BeautyMake up

Alessandra Amabile: dalla passione nata da bambina alla creazione di un’accademia di Make-Up unica nel suo genere

Per Alessandra il make-up non è un insieme di tecniche, né un semplice esercizio di stile: è una disciplina completa, fatta di cultura, etica, impegno e crescita personale. La sua accademia nasce, in provincia di Napoli, proprio con l’obiettivo di formare professionisti consapevoli, capaci di pensare prima ancora di truccare, di comprendere la storia dietro ogni gesto e di portare sul campo un metodo solido, lontano dal “copia e incolla” che domina il web. Un percorso controcorrente, che negli anni l’ha resa un punto di riferimento per chi cerca una formazione autentica e rigorosa.

Alessandra Amabile

Alessandra, come è nata la tua passione per il make-up e cosa ti ha spinto a trasformarla in un percorso professionale e in un’accademia tutta tua?
La mia missione è trasmettere con tutto il cuore la passione per una grande professione, una professione che ha una storia meravigliosa. Il mio obiettivo è formare veri professionisti. So che questa frase è spesso abusata, usata per riempirsi la bocca senza consapevolezza. Per me, però, formare significa creare un percorso a 360°, che non riguarda soltanto il make-up “nudo e crudo”, ma la crescita della persona nella sua interezza: culturale, etica, umana. Sono stata la prima a strutturare un corso che includesse dermatologia, cosmetologia, igiene, disegno e marketing. Voglio che i miei allievi, quando arrivano in un contesto lavorativo, siano riconoscibili dal primo istante: dal buongiorno, dalla cura della postazione, da come comunicano. Oggi questa missione non è semplice, perché il trucco viene spesso banalizzato: un insieme di nozioni superficiali, un “facciamo l’eyeliner, facciamo lo Smoky Eyes, facciamo il fucsia, seguiamo il trend”, mentre la persona nella sua totalità viene ignorata.

Qual è la missione principale della tua accademia e in che modo si distingue dalle altre realtà formative nel settore del make-up?
La mia missione è trasmettere con sincerità e passione il valore di una professione che ha radici profonde. Formare veri professionisti significa andare oltre la tecnica: ho sempre creduto in una formazione completa, non limitata al make-up, ma estesa alla persona e alla sua crescita culturale.Ciò che distingue la mia Accademia dalle altre è il metodo, basato sulla consapevolezza e non sul “copia e incolla”. Le mie allieve non si limitano a guardare una demo per ripeterla senza capirla: devono sapere *perché* fare qualcosa, *quando* farla e con quale logica. Prima ancora delle mani, deve funzionare la testa: progetto, ragionamento, obiettivi chiari e conoscenze solide. Purtroppo, in molti corsi questo non accade: si mostrano demo, si dicono quattro cose, e le ragazze replicano senza elaborare. Io voglio professioniste che pensano, progettano e sanno scegliere. 

Quanto è importante, secondo te, che un make-up artist conosca non solo le tecniche ma anche la storia e l’evoluzione delle tendenze beauty?
La mia Accademia dedica cinque giorni allo studio della storia dell’evoluzione del costume e del make-up. Credo che in ogni settore, se non conosciamo ciò che siamo stati, non possiamo comprendere il presente né progettare il futuro.Per me è impensabile che una ragazza realizzi un eyeliner o una bocca rossa senza sapere che la loro origine affonda negli anni ’50. E non mi limito ai canoni estetici delle epoche: spiego il contesto storico, culturale e sociale, perché i cambiamenti del costume derivano sempre da ciò che accade nella società.Questo approccio culturale le distingue nel mondo del lavoro e dà loro competenze reali. Ovviamente tutto questo funziona se chi mi segue studia davvero: io do il 101%, ma dall’altra parte serve impegno. Oggi, purtroppo, molte ragazze arrivano con l’illusione che bastino quattro tutorial sul web per diventare truccatrici. Io non voglio creare professioniste superficiali e inesperte: ce ne sono già troppe. 

L’accademia forma professionisti pronti a entrare nel mondo del lavoro: quali opportunità e sbocchi concreti offre ai tuoi allievi dopo il percorso formativo?
Molte accademie promettono mari e monti, creando solo illusioni. Io non offro illusioni: offro opportunità concrete. Chi mi segue davvero ha la possibilità di entrare nel mio team e, attraverso il team, vivere esperienze reali nel settore — eventi, sfilate, set, servizi privati.In queste occasioni possono incontrare persone e realtà che aprono porte importanti. Inoltre forniamo linee guida su come gestire i social, costruire un portfolio, contattare le persone giuste, capire a chi proporsi. È un lavoro che richiede intraprendenza. Le opportunità ci sono, ma ognuno è artefice del proprio destino: siamo il risultato delle nostre scelte.

Nel tuo lavoro sei costantemente a contatto con nuove generazioni di studenti: che cosa impari ogni giorno da loro e come riesci a trasmettere la tua esperienza valorizzando la loro creatività?
Il mio pubblico è molto eterogeneo, sia per età che per provenienza culturale e sociale. Dai giovani imparo il loro linguaggio, il loro modo di vedere le cose. Questo mi aiuta a comunicare meglio con loro. Stimolo la loro creatività mettendoli continuamente alla prova: la lezione è interattiva, non è un monologo. Faccio domande, chiedo opinioni, osservo il loro intuito prima di spiegare. È fondamentale allenare il cervello: pensare, dedurre, elaborare. 

Quali sono le sfide principali che hai affrontato nel costruire e far crescere la tua accademia e quali traguardi ti rendono più orgogliosa?
Non ho mai avuto la strada spianata, e questo mi ha sempre spronato. Sono una persona che va controcorrente, che sceglie percorsi impopolari pur mantenendo una certa popolarità. Mi reputo una persona “di nicchia”: non sono per tutti, e lo dico con umiltà. Chi mi sceglie, spesso, non appartiene alla massa — e questa è già una forma di distinzione. I miei traguardi più grandi sono vedere la realizzazione dei tanti professionisti che, partiti da zero, hanno raggiunto i loro obiettivi. Non tutte le ciambelle escono col buco, ma in trent’anni ho formato moltissime persone che oggi lavorano, hanno attività, insegnano. Qualcuno ogni tanto dimentica la gratitudine, e ammetto che lascia l’amaro in bocca, perché considero tutte le mie allieve come figlie professionali. Ma fa parte del gioco.L’altro grande traguardo è essere riconosciuta come punto di riferimento del settore, pur essendo “popolare ma impopolare”. I miei follower non sono numeri costruiti: sono persone reali e realmente interessate. Io ho sempre mantenuto onestà, rispetto e sincerità, e sono questi valori che mi guidano. 

Guardando al futuro, quali sono i tuoi prossimi obiettivi e come immagini l’evoluzione del mondo del make-up e della formazione in questo settore?
Guardando al futuro, mi piacerebbe ampliare l’Accademia, aumentare le ore di formazione, inserire nuove materie e collaborazioni con realtà lavorative. Sogno di creare un grande servizio multidisciplinare — make-up, capelli, styling, photo-ready — capace di rispondere a diverse esigenze professionali.Credo profondamente nella formazione e spero in un cambiamento legislativo che finalmente riconosca la nostra professione, che ad oggi non è tutelata come dovrebbe.

Per info Alessandra Amabile Make Up Academy

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio