Il cono da 95 euro di Mokambo divide l'Italia: perché costa così

Perché il cono da 95 euro sta facendo discutere. La vera notizia è un’altra: Mokambo è tra le gelaterie premiate con i Tre Coni del Gambero Rosso 2027, il massimo riconoscimento dedicato al gelato artigianale. Un premio che certifica qualità, ricerca e continuità. Il cono da 95 euro? chi lo definisce una provocazione, chi un’operazione di marketing e chi, invece, un autentico manifesto dell’artigianalità italiana.

La Mokambo Artisan Ice Cream Shop di Ruvo di Puglia è riuscito in un’impresa rara: far discutere un intero Paese sul valore di un gelato.
Eppure, appena si varca la soglia della gelateria pugliese, si comprende subito che il prezzo non è il punto di partenza, ma quello di arrivo. Qui il tempo sembra essersi fermato. Il laboratorio è a vista, le lavorazioni sono lente, i profumi ricordano quelli delle antiche pasticcerie meridionali e ogni ingrediente racconta una precisa scelta. Nulla è lasciato al caso. La storia della famiglia Paparella affonda le proprie radici nella grande tradizione napoletana. Tutto nasce da Luigi Marseglia, maestro pasticciere del Gambrinus, custode di una cultura dolciaria che attraversa l’Ottocento e arriva fino ai giorni nostri grazie a una ricetta di famiglia tramandata per generazioni. Un patrimonio che Vincenzo e Giuliana Paparella hanno deciso di riportare in vita, recuperando un modo di fare gelato ormai quasi scomparso.
La filosofia è semplice quanto rivoluzionaria: eliminare tutto ciò che è superfluo. Nessuna base pronta, nessun aroma artificiale, nessun semilavorato. Solo latte fresco dell’Alta Murgia, uova, zuccheri selezionati e materie prime ricercate, lavorate quotidianamente in piccole quantità. Anche la vetrina racconta questa scelta. Pochi gusti, ma identità fortissima. Il Pistacchio Verde di Bronte DOP sprigiona una persistenza elegante senza eccessi di dolcezza. La Nocciola Tonda Gentile Trilobata IGP conquista per la sua straordinaria aromaticità. Il Cioccolato Integrale sorprende per profondità e pulizia gustativa, mentre la Crema del Re 1840 rappresenta il filo diretto con la storia della famiglia.
Poi c’è lui, “Lo Scettro del Re”. Il gelato che ha acceso il dibattito nazionale. Novantacinque euro per un cono possono sembrare una provocazione, ma basta approfondire la lavorazione per capire che non si tratta semplicemente di lusso ostentato. Lo zafferano puro Sargol iraniano, tra le spezie più pregiate al mondo, è il vero protagonista della ricetta. La foglia d’oro alimentare resta quasi un dettaglio scenografico. Naturalmente il cono da 95 euro non rappresenta la quotidianità della gelateria. I coni e le coppette tradizionali hanno prezzi in linea con quelli di una gelateria artigianale di alta qualità e permettono a chiunque di conoscere il lavoro della famiglia Paparella senza affrontare una spesa importante. Ciò che colpisce maggiormente, però, non è il prezzo, ma la coerenza. In un’epoca in cui il gelato rischia spesso di trasformarsi in un prodotto standardizzato, Mokambo sceglie la strada più difficile: produrre meno, lavorare meglio e raccontare il territorio attraverso ogni singolo gusto.
Forse il vero valore del cono più discusso d’Italia non è nei suoi 95 euro.
È nell’aver riportato il gelato al centro di una riflessione più ampia: quanto vale davvero il lavoro artigiano? Quanto pesa la ricerca della materia prima? E soprattutto, siamo ancora capaci di riconoscere la differenza tra un prodotto costruito per stupire e uno nato da una cultura gastronomica che attraversa quasi due secoli?
Alla Mokambo la risposta arriva silenziosa, al primo assaggio.
Perché prima ancora del prezzo, qui si assapora una storia.



