, siamo soltanto all’inizio del viaggio. Il calendario di WeTaste.Wine proseguirà il suo corso anche nel 2022, le regioni dedicate al vino in Italia sono davvero tante e la prospettiva è quella di esplorarle tutte e con il tempo che meritano. Una selezione che richiede tempo, passione e condivisione di un obiettivo in particolare: quello di celebrare il vino d’Italia a partire dalle piccole cantine.

WeTaste.Wine – Il wine club delle piccole cantine Italiane WeTaste.Wine è una piattaforma digitale italiana specializzata in percorsi di degustazione di vini italiani prodotti dalle piccole cantine. Esplorare l’Italia del vino e far conoscere realtà a conduzione familiare agli appassionati del vino è lo scopo principale dell’attività, che si concretizza in diversi percorsi di degustazione mensile – Discovery, Magnificent, Nature – oltre a wine box dedicate a specifici territori a vocazione vitivinicola. Per maggiori informazioni visitate www.wetaste.wine/it 

a cura della redazione