Incentivo “Resto al Sud”: ci spiega tutto il prof.Gianni Lepre

Con l’emendamento al dl Rilancio, il finanziamento “Resto al Sud” verrà articolato nella maniera che
segue: si passa dal 35% al 50% come contributo a fondo perduto e al 50%, anziché 65%,
come prestito a tasso zero. Aumenta, inoltre, da 50mila euro a 60mila euro il finanziamento massimo
erogabile ad ogni beneficiario ditta individuale. Rimane invariato a 200mila euro il tetto massimo del
finanziamento che può essere concesso alle società.
I beneficiari rimangono gli stessi, ossia giovani dai 18 ai 45 anni e professionisti che intendono
avviare nuove attività nella loro terra di origine.

RESTO AL SUD cos’è:

Resto al Sud sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali
in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere
sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria). L’incentivo è destinato a chi ha un’età compresa tra
i 18 e i 45 anni.
Cosa finanzia:
 attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli,
pesca e acquacoltura
 fornitura di servizi alle imprese e alle persone
 turismo
 attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria)
Sono escluse le attività agricole e il commercio
Resto al Sud copre fino al 100% delle spese, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni
richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci.
Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il
finanziamento massimo è stato elevato a 60.000 euro.
A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto:
 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale

fino a un massimo di 40.000 euro per le società
Il contributo viene erogato al completamento del programma di spesa, contestualmente al saldo dei
contributi concessi.
I fondi disponibili ammontano a 1 miliardo e 250 milioni di euro.
Non ci sono bandi, scadenze o graduatorie: le domande vengono valutate in base all’ordine
cronologico di arrivo.
Spese ammissibili
Possono essere finanziate le seguenti spese:
 ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del
programma di spesa)
 macchinari, impianti e attrezzature nuovi
 programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione
 spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni
di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa
*Non sono ammissibili le spese di progettazione e promozionali, le spese per le consulenze e per il
personale dipendente.
Come funzionano le agevolazioni
Le agevolazioni coprono il 100% delle spese ammissibili e sono cosi composte:
 50% di contributo a fondo perduto
 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono
interamente a carico di Invitalia.
Questo nuovo mix di agevolazioni si applica alle domande presentate dopo il 19 luglio 2020.
Restiamo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento in merito e per la predisposizione e la
presentazione del progetto ad Invitalia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *