GIRA E RIGIRA LA MODA TORNA A MILANO: LA SFILATA DI GUCCI ALLA MILANO FASHION WEEK 2022

Gira e rigira la moda. Gucci torna in Calendario alla Milano Fashion Week 2022. Negli spazi di Via Mecenate, headquarter del marchio, va in scena oggi -25 febbraio- Exquisite Gucci Fashion Show, il comeback ufficiale di Gucci nella kermesse milanese. Era il 2020 quando, scosso della pandemia, Alessandro Michele annunciava l’esigenza di seguire il tempo della creatività, uscire dal calendario e diminuire il numero delle collezioni annuali.

L’esigenza di un tempo mio, svincolato da scadenze etero-imposte che rischiano di mortificare la creatività. Un tempo capace di sostare in attesa, di attraversare con lentezza anche il dono di inoperosità

Ma adesso, allontanate le paure della pandemia e le retoriche buoniste di uno slow fashion, Gucci torna in calendario. La creatività ha portato Gucci e Alessandro Michele a tornare sui suoi passi. Un libriccino che ricorda il gioco Gira alla moda come invito alla sfilata a sottolineare l’infinità delle possibilità, come recita il post che annuncia l’evento su Instagram.

GLI OSPITI DELLA SFILATA

Gucci chiama a corte un parterre di vip mai visti in nessuna sfilata milanese. Avvistati Rihanna e ASAP Rocky, Jared Leto, Benedetta Porcaroli, Chiara Ferragni e Fedez, Achille Lauro, Anna Wintour, Emma Marrone, Joshua Jackson, Serena Williams, Bryan Boy.

EXQUISITE GUCCI: LA SFILATA DI GUCCI AI 22/23 ALLA MILANO FASHION WEEK

Si volge tra gli specchi del Lab di Gucci in Via Mecenate a Milano, la sfilata autunno inverno 2022/2023 di Gucci. C’è sempre molta attesa e tante aspettative dietro la sfilata di quello che si conferma il marchio di lusso più amato dei giovani e l’artefice di fatturati record di Kering. Da quando Alessandro Michele ne ha preso la direzione insieme al CEO Marco Bizzarri, le sfilate di Gucci si aspettano come si aspetta il Natale. C’è sempre un’atmosfera magica attorno alle loro sfilate e anche questa volta non viene smentita. Il parterre degli ospiti svelato qualche minuto prima della sfilata aumenta il clamore attorno all’evento.

Exquisite, in inglese letteralmente “squisita”; in latino “diligentemente”, “con precisione”. Ed effettivamente la collezione ha un quid di “squisitamente preciso” nel delicato processo di vivisezione che Michele fa della moda e dell’estetica di Gucci. I modelli sfilano tra gli specchi, prima sulle note di un violino in crescendo e poi a ritmo di Smalltown Boy dei Bronski Beat. Seppur ben evidente la firma stilistica di Alessandro Michele, questa collezione è un ripensamento dei codici del marchio. Il potere distorcente e riflettente dello specchio, viene utilizzato come metafora per presentare una collezione diversa, nuova. Gucci porta ho in passerella l’immagine della Maison che questo specchio restituisce: un mix di texture, colori; una sovrapposizione di immagini e di significati. «Da questo espediente», ha dichiarato lo stilista, «celebro i vestiti come veri e propri “palestre visive”: delle macchine magiche in grado di dar luogo a favole di metamorfosi». 

ADIDAS X GUCCI

Gucci sfilata Milano fashion week ai 22 23

Parlando di distorsioni, mix e ripensamenti è stata strategica la scelta di presentare in passerella la nuova collaborazione di Gucci e Adidas. Gucci, che nel portare le collaborazioni in passerella è stato un pioniere, fonde la sua estetica con quella sportswear e pop di Adidas. Inoltre, la collaborazione arriva  per sottolineare un messaggio di cui Gucci si è fatto spesso promotore, ovvero la libertà di espressione individuale. Il marchio di Kering, in altre parole, ci suggerisce che possiamo vestirci come vogliamo, che non importa che tu abbia uno stile parisienne, scolaresco, formale, eccentrico, gotico, sportivo, la moda è fatta per divertire, per giocare e per essere se stessi. E che la moda sia un gioco di abbinamenti totalmente individuali, ce lo aveva già detto nell’invito alla sfilata.

Con Adidas, combina codici e tessuti, diventa altro. Il logo compare su abiti con rouches di ispirazioni vittoriana, in abiti sartoriali e anche in uno pseudo abito da sposa in total black che chiude la sfilata.  Gucci, più di tutti, ha imparato ad tradurre in abito quello che la moda forse è sempre stata: identità e sperimentazione, divertimento e business.

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