Archivio Tag: Coronavirus

Coronavirus: apertura scuole a settembre ?

ll ministero della Salute starebbe studiando insieme alle Regioni e alle Asl se in caso di presenza di un contagiato a scuola sia possibile effettuare test molecolari immediati. Si tratterebbe insomma di un sistema di esami simile a quello che viene attuato in questi giorni negli aeroporti con chi torna da Paesi considerati a rischio per alto numero di positivi. Questo potrebbe contribuire a tranquillizzare i genitori, preoccupati per il rientro a scuola dei figli, i dirigenti scolastico e i docenti che possono trovarsi a dover gestire le prime fasi del protocollo nel caso un ragazzo mostrasse sintomi riconducibili al Covid.

“Sta purtroppo girando una grave fake news su cosa accade quando si deve gestire un alunno che, all’interno dell’istituto scolastico, mostra sintomi compatibili con l’infezione da Covid-19. Si arriva a sostenere che ai genitori non sarà permesso prelevare i propri figli e che questi saranno affidati all’autorità sanitaria. Niente di più falso, ovviamente. Il Protocollo di sicurezza prevede invece che si debba provvedere quanto prima possibile “al ritorno al proprio domicilio” e ad attivare i necessari protocolli sanitari per la sicurezza di tutti“. Lo scrive il ministero dell’Istruzione sui social

Fonte: Ansa

Covid-19: si riapre il reparto del Loreto Mare ?

Coronavirus, quasi esauriti i posti negli ospedali. Ipotesi riapertura Loreto Mare

Potrebbe essere riaperto di nuovo come Covid Center il Loreto Mare. La decisione potrebbe arrivare in queste ore se la situazione ricoveri dovesse peggiorare. Con l’attuale configurazione, quella scelta per la fase meno acuta dell’emergenza, i posti si stanno esaurendo e bisognerà pensare a un allargamento delle possibilità di ricovero. Mancano i posti dedicati al Covid e potrebbe essere necessario ritornare a una configurazione con maggiori possibilità. Al momento sono occupati 23 dei 24 posti all’Ospedale del Mare mentre nella sub intensiva del Cotugno ci sono 10 malati su otto posti disponibili.

Gli unici letti sono presenti nella terapia intensiva con due pazienti ricoverati sugli otto letti previsti per ora. Al Covid Hospital di Napoli Est sono invece liberi sia i sei posti di sub-intensiva che i sei posti in rianimazione. Se la situazione dovesse aggravarsi tutti gli ospedali dedicati avrebbero la possibilità di un importante aumento della capienza in tutti i reparti. Solo l’evolversi del quadro epidemiologico potrà suggerire un aumento all’unità di crisi della Regione.

Fonte www.napolitoday.it

Coronavirus: Cina approva suo primo vaccino

La Cina ha dato la sua prima approvazione a un possibile vaccino contro il Covid-19: è l’Ad5-nCoV, sviluppato da CanSino Biologics con l’Istituto di biotecnologia dell’Accademia delle scienze mediche militari.
Il via libera spiana la strada alla possibile produzione di massa in tempi rapidi nel caso di un ritorno della pandemia, ha spiegato precisato la China National Intellectual Property Administration, citata dal network statale Cctv. L’approvazione, ricevuta l’11 agosto scorso ma resa nota solo ora, “è un’ulteriore conferma dell’efficacia e della sicurezza” del prodotto messo a punto, ha detto in una nota il gruppo di Tianjin, i cui titoli hanno intanto registrato cospicui rialzi in Borsa

Fonte: Ansa

Coronavirus, obbligo di mascherina fino al 15 agosto

Obbligo di mascherina fino a ferragosto in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, dai treni ai negozi. Ma è già in cantiere, anche se nessuna decisione sarebbe stata ancora presa, una nuova proroga. A quanto si apprende da fonti di governo, il dpcm che sarà adottato la prossima settimana dovrebbe confermare nella sostanza le linee guida ad oggi in vigore e viene fin d’ora dato per scontato il rinnovo dell’obbligo delle mascherine per il contenimento del contagio. Per il momento l’ordinanza firmata il primo agosto dal ministro Speranza impone l’uso dei dispositivi di protezione fino al 15 agosto.

Sono 239 i contagi da Covid nelle ultime 24 ore in Italia, di nuovo in calo rispetto al giorno precedente (ieri erano stati 295). Secondo i dati del ministero della Salute sono 8 le nuove vittime (ieri erano state 5), tutte in Lombardia. I tamponi effettuati sono stati 43.269, ben 17 mila circa meno di ieri. Nessuna regione fa registrare zero nuovi casi, che sono stati trovati soprattutto in Emilia Romagna (+49), Lombardia (+38) e Veneto (+45). Sono 200.460 (+231 rispetto a ieri) le persone guarite dal Covid in Italia dall’inizio dell’emergenza. Secondo i dati forniti dal ministero della Salute sono invece 42 (-1) i pazienti in terapia intensiva. Aumentano lievemente invece i ricoverati con sintomi, che sono ora 708 (+3). Le persone in isolamento domiciliare sono 11.706 (-3), gli attualmente positivi 12.456 (-1). I casi totali sono ora 248.070

La Lombardia finora ha registrato 16.815 decessi e si conferma sempre nella parte alta della graduatoria dei contagi. Dai 7.712 tamponi effettuati ieri, sono emersi 38 nuovi casi positivi, di cui 6 ‘debolmente positivi’ e 4 a seguito di test sierologici. I guariti e dimessi di ieri sono 164, scendono di 5 i ricoverati non in terapia intensiva, che sono 153. I nuovi casi sono 10 a Milano di cui 5 a Milano città, 9 a Bergamo, 4 a Brescia e Cremona, 3 a Mantova, 1 a Lodi, Varese, Sondrio e Como. In provincia di Lecco e Pavia non ci sono stati contagi.

Fonte: Ansa

Clamoroso in Catalogna: chiusi pub e discoteche per il Covid-19

Il governo della Catalogna ha ordinato la chiusura di discoteche, locali notturni e pub nell’ambito delle iniziative prese per cercare di contenere una nuova ondata di casi di coronavirus. La nuova misura è entrata in vigore oggi e durerà almeno 15 giorni, riporta il quotidiano El Pais. Allo stesso tempo, la Generalitat ha ridotto le ore dei casinò e delle sale giochi, che da oggi rimarranno aperti solo fino a mezzanotte. Alla stessa ora chiuderanno anche i bar ed i ristoranti nei comuni in cui le misure restrittive sono già in vigore, come a Barcellona. «La logica è limitare la mobilità e abbiamo già insistito sul fatto che, in alcuni spazi, è più difficile mantenere misure precauzionali. La situazione in Catalogna è complicata e abbiamo poche opportunità e poco tempo per agire», ha spiegato il segretario alla Sanità, Josep Maria Argimon.

Fonte: IlMattino

Coronavirus: salgono contagi in Italia

Il coronavirus si sta lentamente ripresentando in tutte le parti d’Italia e nelle ultime 24 ore solo una regione, la Valle d’Aosta, ha fatto registrare zero nuovi casi. I positivi sono 306, complice il numero di tamponi, oltre 60 mila dopo molti giorni ben al di sotto. Le vittime sono 10, meno della media di luglio, ma preoccupano i focolai che si accendono lungo tutta la penisola.

E per il tracciamento degli infetti non sembra potersi contare sulla App Immuni, scaricata dal 12% dei possessori di smartphone tra i 14 e i 75 anni (4,3 milioni di persone), secondo il ministro dell’Innovazione Paola Pisano. Secondo uno studio dell’Università di Oxford, dei mesi scorsi, la soglia per una piena efficienza dell’app era fissata al 60%.

I nuovi positivi odierni sono 82 in Lombardia, solo il 26,7% del totale, ma secondo la Fondazione Gimbe la regione più colpita dal Covid ha ancora il 57% dei malati, i cosiddetti ‘attualmente positivi’ (6 infetti su 10). L’andamento del contagio rimane costante in Italia, secondo lo studio indipendente: nella settimana dal 15 al 21 luglio ci sono stati 1.408 nuovi casi, un trend “stabile rispetto alla settimana precedente”, ma con meno tamponi effettuati. In 8 regioni i casi sono in riduzione, in 11 in aumento e in 2 sono stabili. Spiccano l’incremento in Veneto (+172) e il calo in Lombardia (-184), moderati aumenti in Liguria (+44), Toscana (+30) e Campania (+28), diminuzione nel Lazio (-46) e in Piemonte (-35).

Il problema sono i nuovi nuovi focolai e i ‘casi di rientro’ dall’estero. Tra i primi si segnalano quello in una residenza per anziani a Bologna con 15 casi e quello di Rovereto, in Trentino, con altri 24 positivi dopo i 16 del giorno prima, una situazione che non riguarda più solo il corriere espresso Brt. Tra i casi di rientro invece si registrano due badanti tornate in pullman a Roma dalla Romania – tra i Paesi più colpiti nelle ultime settimane -, che portano a 12 sui 26 odierni nel Lazio gli infetti di ‘importazione’. Nuovo cluster anche in Molise: contagiati 7 venezuelani, 5 dei quali arrivati dalla Serbia. 

Se il governo pensa di prorogare lo stato d’emergenza sanitaria al 31 ottobre, i presidenti di Regione – sei dei quali in campagna elettorale – valutano nuovi provvedimenti per arginare movida e assembramenti. In Campania Vincenzo De Luca ha pronta un’ordinanza per la chiusura dei negozi in cui non si indossano le mascherine. “Sono preoccupatissimo – dice – a settembre con la ripresa delle scuole si rischia la ripresa del contagio e a quel punto si dovrà chiudere tutto”. Il lockdown “può esserci in aree dove si sviluppano focolai – afferma il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri -, ma si tratterebbe di lockdown chirurgici”. Sileri non ritiene il trend preoccupante, ma l’infettivologo Stefano Vella della Cattolica di Roma teme che “se i focolai diventano tanti, i servizi sanitari territoriali potrebbero andare in difficoltà”

Fonte: Ansa

Coronavirus: oltre 100 paesi vogliono far aprire inchiesta

Sono oltre 100 i Paesi che appoggiano una bozza di risoluzione proposta dalla Ue per un’inchiesta indipendente sulle origini del coronavirus: la bozza verrà presentata oggi all’Oms durante la 73ma edizione dell’Assemblea mondiale della sanità, l’organo decisionale dell’Oms, che si tiene tra oggi e domani a Ginevra. Lo riporta la Cnn. Tra i Paesi che chiedono l’inchiesta vi sono anche Russia, India, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Indonesia e ovviamente i 27 Stati Ue. La Cina si è detta disponibile solo ad un’inchiesta dell’Oms, a tempo debito, ovvero superata l’emergenza. Secondo Pechino al momento è «prematuro» avviare un’inchiesta. Il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian ha notato che «la stragrande maggioranza dei Paesi su scala globale crede che la pandemia non sia ancora finita».

Fonte: corriere.it

L’OMS lancia l’allarme su Coronavirus in Africa

Il coronavirus potrebbe uccidere fino a 190.000 persone in Africa solo nel primo anno se le misure di controllo non dovessero funzionare, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Si tratta di una cifra che travolgerebbe il sistema sanitario di gran parte del continente, avverte ancora l’Oms. Matshidiso Moeti, direttrice dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Africa, ha affermato che il contagio nel continente è stato più lento ma il focolaio potrebbe avere una durata maggiore. “Mentre il coronavirus probabilmente in Africa non si diffonderà in modo esponenziale come in altre parti del mondo, potrebbe covare nei punti caldi della trasmissione”, ha detto Moeti.
L’Oms propone quindi un rafforzamento dei sistemi sanitari nei Paesi africani. “Covid-19 potrebbe diventare un appuntamento fisso della nostra vita per i prossimi anni a meno che non venga adottato da molti governi della regione un approccio proattivo.
Dobbiamo testare, rintracciare, isolare e trattare”, ha dichiarato Moeti.

Fonte: Ansa

Arcuri e la Fase 2: “Ora bisogna stare ancora più attenti”

“Da lunedì comincia la cosiddetta fase 2. Dobbiamo essere consapevoli che inizia una sfida che è ancora più difficile”. Lo ha detto il commissario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri. “Da domani inizia il secondo tempo di una partita che non sappiamo quanto durerà e come finirà. Non dobbiamo dimenticarci i sacrifici fatti nel primo tempo e dobbiamo capire che saremo ancor più protagonisti del risultato finale”.

“La relativa libertà che ognuno di noi sta per guadagnare – sottolinea Arcuri – deve essere governata dalla tutela della salute di tutti noi. Da lunedì mattina tutti dovremo immaginare uno scambio ragionevole tra la libertà relativa e la salute assoluta, tra ognuno e tutti. Fino ad oggi noi abbiamo fatto tutti moltissimi sacrifici e di questo dobbiamo essere riconoscenti a tutti gli italiani. Da lunedì chiediamo loro un supplemento di ulteriore responsabilità”.

“Da lunedì i cittadini che vorranno acquistare le mascherine, le troveranno al prezzo massimo di 50 centesimi al netto dell’Iva in 50 mila punti vendita, uno ogni 1.200 abitanti”, ha detto Arcuri. “Dalla metà di maggio – ha sottolineato – i punti vendita diventeranno 100 mila, uno ogni 600 abitanti”. Arcuri ha annunciato di aver sottoscritto un accordo con farmacie, parafarmacie, Confcommercio, Federdistribuzione e Coop per mettere in vendita le mascherine al prezzo fissato dall’ordinanza. “Ieri abbiamo cominciato un dialogo serrato con l’associazione nazionale dei tabaccai con la quale contiamo di sottoscrivere nei prossimi giorni un uguale accordo – ha spiegato – Parliamo di altri 50 mila punti vendita sul nostro territorio”.

Ema avvia valutazione rapida remdesivir – L’Agenzia europea per i farmaci (Ema) ha avviato uno studio di revisione continua dei dati con procedura rapida relativo al farmaco antivirale remdesivir in relazione al trattamento del Covid-19. Si tratta di una procedure di cui l’Ema si avvale per velocizzare la valutazione di un farmaco sperimentale promettente durante un’emergenza di salute pubblica, come l’attuale pandemia. Tuttavia, precisa l’Ema, “è ancora troppo presto per trarre conclusioni sul rapporto rischio-beneficio del farmaco”.

L’avvio dello studio di revisione rapida sull’antivirale remdesivir – nato per contrastare il virus Ebola – precisa l’Ema, “significa che è iniziata la valutazione e non implica che i suoi benefici siano maggiori dei rischi”. Con tale procedura rapida, l’Agenzia potrà valutare i dati man mano che questi saranno disponibili velocizzando così i tempi. Al contrario, la procedura standard per l’autorizzazione di un farmaco prevede che tutti i dati siano presentati già all’inizio del processo di valutazione. La decisione dell’Ema si basa sui risultati preliminari dello studio ‘ACTT’, che suggerisce un effetto benefico del remdesivir nel trattamento dei pazienti ospedalizzati con forme moderate o severe di Covid-19. Anche un altro recente studio cinese ha mostrato evidenze di efficacia del farmaco. L’Ema precisa che valuterà “tutti i dati sul remdesivir, e trarrà delle conclusioni sui benefici e rischi del farmaco il prima possibile”. Sebbene il remdesivir non sia ancora autorizzato nell’Unione europea, mentre il suo uso è stato autorizzato ieri d’urgenza negli Strati Uniti dall’Agenzia statunitense per i farmaci Fda, esso può essere disponibile per i pazienti attraverso gli studi clinici ed i programmi di uso compassionevole attraverso cui i pazienti hanno accesso a farmaci non autorizzati in situazioni di emergenza.

Fonte: Ansa

Von Der Leyen: “Approccio graduale al ritorno in società”

La presentazione delle linee guida per allentare le restrizioni introdotte a seguito del Covid-19 “non è un segnale per togliere oggi le misure di contenimento, ma per fornire una cornice alle decisioni degli Stati membri. In generale raccomandiamo un approccio graduale. Ogni azione deve essere continuamente monitorata”. Così la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, presentando il documento preparato da Commissione e Consiglio europeo per la ripartenza dopo la paralisi da coronavirus.

Fonte: Ansa