Salerno raddoppia il consenso dei campani verso il test congiunto Covid-19/HCV

Salerno raddoppia il consenso dei campani verso il test congiunto Covid-19/HCV che, in due giornate, la prima delle quali ieri a Napoli, danno il segnale forte dell’interesse verso la prevenzione. Riavviare gli screening su patologie silenti e insidiose come l’Epatite C è possibile, trasformando in opportunità quelle apprensioni per il coronavirus che finora hanno ostacolato il normale ciclo della prevenzione verso le altre patologie. Risulta vincente l’esame sierologico abbinato, portato nelle piazze dal roadshow organizzato dalla società di consulenza manageriale in ambito healthcare, MA Provider, con il contributo non condizionato di Abbvie.

Le tre tappe portate a termine fra Lazio e Campania e le ulteriori due previste in Lombardia, danno corpo al primo “progetto pilota” interregionale di screening congiunto Covid-19/HCV. Con l’esame diagnostico abbinato sui 2 virus si mettono assieme i primi dati statistici di riferimento grazie ai quali sarà possibile individuare ulteriori sacche di sommerso del virus HCV in Italia: passi avanti importanti verso l’obiettivo OMS di eliminazione – entro il 2030 – del virus Epatite C nel nostro Paese. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato – AISF e dalla Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT, con il patrocinio dell’Associazione dei Pazienti EpaC Onlus e del Comune di Salerno.

“I nostri concittadini hanno risposto con attenzione e straordinario senso di responsabilità all’iniziativa di test congiunto Covid-19/Epatite C, mettendosi in fila addirittura in anticipo rispetto all’orario di inizio – ha commentato il sindaco di Salerno Enzo Napoli, intervenuto in piazza Amendola, dove è stata attestata la postazione medica per eseguire gli screening -. Un risultato che dimostra la validità di avere scelto Salerno come tappa del tour di prevenzione, abbinandola a metropoli quali Roma, Napoli, Milano e Bergamo”.

L’idea del doppio test nasce dalle attività che le Società scientifiche AISF e SIMIT e l’Associazione pazienti EpaC Onlus già svolgono insieme da diversi anni riunite sotto la sigla di ACE – Alleanza contro le Epatiti e ha preso vigore negli ultimi mesi, dopo che diversi studi hanno rilevato una riduzione di oltre il 90% dei trattamenti durante il lockdown. Il test congiunto è esplicitamente indicato come opportuno anche nel documento conclusivo dell’“Indagine conoscitiva in materia di politiche di prevenzione ed eliminazione dell’epatite C”, approvato all’unanimità in XII Commissione “Affari Sociali” della Camera dei Deputati, lo scorso 11 giugno: può infatti costituire un primo step per ampliare gli screening e far emergere il “sommerso”, al fine di raggiungere l’obiettivo prefissato dall’OMS di eradicare la patologia entro il 2030. Questo risultato si potrà raggiungere al salto di qualità terapeutica permesso dai nuovi farmaci antivirali ad azione diretta (DAA) per il trattamento dell’Epatite C, grazie ai quali il virus viene eradicato in maniera definitiva, in tempi rapidi e senza effetti collaterali.

Il doppio test rappresenta “un’iniziativa lungimirante e dall’altissimo valore sociale, che dà soluzione a un problema particolarmente sentito: riattivare gli screening sul territorio per debellare patologie insidiose e subdole come l’Epatite C. Da campana sono soddisfatta della cospicua partecipazione alle due tappe di Napoli e Salerno”. È il commento della Senatrice Maria Domenica Castellone, 12a Commissione Igiene e Sanità.

“La gestione dell’epidemia e in particolare dei focolai d’infezione da SARS Cov2 impone la continua esecuzione di test sierologici per identificare possibili soggetti infetti – precisa il prof. Marcello Persico, Ordinario di Medicina Interna presso l’Università di Salerno. Lo screening congiunto, che consente di rilevare anche portatori di anticorpi anti-HCV, rappresenta una straordinaria opportunità, con due grandi vantaggi. Il primo è fornire i numeri di prevalenza attuali di HCV positivi, dato di straordinaria importanza e finora ottenuto solo con metodi surrogati; il secondo è trattare i soggetti con gli antivirali diretti, pangenotipici di nuova generazione, data la ormai nota, straordinaria efficacia e tollerabilità in tutti gli stadi di malattia”.

“Il doppio test è ancora più efficace se rapportato all’emergenza Covid, la cui recrudescenza, soprattutto in Europa, impone di elevare il livello di attenzione e prevenzione, senza trascurare le altre malattie – aggiunge il prof. Nicola Coppola, Ordinario di Malattie Infettive presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” -, Fra queste emerge l’epatite C, che storicamente ha un’incidenza elevata nella nostra area geografica e contro la quale oggi abbiamo una validissima arma, una terapia sicura e ad elevatissima efficacia. Un approccio strutturato e un’opportuna gestione integrata del paziente affetto da HCV sono di importanza cruciale per procedere alla effettiva eradicazione della patologia sul territorio”.

“Dalla Campania raccogliamo una significativa risposta a questa attività di screening congiunto gratuito con test rapidi: i cittadini sono stati numerosi e grati per l’iniziativa, ieri a Napoli sfidando anche il maltempo per attendere il turno per il test e quindi l’esito – afferma Ivan Gardini, Presidente EpaC Onlus –. Iniziative come questa sono l’esempio concreto di come si debba operare per mettere in atto quanto previsto dalle raccomandazioni dell’Indagine conoscitiva della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati sul piano di eliminazione dell’epatite C in Italia. Il nostro auspicio è che da qui parta un progetto nazionale di prevenzione, che includa anche attività di screening congiunti, parallelamente a una rapida emanazione del Decreto attuativo per l’impiego dei fondi”.

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