La macchia nel sangue, il primo libro della saga fantasy di Gabriella Ronza

“La macchia nel sangue” è il primo dei cinque volumi che comporranno la saga fantasy di “Aeterna”, ideata dalla giovane autrice Gabriella Ronza.

Pubblicato per la prima volta il 30 aprile 2018, nel 2019 i diritti della saga passano a un’altra casa editrice, “Le Mezzelane Casa Editrice”.

La saga è ambientata in un mondo fantastico, denominato “Antico Continente”, in cui, come dichiara la quarta di copertina, vige la legge degli elementi (acqua, aria, terra e fuoco) e quella del più forte.

Il continente, infatti, si compone di cinque stati, quattro a regime monarchico e uno a regime repubblicano (quest’ultimo chiamato Magna). Tra gli stati settentrionali (Rogus, regno del fuoco, e Kora, regno della terra) e quelli meridionali (Marinia, regno dell’acqua, e Arha, regno dell’aria) non scorre affatto buon sangue. Magna, invece, lo stato polielementale, risulta essere neutrale.

L’indagine sull’odio razziale tra il Nord e il Sud dell’Antico Continente (liberamente ispirato a quello che ancora oggi è presente sul suolo italiano e/o mondiale) pervade molte delle pagine del romanzo.

“Il protagonista maschile – afferma Gabriella Ronza -, che è, in fin dei conti, anche l’antagonista, sostiene il pregiudizio con tutta la sua volontà e non c’è niente di più pericoloso del verbo volere”.

Il tema del razzismo non è, però, il solo a prevalere. Nel corso della narrazione si scopre che sull’Antico Continente aleggia una maledizione terribile lanciata da Madre Natura (la divinità di questo mondo), all’inizio dei tempi, per punire l’accidia e rendere le sue creature meno oziose. Ogni duemila anni appaiono quattro esseri, una coppia per ogni millennio, reincarnazioni di Lux e Malus, rispettivamente Guardiano dell’aldilà per i giusti e Guardiano dell’aldilà per i peccatori. Questi, che incarnano poteri contrastanti acqua-fuoco e aria-terra, devono sfidarsi: se a vincere è Malus, l’Antico Continente vivrà mille anni di guerre, se a vincere è Lux, mille anni di pace.

La riflessione sulla religione, il misticismo e lo scetticismo sono temi portanti di questa narrazione, ma lo saranno, ancor di più, nei volumi successivi.

Anche perché ruolo di primo piano avrà un gruppo segreto, definito “Ordine degli eretici”, che si oppone al disegno di Madre Natura.

“Ho scritto ciò – spiega l’autrice – a seguito di una riflessione su cosa siano il bene e il male. Una riflessione che potrebbe risultare alquanto banale se non allarghiamo la prospettiva. Cosa sono il bene e il male per gli esseri umani e cosa per gli esseri divini? E una volta conosciuto il significato di bene e male per gli esseri divini, gli esseri umani lo accetterebbero?”.

A reggere questa struttura fantasy e immaginaria è, però, sempre un sentimento infinitamente umano: l’amore.

Una drammatica storia di amore e morte, contraria al disegno divino, andrà a complicare il già precario equilibrio dell’Antico Continente.

 

 

 

 

Biografia autrice

Gabriella Ronza nasce a Marcianise (CE) il 23 giugno 1995.

Diplomata al Liceo Scientifico con il massimo dei voti, è giornalista pubblicista dal marzo 2018 e laureanda in Filologia Moderna alla Federico II di Napoli.

Collabora con il giornale web Pupia.tv ed è la curatrice della rubrica giornalistica de “La fragilità degli onesti”, piattaforma culturale creata dal poeta internazionale Francesco Lisbona e dall’attivista politico Carmelo Fronte.

All’età di quattordici anni pensa per la prima volta al mondo di “Aeterna”, ma è solo nel 2012 che la struttura dell’opera prende forma.

Con la prima edizione dell’opera, Gabriella è stata invitata in scuole, fiere, televisioni e radio, entrando in diretto contatto con il mondo dei lettori.

 

Quarta di copertina

Una misteriosa scritta compare sui ruderi di un antico tempio  un giardino invisibile. Due bambini, su cui grava il peso di un’altissima responsabilità politica, la leggono. Nel loro mondo vige la legge degli elementi e, soprattutto, quella del più forte.

Aeterna è il fantasy epico per eccellenza, che ha al centro qualcosa che l’epica fantastica non ha quasi mai: l’amore. I protagonisti, tuttavia, non vi cederanno, preferiranno invece combattere l’uno contro l’altra e contro se stessi, per non scostarsi dal cardine del loro agire morale. L’etica, persino sotto forma di male, che nella soggettività del singolo si presenta come giusta, muove le pedine di un gioco nato mille anni prima dell’inizio di questa storia. Perché il fantasy fa questo: ci ricorda che anche alla fantasia diamo regole di costruzione umana, creando mondi che, parafrasando il contenuto della trama, imitano quello che Madre Natura ci ha donato.

 

 

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