Radio Marte intervista Paolo Palumbo

Il giorno dopo la sua apparizione sul palco dell’Ariston, Marco Critelli e Francesco Mastandrea hanno voluto intervistare per Radio Marte, Paolo Palumbo, il giovane 22enne malato di SLA che dal palco di Sanremo ha lanciato un messaggio molto forte: “Avete detto tutti i ti voglio bene che dovevate? Mostrate al mondo il vostro lato migliore. Fate in modo di svegliarvi ogni giorno con il sorriso perché fate quello che avete sempre sognato di fare”. Un messaggio che non aveva il tono triste di chi era in cerca di compassione, ma che è risuonato come un invito forte a non sprecare la propria vita.

“Abbiamo raggiunto Paolo nella villetta dove alloggiava, poco fuori Sanremo, il giorno dopo la sua esibizione”, dice Marco Critelli, “decisi ad intervistare l’artista e non il malato, come facciamo di solito, scherzando anche in modo irriverente. Certo non avevamo la certezza che sarebbe andato tutto bene, ma abbiamo deciso di provarci lo stesso. Il risultato è stata l’intervista più bella e divertente che abbiamo mai fatto ad una persona dotata di grande simpatia ed autoironia.”

Non deve essere stato facile salire sul palco dell’Ariston? Eri emozionato? Cosa hai provato in quel momento?

E’ stato un mix di sensazioni che è difficile ricordare in modo ordinato, non vedevo l’ora di salire sul palco. Ero emozionato come un bambino a Natale, ma c’era anche l’adrenalina dovuta alla consapevolezza di stare per vivere un momento indimenticabile, forse il più importante della mia vita. Paura non ne ho avuta, ce ne vuole per farmi mettere paura.

Quale sono state le reazioni intorno a te dopo la tua esibizione? Che messaggi hai ricevuto?

Sono stato sommerso di messaggi, richieste di interviste radiofoniche, ma anche inviti a cena di mie fan. Non posso usare le braccia per cucinare, mi servono degli assistenti. Qualcuno si propone?

La tua voglia di metterti in gioco l’altra sera ci ha molto colpito, c’è da dire che avevi un look veramente sobrio (Scherza), come mai la scelta di un outfit cosi semplice e di basso profilo?

Vedo che avete notato che mi piace la sobrietà. Avrei voluto cucirmi l’abito da solo. Pensavo a qualcosa con delle piume di pavone e una corona di diamanti, ma poi sono arrivati Dolce e Gabbana e mi hanno proposto questo outfit. Potevo dire di no? Hanno fatto un lavoro straordinario e sono stato fiero di essere salito sul palco con il loro abito addosso.

C’è qualcosa che avresti voluto dire o raccontare l’altra sera in televisione e che non hai avuto il tempo di raccontare, in questo momento ci ascoltano ci guardano centinaia di migliaia di persone, vuoi lanciare un messaggio?

Accidenti, questa è una grande responsabilità. Sapete, il discorso che ho fatto ha subito delle modifiche nel tempo, ma il risultato finale è quello che rappresenta il sunto più sincero del mio pensiero.

Quali sono i tuoi prossimi progetti che puoi realizzare e che speriamo possano svilupparsi ancor di più grazie all’improvvisa popolarità che hai conquistato con festival?

Il mio progetto principale è quello della struttura per accogliere i malati gravi e poi vorrei fare in modo che il mio tampone che restituisce i sapori a chi soffre potesse entrare nella quotidianità di chi ne ha bisogno.

E allora facciamo un pò di promozione al tuo disco. Vai!

Ricordatevi di ascoltare e scaricare il mio singolo, si intitola “IO SONO PAOLO” e spacca. Lo trovate in tutti gli store on line e nei negozi.

Prima di andar via possiamo farci una foto insieme? Siamo tuoi grandi fan.

Dobbiamo farcela, siete grandi.

Noi?

Comunicato stampa

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