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Quattro giovani cantanti lirici realizzano il loro sogno

L'”opera” incontra il “pop” su un disco in vinile Giuseppe Gambi, Laura Esposito, Luigi Biondi e Tonia Langella si presentano al pubblico con un album composto da 14 canzoni di fama mondiale da loro interpretate

La scintilla tra opera lirica e musica leggera è scoccata da un bel po’ di anni e ha dato vita a un nuovo stile musicale, definito per l’appunto “pop opera“,oggi molto seguito anche dai giovanissimi. Così quattro talentuosi cantanti lirici italiani – Giuseppe Gambi (tenore), Laura Esposito (soprano), Luigi Biondi (basso) e Tonia Langella (contralto) – con l’ausilio di un grande arrangiatore d’orchestra, il Maestro Alterisio Paoletti (che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Andrea Bocelli, Massimo Ranieri, Tony Renis, Al Bano, Maria Montserrat Caballé, etc.) ed un’orchestra composta da 30 elementi, hanno inciso il loro primo album.”Voci“, questo il nome della raccolta musicale (e del gruppo), comprende 14 canzoni di successo mondiale rivisitate con nuovi accordi ed interpretate sia in lingua italiana che inglese: Grande Grande Grande, O’ sole Mio, Granada, Il Mondo, Nel blu dipinto di blu, Yesterday, My way, Quando Quando Quando, La vie en rose, Strangers in the night, Io che non vivo, Bésame Mucho, Nessun Dorma, Caruso. L’album sarà disponibile sia nella versione CD che in vinile, una scelta pertinente con il genere pop opera, la dimostrazione che la musica riesce sempre a stare al passo con i tempi senza rinnegare il passato.
I quattro giovani cantanti durante gli anni di studio prima, e quelli di carriera poi, hanno toccato diversi stili musicali ed estetici ottenendo sempre un grande consenso dal pubblico. ”Se smettessimo di scoprire noi stessi attraverso musiche e contesti differenti perderemmo la nostra vitalità” , affermano i quattro artisti. Ed è con questo spirito che hanno formato il gruppo “Voci”, un nuovo ed originalissimo gruppo musicale pop opera che nasce dall’idea di un imprenditore, appassionato di musica lirica , che da sempre ha come sogno nel cassetto quello di realizzare e produrre un quartetto unico nel suo genere composto da un tenore, un soprano, un basso e un contralto, che fondono le loro voci e duettano dando vita ad un prodotto di altissima qualità.
L’album è stato prodotto da SGA, una nuova casa discografica nata nel 2020 dalla passione del suddetto imprenditore per la musica. Il progetto è stato realizzato durante il primo lockdown con l’intenzione di realizzare e diffondere prodotti musicali di alta qualità e piacevolmente fruibili.

PARTE “A TU PER TU” TALK SHOW CONDOTTO DA LORENZO CREA, IN ONDA SU PIÙENNE E GT CHANNEL

Un nuovo format Tv ispirato al David Letterman Show per parlare di Napoli attraverso gli occhi, la voce, le testimonianze dei suoi protagonisti. Questa l’idea che ha portato alla realizzazione di “A Tu per Tu”. Un salotto accogliente con un’atmosfera avvolgente, grazie alla scenografia curata nei minimi dettagli, nel quale gli ospiti saranno intervistati da Lorenzo Crea, Direttore di Retenews24 e di Gt24News il nuovo telegiornale targato Gt Channel. 20 puntate (almeno per iniziare) dedicate ad altrettante personalità del mondo della politica, dello spettacolo, dell’impresa, dello sport e della cultura che avranno modo di raccontare la propria vita ai telespettatori,

il loro rapporto con la città e perché no proporre delle idee per il rilancio di Napoli.

A ciascun ospite saranno dedicate delle canzoni eseguite live dalla cantante Federica Cardone e dal pianista Andrea De Vivo, così da rendere ancora più “intima” la trasmissione. “A Tu per Tu” è prodotto da Tony Florio con la Regia di Mario Albano e il coordinamento editoriale di Enzo Agliardi e la collaborazione di Mariagrazia Toscano. Il format andrà in onda ogni Sabato alle 20.30 su Gt Channel (canale 650) e la Domenica alle 14 su PiùEnne (canale 17). Si comincia questo week-end, 30 e 31 Gennaio, con l’intervista esclusiva ad Antonio Bassolino già Sindaco di Napoli e Presidente della Regione Campania nonché fondatore della Associazione “Sudd”.

Museo della città sepolta: spettacolo ed arte a Pompei

Affreschi, sculture, arredi, argenti, stucchi, amuleti, fino agli ultimi calchi delle vittime emersi durante gli scavi dalla villa di Civita Giuliana. Il direttore generale Musei del Mibact, Massimo Osanna, ha inaugurato l’Antiquarium di Pompei nel suo rinnovato allestimento che rappresenta adesso un percorso museale dedicato all’esposizione permanente di reperti che illustrano la storia di Pompei.

Esprimendo soddisfazione per l’evento, Osanna è partito proprio dalla storia dell’edificio per illustrarne l’importanza. “Fu soggetto a vicende alterne. Inaugurato da Giuseppe Fiorelli nel 1873 circa e ampliato da Amedeo Maiuri a partire dal 1926, nel 1943 subì i danni del bombardamento che portò alla distruzione di una intera sala e alla perdita di centinaia di reperti. Seguì un nuovo allestimento nel 1948. Ma ancora nel 1980, il terremoto ne determinò nuovamente la chiusura per ben 36 anni e solo nel 2016, è stato possibile riaprirlo con ambienti dedicati ad esposizioni temporanee”. “Oggi – ha spiegato Osanna – si restituisce alla pubblica fruizione uno spazio completamente rinnovato che rimanda a quella che fu la prima concezione museale di Amedeo Maiuri e che costituirà un percorso di introduzione alla visita del sito”.

I gioielli e i dipinti della Casa del bracciale d’oro, gli argenti del servizio da tavola ritrovato anni fa a Moregine, il cratere in bronzo senza eguali di Giulio Polibio. Ma anche la scritta a carboncino che ha spostato in ottobre la data dell’eruzione, il “tesoro della fattucchiera” con gli amuleti colorati ritrovati nella Casa col giardino, persino i calchi dei due fuggitivi frutto degli scavi di qualche mese fa nella villa di Civita Giuliana. Il nuovo Antiquarium racconterà la storia di Pompei dall’epoca sannitica alla distruzione del 79 dopo Cristo. E nello stesso tempo ne esporra’ i tesori piu’ preziosi insieme ad una gran parte delle scoperte piu’ clamorose degli ultimi scavi.

“Tanti pezzi iconici esposti nelle mostre in giro per il mondo non erano in realta’ a disposizione dei visitatori di Pompei – spiega all’ANSA Luana Toniolo, funzionario archeologo responsabile del nuovo Antiquarium – per ragioni di sicurezza erano custoditi nei nostri depositi”. Ora invece tutte queste meraviglie, ori, dipinti, statue, arredi, saranno a disposizione dei visitatori, anima di un racconto che funzionera’ come un’eccezionale introduzione alla visita della citta’ antica in un percorso che si dipana lungo undici sale, supportato per chi vuole da un “chat bot”, ovvero un assistente digitale, per farsi un’idea delle tante diverse stagioni vissute nei secoli da Pompei ancora prima che diventasse la grande citta’ che conosciamo, cristallizzata nel tempo dalla tragedia dell’eruzione.

Inaugurato da Giuseppe Fiorelli nel 1873 e ampliato da Amedeo Maiuri nel 1926, poi devastato dalle bombe nel ’43 e quindi dal terremoto nel 1980, l’Antiquarium di Pompei e’ rimasto a lungo un luogo polveroso e chiuso. Il Parco lo aveva riaperto gia’ nel 2016, ma il progredire degli scavi, sottolinea il direttore del Parco Massimo Osanna, ha reso ancora piu’ forte la necessita’ di un museo che recuperasse la magia delle intuizioni di Maiuri, che della Pompei di oggi e’ stato un po’ il padre, aprendosi nello stesso tempo al futuro. Da qui il progetto, messo a punto dallo stesso Osanna con Luana Toniolo e Fabrizio Pesando. Curato da COR arquitectos & Flavia Chiavaroli, l’allestimento, spiega Toniolo, ha puntato a creare spazio e luminosita’ e insieme a ritrovare l’atmosfera dell’Antiquarium pensato da Maiuri, recuperandone le gallerie originali e in qualche caso anche restaurando le vetrine degli anni ’50. Persino l’insegna montata sul portone in ferro e vetro richiama quel periodo.

Tant’e’ , varcata la soglia, il primo impatto e’ proprio lo stupore. Con una sala, non a caso intitolata Summa Vesuviana, dove si raccolgono oggetti di tutte le epoche della citta’ . E la sensazione e’ forse quella che dovette cogliere Roque Joaquin de Alcubierre , l’ingegnere militare del re di Napoli Carlo III che nel 1748 fu il primo a scavare a Pompei. Dieci anni prima era stato lui a scoprire Ercolano, ma qui fu diverso, dagli scavi emersero con facilita’ tante di quelle meraviglie da stravolgere il mondo rivoluzionando il rapporto con l’antico. Ci volle tempo perche’ gli scavi a Pompei diventassero scientifici e sistematici. Alla fine quella che l’Antiquarium ci restituisce e’ la storia di una citta’ di una certa importanza, che gia’ prima di Roma dal VII al VI secolo a.C. era un centro di cultura sannitica, con mura e templi imponenti che qui sono testimoniati dai fregi, come la metopa in tufo del Tempio Dorico con il sacrificio di Issione . Ci furono poi l’alleanza con Roma e il benessere del ‘Secolo d’oro’, dal II sec. a.C., l’epoca dei mercanti, delle grandi costruzioni, delle abitazioni di lusso dove anche i capitelli erano riccamente istoriati. Per arrivare all’assedio delle truppe di Silla – in mostra ci sono le palle lanciate contro le mura della citta’ dalle catapulte romane – e alla nuova vita come colonia dell’impero. Che non fu priva di avvenimenti, come il devastante terremoto che nel 62 dopo Cristo distrusse mezza citta’ e apri’ le porte ad un decennio fitto fitto di ricostruzioni: a testimoniarlo, oltre ad un incredibile basso rilievo, persino le ciotole con i pigmenti colorati ritrovate dagli archeologi nelle tante case nelle quali al momento dell’eruzione c’erano ancora lavori in corso.

L’ultima tappa, per forza di cose la piu’ emotiva, e’ proprio per la tragedia finale, con i calchi piu’ iconici, quello del cane ad esempio, ma anche i corpi ritrovati nella Casa del bracciale e quelli dei due uomini – forse un padrone col giovane schiavo- che cercavano la salvezza in uno scantinato della villa di Civita Giuliana. Una morte improvvisa e violenta, in autunno come testimonia l’iscrizione a carboncino che qui e’ esposta (in copia, l’originale e’ stato lasciato in situ), perche’ proprio grazie ai nuovi scavi, quello che per tanto tempo e’ stato un dubbio ora appare una certezza: l’apocalisse di Pompei e’ arrivata il 24 si’ , ma di ottobre, quando gia’ faceva freddo, nelle case ardevano i bracieri e sulla tavola c’erano fichi, castagne, melagrane, negli otri il vino nuovo. Per Osanna un’occasione assolutamente da non perdere: “Pompei, ha finalmente un museo- dice- ed e’ unico”.

Fonte Ansa

Foto My Wo Wo

Assalto a Capitol Hill, ma gli USA sono di Biden

Il Congresso ha proclamato Joe Biden e Kamala Harris presidente e vicepresidente degli Stati Uniti al termine della seduta del Congresso a camere riunite per certificare i voti del collegio elettorale, vinto dal ticket dem con 306 voti contro i 232 di quello repubblicano.

Il parlamento ha respinto alcune contestazioni avanzate da esponenti repubblicani dopo che la seduta era stata interrotta per l’assalto dei manifestanti pro Trump a Capitol Hill.

Biden e Harris giureranno il 20 gennaio.

Anche se sono totalmente in disaccordo con il risultato delle elezioni ci sara’ una transizione ordinata verso il 20 gennaio“, giorno del giuramento e dell’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca: lo afferma Donald Trump in una dichiarazione diffusa dalla Casa Bianca. “E’ la fine del piu’ grande mandato presidenziale della storia, ma e’ solo l’inizio della nostra lotta per fare l’America di nuovo grande”, aggiunge. “Ho sempre detto che continueremo la nostra lotta per assicurare che solo i voti legali contino”, aggiunge Trump.

Si aggrava intanto il bilancio delle vittime in seguito agli scontri avvenuti ieri durante l’assalto al Congresso americano da parte dei sostenitori di Donald Trump. Oltre alla donna uccisa da colpi d’arma da fuoco esplosi da un agente del Campidoglio, altre tre persone sono morte per emergenze e complicazioni mediche. Sono stati colpi di arma da fuoco sparati dalla polizia a uccidere Ashli Babbit durante le proteste. Lo ha riferito il capo della polizia di Washington, sottolineando che un’inchiesta è stata aperta sull’evento. La donna è stata colpita da un agente in uniforme della polizia del Campidoglio con la sua arma di servizio.

Sono 13 i feriti e 52 le persone arrestate, molte per violazione del coprifuoco. Il vice consigliere per la sicurezza nazionale, Matt Pottinger, si è dimesso in seguito all’assalto al Congresso da parte dei fan di Donald Trump. Lo riferisce la Cnn.

Fonte Ansa

Terremoto in Croazia: almeno un morto e molti feriti

Un terremoto di magnitudo 6,4 è avvenuto in Croazia ed è stato avvertito in Italia, lungo la costa Adriatica, da Trieste all’Abruzzo. L’epicentro è stato localizzato intorno a Petrinja, una cinquantina di km a sud di Zagabria, una regione già colpita ieri da scosse sismiche. Stando ai media locali, a Petrinja tra gli edifici crollati vi sarebbero il locale ospedale, un asilo, dove sarebbe morto uno dei bambini ospitati. La popolazione impaurita si è riversata sulle strade e in luoghi all’aperto.

I media regionali parlano di gravi danni a Petrinja, con edifici crollati, interruzione di elettricità e linee telefoniche. Il terremoto è stato avvertito in tutta la Croazia ma anche in Serbia e Bosnia-Erzegovina. Il centro di Petrinja sarebbe stato completamente distrutto dalla scossa.L’Esercito croato è stato mobilitato per fornire assistenza alle popolazioni della Croazia centrale. Stando ai media regionali almeno 300 militari sono partiti per Petrinja, dove si sono registrati i danni maggiori. Il premier croato Andrej Plenkovic ha parlato al telefono con la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen, che ha promesso aiuti urgenti da parte dell’Unione. “Siamo pronti ad fornire aiuto, ho pregato il commissario Janez Lenarcik di recarsi in Croazia non appena la situazione lo consentirà”, ha detto von der Leyen, come riferito dai media locali.

Fonte Ansa

DISTRETTO AEROSPAZIALE DELLA CAMPANIA: Ecco il piano hi-tech per monitorare 1000 infrastrutture italiane

Attraverso lo sviluppo di una piattaforma tecnologica innovativa per il monitoraggio periodico e continuativo della stabilità delle infrastrutture (ponti, viadotti e gallerie) mediante sistemi integrati multisensori e telerilevamento.

E’ questo l’obiettivo del piano hi-tech per monitorare 1000 infrastrutture italiane concepito e promosso da quattro Distretti tecnologici regionali: il DAC (Distretto Aerospaziale della Campania), TERN per la Basilicata, SIIT per la Liguria e TORINO WIRELESS per il Piemonte. Oltre che da due istituti di ricerca affermati come l’Istituto italiano di tecnologia di Genova e la Scuola superiore Sant’ Anna di Pisa.

Il pacchetto “1000 infrastrutture da monitorare” mobilita risorse per 467 milioni di euro ed è uno dei progetti di interesse della Regione Campania nell’ambito del RECOVERY FUND – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’obiettivo è realizzare una piattaforma basata sulla intelligenza artificiale che integra sistemi di osservazione a diversi livelli:

1) osservazione spaziale con i satelliti;

2) osservazione aeronautica anche con droni;

3) osservazione a terra, con i robot.

Oltre 60 i partner di progetto, in gran parte soci dei soggetti promotori. Si va da Politecnico di Torino, università diGenova, Politecnico di Milano, quattro università della Campania, ReLuis in Basilicata, a consorzi di ricerca (Cnr, Enea, Cira), fino a grandi aziende (Leonardo, Fincantieri, gruppo Ferrovie dello Stato, Rfi, Italferr, Anas, gruppo Gavio, Hitachi Rail, Rina, Engineering, Ericsson).

Sono state inoltre coinvolte anche una cinquantina di piccole medie imprese dell’alta tecnologia, spin off universitarie e start up.

Si punta a realizzare una piattaforma informatica grado di assicurare il monitoraggio continuo di ponti, viadotti, gallerie della rete stradale, autostradale e ferroviaria nazionale. Si prevede l’impiego di nuovi sensori, nuove tecniche di analisi e “fusione” dei dati, nuovi modelli di software e nuovi elementi di intelligenza artificiale, sciami di droni e microsatelliti.

Il progetto è stato presentato al ministero dei Trasporti al quale spetta dare indicazioni per l’applicazione e selezionare le infrastrutture da monitorare. Si attende che il ministro Paola De Micheli si pronunci sul dossier. Nell’ operazione è previsto l’impiego di alcune centinaia di nuove assunzioni, con una forte concentrazione di attività al Sud.

Il quadro di valutazione dei trasporti dell’Ue indica un livello di qualità delle infrastrutture italiane inferiore alla media – spiega il presidente del DAC, Luigi Carrino – la Commissione europea ha concesso all’Italia un ammontare di flessibilità pari allo 0,18% del Pil per un programma di manutenzione straordinaria per la rete viaria e un piano di prevenzione volto a limitare i rischi idrogeologici e sempre la Commissione Europea pone l’accento sulla politica economica connessa agli investimenti in materia di ricerca e innovazione e sulla qualità delle infrastrutture. Inoltre – conclude Carrino – il piano 1000 infrastrutture ha diverse possibilità di estensione degli ambiti. Oltre alla possibilità di monitorare continuamente lo stato di manutenzione delle infrastrutture o verificarne le condizioni dopo eventi straordinari, il suo utilizzo può essere applicato anche al controllo e difesa di obiettivi strategici da potenziali attentati, per prevenire disastri e tragedie dovute all’impatto sull’ambiente di eventi climatici, in situazioni di rischio idrogeologico, per esigenze di controllo delle coste e per contenere l’inquinamento marino”.

LE TRE FASI DEL PROGETTO

  1. 1. La prima, della durata di sei mesi, per la valutazione ingegneristica delle esigenze di monitoraggio, analisi e definizione delle tecnologie da impiegare.
  2. 2. La seconda è la sperimentazione su un numero limitato infrastrutture indicate dal Mit, da 10 a 15, la fase dei prototipi, con l’installazione di una prima serie di sensori e l’elaborazione dei dati, durata tre anni.
  3. 3. Nella terza fase, che comincerebbe a cavallo della seconda, ci sarebbe l’applicazione di una piattaforma completa di monitoraggio a 1000 infrastrutture, durata 36 mesi.

I TAVOLI TECNICI E SOGGETTI CAMPANI COINVOLTI

  1. Valutazione ingegneristica delle esigenze di monitoraggio delle infrastrutture del territorio
    Università Luigi Vanvitelli – Sipal – Chain /Bue engineering) – Sam (Euro Soft) – DAC
  2. Sensori e attuatori
    Università Federico II – Università del Sannio – Università Luigi Vanvitelli – CIRA – CNR – DAC – Dema – Corista (Tas-I) – Ohb-I – IDS Ingegneria dei sistemi – ALI (Lead Tech) – Caltec – Nais – Sam (Tecnoin) – Desa – Antares (Sab) – Sophia Hig Tech – Chain (Migma) – DAC
  3. Deep Learning, Intelligenza artificiale e applicazioni IT
    Università Federico II – CNR – DAC – Enea – Magnaghi – Corista (Tas-I) – Ohb-I – Next – Ali (Tsd Space) – Protom Group – Sam (Ett) – Step Sud Mara – Calland – Mapsat
  4. Sistema di comando e controllo, protezione cibernetica, claud system
    CNR – Formit – Atitech – Aerosoft – Sipal – Mapsat – Antares (Sab) – Desa – Medinok – Nais – NM2

Protom Group – DAC

Il premier Conte riferisce alla Camera: “Italia verso scenario 4”

“La curva corre in ogni Continente. L’Ue all’interno di un quadro globale è una delle aree più colpite dall’urto della seconda ondata. Nelle ultime settimane l’incremento di casi Covid è stato di 150 contagi per ogni 100 mila abitanti ed anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento, la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi “.Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento alla Camera sottolineando che ‘Il quadro epidemiologico è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune regioni”. Alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità” delle Regioni.

Strategie misure da modulare in base a Regioni – “Alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità” delle Regioni. “Nel prossimo dpcm indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive. L’inserimento di una Regione avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute”. Questi scenari dovranno tener conto – ha spiegato tra l’altro il premier – dell’indice di replicabilità del virus, dei focolai e della situazione dell’occupazione dei posti letto negli ospedali. Ci sono specifiche criticità in Regioni e province autonome. L’rt nazionale è a 1,7 ma in alcune regioni ovviamente il dato è superiore. Esiste un’altra probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese.

Limiti a spostamenti da e verso Regioni a rischio – “Introdurremo il limite agli spostamenti da e verso le regioni con elevati coefficienti di rischio” salvo esigenze di lavoro, studio e salute. Così il premier Giuseppe Conte alla Camera sottolineando che ‘il governo prevede di adottare a livello nazionale “limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale piu’ tarda”. Per l’intero territorio nazionale intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio. Chiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri. Chiudiamo i corner per le scommesse e giochi ovunque siano, chiuderanno anche musei e mostre. Nel dpcm si prevede “anche integralmente” la didattica a distanza per le scuole di secondo grado e la riduzione al 50 % del limite di capienza dei mezzi pubblici locali.

Sforzi finanziari a sostegno del lavoro – “Faremo tutti gli sforzi finanziari che servono per costituire elementi di stabilità e certezza per il mondo del lavoro”, per questo il governo ha varato il dl ristori e ha esteso il blocco dei licenziamenti fino a fine marzo. Così il premier Giuseppe Conte alla Camera garantendo celerità nei ristori alle attività colpite. “Siamo consapevoli della frustrazione e del senso di smarrimento e anche della rabbia che si sta manifestando in questi giorni. E siamo anche coscienti delle ripercussioni sull’attività economica, la produzione ma non ci può essere dilemma nella difesa della salute e la tutela dell’economia, più piegheremo i contagi più allenteremo le restrizioni. I numeri macro economici non di dicono nulla del disagio sociale ma il risultato è straordinario. Ai cittadini va la nostra gratitudine”

Restiamo uniti in un momento drammatico – “Questa è la terza crisi che stiamo vivendo e stavolta si può imprimere una svolta, l’Europa l’ha colta con il programma nextgeneration Eu. Serve un nuovo patto tra pubblico e privato, il pubblico non deve ostacolare il mercato ma indirizzarlo e il nostro piano offrirà un nuova prospettiva nel solco degli obiettivi Ue. Non possiamo permetterci di distogliere lo sguardo dal futuro, sappiamo con certezza che le trasformazioni in atto lo cambieranno, noi dobbiamo accompagnare la transizione, nessuno può sentirsi esonerato, rivolgo ancora un invito alle forze e alle energie del Paese, restiamo unti in questo drammatico momento in nome dell’unità e dei valori che sono alla base della nostra Costituzione””

Fonte: Ansa

Europa League: stasera Napoli, Milan e Roma in campo

Serata di grande calcio in Europa League: le nostre italiane hanno compiti ardui ma non impossibili da superare.

Il Napoli va in Spagna ed affronta una temibile Real Sociedad, il Milan e la Roma giocano in casa.

I rossoneri affrontano lo Slavia Praga, mentre i giallorossi si troveranno di fronte i bulgari del CSKA Sofia.

Calcio: Gattuso ed il Napoli ancora insieme per lungo tempo ?

Dopo dieci mesi insieme, Aurelio De Laurentiis e Rino Gattuso hanno capito di essere fatti l’uno per l’altro. Il matrimonio, dunque, è arrivato a una svolta: adesso è il momento di rinnovare quelle promesse fatte lo scorso dicembre. Stando a quanto scritto dal Corriere dello Sport oggi in edicola il presidente azzurro e l’allenatore calabresi l’hanno fatto, ponendo le basi per il futuro del Napoli.

A CENA – Il quotidiano fa sapere che i due sono stati a cena insieme e durante il banchetto è stato toccato anche il tema rinnovo, che ormai è imminente. Gattuso rinnoverà fino al 2023 almeno e il nuovo accordo sarebbe stato depurato dalle condizioni che voleva De Laurentiis e Ringhio no. Altre sono state confermate, perché ADL non sa dire di no a certe sicurezze. Intanto il futuro del Napoli è chiaro: il progetto va avanti con Rino.

Fonte. Tuttonapoli