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Il rider rapinato rifiuta due offerte di lavoro


Gianni, il rider rapinato a Calata Capodichino la scorsa settimana, è ancora senza lavoro. Nonostante numerose offerte di lavoro e colloqui sostenuti non è riuscito ancora a trovare un’occupazione che potesse venire incontro alle sue esigenze. Il rider ha finora rifiutato due proposte che gli sono state fatte. La prima è stata quella, quasi immediata, della macelleria Bifulco di Ottaviano. A poche ore dalla scoperta della violenza subita dal rider, e sapendo che era un macellaio di professione, l’attività vesuviana aveva subito offerto una possibilità all’uomo. A distanza di qualche giorno è arrivata anche quella di un punto vendita dei supermercati Sole 365 a Caivano. In mezzo una serie di colloqui con varie realtà locali.“

Fonte Napoli today

Nuovo DPCM: stroncati bar e pizzerie

Basta con gli aperitivi, le feste improvvisate in strada, gli assembramenti di decine di persone col bicchiere in mano davanti ai locali. Secondo quanto si legge sulla home page di Corriere.it, è in arrivo una nuova stretta da parte del Governo sulla movida, con regole ancora più severe per contenere la diffusione del Coronavirus.

“Dopo i casi di Milano, Roma, Lucca, Catania e altre città, il governo lavora a una regola severa per stoppare quel che resta della movida. Non solo i bar continueranno a chiudere alle 18, ma dopo le sei di sera sarà vietata la vendita da asporto” si legge sul portale..

Fonte Tuttonapoli

Joan Baez, i suoi 80 anni tra musica e pittura

Joan Baez celebra 80 anni imboccando con decisione la sua seconda carriera: dalla musica alla pittura. La regina del folk e della canzone di protesta sarà la protagonista virtuale di un ricevimento in onore della mostra “Mischief Makers 2”, aperta dal 6 gennaio al 14 febbraio in una galleria di Mill Valley in California.

Tanti ritratti di personaggi iconici al lavoro per fare del mondo un posto migliore: tra questi la vicepresidente eletta Kamala Harris, l’epidemiologo Anthony Fauci, ma anche l’attivista contro il climate change Greta Thunberg, la cantante Patti Smith e il campione di football e attivista BLM Colin Kaepernick.

Ballate folk e spirito popolare, diritti civili e condanna per ogni forma di discriminazione: in più di mezzo secolo di musica e militanza la Baez, tra i fondatori della sezione americana di Amnesty International, ha cantato tutto questo, divenendo non solo la voce femminile più celebre e impegnata degli anni ’60, ma anche il simbolo di un momento storico.

Padre di origine messicana, fisico e professore al MIT, madre scozzese, Joan aveva mosso i primi passi in musica alla fine degli anni ’50 ad Harvard Square. La prima a registrare canzoni di Bob Dylan, che aveva preso sotto la sua protezione e con cui aveva avuto una tormentata relazione sentimentale, Joan ha prestato la voce a brani iconici che hanno accompagnato le proteste contro il razzismo e la guerra del Vietnam. Una sua versione di “We Shall Overcome” alla marcia del 1963 a Washington in cui Martin Luther King pronunciò il discoro “I Have a Dream” è rimasta da allora associata a quella canzone. Nel 1972, a Hanoi con una delegazione di pacifisti, rimase coinvolta nel “bombardamento di Natale” che per undici giorni tenne in ostaggio la capitale del Nord: a ricordo di quell’esperienza la traccia che dà il titolo all’album del 1973 “Where Are You Now, My Son?” è un brano di 23 minuti punteggiato dai rumori delle esplosioni registrati da lei nel bunker del Metropole Hotel. Più di recente la Baez ha sostenuto le proteste contro l’invasione dell’Iraq, è salita sul palco con Nelson Mandela all’Hyde Park di Londra mentre il mondo ne festeggiava il 90/o compleanno, ha lottato contro la costruzione in Dakota dell’oleodotto nella riserva Sioux di Standing Rock.

Due anni fa l’annuncio dell’addio alla vita “on the road” con un ultimo album, “Whistle Down the Wind” e un una tournée internazionale intitolata “Fare thee Well” come nella ballata irlandese interpretata tra gli altri da Dylan, Pete Seeger e dai Grateful Dead. L’ultimo tour “formale”, con una tappa a Roma nell’agosto 2018, aveva lasciato aperta la possibilità di apparizioni occasionali e infatti, in piena pandemia, Joan aveva dedicato all’Italia la sua versione di “Un Mondo d’Amore” di Gianni Morandi, individuando nel paese investito dalla furia del Covid “una fonte di ispirazione per tutto il mondo”.

Fonte Ansa

Il 5 marzo esce “When you see yourself”, album della band Kings of Leon

Uscirà il 5 marzo “When you See Yourself” (RCA Records / Sony Music), il nuovo atteso album della rock band KINGS OF LEON, già disponibile in pre-order al seguente link (https://KingsOfLeon.lnk.to/WhenYouSeeYourselfIn).

L’ottavo album della band multi-platino e vincitrice di Grammy Awards è stato anticipato dalla pubblicazione di “The Bandit”, singolo che rispecchia l’atmosfera sonora e visiva del disco e che entrerà in rotazione radiofonica da venerdì 15 gennaio. Il video è visibile al seguente link https://youtu.be/PtJCnm88_cU

È inoltre già disponibile in digitale una seconda traccia estratta dall’album, “100,000 People”.

“When you See Yourself”, registrato nei famosi Blackbird Studios di Nashville e prodotto dal vincitore di Grammy Markus Dravs (Arcade Fire, Coldplay, Florence + the Machine), rappresenta la perfetta evoluzione targata 2021 del sound della band. L’album arriva a quattro anni di distanza da “WALLS”, che ha debuttato alla #1 della classifica americana.

La band ha iniziato ad annunciare il nuovo album attraverso una speciale t-shirt con tracklist e testi dell’album, recapitata via posta direttamente ad alcuni fan selezionati, sfruttando questa occasione anche per porre l’attenzione e raccogliere fondi per Live Nation’s Crew Nation, il fondo a favore dei lavoratori dello spettacolo.

A questo link è possibile vedere un riassunto dell’innovativa campagna realizzata per l’annuncio dell’album: https://youtu.be/-f9lGHahekU

È possibile ordinare il nuovo merchandising della band sul sito www.kingsofleon.com. La linea include una limited edition della “Hero T-Shirt” che i fan possono acquistare per avere la possibilità di ricevere una t-shirt con il testo completo del loro nuovo singolo, “The Bandit”.

Tutto il ricavato della vendita della “Hero T-Shirt” verrà destinato al fondo Live Nation’s Crew Nation per i lavoratori dello spettacolo. Le t-shirt saranno disponibili solo per una settimana, fino al 15 gennaio.

Questa la tracklist di “When You See Yourself”:

  1. When You See Yourself, Are You Far Away
  2. The Bandit
  3. 100,000 People
  4. Stormy Weather
  5. A Wave
  6. Golden Restless Age
  7. Time in Disguise
  8. Supermarket
  9. Claire and Eddie
  10. Echoing
  11. Fairytale

Dal loro debutto, avvenuto nel 2003, i Kings of Leon (formati dai fratelli Followill, Caleb alla chitarra e voce, Nathan alla batteria, Jared al basso, e dal loro cugino Matthew Followill alla chitarra) hanno rilasciato sette album (“Youth & Young Manhood” nel 2003, “Aha Shake Heartbreak” nel 2004, “Because of the Times” nel 2007, “Only by the Night” nel 2008, “Come Around Sundown” nel 2010, “Mechanical Bull” nel 2013, “WALLS” nel 2016), e venduto oltre 20 milioni di dischi e quasi 40 milioni di singoli nel mondo.

La band multi-platino ha avuto cinque singoli nella classifica Billboard Hot 100, tutti e 7 i loro album nella classifica Billboard Top 200 e due singoli hanno raggiunto la prima posizione della Modern Rock Radio.

Con l’album “WALLS”, la band ha anche debuttato per la prima volta al vertice della Billboard Top 200.

I Kings of Leon hanno inoltre ottenuto 8 nomination ai Grammy aggiudicandosi 3 vittorie, oltre a 3 NME Awards, 2 Brit Award e 1 Juno Award.

Hanno girato in tour tutto il mondo, suonando nelle location più importanti ed esibendosi come headliner nei maggiori festival, come il Bonnaroo, Lollapalooza, Austin City Limits, e Glastonbury.

Non solo moda artigianale: Vestopazzo finanzia progetti di beneficenza

Lui si chiama Luca Lamberti, ha appena 21 anni e in questo periodo di pandemia, in cui diventa impossibile anche sognare, si è armato di ottimismo, coraggio e tanta voglia di fare e si è inventato imprenditore. Così da qualche settimana è nato ad Afragola il suo nuovo negozio VESTOPAZZO nel Centro Commerciale “Le Porte di Napoli”; un brand di bigiotteria, accessori e abbigliamento che oltre a proporre migliaia di prodotti artigianali per tutte le età e a prezzi accessibili, e’ una azienda etica, attenta alle realtà locali dove avviene la produzione. Inoltre, con parte del ricavato VESTOPAZZO finanzia progetti di beneficenza, il che fa capire quanto sia possibile coniugare spirito imprenditoriale e generosità d’animo: “Spero che questo sogno diventi pian piano pieno di sfumature e mi aiuti a far diventare ancor più grande la mia fiducia nel futuro che ci attende – dichiara infatti Luca Lamberti – Dobbiamo continuare a credere e ad aver fiducia nel domani; a detta dei miei amici investire in un momento così difficile è da pazzi, ma io credo che non dobbiamo smettere mai di creare il nostro futuro e di aiutare chi è stato meno fortunato di noi”.

VESTOPAZZO è anche sui social:

Facebook https://www.facebook.com/vestopazzo.portedinapoli

Instagram https://www.instagram.com/vestopazzoafragola/?hl=it

Covid, parla il ministro Speranza: “Ancora mesi di lotta”

Dopo l’abbassamento della soglia dell’Rt per determinare il posizionamento nelle fasce, il governo sta pensando di introdurre un’ulteriore stretta: se l’incidenza settimanale dei casi è superiore a 250 ogni 100mila abitanti scatta in automatico la zona rossa. La proposta, avanzata dall’Istituto superiore di Sanità, è stata condivisa dal Cts e dovrà essere concordata con le Regioni. Un incontro tra il governo e le regioni non è ancora stato fissato ma è probabile che si tenga all’inizio della prossima settimana in vista della scadenza del Dpcm il 15 gennaio. In base all’ultimo monitoraggio, con l’abbassamento dei parametri relativi all’incidenza dei casi, l’unica regione che andrebbe automaticamente in zona rossa sarebbe il Veneto, che ieri aveva un’incidenza a sette giorni di 454,31 casi per 100mila abitanti. A rischio anche l’Emilia Romagna, con un’incidenza a 242,44. In tutto sono cinque ad oggi le regioni o province autonome che superano i 200 casi ogni 100mila abitanti: oltre a Veneto ed Emilia Romagna, ci sono la provincia di Bolzano (231,36), il Friuli Venezia Giulia (205,39) e le Marche (201). In ogni caso, nessuna regione è sotto la soglia dei 50 casi ogni 100mila abitanti, quella che, dice la cabina di regia del ministero della Salute, permetterebbe “il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e il tracciamento dei loro contatti”. L’incidenza più bassa si registra in Toscana, con 78,95 casi ogni 100mila abitanti.

Questa è la prima grande sfida: non pensare di aver vinto, tenere altissimo il livello di attenzione e continuare con comportamenti corretti e misure restrittive che sono l’arma fondamentale per la nostra battaglia contro il virus ancora per qualche mese“. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza al webinar ‘A me il braccio please. Vaccinare contro il Covid-19 gli operatori sanitari’ organizzato dalla Federazione italiana medici pediatri (Fimp).

Ieri, ha affermato Speranza, “ho firmato delle ordinanze che riportano in arancione un pezzo significativo del nostro Paese e in Europa i dati della recrudescenza del virus sono molto significativi”. Il virus, ha avvertito, “continua cioè a circolare e continua ad essere un avversario molto temibile e purtroppo ancora per qualche tempo le misure di mitigazione e le regole sono e resteranno l’arma fondamentale con cui difenderci”.

Sulle vaccinazioni anti-Covid “siamo partiti con un ritmo molto determinato e ieri abbiamo superato le 500.000 vaccinazioni in Italia” ma “penso che siamo ancora all’inizio del percorso e le dosi di cui disponiamo sono ancora evidentemente limitate”, ha detto ancora il ministro della Salute. Il superamento delle 500mila vaccinazioni in Italia, ha detto il ministro, “credo sia un segnale importante e voglio esprimere gratitudine a tutte gli uomini e le donne del Servizio sanitario nazionale che ci hanno consentito di raggiungere questo primissimo risultato”. “Penso – ha proseguito – che siamo ancora all’inizio del percorso e le dosi di cui disponiamo sono ancora evidentemente limitate, abbiamo solo due grandi aziende che sono state autorizzate prima all’immissione in commercio, Pfizer e BioNTech, e da qualche giorno Moderna. Ci auguriamo solo che nel più breve tempo possibile altre aziende possano essere autorizzate a immettere in commercio il loro vaccino e dovremo essere poi veloci ad adattare ai nuovi numeri delle dosi disponibili la nostra macchina organizzativa e dentro quel passaggio sarà fondamentale il ruolo anche dei pediatri”. In questa prima fase, ha sottolineato Speranza, “abbiamo chiesto al personale sanitario di essere in prima linea soprattutto per dare l’esempio, perchè vaccinarsi è fondamentale ed è la vera strada per uscire da questa mesi e da questa crisi così difficile e vedo in questo momento una risposta importante. Ciò è fondamentale per dare il buon esempio”.

Fonte:Ansa

Covid-Ecco perchè l’Australia non si vaccinerà

Altro che corsa al vaccino, l’Australia sceglie la prudenza e rimanda le iniezioni:

iani di vaccinazione da organizzare in fretta e furia, dosi da produrre e distribuire, polemiche sui tempi? Se ne può fare a meno, almeno per ora. La pensa così l’Australia che si colloca all’opposto, non solo da un punto di vista geografico, rispetto all’Europa e alla sua corsa a mettere in atto un piano vaccinale il più possibile veloce e capillare.

Attesa per le autorizzazioni

Come riporta il quotidiano belga Le Soir, l’autorità di regolamentazione dei farmaci australiana non dovrebbe pronunciarsi sui vaccini che sono candidati all’autorizzazione per ancora un mese circa e le prime dosi non dovrebbero essere somministrate fino alla fine di marzo. Il primo ministro Scott Morrison, che all’inizio della pandemia sosteneva che il suo Paese sarebbe stato leader nella vaccinazione, ha lasciato intendere che la corsa ai vaccini riguarda chi è nell’emergenza, come il Regno Unito, che quindi deve accelerare il processo di autorizzazione, ma non i Paesi in cui il numero di casi è basso, come appunto l’Australia. “Noi non siamo in un’emergenza come il Regno Unito. Non dobbiamo lesinare sulle sperimentazioni dei vaccini. Non dobbiamo correre rischi inutili”, ha detto il leader conservatore alla radio l3AW.

Pochi casi

L’Australia nel suo insieme è stata piuttosto capace a contenere la pandemia, aiutata anche da una posizione geografica di un certo isolamento, e dall’inizio della pandemia ha avuto solo 28.536 casi e 909 decessi. Ma recentemente sono emersi focolai nelle due città più grandi del paese, Sydney e Melbourne. Attualmente però sono ricoverate per coronavirus solo 26 persone. Morrison ha sottolineato come, con quasi 60 mila nuove infezioni al giorno, la Gran Bretagna è “nelle primissime fasi” della diffusione del vaccino, aggiungendo che “ha incontrato alcuni problemi” perché “lo stanno facendo con urgenza”. Inoltre “non testano lotti di vaccino prima che sia rilasciato al pubblico, se ho capito bene”, ha detto il primo ministro, sottolineando che l’Australia, invece, è intenzionata a svolgerli per bene e con calma tali test.“

Fonte Napoli Today

Facebook e Twitter bloccano Trump

Facebook blocca il profilo di Donald Trump per 24 ore. Lo riportano i media americani.

Il blocco del social di Mark Zuckerberg segue quello simile di 12 ore deciso da Twitter. Zuckerberg, secondo le ricostruzioni di Axios, avrebbe definito la situazione a Washington un'”emergenza” e, in una email ai dipendenti, ha assicurato che si stavano valutando altre misure per tenere la gente al sicuro.

Lo stesso Facebook e YouTube hanno rimuosso precedentemente il video in cui Donald Trump invita i manifestanti ad andare a casa denunciando allo stesso tempo elezioni rubate. “Lo abbiamo rimosso perché riteniamo che contribuisca al rischio di violenze”, spiega Facebook. YouTube nell’annunciare la rimozione mette in evidenza che il video è stato rimosso perché “viola le politiche sulla diffusione delle brogli elettorali”.

“Oggi è un capitolo triste e vergognoso nella storia del nostro paese. Dobbiamo completare la transizione all’amministrazione del presidente-eletto Joe Biden”. Lo twitta Tim Cook, l’amministratore delegato di Apple, riferendosi alle violenze in Congresso.

Fonte Ansa

Il governo ha deciso: si torna a scuola l’11 gennaio

E’ uno scontro quasi all’arma bianca, segno della profonda tensione di questi giorni, quello che ha luogo nel Consiglio dei ministri notturno chiamato a dare il via libera al nuovo decreto anti-Covid che entrerà in vigore il 7 gennaio.

E’ la scuola, ancora una volta, il terreno dello scontro.

Dopo una giornata di tensione tra governo e Regioni sulla data del 7 gennaio il capodelegazione del Pd, Dario Franceschini, propone di rinviare l’apertura almeno a partire dal 15 gennaio. Le ministre di Italia Viva non ci stanno così come la titolare dell’Istruzione Lucia Azzolina. E nel mirino del M5S, ad un certo punto, finisce anche il ministro dei Trasporti Paola De Micheli. La riunione dura quasi tre ore: ha inizio poco prima delle 22, sebbene diversi ministri giungano a Palazzo Chigi alle 21. Il decreto sulle restrizioni in vigore dal 7 al 15 gennaio – con il weekend del 9-10 “arancione” e una fascia “gialla rafforzata” negli altri giorni – era ormai pronto.

Ma il Pd, al tavolo del Cdm, esprime una linea già emersa nel pomeriggio dal segretario Nicola Zingaretti: sulla scuola è necessario un rinvio. Franceschini pone il tema come una “questione politica”. E la data più adeguata per riaprire le superiori in presenza (al 50%), secondo i Dem, sarebbe quella del 18. “Il rinvio è segno di un caos inaccettabile. Non si doveva arrivare a questo punto quando lo abbiamo detto da mesi che le scuole avrebbero riaperto a gennaio”, sbottano le ministre renziane Teresa Bellanova e Elena Bonetti proprio mentre in tv Matteo Renzi torna ad attaccare frontalmente il premier Giuseppe Conte. Il clima si fa tesissimo. E il M5S se la prende anche con De Micheli. “L’organizzazione dei trasporti è stata totalmente assente”, sottolinea una fonte di governo pentastellata.

Alla fine la mediazione cade sull’11 gennaio.

Il Cdm dà il via libera al decreto che dal 7 gennaio entrerà in vigore introducendo, tra l’altro, un Rt più rigido per la classificazione di rischio regionali. E anche sui vaccini il decreto introduce una norma secondo cui, qualora un paziente non in condizione di esprimere il consenso libero alla somministrazione sia privo di un tutore legale, sarà il giudice tutelare a rinviare al direttore sanitario o responsabile medico la decisione della somministrazione. Ma lo scontro sulla scuola rischia di essere un’ulteriore coda velenosa dell’aria di pre-crisi che si respira nel governo.

Fonte Ansa

Nasce la “Linea Opera”: Maria Pia Garofalo firma la linea di gioielli di Lucia Vitiello

È nata una splendida collaborazione con il famoso soprano Maria Pia Garofalo che, affascinata dai gioielli di Lucia Vitiello, ha scelto di firmare la “Linea Opera” una serie di preziosi in cammeo sardonico.

“Da un incontro di due anime dedite all’arte – afferma Lucia Vitiello – è nata Linea Opera una serie di gioielli preziosa ed elegante, pensata per omaggiare l’opera e alla musica. Madrina della linea Maria Pia Garofalo, famosa soprano che si è innamorata dei miei gioielli”.

“Per me è stato un immenso piacere – continua Lucia –

poter dare inizio a questa splendida collaborazione con il famoso soprano Maria Pia Garofalo che, affascinata dai miei gioielli, ha scelto di firmare con me la “Linea Opera” una serie di gioielli in cammeo sardonico che stanno prendendo vita proprio in queste settimane.

Oltre alla Boheme di Puccini, dalle abili mani dei miei artigiani sono nati anche altri meravigliosi cammei come Cammeo Rusalka dall’opera di Antonine Dvorak o il cammeo Donna Elvira dal Don Giovanni di Mozart”.

Maria Pia Garofalo è uno dei soprani più promettenti della sua generazione, ha debuttato giovanissima e ha vinto numerosi prestigiosi premi tra i quali Il Concorso Lirico Internazionale Umberto Giordano 19 o il Concorso Rumeno Emil Rotundu.
Fra i riconoscimenti da citare anche quello di “Perla del Cilento” come Orgoglio Campano nel Mondo dell’Opera.

Fonte: LaTorre1905.it