Archivio Categoria: Fashion

BRIDE DRESSES 2021-2022: DALLA SEMPLICITÀ ALLA CURA DEL DETTAGLIO. SCOPRIAMO INSIEME TUTTE LE NUOVE TENDENZE.

a cura di elena sbrescia

Per l’abito da sposa le tendenze nude e semplici sono sempre glamour e chic, ma per questo inverno si punta ad abiti più inaspettati. Vera Wang, regina delle spose che ci ha meravigliato con la sua ultima collezione, afferma: “Oggi la scelta dell’abito da sposa è molto più personale e libera rispetto a quando ci si doveva attenere a certi gusti e tendenze. Una libertà che ha permesso anche agli stilisti di confezionare abiti da sposa diversi, ricercati, più attenti ai gusti e alle esigenze di ciascuno.” Ed è proprio per questo che l’abito da sposa semplice viene prediletto negli anni: rappresenta il modo di proteggere quel tocco speciale ed unico che si addice ad una sposa. Vediamo insieme i “must have” di quest’inverno, dagli abiti semplici pensati per qualsiasi cerimonia a quelli più sfarzosi e luccicanti. Tessuto sofisticato ma leggero come una seconda pelle, quasi a ricordare l’importanza di un giorno speciale che più che sfarzo e divertimento, celebra una promessa: questa volontà di un abito di couture chic e senza fronzoli, è espressa anche da Valentino in un abito liscio, che sembra quasi rappresentare il rito sacerdotale: un saio a mantellina, morbido nel movimento che crea una rouches sul davanti.

Classe, semplicità e delicatezza rappresentano il vestito che può essere indossato per un matrimonio tra pochi intimi o sulla spiaggia. Dior, invece, celebra la natura: abiti in pizzo, merletto ma soprattutto floreali. Chic, sensuali e tradizionali, i modelli del marchio non ci deludono mai, come l’abito indossato da Miriam Leone, che rappresenta l’emblema del perfetto vestito da sposa.

Per le spose che desiderano essere più strong consigliamo anche i tailleur, visto come brand new bridal dress della stagione: dalla texture casual e attenta al dettaglio nella forma e nei dettagli. La moda bridal propone drappi di seta o chiffon, per dire addio ai lunghi metri di tessuto che allungano la gonna: lo strascico è ridotto all’essenziale. Di tendenza anche il plissé e i corsetti con cristalli e piume, che rappresentano con ricchezza e ricercatezza la parte superiore dell’abito da sposa. Per quanto riguarda il colore: il must è, e rimarrà il bianco, ma possiamo anche osare con dei colori più delicati come il pesca, il crema e il panna.

CHRISTIAN DIOR: L’UOMO CHE DISEGNAVA I SOGNI: DAL 1947 AD OGGI.

a cura di elena sbrescia

La mostra Christian Dior: Designer of Dreams è stata inaugurata lo scorso 10 settembre, presso il Brooklyn Museum di New York, e rimarrà di scena fino al 20 febbraio 2022.

La mostra Christian Dior: Designer of Dreams è stata inaugurata lo scorso 10 settembre, presso il Brooklyn Museum di New York, e rimarrà di scena fino al 20 febbraio 2022. Come annuncia il sito del museo: “La première newyorkese della mostra Christian Dior: Designer of Dreams ripercorre la storia rivoluzionaria e l’eredità della maison Dior”. Dedicata al più famoso tra i couturier parigini, celebrerà il legame di Christian Dior con gli Stati Uniti d’America. Oltre duecento capi di haute couture, fotografie, video d’archivio e schizzi rappresenteranno il percorso espositivo che farà scoprire ed esplorare gli oltre settant’anni di storia del marchio. Tutto ciò è stato curato da Florence Müller, Curator of Textile Art & Fashion della Avenir Foundation del Denver Art Museum, in collaborazione con Matthew Yokobosky, Senior Curator of Fashion and Material Culture del Brooklyn Museum. I due artisti hanno provveduto alle gallerie del museo in modo tale da poter ripercorrere tutti i direttori artistici successivi: Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Gianfranco Ferré, John Galliano, Raf Simons e Maria Grazia Chiuri.

Ciò che ritrae meglio tutti i cambiamenti causati dalle rivoluzioni di Monsieur sono le foto, realizzate nel corso di 70 anni dai ça va sans dire: la più importante è lo scatto “Dovima e gli elefanti”. Accanto alle creazioni degli artisti, sono presenti delle stanze dedicate ad un mondo completamente diverso dalla moda, ma che allo stesso tempo ha ispirato gli stilisti più chic: ad esempio, per Christian Dior c’è uno spazio destinato interamente ai fiori e all’arte contemporanea; per Marc Bohan alle opere di Jackson Pollock; per Yves Saint Laurent al mondo culturale dei Beatnik e a quello cinematografico e per Maria Grazia Chiuri agli slogan femminista degli ultimi anni “We should all be femminist”. Quest’ultima concezione è condivisa anche dal museo, che è l’unico ad avere gallerie dedicate completamente all’arte femminista. Grande attenzione sarà destinata al New Look: nel Febbraio del 1947 il couturier presentò la sua nuova collezione con il nome di Corolle, ma la giornalista Carmel Snow di Harper’s Bazaar la ridenominò “New Look”. Per Dior fu il trampolino di lancio, addirittura a Chicago era stato accolto dalle rappresentanti del movimento “Little Below the Knee Club” che scrissero: “Monsieur Dior, odiamo le gonne lunghe fino al pavimento!”. Lo stilista accolse queste ideologie e le esaltò esclamando: “Quando sono a New York, voglio lavorare all’americana. Mi sento un vero couturier americano a New York, così come mi sento un couturier francese a Parigi”. La mostra sarà visitabile fino al 22 settembre 2022.

GUCCI CELEBRA I 100 ANNI CON UNA NUOVA COLLEZIONE: PROTAGONISTA LA MUSICA

a cura di elena sbrescia

Gucci, la celebre maison fondata nel 1921, onora il suo centesimo anniversario con una nuova collezione. Quest’ultima è volta a rappresentare il profondo legame che c’è tra il vestire come dichiarazione di identità e la musica, appartenente alla memoria collettiva. Per festeggiare il marchio è stata lanciata una campagna pubblicitaria che si apre così: “Salve e benvenuti a Gucci 100, dove stiamo festeggiando il centenario della casa di moda rivivendo fenomenali momenti musicali degli ultimi 100 anni“. Ma perché la maison ha deciso di rappresentare il legame tra la musica e gli abiti? La parola “Gucci” ricorre ben 22.705 volte nella discografia internazionale dal 1921; a fornirci questi dati è stata la Music Data Company Musixmatch.

Quindi il marchio si pone come tramite tra i due linguaggi, ed è per questo motivo che ha voluto esaltare la loro connessione. Alessandro Michele (direttore creativo n.d.r.) dichiara: “Non si tratta di un tentativo revisionista di rovistare nel passato: casomai il mio è un revisionismo “al contrario”, dove a ricucire la storia della Maison c’è un acuto, una melodia, un refrain. Anche perché, se dovessi raffigurarlo, Gucci per me sarebbe un eterno teenager che frequenta i luoghi dove ascoltare e fare musica“, aggiungendo che : “L’anniversario per il centesimo compleanno rappresenta per me un’occasione per testimoniare l’eterna vitalità di Gucci che anno dopo anno rinasce, si rinnova, ristabilisce un inconsueto rapporto con la contemporaneità, come un fanciullo perenne che guarda al mondo con sguardo potente. Ho riconosciuto il dato della sua giovinezza nell’aver intercettato e attraversato, da un secolo a questa parte, la cultura popolare in ogni sua forma. Prima fra tutte, la musica: l’unica espressione, oltre alla moda, più reattiva ai tempi che mutano e segnano il nuovo, l’oggi, l’adesso“. La prima playlist Gucci 100 è già disponibile ed è a cura di Steve Mackey, produttore, direttore musicale e bassista dei Pulp. Inoltre, sarà possibile attingere ad un percorso musicale con gli artisti che hanno citato il brand nei loro testi: da Jay-Z a Lady Gaga. La musica è il riferimento del brand fino alla nuova collezione #Gucci100, infatti non è un caso se nella campagna pubblicitaria di Gucci Aria abbia preso parte la band italiana Måneskin, e se nel nuovo Gucci Circolo sia possibile ascoltare la musica. Gli outfit della new collection sono caratterizzati da i versi di tre canzoni, scelte da Alessandro Michele: ad esempio, “Music is Mine Gucci Seats Reclined“, tratto dalla canzone The R del 1988.

PRADA: LA NUOVA COLLEZIONE BORSE AUTUNNO-INVERNO 2021/2022.

a cura di elena sbrescia

Il marchio Prada, fondato da Mario e Martino Prada, opera nella moda dal 1913. Inizialmente i fratelli aprirono un negozio a Milano, destinato alla vendita di borse e accessori da viaggio di lusso; successivamente dato il grande successo divenne fornitore ufficiale della casa Reale dei Savoia. Tornando ad oggi, il brand è sotto la guida di Miuccia Prada (fondatrice del marchio Miu Miu): è con lei che la casa di moda ha ampliato i suoi confini, aggiungendo al mercato anche Prada Uomo e Sport, profumi e gioielli.
Scopriamo tutta la collezione borse Prada autunno-inverno 2021/2022
Le borse Prada 2021/2022 prediligono linee pulite in pelle e nylon.
Vediamole insieme: BORSE A MANO. Il nero predomina nelle handle bag più chic: utilizzabili al mattino in formato XL, come work bag, e alla sera in XS. Si presenta in nylon con una tracolla rimovibile, una pochette interna, ed un piccolo pouch da agganciare alla bandoliera. Non mancano i bauletti e le bucket bag in un candido rosa cipria, e le mini bag a triangolo in un brillante verde smeraldo.
BORSE A SPALLA Alla classica hobo bag nera si affiancano i modelli in nylon imbottiti a mezzaluna, caratterizzati da mini pouch e da manici a catena. I MUST HAVE sono sicuramente i secchielli in pelle marrone, confezionati in tessuti riciclati.


BORSE A TRACOLLA
Queste tipo di borse ci vengono mostrate in formato mini con design articolati. Realizzate in re-nylon, ottenute dalla plastica riciclata, si tingono di colori classici e intensi. Un importante particolare è la chiusura a scatto metallico che, pur rimanendo nella semplicità e nella classicità, avvicina il marchio alla modernità. Le donne saranno felici di sapere che le borse saranno dotate di multi scomparti dalla capienza elaborata.


SHOPPING BAG Linee pulite combinate con impugnature ampie e con tracolla per accentuarne la comodità, creando nuove interpretazioni del codice distintivo Prada con shopper dalla silhouette a secchiello e forme geometriche più decise. Tote bag a trapezio, shopper Prada medie tra patte imbottite trapuntate e non, in un mix di pelle, tessuti ecosostenibili e nylon. L’ultima novità è la shopper in tessuto effetto pelliccia monocolore.

POCHETTE Le pochette Prada si presentano in re-nylon o in pelliccia montone, dal nero al rosa. Un insieme di contemporaneità e giovinezza : catena e pouch rimovibili, pattina frontale a triangolo e tracolla regolabile in tessuto a contrasto.

ZAINI E MARSUPI Perfetti in viaggio e nel tempo libero, li troviamo in nylon riciclato e non, con dettagli in pelle e tasche sul davanti. Glamour il marsupio nero in nylon.

LUDOVICA MASCHERONI DEBUTTA NELLA MODA E INAUGURA “L’APPARTAMENTO” IN VIA DEL GESÙ

Ludovica Mascheroni, brand specializzato nell’arredo di lusso, lancia la sua prima collezione completa di abbigliamento e apre un nuovo spazio espositivo nel Quadrilatero della Moda a Milano. Marchio brianzolo, nato nel 2009 a Meda, si distingue per l’altissima qualità manifatturiera gozigrazie all’utilizzo esclusivo di materiali pregiati e di un savoir faire tutto italiano. Dopo l’esperienza nell’arredo, i fondatori Fabio Mascheroni e Roberta Caglio lanciano nel 2019 una linea couture di maglieria e accessori, oggi finalmente in vendita nella nuova boutique milanese in via del Gesù 13.

L’APPARTAMENTO DI LUDOVICA MASCHERONI IN VIA DEL GESÙ 13

L’Appartamento giunge come conclusione di un lungo percorso che porta alla definitiva consacrazione della doppia anima del brand: home decor e abbigliamento couture di lusso. Il nome del nuovo spazio espositivo deriva da una precisa idea verso il cliente: in showroom come a casa. Fare sentire il cliente come a casa è il punto di forza di questo nuovo progetto firmato Ludovica Mascheroni per cui i fondatori hanno dichiarato:

L’idea alla base del nostro progetto è quello di accogliere i nostri clienti in uno spazio che restituisca l’idea di casa, accogliente e curato nei minimi dettagli, dove vivere l’esperienza dei nostri arredi e dei nostri capi di abbigliamento, con tutti i comfort, le atmosfere e i tempi diluiti che solo un Appartamento, caratterizzato da arredi di pregio e abiti di alta fattura, può offrire.

La boutique si sviluppa su tre livelli per un totale di 250 metri quadrati.. Ogni piano è caratterizzato da un’essenza di legno diversa: rovere, acero e cedro. Al piano terra il rovere è protagonista e sono esposti armadi, contenitori e i capi di abbigliamento, sia uomo che donna. Nelle vetrine che affacciano su Via Gesù, spiccano gli oggetti iconici del brand, come il baule per la conservazione dei maglioni in rovere gessato greige. Il primo piano, in cui domina l’acero, uno spazio dedicato esclusivamente all’abbigliamento donna. Una suite all’occorrenza diventa camerino di prova e uno spazio dining e living presentano una cucina a scomparsa, un sofà, poltrone e una boiserie artistica. Nel basement, dove è il cedro a caratterizzare gli ambienti, uno spazio dedicato all’abbigliamento maschile, con armadi e cabine armadio e uno spazio lounge con mobile bar e tisaneria.

LA COLLEZIONE DI ABBIGLIAMENTO

Dalla casa all’abito, l’obiettivo del marchio è conservare e tramandare offrendo altresì uno speciale servizio di personalizzazione di tutti i prodotti. Per questo, la qualità dei materiali è un aspetto imprescindibile. Da Ludovica Mascheroni a fare la differenza sono i dettagli, così per la stagione autunno/inverno 2021-2022 è possibile trovare soprabiti morbidissimi, mocassini con interni rivestiti in cachemire da indossare anche senza calze e un pratico gilet in pelle di vitello con abbottonatura laterale che ricorda un poncho invernale. Il cachemire fa da padrone a tutta la collezione mentre a prevalere sono colori neutri e pastello: carta da zucchero, beige, grigio fumè, blu navy e marrone caramello.

Allo stesso modo, i complementi di arredo presentano rifiniture d’eccellenza. Sono presenti: la cassettiera ad ozono per disinfettare i capi, gli inserti nei cassetti agli olii essenziali, la libreria con sistema di domotica o il tavolo con base in marmo e superficie in cristallo. Il tutto in con colorazioni neutre e che richiamano la terra.


Leggi anche: LVHM acquisisce il 60% di Etro in un’operazione da mezzo miliardo di euro

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L CATTERTON (LVMH) ACQUISISCE IL 60% DI ETRO

a cura di giulia asprino

Dopo mesi di trattative e indiscrezioni, arriva la conferma. Il fondo di private equity L Catterton, il cui maggiore sottoscrittore è il colosso francese LVMH, ha acquisito il 60% delle quote di Etro, in un accordo che valuta il marchio italiano mezzo miliardo di euro. Lo scorso aprile, L Catterton, nato dalla partnership con Catterton, LVMH e il Gruppo Arnault, ha acquisito Birkenstock e oggi continua ad ampliare il suo portfolio con il marchio milanese. Secondo quanto riportato dal comunicato ufficiale, l’operazione si concluderà ufficialmente entro la fine del 2021 e vedrà la seconda generazione della famiglia Etro mantenere la minoranza delle azioni e la proprietà del patrimonio immobiliare. La presidenza resta nelle mani del fondatore Gerolamo Etro.

La seconda generazione di Etro: Jacopo, Veronica, Kean e Ippolito

A gestire l’operazione sono intervenuti Rothschild, studio Pedersoli e il CEO Stefano Sassi per Etro, mentre per L-Catterton Pwc e Lmcr.

«Dopo quasi 55 anni alla guida del marchio, crediamo che la collaborazione con L Catterton avvierà una nuova fase di crescita e di consolidamento del ruolo di Etro tra i fashion brands più longevi e prestigiosi. Siamo entusiasti di lavorare con il team di L Catterton. Porterà la loro profonda conoscenza del settore della moda e un’esperienza nello sviluppo internazionale di marchi importanti, consentendo alla nostra azienda di raggiungere nuovi traguardi»

L CATTERTON DI LVMH INVESTE PER L’ESPANSIONE DI ETRO

A sua volta Luigi Feola, managing partner e responsabile per l’Europa di L Catterton (LVHM) ha dichiarato:

«Siamo sicuri che con il nostro ampio network globale e la nostra esperienza nella costruzione di marchi di moda, Etro sarà ben posizionata per diventare una brand internazionale e leader nel settore».    

Infatti, l’acquisizione da parte di L Catterton arriva a seguito di un bisogno di una iniezione di capitali, amplificato dalle perdite postpandemiche. L’obiettivo è il rafforzamento della posizione del marchio in Europa e l’espansione nel mercato orientale.

NON SOLO ETRO, IL CASO FERRAGAMO E ARMANI

Non solo Etro, il mondo della moda si sta muovendo per affrontare le nuove prospettive. Sono diverse le maison che stanno pensando all’inizio di una nuova era. Prima Ferragamo con il passaggio di staffetta tra fratelli (da Ferruccio a Leonardo Ferragamo) e il probabile cambiamento della guida creativa della maison fiorentina. Chi sostituirà Paul Andrew? Nessuna conferma da parte della griffe. Altro colpo di scena, anche Giorgio Armani pensa al suo futuro. Per la prima volta King George, intervistato da Vogue America, si apre alla possibilità di una joint venture con un gruppo italiano, non per forza legato alla moda. Le ipotesi sono diverse, da Renzo Rosso e la sua Otb, alla holding della famiglia Agnelli, la Exor che ha deciso di puntare sulla moda di lusso con l’acquisizione prima di Louboutin e poi di Shang Xia. L’ultima ipotesi sembrerebbe quella più accreditata. Restare indipendenti è oggi più che mai una scelta difficile, e il futuro sembra spingere inesorabilmente verso i grandi gruppi. 

Moda Etro Editorial
Fashion editorial Etro
styling: Barbara Zach
photography: Xenia Trampusch

GLI ULTIMI PROGETTI MODA DI ETRO 2021

Recentemente è arrivata negli store la capsule che vede la collaborazione tra Etro e Ac Milan. Stampa paisley coniugata alle strisce rossonere per borse da viaggio e necessaire. I pezzi possono essere inoltre customizzati con le proprie iniziali e il numero di maglia del calciatore preferito. Non solo sport, ma anche attenzione alla tematica ambientale. Nel corso del 2021 infatti, Etro ha celebrato l’Earth hour aderendo all’iniziativa del WWF per la sensibilizzazione sull’emergenza climatica.

Moda Etro

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IL FOULARD ACCESSORIO MUST HAVE PER L’AUTUNNO 2021: LA STORIA DEL FAZZOLETTO DI SETA CHE AFFASCINA LA MODA

a cura di Giulia Asprino

Continua la storia d’amore tra la moda e il foulard, accessorio che si riconferma must have tra le tendenze moda per l’autunno 2021. Emblema di raffinatezza, indossato nei secoli da regine e icone di stile senza tempo. Da Audrey Hepburn, che lo scelse anche nel giorno del suo matrimonio con Andrea Dotti, alla regina Elisabetta che lo indossa abbinato ai suoi tailleur colorati o agli conici giubbotti trapuntati per un look country chic perfetto per le sue passeggiate nelle campagne inglesi. Ma non solo raffinatezza e glamour dal sapore vintage, anche il mondo urban e street sceglie il foulard come tocco in più per arricchire i propri look. Merito di Demna Gvasalia che lo sdogana per la collezione Fall Winter 2018 di Vetements, creando un legame tra foulard e mondo street. E così artisti e rapper, in primis A$AP Rocky che nel 2019 si presentò al gala del museo LACMA di Los Angeles con il foulard Gucci legato al collo (mossa strategica per promuovere la sua canzone Babushka Boi) sposano a pieno e si appropriano dello stile che ricorda quello delle nonne russe.  E ora il foulard torna a sedurre per la stagione autunno inverno 2021/2022. Diversi i brand che l’hanno proposto: da Versace a Dior, da Max Mara e Philosophy di Lorenzo Serafini, a Giuliano Calza con GCDS. Annodato dietro la nuca come una bandana o sotto al mento, in vita o sulle spalle, l’importante è averne uno.

Tendenze moda 2021
Max Mara FW 21/22, Versace FW 21/22
Tendenza Foulard
Philosophy by Lorenzo Serafini FW 21/22, GCDS FW 21/22

LA STORIA DEL FOULARD

Il foulard ha una lunga storia che parte dalla Francia. Qui dal 1770, nella città di Lione, cuore pulsante per la produzione della seta, venivano realizzati dei quadrati di seta chiamati “Ritratti tessuti”. I temi trattati erano i più disparati, da quelli militari a quelli della vita civile. Nel XIX secolo, poi, nasce quello che viene definito “fazzoletto da collo”, stampato con motivi satirici e pedagogici. E finalmente, dopo essere stato usato dai militari e dal mondo contadino, il foulard approda nel mondo della moda  diventando emblema di raffinatezza grazie alle dive degli anni ’50 e ’60. E oggi a distanza di settant’anni torna tra le tendenze moda per l’autunno 2021.

MA QUALI SONO I FOULARD CHE HANNO FATTO LA STORIA DELLA MODA?

IL FOULARD DI HERMÈS. Pensare ad Hermès significa pensare all’ iconico Carrè. Il quadrato di seta 90×90 nasce nel 1937, quando la maison francese aveva già un secolo di storia alle spalle. L’idea fu di Peter Dumas, che si rivolse a due grandi illustratori del tempo Philippe Ledoux e Hugo Grygkar: nasce così il primo Carrè Hermès. Intitolato Jeau des Omnibus ed Dames Blanches, richiamava un famoso gioco da tavola dell’Ottocento e quel mondo febbrile della Parigi di fine secolo.

Hermès

IL FOULARD DI GUCCI

Via Montenapoleone Milano, 1966. La principessa Grace Kelly passeggia per le strade della città meneghina insieme al Principe Ranieri di Monaco, decidendo di entrare nella boutique di Gucci. Qui vengono accolti da Rodolfo Gucci che decide di omaggiare la principessa con un foulard la cui stampa farà la storia. Realizzata dall’illustratore Vittorio Accornero, la stampa flora, un tripudio di bouquet di fiori, farfalle, bacche e insetti, diverrà uno dei motivi ricorrenti nella moda della maison fiorentina.

Gucci Flora 1966

IL FOULARD DI FERRAGAMO

Inizia nel 1971 la storia dei foulard Ferragamo, nati dalla creatività di Fulvia, figlia del fondatore della casa di moda. Sua l’idea di dare vita ad una collezione di accessori in seta, realizzati con i tessuti dei setifici comaschi più celebri. I motivi scelti vanno dall’Oriente alla natura, temi tratti da illustrazioni popolari e da esperienze collezionate durante i suoi viaggi intorno al mondo.

Fulvia Ferragamo 1971 Foulard

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METAMORFOSI: LA NUOVA COLLEZIONE SERPENTI BVLGARI.

a cura di elena sbrescia

Bvlgari ci presenta la nuova collezione di borse autunno-inverno 2021 con dei grandi cambiamenti: “Moderne Metamorfosi”. Per rendere omaggio alla collezione Serpenti, Bvlgari ha invitato il regista Refik Anadol a creare un’opera basata sull’ideazione della metamorfosi. Il regista si è ispirato al serpente, poiché ha l’abilità di cambiare pelle, ed è proprio questo il messaggio che il brand vuole trasmettere a tutte le donne: riappropriarsi della propria vita e intraprendere nuovi elettrizzanti percorsi. Una scultura dall’impatto visivo, realizzato con l’intelligenza artificiale. L’opera sarà accessibile al pubblico, in Piazza Duomo, dal 4 al 30 ottobre. La storica icona Bvlgari Serpenti si trasforma attraverso combinazioni di materiali, volumi amplificati, maxi-elementi e nuove rivisitazioni dei motivi più popolari della Maison.

Vediamo le varianti dei design più iconici: LA BORSA SERPENTI “MAXI CHAIN” trasforma la catena gourmette in una seducente impugnatura a mano. È caratterizzata da linee minimali e da una chiusura magnetica Serpenti: un mix di eleganza e modernità. LA BORSA SERPENTI CABOCHON viene rappresentata da una tracolla a catena, ispirata all’oreficeria del marchio. Unisce la consistenza soffice della pelle di vitello ad un motivo matelassé dalle formose proporzioni. Un design accattivante, sensuale ed irresistibile, la confermano un’icona dello stile daywear. LA BORSA SERPENTI DIAMOND BLAST si mostra ricca di illusioni ottiche, e da volumi intensificati. Lo storico decoro della borsa si trasforma nel nuovo motivo “Maxi Framed Quilted Diamond”, originando una coordinazione tra l’arte della pelletteria e l’ideologia dei gioielli. Infine LA BORSA BVLGARI LOGO caratterizzata da una rivisitazione dell’iconico logo Bvlgari. Attraverso i suoi scintillanti dettagli, il suo design minimale e la sua forma squadrata unisce praticità e fashion. La collezione è frutto delle raffinate tecniche di lavorazione dei maestri artigiani Bvlgari. Ogni creazione è un esempio di un’eleganza senza tempo e di talento artigianale.

CHIARA FERRAGNI SULLA COVER DI VOGUE ITALIA: VOGLIA DI FUTURO

a cura di elena sbrescia

Chiara Ferragni, imprenditrice digitale, dopo ben 12 anni dall’inizio della sua carriera con “The Blond Salad”, è stata scelta come protagonista di Vogue Italia per il numero di Ottobre. Vedersi sulla cover della rivista più cool era un vero e proprio sogno per la nostra influencer, ma ce l’ha fatta. Ha subito condiviso la news con i suoi fan sui suoi social, per renderli partecipi dell’eclatante gioia: «Dodici anni fa, quando ho iniziato la mia carriera, consideravo Vogue Italia un mondo lontano dal mio. Per me era una piccola cerchia di creativi a cui ispirarmi, soprattutto perché ero solo all’inizio di questo folle viaggio e non avevo alcun legame con la moda». Ma come mai scegliere Chiara Ferragni per la copertina della rivista? Ce lo spiega Francesca Ragazzi, Head of Content di Vogue Italia, nel suo editoriale: È una nuova sfida, ovvero quella di portare racconti, idee e nomi italiani in un contesto mondiale che comprende ben 27 edizioni. Il messaggio della storia della copertina è “Voglia di futuro”, e la Ragazzi esordisce con: “Chiara è la protagonista ideale per interpretare questo nuovo corso: lei, una donna che ha la mia stessa età e che lavora incessantemente, cercando sempre di raggiungere il giusto equilibrio tra il ruolo di mamma e quello di imprenditrice di successo. Oscillando tra sfera pubblica e privata”. La Ferragni sfoggia un abito celeste firmato Gucci, disegnato da Alessandro Michele, che rappresenta il trionfo della sua dura e coraggiosa carriera. Un tema importante e delicato, affrontato nella rivista di Ottobre, è la privacy. Per Chiara è un concetto soggettivo: «Tra la mia vita privata e la mia vita lavorativa il confine non è netto, ma non lo è neanche il concetto di privacy, che è soggettivo». Per valorizzare questo argomento troviamo un ritratto inedito di Mina, artista che da tempo vive lontano dalle telecamere, ed una moltitudine di menzioni di artisti, scrittori e musicisti che ormai vivono nell’ombra per non far fuoriuscire la loro vita privata, ma purtroppo accade esattamente il contrario. Il numero si conclude con una rubrica che raccoglie gli eventi più celebri della moda.

GIAMBATTISTA VALLI E MAISON MARGIELA: COLLEZIONI FIABESCHE DURANTE LA PARIS FASHION WEEK

Parigi continua ad essere sotto i riflettori. L’ottava giornata di fashion week ha visto la presenza di due grandi nomi all’apice del successo. Se da un lato Giambattista Valli rimane fedele alla sua estetica deliziosamente femminile e dalle silhouettes romantiche, Maison Margiela alla guida di John Galliano si fa portavoce di uno sperimentalismo in rottura coi canoni estetici tradizionali. Tra perfezione e imperfezione, delicatezza e rigidità, le due maison si presentano agli antipodi. Il bianco e il nero. Ma oggi tutto cambia. Una vena utopica e ottimista prende il sopravvento su entrambi fronti. Valli e Margiela alla Paris Fashion Week dimostrano perché sono i padroni indiscussi del settore.

GIAMBATTISTA VALLI, UNA FIABA A LIETO FINE

Giambattista Valli presenta la collezione primavera-estate 2022 in presenza, restando fedele al suo stile. Le tonalità candide e tenui si armonizzano con l’esuberante quantità di tulle, chiffon e miniabiti in pizzo. Le stampe floreali vanno a braccetto con balze e ricami di foglie di edera. Il tutto contornato dalle ormai classiche piume di struzzo. Niente spazio per gli eccessi. Valli propone una collezione controllata su misura per una clientela posh, sognatrice di un’estate in riviera anni ’70. Una favola romantica che prende connotati eterei, celestiali. Giambattista Valli si riconferma lo stilista amato dalle donne desiderose di restare al passo coi tempi. Da tutte coloro che ricercano eleganza e raffinatezza, fantasticando la Saint-Tropez delle star del cinema classico.

Margiela Paris Fashion Week

LA CO-ED DI MAISON MARGIELA ALLA PARIS FASHION WEEK

John Galliano continua sulla scia della collezione Haute Couture 2021. Letteralmente. Il filmato proposto per presentare la sfilata primavera estate 2022 non è nient’altro che il sequel di A Folk of Horror Tale, nome della collezione Couture. La narrazione si snodava attraverso una fantasia che collegava immagini storiche di pescatori olandesi con una comunità immaginaria di giovani sopravvissuti della Maison Margiela, arenati insieme su una costa. Ora tutto cambia.

Margiela Paris Fashion Week

Co-Ed è la collezione primavera-estate 2022, ispirato al suo prêt-à-porter genderless. È l’inizio di una nuova era, lontana dalla metafora pandemica. Utopica certamente, ma ottimista più che mai. E il mondo di pescatori continua ad essere la linfa vitale del direttore creativo. Gli stivali tabi monocromatici in rosso, giallo e blu traggono spunto dai trampolieri da pesca. E sono bio-degradabili per una generazione attenta al clima. E immersa in trench coats dagli orli volutamente aperti e leggeri strati di tulle sovrapposti. Rock n’roll e ambientalista, ecco Maison Margiela nel 2022.

Margiela Paris Fashion Week

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