Archivio Categoria: Economia

Sviluppare la performance delle Società partecipate convegno all’Unione industriali Napoli con focus sul trasporto pubblico locale

Società partecipate e trasporto pubblico locale: se ne discute giovedì 20 febbraio (ore 15) all’Unione industriali Napoli nel corso di un seminario promosso da Osservatorio italiano sulle partecipate pubbliche, Lupt (Centro interdipartimentale dell’Università Federico II di Napoli) e la società Iniziativa – Finanza e innovazione dal titolo: Sviluppare la performance delle società partecipate. Una sfida per il sistema Italia. Nel corso dell’incontro saranno presentati i primi risultati dell’Osservatorio
sulle Partecipate Pubbliche, struttura nata per fare chiarezza all’interno delle società partecipate dalla Pubblica amministrazione, tema di grande attualità, e con l’obiettivo ultimo di generare dinamiche evolutive strutturate che favoriscano le Amministrazioni ad accrescere il benessere sociale mediante l’erogazione di servizi efficaci ed efficienti, e allo stesso tempo a gestire razionalmente i fondi pubblici.

Aprono i lavori Vito Grassi (presidente Unione Industriali Napoli), e Guglielmo Trupiano (Centro Interdipartimentale L.U.P.T. – Università degli Studi di Napoli Federico II). Interventi di Riccardo Mercurio (Università degli Studi di Napoli Federico II), Ivo Allegro (Iniziativa), Raul Nacamulli (Università degli Studi di Milano Bicocca), Maurizio Decastri (Università degli Studi di Roma Tor Vergata), Marcello Martinez (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli). E’ previsto inoltre un focus sul settore del Trasporto Pubblico Locale con Stefano Consiglio (Università degli Studi di Napoli Federico II), Melina Nappi (Iniziativa), Umberto De Gregorio (presidente Ente Autonomo Volturno),  Ivana Paniccia (Autorità di Regolazione dei Trasporti), Giuseppe Proto (Arriva Italia). Conclusioni a cura del professor Riccardo Mercurio). Modera il giornalista economico Enzo Agliardi.

Resistere alla tentazione dello shopping per una settimana potrebbe far guadagnare fino a 534£, secondo un’analisi di eToro

Secondo una ricerca fatta da eToro, piattaforma di investimenti multi-asset, gli shopping addicted potrebbero ritrovarsi qualche centinaio di sterline in più nelle loro tasche, investendo solo una parte dei soldi che normalmente spendono per comprare vestiti e scarpe nuove.

In occasione dell’inizio della London Fashion Week, eToro ha condotto una ricerca per scoprire quanto sarebbe possibile guadagnare investendo nei marchi di moda di lusso preferiti, piuttosto che acquistarne i prodotti. Secondo l’Office for National Statistics nel Regno Unito ogni famiglia spende, mediamente, circa 44,90£ a settimana – 2.340£ l’anno – per acquistare scarpe e vestiti. Se gli acquirenti avessero invece investito, 5 anni fa, quelle 45£ per acquistare azioni di BooHoo, rivenditore online molto popolare tra i ventenni, si ritroverebbero con un tesoretto di 579,21£, con un enorme profitto di 534£.

Allo stesso modo, se qualcuno avesse investito quelle 45£ in JD Sports, avrebbe oggi azioni per un valore di 384£, con un profitto di 338£. Abbastanza per acquistare quasi quattro paia di scarpe da ginnastica Nike Air Force

La ricerca di eToro evidenzia anche come i fashion addicted avrebbero fatto soldi investendo le 45£ in altri marchi di moda:

  • Adidas (profitto di 384£ dopo 5 anni)
  • Kering, collegato ai brand di moda di lusso Gucci e Alexander McQueen (160£ di profitto dopo 5 anni)
  • LMVH, collegato a Luis Vitton (93£ di profitto dopo 5 anni)
  • Nike (52£ di profitto dopo 5 anni)
  • ASOS, il celebre rivenditore di moda (6£ di profitto dopo 5 anni)

Iqbal V. Gandham, Managing Director di eToro UK, ha dichiarato: “Se si chiedesse a qualsiasi investitore di successo il proprio segreto, direbbe che la cosa migliore è investire nelle società che si conoscono e per le quali si ha una passione. Che siano brand di moda, sport o tecnologia, si ha molta più probabilità di ottenere profitti se si investe in brand che si ama.

La nostra ricerca dimostra che è possibile ottenere profitti – anche importanti – con BooHoo, investendo il prezzo di un abito per il sabato sera. La prossima volta che sei intenzionato a regalarti un nuovo paio di scarpe su JD Sports o una nuova borsa di Gucci, perché non ti fermi un secondo a riflettere se non sia il caso anche di investire nel brand? Potrebbe essere decisamente vantaggioso nel lungo periodo.

Il mercato globale della moda ha l’enorme valore di 1,4 trilioni di sterline. Ciò significa che si tratta di un settore che offre molte opportunità di investimento. Inoltre, il settore moda è ricco di brand celeberrimi, cosa che facilita molto gli aspiranti investitori che desiderano fare ricerche e studiare prima di investire. Chi ama la moda, prima di spendere i propri soldi per comprare vestiti, dovrebbe prima valutare la possibilità di investirli.

Tuttavia, ci possono essere anche investimenti sbagliati: se le 45£ fossero state investite in Ted Baker, il marchio di moda più performante secondo le analisi di eToro, dopo 5 anni si sarebbero ritrovati con solo 5,37£.

Infattiprosegue Gandhamsebbene investire in aziende che si ama aumenti la possibilità di ottenere profitti, nel mondo degli investimenti non esistono garanzie. Ecco perché è importante assicurarsi di non investire tutte le proprie risorse su un solo asset, e diversificare il portafoglio.

Grazie a eToro è possibile investire in azioni a partire da soli 40£, dal momento che consentiamo un investimento minimo basso e mettiamo a disposizione quote frazionarie di azioni. Con eToro il mondo degli investimenti è accessibile a molte persone.

Oltre a diversificare il proprio portafoglio, è molto importante anche avere pazienza ed attendere, nel lungo periodo, che gli asset sui quali si è deciso di investire ripaghino la fiducia. Contrariamente a quanto si pensi oggi, il mondo degli investimenti è lontano dal concetto di gratificazione istantanea. Pertanto, gli esempi di investimento che abbiamo fatto rappresentano quanto ‘una sofferenza’ a breve termine, consistente nel resistere all’acquisto impulsivo, possa ripagare nel lungo periodo”.

Confindustria: economia meridionale torna a calare

Il Mezzogiorno s’è fermato. Peggio, vede materializzarsi lo spettro (tanto temuto) della recessione, con la poco allettante prospettiva — l’anno prossimo — di ricominciare un’affannosa quanto inutile rincorsa al Centronord che, da par suo, invece, si allontanerà ancora di più. Altro che 2020 anno fatidico del divario colmato, come prevedeva Pasquale Saraceno nel 1972.

Secondo Confindustria e Srm — centro studi del Gruppo Intesa Sanpaolo — dopo 4 anni di crescita, infatti, l’indice sintetico che misura lo stato di salute dell’economia meridionale torna a calare, attestandosi 30 punti al di sotto dei livelli pre-crisi.

«Pesa innanzitutto l’andamento del Pil — rileva l’aggiornamento congiunturale diffuso ieri — che evidenza un indebolimento più intenso proprio nel Sud»: le previsioni per quest’anno indicano uno sconfinamento in territorio negativo (-0,2%) a fronte di una sia pure lieve crescita del Paese (+0,2%) e del Centronord (+0,3).

Peggiora, sempre secondo Confindustria e Srm, «il clima di fiducia delle imprese, specie manifatturiere, che torna a calare»; come si ferma il trend che — fino a non molto tempo fa — fotografava la nascita di nuove aziende.

Segnali di rallentamento, poi, «per gli investimenti che si attestano a -32,3% dal picco del 2008; positivo, di contro, il trend del Credito d’imposta Sud che ha però solo contribuito a limitare i danni».

Decelerazione anche sul versante lavoro. Nonostante i riscontri positivi del terzo trimestre dell’anno, (+1,1 e +0,3% rispettivamente in Campania e Puglia rispetto al periodo al terzo trimestre 2018) «l’andamento resta stagnante, si riducono le ore procapite e aumenta la cassa integrazione. Un terzo dei nuovi assunti nel Mezzogiorno sono a tempo parziale e con titoli di studio inferiori, l’occupazione si riduce tra i laureati. L’emergenza giovanile, inoltre, non accenna a ridursi: risulta impiegato meno di 1 ragazzo su 4».

Anche per l’export, che negli anni scorsi era l’indicatore che aveva tenuto a galla l’economia del Sud, «si assiste a una inversione di tendenza con un andamento altalenante (-2,8% nei primi nove mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018)». Pesano in particolare «la debolezza delle esportazioni nei paesi dell’eurozona (principale mercato delle merci meridionali), le tensioni sui dazi con gli Usa, la flessione delle esportazioni di idrocarburi». Dalla farmaceutica, dall’elettronica e, in misura minore, dall’agroalimentare, «e dalle regioni maggiormente specializzate in tali settori, come Campania e Puglia) vengono i principali segnali positivi. Fra le destinazioni, crescono solo i Paesi europei fuori dall’area euro (Uk e Polonia) e quelli dell’America Centro Meridionale». Aumenta dell’1,8% la spesa dei viaggiatori stranieri nei primi sei mesi del 2019 in Italia (così come il peso della componente internazionale del traffico aeroportuale del Mezzogiorno) «ma ben al di sotto dell’incremento medio nazionale (+6,7%)».

Il rallentamento dell’attività economica meridionale, tornando al dato generale, che si evince anche monitorando il calo degli impieghi creditizi totali (-2,8% nel II semestre del 2019), ed in particolare quelli delle imprese, che toccano un nuovo minimo a giugno scorso, «si somma a una persistente debolezza degli investimenti pubblici, che vedono peraltro ampliarsi il divario con il resto del Paese».

«Il pacchetto di misure dedicate al Mezzogiorno contenuto nella Legge di Bilancio costituisce una prima importante risposta al rischio di avvitare l’economia meridionale in una spirale recessiva difficilmente sostenibile. Ma il rafforzamento strutturale della capacità competitiva dei territori resta un obiettivo imprescindibile: da perseguire mediante l’irrobustimento del tessuto produttivo, il rilancio degli investimenti pubblici e privati, un potenziamento della Pubblica amministrazione a supporto delle imprese».

Fonte: Corrieredelmezzogiorno

OBR CAMPANIA: IMPRESE, ULTIMI GIORNI PER APPROFITTARE DELLE OPPORTUNITA’ OFFERTE DAL CONTO FORMAZIONE TARGATO FONDIMPRESA

Ultimissimi giorni per le imprese campane per accedere alle opportunità del Conto Formazione targato Fondimpresa. Il Conto, dedicato alle aziende iscritte al fondo di formazione interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, consente alle aziende di investire sulle risorse umane a costo zero, accrescendo la propria competitività grazie alla preziosa leva immateriale rappresentata proprio dalle competenze dei dipendenti. Il Conto Formazione è uno strumento flessibile, capace di adattarsi alle esigenze formative delle singole realtà produttive. L’OBR Campania, articolazione territoriale di Fondimpresa, agevola le imprese nell’accesso alle risorse dello strumento, guidandole nella compilazione del Piano Formativo, il progetto che contiene le motivazioni, gli obiettivi e l’articolazione delle azioni formative che l’impresa intende svolgere per soddisfare i fabbisogni di adeguamento o sviluppo delle competenze e delle professionalità dei propri lavoratori. Il Piano formativo ha durata massima di 12 mesi della data di avvio della attività formative e deve esporre il preventivo dei costi da sostenere per la realizzazione delle attività. Inoltre, deve essere condiviso con un accordo sottoscritto dalle rappresentanze delle parti sociali, a livello aziendale, territoriale, o di categoria. Le opportunità offerte dal Conto Formazione (per info: www.obrcampania.it è www.fondimpresa.it) sono state al centro, fra gli altri, degli interventi di un recente appuntamento promosso da Confindustria Benevento – con la collaborazione di Obr Campania e Fondimpresa presso Cosmind srl. Fondimpresa, con il Presidente Bruno Scuotto, ha mostrato le opportunità che il Fondo offre alle aziende aderenti.

Economia: tredicesima in media pari a 956 euro a persona

Per i 13,1 milioni di dipendenti del settore privato (extra agricolo), le tredicesime di fine anno saranno pari a 12,5 miliardi di euro netti (20,9 lordi), con un “importo medio di 956 euro”, sebbene vi sia un’ampia ‘forbice’ fra addetti part time (529 euro) e a tempo pieno (1.192). A calcolarlo l’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro.

La variazione degli stipendi a livello territoriale, nella nostra Penisola, e “la maggiore diffusione del part time nel Meridione” (appannaggio, spiegano i consulenti, in buona parte della platea di occupate, giacché tale “forma di lavoro caratterizza quasi la metà del lavoro femminile, il 46,4%, mentre è pari al 16,2% fra gli uomini”), comportano che la tredicesima media percepita da un dipendente sardo, o da un siciliano (pari a 746 euro) sia inferiore di 210 euro rispetto alla media italiana (-28%), e di 331 euro al confronto con i lavoratori del Nord-Ovest (-44%). La tredicesima mensilità, si ricorda nel rapporto, “è stata introdotta nel 1936 per i soli impiegati del settore industriale, ma si è dovuto attendere il decreto del presidente della Repubblica del 28 luglio 1960 n. 1070 perché il beneficio venisse esteso a tutti i lavoratori”.

Fonte: Ansa

Natale tempo di regali. Gioielli e preziosi nella top ten degli acquisti

Il 12 e 13 dicembre Affide, leader europeo e italiano del credito su stima, organizza due aste speciali con oltre 85 lotti di gioielli per un importo totale base asta € 402.200 e 111 lotti di orologi per un importo totale di € 317.600.

“I diamanti sono i migliori amici delle donne” Marilyn Monroe docet. E poco importa che siano grandi o piccoli – uno dei pochi casi in cui le dimensioni non contano – l’importante è che ci siano. Sempre. Soprattutto a Natale, diamanti, gioielli e preziosi non possono mancare! 

Si stima che a dicembre gli oggetti di valore, tra orologi, anelli, collane e bracciali, vedranno una crescita delle vendite stimata in un +30%, rispetto ai mesi precedenti. Beni di ogni tipologia e costo e non necessariamente nuovi, come conferma uno studio dell’Istituto Bva-Doxa realizzato per Affide, secondo il quale 2 italiani su 10 (17% del campione) li ha acquistati, una o più volte nel corso della vita, usati. Un dato che in alcune regioni, come nel Lazio, sale fino al 22%. Quale la modalità preferita per un acquisto “usato” garantito? Le aste di gioielli e orologi preziosi rappresentano una opzione valida. Il 41% di chi le sceglie lo fa per acquistare un bene di valore a buon prezzo (dato che arriva fino al 48% nel Lazio), il 19% perché si fida del valore reale del bene certificato. È questa in sintesi la fotografia scattata da Affide, azienda leader in Italia e in Europa nel credito su stima, che in occasione di due aste speciali a Roma (il 12 e 13 dicembre) ha raccolto una serie di pezzi unici e introvabili.

196 oggetti, per un valore complessivo di circa 720.000 euro di base d’asta saranno acquistabili a partire dalle ore 16:00 del 12 dicembre, presso la magnifica sala Hermes di Palazzo del Monte a Roma. Pezzi unici e originali per ogni range di costo, come il portasigarette in oro con custodia (base d’asta: 4.500 €), gli orecchini in oro bianco impreziositi da pavè di damanti taglio brillante 12 ct la cui base d’asta è fissata per 4.000 €, per arrivare al pezzo forte della collezione, un solitario montato su un anello di platino con base d’asta €42mila. Il 13 dicembre invece,collezionisti e amateur di orologi potranno trovare inoltre i modelli iconici dei più noti e prestigiosi marchi dell’orologeria tra cui Patek Philippe, Jaeger LeCoultre, Vacheron Constantin, Baume & Mercier, Audemars Piguet e ovviamente gli intramontabili Rolex. Per i modelli in oro la base d’asta supera i diecimila euro come un raro Rolex Cosmograph Daytona con cassa e bracciale in oro che partirà da una base d’asta di 14.000 €.

L’INNOVAZIONE PASSA ANCHE DALL’IMPRENDITORIA FEMMINILE: LOMBARDIA IN POLE POSITION PER DUBAI 2020

di Giulia Asprino

“Saremo a Dubai 2020 con un progetto sulle donne. In ogni singolo intervento, portato avanti da Regione Lombardia, viene posto un accento particolare sul tema dell’imprenditoria femminile e non solo” – dichiara Fabrizio Sala, Vicepresidente di Regione Lombardia, a margine dell’incontro “Il sistema Regione: Lombardia e Lazio a confronto”, presso fondazione Stelline di Milano nel corso di Italia Direzione Nord.

“Collaboreremo con diverse organizzazioni per portare a Dubai il tema Donna”-  aggiunge Sala – “Una fondazione italiana sarà presente all’EXPO 2020 nel padiglione dedicato alle donne. Su questo siamo vincenti.”  Uno, dei tanti traguardi, che conferma la Lombardia in pole position in fatto di innovazione, su tutti i fronti. 

Sono 180 mila, infatti, le imprese femminili lombarde censite dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza e Lodi, su un totale italiano di 1 milione e 340 mila, di cui 65 mila a Milano, 13 mila a Monza e Brianza, 3 mila a Lodi. Dati e numeri che sono in crescita come afferma lo stesso Fabrizio Sala. “Pensiamo, anche, alla presenza femminile nel campo STEAM. Abbiamo collaborato con diverse realtà per raggiungere quest’obiettivo.”

Un obiettivo che contribuisce a rendere ancora più articolato e strutturato il tessuto economico lombardo. Tessuto fatto di piccole e medie imprese che non sono slegate dalle grandi realtà. «Abbiamo approvato un piano triennale da 750 milioni di euro sull’innovazioneprosegue Fabrizio Salae tra le altre cose voglio segnalare un bando dal nome Call Hub. Per poter accedere a questo bando servono 7 soggetti, tra cui almeno una piccola o media impresa e un’ università o un centro di ricerca. La Regione investe poi fino a 5 milioni di euro a fondo perso»

Questo bando è stato vinto da 33 aziende e tra queste ci sono anche progetti molto interessanti. Altro elemento di innovazione è la presenza della connessione 5G. «Già oggi più di 200 start up sono nate a Milano e nei 60 comuni limitrofi proprio grazie al 5G – conclude Fabrizio Sala – Tra due anni consegneremo tramite droni i farmaci urgenti agli ospedali. Mentre già oggi abbiamo ambulanze 5G che fanno il triage direttamente in loco».

Italia, economia: si pagherà solo con carta di credito ?

Una spinta al piano per l’Italia cashless, con una mano tesa ai commercianti che avranno uno sconto sulle commissioni per i Pos e un ampliamento ‘naturale’ dei pagamenti elettronici visto che dal 2020, per ottenere le detrazioni in dichiarazione dei redditi l’anno successivo, si dovrà presentare traccia delle spese con bonifici, carte o bancomat. Comincia a prendere forma il piano per ridurre il contante messo a punto dal governo giallorosso. Il grosso del pacchetto, come stabilito dall’intesa di maggioranza, entrerà in vigore da luglio quando il tetto all’uso del contante scenderà a 2000 euro (per poi arrivare, nel 2022, a 1000) e scatteranno le multe per chi non accetta il Pos. Per venire incontro a commercianti e piccole attività, il governo mette in campo sempre dal 1 luglio anche un credito d’imposta, sul modello dei benzinai.

Si tratta di un credito del 30% delle spese per le commissioni sulle transazioni con carte e bancomat, che potrà essere usato esclusivamente in compensazione, e che sarà concesso a chi ha una attività con ricavi e compensi entro i 400mila euro l’anno. Un “primo passo nella direzione giusta, un segnale tangibile di attenzione alle imprese”, plaude Confesercenti, promuovendo la scelta dell’esecutivo ma chiedendo subito anche l’abolizione delle sanzioni. Mentre Confcommercio, che pure parla di misura “utile”, ricorda che le commissioni valgono circa 1,5 miliardi l’anno e già chiede più risorse.

Lo sconto sui Pos è l’ultima novità del decreto fiscale, che ancora attende la bollinatura finale della Ragioneria generale per essere inviato al Quirinale per la firma. Nelle ultime bozze compaiono anche altri aggiustamenti, dall’Imu sulle trivelle che diventa una vera e propria imposta ad hoc (Impi, imposta immobiliare sulle piattaforme marine) agli acconti per le partite Iva che scendono al 90% quest’anno per passare, a regime, a due versamenti del 50% l’anno. Per coprire la riduzione dell’acconto 2019 (oltre 1,4 miliardi), il prestito per Alitalia che sale a 400 milioni, il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le Pmi (670 milioni) e altri interventi di minore entità (come i 14 milioni aggiuntivi per i seggiolini anti-abbandono) il governo mette mano alle poste non impegnate dei ministeri. Si tratta di poco più di tre miliardi di dotazioni finanziarie che vengono ridotte (non veri e propri tagli), in gran parte a carico del ministero dell’Economia (per quasi 2,9 miliardi). Se il decreto è quasi in dirittura di arrivo (ancora qualche limatura potrebbe essere in corso, nella forma, per la stretta sul carcere per i grandi evasori), per la legge di Bilancio bisognerà invece aspettare ancora.

La manovra “è fortemente redistributiva” e chi dice che ci sono solo nuove tasse dice “il falso”, ha sottolineato il premier Giuseppe Conte, che ha partecipato in Umbria all’evento della coalizione con M5S, Pd e Leu, assente Italia Viva. Sulle nuove tasse “etiche”, dalla sugar alla plastic tax, “siamo aperti a miglioramenti”, dice il viceministro all’Economia Antonio Misiani, precisando però che per metterle in discussione vanno “reperite le coperture”. Per quanto riguarda l’impatto sui cittadini, rassicura l’esponente Dem, nessun rischio stangata come paventato dal leader della Lega Matteo Salvini: il costo delle bottiglie, ad esempio, potrà aumentare “di 2 centesimi per quelle da mezzo litro di acqua minerale e di 3 centesimi per quelle da un litro e mezzo”. Le coperture già trovate servono per finanziare i capisaldi della manovra, dal taglio del cuneo al pacchetto famiglia. Alla causa contribuirà anche la stretta sulle detrazioni che, oltre all’obbligo generalizzato dei pagamenti tracciabili come già avviene per i bonus per le ristrutturazioni edilizie, vedrà una riduzione degli sconti per i redditi sopra i 120mila euro per andare “gradualmente” ad azzerarsi oltre i 240 mila euro. Una sforbiciata, quest’ultima, che riguarderà, secondo i primi calcoli, circa 300mila contribuenti, “meno dell’1%”.

 

 

 

 

 

Fonte: Ansa

Workshop con Alessandra Salimbene a Napoli

VENDERE CON LINKEDIN – dal Personal Branding al Social Selling

La storia della piattaforma LinkedIn è lunga e travagliata: nato come repository di curriculum professionali, si è trasformato nell’alternativa business a Facebook. LinkedIn o si ama o si odia: bisogna comprenderne in modo profondo la logica e le strutture interne per poterne trarre vantaggio. Una volta superato questo ostacolo, però, diventa – soprattutto per chi opera in ambito professionale e b2b – uno strumento potentissimo per la costruzione della propria autorevolezza e per la vendita.

In questo Workshop, la dottoressa Alessandra Salimbene, illustrerà  in modo sintetico, diretto e pratico come trasformare LinkedIn in una piattaforma di vendita efficace, facendo un uso integrato di content e direct marketing.

Il workshop è rivolto a chiunque operi in ambiti business to business, venditori, professionisti, imprenditori e a chi cerca nuovi sbocchi professionali.

La partecipazione è totalmente gratuita e ci si può iscrivere on line a questo indirizzo:
https://www.smau.it/napoli18/schedules/vendere-con-linkedin-dal-personal-branding-al-social-selling-na18/

L’evento il 13 dicembre a Napoli alla Mostra D’Oltremare alle ore 10,00

Economia-Mario Draghi avverte i paesi con un alto debito

Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, avverte nuovamente i paesi “ad alto debito”: non devono aumentarlo ulteriormente, e lo spread in alcuni Paesi – riferimento implicito all’Italia – riflette lo sfida alle regole di bilancio comuni. “La mancanza di consolidamento fiscale nei Paesi ad alto debito aumenta la loro vulnerabilità agli shock, che siano auto-prodotti mettendo in forse le regoledell’Unione monetaria, o importati tramite il contagio. Finora, l’aumento degli spread è stato in gran parte limitato al primo caso e il contagio è stato limitato”.

Anche se i rischi appaiono ancora “bilanciati”, e la frenata della crescita nell’Eurozona è normale e non prelude a una improvvisa interruzione, la Bce – ha detto Draghi – dovrà “monitorare attentamente” i rischi posti dalla ‘guerra dei dazi’ e l’inflazione di base “deve ancora mostrare una tendenza al rialzo convincente”. Un cambio di tono del presidente della Bce, più da ‘colomba’ che nei mesi scorsi, che potrebbe avere ripercussioni sull’addio al Qe programmato a fine dicembre.

Se i dati in arrivo confermeranno la convergenza verso gli obiettivi la Bce procederà come stabilito. Ma “il consiglio ha anche notato che le incertezze sono aumentate” e dunque – ha detto il presidente della Bce allo European Banking Congress a Francoforte – “a dicembre, con le nuove previsioni disponibili, saremo più in grado di fare una piena valutazione”.

 

 

 

 

Fonte: Ansa