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Grande successo per “Actor Dei”: ultime repliche al Teatro Trianon di Napoli oggi e fino al 6 gennaio


Si intitola “Actor Dei”, cioè “L’Attore di Dio” e racconta la storia del santo più amato e discusso degli ultimi decenni per la sua fama di taumaturgo, familiarmente ancòra chiamato “Padre Pio” nonostante la canonizzazione avvenuta diciassette anni fa.
Lo spettacolo è stato ideato dall’attore e cantautore Attilio Fontana, qui impegnato non solo nel ruolo del protagonista, ma anche nella direzione musicale e nella scrittura dei testi con Mariagrazia FontanaFrancesco VenturaAntonio CarluccioMichela Andreozzi e Federico Capranica.
Fontana, che ha appena pubblicato l’ultimo singolo Gesù (L’ultimo comunista), con Actor Dei propone un percorso poetico in musica e danza di alcuni momenti della vita del santo, al secolo Francesco Forgione, nato a Pietrelcina nel 1887 e morto a San Giovanni Rotondo nel 1968, un uomo semplice e coraggioso continuamente provato da pene fisiche e spirituali, spinto dalla volontà di sollevare il genere umano dalle sofferenze. Con musiche che spaziano dal sacro al tradizionale della pizzica salentina e al pop, coreografate da Orazio Caiti, l’opera ci restituisce così la giovinezza di Padre Pio, dall’infanzia al miracolo delle stimmate; quindi la sua maturazione spirituale a San Giovanni Rotondo fino alla morte della madre; per arrivare al racconto delle mille traversie per la creazione della Casa sollievo della Sofferenza.
Uno spettacolo coinvolgente con videoimmagini scenografiche, animato da una compagnia composta da una trentina di attori, cantanti e ballerini, per la regia e le scene di Bruno Garofalo.
Nelle vesti di Padre Pio, Fontana conferma quella poliedricità e completezza d’artista che non si accontenta di un solo linguaggio e prosegue il suo percorso di instancabile ricerca umana e artistica. Ciò di cui ha dato prova in teatro, ad esempio con Vacanze romane al fianco di Serena Autieri, e in tv, aggiudicandosi, tra l’altro, il titolo di campione e supercampione della terza edizione di Tale e Quale show. Commenta in proposito Loretta Goggi: «Attilio Fontana in Padre Pio è un interprete duttile e sensibile che passa con disinvoltura dalla dolcezza al tormento, dall’umile obbedienza alla forza e all’irruenza con cui il Santo di Pietrelcina ha combattuto il male, le vessazioni, l’ipocrisia per l’intera sua vita terrena».
Con Fontana in scena, nella parte dell’antagonista, il Diavolo, Lello Giulivo.
Actor Dei è stato allestito da Rosario Imparato per Immaginando produzioni, con l’organizzazione di Mario Minopoli. Il vocal coach della compagnia è Maria Grazia Fontana. I costumi sono firmati da Maria Grazia Nicotra e le videoimmagini scenografiche sono curate da Claudio Garofalo. Regista assistente Gennaro Monti.

Ultime repliche oggi e fino al 6 gennaio al Teatro Trianon di Napoli
Il botteghino del teatro è aperto tutti i giorni: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13:30.

Informazioni: telefono 081 2258285.

Marisa Laurito direttore artistico del Teatro Trianon

È Marisa Laurito il nuovo direttore artistico del Trianon Viviani per il triennio 2020/2022.

La popolare attrice è stata nominata oggi dall’assemblea dei soci fondatori, «in funzione del [suo] progetto organico del teatro Trianon Viviani quale polo di riferimento per la promozione e valorizzazione della musica napoletana, del teatro musicale napoletano e della canzone tradizionale napoletana».

Laurito sarà, quindi, la prima donna che ricoprirà il ruolo che dal 2006 – quando il teatro è diventato di natura pubblica – è stato di Nino D’Angelo, due volte, e Giorgio Verdelli.

Il mese scorso il cda della neofondazione teatrale – ne sono soci la Regione Campania e la Città metropolitana di Napoli, con partecipazioni rispettivamente dell’80,40% e del 19,60% – aveva pubblicato un avviso con la manifestazione di interesse per l’incarico di direttore artistico, al quale hanno risposto ben ventisei candidati, di cui uno oltre la scadenza indicata.

Dopo il proprio insediamento, che ha fatto sèguito alla trasformazione della personalità giuridica del teatro in fondazione, sono state esaminate le candidature pervenute, dopo aver rilevato la scelta identitaria stabilita dallo statuto: «la Fondazione svolge attività teatrale articolata nelle stagioni con spettacoli e ogni altra iniziativa che possa ricondursi alla rappresentazione della canzone napoletana». Passando a esaminare i progetti di indirizzo, l’organo amministrativo ha considerato quattro parametri valutativi: il territorio di riferimento, ovvero la capacità di radicamento nella periferia urbana di Forcella e la potenzialità di rivolgersi nel contempo alla città, alla Campania e a una scena nazionale e non solo; la qualità, intesa come combinato disposto dell’organicità della proposta, della potenzialità di svolgere attività con continuità nell’arco dell’anno e dell’uso ottimale del “complesso” teatrale (non solo la sala di spettacolo, ma anche gli spazî annessi per attività di animazione); l’identità, cioè l’unicità del progetto, la sua specificità nella filiera istituzionale e la sua complementarietà nel sistema pubblico-privato; la sostenibilità, ovvero la “cantierabilità” della proposta alla luce del bilancio, la potenzialità di accesso a fondi pubblici e di implementazione di azioni di fund raising, nonché l’impatto sull’indotto esistente e potenziale con la possibilità di creare nuova occupazione diretta e indotta. Sulla base, quindi, dell’identità definita dallo statuto e dei criterî valutativi considerati è scaturita, quindi, la scelta del nuovo direttore artistico della Fondazione.

Inoltre, l’assemblea dei soci ha deliberato l’implementazione di due progetti speciali triennali: il primo per un programma di attività teatrali di inclusione sociale, curato da Davide Iodice – al quale, proprio oggi, è stato assegnato il premio nazionale della Critica 2019 – «per assicurare il maggiore radicamento nel territorio e uno spazio di crescita civile, culturale ed economica nel complesso àmbito sociale di riferimento», missione da sempre indicata dai soci; il secondo, affidato a Nello Mascia, sarà dedicato a Raffaele Viviani, il maggiore commediografo partenopeo del Novecento, cui è dedicato il teatro, di cui l’anno prossimo ricorrerà il settantesimo anniversario della morte.

Intanto, dopodomani, giovedì 31 ottobre, alle 21, il teatro inaugura la stagione 2019/2020 con “Quelle del Festival… Le indimenticabili canzoni di Napoli”. L’appuntamento sembra prefigurare l’identità di promozione e valorizzazione della canzone napoletana stabilita dallo statuto della nuova fondazione.

Dieci cantanti e varî ospiti, tutti insieme per un grande concerto di una ventina di «indimenticabili canzoni di Napoli». In programma molti successi dello storico festival di Napoli, contrappuntati dalla proiezione di video e interviste a personaggi che testimoniano un’epoca, con aneddoti, curiosità e approfondimenti: un percorso musicale che si dipana da Sciummo, presentata da Sergio Bruni nella prima edizione del 1952 e successivamente cantata anche da Frank Sinatra, a Core spezzato del 1968.

Maurizio Palumbo, ideatore e regista dello spettacolo, ha voluto inserire nella scaletta musicale anche alcuni celebri brani presentati da interpreti partenopei al festival di Sanremo. «È una sorta di gemellaggio tra il festival di Napoli e quello di Sanremo – spiega Palumbo –, nel ricordo della manifestazione che si tenne nel 1932 nel casinò municipale della città ligure, il “festival della Canzone partenopea”, ideato e organizzato da Ernesto Murolo, il poeta autore di “Serenata napulitana”, padre di Roberto Murolo». Ecco quindi brani come Il mare di Sergio Bruni, del 1960, e Jammo ja’, cantata nel 2010 da Nino D’Angelo e Maria Nazionale.

Protagonisti dello spettacolo, prodotto da Sud promotion, sono Giusy AttanasioAlessia CacaceLuciano CaldoreGino Da VinciEnzo EspositoMavi Gagliardi di Sud 58, Alfredo MinucciTeresa RoccoAntonio Siano e Lino Tozzi. Dirige l’orchestra Peppino Fiscale, che ha curato anche gli arrangiamenti musicali. Lo spettacolo, in due tempi, è presentato da Edda Cioffi. Con la scenografia di Quintessenza, è curato da Luciano Quagliozzi (direttore di palcoscenico), Daniele Chessa (audio) e Gianluca Sacco (luci).

Il ricco e articolato cartellone, curato dal direttore artistico uscente D’Angelo, si compone di quattordici spettacoli a prezzi popolari, tra musica, teatro musicale e commedia, con la partecipazione di molti artisti beniamini del pubblico. Chiuderà la stagione un’edizione particolare del fortunato spettacolo musicale Carosone, l’Americano di Napoli, in occasione del centenario della nascita del grande cantante, compositore e pianista partenopeo: scritto da Federico Vacalebre, biografo del musicista, vede protagonista in scena Andrea Sannino, affiancato da Giovanni Imparato e Claudia Letizia, con gli arrangiamenti di Lorenzo Hengeller e la regia di Nello Mascia.

Il botteghino del teatro è aperto tutti i giorni: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13:30. Informazioni: tel. 081 2258285, sito web all’indirizzo www.teatrotrianon.org.

“Forcella Strit”: oggi la prima al Trianon di Napoli

È l’antico motto del quartiere Forcella – «Siamo nati per fare il bene» – ad aver ispirato Abel Ferrara per la regia di «Forcella strit», lo spettacolo che oggi, giovedì 25 ottobre, alle 21, inaugurerà il cartellone del teatro del popolo Trianon Viviani.

Ferrara, newyorkese del Bronx, ma con il sangue campano e la passione per questa terra trasmessa dalla sua famiglia, ritorna così a lavorare sul tema Napoli dopo nove anni di assenza e dopo un suo percorso esistenziale che lo ha portato a guardare con occhi nuovi e rinnovata sensibilità questa città, esprimendo con questa produzione teatrale internazionale il suo atto d’amore verso Napoli e Forcella.

Lo spettacolo nasce dall’incontro del regista americano con il suo amico Nino D’Angelo, che l’ha spinto a mettere in scena la sua idea di questa parte di città. Aiutato nella scrittura da Maurizio Braucci, scrittore tra i più apprezzati e autore di teatro e di molte sceneggiature per cinema e tv, supportato da Raffaele Di Florio, Abel Ferrara dà vita a uno spettacolo nello spettacolo in tre movimenti, dentro uno dei quartieri più emblematici di Napoli, ambientato tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo. Liberamente ispirato a Our Town di Thornton Wilder,Forcella strit racconta di una compagnia di giovani attori che mette in scena una bizzarra commedia musicale seguendo le indicazioni di un misterioso direttore. Tra un quadro e l’altro, mentre i personaggi vivono o perdono i loro amori, gli attori cercano di interloquire con il pubblico e ragionare con lui sulla messa in scena, all’insegna del motto «Ad bene agendum nati sumus», «Noi siamo nati per fare il bene», inciso sullo stemma del quartiere Forcella.

Ecco quindi in scena una storia d’amore lunga vent’anni, dal 1987 al 2007. Venti anni d’amore ma anche venti anni di eventi, accadimenti, fatti di cronaca e fatti privati che hanno come palcoscenico Forcella, ovvero la sua minuscola strada che costituisce tutto il quartiere, in uno scenario segnato dalla forza delle relazioni – a volte soffocanti, a volte avvolgenti –, racchiuso dalla parola napoletana «strit» («stretto») del titolo. Tutto inizia quella notte del maggio del 1987, la magica notte dello scudetto, quando l’intero quartiere si riversa in strada per una delle più trascinanti e coinvolgenti feste: un grande originale Carnevale dedicato a Maradona. E venti sono anche gli attori in scena, tutti napoletani, la maggior parte proprio di Forcella e del centro storico e molti dei quali non professionisti, scelti attraverso i laboratori formativi organizzati dal teatro in collaborazione con la Scabec, con il supporto di Davide Iodice e Fabrizio Varriale, che hanno curato il progetto pedagogico, e selezionati uno a uno dallo stesso Ferrara.

A fare da colonna sonora a questo racconto sono le canzoni, tra le più conosciute e le meno note, di Nino D’Angelo, comeCiucculatina d’ ‘a FerroviaCafè cafèTengo ‘o sole‘A storia ‘e nisciuno e Mamma Preta.

«Torniamo al teatro Trianon Viviani a Forcella con un dramma originale del mio collaboratore e sceneggiatore, Maurizio Braucci, insieme al nostro amico geniale Nino D’Angelo, il direttore artistico del teatro, l’uomo responsabile di aver fatto confluire tutto e tutti», spiega Abel Ferrara. «Il dramma si concentra sulle persone semplici del quartiere e non su quelle che cercano di comparire in prima pagina – prosegue il regista –: voglio guardare la vita quotidiana, dalla nascita fino a oltre la morte, di quelle persone che hanno accettato il loro quartiere e non hanno alcun desiderio di lasciarlo o di elevarsi al di sopra di esso, desiderando invece di essere il tessuto della città: con una veduta della “napoletanità”, moderna e cinica ma anche toccante, con Maurizio ho guardato nello specifico la classe operaia del centro città e il modo in cui ci si inventa il lavoro qui». «Per interpretare e aiutare a creare il dramma qui al Trianon a Forcella abbiamo creato una compagnia composta da attori giovani di tutta Napoli – conclude Ferrara –: la musica è puro Nino D’Angelo, eseguita dal vivo dal suo musicista Massimo Gargiulo e rielaborata e resa parte integrante dello spettacolo da Nino stesso: ho fatto la regia insieme a Raffaele Di Florio, con l’aiuto del mio assistente di lunga data Jacopo Gonzales».

Per il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca «il Trianon non è un semplice teatro: è nel cuore di Napoli e convive con tutto quanto questa città così complessa e bellissima offre, la passione per la musica, per la messa in scena, per il mestiere d’attore, ma anche le difficoltà di un quartiere dove è presente ancora la cappa delle organizzazioni criminali, oggi affiancate anche da giovanissimi». «La Regione Campania ha voluto investire in maniera significativa in questa realtà – prosegue il governatore –, a cominciare dalla videosorveglianza, ma soprattutto sulla cultura, strumento più importante e più efficace, insieme al controllo del territorio, per arginare questi fenomeni. Dove c’è un teatro c’è vita, c’è creatività, c’è condivisione. Abbiamo fatto in modo che questo teatro non chiudesse e in cambio abbiamo chiesto alla direzione artistica di non pensare solo a un cartellone di appuntamenti ma di pensare un progetto inclusivo che diventasse il progetto di tutti i ragazzi di Forcella. È nato così Forcella strit, un primo passo per creare un laboratorio permanente e per fare dello spettacolo anche una occasione di lavoro».

«Questa volta Nino D’Angelo ce l’ha fatta – sottolinea il presidente della Scabec Antonio Bottiglieri –. Aveva promesso al presidente Vincenzo De Luca che il Trianon Viviani avrebbe stretto un forte legame con i giovani di Forcella e oggi quella promessa è mantenuta: loro sono i protagonisti di questo nuovo progetto culturale e sociale». «De Luca per questo aveva voluto D’Angelo al Trianon e ha fatto bene – continua Bottiglieri –. D’Angelo a sua volta ha voluto per questo progetto, curato da Scabec e Databenc, Abel Ferrara e sicuramente anche lui ha fatto bene».

Oltre alla parte di produzione teatrale, Forcella strit prevede anche un progetto del fotoreporter Luciano Ferrara.

In scena Diletta AcanforaBruno BaroneLivia BertèGennaro CuomoDaniela De VitaGiovanni EspositoGreta Domenica EspositoMaria EspositoPierpaolo FerruzziPiergiuseppe FrancioneGiusy FrecciaAngela GarofaloVincenzo Iaquinangelo,Emanuele IovinoGiuseppe MadonnaVittorio MenzioneMonica PalombyGiorgio PintoFederica RaimoDaniele Vicorito edEmanuele Vicorito.

Dopo la “prima” del 25 ottobreForcella strit sarà replicata venerdì 26sabato 27 e domenica 28 ottobre; quindi venerdì 2sabato 3domenica 4 novembre. Tutte le recite sono alle 21, tranne quelle domenicali, programmate alle 18.