Archivio Categoria: Sfilate

LE SFILATE DELLA MFW DI DOMENICA 26 SETTEMBRE: UN TRIONFO DI IPER-FEMMINILITÀ E GIOVANI PROPOSTE, MENTRE CRESCE L’ATTESA PER IL SUPER SHOW VERSACE x FENDI

a cura di Giulia Asprino

Per la penultima giornata della Milano Fashion Week le donne della moda italiana sfilano in avanguardia. Francesca Liberatore, Luisa Spagnoli e Laura Biagiotti  inaugurano le sfilate di domenica 26 settembre. Tre donne per tre narrazioni tutte diverse ma accumunate da un unico comune denominatore: la femminilità. Nell’era del no gender e dell’unisex, i tre marchi rivendicano il loro DNA tutto al femminile, esaltandolo con le loro creazioni.

FRANCESCA LIBERATORE, LUISA SPAGNOLI E LAURA BIAGIOTTI: LA MODA DELLE DONNE PER LE DONNE

Francesca Liberatore, classe 1983, sfila al cinema The Space di Milano con abiti che sembrerebbero provenire direttamente da un film di fantascienza. Fiumi di lurex, drappeggi in organza, tessuti lamè e sete lucide plasmano i corpi delle modelle creando straordinari effetti cangianti. In antitesi al luccichio della Liberatore, segue Luisa Spagnoli. Per il suo debutto in calendario, il marchio diretto da Nicoletta Spagnoli si ispira al western e ai cowboy reinterpretati in chiave moderna. Maxi dress fluttuanti, cappelli fedora e maxi cinture sintetizzano un nuovo desiderio di libertà, di rinascita senza tralasciare un pizzico di malizia e seduzione con grandi spacchi, scollature e cut-out.

Per la collezione ss22, Laura Biagiotti sfila al museo MAXXI e si ispira al futuro.

La moda è qui e, nello stesso tempo, è già nel futuro. Anticipa cambiamenti, stati d’animo, innovazioni. È manifestazione dell’umano comportamento che si evolve nei ritmi della contemporaneità, comunicando un atteggiamento o un messaggio, generando bellezza e creatività. L’abito veste il movimento della vita.

Gli abiti di Biagiotti guardano al futuro ma anche al Futurismo, movimento artistico caro a Laura Biagiotti, con cui la figlia Lavinia intende interpretare la prossima collezione e rendere omaggio alla madre defunta. Così, le stampe degli abiti si ispirano al “Bozzetto per sciarpa con linee andamentali” del 1930 di Giacomo Balla. Viene meno invece l’iconico bianco Biagiotti. Compare giusto in un paio di abiti, per lasciare spazio ad un trionfo di colori brillanti di ispirazioni futurista: fuxia e violacei, gialli vibranti e verdi che sfumano nel blu riempiono il tessuto fino a saturarlo. Non solo arte. La collezione rinnova la collaborazione con l’étoile Eleonora Abbagnato e con la danza. Moda e danza sono il nuovo connubio di espressione artistica, afferma la direttrice creativa Lavinia Biagiotti nel video della sfilata.


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DOLCE&GABBANA ALLA MILANO FASHION WEEK ILLUMINA LA PASSERELLA CON LA NUOVA COLLEZIONE DONNA S/S 2022

a cura di Giulia Asprino

Scintille scintillanti, raggi di luce e riflessi che incarnano pura forza e gioia. Dolce&Gabbana alla Milano Fashion Week illumina la passerella con la nuova Collezione Donna Primavera/Estate 2022. Specchi. Luci. Riflessi. Lo scintillante fondale per l’ultima collezione Dolce&Gabbana S/S 22, realizzato dalle abili mani di esperti artigiani. Un’affascinante dimostrazione di audacia e pura energia. Dopo Light Therapy titolo della collezione primavera/estate uomo 2021, il marchio continua sulla stessa strada anche con la collezione donna.

Dolce&Gabbana Collezione SS 22
Dolce&Gabbana Collezione SS 22

LIGHT THERAPY: PARALLELISMO STILISTICO CON IL PERIODO DI PANDEMIA

«È semplicemente un paragone: come uscire da un periodo buio usando la luce»

Domenico Dolce e Stefano Gabbana invitano a utilizzare la luce per illuminare un futuro ottimista e positivo. Lo avevamo fatto anche per la collezione maschile nel giugno scorso e lo ripetono ora per quella femminile: Luce. Perché siamo alla fine del buio totale e quindi luce vuol dire il glamour, la famiglia, i valori, lo stare insieme. Non ci siamo mai arresi alla pandemia. Così gli stilisti, dopo aver presentato a Venezia le loro collezioni di Alta Moda e Alta Sartoria ora sono impegnati a raccontare questo momento storico e a dargli nuovo significato.

Dolce&Gabbana Collezione SS 22
Dolce&Gabbana Collezione SS 22

#DGLIGHT SINTETIZZA L’INCONTRO TRA LA LUCE E LA RILETTURA DEI CODICI ESTETICI DEL 2000

È una storia di unione, di capi creati da mani artigiane, con differenze di colori, forme e tessuti uniti insieme. Sofisticate sete, velluti, broccati e dettagli in vetro e cristallo, uniti a ricami e tessuti preziosi, si sono mescolati alla perfezione, creando una vera e propria armonia sinestetica. L’interessante dialogo tra gli anni 2000 e la tradizione continua con la rielaborazione del Nero Sicilia che incontra la contemporaneità e le nuove generazioni. Una visione moderna di un codice iconico. In passerella si alternano sui capi placcature, finishing speciali, trattamenti destroyed caratterizzati da ricami. I taping colorati, che diventano veri e propri tessuti, sono la sintesi del concetto colore/luce presente nelle luminarie. La vita torna bassa, i pantaloni si arricchiscono di stringhe. Il beachwear è minimale e indossato sopra l’intimo in pizzo per diventare capo d’abbigliamento.


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MILANO FASHION WEEK – GIORNO 3: LE STAR IN PASSERELLA PER VERSACE

A cura di Giulia Asprino

DUA LIPA APRE E CHIUDE LA SFILATA

È tempo della terza serata della fashion week: sotto le stelle del cielo milanese e sotto un cielo di morbidi foulard a stampa iconica sfilano gli abiti della maison Versace . O meglio sfilano le star. L’imprescindibile Naomi Campbell, Irina Shayk, Emily Ratajkowski, Gigi Hadid, Lourdes Ciccone, preceduta dalla fama della madre, Madonna e la cantante Due Lipa che sale in passerella sulle note delle sue stesse canzoni. E’ lei, in completo giacca e gonna nero tenuto insieme da spille da balia, l’iconico pin, ad aprire lo show primavera/estate 2022 di Versace. E poi a chiuderlo, con un dress metal mesh rosa. Prima la campagna pubblicitaria e ora apre lo show Primavera/Estate 2022.

“Donatella, è stato un sogno camminare sulla passerella del tuo bellissimo show”

Dua Lipa sfila per Versace

DAL COLORATO FOULARD ICONICO AL NERO D’ORDINANZA

“Il foulard ha caratterizzato le nostre collezioni fin dagli inizi, ma per questa stagione tutto si capovolge, non è più solo un accessorio ma diventa provocante, sexy, audace”

Gli abiti che sfilano sulla passerella di Versace interpretando al meglio l’idea di una moda super glamour, coloratissima, sfacciata, al 100% degna della griffe. Oltre al nero d’ordinanza colori vibranti e stampe a fantasia alternate a un pattern floreale molto vivace. Rivisitazioni modernissime di tagli alla Dior, per non parlare di una capo indimenticabile e immancabilmente riproposto in ogni sua variante: il tubino lungo. Maestria nel saper mixare sacro e profano, pizzo e pelle, borchie e seta, spilloni e magline aderentissime e finemente drappeggiate, uno stile che ancora insegna e che è fronte d’ispirazione per molti creativi odierni.

Naomi Campbell sfila per Versace

SECONDO EVENTO DELLA MAISON ALLA MILANO FASHION WEEK: VERSACE COLLABORA CON FENDI

Domenica 26 settembre è in programma un evento privato organizzato dalla maison Versace in collaborazione con Fendi. Versace e Fendi, due imperi della moda italiana propongono una capsule che arriva in un momento storico di forte espansione per entrambi i marchi. Chi pochi mesi fa aveva definito la collaborazione tra Gucci e Balenciaga come la più rivoluzionaria mai vista potrebbe presto ricredersi.


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VERSACE COLLABORA CON FENDI: IN ARRIVO UN SUPER SHOW SEGRETO DOMENICA 26 SETTEMBRE

CONFERMATI I RUMORS SULLA COLLABORAZIONE VERSACE-FENDI. DONATELLA VERSACE, KIM JONES E SILVIA VENTURINI FENDI ARRIVANO CON UN’ INASPETTATA COLLEZIONE A SEI MANI

In un mondo, come quello della moda, dove si vuole primeggiare a tutti i costi alla ricerca spasmodica dell’appeal più alto, che due colossi della moda scendano a patti per una collaborazione potrebbe suonare piuttosto strano. Da manuale di marketing, i grandi marchi collaborano solo con etichette più piccole. Ciò avviene per abbracciare una fascia di mercato poco affine e creare anche una buona risonanza mediatica. Eppure, lo scorso aprile, Gucci e Balenciaga ci ha insegnato che si può fare. Due mega-brand, non solo possono collaborare ma, grazie ad un meccanismo parassitario, possono trarre molto profitto sia in termini di business aziendale che di ritorno   di immagine. Se Gucci e Balenciaga giocavano la partita “in casa” in quanto appartenenti entrambi al gruppo Kering, questa volta a collaborare sono due marchi provenienti da società diverse: Versace di Capri Holding e Fendi da LVMH.

VERSACE E FENDI: UNA COLLABORAZIONE STRATEGICA

Versace e Fendi, due imperi della moda italiana,  -che di italiano ormai hanno solo la storia e, a voler essere fiduciosi, il savoir faire– debutteranno domenica 26 settembre, con una capsule segreta e tutta da immaginare. Una doppia sfilata, dunque, per Versace che sfila in calendario con la collezione uomo/donna primavera/estate 2022 nella quarta giornata della Milano Fashion Week.

Se nessuno fa niente per nulla, Donatella Versace e tutto il suo team sanno bene cosa stanno facendo. La capsule, infatti, arriva in un momento storico di forte espansione dei marchi. Da un lato, Versace cerca di aumentare la propria attività dopo la sua vendita per 2,1 miliardi di dollari alla holding Capri nel 2018; mentre Fendi tenta il rilancio e un nuovo riposizionamento. Dopo la scomparsa di Karl Lagerfeld, il marchio della doppia F sta cercando di catalizzare l’attenziona sul nuovo duo creativo composto da Venturini Fendi e Jones.  La Grecia di Versace incontra la romanità di Fendi in una collezione tutta da immaginare. La baguette verrà marchiata con la medusa? I super sexy abiti in maglia di metallo verranno indossati sotto le suntuose pellicce?

PRADA ALLA MILANO FASHION WEEK: IL MINIMALISMO SI SCONTRA CON LO SPERIMENTALISMO DEGLI ARTISTI EMERGENTI

A cura di Giulia Asprino

Prada scende in pista per la terza giornata di Fashion Week milanese con un dual show che si estende da Milano a Shangai e la possibilità di vedere cosa succede nelle due sedi attraverso un perfetto sistema phygital. Al fianco del colosso italiano capitanato dal duo Miuccia-Simons, anche  i giovani talenti dal gusto schizofrenico come VienACT N°1 e Sunnei .  

PRADA MINIMALISTA NELL’ERA DIGITAL  

Il duo formato da Miuccia Prada Raf Simons propone una sfilata in sincrono per la collezione primavera estate 2022. Visibile sia da Shangai che dalla capitale della moda italiana, gli spettatori si ritrovano in un universo tutto al digitale. Tra imponenti schermate e le luci notturne della splendida ShangaiPrada si rinnova.  

I due designer giocano con il minimalismo portato alla ribalta da Miuccia negli anni ‘90. E lo fanno decostruendolo, in chiave futuristica e digitale. I vestitini in nylon cari alla co-founder di Prada vengono presentati con un double standard: curati e levigati a primo impatto, sbottonati e decostruiti appena ci si volta. Per non parlare dei maglioni oversize, dove nella versione odierna le cuciture raccolgono e accentuano le forme. Insomma, mentre il mondo della moda si lancia sul revival dei primi anni duemila, Prada va controcorrente, trovando conforto in un’estetica minimalistica alla Matrix. 

Le classiche giacche di pelle total-black abbinate perfettamente a minigonne dai colori sgargianti con strascico proiettano gli spettatori nel mondo della trilogia d’azione anni ‘90. Non mancano poi tonalità neutre, dal grigio al beige, che riempiono l’amplissimo catalogo di knitwear, scontrandosi con scarpe geometriche dal sapore futuristico. Una collezione basata su poli opposti: dal minimalismo di Miuccia al tocco futurista di Raf, Prada alla Milano Fashion Week continua ad evolversi a distanza di decenni.


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MILANO FASHION WEEK – DI COSA HANNO VERAMENTE BISOGNO LE DONNE?

Capi essenziali da “FAR GIRARE” nel proprio guardaroba che assumono interpretazioni diverse secondo gli abbinamenti scelti. Risponde a questa domanda la collezione donna Eleventy SS22 presentata in ambito della Milano Fashion Week che pensa non a una donna ma alle donne e propone per la prossima stagione una collezione versatilefluida, LEGGERA nel tema di una eleganza rilassata, dove le contaminazioni dal mondo del design e del classico, dalla sartorialità e dal tecnico si mescolano in maniera insolita e naturale per una femminilità moderna. 

Circolarità. Capi essenziali da “far girare” nel proprio guardaroba che assumono interpretazioni diverse secondo gli abbinamenti scelti, adatti di giorno, per il tempo libero ma anche in occasioni formali.

Valori e culture dei nostri territori. Le morbidezze dei neutri incontrano intrecci, stampe, colori e invitano ad abbandonarci ad un viaggio interiore attraverso profumi e tradizioni artigiane che appartengono alla cultura del Made in Italy: i blu delle maioliche siciliane, i rossi delle terrecotte toscane, jacquard di arazzi e tappeti, trame e frange di lavorazioni a telaio, disegni di foulard piazzati ad arte.

Sartorilita’ sportiva. La scoperta di outfit confortevoli ha portato alla progettazione di capi dalla natura leisure come: l’Outerwear di estrazione tecnica si contamina con dettagli metropolitani per aumentarne la versatilità e le destinazioni d’uso. Gonne plissé in tessuto tecnico mostrano pieghe soleil arricchite da ritocchi a contrasto dipinti a mano. Le felpe si impreziosiscono di punti luce nelle bande laterali e gli effetti matelassé danno un tocco glamour al mondo athleisure. 

Diventa un capo versatile lo spolverino con frange mentre i bomber di estrazione sportiva sono impreziositi da stampe foulard piazzati e i track pantshanno fluidità grazie all’uso della techno silk. Il denim è arricchito da una costruzione patchwork con varie tonalità di bleach sia nella versione indaco che nella versione del grezzo sbiancato.

Contaminazioni tra generi. I tessuti della tradizione maschile interpretano la femminilità sia nei bomber leggerissimi che nei completi dal gusto sartoriale. Dalle tele di lana impreziosite da finissime texture in lurex ai gessati in tela stretch, dal finissimo cashmere ottenuto dal vello naturale al cotone crepe super-ritorto per un attitude contemporanea. Le camicie diventano glamour nella fluidità della seta stampata e nelle sofisticate popeline ultraleggeri. Si attingono dal guardaroba dell’uomo i grigi, i grezzi, i beige per lo sviluppo del capospalla al quale si alternano i pezzi accessori per interventi con tagli di come i gialli, i rosa e il rosso mattone. I blazer si articolano tra vestibilità femminili e l’uso di jersey tinto filo e vengono impreziositi da bottoni di metallo con texture materici. Seta, cotone, lino – a tinta unita o realizzati in stampe esclusive – sono i materiali protagonisti di abiti estivi dagli chemisier ai maxi coerenti ad una eleganza rilassata.

La maglieria si sviluppa in vestibilità morbide dal prezioso filato in lana-seta ai box cropped in cotone crepe arricchito da profili di estrazione sportiva. Dagli intrecci rustici per i materici cardigan ai lunghi abiti fluidi.  I piccoli punti di traforo arricchiscono le per maglie leggerissime in filati nobili per i look estivi.


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MAX MARA INAUGURA LA SECONDA GIORNATA DELLA MILANO FASHION WEEK ED EMPORIO ARMANI FESTEGGIA 40 ANNI

a cura di Giulia Asprino

Se la prima giornata della Milano Fashion Week 2021 si è conclusa con la sexiness di Roberto Cavalli, il secondo giorno di sfilate milanesi si apre con il rigore e l’equilibrio di Max Mara.

A presenziare nella giornata di giovedì 23 settembre grandi nomi della moda italiana come EtroGCDS e Luisa Beccaria. Dopo Roberto Cavalli, ritorna in calendario anche il marchio Made in Deutschland, Boss con una collezione dedicata all’uomo e alla donna. Inoltre, catalizzano l’attenzione anche le seconde linee: la linea MM6 Maison Margiela della Maison Martin Margiela si prepara al suo debutto in passerella, mentre Emporio Armani festeggia i 40 anni con una sfilata speciale ed eventi dedicati alla storia del brand.

Max Mara collezione SS 22

Max Mara sfila alla Bocconi, un ambiente grigio e asettico, a tratti cupo, che viene ravvivato da una tavolozza di colori decisi misti a tonalità neutre. Le linee sono morbide e indossate dalle modelle con disinvoltura. È per Max Mara un periodo in cui la donna è protagonista e pronta a recuperare la fiducia in se stessa, qualcosa che va oltre la semplice moda, che sembra essere associato a un cambiamento sociale. Le donne vogliono più libertà nel modo di vestirsi, vogliono reinterpretare i codici. Infatti, frange, piume e borse portate a mano completano i look colorati e contemporanei. Una sfilata sobria e lineare quella formata dai capi che Ian Griffiths ha creato per Max Mara. Tanto radicale quanto conforme a quelle che sono oggi le tendenze che fanno del casual il nuovo lusso.

Sfila a Palazzo Turati Genny, uno dei brand storici del made in Italy. Inquadrature dall’alto del palazzo ottocentesco unite alle note delicate di pianoforte e violino in sottofondo, sembrano essere in contrasto con gli abiti che compaiono in passerella. Scolli profondi, tessuti a macchie colorate e catene dorate. Quest’ultime compaiono in borse, cinture e collane; i gioielli che accompagnano gli abiti sono ben visibili e di impatto, riempiono perfettamente gli scolli per la maggior parte quadrati e rettangolari degli abiti. Una fantasia a righe si ritrova in pantaloncini molto corti e aderenti sovrastati da blazer, in contrasto, piuttosto ampi e lunghi.

È un universo di sensazioni, stati d’animo e atmosfere, fuse insieme armoniosamente in uno sfondo, che è quello dell’isola di Capri. Non torna in presenza Luisa Beccaria, la sua sfilata è in formato digitale. La donna di Luisa Beccaria vive le sue giornate lontano dalla frenesia della città. Tutte partenopee, le modelle, vestite in abiti a fiori sfilano in un ambiente altamente suggestivo di boschi alberati, grotte dall’acqua azzurra e spiagge bianche. Balze, abiti fluidi, gonne a corolla e a volant. Ancora sangallo, chiffon e garza nei colori del rosso, del viola e del blu mare richiamano il paesaggio circostante.

Alle 16 è il turno di DROMe, il brand che la stessa fondatrice Marianna Rosati ama definire “un parco giochi dove sperimentare con la pelle”. E il gioco della collezione Spring Summer 2022 ci immerge nello spirito Y2K, in quelle vibes dei primi anni Duemila che dettano tendenza. Crop top a fascia, vita bassa e monospalla. E poi pelle, pitonata in colori neon, o monocromatica per look second skin. Tagli netti e body sgambati. Un revival che ci invita a giocare. 

GIORGIO ARMANI FESTEGGIA I 40 ANNI DI EMPORIO ARMANI ALLA MILANO FASHION WEEK

Un magazine, una mostra e una collezione. Così, Re Giorgio celebra i 40 anni della sua seconda linea. Sotto l’ hashtag #Since1981, Emporio Armani racchiude tutti i suoi progetti, passati, presenti e anche quelli futuri. La sfilata si apre con una rapida sequenza di fotogrammi che ripercorrono la storia del brand. La moltitudine di look che sfilano in passerella raccontano un’unica verità: Giorgio Armani rimane sempre fedele a sé stesso, anche dopo 40 anni. Una scelta forse banale, forse discutibile ma sicuramente coerente e determinata. Così, Giorgio Armani sta a business-man come Emporio Armani sta a “chiunque tu sia”. Nata come linea giovanile, Emporio Armani continua a parlare ad un pubblico vasto ed eterogeneo portando in passerella la suit classica, la sua iconica giacca destrutturata, i capispalla di ispirazione orientale, le trasparenze ma anche rivisitazioni del denim, blouson sportivi e un trionfo di paillettes e lustrini su minidress. Gli outfit per la prossima stagione sono pensati per un’uomo e una donna che si muovono nella natura, tra oasi e deserti, ma anche tra gli eventi mondani della città, per questo i colori si presentano in una climax ascendente: dai colori nude come il classico mélange, fino ad arrivare a sfumature vibranti e intense del rosso amaranto, del blu e del verde.

Emporio Armani 40 anni alla Milano Fashion Week

Tra tutto, rompe l’armonia classicheggiante un’imbracatura in pelle da indossare direttamente sulle giacche o sulla pelle nuda. Un accessorio che strizza l’occhio ad un erotismo, che non può più essere ignorato, poco associato ad un marchio che, invece, ha fatto della sensualità pudica un vessillo.

Imbracatura in pelle, look sfilata Emporio Armani ss22

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MILANO FASHION WEEK: IL GRANDE RITORNO DI ROBERTO CAVALLI

a cura di Giulia Asprino

Il 22 settembre è iniziata ufficialmente una nuova stagione della Milano Fashion Week 2021. In passerella le collezioni donna della primavera/estate 2021-2022.  Dopo il Fashion Hub del 21 settembre, evento di apertura che ha visto protagonisti i brand dei progetti “Black Lives Matter in Italian Fashion”, “Fashion Bridges – I Ponti della Moda” e “Designers for the Planet”, la prima giornata di sfilate si rivela ricca di novità e conferma gli attesissimi ritoni.

IL DEBUTTO DI JOY MERIBE E LE COLLEZIONI DEI GIOVANI TALENTI CALCATERRA E RAMBALDI

Ad inaugurare il calendario, una nuovo volto della moda: Joy Meribe, stilista nigeriana che con grande commozione termina la sua sfilata ringraziando il presidente Carlo Capasa per aver avverato il suo sogno. Un sogno fatto di seta e perline che viaggiano tra l’Africa e l’Italia. Con le stampe e i colori -a prevalere sono soprattutto il giallo, il verde e l’azzurro- Meribe porta in passerella la sua terra natale. Volumi e accessori omaggiano gli abiti del folklore africano.

Dalle contaminazioni ad un brand tutto rigorosamente Made in Italy, Daniele Calcaterra fa sfilare i suoi abiti in quello che potrebbe sembrare un atelier abbandonato, un laboratorio artigianale. Per la prossima primavera/estate Calcaterra parte dal richiamo al processo di creazione, dalla genesi dell’arte e della creatività non perdendo mai di vista l’identità -ormai ben definita- del marchio. La solita palette dei colori neutri si staglia su forme destrutturate e capi oversize che accompagnano l’uomo e la donna nella loro quotidianità. Gli abiti dello stilista avvolgono la figura con la delicatezza che lo contraddistingue, conferendo un piacevole effetto di comfort e fluidità.

Poi è la volta di Rambaldi, fresco di Young designer Dhl award, con la sua Rambaldimanzia. Classe 1990, per la primavera/estate 2021-2022 Rambaldi elogia sè stesso, l’identità del marchio e della sua comunità. Tutto all’insegna dell’unico credo della libertà e non è dunque un caso se la sfilata si è chiusa sulle note di Rumore di Raffaella Carrà. Marco Rambaldi, con i suoi abiti fa rumore, è uno che l’inclusività non la predica, la fa. Infatti, in passerella viene superato il concetto di gender,  di differenza etnica, di età e perfino di sartorialità in una reinterpretazione tutta personale. Capi sartoriali si alternano a capi destrutturati che dimostrano una profonda conoscenza dei dettami della moda e, proprio per questo, è capace di superarli e distruggerli. Rimane fedele al credo del crochet, ma sperimenta con trasparenze, viscose e maglieria.

RISORGERE DALLE CENERI: LA SFILATA DI ANTONIO MARRAS

Tutto rinascerà più lussuoso di prima, il verde tornerà e le rose fioriranno di nuovo.

Nello scenario apocalittico delle terre bruciate della Sardegna, 650 ettari andati in fumo questa estate, va in scena l’emozionante opera di Antonio Marras. Una transumanza di anime che, percorrendo la distesa di cenere, tra territori aspri popolati da rami bruciati, arriva in un precipizio. Un messaggio di rinascita post apocalittica che emoziona. Una ferita ricucita che diventa un ricamo infondo al cuore.

Milano Fashion Week Cavalli
Antonio Marras SS 2022

Un cast di modelli eterogeneo, che racconta la stratificazione culturale di un’isola. Stratificazione che torna nella costruzione degli abiti di Marras, dove il bianco delle camicie, arricchite dai pizzi e sporcate dal tè, spicca sulla terra bruciata. Una sfilata di contrasti. L’ecrù e il grigio cenere, l’opulenza dei pizzi e dei ricami e la desolazione che il fuoco porta con se. La delicatezza dei fiori e l’asprezza dei rovi. Gli abiti leggiadri, gli anfibi usurati e le rose rosse che ci ricordano la potenza della natura. Le campane che scandiscono il tempo della rinascita. 

FENDI TRA SOGNO E REALTÀ: DOVE LA POP-ART INCONTRA LA TRADIZIONE ITALIANA

Per la nuova collezione ready-to-wear primavera/estate Fendi propone un fever dream di alta classe. In uno scenario con enormi porticati riflettenti che fanno da passerella, la soffice voce di Diana Ross in sottofondo apre lo show con una sequenza di capi total-white, essenziali per esaltare la grande abilità dei sarti italiani che distingue la maison romana. Perfettamente in tema con gli ultimi sforzi del direttore creativo Kim Jones, il quale già per la collezione autunno/inverno precedente aveva optato per una palette tendente ai toni neutri e terreni. La sfilata abbonda di giacche crop top e soprabiti fluttuanti, dai tagli e linee impeccabili.

Milano Fashion Week Cavalli
Fendi collezione primavera/estate 2022

In una graduale climax, i capi si fanno sempre più estroversi. Le stampe fantasiose alla Keith Haring, i toni accesi e polarizzanti alla Andy Warhol, il tutto accompagnato da un sound disco in sottofondo. La sfilata prende toni underground, e la donna Fendi ha ampia scelta per immergersi nella realtà degli anni ’70: da abiti luccicanti alla Cher dei tempi dello Studio 54 a puffer in faux-faur dai colori sgargianti. Ma Kim Jones non dimentica il DNA del brand, e la dama Fendi non perde mai di vista la sua eleganza. La collezione primavera/estate 2022 rappresenta il perfetto connubio tra sogno e realtà, tra abiti di raffinata tradizione e lo sperimentalismo del nuovo direttore creativo inglese.

ALBERTA FERRETTI: UNA SCALA CROMATICA SFILA SOTTO IL CHIOSTRO DI SAN SIMPLICIANO

Nelle ore dorate del tramonto scendono in passerella gli abiti di Alberta Ferretti. In una location romantica quale il Chiostro di San Simpliciano che rispecchia perfettamente la necessità di rappresentare una donna ugualmente romantica ed eterea, che vuole esprimere la propria personalità distinguendosi dalla massa. Ancora una volta le creazioni della stilista emiliana spiccano per la ricercatezza e l’eleganza tipici del suo stile.

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Alberta-Ferretti-SS-2022

Aprono questa scala cromatica minidress e abiti di colore esclusivamente bianco e beige indossati insieme ad ampi cappelli nero opaco. Seguono dei capi animalier poi subito azzurro, verde, viola, colori carichi e decisi creati per chi sceglie un vestito non solo per apparire, ma perché si sente rappresentato da essi. Poi una chiusura totale di sfilata e di colore, la scala cromatica è chiusa con il nero, abiti solo neri, da sera e casual arricchiti con frange, pizzi e spalline molto sottili.

Al termine di questa sfilata, come di consueto, Alberta Ferretti esce a salutare il suo pubblico vestita di nero, con l’intenzione di “sembrare invisibile” rispetto agli abiti della collezione che hanno sfilato.

N°21 E IL FASCINO DEI CORPI

Alessandro Dell’Acqua ritorna con N°21 per la collezione primavera/estate 2022 in una nota più passionale.  La sfilata prende forma tra uno studiato knitwear, dalle bluse oversize ai maglioni crop-top, e bustier adornati di perline e strass. Ma l’obiettivo di Dell’Acqua è da ricercare altrove. Sono infatti i corpi il centro della collezione primavera/estate 2022. Il desiderio di fisicità che eccede nell’essere umano è qui espresso solennemente, dal primo modello presentato a torso nudo, con pantaloni in lana forati ovunque.

Milano Fashion Week Cavalli
N21 collezione primavera/estate 2022

Testimone di questo amore carnale è l’eccedente quantità di tessuti leggiadri, dalla mussola allo chiffon. Per non parlare della sovrabbondanza di tonalità più neutre, dalla crema fino alla sabbia. Lunghi abiti con spacco laterale assumono sensualità, ricordando lo stile di un Alessandro Dell’Acqua nei primi anni duemila. Un eterno gioco di trasparenze che lascia spazio all’eros. Tutti i corpi sono desiderabili, e N°21 si rende alleato di una moda sempre più genderless.

LA NUOVA REALTÀ DI JIL SANDER

Inizia con 40 inesorabili minuti di ritardo la sfilata del marchio tedesco adottato dall’Italia. Si accendono delle luci viola su un lungo corridoio asettico. L’ambientazione potrebbe essere quella di una sala operatoria ma le note di Björk e un giro di note d’ arpa in sottofondo riscaldano l’atmosfera. Tra i presenti, nel front row della sfilata -finalmente in presenza- anche Renzo Rosso, presidente di OTB, gruppo che ha recentemente acquistato il marchio. Sangue tedesco, savoir faire italiano. Erano gli anni ’80 quando la stilista Jil Sander provava a sfilare a Parigi sembrando solamente una contadina alla Reggia di Versailles, poi l’arrivo a Milano e l’acquisizione dal Gruppo Prada prima e successivamente da parte del Gruppo OTB. Il minimalismo concettuale di Jil trova spazio nel capoluogo meneghino dove adesso ne stabilisce fissa dimora.

Il marchio, diretto dai coniugi Meier dal 2017, per la collezione donna primavera/estate 2021-2022 propone un’estetica nuova (almeno apparentemente) in grado di parlare alle persone che vivono una nuova realtà post pandemica. Pertanto, trionfano i colori pastello, insaturi e delicati, a discapito del solito nero, grigio fumè, beige o blu navy tipici del marchio. Le linee sono morbide e fluide, solo qualche drappeggio sui vestiti segna il punto vita mentre un foulard rigido (tono su tono o a contrasto) e strutturato, apposto sulle giacche, interrompe bruscamente la sinuosità della forma. Proprio le giacche -e più in generale i capispalla sono i protagonisti indiscussi della collezione e sono tutti rigorosamente oversize. Compaiono altresì come elementi dissonanti, nell’essenzialità della collezione, due abiti fittamente ricamati e un cappotto animalier con inserti in velluto e nappe a contrasto cucite nel petto.

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IL RITORNO SFACCIATO DI ROBERTO CAVALLI ALLA MILANO FASHION WEEK

E finalmente l’evento più atteso della giornata d’inizio della Milano Fashion week. Il primo live show del brand nella sua nuova era, che sceglie Palazzo Clerici come location per la sua rinascita. Cavalli torna a parlare la sua lingua: sesso e animalier, e lo fa sotto la creatività di Fausto Puglisi, con il quale condivide estro e voglia di osare. Se non lui, chi avrebbe potuto guidare Cavalli verso la rinascita? 

Io voglio celebrare la donna, una donna che fa scappare gli uomini, che può vivere in modo indipendente, che non vuole sedurre l’uomo ma solo divertirsi. 

Milano Fashion Week Cavalli
Roberto Cavalli SS22

Celebrare le donne, godendo e tirando fuori pezzi chiave dell’archivio storico, patrimonio inestimabile di abiti che hanno segnato il gusto estetico dalla fine degli anni Novanta ai primi Duemila. Ecco allora l’abito tigre, intramontabile pezzo della collezione Fall Winter 2000/2001, (sfoggiato recentemente da Kim Kardashian su Instagram) declinato in numerose varianti, per il giorno e per la sera, sui jeans e sulle gonne couture. Una giungla in cui le stampe animalier, le piume, la pelle nera e i dettagli gold trovano il loro ambiente naturale nell’opulenza e nel gusto barocco del nuovo capitolo della storia di Roberto Cavalli. 


MILANO FASHION WEEK MEN’S COLLECTION – HARMONT & BLAINE E’ IL BRAND MADE IN ITALY CHE VORREMO INDOSSARE DOMANI, ANZI NO, SUBITO!

A cura di Giulia Asprino

Se la Milano Fashion Week designasse un vincitore, non ci sarebbero dubbi alcuni: il premio meritatissimo andrebbe ad Harmont & Blaine. La pandemia non sembra aver fermato la creatività di Tiziano Foglia, Head of Designer di Harmont & Blaine, e Andrea Pompilio, che insieme firmano per il brand del bassotto una capsule collection dal carattere urban e dall’anima chic. Un amore a prima vista, come hanno tenuto a sottolineare entrambi, che ha portato alla creazione di capi che non conoscono banalità e che non vogliono essere semplici “pezzi” di abbigliamento da tenere nell’armadio, ma che vogliono raccontare una storia. Una collaborazione quella tra Foglia e Pompilio che incorpora le silhouette caratteristiche del brand nei look della nuova collezione. “Per questa collezione Harmont & Blaine ho pensato di interpretare il DNA del brand e i suoi codici distintivi – il colore, le righe e l’attitudine casual – con un accento versatile e contemporaneo, piu giovane e metropolitano” ha detto Tiziano Foglia.

La capsule collection Andrea Pompilio per Harmont & Blaine nasce da un dialogo tra due entità in apparenza lontane nello spettro della moda, in realtà unite da valori contigui: colore, solarità, una nonchalance decisamente italiana, considerando il legame di Pompilio con Napoli. Il designer ha, infatti, radici partenopee e da sempre cerca ispirazione nella cultura mediterranea per le sue creazioni. “Harmont & Blaine è un marchio con il quale ho una certa familiarità: lo ho sempre visto intorno a me, ne conosco bene la storia e l’appeal.” – afferma Andrea Pompilio – “Di Harmont & Blaine apprezzo il senso del colore, il gusto della camiceria, e poi le origini partenopee che sono un imprinting di gusto e di spirito, e che in parte mi appartengono per motivi biografici. Il nostro è stato un incontro naturale e stimolante, che ho tradotto in una idea di guardaroba maschile fatto di pezzi che possano dialogare con un nuovo uditorio. È una sfida che trovo arricchente per entrambi, e che ho voluto siglare con l’idea del Made in Naples.”

La collezione è presentata attraverso un video che sottolinea le radici partenopee del marchio, proponendone una lettura gioiosa e inattesa. I modelli si muovono sullo sfondo di Castel dell’Ovo, tra terra e mare, in un gioco continuo di contrasti tra storia del luogo e sorpresa dello stile: una dimensione nella quale il blu delle acque e del cielo, riflesso in una installazione di specchi, diventa contesto e sinonimo di libertà ed energia.

Nel video scopriamo silhouette lavorate, ciascuna, in una sola nuance, dagli abiti agli accessori. Sommandosi, compongono uno spettro cromatico insieme deciso e pacato, nulla affatto garrulo, che va dal giallo al rosso, dal ruggine al castagna, dal verde al blu. Ogni tinta si modula in sfumature singolari a seconda della materia, di come questa reagisce al bagno di colore, traducendosi in una monocromia ricca di sfaccettature, mossa, viva. I capi sartoriali dalla vestibilità slim si alternano a quelli in maglieria dalle texture tridimensionaliI colori mescolano tinte neon di carattere sportivo a tonalità en plein air. Le righe e i pattern razionali si uniscono a disegni floreali nei capi in jaquard o sulle camicie stampate.

I materiali mescolano una mano morbida a intrecci asciutti e battuti: cotone, cotone viscosa, popeline, cotone lino, tweed linen gabardine e jersey giapponesi. Le sovratinture uniformano lasciando evidente, in tralice, il carattere unico di ogni tessuto. Pezzo di punta della collezione il classico Mackintosh rivisitato in chiave moderna. E ancora sneakers in edizione limitata, in materiale idrorepellente e lavabile, denim in tessuto 100% biologico con un’attenzione particolare alla sostenibilità. Creazioni tutte da scoprire per un uomo che non ha paura di sedurre in abiti dal carattere disruptive, ma dall’animo urban-chic.

Le linee sono morbide. I classici del guardaroba maschile sono riletti nei volumi e nelle lavorazioni. Le camicie, così rappresentative di Harmont & Blaine, hanno volumi over, patchwork allover, oppure sono sezionate e ricomposte. I trench hanno interni a contrasto, i piccoli blouson colli di velluto. Sahariane, anorak, blazer boxy si mescolano a pantaloni affusolati, shorts, scarpe da boxe, berretti da baseball. Le proporzioni inattese suggeriscono un dialogo simbolico tra mondo degli adulti e quello dei più giovani. 

Con la precisione di una visione stilistica sintonizzata sul mondo più giovane e metropolitano, Andrea Pompilio offre una lettura insieme coerente e sorprendente dell’universo Harmont & Blaine, parlando ad un pubblico nuovo. Protagonista è il colore: ricco ma desaturato, esaltato dalla scelta della monocromia e dal lavoro di tintura in capo che crea una unione di materia e nota cromatica dalla perfetta imperfezione.


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MILANO FASHION WEEK – MEN’S COLLECTION SS2022 – DIESEL SVELA LA PRIMA COLLEZIONE FIRMATA DA GLENN MERTENS

A cura di Giulia Asprino

Era il 2018, quando la creatività dello stilista belga Glen Martens incrociava lo spirito imprenditoriale di Renzo Rosso in occasione del progetto Diesel Red Tag. Una collaborazione occasionale, divenuta ufficialmente un sodalizio nel 2020, quando l’imprenditore dei jeans ha chiamato il giovane Martens alla direzione creativa di Diesel. Classe 1983, Glen Martens vanta un passato da Jean Paul Gaultier e una quasi decennale direzione del marchio francese Y/Project. Tra denim e sperimentalismo strutturale, lo stile di Glen calza così a pennello con l’estetica di Diesel che sembra quasi strano essere arrivato solo adesso alla direzione. Una scelta così adeguata da creare non poche aspettative.

Aveva preannunciato una sfilata molto intensa e così è stato. Il marchio di OTB ha presentato la sua ultima collezione con uno show in digitale, un viaggio nello spazio e nel tempo, un racconto di scene realistiche, sensazioni confusionarie e mondi fantascientifici ricreano un’atmosfera surreale. A condurci nel viaggio, una ragazza dalla chioma rosso fuoco con addosso un classico jeans cinque tasche si districa tra un caotico party in casa, strade metropolitane percorse a rallenty e quelli che potrebbero sembrare degli asettici uffici. In un cammino sincopato -metafora della vita e della moda- si dispiega l’evoluzione del denim di Diesel.

“Il grande compito e la ricompensa in DIESEL è creare capi che abbiano una certa universalità e contemporaneamente mantengano lo spirito irriverente del brand. Credo che molti dall’esterno potrebbero dire che il mio lavoro sia più legato al concetto; in DIESEL ho cercato di  fondere, in un certo modo, l’accessibilità con l’arte. Questo è solo l’inizio, un riflesso di un mondo ancora capovolto che sta cercando il suo equilibrio in una nuova realtà. “

AFFERMA MARTENS
Potrait of Glenn Martens by Oliver Hadlee Pearch

Questa stagione rappresenta una tappa importante per il brand: è la prima collezione completa di Martens per Diesel. La collezione Primavera/Estate 2022 è stata presentata con uno short film il 21 giugno 2021, in live-streaming da Milano.

Il corto – realizzato in collaborazione con l’artista e regista Frank Lebon, e la cui colonna sonora è stata composta dal musicista inglese Leon Vynehall – evidenzia 4 sezioni del nuovo mondo di DIESEL, visto attraverso il prisma creativo di Martens. 

Il film sfuma i confini fra realtà e sogno. Seguiamo il personaggio principale muoversi all’interno di un ambiente familiare, anche se leggermente distorto.  Si parte dal setting di una casa, che suggerisce una scena a tarda notte. Da qui, prende forma la ripresa di una via urbana che richiama la normale – e spesso frenetica – vita di città. Poi, una corsa in ascensore, che cattura una sorta di inquadratura su misura dalla quale si evince sia la tradizione di DIESEL, che l’estetica di Martens. Il film si conclude in una stanza aliena e psichedelica, immersa in un filtro rosso scuro; non sappiamo se si tratti di sogno o realtà, o di uno spazio tra le due. Attraverso questa trama, vengono raffigurati tutti i vari punti su cui si focalizza Martens rispetto al denim, all’abbigliamento donna e uomo e alla sperimentazione. Insieme, diventano qualcosa di nuovo, galvanizzante, inusuale e interamente individuale. 

Il concept di Martens è un’interpretazione contemporanea della storia audace ed ironica di DIESEL. Tra i punti salienti troviamo un approccio all-gender, una componente heritage e il nuovo apporto DIESEL LIBRARY.

Tra gli elementi chiave della collezione risaltano le cinture logate che, intrecciate, uniscono t-shirt, top e vestiti. Attraversando tagli nei capi, queste cinture possono essere considerate come una sorta di spina dorsale, una struttura che lega ogni elemento in nuovi e ingegnosi drappeggi e forme. Spiccano anche i denim a 5 tasche con stivali integrati: questi modelli sono a vita alta o media, e propongono diversi lavaggi denim che terminano in stivali da cowboy o stivaletti a punta. Il capitolo heritage – spesso upcycled – contiene denim DIESEL da stock rigenerato, tra cui un soprabito con dettagli in lattice finiti artigianalmente, sfumato e radente al suolo. Ulteriori pezzi in jersey recuperato vengono tagliati e cuciti – e tinti- per creare nuovi maglioni e giacche bomber.

Il patrimonio DIESEL è stato reinterpretato nei blazer, nelle camicie e nei pantaloni che ritraggono una stampa laser che va a definire un effetto trompe l’oeil di sovrapposizioni e cuciture. Ci sono anche capi in jersey seconda pelle stampati all-over con lavaggi denim tradizionali e toppe DIESEL d’archivio. Infine, una serie di capi in denim con in rilievo il logo DIESEL completano il lato scultoreo della proposta di Martens. Mentre la transizione si trasforma in qualcosa di maggiormente sperimentale e cerebrale, capi in organza stampati e sfumati – tutti con motivi di pittura cracked – diventano key looks. 

Il denim è stato, è, e sempre sarà il motore principale di DIESEL – rappresenta la maggior parte delle entrate dell’azienda. La Primavera/Estate 2022 vede l’introduzione di DIESEL LIBRARY, una parte della collezione sostenibile permanente, che propone denim, camicie, top, gonne, shirts, e altro ancora. DIESEL LIBRARY sarà una linea di base fondamentale per ogni collezione stagionale, e rimarrà in ogni stagione.  Rispecchia il nuovo mantra dell’azienda orientato verso la sostenibilità, fornendo capi che potrebbero essere acquistati meno frequentemente – e indossati più a lungo. Tutti questi capi hanno una vita commerciale continuativa. Questo lancio segna un passo importante nell’evoluzione di DIESEL nel contesto della sostenibilità pensata da Martens. Il Denim è fondamentale nel definire le tendenze –  nessun tessuto è più culturalmente rilevante del Denim. 

Nel complesso, il risultato rispecchia un’audace e approfondita ibridazione tra la storia pionieristica di DIESEL e l’approccio altamente concettuale di Martens al fashion design. Per la prima, si tratta di diversificare e far evolvere la propria gamma di prodotti dopo essere entrati all’inizio del 2020 in un nuovo paradigma mondiale, e per il secondo, si tratta di creare capi con un pragmatismo democratico e globale. Il risultato rafforza saldamente il nuovo capitolo dell’evoluzione di DIESEL, bilanciando richiamo democratico, design vincente e, soprattutto, una visione senza compromessi.


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