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“Mater Dei” al Teatro Elicantropo di Napoli il 6 febbraio

Sarà il Teatro Elicantropo di Napoli a ospitare, giovedì 6 febbraio 2020 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 9), Mater Dei di Massimo Sgorbani, ultima creazione scenica firmata Piccola Compagnia della Magnolia in una particolare versione concerto per voce e suono, che si avvale della performance vocale creata al microfono da Giorgia Cerruti, in scena con Davide Giglio, accompagnati dal sound designer e fonico Luca Martone e la composizione sonora originale di Guglielmo Diana.

Mater Dei è un testo scritto ormai qualche anno fa come proposta per un festival teatrale sul mito. Quel festival fu, poi, annullato e il testo è rimasto inedito, mai rappresentato.

Libera variante sul tema del mito, Mater Dei ha come protagonisti una madre e un figlio, collocati in un tempo immaginario e in un luogo altrettanto immaginario.

La fusione tra la drammaturgia di Massimo Sgorbani e l’identità artistica di Piccola Compagnia della Magnolia si avvera nel segno di alcuni comuni denominatori, quali la rielaborazione del mito, il tema della mortalità dell’amore e della passione iperbolica, propria dei legami di sangue, e soprattutto il lavoro di impasto tra tradizione e ricerca nel segno del contemporaneo.

Mater Dei – così l’autore in una nota – è nato quando, qualche anno fa, Roberta Torre mi chiese di scrivere un testo basato su una sua idea: quella di una donna madre di dodici dei. A quei dodici ne ho aggiunto un tredicesimo, ed è intorno a quest’ultimo e, per l’appunto, a sua madre che si sviluppa la storia che va in scena”.

Chi parla è la madre, vittima molti anni prima della violenza di un dio che, attratto dalla sua bellezza, è sceso sulla terra sotto sembianze animalesche e l’ha posseduta con la forza.

Una sorta di rivisitazione del mito di Giove ed Europa dove la donna, invece che essere rapita, è stuprata e ingravidata dal dio autoritario e passionale.

La gravidanza, iperbolica e paradossale, genera ben tredici figli, tutti dotati dei paterni attributi divini, tranne l’ultimo. L’ultimo è un dio mancato, debole, troppo umano, cui la madre ha dedicato la sua vita per nasconderlo e proteggerlo.

Ora però qualcuno sta arrivando a prenderlo qualcuno intenzionato a “correggere l’errore”, e nel tempo di quest’attesa si svolge l’azione drammatica.

Mater Dei – secondo Giorgia Cerruti – è un’opera rara, oggi, nel panorama della drammaturgia contemporanea. Massimo ha il dono poetico, tratta la superficie delle parole come un’alchimista, che fa brillare la natura profonda dei metalli. La parola non è svilita a segno, ma ci regala l’ebbrezza dell’incomprensione”.

“Confini aperti”: rassegna teatrale al Politeama di Napoli

Al teatro Politeama di Napoli, in Via Monte di Dio 80, gli appuntamenti della rassegna “Confini Aperti”, progetto che conferma e consolida il partenariato tra Teatri Associati di Napoli e il Teatro Augusteo. Tre appuntamenti unici con il contemporaneo al teatro Politeama, un viaggio attraverso i diversi linguaggi della scena. 

A inaugurare la rassegna, sabato 8 febbraio 2020 alle ore 21:00, sarà Daniele Finzi Pasca con lo spettacolo “Bianco su Bianco”, protagonisti Helena Bittencourt e Goos Meeuwsen: uno spettacolo teatrale e clownesco interpretato da due attori con una grande esperienza circense. La storia è raccontata da un’attrice e da un tecnico di scena che, supportandola in modo maldestro, la aiuta a comporre immagini che portano il pubblico in un mondo surreale.

A seguire, sabato 21 marzo 2020 alle ore 21:00, “Sorry, Boys” di e con Marta Cuscunà: dietro a volti di lattice e ferro, nel nero della scena, due schiere di teste mozze, appese. Da una parte gli adulti, i genitori, il preside, l’infermiera della scuola. Dall’altra i giovani maschi, i padri adolescenti. Sono tutti appesi come trofei di caccia, tutti inchiodati con le spalle al muro da una vicenda che li ha trovati impreparati. Uno spettacolo liberamente ispirato a fatti realmente accaduti a Gloucester, Massachusetts.

Infine, sabato 18 aprile 2020 alle ore 21:00, Roberto Zappalà torna a Napoli con una prima assoluta in Campania: “Instrument Jam”, che vedrà in scena 7 danzatori e 3 musicisti. Uno spettacolo frutto di una lunga ricerca tra musica e danza.

Informazioni e biglietti sono disponibili sul sito del teatro Politeama e al botteghino la sera degli spettacoli; inoltre al botteghino del teatro Augusteo tutti i giorni dalle ore 10:30 alle 19:30, la domenica fino alle ore 13:30, telefono 081414243.

Costo dei biglietti:

Platea e palco 1° livello: 20,00 euro

Palco 2° e 3° livello: 15,00 euro

Solo al botteghino del teatro Augusteo, promozione per CRAL e abbonati: 15,00 euro (Posto in platea e/o palco 1° livello)

“MisStake”al Teatro Elicantropo a Napoli il 23 gennaio

Sarà in scena al Teatro Elicantropo di Napoli, giovedì 23 gennaio 2020 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 26) lo spettacolo MisStake originale monologo/soliloquio di e con Fabiana Fazio, che, attraverso parole e canzoni e partendo dalla tragedia più famosa di Shakespeare, Romeo e Giulietta, affronta il tema dell’amore e delle sue infinite (im)possibilità.

L’allestimento, che si avvale della collaborazione ai movimenti scenici di Maura Tarantino e il disegno luci di Marco Perrella, prende in “prestito” la celeberrima frase del balcone “Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo…” e prova ad analizzarla in tutte le sue declinazioni e le sfumature.

Se la storia non fosse andata così, in che altro modo sarebbe andata? La tragedia è tragedia, comunque, perché non può andare altrimenti, qualsiasi cosa si faccia.

Prendono vita, così, appassionate riflessioni sull’amore, quello con la A maiuscola, sempre ammesso che esista. E’ l’amore impossibile e perciò tanto voluto (“volere è potere, ma potere è volere?”), quello ostinato (“che amore non è, che cos’è?”), quello illusorio, quello ideale, quello sempre sognato (“Il mio Romeo”), quello smarrito, l’amor perdutonel tempo e nello spazio (“Romeo, Romeo… perché sei tu Romeo?”, “Io non so più come chiamarti per farti tornare, Amore. Mio”).

MisStake è anche un originale gioco di parole, che prendono vita dalle suggestive crasi, declinazioni e incastri lessicali mutuati dalle parole anglosassoni miss e take, considerando e percorrendo i loro molteplici sensi e significati, secondo il contesto.

Fabiana Fazio conduce lo spettatore nella sua idea di Giulietta e Romeo, senza Verona a fare da scenario: Giulietta e Romeo, una Giulietta e un Romeo.

E così, dopo la primordiale storia, ecco dipanarsi le storie di tanti Giulietta e Romeo qualsiasi, quasi compulsivi nel loro personale desiderio del raggiungimento del ‘per sempre’ e del ‘vissero felici e contenti’.

Essi rappresentano l’essere in un “non luogo” a ripetersi sempre la stessa frase, continuare nelle stesse azioni, gli stessi discorsi, perpetuamente. O anche, tornare indietro, riformulare le domande, porsi la domanda giusta, se la si trova, provare con altre risposte, magari, fino a non trovarne più e continuare in eterno, sempre uguale nel tempo.

Per una serie di sventurate coincidenze tutto finisce, l’amore, la vita, il conflitto. Per una serie di stupidi errori (What a mistake!, appunto) tutto va come deve andare, affinché sia, comunque, la tragedia che deve essere.

Sarà lo spettacolo di Filippo Giardina a inaugurare Stand Up Comedy 2020

Sarà lo spettacolo di Filippo Giardina a inaugurare Stand Up Comedy 2020, terza edizione della fortunata rassegna che, da gennaio a marzo, vedrà alternarsi sul palcoscenico del Teatro Nuovo alcuni degli stand up comedians più conosciuti e apprezzati del panorama nazionale.

Tre artisti in scena sul palcoscenico partenopeo, Filippo GiardinaGiorgio Montanini e Edoardo Ferrario che, grazie alla loro comicità sferzante e senza peli sulla lingua, saranno protagonisti della consolidata rassegna presentata a Napoli dal Teatro Pubblico Campano.

Proporranno monologhi taglienti, specchio di una comicità dissacrante e senza censura, che non risparmia niente e nessuno, e che continua a produrre nuovi monologhi satirici e a riempire i palcoscenici di tutta Italia.

I loro spettacoli, proprio dal vivo, corrodono maggiormente, grazie a un linguaggio crudo e lontano dai luoghi comuni, garantendo la vera libertà di espressione, priva di ammiccamenti, e rovesciando il comune sentire.

A dare il via alla rassegna, venerdì 17 gennaio alle ore 21.00, sarà Filippo Giardinacon Formiche, il nono monologo satirico del padre fondatore della Stand Up Comedy italiana, che ritorna sul palco con il suo ultimo one man show.

Grazie a uno stile comico di stampo anglosassone, Filippo Giardina è divenuto la figura di riferimento attorno alla quale è nato il movimento della Stand Up Comedy in Italia, fondando nel 2009 a Roma il collettivo Satiriasi Stand Up.

Da allora, non ha mai smesso di portare in tour i suoi otto spettacoli live, calcando i palchi di tutta Italia, con monologhi satirici sempre nuovi. Per la TV ha partecipato al cast di “Stand Up Comedy” su Comedy Central IT, “Sbandati” su Rai2 e “Nemico Pubblico” su Rai3.

Formiche è uno spettacolo di pura e autentica satira, come non si vedeva da tempo, e la maturità artistica del comedian romano in questo nuovo monologo può essere riassunta in una sola frase: “Un applauso ad Andreotti”.

Da Giulio Andreotti fino a Leo Ferragni, passando per immigrati, gay, donne, nani e stragi di Stato, in questo spettacolo inedito Giardina non risparmia nessuno, demolendo tutti i capisaldi della nostra società. Per il linguaggio crudo e i temi trattati, lo spettacolo è consigliato ad un pubblico adulto.

Il programma della rassegna proseguirà venerdì 14 febbraio con Come Britney Spears, nono e inedito monologo di Giorgio Montanini, che  mette in discussione l’unico vero baluardo trasversale e condiviso da tutti, quello che tiene in piedi il genere umano: l’antropocentrismo.

Quando si è costretti ad affrontare una situazione critica, il confine che separa la consapevolezza dall’isteria è ambiguo, ingannevole. È dalla sua comparsa sul pianeta che l’essere umano cerca disperatamente e ostinatamente il giusto percorso che lo conduca alla serenità, alla pace e alla felicità. Dalla notte dei tempi a oggi, abbiamo continuamente sbagliato strada a causa della nostra isteria e inconsapevolezza. E il risultato? Ci ritroviamo con pochissimi analfabeti ma tantissimi stupidi.

Presunzione, ipocrisia e politically correct, sono i veri nemici da combattere.
Quando riusciremo a liberarci di questi ingombranti fardelli, potremo vederci finalmente per ciò che siamo: spauriti e insignificanti esseri che tentano di sopravvivere in territorio ostile.

A chiudere la rassegna, venerdì 27 marzo, sarà Edoardo Ferrario, che torna a esibirsi a Napoli con il suo nuovo spettacolo di stand up comedy. Il comico romano offre uno spaccato del nostro Paese e i suoi imprevedibili abitanti: trentenni in fuga, anziani alla ribalta, nuove professioni sinistre, internauti offesi e ed elettori infuriati. Possiamo fidarci almeno dell’intelligenza artificiale? Agli androidi l’ardua sentenza.

Appuntamento, quindi, al Teatro Nuovo di Napoli con i live show dei tre comedians, per la terza edizione della rassegna che si arricchisce di novità propositive e alcune delle più interessanti realtà della scena satirica e comica. Informazioni e programma sul sito www.teatronuovonapoli.it o su facebook @teatronuovonapoli.

“Raccontami”, una passeggiata devota messinscena di Isa Danieli

Raccontami è un percorso di donna e di attrice che ha attraversato, e attraversa, i generi più diversi delle forme teatrali esistenti. Dal gradino più basso, quello della sceneggiata, alla tragedia greca di Euripide e di Eschilo, fino a incarnare le parole di autori contemporanei che hanno scritto per lei. Da Lina Wertmuller a Ugo Chiti, da Annibale Ruccello a Manlio Santanelli, e poi Enzo Moscato, Letizia Russo e Antonio Tarantino, fino al recente Ruggero Cappuccio.

Una tradizione teatrale antichissima, ”tradita” e amata al tempo stesso. Parole soffiate fino al cuore di chi ascolta, per trattenerle, perché rimbalzino in un’eco mai rassegnata e muta.

“Sono contenta di stare in scena – così la Danieli in una nota – per condividere un privilegio specialissimo: quello di aver dato voce, per un quarto di secolo, come attrice, ad autori e autrici che hanno scritto per me storie che narravano quegli anni e questi anni. La forza, la fragilità, i vizi e le virtù dei personaggi che ho interpretato, sono imbrigliati nei ricordi e in questa lettura ce n’è una testimonianza, che a me fa piacere salutare insieme a voi”.

Isa Danieli si trasforma sempre, ma non c’è da stupirsi, giacchè, da quando ha cominciato a calcare il palcoscenico in età adolescente, ha abituato il suo pubblico a infinite e perfette metamorfosi.

Protagonista del teatro napoletano e italiano, ha intessuto la sua carriera fra magia e mistero, legandosi professionalmente a grandi autori e senza avere la minima idea di cosa fosse il look di un’attrice.

La “passeggiata” di Isa Danieli tra gli autori che hanno segnato la sua carriera di attrice racchiude tutte le sfumature della parola, ripercorrendo alcune tappe fondamentali della sua vita sul palcoscenico.

Pezzi d’autore che hanno fatto la storia del teatro, e che lei porta in scena con il suo impeto elegante, la sua raffinata passione di gran signora del teatro.

“Quando la vita ti viene a trovare”: il 5 dicembre al Teatro Nuovo a Napoli

Lucrezio e Seneca, a un secolo di distanza l’uno dall’altro, si sono occupati, con visioni profondamente opposte, di politica, di religione, della felicità, dell’amore e della morte. Enzo Vetrano e Stefano Randisi, da quarant’anni artefici di un teatro di ricerca e sperimentazione, portano in scena, giovedì 5 dicembre 2019 alle ore 21.00 al Teatro Nuovo di Napoli, queste due figure emblematiche in Quando la vita ti viene a trovare di Ivano Dionigi, firmandone anche la regia.

Presentato da Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con Cooperativa Le tre corde-Compagnia Vetrano/Randisi e Ravenna Festival, l’allestimento si avvale delle musiche originali di Alessandro Cipriani, le scene e i costumi di Mela Dell’Erba, video e luci di Antonio Rinaldi.

Quando ci si affaccia all’antichità classica, ci si ritrova a fare i conti con la più bruciante attualità, e, in Quando la vita ti viene a trovare, si rivela ancor di più, attraverso un dialogo che vede contrapporsi le idee filosofiche di Lucrezio e Seneca, vissuti a un secolo di distanza l’uno dall’altro.

Da una parte il sostenitore dell’otium, del vivere appartati e di un’idea di religione frutto dell’ignoranza delle leggi della fisica e della natura quindi fonte di paure e affanni; dall’altra il sostenitore del negotium, pronto a coniugare la politica con la religio romana. Una contrapposizione che diviene simbolo della duplicità del nostro tempo: politica o antipolitica, credere o capire, otium o negotium appunto.

Stefano Randisi (Seneca) ed Enzo Vetrano (Lucrezio), entrambi di origine palermitana e uniti in uno straordinario e storico sodalizio artistico, danno vita a questo dialogo immaginario, incredibilmente concreto, sottolineando “la comprensibilità e la lucidità delle parole di questi filosofi”.

I dialoghi tra Lucrezio e Seneca sono trasparenti, c’è un confronto vivo tra le due personalità, che si rinfacciano scelte di vita e mettono a bilancio le loro esistenze. Anche dal titolo, il confronto è tra quello che si è pensato e la vita che si è vissuta, l’eterna difficoltà di sintesi tra l’idea e la prassi.

Quando la vita ti viene a trovare è un discorso appassionante, soprattutto perché i personaggi-filosofi parlano con le parole di duemila anni fa, ma i loro argomenti sono ancora vivi: l’esistenza, la natura, l’universo, la morte, il potere, la moralità, in un luogo scenico ideale che, inevitabilmente, riassume e fonde il passato e il futuro.

Esclusiva-Massimiliano Cimino: “Teatro napoletano, cultura straordinaria. Ai giovani dico di non mollare mai”

Attore, cabarettista, imitatore.

Massimiliano Cimino si racconta ai nostri microfoni in maniera spontanea e semplice. La sua passione per il teatro e la televisione nata tra i banchi di scuola, ma anche in famiglia, dove cominciò ad imitare i personaggi  televisivi più importanti di trenta anni fa…

Spesso la carriera di un attore nasce in famiglia, anche a Lei è successo questo ?

“Ho cominciato da piccolo ad imitare i personaggi televisivi più importanti. Mi ricordo che il primo fu il presentatore Corrado che mi incuriosiva molto. Ho continuato poi anche a scuola e molti mi incitavano a continuare e fare poi questo lavoro. Comincio poi a fare l’ animatore nei villaggi. Penso che l’improvvisazione sia la mia caratteristica migliore perchè secondo me i villaggi sono la migliore università per un comico-cabarettista”

Massimiliano Cimino cosa preferisce il teatro o la televisione ? 

“Il teatro è sicuramente la mia passione principale anche se poi il mio lavoro mi ha portato a fare più cabaret. Credo che il teatro sia una forma di cultura molto importante. Se fossi un politico, ad esempio, metterei come forma obbligatoria nelle scuole la materia teatrale. Il teatro che deve entrare nelle scuole secondo me è molto importante. Purtroppo vediamo sempre meno giovani in teatro e questa, secondo me, potrebbe essere una grande opportunità per far crescere la cultura dei giovani”

De Filippo-Totò-Troisi: cosa ha imparato da questi artisti ?

Ho imparato che la genialità fa parte dei napoletani al 100%. Ho imparato che loro sono il genio assoluto del teatro e del cinema. Quindi la perfezione assoluta applicata al teatro, alla televisione ed al cinema”

Il consiglio di Massimiliano Cimino ai giovani che vogliono fare questo mestiere…

Non mollate mai e non vi distraete nel corso del tempo. Se avete pensato di fare l’attore nella vostra vita perseguite il vostro sogno sempre, anche quando cercheranno di farvi mollare”

Concludiamo con i suoi progetti futuri…

“Ci sono progetti teatrali importanti per la prossima stagione, ma porterò ancora in giro  lo spettacolo ‘Max… e la Dea s…bendata” con la regia di Emanuele Canzano”

Allora, non ci resta che venire a ridere a teatro…

“Vi aspetto e grazie per questa intervista”

 

 

Massimiliano Alvino

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We Will Rock You, ecco la seconda stagione teatrale

L’11 aprile 2019, nel prestigioso Teatro Regio di Parma, davanti ad un pubblico appassionato e felice, si è conclusa la prima stagione teatrale di We Will Rock You, lo spettacolo con le canzoni dei Queen. Dopo un tour di grande successo sia di pubblico che di critica, e che ha registrato circa 65.000 spettatori paganti nelle 56 repliche che hanno toccato da nord a sud le principali città italiane, Barley Arts annuncia una seconda stagione teatrale, per la regia di Michaela Berlini e la direzione artistica di Valentina Ferrari, che inizierà a novembre 2019 e si prolungherà lungo tutto il 2020.

Queste le prime città annunciate: Senigallia (1 e 2 novembre, Teatro La Fenice), Napoli (5 novembre, Teatro Augusteo), Bari (8 novembre, Teatro Team), Genova (12 e 13 novembre, Teatro Politeama), Parma (21 novembre, Teatro Regio), Padova (30 novembre, Teatro Geox), Lugano (10 e 11 dicembre, LAC Lugano), Brescia (14 dicembre, Teatro Morato), Sanremo (21 dicembre, Teatro Ariston), Varese (10 gennaio 2020, Teatro Apollonio), Legnano (17 gennaio, Teatro Galleria), Torino (24 e 25 gennaio, Teatro Colosseo), Firenze (dal 7 al 9 febbraio, Teatro Verdi), Cosenza  (12 febbraio, Teatro Rendano), Catania (14 febbraio, Teatro Metropolitan), Ascoli Piceno (18 e 19 febbraio, Teatro Ventidio Basso), Vicenza (4 e 5 marzo, Teatro Comunale) e Milano (dall’11 al 15, dal 18 al 22 marzo 2020, Teatro Ciak).

Lo spettacolo originale è stato scritto e prodotto da Ben Elton, in collaborazione con Roger Taylor e Brian May. Le musiche e le canzoni sono quelle originali, cantate in lingua inglese e eseguite rigorosamente dal vivo da un’eccezionale band formatasi per l’occasione.

L’attenta rivisitazione e implementazione del testo originale, tradotto da Raffaella Rolla, a cura della Regista Michaela Berlini, del Direttore Artistico Valentina Ferrari e del Produttore  Claudio Trotta hanno conferito allo show motivi di gradimento e interesse da parte di un pubblico estremamente transgenerazionale, valorizzando i contenuti e evidenziando l’attualità di temi quali il bullismo, istruzione, riscaldamento globale, omologazione culturale e l’oppressiva presenza quotidiana della rete nella vita di tutti.

«Le vicende di Galileo e Scaramouche hanno appassionato a ritmo di Rock platee animate da giovani e meno giovani che hanno condiviso con i protagonisti, tra emozioni e risate, il racconto di una Speranza. Questi due ragazzi, bullizzati ed emarginati vivono in un pianeta Terra completamente disidratato e ridotto a grande centro commerciale. In questo luogo privo di colori, vige la dittatura della Globalsoft, che ha cancellato la memoria storica, ha bandito la musica dal vivo, considerata un grande pericolo in quanto mezzo di espressione e comunicazione, e ha dato vita ad un sistema controllato e ben programmato dove tutti sono omologati e paradossalmente estremamente individualisti. Chiunque esca fuori dallo schema imposto, esprimendo diversità di pensiero è punito con la morte celebrale. La Globalsoft è molto attenta ad impartire sin dalla giovane età un’istruzione che non insegni ai giovani altro che valori che possano tornare utili al mantenimento del proprio potere. I ragazzi crescono senza coltivare propri interessi, senza curiosità e senza sviluppare un proprio spirito critico. Aspirano a diventare quello che il potere ha in mente per loro. Non si pongono domande. In un panorama così asettico Galileo e Scaramouche sono due personalità insolite, sono due giovani anime da isolare in quanto il loro modo di essere è una minaccia pericolosa per il Sistema.

 

I due ragazzi sono giovani arrabbiati e affamati di verità ed emozioni vere e il mondo in cui vivono è per loro una gabbia. Loro malgrado sono costretti a lottare per opporsi ad un futuro prestabilito che sentono non appartenergli. ‘We Will Rock You’ porta in scena il potere salvifico del Rock and Roll, della condivisione e del diritto di poter esprimere se stessi. Questi due giovani anime ribelli insieme ai Bohemians, ragazzi emarginati come loro, si sostengono nella ricerca della Conoscenza, la sola che possa dare loro il modo di liberare se stessi concedendogli il diritto di sognare e la possibilità di scegliere come stare al mondo. E’ stato emozionante assistere alla catarsi del pubblico che ogni sera si è concesso di sognare lasciandosi pervadere dal proprio spirito Rock. In fondo è vero che il Rock ‘è tutto ciò che vogliamo che sia’ e ognuno di noi ha un proprio rock da vivere.

Credo che sia abbastanza esplicito che la storia che raccontiamo nasconda tra le righe che la Bellezza di questo viaggio che si chiama vita sia la ricerca personale che poi scaturisce anche in quella collettiva e che il vero divertimento è nell’ imparare per poi condividere, perché diciamolo da soli non si va da nessuna parte. Galileo Scaramouche e I Bohemians condividono con il pubblico la loro ricerca e ci ricordano che ‘il Futuro Non è Scritto, il Futuro Dipende Da Tutti Noi’». Così Claudio Trotta aveva sottolineato alla conclusione della prima stagione dello spettacolo che lo ha visto protagonista nella veste di produttore.

 

TOUR 2019/2020: DA NOVEMBRE NEI TEATRI ITALIANI

QUESTE LE PRIME DATE ANNUNCIATE

Senigallia (1 e 2 novembre, Teatro La Fenice)

Napoli (5 novembre, Teatro Augusteo)

Bari (8 novembre, Teatro Team)

Genova (12 e 13 novembre, Teatro Politeama)

Parma (21 novembre, Teatro Regio)

Padova (30 novembre, Teatro Geox)

Lugano (10 e 11 dicembre, LAC Lugano)

Brescia (14 dicembre, Teatro Morato)

Sanremo (21 dicembre, Teatro Ariston)

Varese (10 gennaio 2020, Teatro Apollonio)

Legnano (17 gennaio, Teatro Galleria)

Torino (24 e 25 gennaio, Teatro Colosseo)

Firenze (dal 7 al 9 febbraio, Teatro Verdi)

Cosenza (12 febbraio, Teatro Rendano)

Catania (14 febbraio, Teatro Metropolitan)

Ascoli Piceno (18 e 19 febbraio, Teatro Ventidio Basso)

Vicenza (4 e 5 marzo, Teatro Comunale)

Milano (dall’11 al 15, dal 18 al 22 marzo, Teatro Ciak)

“Verso la libertà”: al teatro ZTN di Napoli ad inizio febbraio

Sui campi di sterminio nazista esiste una nutrita letteratura. In particolare sul Lager di Auschwitz, forse il più famigerato.

La deportazione nei campi di concentramento, rimane nella storia del XX secolo, una delle pagine più atroci che ha superato qualsiasi altro evento. Il Lager è un luogo dove uomini, donne, bambini, handicappati, omosessuali sono stati umiliati seviziati e sterminati in massa.

Nel 1944 il governo tedesco data la scarsità di manodopera, stabilì di prolungare la vita media dei prigionieri da eliminare. Se non fosse accaduto quello che è successo come la storia ci ha lasciato, cosa e come avremmo potuto ricordare quel tempo?

Verso la libertà è una  stravagante, straordinaria e paradossale storia di cinque amici ebrei Ric, Rob, Ren, Raf, Ros che si differenzia dalle altre. Perché stravagante? Perché Ric,  considerato dai suoi amici pazzo, inventa un modo originale  per salvare la sua comunità dalla deportazione nazista. Perché straordinaria? Perché si deve organizzare un falso treno con il quale viaggiare verso un luogo, cercando di ingannare i tedeschi, facendogli credere di essere deportati ed ufficiali nazisti. Perché paradossale? Perché l’impresa agli altri amici sembra ardua è assurda, infatti dopo varie reticenze e diffidenze, si renderanno conto che l’unica alternativa per salvarsi dalla deportazione, anche se ardua resta quella del pazzo Ric.

Inizieranno anche loro a contribuire ai preparativi, entreranno anche loro con tenacia collaborazione per sottrarsi alla totale umiliazione e demoralizzazione, e in poco tempo tra varie incomprensioni e problemi, lo sgangherato treno è pronto per partire…Verso la libertà

Lo spettacolo andrà in scena al Teatro ZTN di Napoli in vico Bagnara (Piazza Dante) dal 1 al 3 febbraio e dall’8 al 10 febbraio

Il Nuovo Teatro Sanità tra Napoli e Marsiglia con “I kiwi di Napoli”

Martedì 15 gennaio ore 21, lo spettacolo “I Kiwi di Napoli” del drammaturgo tedesco Philipp Löhle, debutta al Nuovo Teatro Sanità, nell’ambito di Cities on the Edge, progetto realizzato dal Goethe-Institut di Napoli e Marsiglia, che coinvolge dieci realtà artistiche che svolgono attività in aree definite marginali o di disagio. In scena, gli attori della compagnia under 30 del ntS’, Vincenzo Antonucci, Luigi Bignone, Anna De Stefano, Carlo Geltrude, Salvatore Nicolella, Alessandro Palladino, Federica Totaro, Beatrice Vento, adattamento e regia di Carlo Geltrude. Dopo il debutto napoletano, il 18 gennaio lo spettacolo vola a Marsiglia e andrà in scena presso la Friche la Belle de Mai.

“I kiwi di Napoli” nasce da una residenza che il drammaturgo tedesco Philipp Löhle ha condotto presso il Nuovo Teatro Sanità, a gennaio 2017. L’autore ha raccolto una serie di interviste fatte ai giovani attori della compagnia, e con loro ha visitato Napoli, facendo confluire il materiale nella stesura del testo. Lo spettacolo racconta il capoluogo partenopeo — in particolare le paure delle nuove generazioni viste con gli occhi dell’autore tedesco —, cercando di attraversare il velo sottile dei luoghi comuni che esiste tra la cultura italiana e quella tedesca. La vicenda si dipana attraverso le storie di un gruppo di giovani che, se all’inizio appaiono indipendenti l’una dall’altra, trovano nel finale un filo rosso che le unisce. Tre storie, tre emergenze, tre tipi di paura che attanagliano la mente dei protagonisti: la paura di non trovare lavoro e di potersi realizzare nella propria città; la paura che la criminalità organizzata possa occupare e gestire in qualche modo la propria vita e la paura atavica, quella che ereditiamo da generazioni, rappresentata dalla grande montagna assopita che può svegliarsi da un momento all’altro.

Fonte: Napoli Today