INTERVISTA A PIETRO DEL VAGLIO “Il poeta dell’abitare”

Architetto e interior designer di fama mondiale, Pietro si è raccontato ai lettori di Pink Life Magazine.

Ciao Pietro, ci puoi spiegare nello specifico in cosa consiste il tuo lavoro?
“Differentemente da un architetto, che si occupa di creare un volume all’interno di uno spazio io mi occupo della progettazione dello spazio interno. Ascolto ciascun cliente, affinché la casa parli concretamente di lui. La progetto in base al suo immaginario, cercando di seguire un filo conduttore che porti ad un racconto fluido tra i vari ambienti. Ognuno a casa deve sentirsi a proprio agio, che si ottiene attraverso il giusto equilibrio di funzionalità, e benessere psicofisico. Per questo è necessario progettarla attentamente attraverso il giusto mix di luci, cromie, materiali ed elementi decorativi .

Come riesci a farlo ogni volta ? Per queste caratteristiche ti hanno soprannominato il poeta dell’abitare e sei un interior designer di fama mondiale …
Amo viaggiare , non potrei essere stanziale, incontrare culture tra di loro molto diverse mi impone una versatilità elevata che da sempre mi arricchisce. Sicuramente tra le mete Newyork è la più stimolante , anche se personalmente al primo posto metto Londra, che in assoluto mi da più energia e questo continuo dialogo tra storia ,tradizione ed avanguardia mi affascina, mi ci riconosco poiché sono gli elementi basilari di ogni mia progettazione. Partire dalla storia del territorio dove opero per poi trasformarlo in linguaggio contemporaneo. Sono molto rari i momenti in cui non lavoro, trattandosi di attività intellettuale sono sempre connesso con quanto mi circonda.


Quali sono i traguardi maggiori che ricordi della tua carriera?
“Due anni dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Napoli, che ho raggiunto nel 1985, mi sono trasferito a Roma ed ho collaborato con il regista Roberto De Simone per la riapertura del teatro Mercadante di Napoli. Da lì sono seguite altre collaborazioni tra cui quella con Arturo Brachetti . Nel 1991 dopo aver ricevuto a Milano il premio di Young Designer ho aperto a Napoli il mio studio di progettazione d’interni e design e tre anni dopo, nel 1994, ho progettato la poltrona GRACE, esposta, l’anno successivo, al Museo di Architettura e Design di Chicago. Oltre ad aprire un nuovo studio a Firenze, le mie opere sono state esposte nei vari Show Room d’Europa, Mosca, Giappone e Usa ottenendo sempre un grande successo di pubblico e di stampa, il Newyork Time dedicò un bellissimo articolo sulle mie creazioni. Per quanto riguarda la mia carriera di progettista d’interni, è partita subito con clienti di fascia alta tra cui all’epoca la famosa Anna Falchi. Posso dire però che ho iniziato a farmi conoscere maggiormente quando ho deciso di dedicarmi solo ed esclusivamente alla progettazione d’interni, realizzando residenze private e locali pubblici in giro per l’Italia negli Stati Uniti. Tutti questi lavori sono stati raccolti nel volume, pubblicato nel 2006 dalla casa editrice Masso delle Fate, dal titolo Abitare le Emozioni. Altra tappa importante è stata nel 2007, anno in cui ho iniziato a curare due Luxury House progetto di 5000 mq con un imprenditore bulgaro ed in Toscana per il restauro di una magione di circa 2000 mq, che ho raccontato, nel 2011, nel libro Podere Ascianello, pubblicato con la casa editrice Vianello. Sono orgoglioso di essere stato inserito tra i migliori 13 interior designer in Italia ricevendo la definizione di poeta dell’abitare. Il mensile di settore AD mi ha dedicato a giugno scorso la terza copertina per una splendida dimora a Chiaia, sita in Napoli con annesso un bellissimo reportage fotografico. Attualmente ho due studi, uno a Firenze e l’altro Monte di Procida”.


Sappiamo che sei stato immortalato più volte in scatti di uno dei più famosi fotografi dei vip …
“Sì, si tratta di Claudio Porcarelli. L’ho conosciuto negli anni della poltrona Grace, ben 25 anni fa. Una mattina, mentre lasciavo la mia abitazione a Firenze, rimasi colpito dal battage pubblicitario del film cult, Uomini senza donne con Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi, con gli attori fotografati nella mia poltrona. Da lì mi sono informato sul suo conto ed è nata questa bella e duratura collaborazione. Claudio sa leggerti dentro, sa esternare la tua anima, e lui ha fotografato per lo speciale di Oggi su Sanremo 2020 alla sua settantesima edizione il conduttore Amadeus con la poltrona Seven Zero Chair , realizzata per questa copertina da me . Ne sono orgoglioso , e felice.


Ci puoi parlare del tuo ultimo libro? Si intitola Lo Spirito dei Tempi…
“Esatto. L’ho presentato a Sofia, nella più prestigiosa Galleria d’arte. Parla esclusivamente del mio primo grande lavoro in Bulgaria, realizzato ben 10 anni fa e di quanto questa esperienza mi abbia fatto crescere.Il libro è stato scritto da Nicoletta del Buono e Riccardo Bianchi, con le foto di Giorgio Baroni e con la prefazione dell’allora Direttore di Architectural Digest Ettore Mocchetti. E’ disponibile in lingua italiana, bulgara e inglese”.

A cura di Roberto Mallò e Sante Cossentino


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