L'Antica Torrefazione Giuseppe Maresca custodisce il segreto del caffè di Eduardo De Filippo

Ci sono incontri che non si dimenticano. Non perché avvengano in luoghi straordinari, ma perché sono le persone a renderli tali. È quello che mi è successo entrando nell’Antica Torrefazione Giuseppe Maresca, a Piano di Sorrento.
Appena varcata la soglia, il tempo sembra rallentare. L’aria è satura del profumo del caffè appena tostato, quello vero, intenso, capace di evocare ricordi d’infanzia e domeniche in famiglia. Ma soprattutto c’è il fuoco. Un fuoco vivo, alimentato dalla legna, proprio come oltre un secolo fa.
Tra gli antichi macchinari fanno bella mostra di sé i grandi sacchi di juta colmi di pregiati chicchi provenienti dal Centro America. Il loro profumo si mescola a quello della tostatura in corso, creando un’atmosfera difficile da descrivere a parole. È un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Per un napoletano, abituato a considerare il caffè un autentico rito quotidiano, respirare quell’aroma significa sentirsi a casa. È una vera delizia, un viaggio emozionale che racconta, ancora prima dell’assaggio, tutta la cultura e la passione racchiuse in una semplice tazzina.

Ad accogliermi è Michele Gargiulo, custode di una tradizione che oggi pochi possono ancora raccontare con tanta autenticità. Più che un imprenditore, Michele è un artigiano.
Seduti davanti alla tostatrice, Michele mi racconta un episodio che racchiude tutta la filosofia della famiglia Maresca. Per anni il nonno non gli permise di tostare il caffè. Un giorno, con la scusa di doversi allontanare per un’esigenza fisiologica, lo lasciò da solo davanti alla tostatrice. Fu la sua prova. Michele affrontò quel momento con emozione e, al ritorno del nonno, ricevette il sorriso che aspettava da anni: aveva realizzato una tostatura perfetta. Da quel giorno il testimone passò definitivamente nelle sue mani.
Ancora oggi, ogni mattina, Michele continua a tostare il caffè come si faceva un tempo: a legna, in piccole quantità e con una lavorazione rigorosamente artigianale.
Mentre Michele continua il suo racconto, lo sguardo si posa sugli oggetti che arredano la torrefazione. Tra tutti spicca una storica caffettiera appartenuta a Eduardo De Filippo. Si racconta che, durante i suoi soggiorni sull’isola d’Isca, Eduardo amasse preparare il caffè Maresca con la tradizionale caffettiera napoletana, trasformando un gesto quotidiano in un vero e proprio rito.
Accanto a questo prezioso cimelio trova posto un antico macina caffè, realizzato artigianalmente utilizzando parti di artiglieria risalenti al periodo garibaldino. Un oggetto raro che racconta l’ingegno di un’epoca e rappresenta uno dei simboli più affascinanti della collezione della Torrefazione Maresca.
Sono storie che nessun libro potrà raccontare fino in fondo. Ogni macchina, ogni utensile e ogni oggetto custodito tra queste mura racconta un frammento della cultura del caffè e della storia della Penisola Sorrentina.
L’Antica Torrefazione Giuseppe Maresca non è soltanto una torrefazione. È memoria, famiglia, cultura e identità. Alcune tradizioni non si ereditano: si conquistano, chicco dopo chicco, davanti al fuoco di una tostatrice che da oltre cento anni continua a raccontare una delle storie più belle del caffè italiano.



