Archivio Categoria: Fashion

OAKLEY® X STAPLE LANCIA LA COLLEZIONE ROYGBIV SPECTRUM IN EDIZIONE LIMITATA

Per celebrare Frogskins®, una delle più iconiche silhouette di occhiali da sole, Oakley® si è unito nuovamente a Jeff Staple per lanciare la collezione ROYGBIV Spectrum.

Rendendo omaggio al patrimonio unico e audace dei Frogskins Oakley, questa edizione speciale conserva il caratteristico design della collezione originale in un look completamente rinnovato. Staple ha preso ispirazione da una vecchia réclame Oakley che presenta il logo Frogskins originale, per creare una collezione che renda omaggio alla iconica montatura in quattro stili diversi: Frogskins Classic, Frogskins Mix, Frogskins 35th Anniversary e Frogskins Lite. Ogni modello presenta un diverso colore dello spettro ROYGBIV, è inciso con il piccione simbolo di Jeff Staple sulla lente, ed è completo di cinturino in neoprene.

La collezione è disponibile a partire dal 22 giugno in negozi Oakley selezionati o visitando il sito Oakley.com.

MILANO FASHION WEEK MEN’S COLLECTION – HARMONT & BLAINE E’ IL BRAND MADE IN ITALY CHE VORREMO INDOSSARE DOMANI, ANZI NO, SUBITO!

A cura di Giulia Asprino

Se la Milano Fashion Week designasse un vincitore, non ci sarebbero dubbi alcuni: il premio meritatissimo andrebbe ad Harmont & Blaine. La pandemia non sembra aver fermato la creatività di Tiziano Foglia, Head of Designer di Harmont & Blaine, e Andrea Pompilio, che insieme firmano per il brand del bassotto una capsule collection dal carattere urban e dall’anima chic. Un amore a prima vista, come hanno tenuto a sottolineare entrambi, che ha portato alla creazione di capi che non conoscono banalità e che non vogliono essere semplici “pezzi” di abbigliamento da tenere nell’armadio, ma che vogliono raccontare una storia. Una collaborazione quella tra Foglia e Pompilio che incorpora le silhouette caratteristiche del brand nei look della nuova collezione. “Per questa collezione Harmont & Blaine ho pensato di interpretare il DNA del brand e i suoi codici distintivi – il colore, le righe e l’attitudine casual – con un accento versatile e contemporaneo, piu giovane e metropolitano” ha detto Tiziano Foglia.

La capsule collection Andrea Pompilio per Harmont & Blaine nasce da un dialogo tra due entità in apparenza lontane nello spettro della moda, in realtà unite da valori contigui: colore, solarità, una nonchalance decisamente italiana, considerando il legame di Pompilio con Napoli. Il designer ha, infatti, radici partenopee e da sempre cerca ispirazione nella cultura mediterranea per le sue creazioni. “Harmont & Blaine è un marchio con il quale ho una certa familiarità: lo ho sempre visto intorno a me, ne conosco bene la storia e l’appeal.” – afferma Andrea Pompilio – “Di Harmont & Blaine apprezzo il senso del colore, il gusto della camiceria, e poi le origini partenopee che sono un imprinting di gusto e di spirito, e che in parte mi appartengono per motivi biografici. Il nostro è stato un incontro naturale e stimolante, che ho tradotto in una idea di guardaroba maschile fatto di pezzi che possano dialogare con un nuovo uditorio. È una sfida che trovo arricchente per entrambi, e che ho voluto siglare con l’idea del Made in Naples.”

La collezione è presentata attraverso un video che sottolinea le radici partenopee del marchio, proponendone una lettura gioiosa e inattesa. I modelli si muovono sullo sfondo di Castel dell’Ovo, tra terra e mare, in un gioco continuo di contrasti tra storia del luogo e sorpresa dello stile: una dimensione nella quale il blu delle acque e del cielo, riflesso in una installazione di specchi, diventa contesto e sinonimo di libertà ed energia.

Nel video scopriamo silhouette lavorate, ciascuna, in una sola nuance, dagli abiti agli accessori. Sommandosi, compongono uno spettro cromatico insieme deciso e pacato, nulla affatto garrulo, che va dal giallo al rosso, dal ruggine al castagna, dal verde al blu. Ogni tinta si modula in sfumature singolari a seconda della materia, di come questa reagisce al bagno di colore, traducendosi in una monocromia ricca di sfaccettature, mossa, viva. I capi sartoriali dalla vestibilità slim si alternano a quelli in maglieria dalle texture tridimensionaliI colori mescolano tinte neon di carattere sportivo a tonalità en plein air. Le righe e i pattern razionali si uniscono a disegni floreali nei capi in jaquard o sulle camicie stampate.

I materiali mescolano una mano morbida a intrecci asciutti e battuti: cotone, cotone viscosa, popeline, cotone lino, tweed linen gabardine e jersey giapponesi. Le sovratinture uniformano lasciando evidente, in tralice, il carattere unico di ogni tessuto. Pezzo di punta della collezione il classico Mackintosh rivisitato in chiave moderna. E ancora sneakers in edizione limitata, in materiale idrorepellente e lavabile, denim in tessuto 100% biologico con un’attenzione particolare alla sostenibilità. Creazioni tutte da scoprire per un uomo che non ha paura di sedurre in abiti dal carattere disruptive, ma dall’animo urban-chic.

Le linee sono morbide. I classici del guardaroba maschile sono riletti nei volumi e nelle lavorazioni. Le camicie, così rappresentative di Harmont & Blaine, hanno volumi over, patchwork allover, oppure sono sezionate e ricomposte. I trench hanno interni a contrasto, i piccoli blouson colli di velluto. Sahariane, anorak, blazer boxy si mescolano a pantaloni affusolati, shorts, scarpe da boxe, berretti da baseball. Le proporzioni inattese suggeriscono un dialogo simbolico tra mondo degli adulti e quello dei più giovani. 

Con la precisione di una visione stilistica sintonizzata sul mondo più giovane e metropolitano, Andrea Pompilio offre una lettura insieme coerente e sorprendente dell’universo Harmont & Blaine, parlando ad un pubblico nuovo. Protagonista è il colore: ricco ma desaturato, esaltato dalla scelta della monocromia e dal lavoro di tintura in capo che crea una unione di materia e nota cromatica dalla perfetta imperfezione.


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MILANO FASHION WEEK – MEN’S COLLECTION SS2022 – DIESEL SVELA LA PRIMA COLLEZIONE FIRMATA DA GLENN MERTENS

A cura di Giulia Asprino

Era il 2018, quando la creatività dello stilista belga Glen Martens incrociava lo spirito imprenditoriale di Renzo Rosso in occasione del progetto Diesel Red Tag. Una collaborazione occasionale, divenuta ufficialmente un sodalizio nel 2020, quando l’imprenditore dei jeans ha chiamato il giovane Martens alla direzione creativa di Diesel. Classe 1983, Glen Martens vanta un passato da Jean Paul Gaultier e una quasi decennale direzione del marchio francese Y/Project. Tra denim e sperimentalismo strutturale, lo stile di Glen calza così a pennello con l’estetica di Diesel che sembra quasi strano essere arrivato solo adesso alla direzione. Una scelta così adeguata da creare non poche aspettative.

Aveva preannunciato una sfilata molto intensa e così è stato. Il marchio di OTB ha presentato la sua ultima collezione con uno show in digitale, un viaggio nello spazio e nel tempo, un racconto di scene realistiche, sensazioni confusionarie e mondi fantascientifici ricreano un’atmosfera surreale. A condurci nel viaggio, una ragazza dalla chioma rosso fuoco con addosso un classico jeans cinque tasche si districa tra un caotico party in casa, strade metropolitane percorse a rallenty e quelli che potrebbero sembrare degli asettici uffici. In un cammino sincopato -metafora della vita e della moda- si dispiega l’evoluzione del denim di Diesel.

“Il grande compito e la ricompensa in DIESEL è creare capi che abbiano una certa universalità e contemporaneamente mantengano lo spirito irriverente del brand. Credo che molti dall’esterno potrebbero dire che il mio lavoro sia più legato al concetto; in DIESEL ho cercato di  fondere, in un certo modo, l’accessibilità con l’arte. Questo è solo l’inizio, un riflesso di un mondo ancora capovolto che sta cercando il suo equilibrio in una nuova realtà. “

AFFERMA MARTENS
Potrait of Glenn Martens by Oliver Hadlee Pearch

Questa stagione rappresenta una tappa importante per il brand: è la prima collezione completa di Martens per Diesel. La collezione Primavera/Estate 2022 è stata presentata con uno short film il 21 giugno 2021, in live-streaming da Milano.

Il corto – realizzato in collaborazione con l’artista e regista Frank Lebon, e la cui colonna sonora è stata composta dal musicista inglese Leon Vynehall – evidenzia 4 sezioni del nuovo mondo di DIESEL, visto attraverso il prisma creativo di Martens. 

Il film sfuma i confini fra realtà e sogno. Seguiamo il personaggio principale muoversi all’interno di un ambiente familiare, anche se leggermente distorto.  Si parte dal setting di una casa, che suggerisce una scena a tarda notte. Da qui, prende forma la ripresa di una via urbana che richiama la normale – e spesso frenetica – vita di città. Poi, una corsa in ascensore, che cattura una sorta di inquadratura su misura dalla quale si evince sia la tradizione di DIESEL, che l’estetica di Martens. Il film si conclude in una stanza aliena e psichedelica, immersa in un filtro rosso scuro; non sappiamo se si tratti di sogno o realtà, o di uno spazio tra le due. Attraverso questa trama, vengono raffigurati tutti i vari punti su cui si focalizza Martens rispetto al denim, all’abbigliamento donna e uomo e alla sperimentazione. Insieme, diventano qualcosa di nuovo, galvanizzante, inusuale e interamente individuale. 

Il concept di Martens è un’interpretazione contemporanea della storia audace ed ironica di DIESEL. Tra i punti salienti troviamo un approccio all-gender, una componente heritage e il nuovo apporto DIESEL LIBRARY.

Tra gli elementi chiave della collezione risaltano le cinture logate che, intrecciate, uniscono t-shirt, top e vestiti. Attraversando tagli nei capi, queste cinture possono essere considerate come una sorta di spina dorsale, una struttura che lega ogni elemento in nuovi e ingegnosi drappeggi e forme. Spiccano anche i denim a 5 tasche con stivali integrati: questi modelli sono a vita alta o media, e propongono diversi lavaggi denim che terminano in stivali da cowboy o stivaletti a punta. Il capitolo heritage – spesso upcycled – contiene denim DIESEL da stock rigenerato, tra cui un soprabito con dettagli in lattice finiti artigianalmente, sfumato e radente al suolo. Ulteriori pezzi in jersey recuperato vengono tagliati e cuciti – e tinti- per creare nuovi maglioni e giacche bomber.

Il patrimonio DIESEL è stato reinterpretato nei blazer, nelle camicie e nei pantaloni che ritraggono una stampa laser che va a definire un effetto trompe l’oeil di sovrapposizioni e cuciture. Ci sono anche capi in jersey seconda pelle stampati all-over con lavaggi denim tradizionali e toppe DIESEL d’archivio. Infine, una serie di capi in denim con in rilievo il logo DIESEL completano il lato scultoreo della proposta di Martens. Mentre la transizione si trasforma in qualcosa di maggiormente sperimentale e cerebrale, capi in organza stampati e sfumati – tutti con motivi di pittura cracked – diventano key looks. 

Il denim è stato, è, e sempre sarà il motore principale di DIESEL – rappresenta la maggior parte delle entrate dell’azienda. La Primavera/Estate 2022 vede l’introduzione di DIESEL LIBRARY, una parte della collezione sostenibile permanente, che propone denim, camicie, top, gonne, shirts, e altro ancora. DIESEL LIBRARY sarà una linea di base fondamentale per ogni collezione stagionale, e rimarrà in ogni stagione.  Rispecchia il nuovo mantra dell’azienda orientato verso la sostenibilità, fornendo capi che potrebbero essere acquistati meno frequentemente – e indossati più a lungo. Tutti questi capi hanno una vita commerciale continuativa. Questo lancio segna un passo importante nell’evoluzione di DIESEL nel contesto della sostenibilità pensata da Martens. Il Denim è fondamentale nel definire le tendenze –  nessun tessuto è più culturalmente rilevante del Denim. 

Nel complesso, il risultato rispecchia un’audace e approfondita ibridazione tra la storia pionieristica di DIESEL e l’approccio altamente concettuale di Martens al fashion design. Per la prima, si tratta di diversificare e far evolvere la propria gamma di prodotti dopo essere entrati all’inizio del 2020 in un nuovo paradigma mondiale, e per il secondo, si tratta di creare capi con un pragmatismo democratico e globale. Il risultato rafforza saldamente il nuovo capitolo dell’evoluzione di DIESEL, bilanciando richiamo democratico, design vincente e, soprattutto, una visione senza compromessi.


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MILANO FASHION WEEK – MEN’S COLLECTION SS202 -LA QUARTA GIORNATA SI RIEMPIE DI NUOVI TALENTI, ATTESISSIMI DEBUTTI E IMMANCABILI RICONFERME

Siamo quasi agli sgoccioli della Milano Fashion Week dedicata alla moda uomo 2021. Si continua con ben 13 show per le collezioni primavera estate 2022, divisi ancora una volta in digitali e in presenza. Torna in presenza un iconico Giorgio Armani. Primus inter pares, il re della moda italiano è stato il primo a dare il buon esempio sfilando a porte chiuse. Adesso Armani ritorna in grande. Torna a sfilare con il pubblico in via Borgonuovo 21, con un doppio show in attesa della nuova collezione di Giorgio Armani Privé che sfilerà il 6 luglio nella capitale francese.

Tra le sorprese della moda uomo 2021, non si può non citare Diesel. Il debutto del nuovo direttore creativo Glenn Martens è stato attesissimo, soprattutto dopo le voci riguardanti una collezione primavera/estate no-gender. Dopo Fendi e Mans, il tema genderless  è sempre più presente e pressante per la moda uomo 2021, scardinando sempre di più l’idea di “uomo”.

Debuttano in passerella anche KTN, la seconda linea dello storico marchio napoletano Kiton e una speciale capsule di Andrea Pompilio per Harmont&Blaine. La capsule collection per la sfilata di menswear sarà una rivisitazione in chiave Pompiliana degli irriverenti codici del brand italiano.

  • 10.00 A-Cold-Wall
  • 10.30 Jieda
  • 11.00 Kiton
  • 11.30 KTN
  • 12.00 Andrea Pompilio per Harmont & Blaine
  • 12.30 Zenam
  • 13.00 Numero 00
  • 14.00 Diesel
  • 15.00 Woolrich
  • 16.00 Gall
  • 17.00 Paura di Danilo Paura
  • 18.00 Giorgio Armani
  • 19.00 Giorgio Armani

LA MODA UOMO 2021 DI KITON E LA LEGGEREZZA DELLA SARTORIALITÀ ITALIANA

Anche Kiton presenta la sua collezione primavera/estate 2022 in digitale. Composta da ben 81 look, la sfilata contiene la volontà di distaccarsi dal passato. L’anno scorso la collezione primavera/estate era di fatto colma di stampe tropicali e tonalità calde. Lo show stavolta si fa più fioco. La dominanza di una palette più tenue si fa sentire, a partire dai primi look total-white. Sono proprio loro che introducono gli spettatori in una collezione all’insegna della leggerezza, dove le diverse sfumature di grigio fanno da padrone.

E i capi scelti dal team di Kiton rispecchiano questa svolta. Le giacche da sera hanno linee più morbide, venendo poi abbinati a bermuda e shorts realizzati con tessuti estremamente fini. Proprio in questi pantaloni estivi c’è però una novità: la presenza di cuciture moderne. Questi rammendi rendono l’insieme tutt’altro che frivolo, bensì strutturato e accattivante. Potrebbero essere proprio loro il segno distintivo di un brand fedele alla bravura della sartorialità italiana, ma sempre alla ricerca del nuovo.

Sfilate uomo 2021
Kiton menswear 2022

Ma è anche una ricerca verso una formalità più disinvolta. Un concetto solo all’apparenza ossimorico. Giacche e pantaloni da tailleur si uniscono ad una spensieratezza più casual, come si può notare dalle scarpe da ginnastica in tela traspiranti. Due poli che da tempo Kiton cerca di conciliare. E di certo il brand ha trionfato con questa collezione.

ANDREA POMPILIO X HARMONT&BLAINE: OMAGGIO ALLE ORIGINI PARTENOPEE

All’annuncio della sua collaborazione con Harmont&Blaine, Andrea Pompilio aveva dichiarato: “Di Harmont & Blaine apprezzo il senso del colore, il gusto della camiceria e poi le origini partenopee”. Ed effettivamente i codici stilistici del marchio dominano per la collezione primavera estete 2022. Un omaggio innamorato alla città di Napoli che ospita la cavalcata dei modelli sul suo Castel Dell’Ovo. Le polo e le camicie, cavallo di battaglia del marchio, si mixano con capi in tessuti hi-tech e in maglia filata creando un portfolio completo e trasversale. Per la Milano Moda Uomo 2021, Pompilio parla ad una clientela giovane, amante dello streetwear e dello stile casual ma che non disdegna una certa l’eleganza. Look monocromo e giacche a vento oversize rispondono ad un’unica esigenza: comodità, praticità e leggerezza.

Andrea Pompilio x Harmont&Blaine ss22
Andrea Pompilio x Harmont&Blaine ss22

LA DIESEL DI GLEN MARTENS: UN VIAGGIO EXTRASENSORIALE IN DENIM

Era il 2018, quando la creatività dello stilista belga Glen Martens incrociava lo spirito imprenditoriale di Renzo Rosso in occasione del progetto Diesel Red Tag. Una collaborazione occasionale, divenuta ufficialmente un sodalizio nel 2020, quando l’imprenditore dei jeans ha chiamato il giovane Martens alla direzione creativa di Diesel. Classe 1983, Glen Martens vanta un passato da Jean Paul Gaultier e una quasi decennale direzione del marchio francese Y/Project. Tra denim e sperimentalismo strutturale, lo stile di Glen calza così a pennello con l’estetica di Diesel che sembra quasi strano essere arrivato solo adesso alla direzione. Una scelta così adeguata da creare non poche aspettative.

Aveva preannunciato una sfilata molto intensa e così è stato. Il marchio di OTB ha presentato la sua ultima collezione con uno show in digitale, un viaggio nello spazio e nel tempo, un racconto di scene realistiche, sensazioni confusionarie e mondi fantascientifici ricreano un’atmosfera surreale. A condurci nel viaggio, una ragazza dalla chioma rosso fuoco con addosso un classico jeans cinque tasche si districa tra un caotico party in casa, strade metropolitane percorse a rallenty e quelli che potrebbero sembrare degli asettici uffici. In un cammino sincopato -metafora della vita e della moda- si dispiega l’evoluzione del denim di Diesel.

Giunge alla fine in  uno scenario surreale: una stanza rossa ricorda la superficie lunare in cui spiccano capi con delle insolite rouches, maglie in jersey e abiti ispirati alle divise sportive con tessuti tech. Infatti, il denim fa da padrone a tutta la sfilata ma viene riproposto in svariate lavorazioni insieme a capi in pelle e in tessuti stretch. Uomo e donna sono protagonisti della medesima narrazione per una visione sempre più genderless degli abiti. In fin dei conti, il denim è un tessuto “sociale” in grado di rappresentare epoche, stili e movimenti sociali in una visione inclusiva e trasversale. Il denim è per tutti e questo Glen lo sa bene.

Glen Martens x Diesel ss22
Glen Martens x Diesel ss22

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MILANO FASHION WEEK – MEN’S COLLECTION SS22 – ETRO: VIAGGIO IN UN CALEDOSCOPICO STATO DI GRAZIA

Una location immersa nel verde urban milanese, una delle pochissime sfilate in presenza. Etro emoziona, brilla di luce propria e soddisfa l'occhio di un osservatore caparbio

a cura di Giulia Asprino

La collezione rende omaggio a Franco Battiato, un uomo, un artista, un musicista e un pensatore che ha fortemente influenzato la visione e la vita di Kean Etro, che lo ha conosciuto giovanissimo nel 1985, e, non ancora impegnato in ETRO, realizzò allora per l’azienda di famiglia le scenografie per il tour “Mondi Lontanissimi”.

Questo show è per te, Maestro! Con Gratitudine, Ammirazione e Affetto, Kean.

Un viaggio metafisico. Oltre il tempo e lo spazio. Per la stagione Primavera Estate 2022, Kean Etro, direttore creativo della linea ETRO Uomo, esplora uno dei valori più iconici del brand, il suo spirito nomade. Viaggiare diventa anche uno stato della mente e del cuore. La meditazione conduce in luoghi inesplorati. In un gioioso stato di grazia. Sulle orme di Bruce Chatwin e di Agatha Christie, il viaggio nomadico di ETRO si tinge di memorie di esplorazioni archeologiche in terre assolate, dove la realtà incontra il sogno. Sulle note di uno dei capolavori di Franco Battiato, “L’Era Del Cinghiale Bianco,” il viaggiatore dell’anima ritratto da ETRO cammina su una passerella, – immersa nell’atmosfera surreale e sospesa dello Scalo Farini di Milano, dove la natura si fa strada tra l’asfalto, – indossando capi fluidi e velatamente sensuali, disegnati per piacersi. Nulla è come sembra. I colori di un’alba su un agrumeto ispirano le tonalità sorbetto o vitaminiche, mentre i toni scuri dalle sfumature argento richiamano la palette di un affascinante tramonto.

Tutto ha origine dal punto in cui finisce. Capi più sportivi, indossati sopra ai caftani, sono realizzati in cadi di seta e i classici gilet tennis di ETRO in maglia questa volta svelano inserti in georgette, per un approccio allo stile disinvolto, libero ed emozionale. I riconoscibili pattern ETRO che richiamano il mondo degli interiors si fanno rarefatti per dare un tocco grafico ai pigiama in seta. Trasparenze muovono le silhouette e introducono un vibe onirico con le camicie fil coupé arricchite da fili dorati. Pantaloni metallici in canvas spalmato sembrano provenire da una dimensione interstellare.

Leggings spuntano dai pantaloncini oversize arricchiti da simboli arcaici, che decorano anche i bomber ricamati, mentre messaggi di amore e ottimismo sono stampati sui trench e sulle etichette dei capi. Secchielli Paisley sono ora decorati dalle borchie “Crown Me”, che compaiono anche su slipper, cinture e sui gioielli turchesi con simboli positivi, come un sole splendente. Lo spirito nomade della collezione è sottolineato da grandi bisacce e zaini in morbida pelle lavata che si alternano a coloratissimi mini pouch funzionali e cool.


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MILANO FASHION WEEK MEN’S COLLECTION – LA RASSEGNA DELLE SFILATE

A cura di Giulia Asprino

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Al via Milano Fashion Week Men’s Collection Primavera/Estate 22 con un graduale ritorno alla normalità attraverso una formula ibrida che include eventi fisici e digitali. La settimana della moda prevede 48 appuntamenti, 9 presentazioni su appuntamento e 6 eventi per un totale di 63 brand in calendario. Quattro le sfilate in presenza: Dolce & Gabbana il 19 giugno; Etro il 20 giugno; e Giorgio Armani il 21 Giugno con una doppia sfilata. Tra le novità, questa edizione della Milano Fashion Week vedrà il debutto di Diesel che, con il nuovo direttore creativo Glenn Martens, il 21 Giugno presenterà una collezione allgender. Saranno inoltre presenti per la prima volta in calendario, i brand: TISCAR ESPADAS, MANS, FRANC ELIS, ZENAM, REVENANT RV NT, 424, KNT e ANDREA POMPILIO per HARMONT&BLAINE

Inoltre, una serie di stanze tematiche ospiteranno progetti speciali. Tra questi, Designer for the Planet, evento alla terza edizione, che raccoglierà le collezioni di alcuni designer emergenti, focalizzati sulle tematiche della sostenibilità. Questa stagione i brand che parteciperanno all’iniziativa sono GOOD GOOD GOOD, KIDSOFBROKENFUTURE, MARRAKSHI LIFE, ABDEL EL TAYEB, SIMON CRACKER, MARCELLO PIPITONE, BAYRIA EYEWEAR, EMERGENCY ROOM e ZEROBARRACENTO. Durante la Fashion Week, sarà presentato un progetto di WHITE, con il format WSM (White Sustainable Milano), in collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana, per supportare in modo concreto le nuove generazioni di creativi. White attiverà una donazione al Camera Moda Fashion Trust e promuoverà, attraverso un evento dedicato negli spazi di Fondazione Sozzani Tazzoli Milano, che resterà aperto durante i giorni della Fashion Week Uomo, 10 designer italiani e internazionali (FROY, LESSICO FAMILIARE, MISHIMI, OH CARLA, GIN SALEMO’, BAYRIA EYEWEAR, KIDS OF BROKEN FUTURE, MARCELLO PIPITONE, SIMON CRACKER E ZEROBARRACENTO), gli ultimi cinque selezionati da CNMI tra i partecipanti al progetto Designer for the Planet.

MILANO FASHION WEEK MEN’S COLLECTION SS2022 – LA PRIMA GIORNATA

E così anche la Milano Fashion Week 2021 sembra ripartire. Con la campagna promozionale della Camera Nazionale della Moda Italiana, la conferma di una nuova edizione della Milano Fashion Week non è più così sconcertante. Al contrario, la settimana della moda milanese dedicata alle collezioni maschili primavera/estate 2022 sarà un composto ibrido di sfilate in digitale e in presenza. 

Un evento unico nel suo genere, che inizierà venerdì 18 giugno, con i primi cinque brand che sfileranno nella fascia pomeridiana/serale. Aprirà le danze il veterano Ermenegildo Zegna alle 15.00, per essere seguito dal nuovo prodigio della moda spagnola Tiscar Espadas alle 16.00. Nella fascia serale, invece, si potranno ammirare gli show di Santoni e Mans dalle 17.00 alle 18.00, per concludere con Philipp Plein alle 19.00.

MILANO FASHION WEEK 2021: VENERDÌ 18 GIUGNO. I CINQUE BRAND CHE SFILERANNO NELLA PRIMA GIORNATA

Una gamma vastissima ed eterogenea per essere solo cinque i brand che sfileranno durante la prima giornata della settimana della moda milanese.

A partire da Ermenegildo Zegna, brand creato nel 1910 che ancora oggi è nell’Olimpo dell’abbigliamento maschile. Completi classici ed eleganti reinterpretati con linee destrutturate e un pizzico d’ironia: questo è il caposaldo del brand che punta sempre a vestire l’uomo moderno. E legato alla tradizione italiana non può mancare un brand del calibro di Santoni. Specializzato fin dal 1975 in calzature, l’obiettivo del brand è palese nei suoi design che si legano all’artigianalità Made in Italy e ai materiali raffinatissimi tipici del patrimonio culturale italiano.

In una direzione completamente diversa navigano i giovani brand spagnoli Tiscar Espadas e Mans. Si arriva con i loro design a una concezione genderless del vestire, con uomini che non sono più rinchiusi in classici tailleurs. Mans utilizza il saper-fare artigianale per smontarlo e riproporlo sotto forma di avanguardia. Tiscar Espadas si concentra invece sui tessuti, esplorando linee nuove e più dinamiche.

Milano Fashion Week Man's: venerdì 18 giugno 2021
Mans

Infine, a chiudere la prima giornata il designer tedesco Philipp Plein. Con le sue classiche decorazioni di teschi in Swarovski, il brand ha spopolato nell’ultimo decennio specialmente tra le nuove generazioni e con le svariate copiature di brand fast-fashion.

ERMENEGILDO ZEGNA

Nella collezione 2020 Zegna aveva proposto strati di zip, polo e piumini trapuntati in pelle. Al centro risiede l’idea della sostenibilità, che ora più che mai si sta propagando giustamente in tutto il fashion system. Cosa ci si può aspettare per questa stagione dal brand caposcuola del Made in Italy? Continuerà verso questa strada eco-sostenibile?

LA COLLEZIONE PRIMAVERA/ESTATE 2022

E le aspettative sono state incontrate. Per la collezione primavera/estate 2022, il direttore artistico Alessandro Sartori propone la pura essenza del tailoring con i ritmi del mondo moderno. Un connubio che trova spazio prima di tutto nella serie di ambientazioni dove lo show ha avuto luogo. Si tratta di uno dei privilegi del creare sfilate digitali, sfruttando posti e luoghi diversi per raccontare le proprie storie.

E così ha fatto Alessandro Sartori. Ambienti chiusi e desolati, porticati elevati e imponenti rappresentano la solitudine che quest’anno ha portato dentro di noi. Un labirinto dove i modelli vagano invani, alla ricerca di qualcosa di ignoto. Nemmeno loro sanno. Solo alla fine si comprende: quello che cercano è loro stessi, ma anche di comunicare con il resto del mondo. La scena finale è in questo significativa: i modelli si incontrano in uno specchio d’acqua con un tavolo al centro, tutti che finalmente si ritrovano con anche Sartori a capotavola.

Milano Fashion Week 2021
Fine sfilata Zegna 2022

Uno scenario altamente figurato e metaforico, che si riflette perfettamente nella scelta dei capi d’abbigliamento. Sartori punta per la Milano Fashion Week 2021 a dei design facili da indossare, ma che non vogliono allontanarsi dall’artigianato di lusso. Adatti per ogni occasione, gli abiti minimalisti di Zegna si collegano alla collezione autunno/inverno 2021. I pantaloni non sono aderenti come i classici tailleur della maison. Al contrario, sembrano quasi fluttuare mentre i modelli sfilano, insieme a giacche da abito estremamente leggere. è un flusso che cerca di liberare l’uomo, per affrontare un mondo nuovo. La palette riflette invece la sensazione di solitudine delle ambientazioni: colori neutri e tenui, senza toni troppo accesi. I toni alla Jacquemus non vanno intesi come resa, ma come un inno alla rinascita.

Milano Fashion Week 2021
Ermenegildo Zegna 2022

Una rinascita anche nel casting. Dopo le controversie con il brand italiano Etro per la collezione dell’anno scorso, inclusivity è finalmente la parola chiave di questa sfilata. Si tratta di uno show esclusivamente dedicato a reintepretare in chiave moderna i classici completi che hanno caratterizzato per anni lo stile di Ermenegildo Zegna.

PHILIPP PLEIN

Gli ultimi fashion show dello stilista tedesco sono stati delle vere e proprie performance artistiche. Basti guardare la collezione autunno inverno 2021, ispirata al gruppo elettronico dei Daft Punk. Stivali alti con tacco a stiletto metalizzati erano coordinati a giacconi in faux-fur dai colori sgargianti,  immersi in una pista dove le luci a neon si alternavano a quelle più tipiche di un club notturno. Riuscirà Plein anche per la stagione primaverile 2022 a farci dimenticare l’anno appena passato?

PLEIN ALLA MILANO FASHION WEEK 2021

L’eccentricità dello stilista è sicuramente presente anche in questa nuova collezione menswear. Presentata in uno show digitale simile alla stagione precedente, la gamma di outfit e capi d’abbigliamento si espande per un totale di 90 look.

Lo stile anticonformista di Plein è presente fin da subito, con giacche oversize colme di patch ricamati. Sono i classici teschi a risaltare tra le varie decorazioni, ma non mancano felpe e pantaloni con stampe di origine fumettistica e ispirate alla street-art. A questo si aggiungono una serie di look total-black decorati con Swarovski, adornati di occhiali da sole in stile futuristico. Non mancano però delle novità: una serie di abiti da notte con tanto di pantofole e mascherina per gli occhi.

Milano Fashion Week 2021
Philipp Plein 2022

Si nota una certa ironia in questi capi, propria di un designer che vuole piacere alle nuove generazioni, ma che conosce bene il periodo appena passato. Vuole divertirsi mentre crea, e ce lo dimostra anche attraverso i colori brillanti e spavaldi di questi outfit. Si va dal rosa leopardato a un arancio head-to-toe, per poi andare verso colori primari come giallo e rosso fuoco. I classici bianco e nero sono reinterpretati per uno stile più casual e rilassato, fattto di felpe e pantaloni da tuta tutt’altro che aderenti.

È uno show variegato, che trasmette un’infinità di emozioni in una sola volta. Ma in fondo, chi non ha bisogno di un po’ di stravaganza alla Philipp Plein dopo l’anno passato?

IL SECONDO GIORNO DELLA MILANO FASHION WEEK UOMO SPRING SUMMER 2021/2022: LA MODA TORNA IN PRESENZA CON DOLCE&GABBANA

Prosegue la Milano Fashion Week Uomo 2021 che presenta le collezioni per la prossima primavera estate. Con il secondo giorno di sfilate, torna ufficialmente il pubblico tra gli spalti, una ripresa tanto attesa quanto desiderata. La moda torna in presenza e lo fa con un grande nome della moda italiana: Dolce&Gabbana. Dopo l’inaspettato rientro in calendario, per la scorsa primavera estate 2021, il duo di stilisti aveva tentato un ritorno alla normalità con una sfilata in presenza ai giardini dell’Università Humanitas. «Non mi piace la soluzione ‘digital show’», aveva dichiarato Domenico Dolce. «La sfilata non può essere sostituita con immagini su uno schermo. Hai bisogno del contatto fisico, della connessione umana. Perché la moda inizia dalle persone».

Dolce&Gabbana sfilata uomo ss21
Dolce&Gabbana sfilata uomo ss21

Ma una rondine non fa primavera così, volente o nolente, un nuovo lockdown ha costretto il duo a sfilare in digitale e senza pubblico per la collezione autunno inverno 2021.

Un dietro-front necessario ma che con il proseguire della campagna vaccinale e la diminuzione dei contagi, ha permesso un febbrile ritorno in presenza in occasione della Settimana della Moda maschile di giugno 2021.

LA PRIMA GIORNATA DELLA KERMESSE MASCHILE TRA ECCENTRICITÀ A MINIMALISMO

Ad inaugurare il calendario della Milano Fashion Week Uomo 2021, un Ermenegildo Zegna dall’estetica rinnovata si appella a sentimenti di rinascita e libertà con tessuti morbidi, fluidi, privi di tagli e cuciture e dai colori tenui.

look sfilata Ermenegildo Zegna ss22
look sfilata Ermenegildo Zegna ss22

Una volontà di sperimentare che prosegue anche con i giovani brand spagnoli Tiscar Espadas e Mans. Abiti dal design genderless, liberano gli uomini dalla costrizione del tailleur classico. Mans utilizza il “saper-fare” artigianale per smontarlo e riproporlo sotto forma di avanguardia; mentre Tiscar Espadas si concentra sui tessuti, esplorando linee nuove e più dinamiche.

Chiude la prima giornata della Milano Fashion Week Uomo 2021 l’eccentricità di Philipp Plein. L’uomo di Philipp Plein indossa giacche oversize colme di patch ricamati, look ispirati alla street-art, occhiali da sole in stile futuristico ma anche alcune novità come una serie di abiti da notte con tanto di pantofole e mascherina per gli occhi. Immancabili i look total-black decorati con Swarovski e il teschio simbolo della maison.

IL CALENDARIO DELLA SECONDA GIORNATA DELLA MILANO FASHION WEEK UOMO 2021

Dai giovani emergenti ai grandi nomi, sono tredici i brand che presentano oggi le loro collezioni. Il calendario:

  • 10:00 Federico Cina
  • 10:30 Dhruv Kapoor
  • 11:00 Eleventy
  • 11:30 Spyder
  • 12:00 Canali 
  • 13:00 Children of the discordance
  • 13:30 Les Hommes
  • 14:00 Fendi
  • 15:00 Tod’s 
  • 16:00 Dolce & Gabbana 
  • 17:00 Sunnei 
  • 17:30 Serdar
  • 18:00 Dalpaos

Inoltre, nella giornata di oggi 19 giugno, presenteranno le loro collezioni alla Fondazione Sozzani anche giovani talenti emergenti attenti alla sostenibilità. Tra questi Zerobarracento, Kids of Broken Future, Marcello Pipitone e Simon Cracker.

NUOVI TALENTI

Inaugura la seconda giornata della Milano Fashion Week Uomo 2021 la presentazione digitale “Infanzia A-mare” di Federico Cina, stilista emergente romagnolo che per la collezione primavera estate 2022 si ispira ai suoi ricordi di giovinezza e al libro “Addio Colonia” del fotografo Luigi Tazzari. In piena atmosfera marittima i tessuti, dalle  nuance chiare e luminose, creano silhouette morbide e comode. Immancabili i pantaloni sartoriali, gli shorts a vita alta color cammello, camicie bicolore o con tasche oversize, blazer smanicati e una particolare canotta a rete. Anche Canali fa un salto nel passato, più precisamente ad una assolata Los Angeles degli anni ’90. La sartorialità italiana incontra il casual della Silicon Valley in una collezione che, grazie a dei giochi di luce ed ombre, si fonde con la città creando abbinamenti nuovi e inaspettati.

Dai ricordi all’immaginazione, la collezione di Dhruv Kapoor indaga invece sui confini, sullo spazio “del mezzo” tra reale e irreale, tra terreno e ultraterreno e tra tradizione e innovazione. Un gande telo giallo crea un non-luogo su cui sfilano abiti e accessori che stimolano la sensorialità rievocando un gusto indigeno insieme ad elementi simbolo dell’era tecnologica come le emoji.

FENDI OMAGGIA LA CITTÀ ETERNA

fendi ss22 milano fashion week 2021
fendi ss22

La maison romana incontra l’arte contemporanea con la straordinaria collaborazione dell’artista Nico Vascellari. La collezione primavera estate 2021/2o22 è stata annunciata in anteprima sui canali social di Fendi con alcuni teaser realizzati da Vascellari e da post che ritraggono volti fedeli alla maison mentre indossano alcuni look della ss22. L’uomo di Fendi sfila in digitale, ma nell’ubiquità del web c’è un richiamo costante alla specificità del luogo, di un luogo. 41°50’12.1″N 12°27’54.0″E sono le coordinate dell Colosseo Quadrato, storica sede del marchio nel cuore di Roma dove Silvia Venturini Fendi ha fatto sfilare la sua ultima collezione. Sopra, sotto, attraverso, accanto. Come formiche i modelli si districano tra i portici di Palazzo della Civiltà Italiana con leggerezza e disinvoltura. A fare da sfondo le sfumature olografiche del cielo di Roma riprese nei look indossati: un omaggio al paesaggio inimitabile della Città Eterna. Nessun azzardo e nessuna logo-mania per la prossima estate, gli unici vezzi concessi sembrerebbero delle giacche crop e completi in cui una mappa stilizzata della capitale diventa un pattern. Protagonisti indiscussi: look unica tinta, colori pastello e le maxi bag. Gli outfit sono infatti accompagnati dall’iconica Peekaboo e borse business pronte ad accompagnare l’uomo -dalla mattina fino alla sera- nella sua quotidianità cittadina ma anche durante viaggi in luoghi lontani.

look sfilata fendi ss22
look sfilata fendi ss22

TOD’S 2022 : UNA COLLEZIONE TUTTA ALL’ITALIANA

«Under the italian sun »: così Tod’s descrive la collezione menswear primavera/estate 2022. Effettivamente lo show digitale è interamente dedicato alla tradizione italiana. Il saper-fare artigianale della maison è rappresentato qui dal racconto di cinque ragazzi. Attraverso i loro monologhi lo spettatore è proiettato in una visione dionisiaca, di pace e serenità. Ed è proprio questo che Walter Chiapponi vuole trasmettere in questa collezione ambientata nella sempre-verde campagna toscana.

Milano Fashion Week Uomo 2021
Tod’s 2022

Il puro talento artigianale si armonizza perfettamente con il paesaggio toscano, riuscendo perfino ad andare incontro ai desideri delle nuove generazioni. Non sorprende dunque la presenza di modelli sneakers con tinte accese, che mescolano blu elettrici a tonalità più calde. Lo stesso si può dire per i capi d’abbigliamento tali quali giacche a vento e pantaloncini, che uniscono una volontà di alleggerire il design rimanendo fedeli alla tradizione del Made in Italy.  Una scelta che si riflette anche nell’inserimento di look total-white o dai toni sabbiosi, che contrastano con gli outfit in denim e dai toni più effervescenti.

Due poli, quello del casual e del formale, che sembrano trovare pace in questo elogio all’arte e alla cultura italiana.

LA “LUCE-TERAPIA” DI DOLCE&GABBANA

Si riaccendono le luci sulle passerelle e con Dolce&Gabbana si riaccendono in grande stile. #DGLightsTherapy: il nome della collezione appare già come una dichiarazione di intenti. La luce è fonte di ispirazione per la nuova collezione uomo, un segno di rinascita e di ripartenza che il duo, formato da Stefano Gabbana e Domenico Dolce, ha concretizzato nella prima sfilata in presenza della Milano Fashion Week Uomo 2021. Per l’occasione, il Teatro Metropol è stato allestito con le caratteristiche luminarie, attorniate da milioni di lampadine colorate, che lo hanno trasformato per qualche minuto in una piazza di una qualsiasi cittadina del sud Italia. Simbolo di gioia e folclore, le luminarie fanno da cornice alle creazioni e alla tradizione sartoriale del “fatto a mano” divenendo ora dei decori, ora delle stampe.

DGLightsTherapy ss22
DGLightsTherapy ss22

Strass, paillettes e pietre multicolor si stagliano su abiti monocolore bianchi o neri creando punti luce da uno straordinario effetto caleidoscopico. Look fintamente austeri sono accompagnati in passerella da abiti e accessori dai colori fluo e pattern ipercolorati. Dolce&Gabbana viaggia ancora una volta in direzione ostinata e contraria. Laddove altri ricercano comfort, linee morbide e colori tenui, l’uomo Dolce&Gabbana si ispira alla disco dance degli anni ’90, alla baldoria delle sagre di paese e alla musica elettronica. Inoltre, il marchio continua a strizzare l’occhio ai Millennials e alle Generazione Z con capi street-style, denim, blouson oversize, catene e cappelli da baseball.

Dolce&Gabbana ss22 
Dolce&Gabbana ss22

PROSEGUONO LE SFILATE DI MILANO, TRA DIGITAL & PHYSICAL OGGI È IL TURNO DI ETRO, MSGM E PRADA

Nella terza giornata della Milano Fashion Week Men’s Collection SS2022, le sfilate si susseguono, tra chi sceglie di continuare ad affidarsi al digitale, compagno fidato degli ultimi tempi, e chi ritorna ad una tanta sognata normalità, quella delle sfilate in presenza. Su dodici sfilate, solo una sarà in presenza, quella di Etro. Il brand di Milano, oggetto di rumors da settimane per la possibile acquisizione da parte della società di private equity L-Catterton (a cui fa capo Bernard Arnault di LVMH), presenterà la nuova collezione alle 12:00 in presenza per gli addetti ai lavori, ma sarà possibile godere dello show anche tramite i canali social e la piattaforma della Camera della Moda. Optare per le sfilate fisiche supportate dal digitale, per offrire così la possibilità al grande pubblico di prendere parte a quel mondo che da sempre si caratterizza per la sua elitarietà. Il digitale diventa così uno strumento per raggiungere l’inclusività di cui tanto si parla.

Ma quali brand sfilano oggi alla Milano Fashion Week?

  • 10:00 Mtl Studio
  • 10:30 Franc Elis
  • 11:00 Reverant RV NT
  • 11:30 Tokyo James
  • 12:00 Etro
  • 13:00 MSGM
  • 14:00 Prada
  • 15:00 Han Kjobenhavn
  • 16:00 424
  • 17:00 Nick Fouquet-Federico Curradi
  • 18:30 David Catalàn
  • 19:00 Miguel Veira 

Chiudono la terza giornata della Milano Fashion Week Uomo, David Catàlan e Miguel Veira. Il Portogallo sbarca in Italia con una collaborazione straordinaria tra Camera della Moda e Portugual Fashion in occasione del Portugal Fashion 25 Years Protecting Talent.

SFILATA ETRO: LA GIUNGLA A MILANO

Etro allestisce la sua Giungla tra i binari del tram di una ferrovia abbandonata. Binari che diventano la passerella per una schiera di modelli vestiti in colori vivaci. La natura, l’uomo e la moda si riprendono i propri spazi. Pantaloni lamè declinati in diversi colori, bucket hat e secchiello bag. Il verde, l’arancio e il viola fanno da padrone. I completi sono morbidi, le linee fluttuanti. Dimenticate gli skinny, i pantaloni per la prossima stagione scendono morbidi lungo la gamba, o sono dei bermuda, da indossare con dei leggins sotto. Mentre prosegue la sfilata dai colori vitaminici, che compongono look color block, si passa ai toni caldi del beige oro e del marrone che spiccano sulle bluse e le felpe dalle fantasie maya. Si chiude così la sfilata di Etro, i modelli escono dai binari e vengono raggiunti dal direttore creativo Kean Etro che dedica lo show a Franco Battiato. Un invito a vivere a pieno la vita, viaggiare e riappropriarsi degli spazi che la pandemia ci ha negato.

Etro
Etro

IL “CANONE INFINITO” DELL’ESTATE FIRMATA MSGM

La collezione Canone Infinito di MSGM parla di acque increspate, tramonti infuocati e amori brucianti. Con una non troppo velata malinconia, racconta tutta l’inquietudine e la libertà di una probabile estate adolescenziale. Per la collezione uomo primavera-estate 2022, il direttore creativo Massimo Giorgetti si ispira alle fotografie di Stephen Milner. Fotografie di un attimo che diventano infinite non appena avviene lo scatto. Così è l’estate dell’uomo di Giorgetti: una parentesi, una pausa di ricordi e dai ricordi che ha il sapore dell’infinito. Nella brevità dell’attimo si riscopre l’infinito e nel finito si trova l’infinito di un emozione in un meccanismo di contrasti e ambivalenze ben tradotte nella collezione. Uno stile vagamente hawaiano incontra lo streetwear di Giorgetti e l’estetica degli anni ’90.

Colori saturi, vividi di quando il sole lascia il posto alla notte, si alternano a tonalità pastello mentre tessuti stretch accompagnano le morbide trame della maglieria. La sperimentazione dei tessuti hi-tech si mischia con la tradizione artigianale Made in Italy della maglieria mohair, del cotone organico e dei capi in canapa sabbiata. Tra stampe, fantasie caleidoscopiche e maxi ricami di animali, la maglieria fa da padrona sull’intera collezione. A completare i look due immancabili accessori: occhiali da sole bold dai colori neon e cappelli cloche alla pescatora.

Canone Infinito, MSGM Uomo ss22
Canone Infinito, MSGM Uomo ss22

PRADA E IL TUNNEL PER LA GOIA

Un tunnel total red che conduce alle spiagge cristalline della Sardegna. Look urban e beachwear si incontrano nella collezione Prada Spring Summer 2021. Un gioco di ossimori e contrasti. Short per la città e trench in vinile per la spiaggia. Un abbigliamento pratico indossato dai modelli che sfilano sulle notte techno di Richie Hawtin. Righe e fantasie estive dal sapore vintage, felpe in spugna. Bucket Hat con micro poket declinato in un infinità di colori, e che si riconferma must have anche per la prossima stagione, accompagnato dalla maxi bag. Una collezione che celebra la bellezza del corpo umano e la sua libertà, così la descrive Raf Simons. Ma che celebra anche la gioia del quotidiano, che rappresenta la rinascita e la libertà che stiamo riconquistando e che tanto abbiamo bramato.

Con questa sfilata Prada continua il suo impegno a favore della sostenibilità, sostenendo il progetto per il ripristino degli ecosistemi marini nell’area protetta di Capo Carbonara. 

Sfilate Milano

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Opposites attract! Le nuove tendenze moda estate, 10 idee per ricreare un look in stile Versace

a cura di Giulia Asprino

La moda gioca con gli opposti. Tra tendenze, stili, abiti e accessori, sotto il segno inconfondibile della V di Versace in un anno terso di contraddizioni, in ogni momento sentiamo l’esigenza di cambiare. Vogliamo esprimere noi stessi in tante essenze diverse, facendo emergere ogni lato della nostra personalità: quello più femminile, quello più maschile, la parte anticonformista e quella tradizionalista, il colore, il bianco e il nero, il minimal e il maximal. E voi di che personalità siete?! Scoprite tutte le tendenze sotto il segno della Medusa.

1. La borsa con il nuovo monogram

Borsa-monogram

Avevamo già parlato del nuovo monogram proposto da Versace per le borse. Gli accessori sono sicuramente il fiore all’occhiello di questa stagione per Versace. Il marketing aziendale ha deciso di reinventare il logo di Medusa su una borsa dalla forma accattivante e morbida. Ecco che nasce la nuova borsa da spalla con l’iconica medusa in rilievo.

2. Gli incredibili anni ’20

Versace-anni-20

Una delle prime proposte più belle è sicuramente questo minidress in stile anni ‘20. Con delle leggere frange luminose, lasciando la quasi totalità delle gambe scoperte, l’effetto è decisamente d’impatto. Uno scollo importante e una trama elegante lo rendono versatile per diverse occasioni.

3. Geometria e colore

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Con geometria e colore, Versace punta all’eleganza senza tempo. Uno spacco che segue una linea precisa, chiudendosi su una spallina appuntita e luminosa. Il colore rosso rende tutto molto più d’effetto, lasciando scoperta la schiena che mette in risalto il motivo della spallina. Un abito che non ha paragoni ma, come al solito, verrà emulato da diverse boutique.

4. Tulle e merletti

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Quasi come una fenice, questo abito reinterpreta la voglia di freschezza ed eleganza che ogni donna ha vissuto in questo anno. Un’esplosione di colore, nelle sfumature di un giallo limone che tende all’ocratulle e merletti danno un considerevole volume all’abito, adatto anche per una donna non particolarmente alta, in quanto lo spacco e la gamba nuda, con un tacco che slanciarestituiscono un buon effetto.

10 Consigli per ricreare un look Versace

  • 1. Overaccessorize. Sono passati i tempi del ‘Less is more’ (o meglio: tutto è permesso). Optate per orecchini grandi, tante collane, cinture con ciondoli, borse con ciondoli, occhiali da sole divertenti, portate con voi due, tre borse alla volta.
  • 2. Sperimentate sandali e costumi stravaganti
  • 3. Fate una riga di mezzo nei capelli e fissate i lati con grandi e divertenti fermagli.
  • 4. Esagerate con l’eyeliner disegnando degli occhi da gatta seducenti.
  • 5. Abbinate varie fantasie.
  • 6. Osservate la vita attraverso degli occhiali da sole color rosa pop.
  • 7. Indossate una canottiera sopra un top.
  • 8. Scioccate con un abito o gonna con spacco vertiginoso.
  • 9. Seducete con un abitino stile lingerie asimmetrico.
  • 10. Sentitevi Kendall, Gigi, Bella… Sentitevi belle, siate sicure di voi!

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Ferrari Fashion Show: la rossa debutta nell’alta moda, la passerella a Maranello

A cura di Giulia Asprino

Non solo Formula 1 e Supercar, la Ferrari fa il suo debutto anche nell’alta moda ed il suo obiettivo è quello di diventare un brand di lusso a tutti gli effetti. Maranello, sede dello stabilimento della prestigiosa casa automobilistica fondata dal modenese Enzo Ferrari, è diventata una vera e propria passerella sulla quale si è tenuta la prima collezione con il marchio del Cavallino Rampante, firmata dal direttore creativo Rocco Iannone, ex designer di Giorgio Armani.

Il termine Ferrari è sinonimo di passione, storia, eleganza, potenza, italianità e tradizione. Una vera forza di livello mondiale cui scopo è quello di allargare gli orizzonti e di cimentarsi anche in altri settori, tra cui quello dell’alta moda. Ecco che nasce la prima collezione griffata Ferrari e basata sia sull’estetica futuristica sia sull’ecosostenibilità. Modelli e modelle hanno attraversato la passerella sfoggiando parka maschili e femminili, camicie, vestiti in tweed di seta stampata, borse ‘over’, scarpe e tanto altro ancora. La collezione si è distinta, naturalmente, con i colori tipici del Cavallino Rampante ed improntato su uno stile prettamente sportivo.

Si tratta di abiti di alta moda e quindi anche i prezzi sono abbastanza elevati, infatti, si parte da una t-shirt dal costo di 120 euro fino ai 3.000 euro per un cappotto con cappuccio. Le novità al Ferrari Fashion Show sono incentrate sulla stagione autunnale e, entro la fine del 2021, saranno inaugurate dei veri e propri negozi eleganti di capi d’abbigliamento e di accessori a Maranello, Roma, Milano, Los Angeles e Miami, dove gli appassionati ed amanti del famoso marchio avranno la possibilità di acquistare la nuova collezione.

Come ha dichiarato il presidente della Ferrari, John Elkann, presente insieme alla moglie Laivinia alla prima ed esclusiva sfilata, la Ferrari vuole essere protagonista nel sostenere l’eccellenza e la migliore creatività italiana. Ad oggi la sfilata di moda in fabbrica, l’apertura del negozio Ferrari e del ristorante Cavallino a Maranello sono il segno di un’Italia forte ed ottimista pronta per crescere e rinnovarsi sempre di più. Tra i presenti alla nuova collezione Ferrari nella sede di Maranello erano presenti anche i piloti della rossa di F1, Charles Leclerc e Carlos Sainz, il direttore sportivo Mattia Binotto, il presidente della Camera Moda Carlo Capasa, l’imprenditore Federico Marchetti e lo chef Massimo Bottura, che gestirà il ristorante del Cavallino.


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I dieci Royal Wedding da favola più amati di sempre

A cura di Giulia Asprino

Da Grace Kelly a Meghan Markle, passando dall’antica Persia e la Giordania. Tutti i matrimoni reali che hanno fatto emozionare e sognare ad occhi aperti. Perché in fondo i sogni sono come le stelle. Basta alzare gli occhi al cielo e sono sempre là!

1. Grace Kelly e il principe Ranieri di Monaco, una favola moderna diventata realtà

Esattamente sessanta anni fa, il 18 Aprile 1956, si è svolto quello che i giornalisti hanno definito il “matrimonio del secolo“, ovvero quello tra l’attrice Grace Kelly e il principe Ranieri di Monaco. La loro storia è come quella che ogni donna vorrebbe. Un incontro casuale durante il Festival di Cannes che dopo qualche anno si è trasformato in uno dei matrimoni da sogno più belli di sempre. Venne seguito in diretta da milioni di telespettatori in attesa di vedere una delle donne più desiderate di sempre convogliare a nozze reali. Grace Kelly partì dal molo 84 di New York in nave con 50 parenti, 6 damigelle, 80 valigie e 26 sarte che per sei settimane prepararono il suo vestito da favola! La musa di Hitchcock infatti indossò un abito bianco realizzato con 25 metri di taffettà, con pizzo rosa antico e perle. I festeggiamenti iniziarono il giorno prima perchè la coppia dovette incontrare i delegati di quaranta Paesi che volevano fare loro gli auguri. Insomma, quante di voi non desiderano un matrimonio come il loro?

2. Lady Diana e il principe Carlo, il matrimonio icona degli anni ’80

Quello tra Lady D Carlo d’Inghilterra fu il primo matrimonio reale seguito in mondovisione, con 750 milioni di telespettatori. Una coppia che fece discutere molto ma che ha fatto sognare il mondo intero. Lei ondeggiava lungo la navata della Cattedrale di St Paul con un abito avorio e pizzo di taffettà e seta con sette metri di coda. Stupenda nella sua semplicità ha ispirato migliaia di donne anche nel giorno del suo matrimonio. Giunse alla chiesa con una meravigliosa carrozza di cristallo e con un anello al dito in oro bianco con una corona di diamanti e al centro uno zaffiro blu. Cosa ci potrebbe essere di più perfetto? Proprio per questo Lady Diana e il principe Carlo si sono aggiudicati il primato del matrimonio più bello di sempre.

3. Il principe William e Kate Middlenton, un sogno britannico

I sudditi inglesi il 19 Aprile 2011 ebbero un giorno di festa nazionale per assistere ad uno dei matrimoni più attesi d’Europa. Kate Middleton fece il suo ingresso all’Abbazia di Westminster con un abito con un corsetto senza spalline di pizzo, creato formando i quattro fiori simbolo del Regno Unito. Sul capo una tiara di Cartier, donato dalla Regina Elisabetta. Tra le mani invece teneva un bouquet che ruotava intorno ad un fiore chiamato Sweet William (notare l’importanza e la dolcezza dei dettagli). Come non parlare dell’anello di Kate, lo stesso indossato da Lady D in oro bianco, zaffiro e diamanti. William invece non ne volle. Conclusa la cerimonia sono andati via a bordo di un’ Aston Martin del principe Carlo, ricevuta per il suo ventunesimo compleanno. La macchina era decorata con lattine, nastri e palloncini. Un mix di tradizione e originalità. A voi è piaciuto?

4. Il matrimonio tra Beatrice Borromeo e Pierre Casiraghi

Due nomi che già a sentirli nominare ci danno l’impressione di essere tornati al tempo di principi e principesse, con la differenza che ci troviamo nel 2015. Il terzogenito di Carolina di Monaco e la bionda giornalista si sono detti sì sul Lago Maggiore, precisamente sull’Isola di San Giovanni, la più piccola delle Isole Borromee (notare il nome) il 1° Agosto a Mezzogiorno. Pierre Casiraghi ha scelto un tight grigio con cravatta azzurra, mentre tutti gli invitati indossavano un tight nero. Beatrice Borromeo semplicissima con un abito Armani avorio con un lungo strascico. Dopo la cerimonia hanno optato per una festa in giardino, ma gli sposi hanno deciso di mantenere una certa riservatezza sui dettagli. Nonostante questo nessuno ha potuto fare a meno di notare il ripetuto cambio di abiti della sposa, che è stata definita “la regina dei cambi d’abito nuziali“.

5. Il royal wedding…segreto tra Harry e Megan di Sussex

L’abito nuziale di Givenchy per la cerimonia e Stella McCartney per la festa, il forfait forzato di papà Thomas Markle, il vestito (forse) riciclato di Kate Middleton, il ricordo di Diana, il coro gospel con Stand by me, il glam hollywoodiano di George Clooney e Amal, i paggetti e le damigelle (con tanto di diverbio tra le due cognate, confermato ma a parti inverse). Il royal wedding del principe Harry e Meghan Markle ha catalizzato l’attenzione di tutto il mondo finendo di diritto tra gli eventi più attesi, chiacchierati, twittati del 2018, matrimonio di cui pensavamo di sapere tutto. Invece, ci mancava giusto un dettaglio per niente trascurabile. Perché, come raccontato dalla stessa Duchessa di Sussex nell’intervista bomba rilasciata a Oprah, prima di attraversare la navata della Cappella di San Giorgio al Castello di Windsor il 18 maggio 2018, Harry e Meghan erano già marito e moglie. Cooosa? Un matrimonio segreto tre giorni prima del royal wedding trasmesso in diretta televisiva mondiale. Questa la rivelazione di Meghan, una delle tante confessioni affidate alla Winfrey nell’intervista rilasciata alla CBS. “Quello era lo spettacolo per il mondo”, ha spiegato la Duchessa, “ma noi volevamo celebrare il nostro amore da soli”. Una cerimonia privata e intima senza invitati e telecamere. “Nessuno lo sa: abbiamo chiamato l’arcivescovo e gli abbiamo detto che volevamo un momento per noi. Eravamo nel nostro cortile, solo noi tre. Abbiamo incorniciato i nostri voti e li abbiamo appesi nella nostra stanza”, ha ricordato lasciando Oprah senza parole (e noi tutti). Okay, quindi esiste un terzo abito da sposa…

6. Rania di Giordania e re Abdallah, un amore lungo 26 anni

L’abito nuziale indossato da Ranya di Giordania, fiirmato da Elie Saab Haute Couture era estremamente lussuoso, adornato da una finitura dorata, con un soprabito ricco di ricami e un’ampia gonna. La regina e il re della Giordania sono convolati a nozze il 10 giugno 1993, al Palazzo Zahran di Amman. Un anno dopo essersi incontrati (galeotta è stata una cena organizzata dalle sorella del principe, Rania aveva 22 anni) e sei mesi dopo il fidanzamento ufficiale. Lei, emigrante del Kuwait, laureata in Gestione di Impresa all’Università americana del Cairo, arrivata ad Amman come impiegata della Apple, ha fatto colpo subito. «Nel momento in cui è arrivata Rania, l’ho capito subito… è stato amore a prima vista», ha raccontato lui, che non era destinato al trono, in una delle rare interviste sul privato. «Aveva un sorriso ampio e sincero, comunicava un’energia contagiosa: siamo andati subito d’accordo, e come è andata dopo lo sapete», la replica di lei. Il loro è stato un vero e proprio colpo di fulmine.

7. Felipe e Letizia di Spagna: le nozze osteggiate

“O sposo lei o non mi sposo”, questo è quello che Felipe di Spagna disse a suo padre, l’allora Re Juan Carlos. E così questa volta il Re si piegò al volere del figlio. La “cenerentola” è Letizia Ortiz, giornalista televisiva, borghese e divorziata. E’ il 22 maggio 2004. A Madrid, nella cattedrale De La Almudena, si celebrano le nozze di Felipe di Spagna e Letizia Ortiz. L’abito bianco con coda di quattro metri e mezzo, con ricami di spighe di grano oro, simbolo di fertilità, era stato disegnato da Manuel Pertegaz. Taglio semplice con gonna a trapezio che si allunga dietro in strascico. Motivi floreali, oltre alle spighe, quali, il giglio dei Borbone e i trifogli, sul vestito e sul velo di tre metri in tulle di seta. A sorreggere il velo, la tiara di platino e diamanti della Regina Sofia dalla linea neoclassica realizzata a Berlino nel 1913 dal gioielliere Koch. La stessa Sofia aveva indossato il diadema il giorno delle nozze con Re Juan Carlos. Il matrimonio fu seguito da 25 milioni di persone, solo in Spagna, e tutti attendemmo intrepidi l’arrivo di Letizia con quasi un’ora di ritardo. A Madrid per via della dittatura non si celebrava un royal wedding dal 1906, quando Alfonso XIII e Victoria Eugenia di Battenberg si unirono in matrimonio.

8. Il matrimonio d’Oriente tra Soraya e Reza Pahlavi

Nel  1953 era stato definito il matrimonio del secolo:  scià di Persia Reza Palhavi sposa, in seconde nozze, nel palazzo Golestan di Teheran, la diciassettenne Soraya Esfandiary Bakhtiari. Reza Pahlavi regala, alla futura sposa, un diamante di oltre 22 carati, trasformando Soraya in “fidanzata imperiale” per il Trono del Pavone. Nel suo lungo vestito bianco, con il velo da sposa e il gigantesco bouquet di fiori bianchi sta accanto al suo sposo e imperatore. Ma non sorride, non esprime gioia. Anni dopo, avrebbe confessato, che la famiglia Pahlavi non la fece mai sentire a suo agio, che la madre dello Scià fu sempre troppo presente, troppo ingombrante. Il matrimonio dura solo fino al 1958, quando lo Scià ripudia Soraya, perché non può dargli figli. Oggi, forse, è fin troppo facile dire che l’ infelicità era il suo destino. Il matrimonio dura solo fino al 1958, quando lo Scià ripudia Soraya, perché non può dargli figli.

9. Clotilde ed Emanuele di Savoia, un sì con le lacrime

La sposa era bellissima. Con il diadema dei Savoia, l’abito bianco lungo alcuni metri, il velo di pizzo a strascico (il grande Valentino ha dato il meglio della sua arte), il bouquet a cascata di rose color carne, il viso pallido truccato con sobrietà, gli occhi luccicanti, e quelle mani teneramente posate sul pancione di futura mamma. Le ha tenute così, per tutta la durata della cerimonia, Clotilde Courau. E lui, il principe azzurro? Emanuele Filiberto di Savoia, apparentemente più disinvolto, elegantissimo in tight grigio, ton sur ton (giacca scura, pantaloni chiari), non ha saputo trattenere qualche lacrima, al momento del sì.

10. Naruhito e Masako Owada

Nozze da fiaba non solo alle corti europee. In Giappone il 9 giugno ‘93 si sono sposati il principe della corona (futuro imperatore) Naruhito e Masako Owada, figlia di un diplomatico. Anche lei – conosciuta come la principessa triste e con problemi di depressione – aveva intrapreso la stessa carriera, ma l’ha lasciata dopo il “sì”. Per loro, prima tipica cerimonia Shinto nel parco del Palazzo imperiale (lei con un kimono da più di 13 chili), poi giro per Tokyo in abiti più moderni. Hanno una figlia, Aiko.

Quale di questi matrimoni da sogno è il vostro preferito?


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I SEGRETI DI “ADRIA BEACHWEAR”, MARCHIO COUTURE CHE HA RILANCIATO LA CROCHET MANIA

La taglia giusta del costume ricavata da un’equazione, asciugatura ultra fast in venti minuti e la più giovane founder del settore in Italia: i segreti di Adria Beachwear, marchio couture che ha rilanciato la crochet mania. Con ‘il like’ di Kamala Harris e della famiglia reale del Bahrein.

Basta acquisti errati (meglio una “S” o una “M”?), ripensamenti ed estenuanti resi: la taglia perfetta del bikini esiste, ed è una formula aritmetica. Finalmente alla portata di tutte grazie ad Adria beachwear, marchio esclusivo di costumi crochet che sta conquistando il mondo, da Forte dei Marmi a Dubai, daNew York a Barcellona.Il brand ha messo a punto un sistema di taglie ingegneristico, disponibile sul suo sito(adriabeachwear.com), che permette di identificare senza errori la misura del costume, con un’equazione che tiene conto di due variabili: altezza + circonferenza dei fianchi = 100% vestibilità. Perché una taglia 42 spalmata su 1.60 cm è diversa da una 42 su 1.75 cm e ogni fisicità necessita di un capo dall’architettura mirata.

Si tratta di un vero e proprio ‘Teorema del fitting perfetto’, indispensabile in questa stagione di acquisiti on line obbligati, e formulato da Chiara Lipparini, 26 anni, mente matematica e anima creativa, founder di Adria Beachwear. Classe 1994, bolognese, laurea in Statistica e una passione per la moda honoris causa, Chiara è la più giovane imprenditrice italiana del settore: ha fondato il marchio nel 2019, a soli 24 anni, partendo da un gomitolo di filo e il desiderio di un prodotto unico, di qualità. 

Adria dall’etrusco Atrium, luce, da cui mare Adriatico, scenografia senza tempo di estati Made In Italy, habitat di esperienze esclusive ieri e oggi.

Così come è timeless e ricercato Adriabeachwear, brand che affonda le sue radici nel passato di una tradizione antichissima, l’arte del crochet, ma con un twist tutto contemporaneo, nei modelli dalla sensualità immediata, elegante, e dalla vestibilità disinvolta. 

Il DNA è squisitamente artigianale, la vocazione sostenibile, il piglio couture. Ci vogliono dieci ore di lavoro, affidato a mani esperte, per realizzare ogni singolo modello. Il risultato? Una moda ecofriendly e custom-made che rende onore al Made in Italy e a un saper fare tramandato di generazione in generazione. 

Le collezioni abitano un immaginario boho-chic dai richiami Seventies, fatto di ricami e dettagli, perline e conchiglie. La palette dei colori è una poesia che abbraccia la natura: la sabbia sotto i piedi, la schiuma chiarissima del mare, l’orizzonte all’alba o al tramonto.

Minimo comune denominatore: la qualità dei tessuti. Il filo è il pregiatissimo cotone Makò a fibra lunga che permette un’asciugatura ultrafast in 20 minuti, gli interni sono in lycra di prima scelta.

Tutto acquistato e prodotto in Italia. Una valorizzazione del territorio e del suo know-out che diventa sostenibilità culturale e ambientale. 

L’industria tessile è infatti tra le più inquinanti al mondo, al 5° posto per le emissioni di CO2. PerAdria beachwear la sostenibilità è un modo di essere, una scelta quotidiana: dalla selezione dei fornitori alla messa in pratica di un’attenta politica di riduzione dei rifiuti e riutilizzo dei materiali in eccesso. 

Adria Beachwear è il manifesto di una femminilità libera, consapevole, insieme discreta e potente, a suo agio nel mondo e nella propria pelle. Indipendentemente dalla taglia indossata. Così il marchio ha pensato perla SS21 ad una linea per le curvy, corollario di quel ‘Teorema del fitting perfetto’ che permette acquisti senza errori. Matematica applicata alla bellezza.

Una rivoluzione di taglie e di stile, per un brand che ha contribuito a rilanciare la crochet mania: dalla vicepresidente Usa Kamala Harris, a Eva Longoria, da Katy Perry a Rihanna fino a Irina Shayk e Harry Styles, tutti pazzi per l’uncinetto. E per i costumi Adria beachwear, che piacciono anche alla famiglia reale del Bahrein, grande fan del marchio. Una conquista da Mille e una notte.