GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE:  UNA VITTIMA OGNI TRE GIORNI

GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE:  UNA VITTIMA OGNI TRE GIORNI

“L’INVISIBILITÀ NON E’ UN SUPER POTERE” LA VIOLENZA SI COMBATTE CON L’ARTE

di Giulia Asprino

Patria, Minerva e María Teresa. Torturate, seviziate, sfregiate e infine strangolate. Messe nel veicolo sul quale viaggiavano e gettate in un precipizio con lo scopo di simulare un incidente. Siamo in Repubblica Domenicana, 1960. Il delitto delle sorelle Mirabal ”le farfalle” –  chiamate così, prima che la cieca violenza del regime del dittatore Rafael Leònidas Trujillo  interrompesse il loro volo verso la libertà –  diventa significativo. Un delitto  impresso nella storia. Il 25 Novembre viene scelto e poi ufficializzato dall’ONU come “La Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.”

Cos’è cambiato dal 1960 a oggi? I numeri non sono in diminuzione.  I dati ONU rivelano che il 35% delle donne nel mondo ha subìto una violenza. Ogni anno, oltre cento donne vengono uccise in Italia, vittime quasi sempre di chi sostiene di amarle. Ai femminicidi si aggiungono le violenze quotidiane. Una ogni quindici minuti, 88 volte al giorno, secondo la media registrata dalla Polizia di Stato. Nella maggior parte dei casi, l’autore ha le chiavi di casa. 

Per combattere il fenomeno sul campo, fondamentali sono i centri antiviolenza. Nel 2017 più di 49 mila donne sono state accolte in centri antiviolenza e più di 32 mila si sono impegnate in un percorso di uscita (dati IRPPS-CNR). Vero è che l’utilizzo dei fondi stanziati dal governo per le strutture di protezione delle donne non risulta sempre molto chiaro, ma, ad oggi, in Lombardia la violenza si combatte con le unghie e con i denti. A Milano nel 2018, sono stati accertati 355 accessi solo al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Carlo per trauma da  aggressione, di cui 120 sono stati presi in carico dal C.A.S.D. (Centro Ascolto Soccorso Donna).

Una vera e propria guerra contro che si combatte con ogni mezzo possibile, anche con l’arte. “L’invisibilità non è un super potere” è il titolo della mostra che l’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano in collaborazione con Fondazione Pangea Onlus ha inaugurato nell’atrio centrale dell’Ospedale San Carlo in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. In mostra, sono esposte per la prima volta – in totale anonimato – le radiografie effettuate alle donne arrivate nei Pronto Soccorso e che hanno dichiarato di aver subito violenze.

“Fratture e ferite sono la fase terminale di un percorso spesso lunghissimo in cui chi è vittima di violenza subisce pensando che sia la normalità. Ma se si arriva al punto di correre al pronto soccorso, vuol dire che siamo veramente in una fase terminale” –  dichiara Matteo Stocco, direttore generale ASST Santi Paolo e Carlo di Milano – “quello che stiamo cercando di fare è: uscire dai protocolli di cura (che vanno benissimo per l’evento acuto) e di lavorare sulla persona, indirizzandola verso i centri e verso i servizi territoriali. L’obiettivo è sicuramente quello di avere un pronto soccorso dedicato.”

La fotografa Marzia Bianchi, ispirandosi alle parole delle donne accolte dallo sportello antiviolenza on line di Reama, ha trasformato la narrazione in immagini. “Nella mostra sono i loro corpi, le loro lesioni a parlare” afferma Marzia Bianchi “intrecciando singole storie in un unico racconto. Le vite delle donne sono diverse eppure lo schema della violenza si ripete, prevalentemente a opera di un compagno, familiare o conoscente. E’ assolutamente  necessario rompere il muro di silenzio che coinvolge le donne che hanno subito violenza.”

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