Etica, sostenibilità sociale e ambientale, così riparte la moda

La sostenibilità non deve essere solo ambientale, ma anche sociale. Con questa semplice frase Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana ha sintetizzato l’impegno del sistema moda italiano durante il suo intervento a Il Verde e il Blu festival questo fine settimana. Aggiungendo poi, in risposta alla direttrice di iO Donna Danda Santini che «La sfida della sostenibilità sociale e del giusto salario per chi lavora nella moda è fondamentale e ha un pari peso con la sostenibilità ambientale». Una strada che le aziende manifatturiere italiane hanno iniziato a percorrere anni fa e che oggi conta sempre più realtà virtuose che producono eccellenza e lusso, rispettando ambiente e persone.

Il caso di Brunello Cucinelli, per quel che riguarda l’etica del lavoro, e quello di Tiziano Guardini, per la sostenibilità dei capi, sono tra i più noti, ma sono diverse le realtà, piccole e grandi, che si impegnano per garantire un prodotto etico e mettere le persone al centro della loro ispirazione. Ne citiamo solo alcune a campione, per fortuna la lista è lunga, e ci auguriamo che se il coronavirus cambierà il nostro modo di fare shopping, lo faccia in direzione del “comprare meno, per comprare meglio”. Capi fatti bene che durino, che non inquinino e che non diventino rifiuti non riciclabili nell’arco in pochi mesi.

Fonte: iodonna.it

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