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GIAMBATTISTA VALLI E MAISON MARGIELA: COLLEZIONI FIABESCHE DURANTE LA PARIS FASHION WEEK

Parigi continua ad essere sotto i riflettori. L’ottava giornata di fashion week ha visto la presenza di due grandi nomi all’apice del successo. Se da un lato Giambattista Valli rimane fedele alla sua estetica deliziosamente femminile e dalle silhouettes romantiche, Maison Margiela alla guida di John Galliano si fa portavoce di uno sperimentalismo in rottura coi canoni estetici tradizionali. Tra perfezione e imperfezione, delicatezza e rigidità, le due maison si presentano agli antipodi. Il bianco e il nero. Ma oggi tutto cambia. Una vena utopica e ottimista prende il sopravvento su entrambi fronti. Valli e Margiela alla Paris Fashion Week dimostrano perché sono i padroni indiscussi del settore.

GIAMBATTISTA VALLI, UNA FIABA A LIETO FINE

Giambattista Valli presenta la collezione primavera-estate 2022 in presenza, restando fedele al suo stile. Le tonalità candide e tenui si armonizzano con l’esuberante quantità di tulle, chiffon e miniabiti in pizzo. Le stampe floreali vanno a braccetto con balze e ricami di foglie di edera. Il tutto contornato dalle ormai classiche piume di struzzo. Niente spazio per gli eccessi. Valli propone una collezione controllata su misura per una clientela posh, sognatrice di un’estate in riviera anni ’70. Una favola romantica che prende connotati eterei, celestiali. Giambattista Valli si riconferma lo stilista amato dalle donne desiderose di restare al passo coi tempi. Da tutte coloro che ricercano eleganza e raffinatezza, fantasticando la Saint-Tropez delle star del cinema classico.

Margiela Paris Fashion Week

LA CO-ED DI MAISON MARGIELA ALLA PARIS FASHION WEEK

John Galliano continua sulla scia della collezione Haute Couture 2021. Letteralmente. Il filmato proposto per presentare la sfilata primavera estate 2022 non è nient’altro che il sequel di A Folk of Horror Tale, nome della collezione Couture. La narrazione si snodava attraverso una fantasia che collegava immagini storiche di pescatori olandesi con una comunità immaginaria di giovani sopravvissuti della Maison Margiela, arenati insieme su una costa. Ora tutto cambia.

Margiela Paris Fashion Week

Co-Ed è la collezione primavera-estate 2022, ispirato al suo prêt-à-porter genderless. È l’inizio di una nuova era, lontana dalla metafora pandemica. Utopica certamente, ma ottimista più che mai. E il mondo di pescatori continua ad essere la linfa vitale del direttore creativo. Gli stivali tabi monocromatici in rosso, giallo e blu traggono spunto dai trampolieri da pesca. E sono bio-degradabili per una generazione attenta al clima. E immersa in trench coats dagli orli volutamente aperti e leggeri strati di tulle sovrapposti. Rock n’roll e ambientalista, ecco Maison Margiela nel 2022.

Margiela Paris Fashion Week

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SCHIAPARELLI NON SI SMENTISCE: LA COLLEZIONE PRIMAVERA-ESTATE 2022 È TINTA DI VIRTUOSISMI ALLA DALÌ

Schiaparelli primavera estate 2022

Con la collezione primavera-estate 2022 Schiaparelli incanta le passerelle ancora una volta. Si fa per dire, ovviamente: la collezione presentata alla Paris Fashion Week assume sembianze digital grazie alla maestria del regista Christophe Tiphaine, già collaboratore della maison in passato per le collezioni autunno/inverno. E nei i frammenti di questo filmato la maestria di Daniel Roseberry segna il territorio. Nessuno come lui, e le star lo sanno. Da Lady Gaga a Kim Kardashian, dal red carpert dei VMA al Met Gala, la maison francese è finalmente tornata al suo splendore. E ora si gode un’estate tra virtuosismi surrealisti.

SCHIAPARELLI E IL GIOCO DEI VOLUMI: IL PARTICOLARE NELL’UNIVERSALE

Per la collezione estiva 2022 Daniel Roseberry sfoggia senza timore un amore puro per l’arte creativa. Lo stilista americano riesce a modellare la materia rendendola opera d’arte, unendo soprabiti voluminosi e sfarzosi a un underwear fetish. Mentre strati di tulle e seta avvolgono le forme, i costumi interi mostrano un amore anatomico. I dettagli sono sinuosi, estroversi, abbracciano le forme offrendo sensualità e passione. Dai cone bra a spirale di una Madonna all’epoca di Vogue a petali di rosa che contornano le parti più intime, la visione di Roseberry sfuma in un Mulholland Drive di David Lynch.

Schiaparelli primavera estate 2022

Ma è nei classici tailleurs e trench coat che la maestria di Roseberry prende vita. Un gioco tra particolare e universale, dove i pezzi intramontabili della moda in bianco e nero diventano parte di una collezione surrealista dai colori spumeggianti. Mentre Coco Chanel puntava a bottoni con la doppia C, qui a Schiaparelli i dettagli assumono le forme di parti del corpo: nasi, bocche, denti, dita e perfino seni e addominali tutti scolpiti in oro. Gli accessori prendono vita – letteralmente – donando sfarzo e lussuria all’estate 2022. Il contrasto rende tutto suggestivo: tra le catene d’oro, gli addominali scolpiti fino ad un eyewear intergalattico, gli eterni capi della maison Schiaparelli sembrano proiettati in un dipinto di Dalì. Classico di Elsa, verrebbe da aggiungere.

Schiaparelli primavera estate 2022

LA DONNA SCHIAPARELLI: ELSA MUSA ETERNA

E in effetti Daniel ci ha avvisato. La musa della maison, nient’altro che la sua fondatrice Elsa Schiaparelli, torna come fonte d’ispirazione per il designer americano. Con un twist inaspettato: non è la Elsa degli sfarzi a cui Daniel fa riferimento, bensì una Schiaparelli più mondana, lontana dalla scintillante demi-monde parigina. La donna Schiaparelli per quest’estate è tutta una contraddizione.

Schiaparelli primavera estate 2022

È raffinata ma barbara. Chic ma un po’ volgare. Conservatrice ma disinibita. Sartoriale, ma anche rilassata. Privata, ma anche performativa.

È tutto ciò che ha reso Elsa Schiaparelli ciò che era, ed è ancora oggi: un’intramontabile icona di stile.


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ASPETTATEVI L’INASPETTATO, BALENCIAGA DI DEMNA GVASALIA ALLA PARIGI FASHION WEEK

L’arrivo di Demna Gvasalia da Balenciaga, nel 2015, ha contribuito a ridefinire il concetto di lusso. Il designer georgiano ha immesso all’interno della categoria prodotti come sneakers e felpe, oggetti che fino ad allora nessuno avrebbe accostato al lusso. Ora il marchio, fondato da Cristobal Balenciaga nel 1937, inizia una nuova era. La sperimentazione nei volumi, tratto distintivo del lavoro di Cristobal, che Demna ha applicato ai capi più streetwear, torna ora nel suo luogo di origine: l’alta moda. Streetwear e couture, è questo il futuro di Balenciaga. Dopo aver rotto gli schemi, si torna a recuperare il passato, però con una differenza. Demna con un obbiettivo forse troppo idealista, afferma “ Trovo che l’esclusività renda l’idea di haute couture molto antiquata. Mi piacerebbe fare l’alta moda per chiunque”. 

Balenciaga Primavera Estate 2022

BALENCIAGA E FORTNITE: ESPLORALE IL DIGITALE

Coinvolgere un pubblico più ampio, sembra essere questo l’obbiettivo che il marchio si pone. E per farlo esplora anche il mondo del digitale e dei videogame. Secondo una stima di Accenture, società di servizi di strategia e tecnologia, a livello globale i giocatori sono circa 2,7 miliardi di persone.  Non è difficile quindi comprendere perché la moda si sia interessata a questo settore. Gia durante il lockdown Demna Gvasalia aveva presentato la collezione Fall/Winter 2021 attraverso il videogioco AfterWorld, e ora è recentemente stata presentata la collaborazione tra Balenciaga e Fortnite. Abiti e accessori virtuali all’interno della realtà digitale, pensati per i quattro personaggi principali, ma anche una linea fisica di prodotti che verranno venduti negli store e negli e-commerce. 

Fortinite Balenciaga

Con questa nuova strategia, tra streetwear e couture, tra fisico e digitale, le vendite sono esplose e Balenciaga è diventato il terzo marchio del gruppo Kering. La pandemia non ha certo rallentato Balenciaga, e il Ceo del marchio Cèdric Charbit, ha affermato che attualmente le vendite sono divise in terzi tra borse, scarpe e abbigliamento, secondo un equilibrio che lo stesso definisce sano e coerente per un marchio di lusso moderno. Una crescita supportata anche dalle nuove aperture: a Rodeo Drive a Los Angeles, a Shanghai, a Miami e a Londra. 

Balenciaga PE 22

Questa sera alle ore 20:00 al Théatre du Châtelet Balenciaga presenterà la nuova collezione Spring Summer 2022. Aspettatevi l’inaspettato, parola di Charbit. 


BALENCIAGA PRIMAVERA ESTATE 2022: SIMPSONS E RED CARPET

Balenciaga Simpson

E l’inaspettato è stato rivelato. Dimenticate le classiche sfilate, Demna mette in scena una piccola rivoluzione. Un red carpet di celebrities indossano la nuova collezione Primavera Estate 2022 di Balenciaga, e tra i flash dei fotografi si dirigono all’interno del Théatre du Châtelet per assistere, tra addetti ai lavori e ospiti, alla collaborazione più inaspettata: Balenciaga e The Simpsons. Un cortometraggio, pregno di ironia, con i protagonisti del cartone che diventano modelli per un giorno, e poi Anna Wintour, Kim Kardashian e tutti gli adepti della Balenciaga Gang.  I leitmovit del brand ci sono tutti, tornano ma senza stancare: il nero e i colori pieni, la couture e lo streetwear. I contrasti tra i volumi over e skinny, gli stivali a punta e gli abiti plissettati.

Balenciaga PE 2022

E così Demna fa un ulteriore passo in avanti, trasformando il marchio in qualcosa di più simile all’intrattenimento.


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PARIS FASHION WEEK – BON RETOUR À PARIS, VALENTINO! CON IL RITORNO DI VALENTINO A PARIGI, TIRA ARIA DI UN NUOVO INIZIO

Valentino torna a sfilare a Parigi per la p/e 22. È passato un anno da quando, con un inaspettato dietro-front Valentino abbandonò le file di Parigi per sfilare a Milano. Una scelta d’amore, etica ma anche necessaria per sottolineare l’importanza di creare  un sistema moda coeso e soprattutto responsivo alle esigenze del mondo.

Laddove Parigi è stata teatro glorioso e immaginifico delle sfilate Valentino (soprattutto le couture), Milano -seppur in un momento di grande difficoltà- ha rappresentato una nuova opportunità, un’occasione per riflettere sull’identità del marchio. Se la pandemia ha costretto le aziende e i creativi a ripensare il loro modo di fare e intendere la moda, la Valentino di Pierpaolo Piccioli e dell’AD Jacopo Venturini, non solo la ripensa ma ne riscrive la storia. Si schiera in prima linea e, nel silenzio di una teatro vuoto o nell’entusiasmo generale di una felpa con su scritto V Vaccinated, racconta di una moda che parla a tutti, che si schiera socialmente e che traduce in abiti tutta la sofferenza e la voglia di rinascita delle persone.

NUOVI INIZI PER VALENTINO: LA COUTURE

In termini di fatturato, la pandemia ha portato il marchio ad una chiusura delle vendite al -27% (pari a 882 milioni di euro) ma già il primo trimestre del 2021 ha registrato un aumento del +64% su base annua, a 574 milioni di euro. Adesso è il momento delle ripartenze. Chiusa la parentesi italiana, per Valentino si riapre il capitolo parigino e con esso una nuova fase di rivalutazione del marchio. Infatti Jacopo Venturini, amministratore delegato di Valentino da giugno 2020, e il direttore creativo Pierpaolo Piccioli stanno lavorando ad una revisione profonda della cultura interna dell’azienda. Cos’è veramente Valentino? A cosa pensano le persone quando sentono parlare di Valentino?

In tal senso, l’operazione di Venturini mira ad identificare il marchio con un insieme di valori ben precisi e a rafforzarne il posizionamento come “la maison italiana di couture più importante”.

“Devi creare una cultura in cui l’uomo e la creatività sono al centro. Questo tipo di cultura-couture può avere effetti considerevoli per tutta l’azienda”. Ha dichiarato Venturini.

Allo stesso modo, Piccioli ha dichiarato:

“Non c’è una donna o un uomo che rappresenti Valentino oggi, si tratta più di un modo di essere, di valori che le persone rappresentano e che possono condividere con noi. Non penso mai a Valentino come a una stampa, un fiore, un dettaglio di una collezione”.

È così che, mentre la seconda linea Red mira lentamente a scomparire, la couture diventa il core business (quanto meno ideologico) di un marchio che, oggi, l’alta moda la racconta sui suoi canali social in emozionantissimi video backstage dove l’abito, dall’idea, prende forma fino ad arrivare nelle passerelle o sui red carpet. In mezzo, tutta la magia di chi l’abito lo pensa, lo cuce, lo fotografa, lo indossa e fa sognare. Nella couture di Valentino, ancor prima degli abiti, i veri protagonisti sono le persone e questo, Piccioli lo sa bene.

LA COUTURE SUI RED CARPET

In particolare, i red carpet degli ultimi anni, hanno fortemente connotato Valentino come un marchio di couture. L’abito in piume di struzzo indossato da Lady Gaga per la prima di “A Star Is Born” o il suo abito color pervinca per i Golden Globes; l’abito giallo di Zendaya agli Oscar, fino gli abiti del MET indossati da molte celebrities come Whoopie Goldberg hanno acuito la reputazione di Valentino. Anche la partnership di licenze con l’Oreal ha permesso il lancio dei primi prodotti make up e la conseguente espansione verso un nuovo settore merceologico.

NON SOLO COUTURE: RIPENSARE IL PRODOTTO

Parallelamente all’alta moda, nell’ultimo anno il marchio ha rivisitato molti prodotti del prêt-à-porter,  per dare un allure più giovanile. Infatti, per la collezione autunno/inverno, Venturini ha spinto Piccioli a concentrarsi maggiormente su spezzati e abiti da giorno, creando pezzi meno rigidi, più facili da abbinare in risposta alle esigenze quotidiane dei clienti. Contemporaneamente, aldilà del sogno, il duo Piccoli-Venturini non perde di vista gli obiettivi di vendita e di fatturato.  Pertanto, ad ogni collezione vengono riproposti l’iconico motivo Rockstud e accessori con il V-logo, tutti elementi che fanno sempre una certa gola al cliente medio e su cui il margine di guadagno è assicurato.

DOPO LE SFILATE DI MILANO E L’HAUTE COUTURE DI VENEZIA, VALENTINO SALUTA L’ITALIA E TORNA A SFILARE A PARIGI CON LA P/E 22

La p/e 22 di Valentino sfila tra le strade di Parigi, al Carreau du Temple. Si chiama “Rendez Vous” ed è stata introdotta da una citazione di Paul Eluard pubblicata sugli account social del marchio e sugli inviti dei partecipanti: il n’y a pas de hasard il n’y a que des rendez-vous, ovvero “non ci sono incontri casuali, esistono solo gli appuntamenti”. Ed effettivamente il defilè  sembra un grande incontro al bar tra amici. Valentino sfila in una Parigi un po’ bressoniana, un po’ alla Emily in Paris. Una parentesi temporale che mette in dialogo passato e futuro, dove la modella e attrice Zendaya posa in abiti Valentino come Marisa Berenson fotografata nel 1968 da H. Clarke. Ad aprire la sfilata, proprio il mini dress avorio con micro inserti e maniche volant indossato dall’attrice.

Marisa Berenson vs Zendaya in Valentino

La p/e 22 di Valentino si ispira agli anni ’60 e ne porta in scena una rivisitazione moderna. Dal passato si impara ma talvolta ci si diverte anche e Piccioli si diverte a creare abiti dai colori vitaminici che coniugano trasparenze sexy e capi in mikado oversize. Una stampa floreale bianca decora alcuni abiti in passerella, un omaggio all’Oriente e alla Swinging London.  Una collezione marcatamente street nel senso senso più letterale, cioè pensata per la vita di tutti i giorni, ma che sembra -almeno ad uno sguardo superficiale- la naturale prosecuzione dell’alta moda veneziana. Per la p/e 22:

La moda è immaginata nello studio e realizzata nell’Atelier, ma è per strada che diventa viva e vera, incontrando l’imperfezione dell’esistere, giorno dopo giorno, unendosi all’identità unica di chi la indossa.

Valentino look pe22

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DEVA CASSEL, OSPITE DA DIOR, INCANTA TUTTI A PARIGI

Deva Cassel è una giovane e promettente modella classe 2004, nata dall’amore tra Monica Bellucci, attrice e modella italiana, e l’attore francese Vincent Cassel. A soli sedici anni Deva, che vive tra Roma e Parigi, è considerata il volto del futuro della moda italiana.

Deva Cassel Parigi

Figlia d’arte, il suo esordio ricorda quello della madre. Tutte e due vengono ingaggiate da Dolce & Gabbana: Monica nel 1994 per un cortometraggio della griffe diretto da Giuseppe Tornatore, lei nel 2019 per la campagna pubblicitaria per il lancio della fragranza Shine girata sulla costiera Amalfitana. L’anno successivo, nel 2020, viene riconfermata come volto della campagna Beauty per il lancio del profumo Dolce Rosa. Mini dress in pizzo bianco, capelli al vento per la giovane Deva Cassell che passeggia tra i panorama mozzafiato sul lago di Como per il servizio scattto da Branislav Simoncik.

Deva Cassel

Ma non solo Dolce & Gabbana, Deva Cassel ha già posato per diverse copertine. Due quelle che Elle France le ha dedicato, una nell’ottobre 2020, una nel Febbraio 2021 in tolal look PradaLa belle debutante, così è stata definitiva nelle pagine del giornale francese, è anche la cover girl di Marzo nell’edizione spagnola di Harper’s Bazaar. Il look è ovviamente firmato Dolce & Gabbana. Paolo Roversi ne immortala la bellezza per la copertina di Vogue di luglio, dove Deva Cassell posa insieme alla madre Monica, come un fosse un passaggio di testimone.

Vogue 2021

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DIOR ALLA PARIS FASHION WEEK 2021: MODA E ARTE SFILANO INSIEME

a cura di giulia asprino

La più lunga delle settimane della moda, la Paris Fashion Week 2021 (ben 9 giorni), ospita nella sua seconda giornata di sfilate, la Maison Dior. Maria Grazia Chiuri, presenta la sua collezione Primavera-Estate 2022. La stilista crea, ancora una volta, un legame tra haute couture e arte contemporanea, grazie alla collaborazione con l’artista calabrese Anna Paparatti.

TORNANO I FOULARD E LA VIVACITÀ DEL COLORE

«L’haute couture deve sempre rimanere viva, deve adattarsi alle esigenze della vita di ogni donna moderna», scriveva Christian Dior nel 1953.

Abiti dalle linee semplici e minimali, neri o in colori vivaci e dal tocco sensuale, ma sempre monocolore. La maison Dior anche per la Paris Fashion Week 2021, immagina creazioni eleganti, femminili, decisamente uniche. Testimoni privilegiati e virtuosi della moda, gli artigiani degli atelier situati al n.30 di avenue Montaigne, a Parigi, perpetuano un savoir-faire ancestrale.

Dior Collezione SS22

Ancora la tendenza dei foulard, che vengono ripresi nei materiali e nelle stampe e riproposti sotto forma di abiti, cappotti, gonne lunghe e mini. Lo stile è quello dei foulard in seta dai colori vibranti come vere e proprie opere d’arte da indossare e come un mezzo privilegiato per esprimere l’amore per il colore e per i fiori. Oggi sono proposti in passerella anche in versione animalier. La maison Dior perpetua questo suo patrimonio stilistico ricreando e rinnovando per la Paris Fashion Week 2021 i propri pezzi iconici.

Dior Collezione SS22
Dior Collezione SS22

LA SCENOGRAFIA AFFIDATA ALL’ARTISTA ANNA PAPARATTI

L’eclettica artista ha progettato l’arredamento per l’inaugurazione della collezione Dior SS22 attingendo a quello che per lei è il valore dell’arte, e cioè l’emozione di essere al momento giusto nel posto giusto. Primi piani su disco ball e lava lamp di epoche passate ma mai troppo nostalgiche, close-up su oggetti che arrivano da mondi lontani e cenni al leggendario Piper Club di Roma. È questa l’atmosfera che Anna Paparatti ha creato per il décor della sfilata.

La scenografia della sfilata della collezione Primavera-Estate 2022 presentata da Dior alla Paris Fashion Week 2021 è stata creata con le opere dell’autrice calabrese, proseguendo così la tradizione degli ultimi anni, di collaborazione tra la maison francese e le italiane. Da quando nel 2016, Maria Grazia Chiuri, è direttrice artistica di Dior l’arte contemporanea è stata infatti spesso protagonista delle sfilate.  E molte sono le artiste che ne hanno curato il setting. Tomaso Binga (nome d’arte di Bianca Pucciarelli), ad esempio, è stata la protagonista della sfilata Autunno-Inverno del 2019-2020. Insieme a Marinella Senatore, artista visiva italiana la Maison ha invaso piazza Duomo di Lecce con la sfilata Cruise 2021 nell’estate 2020. Mentre a Versailles, Dior sfila nel 2021 insieme all’artista siciliana Silvia Giambrone, che mette in scena un’installazione fatta da specchi di cera.


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LA SFILATA DI YVES SAINT LAURENT SS22 IN 5 DETTAGLI

A CURA DI GIULIA ASPRINO

All’ombra della Torre Eiffel, la Yves Saint Laurent ss22 omaggia Paloma Picasso. Non tutti lo sanno, ma l’incontro tra Monsieur Yves e la figlia del celebre pittore spagnolo ha cambiato per sempre le sorti della maison. Pierre Bergè racconta di aver visto per la prima volta i due insieme ad una festa di un amico. Paloma indossava delle zeppe vertiginose, un turbante e abiti con patchwork. Anima libera, passionale ed energica Paloma Picasso ha ispirato il giovane designer ad un nuovo approccio creativo. Spinse Saint Laurent oltre la solennità della couture, del decoro e del buon gusto, elementi che divennero parte integrante del DNA del marchio.

Per la prossima estate, Anthony Vaccarello celebra l’estro sublime di Paloma a metà tra scandalo e attrazione portando in passerella le classiche giacche con le spalline, accessori vistosi e aderentissime tute stretch.

I 5 DETTAGLI DELLA SFILATA DI YVES SAINT LAURENT SS22 ALLA PARIS FASHION WEEK

1.     Rosso e blu, i colori di Paloma: tra il nero solenne, in passerella spiccano abiti di colore blu Majorelle e rosso. Tonalità fortemente amate e indossate da Paloma Picasso. Il rosso, in particolare, ha sempre connotato i suoi look: di rosso erano anche le sue labbra e, infatti, con un rossetto rosso sfilano tutte le modelle in passerella.

2.     Gli accessori (maxi) ispirati alle creazioni di Paloma per Tiffany: nell’80 Paloma inizia la sua collaborazione con Tiffany. Crea numerosi pezzi unici fra cui scatole intarsiate di pietre preziose, spille a insetto e collane con incastonati alcuni fra i più grandi e preziosi esemplari di pietre colorate. I gioielli vengono rivisitati e riproposti da Vaccarello in modo da creare un elemento di rottura visivo nei look monocromatici e austeri. Non passano inosservati dei guanti in pelle colorati -spesso a contrasto su look total black- con bracciali sovrapposti, un accessorio immancabile nei look più sofisticati dell’artista.

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3.     La pochette incastrata in vita: Vaccarello sperimenta anche con i modi di indossare gli accessori. Per la prossima stagione mani e spalle libere: la pochette si porta in vita e possibilmente è coordinata con la cintura.

4.     Stampe a fiori recuperati dall’archivio: oltre l’austerità dello smoking nero, Saint Laurent è stato molto di più. Lasciandosi ispirare dai suoi numerosi viaggi, colori vivaci e motivi floreali sono spesso comparsi nelle sue collezioni, soprattutto quelle tra gli anni ’80 e ’90.

Saint Laurent ss22
Saint Laurent ss22

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5.     Aderenze: panneggi, drappeggi e tessuti stretch aderiscono al corpo delle modelle creando un effetto seconda pelle. Poco o nulla è lasciato all’immaginazione. Una scelta sicuramente apprezzabile da un punto di vista artistico, meno da un punto di vista di inclusione di corpi.


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PARIS FASHION WEEK – CHARLES DE VILMORIN: ROUGES E FIAMME DA ROCHAS

a cura di giulia asprino

Diventare direttore creativo di una maison francese è un sogno, dichiarava il giovane Charles de Vilmorin a febbraio, fresco di nomina a nuovo direttore creativo di Rochas. Oggi il sogno si è concretizzato con il debutto della sua prima collezione per la storica maison nata nel 1925. Una location suggestiva, quella dell’Hotel Mona Bismarck, il piano in sottofondo e le vetrate con le illustrazioni del giovane designer, e la magia è fatta. In una dimensione fiabesca sfilano gli abiti della rinascita di Rochas. 

Rochas Charles de Vilmorin

Fiamme che avvolgono stivali dai plateau esagerati, volumi fluttuanti e colori caldi. E poi le rouches, quelle che sono state uno dei tratti distintivi della moda raffinata, romantica a tratti surrealista di Marcel Rochas, che tornano ora in veste audace. Leather e stampe con le illustrazioni di Charles de Vilmorin, che ha alle spalle una formazione da illustratore e una passione per la moda che scorre nelle vene della sua famiglia da generazioni. E ora con lui, inizia un nuovo capitolo della storia di Rochas.

Charles de Vilmorin

Considerato l’enfant prodige della moda francese, Charles de Vilmorin ha debuttato a soli 24 anni nel calendario dell’Haute couture con il suo brand omonimo, un connubio di colore, energia e forza sperimentale. Dopo gli studi all’École de la Chambré Syndicale de la Couture Parisienne, uno stage da Lanvin nell’era Elbaz, la partecipazione al GucciFest e la finale del LVMH Prize, ora è il momento di risollevare le sorti di Rochas. 


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BALMAIN: SFILATA DI STAR E SUPER MODELLE PER I 10 ANNI DI OLIVIER ROUSTEING

a cura di elena sbrescia

Alla Parigi Fashion Week si sono celebrati i 10 anni di Olivier Rousteing come direttore creativo di Balmain. Ad aprire la sfilata un messaggio preregistrato di Beyoncé, nel quale la cantante si è congratulata, e ha ammesso le molteplici difficoltà che ha dovuto affrontare lo stilista, per essere arrivato dov’è ora. La Maison Balmain ha riportato in passerella alcune delle migliori supermodelle degli ultimi decenni: Carla Bruni, Milla Jovovich, Naomi Campbell, Lara Stone e altre ancora. Sono apparse nella seconda parte della sfilata, con abiti che ricordavano il marchio del decennio scorso proprio per dare importanza al lavoro di Olivier.

Naomi Campbell, che è stata un’icona della moda anni ’90, indossava un lungo abito color cioccolato che definiva e valorizzava le forme del suo corpo. A chiudere la sfilata la fantastica Carla Bruni, modella, attrice e cantautrice, che indossava un abito ricco di perline e dalle spalline squadrate. I capi in passerella sono stati creati per risaltare uomini e donne di ogni nazionalità, fisico ed etnia, ed erano più ricchi del solito, con strass pietre e cristalli, volti ad evidenziare la sensualità. La Maison ha intenzione di ampliare il pubblico del suo brand, grazie anche alle collaborazioni musicali (tra cui Doja Cat).


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LE SFILATE DELLA MFW DI DOMENICA 26 SETTEMBRE: UN TRIONFO DI IPER-FEMMINILITÀ E GIOVANI PROPOSTE, MENTRE CRESCE L’ATTESA PER IL SUPER SHOW VERSACE x FENDI

a cura di Giulia Asprino

Per la penultima giornata della Milano Fashion Week le donne della moda italiana sfilano in avanguardia. Francesca Liberatore, Luisa Spagnoli e Laura Biagiotti  inaugurano le sfilate di domenica 26 settembre. Tre donne per tre narrazioni tutte diverse ma accumunate da un unico comune denominatore: la femminilità. Nell’era del no gender e dell’unisex, i tre marchi rivendicano il loro DNA tutto al femminile, esaltandolo con le loro creazioni.

FRANCESCA LIBERATORE, LUISA SPAGNOLI E LAURA BIAGIOTTI: LA MODA DELLE DONNE PER LE DONNE

Francesca Liberatore, classe 1983, sfila al cinema The Space di Milano con abiti che sembrerebbero provenire direttamente da un film di fantascienza. Fiumi di lurex, drappeggi in organza, tessuti lamè e sete lucide plasmano i corpi delle modelle creando straordinari effetti cangianti. In antitesi al luccichio della Liberatore, segue Luisa Spagnoli. Per il suo debutto in calendario, il marchio diretto da Nicoletta Spagnoli si ispira al western e ai cowboy reinterpretati in chiave moderna. Maxi dress fluttuanti, cappelli fedora e maxi cinture sintetizzano un nuovo desiderio di libertà, di rinascita senza tralasciare un pizzico di malizia e seduzione con grandi spacchi, scollature e cut-out.

Per la collezione ss22, Laura Biagiotti sfila al museo MAXXI e si ispira al futuro.

La moda è qui e, nello stesso tempo, è già nel futuro. Anticipa cambiamenti, stati d’animo, innovazioni. È manifestazione dell’umano comportamento che si evolve nei ritmi della contemporaneità, comunicando un atteggiamento o un messaggio, generando bellezza e creatività. L’abito veste il movimento della vita.

Gli abiti di Biagiotti guardano al futuro ma anche al Futurismo, movimento artistico caro a Laura Biagiotti, con cui la figlia Lavinia intende interpretare la prossima collezione e rendere omaggio alla madre defunta. Così, le stampe degli abiti si ispirano al “Bozzetto per sciarpa con linee andamentali” del 1930 di Giacomo Balla. Viene meno invece l’iconico bianco Biagiotti. Compare giusto in un paio di abiti, per lasciare spazio ad un trionfo di colori brillanti di ispirazioni futurista: fuxia e violacei, gialli vibranti e verdi che sfumano nel blu riempiono il tessuto fino a saturarlo. Non solo arte. La collezione rinnova la collaborazione con l’étoile Eleonora Abbagnato e con la danza. Moda e danza sono il nuovo connubio di espressione artistica, afferma la direttrice creativa Lavinia Biagiotti nel video della sfilata.


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