Archivio Categoria: Food

PREMIUM ZESTER: SEI LIMITED EDITION PER UN OGGETTO DI CULTO!

È trascorso un quarto di secolo, ma la grattugia Zester resta sempre un grande “classico”: l’espressione più completa ed efficace dell’alta qualità delle lame Microplane® che, affilate come rasoi, grattugiano gli alimenti senza danneggiarli o lacerarli.

Tutto ebbe inizio nel 1994 grazie al semplice gesto di una casalinga di Ottawa, intenta a preparare una torta all’arancia. Scontenta della sua vecchia grattugia, prese un nuovo utensile che il marito aveva portato a casa dalla loro ferramenta: si trattava proprio di una lima Microplane®. La donna decise di utilizzarla e rimase stupita: la scoperta di quanto questo strumento da falegnameria potesse tagliare meravigliosamente la scorza d’arancia gettò le basi del successo delle grattugie per alimenti Microplane®, che con il passare del tempo non solo hanno conquistato un posto d’onore in cucina, ma sono diventate un vero e proprio “must” irrinunciabile.
La caratteristica forma allungata, che ricorda proprio gli attrezzi da falegnameria da cui la Zester deriva, inizialmente era in vendita senza manico. Oggi, invece, viene proposta con un manico ergonomico soft-touch, disponibile in quattordici vivacissimi colori trendy che rendono unico e inconfondibile questo best seller.


Quest’anno Microplane® presenta sei nuovi colori limited edition ideali per portare in tavola allegria e precisione: tre fantasie stampate (Liberty, Animalier e Camouflage) e tre colori fluo (turchese, giallo e fucsia) per portare ancora più cromia nelle cucine.
Immancabile nelle cucine di chef stellati, dei programmi tv e dei cuochi amatoriali di tutto il mondo la Premium Zester è adatta per grattugiare le scorze degli agrumi, il Parmigiano e altri formaggi a pasta dura, il cioccolato, lo zenzero e anche le noci moscate. Tutto ciò grazie a una profonda conoscenza ingegneristica e alla foto-incisione, la particolare e avanzata tecnologia chimica che consente di ottenere lame particolarmente affilate e precise made in USA.
Le lame non strappano o lacerano i cibi ma grattugiano con precisione; senza alcune pressione il cibo grattugiato scivola facilmente dalla lama per risultati perfetti.

Completano questo utensile iconico i piedini antigraffio in gomma che proteggono il piano di lavoro quando la Zester è utilizzata in orizzontale oppure garantiscono una maggiore stabilità quando è in verticale per grattugiare su pentole e ciotole. Infine, una custodia protettiva consente di riporre la grattugia in tutta sicurezza.

Per un uso unconventional le nuove Premium Zester limited edition sono l’alleato perfetto per portare in tavola un buon cocktail come il Gin Fizz e dimostrare estro anche nella mixology.

Prezzo: 21,95 €.

About Microplane
Quella di Microplane® è la storia di un successo che dura da oltre venticinque anni. Tutto ebbe inizio nel 1990 quando Richard e Jeff Grace inventarono un nuovo tipo di lama per la lavorazione del legno. Come spesso accade sono le circostanze fortuite a far nascere le grandi imprese…  e fu così che quattro anni dopo, nel 1994, grazie all’inconsapevole gesto di una casalinga di Ottawa, un utensile da falegnameria divenne ciò che oggi è un vero e proprio accessorio di culto per chef e appassionati di cucina di tutto il mondo.
Con sede principale a Russellville, negli Stati Uniti, e l’unità operativa europea ad Amburgo, Microplane® è oggi leader mondiale nella produzione di grattugie di alta gamma grazie all’innovativo processo di foto-incisione chimica dell’acciaio inossidabile (di cui Microplane® fu pioniera) che rende le lame incredibilmente affilate e precise e in grado di grattugiare qualunque tipo di alimento con una precisione quasi chirurgica.
Grazie alle performance straordinarie delle sue grattugie Microplane® ha conquistato in tempo record tutti i più grandi Chef del pianeta ed è oggi la regina incontrastata delle cucine dei più importanti ristoranti.

a cura della redazione

Primavera, una cucina verdeggiante in compagnia di Col Vetoraz

È la stagione delle erbe sulle colline del Valdobbiadene DOCG, dove la primavera fa capolino in un verdeggiare che preannuncia il trionfo di madre natura. La fantasia vola ad abbinamenti d’eccellenza anche a tavola, in piatti che possano esprimere al meglio la freschezza che regala questa stagione. Proponiamo così due ricette ideate per noi dallo chef Stefano Vocaturo che si sposano al meglio con i nostri vini: Spaghettone alla crema di erbette e i cannolicchi di lagunaper brindare con il Valdobbiadene DOCG Extra Dry e Cuore di Baccalà in olio cottura, il latte di Mandorla al ginepro, la Bieta coloratada accompagnare con il nostro Valdobbiadene DOCG Brut.

La prima proposta è un delicato Spaghettone alla crema di erbette e i cannolicchi di laguna, un piatto cui si affianca il Valdobbiadene DOCG Extra Dryscelto perché col suo leggerissimo residuo zuccherino è ideale per accompagnare la sensazione verde data dalle erbe spontanee regalando grande armonia d’insieme. Invitante e friendly, è ottenuto grazie ad un’accurata selezione delle uve di collina dell’esclusivo comprensorio di Valdobbiadene, ha un gusto equilibrato e toni eleganti.  

Ecco la ricetta per 4 persone:  

Ingredienti

320 gr di spaghettoni (misura 8)

300 gr di erbette spontanee

300 gr di cannolicchi puliti e spurgati

Sale e pepe

Olio evo

Esecuzione

Mondare le erbette spontanee ed immergerle per 7 minuti in acqua bollente leggermente salata. Scolarle bene (mantenendo un paio di cucchiai di acqua di cottura), versarle in una padella con un filo d’olio ed uno spicchio d’aglio in camicia. Farle appassire con un po’ di brodino ed aggiustare di sale e pepe. Togliere l’aglio, frullare con l’aiuto di un mixer ad immersione fino ad ottenere una crema. Mettere a mollo i cannolicchi in acqua fredda e salata per 4 ore circa avendo cura di sostituirla con dell’acqua pulita ogni ora. Una volta spurgati i cannolicchi, farli saltare in una padella con un filo d’olio evo per 5/10 minuti. Sgusciarli e tenerli al caldo. Versare la crema di erbette in una padella capiente. Cuocere gli spaghettoni al dente o seguendo i tempi di cottura indicati, scolarli nella padella con la crema ed aggiungere i cannolicchi. Impiattare e servire.

Il secondo piatto è invece il gustoso Cuore di Baccalà in olio cottura, il latte di Mandorla al ginepro, la Bieta colorata,da abbinare al Valdobbiadene DOCG Brut, scelto perché la maggiore secchezza data dal brut, che ha unbuon indice di rotondità, sposa perfettamente la sapidità tipica di questo pesce. Questo è un vino di grande tendenza proveniente dai vigneti di collina esposti a ponente; è asciutto e intenso, dal perlage fine e persistente, una spuma cremosa e dal gusto privo di spigolosità ma delicatamente profumato.

Ecco la ricetta per 4 persone.

Ingredienti

600 gr baccalà dissalato

1 litro olio evo

250 ml latte di mandorla

6 bacche di ginepro

300 gr bieta colorata

Un pugnetto di mandorle a lamelle tostate 

Sale e pepe

Esecuzione

Versare in un pentolino il latte di mandorla con le bacche di ginepro. Portarlo a bollore lasciandolo in infusione per almeno 20 minuti. Tagliare il filetto di baccalà in 4 tranci. Versare l’olio in una pentola dai bordi alti e portarlo a 60/65°. Immergere i tranci per 15 minuti senza mai aumentare la temperatura. Mondare e sbollentare la bieta colorata per circa 7 minuti in acqua bollente leggermente salata e terminare la cottura in una padella calda con un filo di olio evo ed uno spicchio d’aglio in camicia. Impiattare il baccalà dopo averlo tamponato dell’olio in eccesso in una fondina, versare il latte di mandorla, qualche scaglietta di mandorla tostata e la bieta ripassata.

Col Vetoraz Spumanti S.p.A.  

Situata nel cuore della Docg Valdobbiadene, la cantina Col Vetoraz si trova a quasi 400 mt di altitudine, nel punto più alto dell’omonimo colle, parte delle celebri colline del Cartizze da cui ha origine questo vino pregiato. E’ proprio qui che la famiglia Miotto si è insediata nel 1838, sviluppando fin dall’inizio la coltivazione della vite. Nel 1993 Francesco Miotto, discendente di questa famiglia, assieme all’agronomo Paolo De Bortoli e all’enologo Loris Dall’Acqua hanno dato vita all’attuale Col Vetoraz, una piccola azienda vitivinicola che ha saputo innovarsi, crescere e raggiungere in 25 anni il vertice della produzione di Valdobbiadene Docg sia in termini quantitativi che qualitativi, con oltre 2.000.000 kg di uva Docg vinificata l’anno da cui viene selezionata la produzione di 1.200.000 di bottiglie. Grande rispetto per la tradizione, amore profondo per il territorio, estrema cura dei vigneti e una scrupolosa metodologia della filiera produttiva e della produzione delle grandi cuvée, hanno consentito negli anni di ottenere vini di eccellenza e risultati lusinghieri ai più prestigiosi concorsi enologici nazionali ed internazionali. 

VERA WANG x CHOPIN: LA VODKA SI VESTE DA SPOSA

di Giulia Asprino

Cosa succede quando la designer di abiti da sposa più famosa al mondo incontra uno dei brand più lussosi sulla scena dei distillati? Il binomio è uno di quelli che dà alla testa in tutti i sensi. Vera Wang disegnerà la nuova linea di Chopin Vodka la prima vodka di lusso al mondo. Chopin e l’iconica designer Vera Wang, annunciano la loro collaborazione in edizione limitata: Vera Wang x Chopin, un progetto che verrà lanciato nella primavera di quest’anno negli Stati Uniti.

“Lavorare con Chopin Vodka è stata una delle esperienze più educative, affascinanti e collaborative che abbia mai avuto, imparare come viene prodotta la vodka e le varie sfumature di gusto e consistenza. Sono così grato per l’opportunità di co-creare uno spirito che io Adoro così tanto, con un distillatore così leggendario e rispettato “, ha detto Vera Wang. “È il culmine della mia lunga storia d’amore con la vodka nel modo più personale ed espressivo.”

Durante il processo creativo, Wang era determinata a mantenere la forma iconica della bottiglia Chopin, con un’iterazione moderna, architettonica e sofisticata per il marchio di moda / lifestyle Vera Wang che è garantito per distinguersi in qualsiasi bar. Dal flacone opaco bicolore ai suoi messaggi personali, descrive questo progetto come un “viaggio straordinario”. La poesia sul retro della bottiglia è un ‘”inno” al rapporto unico e altamente personale di Wang con la vodka: come la fa sentire, i ricordi che evoca e l’emozione, la sensualità che le rappresentano.

“I tocchi personali di Vera Wang su questo progetto ne fanno una partnership veramente autentica. È stata attivamente coinvolta nell’intero processo con la sua mente, il suo cuore e il suo gusto sofisticato”,

Ha affermato Dorda, CEO di Chopin Vodka

“Siamo onorati di avere la nostra prima collaborazione disegnata da un artista con la leggendaria Vera Wang, che è così appassionata della scoperta della vodka ed è una sincera conoscitrice di Chopin Vodka.”

La collaborazione in edizione limitata sarà disponibile per la prevendita l’8 marzo esclusivamente su ChopinVodka.com alle 10:00 EST. Sarà disponibile nelle settimane successive presso rivenditori selezionati negli Stati Uniti per un prezzo al dettaglio suggerito di $ 99 (1 litro).

“Steak House” la bisteccheria più amata dai napoletani

Rinomato per essere la prima storica Steak House ed amata per l’ampia scelta di carni pregiate alla griglia e cacciagione, oltre ai già noti piatti tipici locali e nazionali. Steak House è una vera bisteccheria, di quelle in cui l’odore della carne vi colpirà appena varcata la porta del locale, non solo carne ma anche tantissimi contorni e antipasti. Dalle polpette agli scialatielli ai funghi porcini e salsiccia, risotti dal gusto delicato e morbidissime e squisite montanare, dalla Fiorentina al misto di carne.

Francesco e la moglie Barbara, vi apriranno le porte della loro Steak House facendovi sentire davvero a casa.

Steak House Vomero, fa parte di una delle tante realtà di ristorazione colpite da questa nuova ondata di emergenza Covid-19. Un’attività storica che nasce nel 1970 con il grandioso Don Gennaro, padre di Francesco, che purtroppo lo scorso anno in piena pandemia ci ha lasciato, Francesco e la sua famiglia nonostante, il dolore della perdita e la situazione attuale che stiamo vivendo, non si sono mai abbattuti e con tutte le loro forze hanno portato avanti la loro Steak House con lo stesso amore con il quale Don Gennaro aveva costruito il suo piccolo impero fatto di carni pregiate. La Steak House Vomero è meta molto apprezzata ed amata dal popolo napoletano e non solo. In tempi non sospetti è sempre stata ritrovo gastronomico e tappa fissa di molti turisti italiani e stranieri che non vedono l’ora di tornare a sedersi ai tavoli di questa storica e caratteristica bisteccheria.

“Steak House” vi aspetta dal martedì alla domenica a pranzo per farvi assaporare la qualità dei nostri prodotti. Se desiderate un pranzo in famiglia, o una piacevole pausa pranzo da lavoro, nel cuore del vomero a piazzetta Falcone ci sono loro che vi accoglieranno per una gustosa esperienza culinaria.

Svuotafrigo: quando un’app può salvarti la cena (e l’ambiente!)

Dopo la laurea, Alessandro Borriello, nato a Eboli nel 1983 e residente a Napoli laureato in Ingegneria Informatica, e Ferdinando Picarella nato a Torre Annunziata nel 1987 laureato in Informatica, hanno iniziato subito a lavorare per una azienda di servizi nell’ambito informatico e un giorno in ufficio tra una chiacchiera e un caffè hanno iniziato a pensare a un giochino per smartphone basato su ricette e ingredienti.

Conosciamo meglio la loro startup “Svuotafrigo

Come è nata l’idea di “Svuotafrigo”?

Ci siamo resi conto che non esisteva nessuna app capace di dare spunti su cosa cucinare a partire dagli ingredienti e pian piano siamo arrivati a quello che oggi è Svuotafrigo, cioè l’app che ti suggerisce le ricette in base a quello che hai nel frigo, di cui siamo diventati i primi utilizzatori, data la nostra scarsa inventiva ai fornelli.

Avete avuto subito dei feedback positivi?

Tutto è iniziato per gioco circa quattro anni fa, lo abbiamo rilasciato sui diversi store per conoscere l’idea degli utenti e in poco tempo abbiamo avuto un buon riscontro e tantissimi download, oggi ne contiamo circa 250mila.

In molti hanno già parlato della vostra app.

Diverse testate giornalistiche hanno parlato di noi, tra queste abbiamo “TuttoAndroid”, il “Corriere della Sera”, “Today.it” e siamo stati menzionati da Marco Camisani Calzolari nella sua rubrica di “Striscia la Notizia”.

“Svuotafrigo” è stato utilissimo durante il lockdown.

Durante il periodo del lockdown abbiamo avuto un notevole incremento degli utenti perché moltissime persone, dovendo limitare la frequenza con cui andavano a fare la spesa, hanno capito l’importanza di avere uno strumento che permettesse loro di ottimizzare la dispensa e limitare gli sprechi di cibo. Tant’è vero che abbiamo introdotto la sezione #IoRestoACasa, una rubrica speciale in cui abbiamo raccolto le ricette dei prodotti “fatti in casa”, dal pane, alla pasta, passando per i classici della nostra ricca tradizione culinaria.

Come sarà per voi il 2021?

Per questo 2021 puntiamo a far crescere la nostra startup, cercando di migliorare sempre di più l’app, seguendo gli utilissimi consigli dei nostri utenti che sono al centro del progetto “Svuotafrigo”. Abbiamo infatti introdotto molte funzionalità a partire dai loro suggerimenti: ad esempio la sezione “Ricette preferite” e la “Cronologia”. Da poco abbiamo rilasciato un aggiornamento con un completo restyling grafico con un sacco di filtri a disposizione.

Il vostro obiettivo.

Speriamo di continuare su questa strada e di entrare sempre di più nelle case degli italiani, diventando un punto di riferimento per una cucina più sostenibile che favorisca la salvaguardia dell’ambiente.

Los Barriles inaugura anche ad Aversa

Los Barriles, inaugura la seconda apertura  ad Aversa in via Roma 33, il prossimo 25 settembre.  Sarà organizzata una “degustazione d’eccellenza”,  rivolta ai clienti/amici. La qualità dei prodotti e un ambiente raffinato e gestito con professionalità saranno gli ingredienti del successo già confermato al locale di Santa Maria Capua Vetere. Taglieri di salumi e formaggi, quali il jamón ibérico, filetto di tacchino aromatizzato al miele, salsiccia di cinghiale, Speck d’anatra; queso canario, pecorino pienzo foglie noce, asiago stagionato, brie de normandie, accompagneranno vini quali il quintodecimo, lacryma christi, dom perignog, ca ‘del bosco, patanegra. Numerose le serate a tema che verranno organizzate con l’immenso piacere di accogliere con il sorriso chi sceglie di degustare buon cibo e sorseggiare ottime annate.

PRIMA COLAZIONE SEMPRE PIÙ SOCIAL 1 MILIONE DI GIOVANI CONDIVIDE ONLINE IL PRIMO PASTO DELLA GIORNATA LO SCATTO PERFETTO? SI REALIZZA IN 6 MOSSE

Come immortalare al meglio la prima colazione sui social? Di seguito, 6 consigli di un esperto di colazione social, Marika Milano di Breakfast and Coffee, online su Iocominciobene.it per realizzare lo scatto perfetto da condividere su Instagram

In Italia l’occhio vuole la sua parte anche a tavola, soprattutto al mattino. Lo conferma una ricerca dell’Osservatorio Doxa/Unionfood “Io Comincio bene”, che evidenzia inoltre come il rito della prima colazione sia un must oggi per 9 italiani su 10, circa l’88%, un dato in aumento rispetto a sei anni fa. Non solo buona ma anche bella: 1 under 24 su 2 ama predisporre con cura la tavola adibita alla prima colazione attraverso la scelta di tazze e tovagliette oltre ad un’accurata disposizione dei cibi, da condividere con i propri familiari (il 55,5%).  E sono proprio i più giovani – circa 1 milione di persone – ad immortalare latte, biscotti & co e condividere le proprie foto su Instagram. Il momento perfetto per condividere uno scatto goloso? A casa nel fine settimana, quando la tavola può essere preparata con calma, realizzando le combinazioni di alimenti più fotogeniche e ricche.

L’attenzione ad una bella tavola trova anche il consenso degli esperti di nutrizione: “giocare con composizioni, colori e prodotti a colazione è uno stimolo in più per non saltare il primo pasto della giornata e invogliarci a variare il menù, scegliendo, ogni giorno, prodotti diversi. Senza dimenticare che il giusto mix per un primo pasto della giornata equilibrato è composto da latte, carboidrati e una porzione di frutta”, commenta Valeria del Balzo, biologa nutrizionista dell’Università La Sapienza di Roma.

La prima colazione all’italiana piace ai nostri connazionali e piace anche su Instagram: l’hashtag #breakfastregistra più di 89 milioni di post, l’hashtag #colazionepiù di 3 milioni e l’hashtag #colazioneitaliana registra circa un milione di interazioni. E sono più di 36 milioni gli utenti unici sui social network in Italia (dati Audiweb) e l’88,9% degli italiani ha un profilo Instagram. I social inoltre sono stati una delle categorie di siti più visitati nel 2019 dai connazionali, per un totale di circa 23 ore e 24 minuti di tempo per persona (al mese).

Vediamo adesso, le sei mosse per uno scatto perfetto su www.iocominciobene.it, spazio online della campagna sostenuta da Unione Italiana Food, che da diversi anni promuove il valore della prima colazione, con la consulenza di Marika Milano aka Breakfast and Coffee.

#1 BISCOTTI, MERENDINE E CROISSANT SI FOTOGRAFANO CON LA TECNICA DEL “FLAT LAY”

Ma come realizzare lo scatto perfetto? Per una foto impeccabile è utile partire dall’inquadratura della foto. Per immortalare biscotti, croissant e merendine, nella top 5 degli alimenti più amati dagli italiani a colazione, la tecnica giusta è il “flat lay”,che letteralmente significa “piano piatto”.Si tratta di fotografare i cibi “nudi”, senza confezioni e consiste nel predisporre più “oggetti parlanti” in modo armonico su una superficie (pavimento, letto, tavolo). Si scatta dall’alto, parallelamente al piano d’appoggio, facendo in modo che tutto ciò a cui si vuol dare importanza risulti ben visibile. Si tratta di una tecnica fotografica molto amata sui social e che si presta bene al racconto di una storia.

#2 LA LUCE? MEGLIO QUELLA NATURALE

Il secondo consiglio riguarda la luce, una nostra grande alleata. Prediligere sempre quella naturale, ancora meglio se mattutina. Attenzione però ad esporre alla luce diretta prodotti troppo chiari. Latte e yogurt, alimenti scelti da molti italiani al mattino, rischiano di perdere completamente la loro consistenza in foto: per ovviare al problema occorre inserirli in bicchieri o ciotole a contrasto, che ne valorizzino i volumi oppure con un setting che gioca sul colore.

#3 COLORI PERFETTI CON CONFETTURE E CREME SPALMABILI

Per quanto riguarda il colore, scegliere una palette può aiutare nel creare un nostro stile per scattare un’immagine. Un consiglio? Lasciarsi guidare da confetture, creme spalmabili e frutta fresca. Mantenere la propria galleryuniforme serve a dare un continuum comunicativo, utilizzando elementi distintivi e riconoscibili; l’utilizzo del colore comunque va sempre dosato bene in relazione allo sfondo.

#4 ATTENZIONE ALL’EQUILIBRIO DELLA FOTO

Creare la combinazione ideale di cibi, bevande ed oggetti da disporre in tavola per la foto perfetta è difficile ma non impossibile. Per uno scatto perfetto la composizione del setting deve essere equilibrata, che sia più o meno denso di elementi.Quando si posizionano gli oggetti è utile dargli il giusto spazio ed è essenziale la pulizia: per i meno esperti meglio iniziare con pochi elementi ma ben comprensibili per poi aggiungerne progressivamente degli altri. Con questo esercizio si inizia a prendere sicurezza e consapevolezza dello spazio per poi ampliare sempre di più l’inquadratura.

#5 SPAZIO AI “PROPS”, GLI OGGETTI DI SCENA

Per abbellire i nostri scatti possiamo utilizzare dei “props”, quegli oggetti che andiamo a posizionare sul tavolo come tazze, fiori, posate, da scegliere in base al mood della foto. Perfetti per rendere impeccabile il nostro scatto anche gli oggetti di scena mangerecci, come chicchi di caffè, frutta secca o cacao. Si prestano molto bene anche cereali e muesli, tra i must della colazione all’italiana. Per valorizzarli al meglio vanno disposti in tazze o ciotoline che ne risaltano il colore, giocando per contrasto o disseminandone un po’ sulla tavola intorno alla tazza.

#6 BUONA LA PRIMA? IMPOSSIBILE!

L’ultimo consiglio? Provare e riprovare! Prima di arrivare al risultato finale sarà sicuramente necessario provare diverse composizioni: può accadere che ad ogni nuovo scatto, venga voglia di cambiare la disposizione originaria degli oggetti. È impossibile realizzare la foto perfetta al primo scatto ma, una volta trovato il giusto equilibrio luce-colori-oggetti, il risultato sarà senza dubbio instagrammabile”.

DELIGHT- L’ATELIER DEL GUSTO DI SAPORI MILANESI A CORBETTA

Nella periferia di Milano un nuovo locale decisamente sui generis per la provincia e dal tocco gourmet: a capo del progetto lo chef Fabio Zanetello. Un menu irriverente dai nomi giocosi che coniuga i sapori del nord Italia e della “cucina delle nonne” padane con i sapori fusion di tutto il mondo, frutto dei viaggi dello “chef vagabondo” che dopo numerosi anni come consulente e volto televisivo ha finalmente trovato casa a Corbetta, la cittadina natale. Qui le vere ricette della tradizione milanese vengono rivisitate con le tecniche più innovative di ristorazione e l’aggiunta di spezie provenienti dall’altra parte del mondo. L’idea è nata dalla famiglia Corvino, già imprenditori da più di trentanni a Corbetta: troviamo Davide Corvino, patron in sala ad accogliere i clienti e Christian Marcone come sommelier, direttamente dalla sala del ristorante stellato D’O di Davide Oldani, poco lontano. Un piccolo locale dal design elegante e moderno, “una cucina a vista, nata per prima a cui si è aggiunto tutto il resto”, 25 coperti, un dehors nel giardino interno e un grande terrazzo. Una moderna trattoria alla milanese per appassionati gourmand: Delight, come la delizia del gusto che si inserisce nel solco della tradizione di ricette del nord Italia, per sentirsi a casa con una cucina gourmet. La luce è l’elemento chiave che accompagna il design del locale: Delight come diletto, piacere culinario, e “light”.

La filosofia di cucina di Fabio Zanetello

Si può dire davvero, in questo caso, di trovarsi davanti a un sapiente mix tra tradizione e innovazione: ricette della tradizione più radicata del territorio, ingredienti autoctoni trattati con innovative tipologie di cottura ma anche tocchi proveniente dai poli opposti del globo, dall’estremo nord fino all’Oriente. Uno chef che ha iniziato la propria carriera nel mondo della mixology e degli alambicchi ha seguito poi il suo amore per i fornelli. Si può cenare al bancone (su prenotazione) sbirciando dalla cucina in stile industrial, tono su tono, ogni mossa dello chef, ma attenti alle sue battute e al suo sarcasmo, che non mancano mai.


I menu

Tre menu degustazione da cinque portate (terra e mare) o da sette (a mano libera dello chef). Tanti piatti che raccontano di tradizioni e di esperienze da globe trotter, con nomi divertenti: “Di solito è dolce”, un antipasto di Cheesecake di stracciatella e composta al pomodoro; “Un milanese al mare” ovvero Risotto allo zafferano con ossobuco di calamaro; “Stai Camo! Tonno subito” ovvero Tonno alle mandorle, camomilla e wasaby con carote alla parigina; “Un taglio giapponese”, dove il tagliolino all’uovo con porcini è abbinato al fungo shiitake e alla soia. Per dessert non prendere d’esempio per tracciare l’esempio dell’intero menu “Era una torta di mele”, non la tradizionale torta di sempre, ma la sua versione a semifreddo, servita ed accompagnata da una salsa al cioccolato bianco, mirtillo con un crumble di parmigiano o, giocando sempre tra le portate la “ Dolcemente Norma” ovvero il Pacchero con ricotta senza lattosio, melanzana fritta, marmellata dolce di pomodoro e scaglie di cioccolato fondente.

Il design del locale e la locanda
“Un ristorante pensato per includere e avvolgere,” racconta l’architetto Alessandro D’Andrea di Unica Arredamenti, “dove l’accoglienza è la parola d’ordine: una luminosa cucina a vista, vero e proprio laboratorio di sperimentazione culinaria, rimane lo spettacolo permanente dello chef e della sua brigata all’opera”.  La cucina Angelo Po, oltre al suggestivo scenario d’atmosfera è stata pensata in un’ottica sostenibile per ottenere il massimo risparmio energetico. Tavoli rettangolari in legno naturale si alternano ad altrettanti in marmo bianco di Carrara; specchi, lampade ed un grande lampadario centrale, generano giochi di luce sono sono identificativi del ristorante, che insieme ai colori dal grigio antracite al bronzo generano l’ allusione al nome stesso. Al piano superiore al ristorante tre camere eleganti e dotate di ogni genere di comfort permettono ai viaggiatori gourmet di fermarsi per il pernottamento e bere qualche bicchiere in più. Delight è un locale che vuole rispecchiare Corbetta, una cittadina elegante, ricca di numerose ville ed edifici storici dove in ogni sua via si respira la concreta autenticità di un borgo raffinato alle porte di Milano.

Orari
Da martedí a sabato: 19.30 – 22.30 / domenica: 12 – 14.30
Giorno di chiusura lunedì

Indirizzo
Via Verdi 18, Corbetta (Mi)

Contatti
3518545672
www.ristorantedelight.com
info@ristorantedelight.com

Elisir d’amore per San Valentino: il Canto Amaro della Sirena del Garda

Canto Amaro nasce da un amore struggente per il Lago di Garda e le sue botaniche: quello della Sirena, da donna a musa ispiratrice della linea, che grazie al suo “canto amaro” ha attirato l’attenzione di un fauno lacustre, che l’ha trasformata in sirena dalle acque per salvarle la vita e renderla sua sposa, proprio nella Baia delle Sirene, a Punta San Vigilio, in quello specchio di acqua tra Garda e Torri del Benaco, conosciuta per i forti mulinelli lacustri dove si dice che ancor oggi nuotino delle donne bellissime, metà donna, metà pesce. Ma che ha segnato anche la profonda passione della sua creatrice, Elisa Carta, raccoglitrice da generazioni, che si è ispirata all’energia di questo luogo realizzando un gusto mediterraneo che sposa i limoni del Lago di Garda alle note amaricanti del cardo mariano di questi luoghi. Recuperata quindi una ricetta trovata in un libro antico sulla potatura, appartenuta al nonno paterno, Elisa ha cercato alcune botaniche riportate come la rosa canina e i limoni che hanno reso famose le sponde di questo lago.

Canto Amaro
Canto Amaro è un liquore naturalmente amaro che ammalia come la Sirena che ammicca dalla bottiglia con le fragranze dei limoni del Garda, conquista con la dolcezza della vaniglia e affascina con le note amaricanti del cardo e della genziana. Un nuovo amaro assolutamente naturale, come da filosofia aziendale, senza coloranti e aromi naturali o artificiali, nato dalla raccolta di ingredienti unici, che si trovano sulle sponde del Garda. Un look artigianale, premium e curato nei mini dettagli il cui legame con il Garda è imprescindibile.

Ingredienti principali
Agrumi: Limoni del Garda, Arancio Amaro, Arancio Dolce, Pepe Timut
Note Amare: Cardo Mariano, China
Spezie: Cannella, Fave tostate di cacao e caffè.
Dolcezza: Vaniglia Bourbon e Arancio Dolce

Come si beve
Temperatura ambiente o freddo, non congelato. Da solo come dopo cena, si presta particolarmente all’uso nella miscelazione nei drink classici, come bitter o in ausilio ai vermouth.

I tartufi dal cuore morbido di Gennaro Bottone per un dolce San Valentino


Lo storico laboratorio partenopeo del gusto di Gennaro Bottone, specializzato nel mondo della cioccolateria, lancia sul mercato nazionale e internazionale la nuova linea di tartufi artigianali, perfetti per un dolce San Valentino.

“Ho sempre creduto nel “buono” e nella ricerca di materie prime di alta qualità per produrre dolci gustosi e sani” racconta il Maestro Gennaro Bottone. “Per la nostra nuova linea di tartufi gelato artigianali partiamo da latte fresco intero campano e panna fresca che ci vengono forniti da una piccola azienda agricola a chilometro zero. Così scegliamo prodotti certificati come la nocciola Piemonte IGP, tonda gentile delle Langhe, il pistacchio di Bronte DOP, l’amaretto di Saronno, i limoni di Sorrento IGP e una selezione di cioccolato artigianale le cui fave provengono da Perù, Colombia e Venezuela”. I nostri tartufi hanno un cuore dolce: cioccolato fondente al 70% (cioccolato monorigine Perù) o un pan di spagna bagnato per il limone di Sorrento o il babà. Nella nuova gamma i gusti sono molteplici: si parte dal classico, quello al Tartufo Nero (con gelato al cioccolato ed alla nocciola, ripieno di cuore tenero al cioccolato fondente, delicata impanatura di cacao e granella di nocciole I.G.P.) o alla nocciola (con impanatura di granella di nocciole IGP); dal caffè al pistacchio di Bronte; dal gusto cocco all’amaretto di Saronno; dal babà al cioccolato&zabaione; dalla Delizia (ripieno di un pan di spagna imbevuto con liquore al limoncello) al croccantino al rhum;  dalla ricotta e pera ai frutti di bosco; dal tartufo Roccia (gelato alla gianduja e trionfo di granella di nocciole, ripieno di cuore tenero al cioccolato fondente e impanatura di cialda e  granella di nocciole IGP) al torroncino, per 16 golose referenze.
Una maturazione di 24 ore per il latte pastorizzato e una mantecazione del gelato che parte semplicemente dal latte e dalla panna, per una lavorazione a mano con l’ausilio di “parrozzi”, le tipiche semisfere di alluminio, per realizzare la tipica forma e una granellatura esterna applicata manualmente.
                                             
Il Laboratorio di Gennaro Bottone
Giunti alla terza generazione di maestri cioccolatieri con il figlio Orlando, che porta lo stesso nome del nonno che ha fondato la prima sede napoletana in zona Santa Lucia, dal 1979 Gennaro Bottone lavora in modo artigianale il cioccolato fondente, gianduia, latte, bianco e insegna l’arte del cioccolato a tutti gli appassionati, anche ai più piccini, aprendo il suo laboratorio in via Pietro Castellino, zona Vomero, agli alunni delle scuole elementari, medie e superiori. Un fatturato che si attesta a oltre 1 milione di euro e una produzione di 100 mila pezzi  di tartufo artigianale che entro il prossimo anno vuole raggiungere le 200 mila unità  per un picco di lavoro che nei momenti di massima affluenza arriva a 30 dipendenti e una distribuzione che si concentra unicamente sul settore HoReCa e alla ristorazione di qualità.

Si possono comprare direttamente nei tre punti vendita Gennaro Bottone a Napoli o ordinandoli nei negozi di Via Gennaro Serra, 78 e Via Giuseppe Bonito, 2 oppure chiamando direttamente lo 081 2405100.