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Decreto rilancio: lavoro per dipendenti in casa fino al 31 dicembre 2020

Dl Rilancio: il provvedimento è atteso per lunedì in Aula a Montecitorio, per l’inizio della discussione generale. Il governo dovrebbe porre la fiducia.

Proroga fino al 31 dicembre 2020 del lavoro agile per il 50% dei dipendenti che svolgono attività eseguibili da remoto. Lo prevede un emendamento M5S al decreto Rilancio, riformulato e approvato dalla commissione Bilancio della Camera, che e introduce il “Piano organizzativo del lavoro agile” (POLA), con il quale dal primo gennaio 2021 la percentuale salirà ad almeno il 60%. Si tratta, commenta il ministro Fabiana Dadone, di una “rivoluzione in atto”. Con l’emendamentosi introduce anche l’Osservatorio del lavoro agile “per raccogliere dati e informazioni fondamentali e permettere di programmare al meglio le future politiche organizzative delle Pa e lo sviluppo delle performance di dirigenti e personale”.

Nuovi poteri all’Agcom per bloccare i servizi di telefonia attivati senza consenso degli utenti. Lo prevede un emendamento a firma Brunetta, riformulato e approvato dalla commissione Bilancio della Camera che prevede l’Authority possa “ordinare, anche in via cautelare” la “rimozione di iniziative o attività destinate ai consumatori italiani e diffuse attraverso le reti telematiche o di telecomunicazione che integrano gli estremi di una pratica commerciale scorretta”. I destinatari di questi ordini hanno l’obbligo di inibire” l’uso delle reti che gestiscono “o in relazione alle quali forniscono servizi, al fine di evitare la protrazione di attività pregiudizievole per i consumatori e poste in violazione del Codice del Consumo”. Previste multe fino a 5 milioni “in caso di inottemperanza” degli operatori.

Ok a classi con meno di 15 alunni – Nel prossimo anno scolastico le classi delle elementari potranno avere anche meno di 15 alunni. Un emendamento al Dl Rilancio approvato in commissione prevede una deroga al “numero minimo e massimo di alunni per classe” anche per gli altri livelli di istruzione, qualora fosse necessario per rispettare le regole anti Covid.Previsti anche incarichi temporanei per docenti e personale Ata e la conclusione degli scrutini entro il termine delle lezioni. I contratti a tempo – si legge – si interrompono in caso di sospensione dell’attività in presenza.

Anche i taxi e i servizi di noleggio con conducente (ncc) potranno essere utilizzati per i servizi di linea per il trasporto delle persone. Lo prevede un emendamento al DL Rilancio approvato in commissione Bilancio alla Camera. La deroga è valida fino al 30 giugno 2021.

I voucher per viaggi e vacanze cancellati a causa del Coronavirus fino al 30 settembre saranno validi per 18 mesi, terminati i quali, se non saranno stati utilizzati per altre prenotazioni, daranno diritto al rimborso. Lo stesso vale per i biglietti dei concerti, se non saranno riprogrammati entro un anno e mezzo dalla cancellazione Lo prevedono emendamenti al decreto Rilancio riformulati e approvati dalla commissione Bilancio della Camera. Le norme valgono anche per i voucher viaggi già emessi. I nuovi non avranno bisogno di accettazione da parte del destinatario e potranno essere utilizzati anche dopo la scadenza, a patto che la prenotazione – anche presso un altro operatore dello stesso gruppo – avvenga nei termini dei 18 mesi. I rimborsi sono estesi anche a chi ha interrotto, o salterà, l’anno di studio all’estero.

40 mln a Comuni zone rosse esclusi da fondi – Arrivano 40 milioni nel 2020 per i Comuni più colpiti dall’epidemia del Coronavirus: lo prevede un emendamento al decreto Rilancio approvato dalla commissione Bilancio della Camera. I fondi saranno ripartiti con decreto del ministero dell’Interno e del Mef entro 30 giorni dalla conversione del provvedimento, tenendo conto sia dei Comuni diventati per almeno 15 giorni zona rossa per contenere il contagio, esclusi in un primo momento dal decreto Rilancio, sia di quelli particolarmente colpiti per numero di contagi rispetto agli abitanti, accertati al 30 giugno. L’intento, ha spiegato il viceministro Laura Castelli, è di non escludere Comuni “ad altissimi contagi, pochi, che non sono diventati zona rossa perché poi è diventata zona rossa tutta Italia”.

Ok superbonus 110% anche per seconde case – Via libera all’estensione del superbonus al 110% anche per le seconde case, comprese le villette a schiera ma escluse le abitazioni signorili, ville o castelli. La commissione Bilancio della Camera ha approvato una riformulazione di numerosi emendamenti sul tema, riscrivendo l’intervento: si potrà beneficiare delle agevolazioni al massimo per due unità immobiliari. Rivisti i massimali di spesa agevolabile per gli interventi di efficienza energetica, le misure relative all’utilizzo di biomassa e estensione al teleriscaldamento ma nei comuni montani non in procedura di infrazione Ue.

Anche la ristrutturazione degli spogliatoi delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche potrà usufruire del superbonus al 110%. Lo prevede l’emendamento al decreto Rilancio, riformulato e approvato dalla commissione Bilancio della Camera. L’agevolazione viene estesa anche alle associazioni del terso settore.

Più facile importare mascherine – La Commissione Bilancio alla Camera ha approvato un emendamento al Dl Rilancio per semplificare l’importazione e la validazione delle mascherine chirurgiche e dei dispositivi di protezione individuale. L’obiettivo è “assicurare alle imprese il necessario fabbisogno di mascherine chirurgiche e di dispositivi di protezione individuale e di sostenere la ripresa in sicurezza delle attività produttive” definendo criteri semplificativi per l’importazione, l’immissione in commercio e la validazione dei prodotti, pur assicurando l’efficacia protettiva, “in deroga alle norme vigenti, fino al termine dello stato di emergenza COVID-19”. La norma prevede che i criteri semplificativi per le mascherine chirurgiche vengano stabiliti entro 10 giorni dall’entrata in vigore del Dl Rilancio “da un Comitato tecnico composto da un rappresentante dell’ISS, che lo presiede, un rappresentante designato dalle Regioni, un rappresentante dell’Ente Unico di Accreditamento Nazionale-ACCREDIA, un rappresentante di UNI e un rappresentante degli Organismi Notificati indicato dalle associazioni degli Organismi di valutazione della conformità socie di Accredia. Il supporto amministrativo al Comitato è assicurato dall’ISS”.

200 mln per sicurezza aziende – Per “sostenere ulteriormente la ripresa delle attività produttive in sicurezza delle imprese” in via eccezionale per il 2020, l’Inail utilizza 200 milioni di euro. E’ quanto stabilito di un emendamento al Dl Rilancio approvato in commissione Bilancio alla Camera. I progetti finanziati saranno scelti con un bando.

Ok a emendamento per 6 mln per frontalieri – La commissione Bilancio alla Camera ha approvato un emendamento al Dl Rilancio che riconosce un contributo da 6 milioni in favore dei lavoratori frontalieri, che svolgono la loro attività nei Paesi limitrofi ai confini nazionali, “che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro dal 23 febbraio 2020”.

Congedo genitori fino al 31 agosto – E’ esteso dal 31 luglio al 31 agosto il periodo (che parte dal 5 marzo) per il quale i genitori di bambini fino a 12 anni che siano dipendenti di ditte private possono chiedere un congedo fino a 30 giorni (a testa) al 50% della retribuzione. E’ quanto prevede un emendamento al Dl Rilancio approvato in commissione Bilancio alla Camera.

Centri estivi estesi a fascia 0-16 anni – I progetti per i centri estivi dovranno riguardare la fascia di età da 0 a 16 anni. Lo prevede un emendamento al decreto Rilancio approvato dalla commissione Bilancio della Camera, che estende la fascia di età cui destinare i progetti messi in campo dai Comuni da giugno a settembre, grazie a un finanziamento aggiuntivo di 150 milioni stanziati già con il testo base del decreto. Inizialmente il provvedimento prevedeva progetti destinati alla fascia di età compresa tra 3 e 14 anni.

Ok agli incentivi per le auto euro6 fino a 3.500 euro- Arrivano incentivi fino a 3.500 euro per acquistare un’auto euro 6. La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento Pd al decreto Rilancio, riformulato, che prevede un bonus statale di 1500 euro, se il venditore fa uno sconto di almeno altri 2000 euro, per chi rottama un mezzo vecchio almeno di 10 anni. L’incentivo è dimezzato senza rottamazione. Il bonus vale per gli acquisti tra il primo agosto e il 31 dicembre 2020 di auto con limiti di emissioni tra 61 e 110 grammi a chilometro e con prezzo fino a 40mila euro al netto dell’Iva.

Ok a taxi e ncc per i servizi di linea – Anche i taxi e i servizi di noleggio con conducente (ncc) potranno essere utilizzati per i servizi di linea per il trasporto delle persone. Lo prevede un emendamento al DL Rilancio approvato in commissione Bilancio alla Camera. La deroga è valida fino al 30 giugno 2021.

Fonte: Ansa

Economia: 495 mila domande inviate dalle banche al fondo di garanzia

Le domande inviate dalle banche al Fondo di Garanzia, al 3 giugno, sono divenute 495 mila, per oltre 23 miliardi di finanziamenti richiesti, di cui, fino a 25 mila Euro, 450 mila domande, per oltre 9 miliardi di euro di finanziamenti richiesti. E’ quanto afferma l’Abi secondo cui le domande di moratorie sui prestiti sono cresciute a ben 260 miliardi di Euro “con ampissimo livello di accoglimento”. L’Abi sottolinea “che questi sono i dati pubblici più aggiornati che rappresentano risultati continuamente in crescita”

Fonte: Ansa

Apre l’Unione delle Camere di Commercio, Industria e Agricoltura del Senegal: Rappresentante per l’Italia è l’avvocato Angelo Melone

Apre la Rappresentanza per l’Italia dell’Unione delle Camere di Commercio, Industria ed Agricoltura del Senegal. A guidarla è stato nominato l’avvocato napoletano Angelo Melone.
L’ente, che ha sede presso presso gli uffici della “Angelo Melone International Consulting” in Piazza Bovio 8 a Napoli, ha l’obiettivo di avvicinare l’economia senegalese a quella italiana, favorendo e intensificando la cooperazione economica nel settore commerciale, agricolo ed industriale in maniera da proporsi come porta d’ingresso nel mercato del Paese africano, che sta vivendo un momento molto vitale del proprio sviluppo con tassi di crescita negli ultimi anni attorno al 7% e in forma continuativa, quindi una crescita strutturale.“Siamo felici – afferma Melone – del fatto che l’Unione delle Camere di Commercio, Industria ed Agricoltura del Senegal abbia ritenuto opportuno, di concerto con la Presidenza della Repubblica senegalese,  aprire una sede in Italia e abbia scelto a tal proposito la città di Napoli”.
La missione della Rappresentanza è contribuire allo sviluppo dei rapporti di cooperazione e di interscambio economico per realizzare iniziative volte ad agevolare l’accesso delle imprese italiane in Senegal e viceversa, promuovendo contatti per la conclusione di affari e svolgendo un’intensa azione d’informazione e comunicazione sul territorio nazionale, con particolare attenzione alla Campania ed al Sud Italia. La Rappresentanza conta inoltre su una consolidata rete di rapporti con i principali operatori del mondo commerciale, industriale, agricolo e politico del Paese africano.  “I rapporti politici bilaterali fra Italia e Senegal – spiega Angelo Melone – sono tradizionalmente eccellenti e in fase di consolidamento sul piano politico, culturale, economico e della cooperazione allo sviluppo. Ciò anche in virtù della presenza in Italia di una delle maggiori comunità senegalesi in Europa. Il piano di sviluppo “Plan Sénégal Emergent”, lanciato nel 2014, si pone l’ambizioso obiettivo di far raggiungere al Paese lo status di economia emergente entro il 2035, grazie alla trasformazione strutturale del tessuto economico attraverso il consolidamento della crescita e lo sviluppo di nuovi settori produttivi. Non a caso – conclude Melone – il Paese ha guadagnato ben 57 posizioni nella classifica “Doing Business” dal 2014 ad oggi, e anche SACE ha indicato il Senegal tra i paesi più promettenti per le esportazioni italiane”.

Misure economiche: altri 600 euro per le partite Iva

Il Consiglio dei Ministri, dopo intense ed interminabili settimane di alacre lavoro, ha emanato il cosiddetto “Decreto Rilancio” che mette sul piatto ben 55 miliardi di euro per fornire un nuovo impulso all’economia italiana, fiaccata e depressa a causa dell’emergenza sanitaria che ha sconvolto il Paese.
Lo Stato, come ha ammesso il Premier Giuseppe Conte in conferenza stampa, è conscio della drammaticità della situazione e non è insensibile al grido di dolore del popolo; viene tesa dunque una mano per provare a rialzarsi e guardare nuovamente all’avvenire con più fiducia.

Aiuti importanti sono stati previsti anche per i lavoratori autonomi. In particolare è stato confermato il bonus da 600 euro per il mese di aprile a chi ne ha già beneficiato a marzo. Per ottenerli non occorrerà effettuare alcuna domanda: il bonifico verrà erogato in automatico. Quando? Non esiste una data certa, anche se Conte ha dichiarato che ciò avverrà in tempi brevi.

  • Liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020.
  • Co.co.co (lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa) iscritti alla Gestione Separata dell’INPS.
  • Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO.
  • Lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali.
  • Lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020.
  • Operai agricoli a tempo determinato (in questo caso il bonus sarà da 500 euro).
  • Lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo.
  • Lavoratori intermittenti che abbiano prestato la propria attività per almeno 30 giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020.
  • Lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali.
  • Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo che hanno i requisiti di cui all’art. 38 del decreto legge del 17 marzo 2020 del 2020 n. 18, convertito con modificazioni nelle legge 24 aprile 2020 n. 27, è erogata una indennità di 600 euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio 2020; la medesima indennità viene erogata per le predette mensilità anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro.
  • Incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

CHI NON AVRA’ DIRITTO AL BONUS DA 600 EURO DI APRILE?

  • Chi è già titolare di pensione.
  • Chi è già iscritto ad altre casse previdenziali obbligatorie.

COME FARE LA DOMANDA PER IL BONUS DA 600 EURO DI APRILE? 

Non serve fare nessuna domanda. Il bonifico bancario verrà effettuato in automatico. Chi ha già ricevuto i 600 euro per il mese di marzo, li riceverà anche per aprile senza fare nulla.

Fonte: oasport.it

Economia: 21 milioni di persone in difficoltà

Circa 21 milioni di persone stanno vivendo questo momento di emergenza con serie difficoltà economiche, di cui la metà (oltre 10 milioni) con un reddito quasi nullo. E’ quanto emerge da una ricerca dell’Università della Tuscia che calcola: esistono almeno 3 milioni di persone che non dichiarano reddito al fisco e che difficilmente ora possono guadagnare un minimo per il sostentamento; oltre 18 milioni di persone con redditi inferiori a 15 mila euro, di cui 7,6 milioni con meno di 6 mila, cioè 500 euro lordi mensili.

Il blocco, pur se temporaneo, delle attività produttive per l’emergenza Covid-19 ha generato “per 3,7 milioni di lavoratori il venir meno dell’unica fonte di reddito familiare”. E a pagare il prezzo più alto, secondo la Fondazione studi dei consulenti del lavoro, vi son le coppie con figli (un milione 377.000, 37%) e i genitori ‘single’ (439.000, 12%), circostanza allarmante, scrivono, se si considera che “ben il 47,7% degli occupati dipendenti dei settori interessati dal ‘lockdown’ guadagnava meno di 1.250 euro mensili”, mentre “il 24,2% si trova addirittura sotto la soglia dei 1.000 euro”.

 Tutti i sostegni al reddito, dalla cassa integrazione ai congedi speciali, coperti fino a giugno. Introduzione del reddito di emergenza e conferma del bonus per gli autonomi che potrebbe salire anche oltre gli 800 euro. E’ questo, secondo quanto si apprende, lo schema cui sta lavorando il governo per il prossimo decreto di aprile per fronteggiare i danni economici del Coronavirus. In questi giorni si susseguono le riunioni per mettere a punto le misure e arrivare a varare il decreto entro fine mese. 

Fonte: Ansa

400 miliardi di euro per macro e micro imprese, ma gli scenari futuri sono da brividi ?

Lo scenario internazionale è dominato dall’emergenza sanitaria. Le necessarie misure di contenimento del Covid-19 stanno causando uno shock generalizzato, senza precedenti storici, che coinvolge sia l’offerta sia la domanda”. Lo ribadisce l’Istat nella nota mensile, confermando in sostanza quanto già preannunciato in occasione delle valutazioni dell’Istituto sul dl ‘Cura Italia’.

L’intensità della crisi innescata dal Coronavirus stando ai giudizi di famiglie e imprese, già a marzo, risulta più profonda delle precedenti, andando anche oltre ai minimi del 2008. E’ quanto emerge dal grafico riportato nella nota dell’Istat sull’andamento dell’economia Italiana, accompagnata da un primo approfondimento dell’impatto del Covid-19.

In uno scenario “caratterizzato dall’estensione delle misure restrittive anche ai mesi di maggio e giugno, la riduzione dei consumi sarebbe del 9,9%, con una contrazione complessiva del valore aggiunto pari al 4,5%”. Così l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana, con le prime previsioni sull’impatto del Coronavirus. La limitazione delle attività produttive fino alla fine di aprile determinerebbe invece, su base annua, “una riduzione dei consumi finali pari al 4,1%”, si spiega.

“Le misure volte a limitare il contagio da Covid-19 hanno portato, nelle ultime settimane, alla progressiva chiusura, parziale o totale, di un elevato numero di attività produttive”. Lo rileva l’Istat, spiegando che, sulla base dei dati di contabilità nazionale riferiti al totale delle attività economiche e inclusive della componente dell’economia non osservata, “la limitazione delle attività produttive coinvolgerebbe il 34,0% della produzione”, quindi oltre un terzo, e “il 27,1% del valore aggiunto”.

“Seppure limitate nel tempo e ristrette a un sottoinsieme di settori di attività economica”, le misure prese per il contenimento del Coronavirus “sono in grado di generare uno shock rilevante e diffuso sull’intero sistema produttivo”. Così l’Istat nella nota mensile che dedica un focus all’emergenza Coronavirus. Infatti, spiega, “oltre agli effetti diretti connessi alla sospensione dell’attività nei settori coinvolti nei provvedimenti, il sistema produttivo subirebbe anche gli effetti indiretti legati alle relazioni intersettoriali”.

Forte incremento degli acquisti di alimentari nella grande distribuzione e del commercio online in epoca di coronavirus. Secondo i dati diffusi dall’Istat, a febbraio l’aumento più significativo a livello tendenziale delle vendite è stato registrato dalla grande distribuzione, in crescita dell’8,4%, e quella che cresce con la maggiore intensità in questo segmento è la vendita dei beni alimentari salita del +9,9% rispetto a un anno prima. Quanto invece alle imprese operanti su piccole dimensioni il valore delle vendite è aumentato del 3,3%.

 Rispetto a febbraio 2019, le vendite al di fuori dei negozi calano dello 0,1% mentre è in crescita sostenuta il commercio elettronico (+15,3%).
    Per quanto riguarda invece la grande distribuzione, a febbraio scorso si sono avuti aumenti tendenziali del 9,9% delle vendite nei supermercati, del 9,6% di quelle nei discount alimentari e dell’8,7% negli ipermercati. 

A febbraio 2020 si stima, per le vendite al dettaglio, una aumento mensile dello 0,8% in valore e dello 0,9% in volume. Lo rileva l’Istat precisando che sono in aumento sia le vendite dei beni alimentari (+1,1% in valore e +1,2% in volume), sia quelle dei beni non alimentari (+0,5% in valore). Su base tendenziale, a febbraio, si registra una crescita del 5,7% in valore e del 5,8% in volume. Per l’Istat gli indici risentono di quanto accaduto a partire dalla fine del mese, quando la diffusione del Covid-19 ha presumibilmente provocato una crescita degli acquisti in alcuni settori.

Fonte: Ansa

Conte: “No al MES, si ai coronabond. Ecco 750 miliardi di euro per l’Italia”

 Un “bazooka” da 750 miliardi in totale per le imprese: 200 miliardi di garanzie sui prestiti e 200 miliardi per l’export si sommano ai 350 già previsti, con l’arrivo di una copertura fino al 100% per prestiti fino a 800mila euro. Il rinvio delle scadenze fiscali per le aziende danneggiate dalla crisi. Il rafforzamento del golden power, lo scudo per tutelare le aziende italiane da scalate ostili. Il rinvio all’autunno di elezioni regionali e comunali. La chiusura dei tribunali fino al 3 maggio. Ecco le misure che compongono il nuovo “decretone” varato oggi dal governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

“Con il decreto appena approvato diamo liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle nostre imprese, 200 per il mercato interno, altri 200 per potenziare il mercato dell’export. E’ una potenza di fuoco“. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo il Cdm.

“Abbiamo deliberato la sospensione di vari pagamenti fiscali e contributi e ritenute anche per i mesi di aprile e maggio”.

“Abbiamo adottato uno strumento molto efficace per tutelare tutte le imprese che svolgono una qualche attività di rilievo strategico. Attraverso il potenziamento del golden power potremo controllare operazioni societarie e scalate ostili non solo nei settori tradizionali, ma in quelli assicurativo, creditizio, finanziario, acqua, salute, sicurezza. E’ uno strumento che ci consentirà di intervenire nel caso ci siano acquisizioni di partecipazioni appena superiori al 10% all’interno dell’Ue”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo il Cdm.

“Lo Stato offrirà una garanzia perché i prestiti avvengano in modo celere, spedito. Potenzieremo il fondo centrale di garanzia per le pmi e aggiungiamo il finanziamento dello Stato attraverso Sace, che resta nel perimetro di Cassa depositi e prestiti, per le piccole e medie e grandi aziende”.

“Quando tutto sarà finito ci sarà una nuova primavera, presto raccoglieremo i frutti di questi sacrifici”. 
“Sarebbe irresponsabile andare in giro e allentare la fiducia e la responsabilità” a Pasqua, afferma il premier. “Pasqua significa passaggio dalla schiavitù e anche riscatto: speriamo che possa portarci questa libertà. Io vivo questa festività con fede, come redenzione. Speriamo che in una versione più laica sia un passaggio verso un definitivo riscatto”.

“Stiamo lavorando per un intervento molto più corposo da realizzare già questo mese, con un approccio sistemico per tutte le categorie in sofferenza. Questa è un’emergenza non solo sanitaria, ma economia e sociale ad un tempo. Il dl aprile conterrà strumenti di protezione sociale, sostegno alle famiglie e ai lavoratori, soprattutto quelli più in difficoltà”, afferma il premier.

Mes no, Eurobond sicuramente sì. Il Mes è assolutamente inadeguato, gli Eurobond invece sono la soluzione, una risposta seria, efficace, adeguata all’emergenza. Su questo io e Gualtieri siamo pienamente d’accordo anche se qualche retroscenista a volte descrive posizioni differenziate”.

Rispondere alle domande sulla mancata zona rossa ad Alzano e Nembro “non l’ho fatto per polemica e non voglio ricercare le responsabilità di altri. Ho bisogno della collaborazione di tutti, governatori e sindaci. Mi è stato chiesto se il governatore della Lombardia poteva assumere ordinanze più restrittive e abbiamo risposto che non abbiamo impedito di farlo, lo hanno fatto altri governatori. Non voglio imputare o scaricare responsabilità”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Il governo ha varato “un intervento senza precedenti” con una “imponente mobilitazione di risorse pubbliche” per dare “una garanzia poderosa per preservare il nostro sistema produttivo a superare questo momento difficile e potersi rilanciare”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in conferenza stampa al termine del Cdm spiegando che col decreto di aprile ci saranno “30 miliardi a sostegno di queste garanzie”.

“Mettiamo in campo 200 miliardi di garanzia per prestiti fino al 90% garantiti dallo Stato senza limiti di fatturato, per imprese di tutti i tipi. Potranno arrivare al 25% del fatturato delle imprese o al doppio del costo del personale con un sistema di erogazione molto semplice e diretto al sistema bancario, attraverso Sace, con condizionalità limitate tra cui quella di non poter erogare dividendi”, ha affermato Gualtieri.

“Abbiamo pensato due possibili opzioni che permetteranno di fare gli esami secondo i reali apprendimenti anche grazie al lavoro sulla didattica a distanza. Abbiamo messo in sicurezza l’anno scolastico. Non si può però assolutamente parlare di sei politico: sono categorie vetuste, la valutazione guarda alla crescita e maturazione dello studente, che è messo al centro. Se ci saranno apprendimenti da recuperare, li recupereranno a settembre”. Lo dice il ministro della Scuola Lucia Azzolina in conferenza stampa.

“Non riusciamo ad aggiornare le graduatorie di istituto e questo è dovuto a procedure vetuste: non riusciamo a portare avanti le domande cartacee. Chiedo scusa io a tutti i precari, li aggiorneremo l’anno prossimo con procedura digitalizzata”, afferma Azzolina.

450 mln a commissario per misure anti-Coronavirus – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha deliberato l’assegnazione di 450 milioni di euro al Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Lo si legge nel comunicato stampa del Cdm. I fondi saranno gestiti dal commissario Domenico Arcuri a norma di quanto stabilito dal decreto legge del 17 marzo scorso.

Rinvio amministrative non varato in Cdm – “Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di stampa, il rinvio delle elezioni regionali e comunali e di quelle suppletive per il Senato, previste per questa primavera, non rientra tra le norme approvate dal Consiglio dei ministri”. Lo affermano fonti di Palazzo Chigi.

 La garanzia di Sace coprirà tra il 70% e il 90% dei prestiti, secondo le dimensioni dell’impresa: per quelle con meno di 5.000 dipendenti in Italia e fatturato sotto 1,5 miliardi la garanzia sarà al 90% e con procedura semplificata; scenderà all’80% per imprese con oltre 5.000 dipendenti e fatturato fra 1,5 e 5 miliardi e al 70% per chi ha fatturato sopra i 5 miliardi. E’ lo schema contenuto nel decreto imprese che vincola la garanzia allo stop ai dividenti per 12 mesi alla destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attività produttive in Italia. 

Fonte: Ansa

Nuove regole per famiglie ? Probabile assegno fino a 160 euro al mese

“Dobbiamo andare a consolidare e dare risposte, anche di prospettiva e di tenuta, per le famiglie che rappresentano l’ossatura sociale fondamentale nel nostro paese”. È quanto ha affermato il ministro per le Pari Opportunità e per la Famiglia, Elena Bonetti, intervenuta questa mattina in collegamento web sui canali social del Forum delle Associazioni Familiari, in un colloquio con il presidente nazionale del Forum, Gigi De Palo. Tra i temi affrontati quello dell’assegno per i figli e dei suoi requisiti, ma anche il tema delle adozioni internazionali. Al ministro, il presidente del Forum De Palo ha chiesto “semplificazione e concretezza”. “Mai come in questo periodo ce n’è bisogno – ha spiegato De Palo -. Ci piace la proposta dell’assegno. A noi farebbe piacere se l’Italia facesse l’assegno universale durante il coronavirus: non in questi decreti emergenziali, ma in una ipotetica prossima legge di bilancio che andrà fatta comunque. Auspico che ci sia il coraggio di mettere le risorse”.  La proposta di un assegno straordinario per rispondere all’emergenza, infatti, rappresenta per il ministro Bonetti “una misura davvero necessaria per dare alle famiglie italiane con i figli una prospettiva temporale di supporto perché alle famiglie noi chiederemo una capacità straordinaria di riorganizzare la vita sociale, relazionale, comunitaria e lavorativa”. Il ministro ha chiarito che non si tratta “dell’assegno definitivo a cui stiamo guardando tutti – ha aggiunto -. È una prima misura straordinaria messa in campo subito e quindi deve essere fatta nel modo più semplice e fruibile di cui siamo capaci”. Risorse, ha aggiunto Bonetti, che rappresentano un investimento sul futuro. “Sono risorse a debito – ha specificato il ministro -, che pagheranno esattamente i nostri figli nel loro futuro. Risorse che mettiamo in campo per il loro presente e anche per il loro futuro”. Alla domanda sulla possibilità di staccare l’assegno dall’Isee, che in ogni caso riguarda le dichiarazioni dei redditi del 2019 e non l’attuale situazione d’emergenza, il ministro ha ribadito: “Ho fortemente insistito sulla caratteristica di universalità rispetto ai sostegni e alle politiche per le famiglie per quanto riguarda in particolare l’assegno – ha aggiunto Bonetti -. È pur vero che c’è una giustizia sociale a cui siamo tutti chiamati che in qualche modo ci dice che non possiamo fare parti uguali tra disuguali”. L’ipotesi allo studio, quindi, è quella di individuare diverse fasce. “Dai dati Istat il 93% dei minori sono in nuclei familiari che hanno un Isee sotto i 40 mila euro – ha spiegato Bonetti -. L’idea è quella di dare 160 euro sotto i 7 mila euro, 120 euro tra i 7 e i 40 mila euro, infine 80 euro al mese per figlio sopra i 40 mila euro. Ovviamente con gli opportuni correttivi che possono essere fatti in fase di scrittura della misura”. Il limite dei 14 anni su cui si sta ragionando è dovuto in parte alle risorse disponibili, ha chiarito il ministro. “Nella proposta definitiva dell’assegno universale l’età riguarderà tutti i minori, ma in questo momento è fino a 14 anni perché questo va a coincidere con l’esigenza che le famiglie avranno di custodia dei minori, perché fino a 14 anni è l’età in cui i minori devono avere una presenza adulta accanto – ha spiegato il ministro -. C’è un tema anche di risorse: è chiaro che se si dovessero evidenziare spazi per andare fino ai 18 anni sono la prima ad allargare la misura”. L’obiettivo, ha aggiunto ancora il ministro, è quello di andare comunque nella direzione di misure più strutturali a sostegno delle famiglie, come il “Family Act” che per Bonetti è “previsto e pronto” e che “riorganizza tutte le misure, consolidando l’assegno universale, introducendo sostegno economico per tutte le spese di carattere educativo e di crescita per i figli, riorganizzando e incentivando il lavoro femminile ma nello stesso tempo individuando forme di congedo e modalità di lavoro e anche strumenti concreti per l’accompagnamento all’autonomia dei giovani”.  Il ministro, infine, è intervenuto anche sul tema delle adozioni, altro fronte colpito dall’emergenza coronavirus. “In questo momento di blocco fisico tra gli stati è chiaro che è un settore che rischia di andare in sofferenza”, ha spiegato Bonetti. Tuttavia, qualcosa si sta muovendo in materia di rimborsi. “Stiamo andando avanti – ha spiegato il ministro -: abbiamo sbloccato i rimborsi e siamo quasi in fase conclusiva sui rimborsi 2018 e 2019”. Il ministro ha inoltre affermato di essere al lavoro “su un aumento abbastanza significativo della cifra di rimborso da dare ai nuclei familiari – ha aggiunto -. Anche gli enti accreditati che si occupano di adozioni mi hanno rappresentato una fatica. Stiamo cercando di provare a dare una risposta anche a questa difficoltà

Fonte: redattoresociale.it

Buoni spesa per i più poveri, ecco la manovra del governo per il periodo del Coronavirus

Buoni spesa, pacchi di cibo consegnati dai volontari e donazioni dei privati. L’ordinanza per la “solidarietà alimentare” verso quelle migliaia di italiani che per colpa dell’emergenza coronavirus non riescono più a fare la spesa – perché o non hanno più lo stipendio o lavoravano in nero e dunque per lo Stato sono fantasmi – prende corpo dopo una lunga giornata di trattative tra l’Anci e il governo per fare in modo che nessuno rimanga escluso e che, soprattutto, la ripartizione dei fondi – comunque pochi secondo la stessa Associazione dei comuni italiani – rispetti davvero le esigenze dei territori. “Non vogliamo lasciare nessuno da solo e abbandonato a se stesso, siamo tutti nella stessa barca” aveva sottolineato il premier Giuseppe Conte annunciando sabato sera la misura, che dovrebbe essere in vigore già da lunedì. E così dovrebbe essere visto che il provvedimento è alla Ragioneria di Stato per la bollinatura anche se l’Anci già dice che servirebbe almeno un miliardo, perché i 400 milioni bastano si e no fino al 15 aprile. “C’è un contributo che viene dato ai Comuni e la possibilità di aggiungere donazioni per la solidarietà – ha spiegato il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli in conferenza Stampa – Si tratta di buoni spesa per derrate alimentari e la gestione sarà a cura dei servizi sociali”.

Ma come avverrà la distribuzione? I 400 milioni potranno essere utilizzati dai Comuni in due modi: o attraverso dei buoni spesa per l’acquisto di generi alimentari presso una serie di esercizi commerciali contenuti in un elenco pubblicato da ogni amministrazione, oppure per comprare direttamente generi alimentari i prodotti di prima necessità. Sul valore dei buoni spesa è ancora in corso tra i tecnici dell’Anci la definizione dei criteri che dovranno poi definire sia l’importo sia la quantità assegnabile ad ogni nucleo familiare. A distribuire i pacchi spesa, come ha detto Borrelli, saranno invece i volontari appartenenti al terzo settore. Ai beni distribuiti dallo Stato si aggiungeranno poi le eventuali donazioni dei privati. Ad individuare la platea dei beneficiari saranno invece i servizi sociali di ogni singolo Comune, che dovranno selezionare tra “i nuclei familiari più esposti agli effetti economici” e tra quelli “in stato di bisogno”, per soddisfare “le necessità più urgenti”. L’ordinanza prevede che prioritariamente debbano essere aiutare quelle famiglie che non percepiscono già “un sostegno pubblico”: dunque prima chi non riceve già il reddito di cittadinanza o altri aiuti come il reddito d’inclusione. 

”L’emergenza alimentare e’ un tema serissimo, per questo dico che alla drammaticita’ del tema deve corrispondere la serieta’ delle misure’. Il ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova torna a chiedere una ‘regia nazionale’, un coordinamento centralizzato ‘perche’ non tutto si puo’ scaricare sulle spalle dei Comuni e puo’ essere affrontato e risolto con i soli buoni pasto. Non dobbiamo -dice- perdere tempo in sindromi da annuncite’.

Fonte: Ansa