SONIA PERONACI & ANTONIO PAOLINO

INTERVISTA A SONIA PERONACI

Giallo Zafferano o come lo ha sempre chiamato lei “Giallo” è stata la sua creatura più importante. Dopo tre anni quale è il lato positivo e soprattutto qual è il peso negativo che si porta dietro?

Giallo Zafferano per me è solo positività. Oggi ancora funziona ed è il sito di ricette più cliccato in Italia. Un’ esperienza importante, una grande novità portata da me nel 2006 e questo mi ha permesso di farmi conoscere ai più creando collaborazioni con aziende importanti. Lasciarlo è stata una scelta consapevole in quanto Giallo non era più mio, ma di Banzai che aveva acquistato il sito. Ho continuato Ho continuato a mandarlo avanti quindi a gestirlo ma, non essendo più completamente mio, non riuscivo neanche a gestirlo a modo mio e quindi alla fine ho deciso di andare via da lì. E ad essere sincera per me è stato un rigenerarmi ed un reinventarmi. Cambiare anche un po’ quella che era la cucina di dieci anni prima. Ricominciare dal niente, dal nuovo. È stato faticoso. Dimostrare di nuovo di saper fare qualcosa di buono è stato abbastanza impegnativo anche a livello economico perché adesso è tutto sulle mie spalle però ce l’abbiamo fatta. Lasciarlo mi ha fatto male al cuore ma penso che tutti dovremmo rigenerarci per non restare statici e fermi nelle idee iniziali.

Chi è Sonia Peronaci oggi?

Sonia è una realtà che parla sempre di ricette, come giallo, ma che si è aperta a tante nuove cose: qui facciamo eventi, scuola di cucina ed avendo fatto già tre trasmissioni televisive posso variare di più e fare quello che mi piace. Noi dovremmo prendere esempio dall’estero, prendi Jamie Oliver, Martha Stewart, Gordon Ramsay. Queste star fanno un po’ di tutto, sono presenti non solo sul web ma anche TV, sono sui giornali, un po’ ovunque. Questo è stato un po’ il mio punto di vista: essere su tutti i media ed infatti ho il mio sito, siamo in TV, siamo sul settimanale Gente, facciamo eventi e tante altre cose. È un bel modo per conoscere gente sempre nuova e creare nuove sinergie cosa che con Giallo non potevo fare in quanto era molto più centrica come situazione.

Quando ha conosciuto Antonio Paolino?

Al salone del mobile mentre facevo uno show cooking per NEFF e lui era uno degli chef che supportava i vari show cooking. Aveva un febbrone quel giorno ma si è dato da fare in modo impeccabile. Mi è piaciuto da subito, un amore a prima vista. Ci siamo scambiati i contatti e dopo un anno, che ci siamo sempre sentiti, gli ho detto che stavo aprendo questa nuova realtà e avevo bisogno di qualcuno che mi desse una mano. Dopo un po’ ha deciso, ha rischiato, ed ha deciso di fare questo salto per venire al nord.

Quale è stato il motivo per cui ha scelto di iniziare una collaborazione proprio con lui? Cosa è riuscito a trasmetterle rispetto a tanti altri candidati nel caso ne stesse selezionando già qualcuno?

Antonio ha diverse qualità. Io sono per metà del sud e per metà del nord, e a me piace molto il sud. Mi piace la cucina meridionale nonostante a me piaccia fare cose nuove ed innovative. La cucina di Antonio è impiantata sulla tradizione e a livello tecnico ha un titolo di studi importante e conosce bene le materie prime. Questa cosa mi è piaciuta molto. Considera poi che è un ragazzo veramente instancabile che adora fare quello che fa ed ha una serie di qualità che a me piacciono nelle persone. Il mio sogno era sempre di trovare una persona che si avvicinasse alla mia mentalità di cucina quindi quando ho conosciuto lui mi sono detta che poteva essere la persona giusta. Poi si fa amare da tutti, è una bellissima persona, un bravo professionista con tante cose simili alle mie. Era spaventato all’inizio ma poi ha preso coraggio ed abbiamo iniziato questa bella avventura.

Scegliere uno chef docente professionista, come spalla nel suo percorso, con un’esperienza ad alti livelli nella ristorazione, vuole mandare un segnale specifico a chi la segue da anni?

Io mi confronto sempre con gli chef, tant’è che Antonio spesso dice che io so molte più cose di alcuni di loro ed è vero perché io studio continuamente ma è ovvio che non posso applicare tantissime tecniche perché a casa tante attrezzature non sono di uso quotidiano, prendi ad esempio l’abbattitore. Io già a Giallo usavo nuove tecniche perché lì le avevo a disposizione determinati strumenti ed oggi mi rendo conto che la gente a casa è molto più curiosa ed esperta rispetto a prima e tante domande me le pongono più loro che gli chef. Da parte mia c’è sempre stata la volontà di proporre cose innovative ed Antonio è un’ottima spalla con cui collaborare per mandare questo messaggio.

Come è nato il format: la cuoca ed il secchione?

È nato perché Antonio, fra i due, è quello più tecnico e più preparato in quanto ha studiato ed è più vicino al mondo degli chef. Io, di contro, sono più vicina alle persone che mi seguono, ovvero le persone comuni, non professionisti, anche se molti di loro riproducono le mie ricette. Quindi è stato un modo simpatico per unire le nostre conoscenze e creare una realtà che potesse arricchire chi ci segue. Antonio parla di strumenti tecnici ed introduce argomenti professionali, io li trasformo e li rielaboro facendo sì che tutti possano fare piatti un po’ più elaborati con mezzi più comuni e alla portata di tutti ed in questo format si può fare.

Molte volte il termine “Food Blogger” può essere percepito come un vezzeggiativo. Lei in realtà se dovesse darsi un’etichetta che la identifica, quale sarebbe quella che la definisce al meglio?

Eh, questa è una domanda da 100 milioni di dollari. Io non ho mai avuto blog, ho sempre avuto siti, ma la gente con “food blogger” ti identifica e capisce subito quello che fai. In realtà, come dicevo prima, faccio tante cose… come le possiamo riassumere? In realtà non l’hanno coniato ancora… se ne trovi uno me lo fai sapere, te ne sarei grata (sorride). Comunque io sono una cuoca e sicuramente un’ imprenditrice. Con Giallo eravamo in 30 a collaborare nel 2015. Adesso la mia azienda www.soniaperonaci.it ha circa 10 dipendenti e creiamo comunque lavoro.

La sua redazione ha sede a Milano, ma Lei ha origini sia calabresi che altoatesine: la sua vera tradizione qual è?

Come animo e come gusti culinari sono molto meridionale pur conoscendo bene la cucina del nord (mamma tedesca e nonna austriaca). Come metodo di lavoro mi sento molto nordica ma di cuore e di animo sono molto più del sud, terrona.

Volto televisivo, autrice di importanti libri e conduttrice: la sua famiglia la aiuta in questo percorso o a volte viene trascurata dalle sue scelte professionali?

Mia figlia più grande ci ha aiutati a gestire Giallo e da poco meno di un anno non collabora più con noi perché ha deciso di seguire la sua strada. Le altre due ragazze fanno cose completamente differenti e sicuramente, a volte, il mio lavoro me le fa trascurare. Comunque ho sempre cercato posti di lavoro vicino casa così quando sentissi la loro mancanza potevamo vederci. Considera comunque che la più piccola ha 20 anni quindi fra amicizie ed interessi vari curano le loro cose. A volte, è capitato, che ero in radio e mi mandavano in diretta i messaggi (sorride).

C’è qualche persona in particolare che l’ha aiutata in questo percorso che ha fatto o deve tutto a sé stessa?

Sicuramente se non avessi avuto il mio compagno, Francesco, con il quale abbiamo sempre fatto tutto insieme, tante cose non le avrei mai fatte. Tutt’oggi continua a supportarmi e sopportarmi. Lo faceva con Giallo lo fa adesso. Lui è un po’ più matematico ed io più creativa ma siamo una bella squadra e senza di lui forse non avrei fatto neanche giallo zafferano. Tante attrici ed attori hanno accesso una forte problematica che gira intorno al mondo dello spettacolo: favori sessuali in cambio di successo.

Nel suo specifico settore le sono mai arrivate determinate proposte “indecenti” o questo tipo di televisione è immune da certi “compromessi”?

Esplicitamente a me non sono mai arrivate ma sicuramente si entra in contatto spesso con uomini e donne che ci provano, banalmente anche ad una semplice festa. Chi in modo raffinato, chi educato chi in malo modo e in modo volgare ma ci sono. L’ho visto sia negli uomini che nelle donne di potere farti capire che chi ha una posizione privilegiata piò farti arrivare prima ad un certo traguardo ma questo succede in tutti i settori e sicuramente sta a te decidere che strada vuoi intraprendere e che tipo di persona vuoi essere.

Prossimi progetti?

Il progetto più importante è far funzionare tutta la realtà che ti ho raccontato. È molto bello ma anche molto difficile. Sai qual è il segreto di ogni azienda? Trovare il giusto TEAM di persone, serie ed affidabili, prendi per esempio Paolino. Ci hanno proposto di aprire dei ristoranti ma è dura la vita del ristoratore… stiamo valutando per bene tutto. Sicuramente l’interesse principale è l’azienda che stiamo vivendo adesso. Una cosa solo mi piacerebbe fare è fare una bella esperienza all’estero. Questo mi piacerebbe molto per ampliare le mie conoscenze tecniche e linguistiche.

 

di Bruno Sodano

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