Luché, artista dagli occhi magnetici e dall’anima bella

Luché, artista dagli occhi magnetici e dall’anima bella.

Da novembre il suo libro Il giorno dopo in libreria. In primavera il nuovo disco.

“Platino, si! Ma il lavoro è complesso e faticoso”.

 

di Francesca Scognamiglio Petino

 

La Certificazione FIMI settimana 27 – 2019 annuncia il Potere di Luchè (su etichetta Universal Music Group), tra i dischi di platino, insieme a Vascononstop del grande Komandante.

Il meet & great per il lancio della nuova collezione Black Friday, nello store London del Vomero, diventa un’occasione per incontrarlo, grazie alla preziosa complicità di Enzo Chiummariello.

In una chiacchierata “rubata” in un camerino, ci siamo raccontati tante cose con il ragazzo dagli occhi magnetici e dall’anima bella, che mi ha anche regalato qualche anteprima: il suo libro Il giorno dopo, che finora è stato allegato al cd Potere, da novembre, comparirà tra gli scaffali delle librerie di tutta Italia, non più come allegato. Ha appena finito la sua tournée e ha iniziato a lavorare al nuovo disco che, con ogni probabilità, uscirà la prossima primavera.

Potere è un titolo forte. Qual è la concezione che Luchè ha del potere?

Il “Potere” che dà il titolo al mio album ha un doppio significato: il potere che una persona possiede e il potere come verbo. Con questo disco ho immaginato di poter ribaltare le situazioni, affermandomi e conquistando più potere nel mio ambiente. La strada è ancora lunga ma ho chiaro in mente cosa fare. Il lavoro è complesso. Non c’è solo la musica. Bisogna riuscire a mantenere un’integrità, guardare all’innovazione, rendere felice il pubblico.

Che Dio mi benedica la definiresti più una preghiera profana o una poesia salvifica?

Che Dio mi benedica è una presa di coscienza, il tentativo di accettare i propri difetti, i propri limiti e conviverci in pace. Sorridere a se stessi. Racconta di un ragazzo che non si piace, che vive un conflitto interiore e, in una parte della canzone, arriva anche una delusione d’amore. È un tentativo di autoconvincersi di valere. Questo è il significato del pezzo. E questo è il messaggio che mi piacerebbe arrivasse ai ragazzi che mi seguono: in ognuno di noi c’è una singolarità che è forte e che è importante che venga salvata e preservata. È importante piacersi e stare bene con se stessi. La vita, la quotidianità, diventa più semplice.

Torna da me. Una canzone d’amore. Un disperato bisogno di un ritorno. Come vive Luché l’amore?

Male. Perché sono innamorato dell’amore in sé. È un’idea dell’amore che vive nella mia mente. Non c’è più la spensieratezza di un tempo. Comunque credo che l’amore sia necessario e importante. Vuoi o non vuoi, lo cerchi sempre. Ma in questa fase della mia vita, ho realizzato che devo dedicarmi molto al mio lavoro e, forse, una relazione sarebbe una distrazione troppo grande adesso.

Torniamo sul discorso “platino”. Questa volta di un singolo: “Stamm fort” feat Sfera Ebbasta. Com’è stato collaborare con lui?  Si entra subito in feeling o la conquista è complicata?

Il feeling che abbiamo noi è prima interpersonale e poi artistico. C’è rispetto, stima e affetto reciproci. Ci conosciamo già da un po’. Siamo amici. A me piace tanto quello che fa lui. A livello internazionale, porta l’immagine italiana in giro nel mondo al passo con le altre nazioni. Sono un suo fan da sempre. So che anche a lui piacciono le cose che faccio io. Poi nella musica niente è facile. Entrano in gioco tante variabili esterne, al di là del rapporto tra i due artisti. Quando Luché e Sfera fanno un pezzo non posso “floppare”. Anche se il pezzo è leggero, ci abbiamo ragionato davvero tanto, finché non è venuto fuori un lavoro che convincesse tutti noi. Il più insicuro ero io. Poi mi sono fatto convincere dal senso della hit che lui e Charlie (Charles, il produttore di Sfera Ebbasta, ndr) ed è venuta fuori quella che, credo, sia la hit più forte del momento, nel mondo hip hop.

Due rapper fortissimi nel panorama internazionale. Uno un po’ più “datato”, che ha scritto un bel pezzo di storia rap, Eminem; e uno un po’ più recente, Chris Brown. Luché immagina un featuring con uno di questi due?

Eminem è sicuramente un artista forte ma non ci collaborerei. Chris Brown forse un po’ di più, ma neanche. Ce ne sarebbero altri con cui farei volentieri un featuring. Penso a Kanye West, Lil Wayne, Drake.

Da ragazzino cosa ascoltavi?

Ho amato molto Oasis, Led Zeppelin (ho i vinili a casa), DOORS, Nirvana. Poi è iniziato l’amore per il rap e la scoperta di quella scena, soprattutto internazionale: rap anni ’90 newyorkese e californiano.

Da dove prendi l’energia per scrivere le tue canzoni? Come capti quello che hai attorno? Come percepisci le emozioni?

Prendo tutto dalla mia vita. Da quello che mi accade. Non esiste una formula universale. Credo che chi scrive nasca con la voglia di raccontare. Io sono nato con questa voglia di esprimermi, di raccontare e di raccontami, di pormi sempre nuovi traguardi e di raggiungerli. Questo mi dà ancora una motivazione forte.

Sei un artista da 11 milioni di visualizzazioni. Che effetto fa vedere questi numeri e percepire che ti appartengono?

Su YouTube, 11 milioni. Su Spotify ci sono alcuni brani che raggiungono numeri triplicati: 33 milioni. Che però non vuol dire 33 milioni di persone ma 33 milioni di ascolti. Sono comunque grandi numeri e la sensazione è bella, certo. Ma è stato sempre tutto così complicato e travagliato che sono più proiettato sul futuro e sul lavoro da fare che sui risultati raggiunti. Perché so quanto sia difficile andare avanti e proseguire il cammino artistico, mantenendo sempre la stessa onda.

La scena hip hop ha come tratto distintivo un forte connubio tra musica e moda. Luché, insieme ad altri amici, ha creato il brand Black Friday.

L’hip hop nasce nei party del Bronx, dove c’è sempre stata grande attenzione per l’outfit più cool: dalle tute ai kangol. Di Black Friday c’è subito piaciuto il suono e quindi abbiamo deciso che sarebbe stato il nostro brand. È nato 4 anni fa e finora abbiamo realizzato una collezione all’anno molto underground, solo on line, pochi mezzi in edizione limitata, che andavano subito sold out. Quest’anno, per la prima volta, abbiamo deciso di avere una distribuzione più larga. Per ora, siamo in diversi punti vendita della Campania e abbiamo uno showroom in Lombardia. Siamo agli inizi di una nuova era per Black Friday.

Francesca Scognamiglio Petino e Luchè durante l’intervista

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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