Fuori Controllo: la nuova mostra di Alfredo Troise

Fuori Controllo è il titolo della mostra che si svolgerà presso Palazzo Allocca a Saviano il 15 Marzo 2019.

Perché fuori Controllo?

É proprio da questo titolo che la kermesse artistica prende nome in correlazione ad uno scompenso neurologico di cui l’Artista che esporrá le proprie creazioni é affetto.

La sindrome di Gilles de la Tourette o semplicemente sindrome di Tourette non molto nota,é un disturbo neuropsicologico ossessivo compulsivo che colpisce l’emisfero sinistro del cervello quello preposto ai freni inibitori,che comporta tic facciali e/o corporali con conseguenziale turpiloquio che costringe l’individuo a l’ incoercibile pulsione a proferire parole scurrili o imbarazzanti,coprolalia o coprassia.

Ed é appunto questo “squilibrio” che l’artista napoletano classe 76 residente ad Arzano periferia difficile situata nella area a nord di Napoli,mette in mostra.

Il suo vomitare dissenso sulle tele,il suo riscatto agognato per troppi anni.
Nelle sue rappresentazioni pittoriche sono raffigurati i mille sguardi e gli innumerevoli volti pregiudizievoli e giudicanti che sin da giovane lo hanno accompagnato nel suo percorso evolutivo ed artistico.
Questo sguardo dicotomico che mette a dura prova l’osservatore costringendolo a riflettere.
Dicono di lui; “Le esposizioni del Troise sono le uniche dove il fruitore oltre a guardare le opere viene a sua volta osservato dalle stesse…”
Ritenuto l’Artista del disagio appunto per il motivo che i suoi lavori raffigurano il pregiudizio ed il preconcetto subito sulla propria pelle,ma che di riflesso quello che vive la società nei confronti di qualsiasi forma di anomalia o diversità.

Le sue forti cromie di colori accesi e le forme sofferenti,lasciano intravedere l’enorme disagio a cui é andato incontro.
Quei sguardi sdegnosi non sempre clementi pronti a redarguire ogni qualvolta si presentasse uno scivolone grammaticale.

Infatti è questo non controllare che rende la pittura del Troise fiera ed originale,senza filtri priva di condizionamenti didattici.
Tralasciando volentieri tecnicismi e regole accademiche,si spinge ad urlare contro le superfici da dipingere tutto il turbamento esistenziale.
È tutto rappresentato in quelle forme affaticate e quei toni accesi. Un paradosso di vita,da una parte il dramma ed il coraggio con cui vive e reagisce ai colpi inferti dalla sua scomoda inquilina,dall’altra la sua grande motivazione artistica e l’ ottimismo innato che lo ha aiutato ad affrontare il tortuoso tragitto,come fosse una forma di espiazione terrena.

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