LOKE intervista Raffaella Petraccaro: “Il mio stile è ibrido, genderfluid e sperimentale”

Raffaella Petraccaro ci porta nel mondo di LOKE fatto di una sofisticata e originale linea grafica e ispirazioni déco con spirito parodistico.

Raffaella Petraccaro è una allieva di Fashion Designer dell’Università IUAD di Napoli, che Luigi Veccia, direttore creativo di Daks, ha scelto assieme a Luca Di Fusco, altro allievo di Fashion Designer di IUAD di Napoli, come vincitori a pari merito per il primo tutorial virtuale di LOKE.

Noi del Team di LOKE l’abbiamo incontrata al Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina che si trova nel cuore storico di Napoli, sulla “via dei Musei”, a pochi metri dal Duomo, dal Museo Archeologico Nazionale e dall’Accademia di Belle Arti, lì dove si sviluppa l’antico quartiere di San Lorenzo.

Raffaella Petraccaro ci ha parlato delle sue complesse ispirazioni, della vittoria del primo tutorial di LOKE, del suo processo creativo, oltre che delle tecniche di ricerca che mixano textures naturali e artificiali.

Ecco di cosa abbiamo parlato insieme.

In pochissimo tempo la tua visione etica ed estetica “Green” ha conquistato l’attenzione del designer Luigi Veccia e non solo: come hai reagito all’annuncio della vincita e come hai vissuto questa esperienza di partecipazione al contest-game-virtuale LOKE?

Fin dal primo momento ho apprezzato tantissimo l’idea del team LOKE, anche le linee guida del progetto le ho trovate davvero stimolanti e l’ideazione del prodotto è stata un vero e proprio “sfogo creativo” che mi ha divertita molto.

Vincere il contest è stato poi davvero emozionante perché nei commenti di Luigi Veccia al mio progetto, ho notato non solo una comprensione totale del messaggio che volevo trasmettere ma anche un approccio professionale, quasi “paterno” di critica, molto utile per me che sono vicina al settore ancora da troppo poco tempo.

Quali sono i tuoi elementi caratteristici del tuo design?Per esempio, da un punto vista delle silhouette, delle forme e dei materiali?

Il mio stile è riassumibile in tre parole: ibrido, genderfluid e sperimentale.

Ibrido perché mi piace giocare con l’unione di stili differenti, ad esempio preferisco mixare textures naturali e artificiali.

Gendefluid, non solo per le silhouette minimali, ma anche perché mi appassiona giocare con capi multiuso: amo l’idea di potermi svegliare ogni mattina e scegliere di essere una persona diversa da quella del giorno precedente.

Sperimentale infine, soprattutto per quanto riguarda le forme e i materiali, perché preferisco che i miei capi esprimano un concetto tangibile, un’idea chiara, come un’istallazione d’arte contemporanea, dove tutto nasce per modificare o sollecitare la percezione del fruitore che diviene parte integrante del lavoro.

Quali sono le tue principali fonti di ispirazione?

La mia più grande passione, dalla quale traggo spesso ispirazione, è il design, l’espressione della nuova cultura di massa, l’innovazione, l’incontro tra bellezza e utilità.

In ogni caso però credo che l’ispirazione debba per forza arrivare dall’ esterno, da qualsiasi cosa; alla base di tutto deve esserci la capacità di fare ricerca e di osservare, non solo il bello o ciò che più aggrada la nostra vista.

Ogni immagine visiva va fotografata e conservata nel “database delle idee”; nella mia borsa non devono mai mancare quaderno, matita e acquerelli (per quanto ciò possa sembrare strano e di vecchio stile); questo perché non posso comandare le idee, possono arrivare in qualsiasi momento e io devo sempre essere pronta a recepirle!

Come descriveresti il tuo stile che vorresti proporre sul mercato-moda?

Io lo descriverei come uno stile al passo con i tempi ma, paradossalmente, senza tempo, che funga da mezzo per esprimere l’interiorità di chi indossa i capi, in modo da sentirsi sempre “giusti” nella nuova modernità “liquida”.

Quali sono i suoi obiettivi per il breve-medio termine?

Vorrei fare quante più esperienze possibili, magari anche all’estero, per costruire, passo dopo passo, il mio futuro.

 LOKE per te è?

LOKE per me è stata davvero una bella esperienza, in grado di valorizzare la principale caratteristica di un creativo: esprimere sé stesso e le sue idee lasciando un segno che resti visibile nel proprio futuro lavorativo. LOKE per me è stato un mezzo utile alla realizzazione di questi due elementi. Posso affermare con certezza che, per un designer emergente, la partecipazione a questo contest sia un’esperienza da non farsi assolutamente scappare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *