Premio Napoli 2020 Annunciati i finalisti della 66° edizione

Selezionati i nove finalisti della 66esima edizione del Premio Napoli, storico riconoscimento del panorama letterario nazionale. La giuria tecnica presieduta dall’avvocato Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli, ha indicato le terne finaliste per le tre categorie “Narrativa”, “Poesia” e “Saggistica”.

Per la sezione “Saggistica” sono stati selezionati: Sarah Gainsforth, Airbnb città merce (DeriveApprodi), Luciano Mecacci, Besprizornye (Adelphi), Davide Sisto, Ricordati di me (Bollati Boringhieri).
Per la sezione “Poesia”: Igor Esposito, La memoria gatta (MagMata), Tommaso Giartosio, Come sarei felice (Einaudi), Cesare Viviani, Ora tocca all’imperfetto (Einaudi).
Per la “Narrativa”: Valeria Parrella, Almarina (Einaudi), Remo Rapino, Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio (Minimum Fax), Igiaba Scego, La linea del colore (Bompiani)

I nomi dei candidati sono stati annunciati dallo stesso presidente stamattina, 15 luglio, nel corso della conferenza stampa tenuta nella sede della Fondazione, all’interno di Palazzo Reale. I finalisti sono stati scelti tra 101 libri che si sono candidati quest’anno al Premio Napoli, di cui 49 per la sezione narrativa, 17 per la sezione poesia e 35 per la sezione saggistica.
A decretare i vincitori del Premio Napoli per ciascuna categoria sarà poi la giuria popolare. Saranno infatti gli stessi lettori chiamati a leggere e votare tra i libri finalisti. Distribuiti tra Napoli e provincia, tra scuole e anche nelle strutture carcerarie di Secondigliano e Poggioreale, i comitati di lettura sono motore trainante del Premio e rappresentano una rete di divulgazione letteraria in perenne espansione.
I riconoscimenti saranno consegnati nel corso della consueta cerimonia che si svolgerà a dicembre al Teatro Mercadante.

“Nonostante la pandemia e il lungo periodo di lockdown – ha affermato Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli – abbiamo continuato a lavorare per consolidare il ruolo della Fondazione quale laboratorio di sperimentazione e di riflessione culturale. attraverso attività divenute patrimonio comune della città e dei napoletani. Abbiamo infatti cercato di trasformare il momento di difficoltà anche in un’opportunità. La cultura non deve essere considerata un’arma di distrazione di massa ma deve affinare la sensibilità educando alla bellezza e produrre inquietudine.”

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