Benedetta Lanzione si racconta a Loke

Benedetta Lanzione è una giovane (giovane davvero) designer campana. L’abbiamo incontrata qualche giorno fa, per un progetto di allestimento di una Fashion Graduate per una Digital Fashion Week. Apprezziamo il suo stile e soprattutto la sua umiltà. Sogna con i piedi per terra. Non smette di sognare nonostante le porte chiuse e qualcuna in faccia. Continua a costruire la sua carriera professionale con estrema caparbietà. Abbiamo parlato con lei per capire le difficoltà a cui va incontro un giovane designer di talento.

Chi è veramente Benedetta?

Penso di essere un “caos di emozioni” e per questo per me non è sempre facile riuscire a descrivermi. Quello che più mi caratterizza è sicuramente la determinazione, insieme all’amore e all’anima che metto in tutto quello che faccio. Ritengo di essere una persona “eccessiva”, non conosco mezze misure. Vivo ogni emozione al massimo e mi immergo completamente in tutto quello a cui mi dedico. Sono molto esigente, non tanto con gli altri, quanto con me stessa. Cerco continuamente di superare i miei limiti e se necessario sono disposta ad andare contro tutto pur di otte- nere quello che voglio.

Perché hai scelto di fare moda? Cosa ti affascina di questo settore?

Fin da bambina ho sempre amato il mondo della moda e quello dell’arte in generale. Di questi due mondi, che in realtà per me coincidono molto spesso, amo la libertà che sono in grado di donarmi. Non c’è niente che mi faccia sentire libera come quando creo ed è questo che mi ha spinto a voler fare moda. Quello che mi ha sempre affascinato di questo settore, è la possibilità di poter raccontare, attraverso bozzetti, accostamenti di tessuti e colori, chi sono e cosa provo. Sono sempre stata una persona introversa ed ho sempre fatto fatica ad esprimere le mie emozioni. Il fatto di poterle esternare attraverso le mie creazioni è una delle cose che più amo di questo mondo. Pochi altri settori offrono la possibilità di raccontare così tanto senza dire una parola.

Quali sono invece i tuoi dubbi?

Ad oggi posso dire di non avere particolari dubbi o almeno non sulla scelta del settore in cui vorrei lavorare. Grazie al mio percorso di studi all’Accademia della moda di Napoli, ho infatti raggiunto la consapevolezza di chi sono e chi voglio essere. Come tutti i giovani designer che stanno per affacciarsi al mondo del lavoro, lasciandosi dunque alle spalle quella che era la “certezza” del contesto universitario, c’è la paura di non essere pronta, di non riuscire ad emergere o esprimermi al meglio, ma ho imparato ad avere fiducia in me e so di potercela fare.

Il tuo sogno nel cassetto? E quali sono i passaggi naturali per realizzarlo?

Il mio sogno nel cassetto è quello di dare vita ad un mio brand. È un sogno che mi accompagna fin da bambina da quando, con ritagli di tessuti, creavo vestiti per le mie bambole che poi mi divertivo a fotografare come fossero top model. A parte qualche mo- mento di incertezza, non credo di essere cambiata molto da quei giorni. Ho conservato, o meglio ritrovato, la mia voglia di creare e di esprimere le mie emozioni attraverso gli abiti e spero che questa mia passione possa diventare il mio lavoro un domani. So che creare un proprio marchio è un progetto ambizioso e so bene di dover continuare a lavorare con passione e dedizione per riuscire a realizzarlo. I passaggi che intendo seguire sono sicuramente quelli di fare più esperienze possibili, esperienze che possano arricchirmi dal punto di vista culturale, personale e lavorativo e possano farmi raggiunge- re la maturità necessaria per creare poi qualcosa di mio.

Che opportunità hanno i giovani designer oggi?

Credo che i giovani designer oggi abbiano diverse opportunità, anche se non sempre riescono a coglierle. Un’importante opportunità è offerta soprattutto dal web. Ci sono molti contest e iniziative interessanti alle quali poter partecipare che tuttavia spesso vengono sottovalutate. Credo che se ami quello che fai devi essere disposto a metterti in gioco in tutti i modi possibili, dai progetti universitari, ai contest social e tutto quello che ti permette di avere visibilità e crescere al tempo stesso.

Cosa si potrebbe fare per far emergere i giovani?

Prima parlavo del web, credo che ad oggi questo sia uno dei canali più idonei da utilizza- re per far emergere i giovani designer. Contest come quello di Loke sono un’occasione non indifferente per consentire a noi ragazzi di muovere i primi passi nel mondo del lavoro. Durante il lockdown ho visto e partecipato a molte iniziative interessanti e spero che siano riproposte anche in futuro terminata del tutto questa fase di emergenza.

Che cos’è Loke per te?

Loke per me è opportunità. Opportunità di mettermi in gioco e farlo attraverso contest differenti ma sempre stimolanti. Opportunità di avere visibilità ma anche consigli ed apprezzamenti da parte di professionisti, il che è sempre positivo ed aiuta nella crescita personale e professionale. Loke è infine opportunità di confrontarsi, non solo con altri giovani designer, ma soprattutto con me stessa e con le mie capacità che è una delle cose che amo di più in assoluto.

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