Archivio Categoria: Food

SAN VALENTINO SOTTO LE STELLE: I MIGLIORI RISTORANTI DI MILANO

di Giulia Asprino

Rose rosse e cuori. Per chi non fosse affetto da signletudine, PINK LIFE MAGAZINE ha stilato la sua speciale selezione dei migliori ristoranti a Milano dove festeggiare l’amore.

Un San Valentino vichingo da Valhalla
Piatti che richiamano saghe norrene dei guerrieri del Nord. Selvaggina cotta alla brace, carrè di cervo, carpaccio di manzo, pomodori confit, scalogno glassato e maionese affumicata. O, ancora, Gunther le back ribs di manzo irlandese, cosce d’anatra francesi con verdurine dell’orto. Ecco la proposta decisamente proteica che può infiammare questo San Valentino.


ODINO: divinità principale della mitologia norrena, ed è associato alla Sapienza. Tartare di cervo, cipolla rossa agrodolce e spuma di pane al pino
ASKR: il primo essere umano creato da Odino da un ramo di frassino. Filetto di vitello alla brace con sbrise e topinambur arrosto
FREYA: dea della bellezza e dell’amore sessuale. Red velvet con mousse al cioccolato piccante, gelato al mascarpone, glassa e crunch di lamponi

Dove: Valhalla, la brace degli Dei
via Gaetano Ronzoni 2, Milano
+39 0284041503
www.valhallarestaurant.it
valhallarestaurantmilano@gmail.com
@valhalla_milano
fb: Valhalla Milano

VOTO: 5 STELLE

Un San Valentino “Particolare” a Milano

Una menu creativo e mediterraneo, un’attenta selezione di piccoli produttori e una forte attenzione a privilegiare l’allevamento italiano ed etico. Una cucina senza fissa dimora, concreta e senza voli pindarici, ma di sostanza e d’effetto: tanti crudi, un salto in Spagna per la ricerca della carne più prelibata, qualche spunto dall’Asia. Un San Valentino Particolare.


Ostrica al Bloody Mary 
Battuta di Fassona piemontese, caviale, patata viola e sedano croccante 
Polpo tre cotture, vellutata di ceci, passion fruit, pomodorini confit
Risotto al parmigiano, crudo di gambero rosso, pesto in polvere e creme fraiche. Tataki di tonno, salsa all’ arancia, puntarelle e senape in grani
Petto di anatra, coulis di lamponi, cicoria e Maldon.
Mezza sfera al cioccolato, crumble alle mandorle e frutti di bosco.

Dove: Via Tiraboschi 5
20135, Milano (MI)
Tel.+39 0247755016
particolaremilano.com

VOTO: 4 STELLE

Un San Valentino tutto siciliano da Terrammare

Un progetto di cucina creativa e mediterranea, che è partito 25anni fa come riscatto sentimentale e sociale per le donne modicane in cucina e ha trovato terreno fertile nel ristorante Fattoria delle Torri a Modica. Un romantico menu siciliano da Terrammare a Milano.


Alici Marinate e Agrumi
Ghiotta di Pesce Stocco alla Messinese
Tortelli, Foies Gras e Tartufo Nero
Anatra, Passion Fruit e Salsa al Marsala Ruby
Verde Pistacchio e Frutti Rossi

DOVE:

Via Giuseppe Sacchi 8
cap, Milano (MI) – Tel.+39 3488074828
mail info@terrammare.rest

VOTO: 5 STELLE

Il San Valentino per gli amanti della mozzarella da Muu

Rivoluzionare l’approccio classico alla mozzarella di Bufala Campana DOP creando un connubio diretto con la dieta mediterranea è la proposta di Muu Muzzarè. Gusto internazionale, con un approccio glocal, usando prodotti prettamente locali, ma con un approccio cosmopolita.


Millefoglie di branzino marinato ai fiori di sambuco,mozzarella di bufale e passion fruit
Mischiata di pasta con julienne di calamari,mozzarella a filo e gamberi rossi Sicilia 
Filetti di tonno scottato tagliata di Mozzarella di Bufala su marmellata di datterino rosso e tempura di Pannko
Cheese cake a cuore ai frutti di bosco 

DOVE: Muu_Muzzarella
Viale Premuda 46
20129 Milano
mail info@muuzzarella.it
telefono 02 49443666

VOTO: 4 STELLE

Il vino di Sabato diventa “Eroico”

Educational in vigna per promuovere il prodotto

Procedono i lavori per la riproposizione sul mercato locale, e poi su quello italiano e nazionale, del “Vino di Sabato”, ovvero del nettare degli Dei prodotto dall’uva di Sabato, un vitigno autoctono della zona dei Monti Lattari la cui coltivazione negli ultimi anni è stata abbandonata e che il progetto ANSENUM (acronimo di “Antichi Semi Nuovi Mercati”) si propone di ripristinare.  A tal proposito nei giorni scorsi si sono riuniti in un focus group ristoratori, sommelier, enologi, imprenditori turistici, docenti della facoltà di Agraria dell’Università Federico II, ed esperti in comunicazione per commentare la prima degustazione del vino frutto dell’ultima vendemmia e per decidere le modalità di svolgimento dei successivi step sia per l’affinamento della bevanda che per la sua promozione. Precisamente, i punti all’ordine del giorno sono stati: tecniche di produzione, quali integrazioni tecnologiche;  prezzo e mercato del vino; comunicazione e brand.
Fermo restando che è prematuro giudicare le caratteristiche di un vino frutto di una vendemmia recente, coloro che hanno partecipato ai lavori hanno ritenuto la bevanda ottenuta un’ottima base su cui lavorare. Per quanto riguarda il posizionamento di tale prodotto sul mercato si è deciso che esso andrà ovviamente nelle carte delle attività ristorative locali, comprese quelle dei ristoranti stellati, e nei negozi ove i turisti che soggiornano nell’area de Monti Lattari ricercano prodotti tipici da portare a casa. Per quanto riguarda la promozione del brand, che è stato identificato con il nome “Eroico”, dato che il prodotto “finito” non è ancora disponibile, si procederà con il coinvolgimento di turisti e curiosi in educational che si svolgeranno in vigna e che saranno proposti sia singolarmente che in abbinamento alla tradizionale “offerta mare”.

Afferma Donato Aiello, presidente della Pro Loco di Vico Equense, ente capofila del progetto ANSENUM : “È importante la collaborazione con il nostro entroterra: solo facendo squadra è possibile garantire una offerta turistica completa in grado di attirare anche gli enoturisti. Questo focus group è stato il primo passo verso la direzione giusta, quella della valorizzazione del nostro territorio attraverso i nostri prodotti e il turismo esperienziale”.

ANSENUM è stato finanziato con i fondi psr Regione Campania 2014-2020 (tipologia d’intervento 16.5.1 “Azioni congiunte per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento ad essi e per pratiche ambientali in corso”).

PINK POWER: “CANTO AMARO” QUANDO IL LIQUORE E’ DONNA

Elisa Carta, storia di una giovane imprenditrice. Da Vicenza a Garda con un sogno

La passione per la natura e i suoi frutti. La costante ricerca di cose semplici, senza artifici. I manuali di erboristeria della nonna. L’artigianalità, tutta italiana, per la tradizione liquoristica. Cresciuta nel verde delle sue campagne, trascorre l’ infanzia tra filari e i vigneti e tra i frutti generosi delle colline. Affascinata dalle erbe, ha sempre seguito i consigli che la nonna raccoglitrice le dava. Elisa Carta nasce a Vicenza e arriva sul Garda con un sogno: produrre qualcosa di buono. Così nasce Canto Amaro. Un liquore dall’animo sensuale e femminile, pronto ad affascinare uomini e donne che sono alla ricerca di ciò che è autentico ma al tempo stesso sconosciuto e misterioso.

Un amore struggente per il Lago di Garda e le sue botaniche: quello della Sirena, musa ispiratrice della linea, che grazie al suo “canto amaro” ha attirato l’attenzione di un fauno lacustre, che l’ha trasformata in sirena per salvarle la vita e renderla sua sposa, proprio nella Baia delle Sirene, a Punta San Vigilio, in quello specchio di acqua tra Garda e Torri del Benaco, conosciuta per i forti mulinelli lacustri dove si dice che ancor oggi nuotino delle donne bellissime, metà donna, metà pesce. Ma che ha segnato anche la profonda passione della sua creatrice, Elisa Carta, raccoglitrice da generazioni, che si è ispirata all’energia di questo luogo realizzando un gusto mediterraneo che sposa i limoni del Lago di Garda alle note amaricanti del cardo mariano di questi luoghi. Recuperata quindi una ricetta trovata in un libro antico sulla potatura, appartenuta al nonno paterno, Elisa ha cercato alcune botaniche riportate come la rosa canina e i limoni che hanno reso famose le sponde di questo lago.

Liquori delle Sirene
Liquori delle Sirene nascono sul Lago di Garda, dalla forte impronta artigianale, naturale, senza nessuna chimica o colorante aggiunto e con un forte legame con il territorio, da cui la sua ideatrice raccoglie le botaniche per tutta la produzione. Tutta la linea sposa la filosofia della sua creatrice, Elisa Carta, raccoglitrice da generazioni e la produzione è il frutto di una lunga e appassionante ricerca e rivisitazione di antiche ricette tramandate dal nonno e dagli avi. Tanta passione e amore per piante, infusioni e alchimia la portano a creare prodotti naturali e assolutamente unici oggi declinati in due versioni: il Bitter oltre a bitters per la miscelazione ai gusti galanga, fiori d’arancia, Mediterraneo, Bloody Mermaid, rabarbaro, China Calisia) e il nuovo nato, Canto Amaro.  Il Liquori delle Sirene vengono fatti usando erbe, fiori, radici e frutta: botanicals del territorio che vengono singolarmente infusi in alcol e poi assemblati in un’unica cuvée.
L’azienda nasce nel 2014 a Garda e attualmente distribuisce i propri prodotti in Italia e all’estero in Francia, Germania, Australia, Usa, Hong Kong e Singapore. 

A MILANO IL NATALE E’ VICHINGO DA VALHALLA

Chips di manzo essiccato con Tortino di zucca e radicchio glassato. Abbinato a calice di Fallegra Gagliardoed è solo l’inizio

Nella mitologia norrena, il Valhalla è una maestosa ed enorme sala situata ad Asgard, il mondo divino governato da Odino. Quando un norreno moriva in battaglia poteva finire in due luoghi diversi, una metà veniva scelta personalmente da Odino, la quale si dirigeva accompagnati dalle valchirie nel Valhalla, mentre la restante parte andava nel Fólkvangr, un campo dominato dalla dea Freia. A Milano, Valhalla è il primo ristorante vichingo d’Italia e si trova in zona Navigli, a pochi passi dalla Darsena.

Una  proposta decisamente proteica per i moderni vichinghi: selvaggina cotta alla brace o trattata con la tecnica della bassa temperatura per quella è stata scelta come “la brace degli dei” milanese. Un’approfondita ricerca sull’alimentazione delle antiche popolazioni nordiche, reinterpretata in chiave moderna hanno portato alla definizione della carta di Valhalla: il focus è sulla selvaggina, che veniva cacciata tutto l’anno e sui pochissimi capi che erano allevati e uccisi poco prima dell’inverno, perché non sarebbero sopravvissuti alle temperature così rigide, come i vitelli, maiali e agnelli. La cottura era effettuata con le braci o bollita, che oggi viene riproposta con le tecniche del ventunesimo secolo.


Ogni piatto del ristorante Valhalla, il paradiso dei guerrieri valorosi del nord, ha un divertente nome vichingo che richiama una leggenda della saga norrena vichinga. L’idea è di due giovani imprenditori: Igor Iavicoli (33 anni) e Milena Vio (29 anni), già gestori del Vinyl Pub in zona Isola, appassionati di mitologia nordica. Anche il logo, ripreso dal mitico Valknut, o nodo di Odino, rappresentato con tre triangoli intrecciati, è un cameo dei nove mondi mitologici norreni.  In sala Diego Borella, 32 anni, seleziona idromele, birre artigianali e piccoli produttori di vino italiani e in cucina lo chef Mauro Molon, 34 anni, con importanti esperienze in hotel di lusso.
 
Tra i piatti più iconici di Valhalla, che per questo menu sono tratti dalla leggenda di Sigfirdo e Brunilde, sono sicuramente Sigfrido, ovvero il carrè di cervo; Hjalprek  il carpaccio di manzo, pomodori confit, scalogno glassato e maionese affumicata; Gunther le back ribs di manzo irlandese; Starkadr il Tomahawk irlandese (per due persone o per i più valorosi); Noatung, le cosce d’anatra francesi con verdurine dell’orto. Un menu stagionale che cambia frequentemente senza dimenticare proproste di pesce e vegetariane anche per chi non ama la carne.

Gli interni, invece, sono firmati da Pietro Spoto, scenografo e artista milanese che ha voluto evidenziare l’indole esperienziale e narrativa del ristorante: la progettazione degli spazi è stata guidata da una volontà emozionale e poetica nel tradurre i caratteri delle popolazioni vichinghe in rimandi iconici.

Gli orari di Valhalla:
Dal lunedì al sabato dalle 19 alle 23
Domenica dalle 12 alle 15
 
 
Valhalla, la brace degli Dei
via Gaetano Ronzoni 2, Milano
+39 0284041503
www.valhallarestaurant.it
valhallarestaurantmilano@gmail.com
@valhalla_milano
fb: Valhalla Milano

MUU MUZZARELLA: IL FOOD BRAND NAPOLETANO UNISCE NORD E SUD E RIPORTA I FUORISEDE A CASA

Un autobus collettivo per tornare a casa per Natale: Muu Muzzarella supporta “AttraversaTAM” con il Muu Meal

Per i tanti che vivono, lavorano o studiano al nord tornare a casa per trascorrere il Natale con la famiglia è diventato un vero e proprio lusso. Prezzi alle stelle che hanno subito creato “AttraversaTAM”: un’idea nata da un post di Stefano Maiolica, più conosciuto sul web come “Un Terrone a Milano”. Il giovane siciliano denuncia con ironia i costi eccessivi dei biglietti che non gli consentiranno di tornare a casa e partecipare al pranzo di Natale. Il post diventa virale e in pochi giorni raggiunge milioni di utenti, suscitando l’interesse di una società di trasporti che ha messo a disposizione un pullman di 87 posti e Muu Muzzarella ha deciso di sposare la causa comprando 15 “biglietti sospesi” e fornendo il Muuzzarella Meal, il cibo per l’intero viaggio. Perché durante queste lunghe tratte è sempre difficile trovare il giusto sostentamento, il cestino gourmet del nuovo Muuzzarella Meal si compone di: mozzarella di Bufala DOP da 125g, ricottina di bufala e un cestino di pane cafone, tipico napoletano.

Il viceministro dei Trasporti Giancarlo Cancelleri ha ottenuto più posti a sedere per le tratte dove i prezzi di viaggio sono molto alti, successivamente si è pubblicamente impegnato per l’inserimento in finanziaria di “una tariffa sociale” con sconti fino al 40% (attuabile nel 2020, qualora venisse approvata in legge di bilancio) e infine ha annunciato di volersi battere per il riconoscimento della continuità territoriale per gli aeroporti di Catania e Palermo. Tuttavia prenotare un biglietto aereo da Milano a Palermo per le imminenti festività natalizie continua a costare ancora una fortuna.L’autobus collettivo partirà il 20 dicembre da Milano per arrivare fino in Sicilia, facendo diverse tappe intermedie in tutto il Sud Italia per 87 fortunati passeggeri che altrimenti non sarebbero potuti tornare a casa.

“Siamo sempre pronti come Muu Muzzarella ad sostenere iniziative che possono dare anche una piccola mano, soprattutto quando si tratta, come in questo caso, di ragazzi del sud che vivono lontano da casa e vorrebbero tornarvici per le feste. Strappare un sorriso è sempre bello. Accompagneremo il viaggio con i nostri prodotti come una sorta di cenone itinerante e in anticipo” raccontano i due soci fondatori Salvatore Maresca e Dario

CAPODANNO DI GUSTO: LA SELEZIONE TOP GAMMA DA NORD A SUD

Lustrini, pailettes, ostriche, caviale e champagne. Per iniziare sotto i migliori auspici, Capodanno merita di essere festeggiato in bellezza. Una volta superata la maratona gastronomica natalizia, per la fine dell’anno tocca darsi un tono. PINK LIFE ha selezionato tre ristoranti top gamma per tre città.

MILANO – RISTORANTE TERRAMARE

Il nuovissimo connubio tra l’urban chic e l’entroterra siculo. Peppe Barone porta la sua Sicilia a Milano: “risotto milanese al mare” ovvero carnaroli riserva, zafferano, gamberi bianchi di nassa, limone interdonato e polvere di capperi; il cosciotto di coniglio glassato alla stimpirata, ovvero in agrodolce tipico della caponata; la “milanese secondo noi” una provocazione al classico milanese e il biancomangiare. Menù da provare per chi sperimenterà un capodanno metropolitano.

Per info e prenotazioni: 

Ristorante Terramare

Via Giuseppe Sacchi 8 – Milano (MI)

Tel.+39 3488074828

mail: info@terrammare.rest

ROMA – OFF CLUB ROME

Alici marinate in tempura, ricotta di pecora al basilico, insalata di arance, polvere di olive nere e finocchi uramaki di tonno rosso, porro, castagne e shichimi togarashi. Sotto un soffitto di oro grezzo e smalto nero lucido, tecniche e ingredienti asiatici si fondono ai sapori nostrani rivisitati in chiave gourmet. OFF CLUB anima soul e cuore romano è il luogo ideale per trascorrere una fine dell’anno glamour, minimal e alla moda.  L’elegante supperclub dall’impronta asiatica di Roma con cocktail bar mixology è il luogo ideale per trascorrere la serata dall’aperitivo al dopo cena in un ambiente super chic. Colori tenui, luci soffuse e atmosfera cosmopolita, Off Club ha l’ambizione di voler diventare un punto di riferimento per gli amanti della cucina asiatica gourmet, offrendo un’esperienza immersiva in un ambiente urbano, rilassato e raffinato. La sfida vinta di chef Adriano Magnoli e la  talentuosa pastry-chef Antonella Mascolo.

Per Info e prenotazioni:

OFF CLUB ROME

Via di Casal Bertone, 64, 00159 Roma

Tel: 06 4977 2523; info@offclubrome.com

NAPOLI – RISTORANTE RISERVA ROOFTOP

Fascino cool e anima trendy. Selezione di carne da Coppa dei Campioni: super frollata e cotta a dovere, a brace viva, una delle migliori di Napoli, se non la migliore! Riserva Rooftop è il RISTORANTE per eccellenza dove trascorrere il Capodanno: sentirsi a New York godendosi la vista mozzafiato dei fuochi d’artificio che illuminano il golfo di Napoli. Ingredienti vibranti accompagnati da una carta vini di qualità faranno da sfondo a un’incredibile Posillipo. Non innamorarsi è impossibile.

Per info e prenotazioni:

Via Alessandro Manzoni 308 | Napoli

+39.081.6125267 | info@riservarooftop.com

Terrammare: la Sicilia di Modica e Scicli a Milano

New entry nel panorama ristorativo Milanese, tra tradizione e creatività

Terrammare, un connubio tra quell’entroterra che ogni siciliano ama, quella casa a cui aspira sempre a tornare quando è lontano, e il sole e la salinità del mare, per un racconto che fa toccare con mano secoli di culture e tradizioni.

Il nuovo ristorante al 100% siciliano che esplora la cucina di Modica e Scicli dello chef Peppe Barone e Stefania Lattuca, dopo le esperienza ventennale di Fattoria delle Torri a Modica, di Ammare a Scicli e di 5 anni itineranti nelle sedi italiane di Eataly, approda a Milano in via Giuseppe Sacchi all’8, in piena Brera.

“Dopo le numerose esperienze per l’Italia ho voluto portare a Milano una cucina siciliana contemporanea, al passo con i cambiamenti, fatta di tanto pesce azurro, nel rispetto della biosostenibilità del Mediterraneo, creando un’ideale unione tra terra e mare” racconta lo chef Peppe Barone. “Un’ isola nell’isola, l’emozione di essere in cima allo stivale, con le radici ancora ancorate alla nostra terra e al nostro mare per raccontare un’identità fatta di memoria, gioco, esperienza, ambizione, percezione del bello e del buono, di una magia che unisce amore e passione” dichiara Stefania Lattuca, co- proprietaria e restaurant manager di Terrammare. Siciliane anche le maestranze e i materiali che hanno costruito il locale, la brigata della cucina e il personale di sala, per un grande tripudio della Trinacria.

La cucina

“Un progetto di cucina creativa e mediterranea, che è partito 25anni fa come riscatto sentimentale e sociale per le donne modicane in cucina e ha trovato terreno fertile nel ristorante Fattoria delle Torri a Modica, a cui si aggiungono gli insegnamenti di Luigi Veronelli, mio mentore ormai 35 anni fa” racconta lo chef Peppe Barone. Tra i primi chef della “Sicilia Contemporanea” che non scimmiottava la cucina francese e che si differenziava dai canoni rigidi di quella tradizionale popolana. “La materia prima deve raccontare di sé, ho quindi strutturato insieme a Stefania Lattuca un menu che racconti dei tesori della nostra terra con una cucina che sia tangibile, facile, di gola, di emozioni”.

“Ritengo che il cuoco deva fare da mediatore tra l’ospite e l’agricoltore condividendo il suo saper cercare e il suo know how culinario: sta nascendo negli ultimi 5 anni un movimento di nuova ripresa agricola siciliana dove i giovani hanno iniziato a tornare a casa per coltivare i prodotti locali, autentici; questi sono quelli che vorrei portare sulla tavola di Milano” dichiara Barone.

“La carta dei vini tocca gran parte del panorama enologico siciliano. Un occhio attento verso i piccoli produttori emergenti e realtà biodinamiche tra le eccellenze di fama internazionale. Immancabile una selezione di bollicine tra spumanti e champagne e uno spazio dedicato alle altre regioni d’Italia e ai vini esteri” racconta Stefania Lattuca.

Il menu:

Tra i piatti più iconici dello chef Peppe Barone la pasta con le sarde che ha rivisitato in chiave moderna; il “risotto milanese portato al mare” simbolo della sintesi tra la cucina siciliana e quella meneghina ovvero carnaroli riserva, zafferano, gamberi bianchi di nassa, limone interdonato e

polvere di capperi; il cosciotto di coniglio glassato alla stimpirata, ovvero in agrodolce tipico della caponata; la “milanese secondo noi” che vuole essere una provocazione al classico milanese e il biancomangiare.

Il design del locale

“L’idea è stata quella di ricreare un ambiente dove l’accoglienza fosse sovrana, come nella migliore cultura siciliana, ma che uscisse dal linguaggio canonico della ristorazione, raccontando l’esperienza della Trinacria” raccontano Viviana Pitrolo e Danilo De Maio di Dark2, architetti non a caso sciclitani. “Abbiamo utilizzando delle cementine di recupero da antiche residenze siciliane, simbolo della nostra tradizione da utilizzare in un linguaggio moderno, per realizzare una sorta di tappeto che si abbina a un moderno pavimento di microcemento che imita l’effetto tattile del velluto. Dall’entrata si incontrano una serie di cerchi perfetti simili a un cannocchiale che indirizzano alla sala principale dall’effetto materico e dai colori scuri, a cui abbiamo aggiunto tavoli di legno di frassino ulivato a interi pezzi singoli, per creare quel rapporto diretto con la natura tipico della cultura siciliana”.

Boiserie e carta da parati sono sempre un’interpretazione della tradizione con un tocco moderno: i tipici ricami siciliani vengono ricreati con una maglia di microcemento ad effetto 3d, con effetto anticato nei bagni. La tavola è apparecchiata in modo da esaltare l’effetto materico degli elementi in particolare il legno, il ferro, il verde acqua, che riprendono idealmente i colori del mediterraneo e la terra e il mare che danno nome al locale. Un tocco barocco non poteva mancare in singoli elementi come l’enorme candelabro dei saloni antichi ripensato in chiave moderna o i paralumi in vetro diverse una dall’altra, a richiamo dei bicchieri. Appena si entra si approda con lo sguardo alla cucina a vista, nucleo centrale e creativo del ristorante.

Le maestranze e i materiali usati per Terrammare sono siciliani al 100%:dalle sedie dal design moderno scelte in quattro tonalità in contrasto per creare quella nota fuori riga che dà una nota frizzante e pop all’ambiente, alle ceramiche di Cerruto di Modica che arricchiscono il ristorante; dai piatti fatti a mano da Alessandro De Rosa di Thalass all’artigiano Roberto Savarino per il legno fino al menu realizzato da Pietro Bonomo della tipografia storica Molithus di Modica.

Orari:
Tutti i giorni
dalle 12.30 alle 15

dalle 19.30 alle 22.30

Contatti:

Via Giuseppe Sacchi 8, Milano (MI)

Tel.+39 3488074828
mail info@terrammare.rest

A MILANO, LO CHAMPAGNE ABBRACCIA L’ARTE IN “I COLORI DELLO CHAMPAGNE”

15 OPERE PER SCOPRIRE LE SIMILITUDINI TRA DUE MONDI SOLO APPARENTEMENTE LONTANI

Un viaggio nel modo dei colori, per scoprire attraverso 15 grandi opere la naturale attrazione tra lo Champagne e il linguaggio dell’arte: è questa l’idea de “I Colori dello Champagne”, un nuovo episodio del percorso proposto dal Bureau du Champagne in Italia per rivelare le sensazioni evocate dallo Champagne attraverso i cinque sensi. Dopo olfatto, udito e tatto, quest’anno è stata la volta della vista, con una degustazione–laboratorio destinato alla stampa e condotto da Pietro Palma, Ambasciatore dello Champagne per l’Italia 2018, e Arianna Piazza, storica dell’arte e formatrice.

La vetrata di Marc Chagall all’interno della Cattedrale di Reims e la Madonna Litta di Leonardo Da Vinci, la Dama del Pollaiolo e le stampe pubblicitarie ideate da Pierre Bonnard e René Gruau: sono solo alcune delle opere scelte per raccontare come due mondi apparentemente distanti siano invece molto vicini. Una prima similitudine è quella che lega Chef de cave e artista, figure capaci di dare vita con il loro talento ad autentici capolavori al termine di complesse fasi di elaborazione, rese possibili da un sapiente gioco di squadra. Inoltre, non mancano le parole comuni tra la disciplina enologica e quella artistica, basti pensare a termini come “assemblaggio”, “tessitura”, “sfumatura” o “saturazione”.

La vista è il primo senso coinvolto quando si degusta uno Champagne e il colore è in grado di svelare alcune caratteristiche della cuvée servita nel bicchiere: una tonalità gialla con riflessi verdi indica una prevalenza di Chardonnay, mentre leggeri riflessi rossi denotano una predominanza di vitigni a bacca nera come Pinot Noir e Meunier. Nel tempo anche i colori del vino evolvono, assumendo toni giallo dorati, ramati o ambrati. Le varianti di sfumature sono ancora maggiori nei rosé: rosa pallido o intenso, passando attraverso tonalità più o meno decise a seconda dell’assemblaggio. Con l’invecchiamento, gli Champagne rosé prendono sfumature aranciate più scure.

“Nel corso dei secoli lo Champagne ha rappresentato una fonte inesauribile di ispirazione per l’immaginario degli artisti di tutto il mondo, ha dichiarato Thibaut Le Mailloux, Direttore del Comité Champagne. Anche per questo motivo abbiamo scelto l’arte come ideale abbinamento per esplorare le emozioni a livello visivo che lo Champagne sa regalare. Alcune delle opere descritte oggi sono custodite nella nostra regione, meta enoturistica sempre più apprezzata anche dagli italiani, soprattutto dopo che nel 2015 i Coteaux, Maisons et Caves della Champagne sono stati iscritti nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO”.

“I colori dello Champagne” è la quarta tappa del percorso alla scoperta delle sensazioni che può regalare lo Champagne attraverso i cinque sensi. Il cammino è partito nel 2016, con un laboratorio dedicato all’olfatto e una degustazione accompagnata da un allestimento che riuniva tutti i 52 elementi che costituiscono la tavola dell’evoluzione degli aromi dello Champagne: dalla crosta di pane ai frutti di bosco, dal cioccolato al miele fino al tabacco. Il secondo episodio, che si è svolto nel 2017, aveva invece portato l’attenzione sull’udito, con un gioco basato sugli abbinamenti musicali. In quell’occasione era stato un pianoforte a evocare, attraverso le sue note, le immagini uditive di ogni cuvée pescando tra gli stili più diversi: da Satie a Couperin, da Schubert a Ravel. L’anno scorso era stata invece la volta del tatto, per una degustazione pensata per esplorare attraverso un gioco ciò che accomuna lo Champagne e il mondo dei tessuti e della moda.

WINE ART FEST Cultura, Musica e Creatività Galoppatoio del Real Sito Borbonico di Portici dal 12 al 14 dicembre 2019

La cultura sarà protagonista a Portici in occasione del Wine Art Fest promosso ed organizzato dal MAVV Wine Art Museum, il Museo sito nella Reggia di Portici, fondato da Eugenio Gervasio. Prosegue dunque l’impegno del MAVV di proporre eventi di grande spessore aperti alla cittadinanza. Tre giorni di grande spettacolo in una location suggestiva, il Galoppatoio della Real Sito Borbonico che, per la prima volta, sarà palcoscenico di un festival unico nel suo genere con grandi nomi del panorama artistico nazionale. La kermesse si inserisce tra gli eventi di “Natale in Reggia”.

WINE ART FEST rassegna di CULTURA, MUSICA e CREATIVITA’, dal 12 al 14 dicembre, nell’area del Galoppatoio della Reggia di Portici. Il cartellone di eventi è promosso dal MAVV Wine Art Museum in collaborazione con il Comune di Portici, il Dipartimento di Agraria e l’Osservatorio Giovani dell’Università Federico II di Napoli, la Fondazione Ente Ville Vesuviane, Elea Academy e il Forum Giovani della Regione Campania. La rassegna, con la Direzione Artistica di Lello Savonardo e Francesca Fariello, prevede appuntamenti culturali sui linguaggi della creatività e della musica, sull’ambiente e la sostenibilità, sulla sana alimentazione e il bere consapevole. Un’iniziativa di convivialità per studenti, giovani e adulti, con un cartellone di spettacoli, incontri e contaminazioni che tracceranno un percorso di avvicinamento alla cultura del vino e del bere sano, al fine di valorizzare il patrimonio dell’area Vesuviana e del Miglio d’Oro.

Al fianco dei nomi degli artisti coinvolti, di fama nazionale, sarà assicurato ampio spazio ai giovani artisti e musicisti del territorio.

LOCATION e ORGANIZZAZIONE

Il Wine Art Fest si svolge in 3 giornate, da giovedì 12 a sabato 14 dicembre 2019 nell’area del Galoppatoio della Reggia di Portici dalle ore 20 alle ore 22.30. Sarà possibile partecipare alle degustazioni delle eccellenze del vino e dei prodotti tipici del territorio.

CALENDARIO EVENTI

Direzione Artistica a cura di LELLO SAVONARDO E FRANCESCA FARIELLO

– PEPPE SERVILLO, “Amore non Amore” – giovedì 12 dicembre dalle ore 20;

“Amore non Amore” con Peppe Servillo, Franco Marcoaldi e alla chitarra Cristiano Califano. Poesie e canzoni del repertorio classico napoletano, inframmezzate da brani strumentali per sola chitarra, si intrecciano e rincorrono tra loro nel viaggio accidentato e sempre sorprendente del sentimento amoroso. La tenerezza si alterna all’impeto romantico, l’accensione febbrile a un’ironia che talvolta sconfina nel sarcasmo. Perché Amore, motore primo del mondo, convive sempre con il suo contrario

Ingresso 15 euro

riduzione per studenti universitari 8 euro

– GIANCARLO GIANNINI, “Dialoghi tra poesia e musica” con MARCO ZURZOLO – Conversazione sui linguaggi della creatività con il Professor LELLO SAVONARDO venerdì 13 dicembre dalle ore 20;

L’evento prevede un confronto con il docente di comunicazione Lello Savonardo, l’attore Giancarlo Giannini e il sassofonista Marco Zurzolo su creatività, musica, poesia e cultura, in un’alternanza tra parole, suoni ed emozioni, con le interpretazioni di Giannini e le note del sax di Zurzolo, accompagnato dal bassista Davide Costagliola.

Serata ad inviti

Open Act: FRANCESCA FARIELLO accompagnata da Antonio Gillo al pianoforte e tastiere. Suoneranno in anteprima il nuovo singolo “Nexus”, un omaggio a Blade Runner che è stato presentato con il teaser del videoclip al Mei di Faenza e sigla di Classic Rock per il mese di novembre.

– MAURIZIO CAPONE – #JunkMusic. Creatività, Giovani, Musica e Ambiente Open Day dei Giovani Musicisti della Città di Portici – sabato 14 dicembre dalle ore 20.

#JUNKMUSIC DAY è un’esperienza musicale per raccontare attraverso suoni ed emozioni il tema del riciclo creativo con Maurizio Capone, artista testimonial dell’ECOSOSTENIBILITÀ CREATIVA. Gli studenti delle scuole di Portici coinvolti in un progetto musicale di “riciclo creativo” con la Dottoressa Francesca Fariello saranno protagonisti attivi della performance di Maurizio Capone e di un progetto di sensibilizzazione, volto alla tutela dell’ambiente.

Ingresso 10 euro

Ingresso con riduzione per studenti universitari 8 euro

Dalle 18.30 PALCO APERTO  PER L’OPEN DAY delle realtà musicali del territorio:

– Associazione Musicale ARPA

– Black&White’s Trio Feat. GUS TOP & LUCE & BIA

-Alessia Bari

– Enzo Skap

– Maurizio Capone #JUNKMUSIC con la partecipazione dei ragazzi del progetto “Portici: Scuola, Creatività e Riciclo”

– Musicisti del Dipartimento di Jazz del Laboratorio Musicale Permanente di Portici

– “Core Mio” Ensemble Vocale del Maestro Antonio Faenza

– Fabric (Greg Palumbo & Antonietta Sorrentino)

MUSIC CALL dell’OSSERVATORIO GIOVANI:

Sono aperte le iscrizioni per partecipare all’OPEN DAY dei Musicisti di Portci il 14 dicembre dalle 18,30 sul Palco allestito presso il Galoppatoio Reale della Reggia di Portici.

Basta inviare una mail a infogiovani@unina.it : le prime quattro candidature pervenute in mail box di artisti e band emergenti avranno la possibilità di esibirsi al Wine Art Fest!

Gli spettacoli saranno presentati da Noemi Gherrero

La kermesse è sostenuta da Gaia Energy

Dalle 18.30 PALCO APERTO PER L’OPEN DAY delle realtà musicali del territorio.

Per ogni informazione: Eugenio Gervasio 3466705567 e Claudio Niola 3397048276 – info@museoartevino.it

WOLFREST: IL GIN MADE IN ITALY IN ARRIVO DALLE LANGHE

Brachetto, Barolo chinato e Barbaresco, una fragolina – da servire in una coppa cocktail. E ancora: Moscato, miele d’acacia, succo di limone, albume, e una grattuggiata fine di tartufo bianco d’Alba da servire in un bicchiere old fashoned. Il tutto con un fondo di gin. E non un gin qualsiasi. Un gin cento per cento Made in Italy.

WOLFREST è il gin 100% italiano al tartufo bianco di Alba – che entra (per questo Natale) nella categoria dei Gin Super Premium. Chi sta contribuendo a cambiare questa industria in fermento, introducendovi le preziose peculiarità del made in Italy, è un’azienda piemontese. Lanciato nel 2017, il progetto è una creatura di Valentina Barone (social Media Marketing nel settore food&wine) e Giovanni Alessandria (enologo e commerciale estero in un’azienda di vino). Una grande passione per il gin, sviluppata nelle loro esperienze a Londra, a cui hanno unito le competenze lavorative e hanno deciso di creare questo distillato in una terra vocata ai grandi vini, le Langhe.

“Nel 2017 al ritorno dall’Australia ci sentivamo molto ispirati vendendo il fermento di quel paese, così a marzo abbiamo cominciato a sviluppare le prime idee (che già da anni coltivavamo nelle nostre menti) – finalmente quell’autunno abbiamo cominciato la produzione del nostro Wolfrest Gin” racconta Valentina Barone. A dicembre del 2017 hanno lanciato sul mercato Wolfrest, un gin 100%  italiano. Ginepro intenso e aromatico, dal carattere forte e raro, nocciole tostate che donano morbidezza e rotondità al distillato. Ma l’ingrediente principe di questo gin è il tartufo bianco di Alba, rigorosamente locale e fresco, assolutamente inconfondibile e profumato, dalla nota decisamente inebriante. Le botaniche abbracciano tutta l’Italia: dal ginepro umbro e tosco-emiliano, fino alla nota agrumata data dall’arancia dolce di Pernambucco coltivata e raccolta in Liguria, toccando la zona pedemontana per la nota floreale dei fiori di sambuco fino a tornare alle Langhe, con rosmarino, timo, alloro e la nocciola del territorio.

“Fare un gin al tartufo è sempre stato il nostro obiettivo, sin dall’inizio, ma ci abbiamo messo molto a trovare la ricetta perfetta, perché un prodotto così speciale e unico merita un lavorazione che sappia esaltarlo ma soprattutto rispettarlo” racconta Giovanni Alessandria. Un tributo al Piemonte, infatti il payoff di Wolfrest Alba è proprio “Lo Spirito del Piemonte” giocando sul duplice significato di spirito, in quanto distillato – e lo spirito figurato, quello che contraddistingue le Langhe, ricche di fascino ed eleganza.

Il viaggio del lupo: la scelta delle botaniche

Per Wolfrest Gin le botaniche non sono mai casuali: ripercorrono il cammino del lupo italiano tra quelle incontrate nel suo lungo viaggio di ritorno dal centro Italia alle Langhe, Wolfrest prende il nome da Montelupo Albese, piccolo comune in collina a 10 km da Alba, paese di origine di Valentina Barone e Giovanni Alessandria, ideatori del “gin del lupo”. Con Wolfrest Alba, dopo il classico Wolfrest, il primo gin, creato nel 2017, il viaggio del lupo continua, con grande attenzione a ciò che lo circonda, fino ad arrivare alla città di Alba, capitale delle colline delle Langhe, dove i creatori di questo progetto sono nati e cresciuti.