Ferrari: ecco la SF90 nelle prove a Barcellona

Il protocollo prevede che si ricordi, e si sottolinei, che Charles Leclerc è un giovane di 21 anni, con una sola stagione di Formula 1 alle spalle, e ai primi chilometri al volante di una Ferrari. Quindi, come tale va considerato e giudicato.

Il primo tempo nella seconda giornata di prove lascia il tempo che trova, e solo nei box della squadra conoscono il valore preciso del lavoro svolto che, tra mappe motore e carichi di benzina, non può essere letta come il risultato di una qualifica.

È solo un test? Vero, però tutte le storie hanno un inizio, e questo debutto è un piccolissimo tassello in una chiarissima direzione. La Ferrari, orfana di un veterano come Kimi Raikkonen, avrà anche messo in conto che qualche giornata storta avendo a che fare con un giovanissimo, ma è un’eventualità che non è poi così certa di materializzarsi.

Leclerc ha iniziato subito ad un buon ritmo, e a metà mattinata è arrivato il tempo che è rimasto il migliore del martedì, suo e assoluto: 1’18”247, solo un decimo più lento rispetto al limite fissato ieri da Vettel, sempre con gomma soft (che dovremo imparare a chiamare C3).

Ma curiosamente Leclerc nei suoi giri veloci non ha ottenuto dei tempi di riferimento nel terzo ed ultimo settore del circuito di Catalunya, e nel paddock si è anche ipotizzato che la Ferrari non abbia voluto dare dei riferimenti precisi alla concorrenza.

Nel pomeriggio il monegasco ha confermato il programma di lavoro che la Scuderia ha completato il giorno prima con Vettel, ovvero long-run alternando mescole di gomme C2 e C3. A fine sessione sono stati 157 i giri completati da Charles, dodici tornate in meno rispetto alla distanza percorsa da Vettel a causa anche di due bandiere rosse che hanno bloccato i lavori più del previsto.

“Sono molto contento del bilancio di questa giornata – ha ammesso Charles – . Nonostante alcune bandiere rosse siamo riusciti a completare il programma previsto e a percorrere 157 giri nei quali abbiamo raccolto tanti dati utili. A livello di sensazioni mi sono trovato bene da subito sulla SF90 e devo dire che mi sono divertito parecchio”.

“L’emozione? C’è sempre quando sali su una Ferrari, ma oggi l’ho messa da parte poiché il lavoro da fare era tanto. Speriamo di proseguire così anche nei prossimi giorni, perché è necessario massimizzare le poche occasioni disponibili per effettuare prove in pista

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