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Esclusiva-Luca Loreto: “Ecco come risolvere i problemi di logopedia in tenera età”

ll dott. Luca Loreto ha conseguito la Laurea in Logopedia nell’anno 2009 con votazione 105/110 presso l’ “Università degli Studi di Napoli Federico II”. Ha svolto il tirocinio presso il reparto di Otorinolaringoiatra e Foniatria dell’Ospedale “Policlinico Federico II” di Napoli presentando una tesi sperimentale sull’“ADHD”, collaborando a stretto contatto con il suo relatore prof. Ugo Cesari.Nel corso degli anni ha frequentato convegni internazionali e meeting scientifici che hanno ampliato e aggiornato le sue conoscenze,tra i più rilevanti: “S.I.F.E.L.”, “Fisiopatologia della voce artistica e tecnica di canto”, “La disfagia criteri diagnostici ed orientamenti riabilitativi”, “L’applied behavior analysis nel trattamento dell’autismo”.

Abbiamo voluto approfondire questa materia con lui e lo ringraziamo per questa intervista che ci ha concesso.

Logopedia: come nasce la sua passione per questa materia ?

“La scelta di effettuare il test d’ingresso di Logopedia avviene durante l’ ultimo anno di Liceo in un incontro di orientamento universitario. Venni attratto dall’ insieme di conoscenze che un logopedista doveva possedere (anatomia, fisiologia, psicologia, comunicazione, ecc..) oltre a una predisposizione caratteriale per relazionarsi con pazienti di tutte l’età. Non mi sono mai pentito di quella scelta poichè è una professione molto gratificante che aiuta le persone a riattivare delle capacità che non hanno ancora sviluppato, come nel caso dei bambini, o che hanno perso”

Logopedia e bambini: quando rivolgersi a un logopedista? quali sono i problemi che più spesso si possono verificare in tenera età e come la sua professione può aiutare a risolverli ? 

“Molto spesso, a rivolgersi ad un logopedista sono i genitori di bambini con difficoltà comunicative e di comprensione. In base alla mia esperienza, i campanelli d’allarme da non sottovalutare sono i seguenti: fino ai 3 anni il bambino produce poche parole non combinandole tra loro ed ha difficoltà a comprendere semplici comandi o mostra poco interesse a relazionarsi con i coetanei. Tra i 3 e i 4 anni il bambino non si esprime in maniera comprensibile, la struttura frastica è breve e produce parole semplificandole attraverso sostituzioni o omissioni di lettere. Tra i 4 e i 6 anni il bambino può manifestare disturbo specifico del linguaggio (DSL), disturbo fonetico-fonologico, balbuzie, problemi di deglutizione e in generale deve possedere le abilità necessarie per un adeguato avviamento agli apprendimenti scolastici. Dai 6 anni in poi il bambino può manifestare DSA disturbi specifico dell’ apprendimento: dislessia (difficoltà di lettura), disgrafia (disturbo nell’esecuzione del tratto grafico), disortografia (disturbo della competenza ortografica) discalculia cioè difficoltà del calcolo e dell’elaborazione numerica Ogni paziente è un soggetto a sé, per cui non esiste un trattamento unico da applicare a più tipologie di pazienti, ma viene scelto l’approccio migliore e più adatto al singolo caso.In linea generale gli esercizi di logopedia a cui il bambino viene sottoposto hanno lo scopo di attirarne l’attenzione e di stimolarne la competenza esaminata”

Logopedia e voce: quali sono i campanelli d’allarme e quali sono le tecniche riabilitative vocali  per un paziente con disfonia ?

“La disfonia è una alterazione qualitativa e quantitativa della voce caratterizzato da variazioni dei parametri della voce (timbro, tono e intensità) oppure da sforzo vocale. Si diversificano in base all’ origine che può essere organica (noduli,polipi,cisti,ecc..) o funzionale (errato e/o eccessivo uso della voce).La riabilitazione della voce è un percorso educativo in cui la persona disfonica, con l’aiuto del logopedista, arriva a gestire in modo adeguato la propria voce e ne migliora la qualità, sia in caso di patologia organica che funzionale. Il paziente verrà educato ad adottare abitudini che possano aiutarlo a mantenere il sistema di produzione vocale sano. Genericamente il trattamento logopedico dura circa tre mesi con trattamenti bisettimanali, vengono proposti sia il training propriocettivo che quello respiratorio, esercizi di coordinazione pneumo-fonica, di riposizionamento posturale e di impostazione della voce, con particolare attenzione agli aspetti legati al suo uso quotidiano”

 

 

Massimiliano Alvino

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