Moda sostenibile: l’upcycling di Luca Di Fusco

Il fashion designer Luca Di Fusco è forse la boccata d’aria fresca di cui avevamo bisogno.

In un momento in cui i consumatori sono sempre più attenti alla moda sostenibile e consapevoli dell’impatto deleterio sull’ambiente e sulla nostra coscienza sociale, molti sono pronti a cercare un’alternativa nel creare capi selezionati, unici che vanno oltre alle stagioni.

Luca ha studiato allo IUAD Accademia della Moda, ed ha sfilato a Milano, durante la Fashion Graduate Italia che si conferma come uno degli obiettivi centrali di Piattaforma Sistema Formativo Moda.

È impossibile non notare le sue creazioni, grazie alla sua estetica originale e una precisa identità che Di Fusco ha creato per sé stesso e anche per questo primo tutorial per LOKE, creato da Luigi Veccia, direttore creativo di Daks.

Ecco di cosa abbiamo parlato insieme, mentre passeggiavamo a Piazza Plebiscito, a Napoli, uno dei monumenti simbolo della sua città natale.

In pochissimo tempo la tua visione etica ed estetica “Green” ha conquistato l’attenzione del designer Luigi Veccia e non solo: come hai reagito all’annuncio della vincita e come hai vissuto questa esperienza di partecipazione al contest-game-virtuale LOKE?

Mi ha fatto molto piacere vincere il primo contest LOKE e poter ricevere, oltre alla classificazione, un giudizio sul mio lavoro da parte di un esperto. Leggere la critica di Luigi Veccia è stata una soddisfazione e sono contento sia stato apprezzato il mio progetto per la sua pulizia, ordine e rispetto per le linee guida che erano state proposte per questa prima proposta. È stata

un’esperienza stimolante, che mi ha dato modo di vedere altrettante proposte valide e osservare nuovi talenti che, come me, hanno la grande voglia di entrare nel mondo della moda.

Quali sono i tuoi elementi caratteristici del tuo design? Per esempio, da un punto vista delle silhouette, delle forme e dei materiali?

Elementi caratteristici del mio design, sono sicuramente la forma e la silhouette. Mi piace proporre capi dalle linee completamente nuove, insolite, che alterano spesso la silhouette umana e al tempo stesso alternare questi capi, con altri più indossabili e pratici. Mi piacciono i contrasti, che siano di colore o di fantasie e mixare magari stili diversi fra loro per ottenere nuove immagini.

Quali sono le tue principali fonti di ispirazione?

Credo che la mia maggiore fonte di ispirazione sia la musica. La musica riesce a stimolare la mia creatività e a plasmare i capi che disegno nella mia mente, come se intanto stessero percorrendo una passerella. Se parliamo di stilisti, ancora una volta quelli che catturano maggiormente il mio interesse sono sicuramente quelli che giocano con i contrasti e propongono silhouette innovative. Non nego però che diverse volte le idee migliori mi sono balzate nella testa dal nulla, magari sognandole e quando è successo sono subito corso ad appuntarmele con sketch così da afferrarle e non farle scappare via.

Come descriveresti il tuo stile che vorresti proporre sul mercato-moda?

Lo stile che vorrei proporre sul mercato moda è qualcosa di innovativo per la scelta di forme e contrasti, dove ai capi più estrosi si alternano capi portabili che riescano però a sorprendere le persone per la loro unicità. Uno stile elegante, definito ma al tempo stesso massimalista, dedicato a chi vuole giocare con la moda e non risultare mai noioso.

Quali sono i suoi obiettivi per il breve-medio termine?

I miei obiettivi per questo breve-medio termine sono formarmi e imparare lavorando in un’azienda, così da fare esperienza e far crescere il mio bagaglio professionale. Penso non si smetta mai di imparare e che questo aiuti a migliorare e a salire sempre di più.

LOKE per te è?

LOKE per me è la possibilità per tanti giovani designer di farsi notare. Una vetrina che mette in luce il lavoro delle nuove proposte e una competizione genuina, stimolante ed attuale che esalta e accresce le capacità di tutti, capace di creare un contatto con gli esperti del settore. LOKE può essere un’occasione perfetta di visibilità in un periodo in cui i talenti emergenti sentono ancora più il bisogno di essere supportati.

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