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KARL LAGERFELD: LA NUOVA CAPSULE COLLECTION INTERAMENTE VEGAN

Mulberry, Vivienne Westwood, Victoria Beckham e Paula Smith. Ormai non basta più limitarsi all’eco pelle o alle pellicce ecologiche, la situazione climatica mondiale è a rischio e l’Alta Moda non può fare a meno di adattarsi e intervenire. Così anche Karl Lagerfeld avanza verso una maggiore sensibilità e sostenibilità ambientale con una capsule collection interamente realizzata con materiali innovativi dal minimo impatto.

Dopo aver ufficializzato, nel dicembre 2019, lo stop all’utilizzo di pellicce, ora un ulteriore passo avanti verso la sensibilizzazione e lotta per la salvaguardia del pianeta: Karl Lagerfeld non produrrà più capi con pelli di origine esotica. Grazie a Peta Us, associazione che si occupa della protezione di animali, il brand sta lavorando attivamente per ridurre sensibilmente lo sfruttamento di risorse non rinnovabili e degli animali. La direttrice dei progetti e collaborazioni aziendali di Peta Us, Yvonne Taylor, afferma di essere soddisfatta del lavoro portato avanti dichiarando che “Karl Lagerfeld ha fatto un passo commercialmente sensato cessando l’uso di pelli di animali selvatici

La collaborazione con la modella Amber Valletta

La collaborazione con Amber Valletta, ormai ufficializzata lo scorso anno, mira alla creazione di una linea eco sostenibile di accessori. Tutti i materiali utilizzati per la linea green delle nuove collezioni sono interamente di origine ecologica. Il pezzo di punta della collezione è la K/Kuscion Bag – ispirata alla soffice forma di un cuscino – proposta in un materiale derivato dal cactus che riproduce l’effetto della pelle ma completamente vegetale, prodotto in Messico grazie a coltivazioni a basso impatto ambientale e tinto con pigmenti naturali. In alternativa, l’iconica borsa viene proposta in cotone riciclato certificato.

Foto Ufficio Stampa

Gli altri pezzi che compongono la collezione sono piccoli accessori come porta carte di credito, portafogli, mascherine, borracce tutto tassativamente plastic free e un beauty case di diverse forme e tonalità. “Questa collaborazione dimostra che non bisogna sacrificare lo stile per avere una moda responsabile”, ha commentato Amber Valletta. “Sono certa che Karl l’avrebbe adorata, e sono felice di poter mandare avanti la sua visione chic, audace, innovativa”.

La scelta di collaborare proprio con Amber Valletta si deve anche all’impegno sociale della stessa modella che da sempre combatte in prima linea per i diritti dell’ambiente. Pier Paolo Righi, CEO della maison, ritiene Amber una componente della famiglia Lagerfeld da sempre musa dell’intramontabile Karl Lagerfeld.

Più di cinque anni fa, Amber e io abbiamo iniziato a discutere la possibilità di sviluppare un progetto sostenibile insieme. Allora non eravamo pronti, ora si. Sono entusiasta di portare Amber a bordo come collaboratrice per la sostenibilità, lei e Karl hanno lavorato insieme per molti anni, ed è un vero membro della famiglia Karl Lagerfeld

A cura di Giulia Asprino

Stefano De Martino testimonial del brand “Gutteridge”

Nuova ed importante collaborazione lavorativa per il mondo Gutteridge.

Stefano Di Martino, conduttore, ballerino ed ex marito di Belen Rodriguez, sarà il testimonial del noto marchio anglo-napoletano, brand di moda elegante e che esprime autenticità.

Simbolo di stile e personalità partenopea, Stefano De Martino incarna –spiega il brand valori importanti di rara eleganza. Uno showman, un uomo contemporaneo dall’anima poliedrica, sempre pronto ad affrontare con grinta la vita in ogni suo aspetto. Stefano De Martino è il trionfo dello stile napoletano nel mondo”

Il famoso ballerino, sarà testimonial Spring/summer 2021

Massimiliano Alvino

La “Clima Bottle” di Chiara Ferragni è già un must have

Chiara Ferragni ha lanciato la “Clima Bottle”, bottiglia glitterata, in acciaio inossidabile, logata con il suo nome e con l’eyelike rosa shocking, simbolo delle sue nuove collezioni. Una borraccia termica riutilizzabile, compatta e di piccole dimensioni.

La collaborazione è nata con 24 bottles, la startup bolognese che da anni fornisce prodotti pratici e attenti al pianeta. Una bottiglia a zero emissioni che rispetta l’ambiente.

La “Clima Bottle” è in grado di mantenere le bevande fredde per 24 ore e calde per 12; ed è in vendita in esclusiva sul sito chiaraferragnicollection.com anche se è già andata sold out in poco meno di un’ora.

Chiara Ferragni come “Re Mida”, tutto quello che tocca diventa oro.

A cura di Linda Suarez

San Valentino con JD Sports: un appuntamento “Virtual-Urban Chic”

San Valentino con JD Sports:

un appuntamento “Virtual-Urban Chic”

San Valentino è alle porte e quest’anno, nonostante il periodo un po’ particolare, la scelta del look non sarà da sottovalutare. Perciò abolite le tute in pile e le pantofole con gli orsetti e via libera allo stile! Quest’anno il mantra è: look Urban Chic!

Mettete da parte camice, tacco 12 e l’iconico black mini-dress e optate per un look sporty a prova di virtual-dinner o per una comoda e romantica cena a casa. L’obiettivo è unico e solo: essere fashion ma senza rinunciare al comfort.

Per questo,  JD Sports, retailer britannico con 37 negozi in Italia e sempre più in crescita nel mondo dello streetwear, presenta i suoi look dall’inconfondibile touch premium.

I King Of Trainers non hanno alcun dubbio su quale look suggerire per il giorno più romantico dell’anno: l’Urban Chic – la soluzione perfetta per non sbagliare! Il 14 febbraio, quindi, entrano in gioco le felpe di cotone, le t-shirt basic e i pantaloni della tuta stile jogger. Ma anche l’intimo necessità di una menzione a sé. Per la notte più romantica dell’anno è necessario puntare ad avere calze, boxer, mutande e reggiseni trendy, di qualità ma comodi.

Quindi, per San Valentino 2021, JD propone la T-shirt bianca Double Futura di Nike per dare un tocco retro all’outfit, da abbinare agli intramontabili pantaloni sportivi Nike Swoosh realizzati in misto cotone French Terry per il massimo comfort. In soccorso alla mancanza del tacco 12, arriva Fila con le iconiche e retro Disruptor II.

Mentre, il Valentino 2021 di JD ha un outfit da vero Romeo stiloso con la Felpa con cappuccio Puma Logo Overhead e i pantaloni della tuta Puma Core Fleece dallo stile street-ready e dal comfort estremo. E per completare l’outfit con una nota chunky, le intramontabili Fila Ray Tracer  in esclusiva da JD.

Che sia un primo appuntamento, una serata virtuale o una romantica cena a casa, le tre parole magiche sono: amore – stile – comfort.   

Disponibile anche online

Oltre che nei negozi JD Sports, i consumatori possono trovare le ultime novità di abbigliamento e calzature sportive sulla piattaforma multicanale jdsports.it. Grazie a questo sistema, si potrà accedere ad una maggiore varietà di prodotti rispetto a quelli presenti nei negozi; inoltre il servizio è fruibile per mezzo di tutti i dispositivi elettronici – cellulari, tablet, PC, portatili – sia per mezzo del sito web che dell’App disponibile per iOS e Android.

Su JD Sports

JD Sports nasce nel 1981 introducendo nel mercato collezioni esclusive e diventando il punto di riferimento globale nell’ambito sport fashion. Qualità, brand all’avanguardia, fiducia e stile caratterizzano questa azienda nata con l’obiettivo di essere ciò che è oggi: leader nell’urban style e dello sport.

SI APRE A MILANO LA MOSTRA “À la mode de Gruau”

À la mode de Gruau. Inaugura presso lo showroom Amini di Milano una retrospettiva dedicata al celebre artista. Dal 16 febbraio al 13 marzo presso gli spazi di via Borgogna 7, Amini racconta un René Gruau inedito, presentando una nuova collezione di tappeti nata dai disegni tratti dall’archivio storico Fede Cheti.

A un anno dal debutto di Parigi delle collezioni di tappeti Amini Icons dedicate a René Gruau, si apre a Milano la mostra À la mode de Gruau: protagoniste alcune tra le gra che più iconiche del poliedrico artista italo-francese.

Illustratore, scenografo e costumista autodidatta, Gruau rappresenta una delle gure più affascinanti del panorama della moda del Ventesimo secolo. La sua carriera inizia con la collaborazione con diverse riviste di moda francesi e giornali tra cui Le Figaro, Marie Claire, Vogue e Harper’s Bazaar. Qui nasce il suo tratto distintivo che lo porta a essere oggetto di attenzione delle più importanti maison di moda francesi con cui collaborerà per molti anni. Grazie al legame con Christian Dior prima e con Chanel, Yves SaintLaurent, Givenchy, Cristóbal Balenciaga e Christian Lacroix poi, l’artista consolida il suo segno unico di creatività originale e innovativa, diventando espressione stilistica di un’epoca.

Queste atmosfere ancora oggi attuali, legate al mondo della moda, delle arti e della comunicazione sono oggetto della selezione Amini da cui nascono tre tappeti gurativi: Cap, Man e Woman raccontano un tratto tipico dell’estetica degli inizi del Novecento, con tono ironico e leggerezza di spirito. Come in un frame cinematografico, le tre gure sembrano dialogare attraverso un passaggio veloce di sguardi, divertiti, educati.

La produzione artistica e pubblicitaria di Gruau sono l’espressione di vere e proprie strategie comunicative dell’epoca: i primissimi piani dei soggetti, le inquadrature e lo sviluppo del disegno su linee diagonali, sono espedienti per catturare l’attenzione dell’osservatore e guidarne lo sguardo, per animare così la rappresentazione.

All’interno della mostra À la mode de Gruau, una selezione di disegni, scritti e fotogra e dell’epoca completano l’omaggio alla creatività incisiva e iconica dell’artista.

About Amini Carpets.

Amini Carpets è l’espressione di una sintesi perfetta tra forte passione per il design contemporaneo e tutela delle migliori tecniche di produzione tradizionali. La collezione vanta una forte identità stilistica, declinata in un catalogo complesso e poliedrico: dalle proposte più essenziali, basate sulle qualità espressive dei materiali utilizzati, a quelle più decorative che reinterpretano i disegni tradizionali in una percezione contemporanea, alle Icone del Design, tra cui Gio Ponti, Joe Colombo, Manlio Rho, Ico Parisi. Al centro del progetto c’è il desiderio di offrire una selezione di prodotti di eccellenza, perfetti interpreti della contemporaneità, risultato di un costante dialogo con le diverse dimensioni del progetto: dal design alla moda, dall’arte alle migliori tradizioni storiche italiane e internazionali.

About ABC, Amini Brothers Company.

Amini Carpets è una divisione del gruppo ABC Italia, azienda di profonda tradizione nei tappeti di pregio nata a Herat (Afghanistan) nel 1962, operativa in Germania dalla metà degli Anni 70 e in Italia dagli Anni 90. Realtà unica nel settore dell’interior design grazie a un’avanzata e dinamica struttura, ABC è in grado di ideare, realizzare e commercializzare qualsiasi tipologia di tappeto: dal prodotto artigianale a quello a lavorazione meccanica; dal contemporaneo a raf nate edizioni d’artista in tiratura limitata; dal “su misura” alle grandi forniture. Un’offerta straordinaria, resa possibile da un’organizzazione ef ciente e collaudata, che prevede centri di produzione localizzati in diversi paesi, dal Nepal all’In- dia, dall’Afghanistan alla Turchia e al Marocco: luoghi dove la tessitura dei tappeti rappresenta ancora oggi un’espres- sione della cultura locale. Un servizio altamente essibile, associato ad un grado di ef cienza e af dabilità hanno reso Amini Brothers Company l’interlocutore privilegiato di importanti brand internazionali del design, della nautica e della moda, di gruppi internazionali di hôtellerie per i quali realizza in alberghi e apartment building in tutto il mondo soluzioni ad hoc, su misura no all’ultimo centimetro, le più adatte a ogni contesto stilistico.

Charles de Vilmorin nominato Direttore Artistico di Rochas

La prima collezione del designer per la Maison francese sarà quella della primavera-estate 2022

Rochas Paris è una storica Maison francese di moda e profumi, riconosciuta nel mondo per il suo spirito di leggerezza e gioia di vivere.

Proprio per questa identità e il suo tocco di libertà e spontaneità, che la contraddistingue in tutta la sua storia, ha scelto, viste le esigenze di cambiamento in atto in tutte le Maison di Oltrealpe, di nominare Charles de Vilmorin a capo della direzione artistica.

Il giovane creatore francese, di appena 24 anni, è già noto agli addetti ai lavori per il suo debutto ad aprile 2020, nel calendario Haute Couture della settimana della moda di Parigi, con una collezione dedicata all’amore e alla tolleranza.

Da quel momento, la sua visione istintiva e spontanea del design e del suo amore del colore, acquisita durante gli anni di studi presso la Chambre Syndicale de La Couture Parisienne, gli consentono di approdare nell’universo di Rochas.

Audacia, eleganza   e   atemporalità   sono   espressioni dell’universo di Rochas. Sono gli stessi valori che definiscono il lavoro di Charles de Vilmorin, creando così  un’armonia perfetta  fra  i  nostri  due  universi” ha dichiarato Philippe  Benacin,  Presidente  e  Direttore  Generale  della  Società  Interparfums nel corso della conferenza stampa di presentazione “ La giovane età, il talento e quel pizzico di follia che riconosciamo in Charles regaleranno a Rochas un soffio di novità negli anni a venire” e aggiunge. “ Siamo molto felici che Charles possa contribuire a rinnovare il marchio.

In questi due mondi citati da Philippe Benacin si inserisce poi anche lo storico legame che ha inevitabilmente tessuto le trame di due famiglie che hanno percorso insieme un capitolo di vita vissuta: la prozia di Charles de Vilmorin, nonché la scrittrice francese Louise de Vilmorin fu infatti amica di Hélène Rochas, vedova di Marcel, fondatore dell’omonimo brand, che guidò l’espansione internazionale del profumo Rochas dopo la morte del marito.

«Con grande onore entro a far parte della Maison Rochas in qualità di Direttore Artistico. Rochas è un marchio che occupa un posto speciale nel mio cuore per via delle mie radici familiari e della sua tradizione così ricca e colma di ispirazione” ha dichiarato Charles de Vilmorin. “Non vedo l’ora di dare il mio tocco personale e reinterpretare i codici di questa splendida Maison»

Una nuova pagina per Rochas, che avrà il suo esordio previsto con la presentazione della collezione prêt-à-porter Primavera Estate 2022.

Alberto Corrado

Sneakers che passione!

Chi non ha ancora visto la serie Netflix “Lupin”?

Lupin” è stata una serie in grado di farsi immediatamente notare dal pubblico per i fatti coinvolgenti che vive il protagonista.

Ispirato alle avventure del celebre Arsenio Lupin, la serie ha conquistato anche i più attenti “fashion victims” per le scarpe indossate dal protagonista Omar Sy.

Tutti abbiamo notato la grande passione per le sneakers che ha il protagonista Assan, che per il suo lavoro e per il suo stile, si ritrova ripetutamente a cambiare outfit. Infatti, all’inizio delle prime puntate, è stata inquadrata la scarpiera di Assan, ed episodio dopo episodio, abbiamo ammirato la vasta scelta delle sue sneakers.

Che sneakers indossa dunque il protagonista della serie Netflix “Lupin”?

Nel primo episodio indossa una sneaker classica, Air Force 1 Black, una delle più indossate. A seguire una più decisa nei colori, Air Jordan 1 Mid “Lakers Top 3”. Successivamente indossa le Air Jordan 1 High “Fearless UNC Chicago”, inconfondibili grazie al colore rosso “Chicago” e l’azzurro “UNC”. Alla fine della serie invece, le Air Jordan 1 Mid “Yellow Toe” dai colori estremamente carichi, sono protagoniste di una movimentata fuga sui tetti.

Che dire…sneakers che passione!

Luigi Alvino jr

Cosa indosseremo in primavera e in estate?

Cerchiamo di distrarci e accantonare per un attimo il grande problema del Covid-19 che sicuramente tormenta le nostre menti e speriamo di poter godere quanto prima della libertà negata che ci permetterà nuovamente di uscire.

Quindi siamo pronte a vestirci?

Non perdiamo la speranza e conosciamo le tendenze primaverili/estive.

Il colore must: arancio;

Pants: intramontabili jeans;

Libertà di osare con veli e trasparenze, di mostrare la lingerie senza limite alcuno e di indossare gli abiti aderenti come una seconda pelle.

Osate con le fantasie e i colori, mi raccomando.

E speriamo di poter colorare nuovamente la nostra vita.

DAGLI ANNI ’60 AL 2021 SEMPRE UN MUST: EMILIO PUCCI E LE SUE FANTASIE

The Prince of Prints”.

Così lo chiamavano i giornalisti di moda di tutto il mondo, affascinati dai suoi disegni giovani ed esclusivi che non passano mai di moda.

I suoi pezzi forti?

Pattern geometrici, disegni grafici e colori carichi. Disegni perfetti per abiti, caftani, bluse, gonne e pants.

Volete osare?

Indossate un coordinato, senza abbinarlo ad una tinta unita, sarete perfette…sempre!

Laura Biagiotti

La regina del Cashmere

La moda è fatta di lustrini e paillettes, di show e celebrazioni. Raramente capita che il successo si ottenga attraverso la modestia e la sobrietà. Uno di questi casi è la storia professionale di Laura Biagiotti.
Cresce nella sartoria romana della madre ma i suoi studi sono lontani da quelli della moda. Si laurea in archeologia negli anni 60 e si trasferisce giovanissima in America per completare le sue competenze. La madre, Delia Soldani, è una stilista molto famosa nella capitale. Il suo atelier è frequentato da dive del cinema e personaggi di spicco della Roma bene. Tanto che sarà la prima stilista donna a disegnare le divise per Alitalia verso la fine degli anni 50. Ammalatasi, chiede momentaneamente alla figlia Laura di ritornare dall’America per poter portare avanti l’atelier durante la sua assenza.
È in quel momento che Laura Biagiotti capisce che la sua strada è l’industria della moda. Confessa a sua madre di avere un sogno: portare l’atelier fuori dalle mura romane e farlo diventare famoso in tutto il mondo. Delia, donna di tempra e lungimirante, impone a sua figlia di fare gavetta in altri atelier se ha davvero intenzione di capire l’alta moda. Ed è così che Laura va a lavorare prima da Schuberth, poi da Capucci e infine da Rocco Barocco (nomi prestigiosissimi in quegli anni). Passano 10 anni e firma nel 1972 la prima collezione a suo nome che si chiamerà semplicemente Biagiotti e che gestirà assieme alla sua amata mamma.
Presenta per la prima volta il cashmere. Nessun stilista era mai riuscito a proporre questo tessuto tanto pregiato ma così poco compatibile allo sfrazo delle passerelle. Fino ad allora questo prezioso filato veniva usato principalmente nella lavorazione delle sciarpe o al massimo per qualche maglioncino. Laura immagina una donna avvolta in lunghi vestiti di questo leggero e caldo tessuto che danza attorno alle forme del corpo. Il successo è straordinario. In pochi anni l’atelier Biagiotti si impone in tutta Italia, in Europa fino a tutto il resto del mondo. Il cashmere diventa la sua seconda pelle per il resto della sua vita.
Morta la madre il marchio prende il suo nome. Nasce nel 1978 Laura Biagiotti. Inarrestabile nella sua decisione di imporsi sul mercato internazionale ha l’occasione nel 1988 di entrare nella storia: sarà la prima stilista al mondo a entrare nel mercato cinese. Rompe gli argini del comunismo e sfila per le strade di Pechino. E’ la prima volta che il popolo cinese vede  la moda. Mai era accaduto prima. Sarà solo l’inizio della storia dei suoi primati, non solo come imprenditrice ma soprattutto come donna imprenditrice.
I suoi profumi saranno fra i più venduti al mondo. Continua la collezione di sua madre e arriva a possedere oltre 5000 fraganze di profumi antichi. L’arte è il suo secondo grande amore, innumerevoli i restauri che vengono fatti a nome della sua associazione, e innumerevole è la collezione di opere d’arte appartenente alla sua famiglia. In particolar modo diventa la più grande collezionista delle opere di Giacomo Balla, che attraverso la sua linearità e la sua eleganza si ispira la concezione dello stile di Laura Biagiotti.
Il New York Times la definisce “la regina del cashmere” e le viene consegnato il prestigioso riconoscimento “Donna dell’anno” nel 1992 a New York. Nel 1995 abbatte una seconda grande barriera: è la prima stilista a sfilare al Cremlino. A Mosca il successo è enorme, e iniziando da lei la Russia inizia ad aprire pian piano le porte ai brand internazionali.
Laura diventa la pioniera. Laura diventa il “made in Italy” più conosciuto al mondo. E’ la prima stilista a ricevere dal Presidente Oscar Luigi Scalfaro, sempre nel 1995, il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana per il prestigio del Made in Italy nel mondo e il contributo dato all’industria italiana.

Morirà nella sua amata Roma, per complicazioni da attacco cardiaco, all’età di 74 anni. Lascia il suo impero alla figlia Lavinia. Il suo nome entra di diritto nella storia della grande imprenditoria del nostro paese.

Michele Esposito