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VERSACE HOME COLLECTION VOLA IN ARABIA SAUDITA

Versace Home curerà gli splendidi interni delle nuove ville di lusso Dar Al Arkan nel progetto Shams Ar Riyadh

RIYADH, Arabia Saudita – Dar Al Arkan, la principale società immobiliare in Arabia Saudita, ha annunciato una collaborazione unica che porterà le prime ville al mondo con interni di Versace Home a Shams Ar Riyadh.


L’eccezionale design e la maestria artigianale di Versace Home aumenteranno lo straordinario design ‘Upside Living’ delle ville di lusso in edizione limitata. Le ville saranno costruite con vista sul Wadi Hanifa. In un modello esclusivo dal design innovativo, l’ingresso e la zona giorno domineranno il primo piano, con finestre che crearanno giochi di luce inondando di luminosità lo spazio abitativo dai pavimenti ai soffitti. Mentre le camere da letto e le camere familiari verranno riposizionate al piano terra, creando uno spazio complessivo che coniuga eleganza e praticità.

Le ville sono state progettate incorporando le ultime tecnologie hi-tech e stabilendo un nuovo punto di riferimento per la tecnologia residenziale. Illuminazione, riscaldamento e aria climatizzata saranno progettati per fornire uno stile di vita tutto automatizzato e controllato da sensori di movimento. Un sofisticato sistema di sicurezza e sorveglianza sarà completamente integrato, insieme a un sistema di intrattenimento domestico intelligente che include un home theater ed elettrodomestici da cucina intelligenti. L’enfasi sarà posta sulla creazione di lusso e raffinatezza in ogni dettaglio.

Situato di fronte a Wadi Hanifa con facile accesso alle principali destinazioni di stile di vita della città e alle principali attrazioni, le ville sono state progettate per sfruttare al massimo il loro contesto naturale e offrire un nuovo modo di vivere nel comfort, nel lusso e nella privacy. Nell’annuncio della collaborazione con Versace Home, il signor Yousef Bin Abdullah Al Shalash, presidente di Dar Al Arkan, ha dichiarato:

“Non potremmo essere più orgogliosi di collaborare con un marchio di fama mondiale come Versace su questo progetto unico. Per avere un casa di design di così alto livello creare gli interni di queste case molto speciali racchiude l’elevato livello di vita di lusso a cui miriamo con Shams Ar Riyadh “.

Ha aggiunto:

“A Dar Al Arkan, la nostra ambizione è quella di elevare il mercato immobiliare in Arabia Saudita. Il nostro stretto rapporto con i principali designer internazionali contribuirà a raggiungere questo obiettivo e cementerà la crescente reputazione del Regno per l’architettura e il design eccezionali su scala globale”.

Il progetto Shams Al Riyadh si trova in una zona strategica a nord di Riyadh, sulla King Khalid Road. Estendendosi su una superficie di oltre 5 milioni di metri quadrati, la posizione offre un facile accesso ai monumenti più importanti della città. I paesaggi mozzafiato di Wadi Hanifa, i parchi e gli spazi aperti offrono tutti un ambiente meraviglioso e confortevole.

A cura di Giulia Asprino

Museo della città sepolta: spettacolo ed arte a Pompei

Affreschi, sculture, arredi, argenti, stucchi, amuleti, fino agli ultimi calchi delle vittime emersi durante gli scavi dalla villa di Civita Giuliana. Il direttore generale Musei del Mibact, Massimo Osanna, ha inaugurato l’Antiquarium di Pompei nel suo rinnovato allestimento che rappresenta adesso un percorso museale dedicato all’esposizione permanente di reperti che illustrano la storia di Pompei.

Esprimendo soddisfazione per l’evento, Osanna è partito proprio dalla storia dell’edificio per illustrarne l’importanza. “Fu soggetto a vicende alterne. Inaugurato da Giuseppe Fiorelli nel 1873 circa e ampliato da Amedeo Maiuri a partire dal 1926, nel 1943 subì i danni del bombardamento che portò alla distruzione di una intera sala e alla perdita di centinaia di reperti. Seguì un nuovo allestimento nel 1948. Ma ancora nel 1980, il terremoto ne determinò nuovamente la chiusura per ben 36 anni e solo nel 2016, è stato possibile riaprirlo con ambienti dedicati ad esposizioni temporanee”. “Oggi – ha spiegato Osanna – si restituisce alla pubblica fruizione uno spazio completamente rinnovato che rimanda a quella che fu la prima concezione museale di Amedeo Maiuri e che costituirà un percorso di introduzione alla visita del sito”.

I gioielli e i dipinti della Casa del bracciale d’oro, gli argenti del servizio da tavola ritrovato anni fa a Moregine, il cratere in bronzo senza eguali di Giulio Polibio. Ma anche la scritta a carboncino che ha spostato in ottobre la data dell’eruzione, il “tesoro della fattucchiera” con gli amuleti colorati ritrovati nella Casa col giardino, persino i calchi dei due fuggitivi frutto degli scavi di qualche mese fa nella villa di Civita Giuliana. Il nuovo Antiquarium racconterà la storia di Pompei dall’epoca sannitica alla distruzione del 79 dopo Cristo. E nello stesso tempo ne esporra’ i tesori piu’ preziosi insieme ad una gran parte delle scoperte piu’ clamorose degli ultimi scavi.

“Tanti pezzi iconici esposti nelle mostre in giro per il mondo non erano in realta’ a disposizione dei visitatori di Pompei – spiega all’ANSA Luana Toniolo, funzionario archeologo responsabile del nuovo Antiquarium – per ragioni di sicurezza erano custoditi nei nostri depositi”. Ora invece tutte queste meraviglie, ori, dipinti, statue, arredi, saranno a disposizione dei visitatori, anima di un racconto che funzionera’ come un’eccezionale introduzione alla visita della citta’ antica in un percorso che si dipana lungo undici sale, supportato per chi vuole da un “chat bot”, ovvero un assistente digitale, per farsi un’idea delle tante diverse stagioni vissute nei secoli da Pompei ancora prima che diventasse la grande citta’ che conosciamo, cristallizzata nel tempo dalla tragedia dell’eruzione.

Inaugurato da Giuseppe Fiorelli nel 1873 e ampliato da Amedeo Maiuri nel 1926, poi devastato dalle bombe nel ’43 e quindi dal terremoto nel 1980, l’Antiquarium di Pompei e’ rimasto a lungo un luogo polveroso e chiuso. Il Parco lo aveva riaperto gia’ nel 2016, ma il progredire degli scavi, sottolinea il direttore del Parco Massimo Osanna, ha reso ancora piu’ forte la necessita’ di un museo che recuperasse la magia delle intuizioni di Maiuri, che della Pompei di oggi e’ stato un po’ il padre, aprendosi nello stesso tempo al futuro. Da qui il progetto, messo a punto dallo stesso Osanna con Luana Toniolo e Fabrizio Pesando. Curato da COR arquitectos & Flavia Chiavaroli, l’allestimento, spiega Toniolo, ha puntato a creare spazio e luminosita’ e insieme a ritrovare l’atmosfera dell’Antiquarium pensato da Maiuri, recuperandone le gallerie originali e in qualche caso anche restaurando le vetrine degli anni ’50. Persino l’insegna montata sul portone in ferro e vetro richiama quel periodo.

Tant’e’ , varcata la soglia, il primo impatto e’ proprio lo stupore. Con una sala, non a caso intitolata Summa Vesuviana, dove si raccolgono oggetti di tutte le epoche della citta’ . E la sensazione e’ forse quella che dovette cogliere Roque Joaquin de Alcubierre , l’ingegnere militare del re di Napoli Carlo III che nel 1748 fu il primo a scavare a Pompei. Dieci anni prima era stato lui a scoprire Ercolano, ma qui fu diverso, dagli scavi emersero con facilita’ tante di quelle meraviglie da stravolgere il mondo rivoluzionando il rapporto con l’antico. Ci volle tempo perche’ gli scavi a Pompei diventassero scientifici e sistematici. Alla fine quella che l’Antiquarium ci restituisce e’ la storia di una citta’ di una certa importanza, che gia’ prima di Roma dal VII al VI secolo a.C. era un centro di cultura sannitica, con mura e templi imponenti che qui sono testimoniati dai fregi, come la metopa in tufo del Tempio Dorico con il sacrificio di Issione . Ci furono poi l’alleanza con Roma e il benessere del ‘Secolo d’oro’, dal II sec. a.C., l’epoca dei mercanti, delle grandi costruzioni, delle abitazioni di lusso dove anche i capitelli erano riccamente istoriati. Per arrivare all’assedio delle truppe di Silla – in mostra ci sono le palle lanciate contro le mura della citta’ dalle catapulte romane – e alla nuova vita come colonia dell’impero. Che non fu priva di avvenimenti, come il devastante terremoto che nel 62 dopo Cristo distrusse mezza citta’ e apri’ le porte ad un decennio fitto fitto di ricostruzioni: a testimoniarlo, oltre ad un incredibile basso rilievo, persino le ciotole con i pigmenti colorati ritrovate dagli archeologi nelle tante case nelle quali al momento dell’eruzione c’erano ancora lavori in corso.

L’ultima tappa, per forza di cose la piu’ emotiva, e’ proprio per la tragedia finale, con i calchi piu’ iconici, quello del cane ad esempio, ma anche i corpi ritrovati nella Casa del bracciale e quelli dei due uomini – forse un padrone col giovane schiavo- che cercavano la salvezza in uno scantinato della villa di Civita Giuliana. Una morte improvvisa e violenta, in autunno come testimonia l’iscrizione a carboncino che qui e’ esposta (in copia, l’originale e’ stato lasciato in situ), perche’ proprio grazie ai nuovi scavi, quello che per tanto tempo e’ stato un dubbio ora appare una certezza: l’apocalisse di Pompei e’ arrivata il 24 si’ , ma di ottobre, quando gia’ faceva freddo, nelle case ardevano i bracieri e sulla tavola c’erano fichi, castagne, melagrane, negli otri il vino nuovo. Per Osanna un’occasione assolutamente da non perdere: “Pompei, ha finalmente un museo- dice- ed e’ unico”.

Fonte Ansa

Foto My Wo Wo