Archivio Tag: Tennis

Tennis & Moda: Naomi Osaka brand ambassador Louis Vuitton

Gli sportivi mondiali sono scelti ormai dai migliori brand internazionali per pubblicizzare i loro prodotti.

E’ il caso della tennista giapponese Naomi Osaka che è stata scelta dalla Maison Louis Vuitton come brand ambassador.


A parte il tennis, la moda è la mia più grande passione; non c’è marchio più iconico di Louis Vuitton.” racconta l’atleta a Sportbusinessmanagement: “È un vero onore lavorare con Nicolas: è un designer che ammiro molto e condividiamo l’amore per la cultura e lo stile giapponese. Diventare ambassador globale della Maison per me è davvero un sogno che diventa realtà”

La tennista è l’atleta più pagata al mondo secondo Forbes ed è tra i 100 sportivi più influenti per i giovani che vogliono approcciarsi a questo sport.

La partnership tra l’atleta giapponese e Louis Vuitton avrà inizio con la nuova campagna Primavera Estate 2021 che sarà fotografata dal direttore artistico Nicolas Ghesquière

Roland Garros al femminile: vince la Swiatek, Polonia nazione in festa

La polacca Iga Swiatek ha vinto il torneo femminile al Roland Garros battendo in due set la statunitense Sofia Kenin col punteggio di 6-4, 6-1. E’ la prima volta nella storia che una tennista polacca conquista un titolo del Grande Slam e a riuscirci è stata una 19enne n.56 al mondo, che è anche la più giovane ad imporsi a Parigi dopo Monica Seles nel 1992

Fonte: Ansa

Tennis, Roland Garros: la finale è tra Djokovic e Nadal

La rivoluzione del tennis non regge, il golpe della Next Gen si ferma a New York, a Parigi va in onda la Restaurazione. In finale ci vanno Djokovic e Nadal, due terzi dei Big 3 (Federer dopo le due operazioni al ginocchio si è messo a riposo fino al 2021), e tanto per dirla tutta il numero 1 e il numero 2 del mondo. L’ancient regime che non ne vuole sapere di farsi pensionare dalla storia: è la nona finale Slam fra Rafa e Novak, lo stesso numero di quelle fra Nadal e Federer. La loro rivalità in generale è la più lunga della storia Open del tennis: la prossima sarà la 56esima puntata, con il serbo in vantaggio 29-26. In particolare al Roland Garros i due si sono incontrati due volte all’ultimo atto, nel 2012 e nel 2014, e ha sempre vinto Nadal, che stavolta tenterà di rovinare il record dell’Imbattibile Djokovic: nel 2020 Nole ha perso una sola partita, ma per squalifica, a causa della infausta pallata alla giudice di linea a New York.

Agli Us Open Nadal invece non c’era: inutile dire che si tratterà dunque del match più atteso di tutta questa tormentata stagione.

Per Rafa poi è la 13esima finale al Roland Garros, un dato mostruoso: nessuno, neppure lui che è fermo a 12, ha mai vinto 13 volte lo stesso torneo. Per arrivarci si è vendicato in tre set (6-3 6-3 7-6) di Diego Schwartzman, l’argentino tascabile (1,68) che lo aveva sopreso nell’umidità di una sera romana due settimane fa. Il centrale di Parigi è il suo salotto, lì ha perso solo due volte – contro Soderling nel 2009 e Djokovic nel 2015, nel 2016 invece si è ritirato – e nel percorso di 13 semifinali ha perso la miseria di 3 set: impressionante. E’ inoltre la sesta volta che il Cannibale arriva all’ultimo atto del torneo senza perdere nemmeno un set. E stavolta in ballo c’è un record davvero storico: vincendo lo spagnolo appaierebbe Federer a quota 20 slam in carriera.

La sua quinta finale parigina invece Djokovic ha dovuto sudarsela in cinque set (6-3 6-2 5-7 4-6 6-1) contro uno Stefanos Tsitsipas eroico nel resistere al suo ritmo infernale, salvare un matchpoint nel finale del terzo set e portare la sfida al quinto, annullando anche 10 palle break per strada. Lì però il 22enne è crollato, complice anche un infortunio alla gamba, consegnandosi alla grinta eterna del 34enne Djokovic che pur nei giorni scorsi aveva sofferto al collo e alla spalla (ahi, l’umidità del Bois de Boulogne in versione autunnale…). L’ennesima conferma che la materia di cui sono fatti i Patriarchi del tennis è diversa da quella di tutti i loro sfidanti.

Fonte: Lastampa

Tennis: internazionali BNL, italiani protagonisti

Due anni dopo Fabio Fognini, il tennis azzurro è certo di tornare a piantare (almeno) una bandierina nei quarti di finale degli Internazionali BNL d’Italia. Merito di Matteo Berrettini, vincente e convincente all’esordio con l’argentino Federico Coria, ma soprattutto di Stefano Travaglia.

Il 28enne di Ascoli Piceno, in tabellone grazie ad una wild card, ha fatto fuori due top 30 come Taylor Fritz e Borna Coric. Solido e più che mai centrato tatticamente, “Stetone” si avvicina al super derby  senza i favori del pronostico ma avanti 4-0 nei precedenti (uno per forfait del tennista romano nella finale del torneo Futures di Reggio Emilia). Il match apre, alle 11.00, il programma di giornata  di venerdì 18 sul Campo Centrale.

I due non si affrontano da quattro anni, dalla semifinale ITF di Santa Margherita di Pula, ma Simone Vagnozzi ha le idee chiare su importanza del passato e incognite del presente. “Le tre vittorie collezionate da Stefano – spiega il coach di Travaglia – aumentano un minimo le nostre possibilità di poterci credere. Berrettini resta il favorito, risultati e classifica parlano per lui, anche se le vittorie ottenute ai danni di giocatori del calibro di Fritz e Coric sono in grado di dare tanta carica. Nel torneo ci sono già state diverse sorprese, senza dimenticare che il lockdown e la conseguente nuova organizzazione del calendario hanno scombinato i piani di tanti professionisti. Stefano avrà il vantaggio di essersi allenato tanto sulla terra durante lo stop e di aver giocato quattro match intensi la scorsa settimana al Challenger di Prostejov”.

Una rincorsa senza fine, ricca di strapiombi e risalite. Prima il terribile infortunio  al tendine della mano destra del 2011, poi altri guai tra i quali un serio problema alla schiena. Travaglia ha sempre guardato avanti, senza arrendersi mai. E con Vagnozzi, adesso, sembra aver trovato la giusta dimensione.

La coppia marchigiana lavora sodo da oltre un anno e i risultati non hanno tardato a farsi vedere. “Aver raggiunto uno storico terzo turno a Roma – prosegue l’ex numero 161 del ranking ATP – è per noi un grande motivo di orgoglio. Ci alleniamo ogni giorno per cercare sempre maggiore ordine, dentro e fuori dal campo. Stefano ha imparato ad essere meno impulsivo, ora ciò che è più naturale è la giocata ‘ragionata’. Abbiamo voglia di continuare a vivere questa favola”.

E Matteo Berrettini? Smaltite le scorie newyorkesi (agli Us Open è unscito negli ottavi di finale, battutto da Andrey Rublev) il tennista romano è tornato a casa per giocare al Foro Italico da quarta forza del seeding: è uno dei grandi favoriti.

Nella sua città l’allievo di Vincenzo Santopadre non è però mai andato oltre il terzo turno e chiede spazio al connazionale dopo un buon esordio con l’argentino Coria.

“Matteo sta bene – conferma l’ex davisman azzurro – e gli ultimi allenamenti me ne danno conferma. Adattarsi ad una situazione surreale come quella che stiamo vivendo non è semplice ma una volta scrollata di dosso quel minimo di tensione le cose si sono aggiustate. Il cambio di superficie è complesso, ma più si avanza più si ritrova fiducia. Giocare sulla terra significa andare alla ricerca degli angoli, variare le traiettorie e soprattutto avere maggiore pazienza. I precedenti tra loro? Sono importanti, è vero, ma Matteo sa che ciò che conta è il presente”.

Fisicamente devastante, Matteo Berrettini sta imparando a pensare nel modo preferito dal suo allenatore. “Di colpitori da servizio e diritto il circuito è pieno, ma non è sufficiente. Il tennis si è evoluto, è vero, però senza ordine e senza le giuste accortezze a livello tattico diventa molto dura. La partita occorre saperla leggere in ogni suo momento. Non tutti i giocatori nascono predisposti ma lavorare con Matteo è stato semplice da questo punto di vista”.

Da Travaglia a Sinner, da Musetti a Berrettini: il movimento scoppia di salute. “Questi ragazzi si stanno facendo da traino l’uno con l’altro – prosegue Santopadre – raggiungendo risultati prestigiosi. Merito loro e di tutti gli staff. Tra colleghi c’è molta sinergia. Adoro fare domande e trarre il meglio dalle risposte che ricevo. Il confronto tra allenatori è un aspetto fondamentale, è sempre bello scambiare idee ed opinioni. Tutti siamo d’accordo sui meriti della Federazione. In Italia si gioca tanto e questo non può che essere un valore aggiunto.

Gli fa eco Vagnozzi. “I ragazzi crescono quando hanno tante occasioni per competere quali ad esempio i tornei Challenger, un contesto ideale per fare esperienza e guadagnare insegnamenti preziosi. Da giocatore ho vissuto anni in cui era difficile trovare allenatori prepararti, appassionati e pronti a fare questo tipo di vita, allo stesso tempo bellissima e difficilissima. Tutti quanti insieme stiamo costruendo qualcosa di importante”.

Alla vigilia del match la pre-tattica non consente di strappare a Santopadre e Vagnozzi un parola in più su come hanno preparato la sfida a tavolino. Ma un indizio ce lo danno:

Vincenzo, che cosa temete di più di Travaglia? 

“La rapidità”

 Simone, che cosa vi preoccupa di più di Matteo?

“Il servizio”

Ready? Play. Vinca il migliore.

Comunicato stampa

Tennis: ecco di nuovo i tornei ATP

Definito il calendario ATP fino alle Finals di Londra.

Il circuito maggiore maschile ripartirà con il Masters 1000 di Cincinnati il 22 agosto, torneo ospitato quest’anno a Flushing Meadows dove poi dalla settimana successiva si disputerà lo US Open.

L’annuncio ufficiale del calendario 2020 conferma poi che in questa stagione non si terranno le Next Gen ATP Finals a Milano.


    La stagione sul rosso partirà con l’Open di Kitbuhel, in programma durante la seconda settimana dello Slam newyorchese.


    Dal 14 settembre saranno anticipati gli Internazionali BNL d’Italia con la particolarità della finale di lunedì. Nella settimana delle qualificazioni del Roland Garros, dal 21 settembre, si giocherà anche l’ATP 500 di Amburgo. Il main draw partirà il 27.


    Stabiliti anche i tornei della parte finale di stagione. Si rimane in Europa dopo la cancellazione dello swing in Asia. Il torneo di San Pietroburgo, il primo di questi appuntamenti, verrà promosso ad ATP 500. Poi il calendario prevede Anversa (European Open), Mosca (VTB Kremlin Cup), Vienna (Erste Bank Open), il Masters 1000 di Parigi-Bercy (Rolex Paris Masters) e Sofia (Sofia Open), prima delle ATP Finals.
    “Il tennis sta iniziando a trovare la strada per ripartire – le parole del presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi – Anche se la sicurezza e la salute di tutte le persone coinvolte restano prioritari, speriamo di poter conservare questo calendario e produrre un finale forte di stagione”. Gaudenzi ha anche ringraziato gli organizzatori degli eventi per la flessibilità dimostrata. L’ATP – è sottolineato nel comunicato – si riserva la possibilità di inserire ancora nuovi tornei, anche attraverso la concessione di un numero limitato di licenze della durata di un solo anno. Tutti i tornei, specifica l’ATP, restano soggetti a cambiamenti o modifiche in relazione alle politiche internazionali sui viaggi o alle decisioni dei governi nazionali di approvare o meno l’organizzazione di eventi sportivi. Sarà inoltre in vigore un severo protocollo per la sicurezza e il distanziamento sociale

Fonte: Ansa

Djokovic: “Nel 2010 ho pensato di smettere di giocare a tennis”

Sulla magica finale di Wimbledon 2019 vinta contro Federer, Nole ricorda: “E’ stata una delle due più belle partite a cui ho partecipato insieme alla finale con Rafa in Australia nel 2012. Sono partite uniche, è successo di tutto. Dal punto di vista tecnico, la qualità del gioco di Roger è stata eccellente dal primo all’ultimo punto, lo dicono anche i numeri. Io ho giocato bene i punti decisivi, non ho sbagliato una palla nei tre tie-break e forse era la prima volta in carriera. Queste partite succedono una o due volte in carriera e sono grato di aver potuto lottare contro un grande come Roger in un teatro prestigioso come il Centrale di Wimbledon“. Djokovic ha anche perso qualche partita importante, che ha fatto venire brutti pensieri al vincitore degli ultimi Australian Open: “Nel 2010 ho perso con Melzer ai quarti del Roland Garros, ho pianto dopo questo ko – ha detto -. Era un momento negativo, volevo lasciare il tennis perché vedevo tutto nero. E’ stata una trasformazione, perché dopo quella sconfitta mi sono liberato. Avevo vinto in Australia nel 2008, ero numero 3 del mondo ma non ero felice. Sapevo che potevo fare di più, ma perdevo le partite più importanti contro Federer e Nadal. Da quel momento mi sono tolto la pressione, ho cominciato a giocare più aggressivo: qui è stata la svolta”. 

Fonte: Sky Sport

Tennis: si potrà riprendere a giocare ?

Quanto sarà rischioso giocare a tennis appena si potranno riaprire circoli e centri sportivi? Rispetto alle altre discipline il rischio dei tennisti tende a zero. In una scala da “zero” a “quattro” in cui questo fattore è inesistente a zero, scarso a 1, medio a 2, alto a 3 e elevato a 4, il dato del tennis è 0,1. Il più basso in assoluto insieme alla quello della ginnastica artistica individuale.

Lo si legge in una tabella, pubblicata dalla Gazzetta dello Sport e realizzata sulla base dello studio commissionato dal Coni al Politecnico di Torino, intitolato “Lo sport riparte in sicurezza”.

Un fascicolo di 404 pagine consegnato al Ministro Spadafora, pieno di dati e basato questionari atti a ricostruire appunto i fattori di rischio delle 387 discipline che fanno capo al Coni e al Comitato Italiano Paralimpico.

Per disegnare la tabella alla Gazzetta dello Sport hanno tenuto presenti 15 discipline, concentrandosi sui dati del distanziamento (atleti, tecnici, arbitri, pubblico) in 4 ambiti, dalla struttura di allenamento al luogo in cui si svolge l’evento con il pubblico.

Nel caso dell’atletica che non ha fornito dati per l’attività in pista e in pedana dato che ogni specialità rappresenta una sua fattispecie è stata presa in considerazione la corsa su strada.

Lo studio del Politecnico afferma anche che il grado di sicurezza potrebbe essere ulteriormente aumentato utilizzando occhiali protettivi.

Fonte: FIT

Tennis 2020: forse Roma si può giocare

Il Masters di Roma ha ottime probabilità di essere disputato entro la fine del 2020. C’è ottimismo nelle parole del presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, che in una conference call con l’Ansa ha spiegato la posizione degli Internazionali d’Italia, rinviati insieme al resto della stagione tennistica a causa dell’emergenza coronavirus. “Ci sono ottime probabilità – ha spiegato Binaghi -. Siamo in stretto contatto con le istituzioni internazionali, in particolare con l’ATP, che ha un presidente e un amministratore delegato italiani. Credo che ci sia una convergenza molto forte fra giocatori e interessi della FIT e dei tornei Master 1000 in generale. La fortuna del tennis è quella di non essere uno sport di squadra né di contatto, oltre a quella di essere praticato all’aria aperta, il che significa che non appena si vedrà la luce in fondo al tunnel sarà possibile riprogrammare sia a livello locale che internazionale, partendo proprio dai Master 1000″. Roma avrebbe dovuto disputarsi dal 4 al 17 maggio. 

Masters Roma: possibile l’ipotesi cemento indoor

Riprogrammare una macchina complessa come quella del circuito ATP non è certo semplice, anche perché al momento non c’è una vera e propria data di ripartenza. L’unico punto fermo resta la sospensione fino a metà luglio, dopo la cancellazione di Wimbledon. A questo proposito, ecco l’idea di Binaghi sul ricollocamento degli Internazionali d’Italia: “Non mi sento di dare una data precisa, anche se il nostro obiettivo sarebbe di giocarlo a Roma fra settembre e ottobre, prima o dopo Parigi, visto che la terra dovrebbe essere riprogrammata in modo unitario – ha spiegato il presidente della FIT -, ma pur di farlo possiamo considerare anche l’ipotesi residuale di organizzarlo anche fra novembre e dicembre sul veloce, magari indoor. Non sarebbe la prima volta che il torneo viene spostato, Pietrangeli vinse una volta a Torino, ma la nostra priorità resta Roma a settembre/ottobre”. 

Fonte: Sky

Tennis Trophy: ecco l’under 12 femminile ad Avellino, piccole campionesse crescono

Cominciano in tutta Italia i tornei Trophy Kinder.

Ad Avellino,  nel weekend, parte l’under 12 femminile con elementi che di sicuro ne sentiremo parlare in futuro.

Tra tutte, spiccano Alessia Alvino che nel giro di un anno è passata da 4NC a 4,3 e Chiara Squillaci (4.3).

La favorita è Ylenia Zocco (classifica 3,4)

Giudice di gara Malena Nazzaro, direttore di gara Lorenzo Rullo.

Il torneo dall’8 al 16 febbraio al Country Sport Avellino

Fonte: Sportmagazinenews