Tennis, Roland Garros: la finale è tra Djokovic e Nadal

La rivoluzione del tennis non regge, il golpe della Next Gen si ferma a New York, a Parigi va in onda la Restaurazione. In finale ci vanno Djokovic e Nadal, due terzi dei Big 3 (Federer dopo le due operazioni al ginocchio si è messo a riposo fino al 2021), e tanto per dirla tutta il numero 1 e il numero 2 del mondo. L’ancient regime che non ne vuole sapere di farsi pensionare dalla storia: è la nona finale Slam fra Rafa e Novak, lo stesso numero di quelle fra Nadal e Federer. La loro rivalità in generale è la più lunga della storia Open del tennis: la prossima sarà la 56esima puntata, con il serbo in vantaggio 29-26. In particolare al Roland Garros i due si sono incontrati due volte all’ultimo atto, nel 2012 e nel 2014, e ha sempre vinto Nadal, che stavolta tenterà di rovinare il record dell’Imbattibile Djokovic: nel 2020 Nole ha perso una sola partita, ma per squalifica, a causa della infausta pallata alla giudice di linea a New York.

Agli Us Open Nadal invece non c’era: inutile dire che si tratterà dunque del match più atteso di tutta questa tormentata stagione.

Per Rafa poi è la 13esima finale al Roland Garros, un dato mostruoso: nessuno, neppure lui che è fermo a 12, ha mai vinto 13 volte lo stesso torneo. Per arrivarci si è vendicato in tre set (6-3 6-3 7-6) di Diego Schwartzman, l’argentino tascabile (1,68) che lo aveva sopreso nell’umidità di una sera romana due settimane fa. Il centrale di Parigi è il suo salotto, lì ha perso solo due volte – contro Soderling nel 2009 e Djokovic nel 2015, nel 2016 invece si è ritirato – e nel percorso di 13 semifinali ha perso la miseria di 3 set: impressionante. E’ inoltre la sesta volta che il Cannibale arriva all’ultimo atto del torneo senza perdere nemmeno un set. E stavolta in ballo c’è un record davvero storico: vincendo lo spagnolo appaierebbe Federer a quota 20 slam in carriera.

La sua quinta finale parigina invece Djokovic ha dovuto sudarsela in cinque set (6-3 6-2 5-7 4-6 6-1) contro uno Stefanos Tsitsipas eroico nel resistere al suo ritmo infernale, salvare un matchpoint nel finale del terzo set e portare la sfida al quinto, annullando anche 10 palle break per strada. Lì però il 22enne è crollato, complice anche un infortunio alla gamba, consegnandosi alla grinta eterna del 34enne Djokovic che pur nei giorni scorsi aveva sofferto al collo e alla spalla (ahi, l’umidità del Bois de Boulogne in versione autunnale…). L’ennesima conferma che la materia di cui sono fatti i Patriarchi del tennis è diversa da quella di tutti i loro sfidanti.

Fonte: Lastampa

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