Esclusiva-Il ruolo dell’oculista al tempo del Covid-19, parla il dottor Antonio Colaci: “Congiuntiva, via d’accesso per virus”

Nel periodo del Covid-19, noi di PinkLifeMagazine, abbiamo ascoltato e pubblicato tanti articoli circa il virus proveniente dalla Cina.

Scienziati, medici e virologi, si sono alternati ai nostri microfoni: anche l’oculistica ha un ruolo importante per il Coronavirus ed abbiamo chiesto delucidazioni a riguardo al dott. Antonio Colaci.

Laureato presso la Seconda Università degli Studi di Napoli nel 1998, ha conseguito la specializzazione in Oftalmologia nel 2002 presso l’Università degli Studi di Perugia con il massimo dei voti e la lode.

A tutt’oggi ha effettuato come primo operatore, presso strutture convenzionate col Sistema Sanitario Nazionale, circa 2000 interventi di alta chirurgia sul segmento anteriore (cataratte, trabeculectomie) e 200 interventi sugli annessi palpebrali e 500 iniezioni intravitreali.

Lei e’ il titolare dello Studio Oculistico Colaci , ci può illustrare quale attività svolge?

Eseguo tutti gli interventi di chirurgia oculistica in particolare quelli piu richiesti la cataratta (con o senza impianto di cristallini multifocali che eliminano i difetti di vista)l’intervento di femtolasik (eliminazione miopia ipermetropia ed astigmatismo )iniezioni intravitreali (urgenze per maculopatie) e tutti gli esami diagnostici ad essi correlati

 In relazione alla situazione di emergenza nazionale del COVID19  con quali modalità svolge gli interventi chirurgici ?

 “Presso i centri dove eseguo questi interventi abbiamo sviluppato percorsi di sicurezza per i pazienti che gia’ all’atto della prenotazione telefonica vengono edotti sulla necessita’ di rispettare i protocolli di sicurezza secondo le linee guida della SOI (Societa’ Oftalmologica Italiana):

termoscanner, DPI,visiere,schermi plexiglas allo strumentario oculistico ed alla accettazione,filtri Hepa e sanificazione per ogni intervento in sala operatoria,visite ed interventi intervallati per evitare assembramenti in sala d’attesa,assenza in sala d’attesa dell’accompagnatore quando non sia strettamente necessario,e non ultimi ma meno importanti test sierologico per COVID19  di screening al paziente al momento dell’accettazione.

Le stesse misure ovviamente per il personale sanitario ed amministrativo per tutelare i pazienti e noi stessi e le rispettive famiglie.

Ricordo che sia la cataratta che la femtolasik  sono interventi non invasivi per cui tranquillamente eseguibili in questo momento di emergenza sanitaria a patto che vengano effettuati in strutture asettiche che siano specializzate solo nella chirurgia oculistica ,eche vengano seguite tutte le linee guida della SOI per il protocollo di sicurezza da parte del personale sanitario,amministrativo e dei pazienti

Quale pensa possa essere lo scenario che si prospetta dal punto di vista sanitario nella sua branca nelle strutture pubbliche impegnate duramente con l’emergenza COVID19?

Purtroppo temo che ci sara’ nelle strutture pubbliche un ulteriore allungamento delle liste di attesa che già in era pre-covid erano notevoli,soprattutto per gli interventi di elezione come la cataratta che pero’ non possono essere procrastinati più di tanto perchè col tempo possono portare a gravi complicanze

Ecco perchè abbiamo pensato di venire incontro ai pazienti effettuando ,in questo periodo,delle agevolazioni in termini economici delle prestazioni chirurgiche, uno fra tutti dell’intervento cataratta,cosi da poter permettere anche a chi ha subito dei danni economici dal default del COVID19 di potersi permettere un intervento in una struttura privata,sicura dal punto di vista della diffusione del contagio, in tempi brevissimi e senza aspettare la ripresa delle strutture pubbliche con i tempi delle liste d’attesa che ovviamente aumenteranno sempre di più in maniera esponenziale,per smaltire le conseguenze della pandemia

Quali sono le  patologie oculari che possono essere associate al COVID19 e quali possono essere eventualmente le terapie da poter effettuare?

Sicuramente la congiuntivite, considerando che il virus del COVID19 può essere presente nel film lacrimale ed in questo caso oltre alla nomale terapia antibiotica e cortisonica si può associare un collirio a base di ozono che oltre ad avere una azione disinfettante dell’occhio , sembra sia in grado di ossidare istantaneamente i gruppi sulfidrici(SH) della glicoproteina “spike” (molecola di ancoraggio ) del COVID19 inibendo il legame con le cellule epiteliali del tratto respiratorio dell’ospite cosi da inattivare il virus

Quali consigli possiamo dare ad i pazienti oculistici?

Nel caso abbiano sintomi di rivolgersi immediatamente all’oculista e di accertare che egli stesso adotti tutti i DPI necessari sopraelencati e che il centro abbia tutti i requisiti richiesti dalla SOI per la sanificazione .

Inoltre ritengo non meno importante in questa fase il lavoro degli Ottici/Optometristi che spesso hanno il primo approccio col paziente. Infatti un prezioso aiuto può venire da questa categoria nel segnalare all’oculista eventuali problematiche del paziente soprattutto a carico del segmento anteriore dell’occhio che può essere un veicolo di diffusione primaria dell’infezione

Cosi si aspetta dal futuro prossimo?

Di poter vincere la nostra guerra continuando però ad effettuare regolarmente  la nostra attività di routine , ovviamente con tutte le misure ed i dispositivi di sicurezza necessari cosi da poter ritornare al piu’ presto alla normalità”

Massimiliano Alvino

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