GIOVANDOMENICO LEPORE

Dopo gli studi classici si laurea in giurisprudenza. Entrato in magistratura, nel 1961, si è congedato per limiti d’età dopo cinquant’ anni effettivi. Durante il periodo di Procuratore della Repubblica di Napoli sono stati raggiunti importanti risultati nella lotta alla criminalità organizzata e non, con la cattura di 4 capi clan latitanti da oltre 15 anni. Numerosi sono gli incarichi ricevuti al termine della  carriera, per la sua grande professionalità ed onestà intellettuale. È Giovandomenico Lepore, uomo di grande spessore culturale, umiltà e simpatica ironia, Mimì per gli amici.

Qual è il caso più particolare in cui si è imbattuto?

Quello della sparizione di una rilevante somma di danaro dagli uffici finanziari di Napoli. Non sapevamo dove potevano trovarsi, mi venne il sospetto che stavano nascosti sul terrazzo degli uffici, avvisai i carabinieri, non fu così. Poi l’arresto dei fratelli Russo, Iovine e Zagaria.

Qual è il clan che meglio è riuscito ad infiltrarsi nell’economia sana?

I Casalesi e il clan Russo del nolano, perché hanno abbandonato la parte minacciosa e di forza trasformando i propri clan in vere e proprie imprese e automaticamente si sono infiltrati nell’economia buona. Pensiamo ai malavitosi calabresi che addirittura  sono arrivati nel Lazio, in Toscana e in Veneto etc. La camorra, invece, ha molti pentiti che hanno permesso numerosi arresti.

In che cosa è cambiata la mentalità camorristica? 

La camorra ha fatto affari con  droga ed estorsioni. Anni fa ogni quartiere aveva il suo clan, più di cento; oggi il fenomeno dei camorristi è arrendersi e collaborare con la giustizia. Balzano ai clamori della cronaca nazionale la ‘Ndrangheta e i Casalesi che agiscono molto nel campo dell’economia sana prestando soldi a società che stanno traballando per inserirsi in maniera capillare. Quale sarebbe la soluzione per arginare il fenomeno malavitoso? Il lavoro sicuramente, molti, però, preferiscono ricorrere ad azioni illegali per un guadagno facile e veloce.

Che ruolo hanno le donne?

Un ruolo importante, sostituiscono i mariti quando sono in carcere. A volte sono più feroci degli uomini. Tanti anni fa c’erano la cosiddette madri coraggio, un gruppo di donne che protestava  contro il traffico e lo spaccio di droga, una di queste fu arrestata poco dopo, proprio per traffico di droga.

Ha sacrificato la vita affettiva per la professione?

Ho avuto sempre al mio fianco mia moglie, in tutte le scelte più importanti della mia vita. Mio figlio dopo la laurea si è trasferito all’estero, vive a Londra. Quando ami la tua professione i sacrifici non ti pesano molto.

di Emanuela Belcuore

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