Dracula al Teatro Bellini di Napoli

Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi riscrivono per il teatro, “Dracula”, di Bram Stoker, romanzo gotico per eccellenza, andato in scena al Teatro Bellini di Napoli dal 17 al 26 gennaio.

La straordinaria interpretazione di attori del calibro di Sergio Rubini nei panni del Professor Von Helsing, Sergio Lo Cascio (Jonathan Harker), Geno Diana (Conte Dracula), Alice Bertini (Mina Murray), Lorenzo Lavia (Renfield), Roberto Salemi (Dottor Seward), immerge lo spettatore in una atmosfera dark, cupa, fatta di banchi di nebbia squarciati da brevi lampi di luce, dalle voci, spesso straziate, dei personaggi, dai latrati di lupi, dal vagito di un bambino.

La storia del giovane procuratore londinese incaricato di recarsi in Transilvania per curare l’acquisto di un appartamento per conto del Conte Dracula, diventa metafora di un viaggio interiore nell’oscurità e nel malessere. Una rappresentazione potente, dai forti connotati psicologici: Dracula, fascinoso e ammaliante da un lato, demonio iracondo dall’altro, rappresenta l’atavica lotta del bene contro il male, della luce contro le tenebre. Il sangue è metafora vita: Renfield arriva a cibarsi di uccelli e insetti perchè crede di poterne immagazzinare un po’, di quella vita. Nella nebbia e nella costante oscurità che avviluppa la scena, ogni spettatore può compiere un viaggio personale attraversando le pieghe più oscure del proprio animo. Il viaggio è anche catarsi: la neve sulle scena, nella parte finale, pare voler gettare un po’ di candore sui personaggi esausti e lavare via il dolore.

Colpisce, inoltre, il costante gioco di attrazione/opposizione verso l’ignoto di cui sono vittima i protagonisti. Loro desiderano ritornare alla normalità, eppure si dicono attratti e ammaliati dalle forze oscure rappresentate dal vampiro. Un messaggio che ci viene rimandato finanche nell’ultima scena, quando Jonathan, tornato ormai ad una vita serena e chiamato dalla voce rassicurante di Mina, indugia davanti alla porta che il Conte Dracula anni prima, gli intimò di non aprire e finisce per aprirla, inondando la scena di carte, vento e nuovo caos.

Stefania Russo

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