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Il premier Conte riferisce alla Camera: “Italia verso scenario 4”

“La curva corre in ogni Continente. L’Ue all’interno di un quadro globale è una delle aree più colpite dall’urto della seconda ondata. Nelle ultime settimane l’incremento di casi Covid è stato di 150 contagi per ogni 100 mila abitanti ed anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento, la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi “.Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento alla Camera sottolineando che ‘Il quadro epidemiologico è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune regioni”. Alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità” delle Regioni.

Strategie misure da modulare in base a Regioni – “Alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità” delle Regioni. “Nel prossimo dpcm indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive. L’inserimento di una Regione avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute”. Questi scenari dovranno tener conto – ha spiegato tra l’altro il premier – dell’indice di replicabilità del virus, dei focolai e della situazione dell’occupazione dei posti letto negli ospedali. Ci sono specifiche criticità in Regioni e province autonome. L’rt nazionale è a 1,7 ma in alcune regioni ovviamente il dato è superiore. Esiste un’altra probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese.

Limiti a spostamenti da e verso Regioni a rischio – “Introdurremo il limite agli spostamenti da e verso le regioni con elevati coefficienti di rischio” salvo esigenze di lavoro, studio e salute. Così il premier Giuseppe Conte alla Camera sottolineando che ‘il governo prevede di adottare a livello nazionale “limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale piu’ tarda”. Per l’intero territorio nazionale intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio. Chiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri. Chiudiamo i corner per le scommesse e giochi ovunque siano, chiuderanno anche musei e mostre. Nel dpcm si prevede “anche integralmente” la didattica a distanza per le scuole di secondo grado e la riduzione al 50 % del limite di capienza dei mezzi pubblici locali.

Sforzi finanziari a sostegno del lavoro – “Faremo tutti gli sforzi finanziari che servono per costituire elementi di stabilità e certezza per il mondo del lavoro”, per questo il governo ha varato il dl ristori e ha esteso il blocco dei licenziamenti fino a fine marzo. Così il premier Giuseppe Conte alla Camera garantendo celerità nei ristori alle attività colpite. “Siamo consapevoli della frustrazione e del senso di smarrimento e anche della rabbia che si sta manifestando in questi giorni. E siamo anche coscienti delle ripercussioni sull’attività economica, la produzione ma non ci può essere dilemma nella difesa della salute e la tutela dell’economia, più piegheremo i contagi più allenteremo le restrizioni. I numeri macro economici non di dicono nulla del disagio sociale ma il risultato è straordinario. Ai cittadini va la nostra gratitudine”

Restiamo uniti in un momento drammatico – “Questa è la terza crisi che stiamo vivendo e stavolta si può imprimere una svolta, l’Europa l’ha colta con il programma nextgeneration Eu. Serve un nuovo patto tra pubblico e privato, il pubblico non deve ostacolare il mercato ma indirizzarlo e il nostro piano offrirà un nuova prospettiva nel solco degli obiettivi Ue. Non possiamo permetterci di distogliere lo sguardo dal futuro, sappiamo con certezza che le trasformazioni in atto lo cambieranno, noi dobbiamo accompagnare la transizione, nessuno può sentirsi esonerato, rivolgo ancora un invito alle forze e alle energie del Paese, restiamo unti in questo drammatico momento in nome dell’unità e dei valori che sono alla base della nostra Costituzione””

Fonte: Ansa

Ipotesi Lockdown ? Si pensa a coprifuoco in tutta Italia alle ore 21

Coprifuoco in tutta Italia dalle 21. Sarebbe l’ipotesi di compromesso tra la richiesta di una chiusura nazionale dalle 18 fatta da alcune Regioni e l’indicazioni del governo per restrizioni limitate alle aree in cui l’indice di contagio è più alto. Il confronto sul nuovo Dpcm andrà avanti nella notte. Chiuderanno i musei, dopo cinema e teatri. Nelle aree a maggior contagio, si pensa a bar e ristoranti chiusi anche a pranzo; Dad anche in seconda media e obbligo di mascherina per le lezioni in presenza di elementari e prima media. Per sciogliere i nodi, è possibile che slitti a martedì il nuovo Dpcm. Conte è impegnato domani in comunicazioni alla Camera e al Senato,

Il premier, quindi, illustrerà al Parlamento l’orientamento che intende dare al nuovo Dpcm su cui il governo sta lavorando in questi giorni. Ma – a quanto si apprende da fonti della maggioranza – la firma vera e propria del testo potrebbe non arrivare lunedì sera ma martedì. Questo per consentire di risolvere i nodi che ancora sono aperti con le Regioni.

Diversificare le misure tra zone rosse e resto del Paese. E’ questa l’impostazione a cui sta lavorando il governo per mettere a punto il nuovo dpcm. Tra i punti su cui si sta discutendo in una serie di riunioni che con ogni probabilità andranno avanti per tutta la notte c’è anche quella di arrivare ad un compromesso sul coprifuoco: non più alle 18 nelle cosiddette ‘zone rosse’ ma l’idea, su cui si ragiona, è quella di estenderlo alle 21 per tutta Italia. Anche se il Cts, a quanto si apprende da fonti della maggioranza, non sarebbe d’accordo preferendo invece le 18 per tutto il Paese.

Conte sarebbe d’accordo con le Regioni sulla richiesta di misure più restrittive ma, in base a quanto si apprende da fonti della maggioranza, a differenza di quanto vogliono i governatori, sarebbe orientato a modularle in base alla diffusione territoriale del Covid, più che a varare provvedimenti di carattere nazionale. Fra le restrizioni sul tavolo della riunione in corso a palazzo Chigi tra il premier e le forze che sostengono il governo c’ è l’interruzione della mobilità interregionale, fatto salvo ragioni di lavoro, la chiusura dei centri commerciali nei weekend.

Bar e ristoranti chiusi anche a pranzo nelle regioni con tasso di contagi a rischio. Le zone critiche sono Lombardia, Piemonte e Calabria. Poi coprifuoco alle 18, con chiusura delle attività commerciali e per la cura alla persona, salvo farmacie, parafarmacie e alimentari. In base a quanto si apprende da fonti della maggioranza, sono alcune delle misure allo studio del governo per il nuovo dpcm. Sempre nelle aree a rischio, chiusi anche i musei e stop ai distributori automatici. Smart working nella Pubblica amministrazione, salvo i servizi pubblici essenziali.

Nelle aree più a rischio, individuate sulla base dell’indice dei contagi si starebbe pensando a estendere la didattica a distanza anche alla seconda e terza media, con obbligo di mascherina sempre per le lezioni in presenza, cioè alle elementari e in prima media. E’ quanto si apprende da fonti di maggioranza.

Il Dpcm annunciato “andrà nella direzione del principio di proporzionalità e ragionevolezza che ha guidato le scelte fino ad ora, facendo leva su qualche misura come la limitazione agli spostamenti interregionali se non per ragioni indifferibili, di salute o di lavoro”, ha affermato il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli e a Che tempo che fa su Rai Tre. “La scuola e l’eventuale attivazione di periodo di Dad non è un totem intangibile. In situazioni di alcune realtà territoriali in cui si vuole ottenere una flessione della curva, può essere una misura da considerare”, ha aggiunto Locatelli.

Proseguirà, intanto, in mattinata alle 9 il confronto tra governo e Regioni, Comuni e Province sulle misure del prossimo Dpcm-anti Covid. Le Regioni, in particolare, avrebbero chiesto misure uniformi per tutta Italia. “In queste 48 ore – avrebbe detto durante la riunione il ministro Speranza – costruiamo insieme il Dpcm su due orizzonti: misure nazionali e misure territoriali. Sul primo punto è vigente l’ultimo Dpcm, possiamo anche alzare l’asticella nazionale su alcuni punti condivisi e su alcuni territori alziamo i livelli di intervento”.

“La curva epidemiologica è ancora molto alta. Mi preoccupa il dato assoluto, che mostra una curva terrificante. O la pieghiamo, o andiamo in difficoltà”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza in un colloquio con il Corriere della Sera. “Abbiamo 48 ore per provare a dare una stretta ulteriore”, evidenzia Speranza, secondo il quale c’è ancora troppa gente in giro. Il ministro poi rassicura sulla tenuta delle terapie intensive, e sulla scuola spiega che va difesa il più possibile, ma in un contesto di epidemia “non è intangibile”.

Il lockdown generalizzato non è sostenibile e non serve, in Veneto la maggior parte sono asintomatici e la sanità è assolutamente sotto controllo: lo avrebbe detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, nel corso dell’incontro tra Regioni e Governo. Zaia si sarebbe detto favorevole a misure nazionali, “decidiamole insieme e chi ritiene può aggiungere misure territoriali restrittive. Dobbiamo fare squadra ed essere uniti tra noi e il governo”, ma avrebbe sottolineato che l’ RT non sempre è paragonabile tra Regioni perché il numero dei tamponi e del contact tracing sono diversi; vanno irrobustite le cure domiciliari.

“Il lockdown è l’unica misura che si è dimostrata efficace: se possiamo andare avanti con altre misure non determinanti, procediamo. Ma se i tecnici ci dicono che l’unica alternativa è il lockdown, facciamolo a livello nazionale”: è questa, secondo quanto si apprende, la posizione espressa dal governatore della Lombardia Attilio Fontana nel corso dell’incontro Regioni-Governo sul dpcm. Fontana ha ribadito che “è necessario che i provvedimenti vengano presi a livello nazionale” e quindi si è detto contrario a un lockdown territoriale, perchè “se fermiamo Milano, si ferma la Lombardia” e “il virus oggi è diffuso su tutto il territorio nazionale, non è come a marzo”.

Il ministro Boccia ha però chiarito anche perché le restrizioni scatterebbero in automatico: “Il documento dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e il sistema di monitoraggio che abbiamo condiviso con scienziati e Regioni ha una serie di ipotesi che devono scattare automaticamente. Se un Rt (indice di contagiosità, ndr) supera un certo livello .- oggi ci sono 11 Regioni oltre 1,5 e 2 regioni oltre 2 -, allora alcune misure già previste dal piano che abbiamo condiviso e aggiornato insieme devono scattare in automatico”. E sulla scuola “non si deve prendere una decisione univoca ma deve dipendere dal grado di Rt (indice di contagiosità, ndr) in ogni regione”, avrebbe detto il ministro degli Affari regionali.

Lo spostamento tra Regioni. “Il governo nazionale – avrebbe detto Boccia agli enti locali – è al vostro fianco per eventuali ulteriori restrizioni condivise a partire dalla mobilità regionale e possiamo decidere di adottare ulteriori misure, ma ogni presidente di regione può intervenire in base alle esigenze e criticità del proprio territorio”. “Le regioni che singolarmente chiudono alcune attività o riducono gli orari in base all’attuazione del piano condiviso sull’andamento epidemiologico devono sapere che saremo al loro fianco con ogni forma di sostegno”.

Una delle ipotesi prospettata dalle Regioni è quella di limitare gli spostamenti degli over 70 per cercare di ridurre la diffusione del coronavirus: in particolare lo avrebbero chiesto Lombardia, Piemonte e Liguria.

Il Paese non può permettersi un nuovo lockdown”, dice il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti il quale in una nota sui social suggerisce che bisogna intervenire sulla categoria più fragile, gli anziani definiti dal governatore “non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese”. Un tweet che ha fatto immediatamente scoppiare la bufera sui social.

“Se dopo le 18 abbiamo detto che si chiudono le attività non necessarie, allora dopo le 18 non bisogna più stare in giro o fare cene con non conviventi”, avrebbe detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

I sindaci, d’altro canto, avrebbero chiesto la chiusura dei centri commerciali nei weekend, “perché è in quei giorni che si concentra l’affluenza e chiusura degli sportelli scommesse nelle tabaccherie e nei bar perché è lì che si sposta il flusso di chi trova chiuse le sale scommesse”, ha detto il presidente dell’Anci, Antonio Decaro.

I sindaci avrebbero chiesto che le chiusure siano pianificate in maniera chiara sulla base del rischio, così come era previsto nel documento del Comitato tecnico scientifico condiviso da Governo e Regioni. In questo modo – avrebbe spiegato il presidente dell’Anci Antonio Decaro – i cittadini sono coinvolti in un percorso trasparente e rispettano le restrizioni: indice Rt sale, scattano le limitazioni, indice Rt scende, si allentano.

Fonte: Ansa

De Luca (Pres.Regione Campania): “Se lockdown sarà, dovrà essere nazionale e non solo per Milano e Napoli”

Lockdown Coronavirus, diretta Facebook De Luca 30 ottobre 2020


“Nessuno si permetta di prendere misure mezze mezze come lockdown Milano e Napoli. Servono misure nazionali. Ci sono regioni più piccole con contagi molto più alte di Napoli. Ogni ora perduta sono migliaia di contagi in più. Situazione più difficile ora che a febbraio, marzo. 3186 positivi su più di 15mila tamponi eseguiti oggi. Cercheremo di far sapere in 12 ore l’esito dei tamponi. Ma le persone devono lasciare il numero del telefonino. Alcuni laboratori privati non comunicano esito tampone, magari per continuare a lavorare in nero. E’ reato, abbiamo contattato i carabinieri. Abbiamo registrato tra 64-68 contagi dagli zero ai sei anni. Proprio perchè non possono mantenere il distanziamento sono veicoli di contagio spaventoso. Abbiamo disponibili 250 posti di terapia intensiva. La aumentiamo la disponibilità nelle terapie intensive quando serve. Abbiamo fatto già 700mila vaccinazioni per l’influenza e consegnato oltre un milione di dosi ai medici. A marzo record 622 ricoveri ospedalieri, oggi il doppio. Avevamo 4mila positivi, oggi 40mila. Molti asintomatici che però contagiano. Terapie intensiva a marzo picco 135, già oggi 164 ricoveri e il peggio deve ancora venire. Triplicheremo degenza e terapie intensive. Non voglio avere i morti per terra. Asl Napoli 3 alto livello di contagio. Anticipiamo noi il lockdown, anche se non ci sono decisioni formali. Auguri a Maradona, spero che si curi un po’ di più”, ha proseguito De Luca.“

Fonte: Napolitoday

Covid-19. rischio Lockdown solo a Napoli e Milano ?

A Milano e Napoli uno può prendere il Covid entrando al bar, al ristorante, prendendo l’autobus. Stare a contatto stretto con un positivo è facilissimo perché il virus circola tantissimo. In queste aree il lockdown è necessario, in altre aree del Paese no

Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, torna a chiedere dei lockdown mirati nelle zone dove il virus circola di più, perché ‘ci sono delle aree del Paese dove la trasmissione è esponenziale e le ultime restrizioni adottate, che possono essere efficaci nel resto del territorio, in quelle zone non bastano a fermare il contagio’.

Sulle critiche di Matteo Renzi per la chiusura di cinema e teatri, prevista nell’ultimo Dpcm, Ricciardi risponde: “Se sei a Milano è un luogo dove te lo puoi prendere anche al cinema. In altre città la situazione non è la stessa. A Milano e Napoli è impensabile qualsiasi attività che prevede l’avvicinarsi di persone negli spazi chiusi”. Ci troviamo, infatti, ha aggiunto, in presenza “di migliaia di soggetti asintomatici che tornano a casa, dove non si indossa la mascherina, ci si bacia e ci si abbraccia”.

Sul tema di un possibile lockdown è tornato anche Guido Bertolini, responsabile del Coordinamento Covid-19 per i reparti dei pronto soccorso lombardi. Per Bertolini “arrivati a questo punto, con una curva di crescita esponenziale dei contagi, l’unica cosa che si può fare è chiudere tutto, un lockdown a livello nazionale. La situazione nei pronto soccorso è drammatica, non solo in Lombardia, ma ovunque a livello nazionale”.

“Escludo che ci siano le condizioni per prevedere ipotesi di questo genere, anzi, tutti i nostri interventi vanno nella direzione di evitare ogni tipo di lockdown”. E’ quanto ha rimarcato il governatore Attilio Fontana, a margine della presentazione della mostra sui 50 anni della Regione Lombardia organizzata in collaborazione con ANSA a Palazzo Pirelli. Questo pomeriggio Fontana avrà un nuovo incontro con i sindaci dei capoluoghi di provincia lombardi e i capigruppo di maggioranza e opposizione per un aggiornamento sulla situazione epidemiologica. Le ultime limitazioni regionali anti-Covid saranno “ribadite” in una nuova ordinanza attesa in giornata, necessaria per allineare a livello tecnico quella attualmente in vigore con il nuovo Dpcm.

E’ verosimile che “oltre l’80% di tutti coloro che contraggono l’infezione siano asintomatici o paucisintomatici”. Lo afferma all’ANSA Flavia Riccardo. dell’Istituto superiore di sanità , sottolineando al contempo che cresce il numero dei soggetti postivi a sarsCov2 asintomatici rispetto ai mesi iniziali dell’epidemia: sono il 56,5% sul totale dei test molecolari effettuati nel periodo 20 luglio-20 ottobre. La percentuale era invece pari al 15,1% nei primi tre mesi dell’epidemia (20 febbraio- 20 maggio). Il dato si evince dall’ultimo Rapporto dell’Iss sull’epidemia da Covid aggiornato al 20 ottobre. L’aumento è dovuto al maggior numero di tamponi effettuati sui contatti e per attività di screening rispetto all’inizio della pandemia.

Fonte: Ansa

Premier Conte: “Mini-Lockdown ora per passare un Natale sereno”

Gli ultimi dati epidemiologici che abbiamo analizzato non ci possono lasciare indifferenti. L’analisi segnala una rapida crescita con la conseguenza che lo stress sul sistema sanitario nazionale ha raggiunto livelli preoccupanti”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa da Palazzo Chigi. “Dobbiamo fare il possibile per proteggere salute ed economia. Di qui la necessità di misure più restrittive, che entreranno in vigore questa sera fino al 24 novembre”.  

“La chiusura di teatri, sale concerto e cinema è stata una decisione particolarmente difficile, tra le altre”, ha detto ancora il premier. “L’obiettivo è chiaro, vogliamo tenere sotto controllo la curva epidemiologica perché solo così riusciremo a gestire la pandemia senza rimanerne sopraffatti. Ma questo significa offrire risposta efficiente e cure adeguate a tutti i cittadini e scongiurare lockdown generalizzato, il paese non può piu permetterselo”. “Non abbiamo introdotto il coprifuoco, non è una parola che amiamo ma raccomandiamo di muoversi solo per motivi di lavoro, salute studio e necessità. e di non ricevere a casa persone che non siano del nucleo familiare”

“L’Italia è un grande paese, l’abbiamo dimostrato la scorsa primavera, ce l’abbiamo fatta nella prima fase e ce la faremo anche adesso”, ha spiegato Conte sottolineando che le misure prese adesso servono per evitare di chiudere tutto per Natale. “Riusciremo così ad affrontare dicembre e le festività natalizie con maggiore serenità”. “I ristori arriveranno direttamente sul conto corrente dei diretti interessati con bonifico bancario dell’Agenzia delle Entrate”

“Questo governo, pur nella varietà di sensibilità e posizioni, ha un obiettivo ben chiaro e queste misure delineano un quadro chiaro – ha spiegato Conte -: non vogliamo penalizzare direttamente il tessuto produttivo ed economico ma nello stesso tempo se non stringiamo quelle misure difficilmente potremmo venirne a capo in questo mese novembre. Noi confidiamo che a novembre soffriremo un poco ma poi torneremo a respirare“. “Arriveranno nuovi contributi a fondo perduto. Ci sarà un credito d’imposta per gli affitti commerciali per i mesi di ottobre e novembre. Verrà cancellata la seconda rata Imu dovuta entro il 16 dicembre”.

“I dati che stiamo esaminando dicono che la pandemia sta correndo in maniera uniforme e critica in tutta italia. Di qui l’intervento del governo a ridefinire quadro di misure restrittive. E potremo già nei prossimi giorni lasciare alle regioni di concordare con noi misure più restrittive”.

“Con questo quadro di misure confidiamo di poter affrontare più distesamente il mese di dicembre. Vorremo arrivare al Natale con predisposizione d’animo serena”, ha spiegato poi il presidente del Consiglio. Se le misure bastano? “Spero di si ma certo non è che a Natale, anche se arriveranno le prime dosi dei vaccini, potremo tutti abbracciarci e fare feste e festicciole. Ma l’importante è arrivarci sereni”, aggiunge.

“Ci possono essere stati degli errori, si può far sempre meglio ma non ci sono state sottovalutazioni. Abbiamo lavorato su tutti i fronti. Quando si affronta una guerra non è che si può dire di non aver fatto abbastanza per vincere. Gli stessi italiani probabilmente sono più frustati rispetto alla prima ondata. Ma se siamo un Paese forte lo dimostreremo anche adesso, i conti si fanno alla fine e noi ce la faremo anche questa volta”, ha detto Conte. “Il virus corre molto e dunque noi dobbiamo essere pronti e flessibili a intervenire. Ma non possiamo imputare al governo di essersi distratto e aver abbassato la soglia di attenzione: ricordo che prima dell’estate tutti, anche l’opinione pubblica, pensavano di aver passato la pandemia mentre il governo ha chiesto la proroga dello stato di emergenza ha detto che non potevamo abbassare la guardia e ha continuato a comprare mascherine e respiratori”.

Verrà offerta un a nuova indennità mensile una tantum per gli stagionali del turismo, spettacolo, lavori intermittenti dello sport“, ha annunciato poi il premier. 

Conferma della cassa integrazione, ulteriore mensilità del reddito di emergenza e misure di sosteno alla filiera agroalimentare che sarà colpita dalla chiusura dei ristoranti. Sono alcune degli interventi di ristoro annunciati dal premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi. “Arriveranno nuovi contribuiti a fondo perduto, ci sarà il credito di imposta per affitti commerciali di ottobre e novembre – dice – la sospensione della seconda rata Imu. Viene inoltre confermata la cassa integrazione, offerta una nuova indennità mensile una tantum per stagionali del turismo, spettacolo e lavoro intermittenti del mondo dello sport, un’ulteriore mensilità del reddito di emergenza e misure di ssotengo della filiera agroalimentare”. 

“Sono già pronti gli indennizzi a tutti coloro che verranno penalizzati sono già pronti”, ha spiegato Conte in conferenza stampa da Palazzo Chigi assumendo “l’impegno a nome dell’intero governo”. Per il lavoro fatto sul decreto il premier ha ringraziato i ministri “e in particolare il ministro Gualtieri e e il ministro Patuanelli”.

Il presidente del Consiglio poi ha confermato che i primi vaccini anti-covid dovrebbero arrivare a dicembre e saranno somministrati alle categorie più fragili e a quelle più esposte, come i sanitari. “La commissione europea ha stipulato contratti che prevedono già a dicembre le prime dosi di vaccini, se questi impegni saranno confermati potremo intervenire subito per distribuire i vaccini alle categorie più fragili e agli operatori sanitari che sono esposti al pericolo”, ha detto il premier in conferenza stampa. 

“Un dolore la chiusura di teatri e cinema – così su Twitter il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini -. Ma oggi la priorità assoluta è tutelare la vita e la salute di tutti, con ogni misura possibile. Lavoreremo perché la chiusura sia più breve possibile e come e più dei mesi passati sosterremo le imprese e i lavoratori della cultura”.

“Insieme alle misure più stringenti e uniformi che arriveranno con il Dpcm – annuncia su Fb la vice ministro dell’Economia Laura Castelli -, ci saranno subito sostegni economici per quelle categorie che subiranno delle limitazioni per fermare la diffusione del virus. Provvedimenti, a cui stiamo lavorando in queste ore, che verranno adottati in modo rapido, per assicurare ristori, indennizzi e cassa integrazione a tutte le realtà coinvolte. Più di quanto abbiamo già fatto a marzo”.

Fonte: Ansa

De Luca in diretta Facebook: “L’obiettivo è salvare la vita delle persone. Criticità in Campania per questioni demografiche. Misure drastiche se la gente non segue le direttive”

Nella diretta Facebook del venerdì, il governatore della Campania De Luca, ha parlato del peggioramento dei numeri dei contagiati da Covid-19.

Questo, quanto evidenziato da PinkLifeMagazine: “La regione Campania è una delle più colpite da Covid-19. Abbiamo una grande criticità ed abbiamo preso decisioni prima delle altre regioni solamente per ragioni demografiche. Non dobbiamo perdere il controllo della situazione, la sicurezza per i nostri concittadini è alla base del nostro lavoro. L’obiettivo fondamentale è la tutela della salute ed il mio compito è proteggere la popolazione. Nel prossimo fine settimana tutto chiuso dalle ore 22,00, stiamo valutando se chiudere la mobilità dalle ore 24,00

Conte: “Il Sud, avamposto del rilancio dell’Italia intera”

Da questo palco si sono sentite molte lodevoli intenzioni, molti apprezzabili propositi che però si sono scontrati con la dura realtà del Sud, che ha visto il Sud allontanarsi ancor di più dalla vita produttiva del Paese. Allora perché oggi deve essere cambiato qualcosa? Oggi ci sono le condizioni per realizzare finalmente una svolta. E il motivo è che non è mai successo che si sia offerta a noi un’occasione unica non solo di incidere sul divario Nord-Sud ma per fare del Sud l’avamposto del rilancio dell’Italia intera”. Lo dice il premier Giuseppe Conte alla Fiera del Levante “I 209 miliardi del Recovery Fund sono senza precedenti, poi ci sono i fondi di sviluppo e coesione, quelli strutturali e i fondi del programma React Eu”, aggiunge.

“Da giovedì qui al sud è entrata in vigore la “fiscalità di vantaggio”. E’ una misura concreta, importante, che trae origini non da un incentivo o da un favore ma dalla constatazione che fare impresa al sud è più complicato. Con la riduzione del costo del lavoro, che non intaccherà il potere d’acquisto dei lavoratori, creiamo la premessa perché le imprese del Sud possano recuperare il gap competitivo. E, ci siamo già predisposti con l’a commissione Ue, questa misura deve essere duratura, il nostro orizzonte è decennale e di una misura progressiva”.
“A breve vareremo un ulteriore decreto per sostenere difficoltà di capitalizzazione delle grandi imprese, anche con strumenti obbligazionari”.
“Nelle prossime ore firmerò il decreto per individuare i cantieri oggetto del decreto semplificazioni, nominando commissari incaricati di accelerare i tempi”.

Fonte: Ansa

Elezioni, ad Ischia parla Vitale Pitone

Incombono le elezioni ed anche nell’isola d’Ischia c’è chi vuol far bene il proprio lavoro. E’ il caso del dott. Vitale Pitone, il quale si candida ed espone i suoi progetti:

A tutti Campani e ai cittadini delle isole del golfo. Vi invito a sostenermi con il vostro voto per raggiungere il mio obbiettivo prioritario che è battermi da subito per una proposta di legge che applichi il modello Genova per il Terremoto dell’Isola d’Ischia, che il 21 ago 2017 colpi Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio d’Ischia. Noi tutti siamo disperati, anche perché non si ravvisano prospettive positive nell’immediato. È con la stessa determinazione impegnarmi per le problematiche della sanità campana, trasporti, infrastrutture  turismo e la Sicurezza a 360g. Sostieni un professionista ingegnere e perito industriale che sarà garante del buon esito delle istanze provenienti da tutti i cittadini. Chi vive il dolore come gli altri, ed è partito dal basso non potrà mai tradire.   

Per contatti  3773778554 anche whatsapp. Ing. Per. Ind. Vitale PitoneCandidato alla carica di Consigliere Regionale.

Consiglio regionale della Campania, parla Nicola Perna

Essere al servizio della comunità e dare impulso a progetti di rilancio e sviluppo del territorio, perché solo valorizzando le risorse locali la Campania tutta potrà diventare il traino di un nuovo e moderno Mezzogiorno.

Sono queste le ragioni che animano la mia candidatura al Consiglio regionale della Campania nella lista ‘Più Campania in Europa’ del partito Più Europa. Una sfida che rappresenta il proseguimento di un cammino nell’impegno sociale iniziato come volontario, e poi come presidente, dell’Associazione Carlo La Catena, il giovane vigile del fuoco napoletano rimasto ucciso a Milano nella strage di via Palestro del 27 luglio 1993. Il mio impegno passa, anzitutto, la presentazione di un programma con punti chiari dai quali intendo partire, se eletto, per dare un contributo concreto al miglioramento del tessuto sociale.

Dare nuovo impulso alle politiche occupazionali è l’obiettivo primario, affinché i nostri giovani non siano più costretti ad emigrare. In quest’ottica solleciterò investimenti concreti sul settore dell’artigianato, di cui Napoli vantava una ricca tradizione che è andata affievolendosi. In secondo luogo, mi batterò per un rilancio concreto di Pozzuoli e dell’area flegrea, tanto decantati da grandi poeti e tanto bistrattati: è necessario pensare per Pozzuoli a un progetto integrato dove turismo, servizi per i visitatori utili a fornire una mappatura facile dei luoghi da visitare, nuove strutture ricettive, potenziamento dei trasporti per le isole e manifestazioni inedite si coniughino alla perfezione.

Non meno importante, a mio avviso, è un aiuto economico ai pendolari: occorre ripensare gli abbonamenti livellandosi in base al reddito, ciò allo scopo di alleggerire le spese affrontate da chi già ogni giorno compie molti sacrifici per raggiungere il lontano posto di lavoro a bordo di mezzi pubblici che non brillano per efficienza e puntualità. E, poi ancora, il progetto per il rilancio del dimenticato Palazzo Fuga a Napoli, che spero possa diventare un polo che comprenda: il più grande museo dell’archeologia greco-romana gestito dal MANN; un centro scientifico universale a cura dei distretti universitari campani per il recupero, la tutela e la valorizzazione del Patrimonio Nazionale artistico/culturale di opere archeologiche; un centro che si occupi anche dell’Osservatorio Nazionale per la tutela dell’ambiente allo scopo di studiare e prevenire le calamità che distruggono i borghi con le loro opere d’arte, le ricchezze delle tradizioni che caratterizzano la nostra “Bella Italia”. Tutto questo senza dimenticare battaglie essenziali per chi è chiamato a rappresentare i cittadini: l’azione di contrasto alla Terra dei Fuochi, a chi inquina e avvelena i nostri luoghi. Ché l’obiettivo è consegnare alle future generazioni un territorio dove non ci sia mai più una ‘Terra dei fuochi’ e un mare avvelenato.

Turismo in rosa: la marcia in più che hanno le donne L’imprenditoria femminile trova ampio spazio nelle attività ricettive

Secondo l’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere, le imprese femminili nel turismo e nel tempo libero in Italia sono oltre 148 mila, pari al 29,5% del totale delle realtà del comparto.

Le aziende in rosa sono fortemente concentrate nel segmento della ristorazione, con 56.152 attività attualmente gestite da donne. Nonostante l’impatto del coronavirus sul turismo sia stato ”devastante’ resta una delle voci di bilancio più rilevante per il nostro Paese, tra i più ricchi al mondo per la presenza di beni culturali. Siti storici, monumenti di grande valore, immensi parchi naturali e spiagge dalle acque cristalline: le opportunità offerte dall’Italia ai turisti sono innumerevoli. Non a caso, nel 2018 il settore ha contribuito al Pil italiano per il 13,2%, per un totale di 232 miliardi di euro (dati Federturismo). Non è difficile quindi intuire come il comparto sia un’occasione importante per l’imprenditoria “in rosa”, che trova qui un terreno privilegiato per avviare un’impresa

A testimoniare il valore aggiunto del turismo in rosa,  Giuliana Apuzzo, 39 anni, candidata al consiglio comunale di Positano, meta turistica internazionale di eccellenza.

D: Per quale motivo, in un quadro che le vede spesso in secondo piano, le donne trovano ampio posto nel settore turistico e delle vacanze? 

R: Da donna, lavoro e collaboro in maniera attiva per il turismo, cercando di rendere il soggiorno dei nostri amati ospiti un sogno da ricordare per sempre. La relazione, ovvero creare empatia con l’ospite, è una delle cose fondamentali: il cliente vuole sentirsi coccolato e viziato e noi donne abbiamo la capacità di rendere l’ambiente accogliente ai bisogni dell’ospite fino alla cura dei dettagli, sono proprio quelli che riescono a trasformare una semplice permanenza in piacere e relax, accogliendo gli ospiti facendoli sentire a proprio agio. 

D: Pensa che per il turismo ci siano margini di crescita nonostante il momento difficile causato dalla pandemia?

Sì. Credo che Positano in particolare possa migliorare ulteriormente diventando sempre più leader indiscussa della qualità e dei servizi. Sono pronta a lottare per questo, creando anche nuovi indotti di lavoro laddove necessario per l’economia turistica e marittima. Ho scelto di candidarmi a sostegno di Giuseppe Guida, perché credo fermamente che sia la persona ideale per fronteggiare questa fase di estrema difficoltà per tutto il settore. Positano, come tutto il Sud, vive della curiosità dei viaggiatori che ogni anno scelgono di condividere emozioni e ricordi, magari a bordo di una barca o sorseggiando un buon vino locale da uno dei nostri punti panoramici al tramonto. Sono pronta a mettere la mia professionalità,onestà e determinazione al servizio della comunità che ho sempre amato. Il bene comune rappresenta uno dei miei primi obiettivi. 

Rafforzare la resilienza dell’intera catena turistica, ottimizzare l’uso delle tecnologie nel settore, promuovere la sostenibilità e facilitare la creazione di partenariati per consentire al turismo di contribuire ulteriormente al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, gli obiettivi primari per la rinascita di un nuovo modo di fare turismo.