IL DIAVOLO IN CORPO: Miriam Acocella, designer campana, ci racconta come questo simbolo di sensualità è diventato un progetto con Pinkmemories

Denim e pizzo, tessuti opposti, che raccontano due anime opposte che si alternano armoniosamente definendo una femminilità ribelle attraverso la ritrovata sensualità della sottoveste. Questo capo di lingerie femminile diventato nel tempo un oggetto di culto tanto da essere più volte stato al centro di memorabili ricordi. Per questo noi di LOKE, assieme alla proprietà di PinkMemories, che ha fatto di questo indumento il suo must-have di collezione, abbiamo concepito un progetto ambizioso per vestire tutte le donne.

Abbiamo incontrato Miriam Acocella, vincitrice di questo secondo tutorial, nel suo studio di Calitri, immerso tra natura e leggende, come quella del folletto Scazzamauriegghij, che indossa un berretto rosso, dotato del potere dell’invisibilità. È una donna forte, ma allo stesso tempo molto umana. Acocella dà prova di essere una donna che non si arrende mai, nemmeno di fronte a qualsiasi situazione difficile che gli si presenta sul cammino.

È la tua prima volta in un contest marketing. Cosa sai di questa forma di coinvolgimento?

Grazie a questa mia piccola esperienza, posso definirlo come un ponte diretto tra sogni e realtà. Noi ragazzi/studenti, soprattutto designer/artisti, ci sentiamo spesso disorientati, lontani e piccoli dal mondo del lavoro. Adesso posso dire che con la passione e la voglia di fare, queste mete sono accessibili. L’importante è saperle coglierle e sfruttarle al meglio!

Quando è stato il tuo primo contatto con la moda?

La moda per me è un sentimento. E ‘un sentimento che ho dentro da quando sono nata: a due anni decidevo già cosa mettere e ad 8 anni ho idealizzato il mio primo completo per una cerimonia.

Era una giacca con una gonna a palloncino rossa, non lo dimenticherò mai!

Questo sentimento ha iniziato a prendere forma frequentando l’Accademia della Moda a Napoli. Da quel momento sono stata sempre più sicura delle mie scelte e della mia vocazione.

Che tipo di donna sceglie di vestire Miriam Acocella?

Anche se viviamo in un’epoca in cui la femminilità viene “additata”?

La donna che sceglie di indossare i miei capi, è una donna che ha l’esigenza di raccontare dei contenuti, di esprimere al meglio sé stessa e i suoi stati d’animo.

È una donna, che non ha paura di provocare le mentalità mediocri e i pregiudizi che cavalcano la

società. Una donna che si afferma con intelligenza e personalità.

Qual è stata la maggiore difficoltà che hai dovuto affrontare fino ad oggi, come donna designer?

La difficoltà che mi sono trovata ad affrontare maggiormente fino ad oggi è stata, con me stessa.

La continua lotta di non credere di essere all’altezza e di sentirmi sempre un passo indietro.

La paura di non riuscire ad esprimermi al 100%, la paura di non essere capita e le preoccupazioni di non riuscire a suscitare emozioni, belle o brutte che siano.

Forse questo succede quando hai troppe aspettative, da te stessa.

La natura è importante per te?

Sono nata con la natura. Conservo la mia spensieratezza, l’infanzia e l’adolescenza, è come un rifugio dalla realtà. Ho vissuto per 19 anni in un borgo abitato da essa finché non mi sono trasferita a Napoli per studiare.

É importante sapere che quando ritorno a casa, posso rifugiarmi e liberarmi da tutto il resto.

Ammiro la natura per la sua vastità e la sua semplicità che rimanda a sensazioni uniche. Più di ogni cosa amo i fiori, i loro profumi e colori.

Durante il lockdown sono stati una fonte di ispirazione per le mie creazioni!

Da dove ha preso ispirazione per realizzare l’abito sottoveste di PinkMemories?

Ho sentito fin da subito il tema come “mio”.

Amo mescolare gli opposti, dopo un’analisi attenta del brand ho immaginato l’iconica Courteny Love, irriverente e aggressiva, sotto le vesti di una donna più elegante e sofistica, che appunto rappresenta il brand PinkMemories.

Quali sono le donne che ammiri?

Non mi piacciono le donne perfette.

Amo quelle ribelli, forti e che al contempo non hanno paura di nascondere le proprie debolezze. Amo le donne che hanno qualcosa da dire, di loro stesse e del mondo, le donne belle e ricche dentro, che non hanno paura di affermare i proprio ideali e che combattono per i loro sogni.

Qual è il tuo sogno?

Il mio sogno è quello di non smettere mai di creare, conoscere cose, posti e persone.

Voglio vivere il mondo della moda a 360°, sentirmi soddisfatta di quello che faccio e della mia vita, poi sarà il destino a condurmi al mio posto.

C’è qualcosa che è Miriam Acocella per definizione?

Miriam Acocella è cultura, contaminazioni, fluidità e suggestioni.

Tu sei una donna dinamica e forte. Si deduce immediatamente. È anche romantica?

Sono un mix di emozioni e contraddizioni. Come posso non essere anche romantica? Essere romantici è lasciarsi trasportare dalle emozioni e dalla fantasia, credo sia un elemento importante per la mia professione. Se non si ha la dose giusta di romanticismo, come si può creare?

Che cos’è Loke per te?

Loke per me è amore, Amore per noi ragazzi.

Abbiamo bisogno di qualcuno che creda veramente in noi e che non ci prometta solo false speranze. Non smetterò mai di ringraziarvi!

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