La salute prima dello Sport: la Fondazione Polito per il Passaporto ematico

Prima la salute, poi lo sport“: a dichiararlo è Davide Polito, presidente della Fondazione Fioravante Polito che ha sede a S. Maria di Castellabate in provincia di Salerno.

Polito, con i suoi collaboratori ed i presidenti onorari, Giovanni Malagò presidente del Coni, Salvatore Gagliano dirigente sportivo, porta avanti il progetto del Passaporto ematico.

Le proposte e il disegno di legge sono finalizzati a prevenire e impedire le patologie ematiche per tutti coloro che si accingono a praticare attività sportive, agonistiche e non. I controlli dei valori ematici e cardiaci sono indispensabili per il rilascio del certificato di idoneità all’attività sportiva. Essi hanno il preciso scopo di indagare e rilevare eventuali anomalie, disturbi fisici o altre patologie, e permettono di intervenire tempestivamente a tutela della salute. Il suddetto certificato di idoneità, fondamentale per la pratica di ogni tipo di sport, agonistico e non, potrà essere rilasciato ai giovani sportivi a partire dai sei anni di età, solo se i controlli ematici e cardiaci obbligatori avranno dato un esito negativo.

A riguardo, il compianto prof. Franco Mandelli, massimo ematologo italiano e già Presidente dell’AIL, redasse, come risulta agli atti della Fondazione, l’elenco di alcuni esami di laboratorio per gli atleti (a scelta delle società) che costituiscono il sostrato della proposta e del disegno di legge sul “Passaporto Ematico”, quali l’emocromo completo, il Gruppo Sanguigno, la Transaminasi, la Bilirubinemia, la Colesterolemia, la Sideremia, la Ferritinemia, la Proteinemia totale ed elettroforesi, l’Azotemia, la Creatininemia, l’LDH, il Test HIV, i Tests Epatite B e C, gli Ormoni tiroidei, nonché l’elettrocardiogramma, gli ecocardiogrammi a riposo e sotto sforzo, l’ergo spirometria per la valutazione del consumo di ossigeno sotto sforzo. Con l’ECG basale, l’ecocardiodoppler cardiaco e l’ECG sottosforzo si riescono a escludere pressoché tutte le cardiopatie congenite a rischio di vita (sindrome di Brugada, QT lungo, Cardiomiopatia ipertrofica o dilatativa) e in età infantile è possibile eseguire un prelievo ematico per la ricerca di geni in grado di codificare malattie che portano alla morte cardiaca improvvisa.

Appare opportuno evidenziare come in questo specifico ambito non sia possibile prevenire le malattie (essendo spesso geneticamente determinate), ma che sia possibile diagnosticare preventivamente una serie di patologie associate a morte improvvisa. L’ECG a 12 derivazioni a riposo, in particolare, è considerato il test con il più alto profilo di accuratezza diagnostica nell’atleta asintomatico.

Purtroppo va tenuto presente che dal 2012 ad oggi sono morti in Italia 592 ragazzi sotto i 30 anni facendo sport – uno ogni 4 giorni – pur avendo eseguito normali test di routine.

Si ribadisce, ne muore uno ogni 4 giorni.

La morte improvvisa ha un’incidenza che si aggira tra gli 1 e i 7 soggetti per 100.000 persone in un anno e spesso è la prima manifestazione di una malattia silente in soggetti apparentemente sani. Non sempre lo studio dell’atleta e della famiglia consente di identificare condizioni patologiche definite o predisponenti, perciò la valutazione sistematica e accurata si è dimostrata essere di grande ausilio per la caratterizzazione e la stratificazione del rischio.

Le proposte di legge, dunque, intendono rendere obbligatori i controlli medici sopracitati per tutti coloro che svolgono l’attività sportiva, senza distinzione alcuna tra la pratica agonistca e non, dal momento che tutti i giovani atleti hanno eguale diritto alla tutela della propria salute. Inoltre, si prefiggono l’obiettivo di far ripetere periodicamente tali esami così da monitorare in maniera sistematica e continuativa i livelli del sangue degli sportivi e le loro condizioni cardiache, nel tentativo di evitare conseguenze irreparabili. Difatti, iniziando i controlli sulla salute fin da piccoli, è possibile praticare una forma di prevenzione volta a indagare e accertare le eventuali patologie che, se individuate in una fase iniziale, possono essere più facilmente curate e rimosse.

In perfetta armonia con i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione e nell’ottica di un’adeguata tutela della salute dei giovani sportivi, tali proposte rappresentano, a nostro avviso, un segno di civiltà e di responsabilità per l’intera società, con il fine di promuovere lo sport sano e impedire che lo stesso continui a essere accompagnato da drammatici episodi.

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