Rai 1, stasera appuntamento con la storia di Pompei con Alberto Angela


Dopo le continue e straordinarie scoperte della recente campagna di scavi archeologici, mercoledì 9 dicembre alle 21.25, ritorna su Rai1 “Stanotte a Pompei”, un viaggio straordinario con Alberto Angela in una città che non cessa mai di stupire

Affreschi a tinte vivaci, un cavallo bardato, un padrone e uno schiavo che si preparavano a fuggire, un’iscrizione che permette di datare con sicurezza l’eruzione, prezioso vasellame… Pompei ha ancora molto da rivelare e da raccontare. Il viaggio segue minuto per minuto la tragedia che distrusse l’antica città di Pompei partendo dalla notte prima dell’eruzione. Si rivivranno quelle terribili ore, cercando di immedesimarci con gli abitanti del tempo. Oltre a Pompei si visiterà Ercolano, con le sue meravigliose terme ancora intatte e i favolosi gioielli ritrovati sugli scheletri dei fuggiaschi.

Il sole è tramontato, i turisti sono andati via, e l’intera città di Pompei si offre agli spettatori nel silenzio. Ad accompagnarci saranno via via degli ospiti illustri. E soprattutto il testimone della tragedia, Plinio il giovane, che ha raccontato della morte dello zio Plinio il vecchio e di come invece lui si sia salvato. A farne rivivere la testimonianza sarà Giancarlo Giannini, una presenza costante nelle “avventure” notturne di Alberto Angela.

Il racconto partirà dalla cima del Vesuvio per sfatare un luogo comune. Il vulcano non esisteva ancora, si è formato proprio a causa di quella esplosione del 79 dopo Cristo. Ecco perché i pompeiani non erano allarmati dai molti segnali che si succedevano nei giorni e nelle settimane precedenti: scosse di terremoto, mancanza d’acqua, crolli paurosi. La vita continua nelle affollate strade: l’attore Marco D’Amore racconterà gli sconcertanti intrecci tra affari, malaffare e politica che agitano Pompei in quel periodo. Con il tre volte premio Oscar Vittorio Storaro, poi, si entrerà nella Villa dei Misteri per ammirare i colori nei quali vivevano immersi gli antichi romani.

Tutto sembrava tranquillo, i pompeiani stavano riparando i danni provocati qualche tempo prima da una scossa di terremoto. Ma all’improvviso il vulcano mostra tutta la sua furia. Nel giro di poche ore tutta la costa è devastata. Possiamo vedere alcune delle tante vittime fissate nei loro ultimi istanti grazie ai calchi. E la pietà si unisce alla meraviglia per i tesori che alcuni hanno portato con sé o che sono stati trovati tra le macerie e sono custoditi per la maggior parte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La riscoperta di Pompei è cominciata nel Settecento, e tra i primi visitatori Wolfgang Amadeus Mozart, una visita che ha lasciato il segno nella sua opera: ce ne daranno un saggio il violinista Uto Ughi e il soprano Maria Sardaryan. Dal Settecento in poi, grazie ai tanti lavori e alle tante ricerche, Pompei è diventata davvero “la più viva delle città morte”, e come tale sarà raccontata da Alberto Angela.

Fonte Napoli Today

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