Archivio Categoria: Fashion

Charles de Vilmorin nominato Direttore Artistico di Rochas

La prima collezione del designer per la Maison francese sarà quella della primavera-estate 2022

Rochas Paris è una storica Maison francese di moda e profumi, riconosciuta nel mondo per il suo spirito di leggerezza e gioia di vivere.

Proprio per questa identità e il suo tocco di libertà e spontaneità, che la contraddistingue in tutta la sua storia, ha scelto, viste le esigenze di cambiamento in atto in tutte le Maison di Oltrealpe, di nominare Charles de Vilmorin a capo della direzione artistica.

Il giovane creatore francese, di appena 24 anni, è già noto agli addetti ai lavori per il suo debutto ad aprile 2020, nel calendario Haute Couture della settimana della moda di Parigi, con una collezione dedicata all’amore e alla tolleranza.

Da quel momento, la sua visione istintiva e spontanea del design e del suo amore del colore, acquisita durante gli anni di studi presso la Chambre Syndicale de La Couture Parisienne, gli consentono di approdare nell’universo di Rochas.

Audacia, eleganza   e   atemporalità   sono   espressioni dell’universo di Rochas. Sono gli stessi valori che definiscono il lavoro di Charles de Vilmorin, creando così  un’armonia perfetta  fra  i  nostri  due  universi” ha dichiarato Philippe  Benacin,  Presidente  e  Direttore  Generale  della  Società  Interparfums nel corso della conferenza stampa di presentazione “ La giovane età, il talento e quel pizzico di follia che riconosciamo in Charles regaleranno a Rochas un soffio di novità negli anni a venire” e aggiunge. “ Siamo molto felici che Charles possa contribuire a rinnovare il marchio.

In questi due mondi citati da Philippe Benacin si inserisce poi anche lo storico legame che ha inevitabilmente tessuto le trame di due famiglie che hanno percorso insieme un capitolo di vita vissuta: la prozia di Charles de Vilmorin, nonché la scrittrice francese Louise de Vilmorin fu infatti amica di Hélène Rochas, vedova di Marcel, fondatore dell’omonimo brand, che guidò l’espansione internazionale del profumo Rochas dopo la morte del marito.

«Con grande onore entro a far parte della Maison Rochas in qualità di Direttore Artistico. Rochas è un marchio che occupa un posto speciale nel mio cuore per via delle mie radici familiari e della sua tradizione così ricca e colma di ispirazione” ha dichiarato Charles de Vilmorin. “Non vedo l’ora di dare il mio tocco personale e reinterpretare i codici di questa splendida Maison»

Una nuova pagina per Rochas, che avrà il suo esordio previsto con la presentazione della collezione prêt-à-porter Primavera Estate 2022.

Alberto Corrado

Sneakers che passione!

Chi non ha ancora visto la serie Netflix “Lupin”?

Lupin” è stata una serie in grado di farsi immediatamente notare dal pubblico per i fatti coinvolgenti che vive il protagonista.

Ispirato alle avventure del celebre Arsenio Lupin, la serie ha conquistato anche i più attenti “fashion victims” per le scarpe indossate dal protagonista Omar Sy.

Tutti abbiamo notato la grande passione per le sneakers che ha il protagonista Assan, che per il suo lavoro e per il suo stile, si ritrova ripetutamente a cambiare outfit. Infatti, all’inizio delle prime puntate, è stata inquadrata la scarpiera di Assan, ed episodio dopo episodio, abbiamo ammirato la vasta scelta delle sue sneakers.

Che sneakers indossa dunque il protagonista della serie Netflix “Lupin”?

Nel primo episodio indossa una sneaker classica, Air Force 1 Black, una delle più indossate. A seguire una più decisa nei colori, Air Jordan 1 Mid “Lakers Top 3”. Successivamente indossa le Air Jordan 1 High “Fearless UNC Chicago”, inconfondibili grazie al colore rosso “Chicago” e l’azzurro “UNC”. Alla fine della serie invece, le Air Jordan 1 Mid “Yellow Toe” dai colori estremamente carichi, sono protagoniste di una movimentata fuga sui tetti.

Che dire…sneakers che passione!

Luigi Alvino jr

Capi low cost e capi costosi, come “mixarli”?

Quali possono essere i capi low cost da abbinare a capi più prestigiosi e un attimino più di lusso, senza commettere cadute di stile?

Lo shopping low cost è una sfida irresistibile. Basta approcciarlo con lo spirito giusto e qualche trucchetto.

Innanzitutto bisogna stare alla larga dalle fantasie e dagli abiti molto riconoscibili. Qualche anno fa un noto brand propose, a prezzi molto commerciali, camicie con una fantasia di pappagallini.

Seconda regola mai acquistare pezzi che costano troppo.

Non ha senso spendere in un grande magazzino alcune centinaia di euro. Meglio selezionare pezzi che costano poco e servono a rinforzare il proprio armadio.

Perché la regola di tutte le regole è sempre la stessa: occorre avere un profilo del proprio guardaroba solidissimo.

Insomma qualche pullover di cachemire al quale abbinare camicine da venti euro.

Foulard griffati di seta impalpabile da ammantare su dolcevita da quindici euro. Cinture di abbagliante bellezza con le quali stringere in vita pantaloni acquistati in saldi e pagati diciotto euro.

Insomma bisogna mescolare, mettere tutto insieme e puntare sempre su pezzi di grandissimo pregio per avere un effetto finale di impatto.

Sconsigliamo di acquistare low cost borse, sulle quali non si può bluffare, e abiti after six che abbiano elementi distintivi.

A.P.M.

Cosa indosseremo in primavera e in estate?

Cerchiamo di distrarci e accantonare per un attimo il grande problema del Covid-19 che sicuramente tormenta le nostre menti e speriamo di poter godere quanto prima della libertà negata che ci permetterà nuovamente di uscire.

Quindi siamo pronte a vestirci?

Non perdiamo la speranza e conosciamo le tendenze primaverili/estive.

Il colore must: arancio;

Pants: intramontabili jeans;

Libertà di osare con veli e trasparenze, di mostrare la lingerie senza limite alcuno e di indossare gli abiti aderenti come una seconda pelle.

Osate con le fantasie e i colori, mi raccomando.

E speriamo di poter colorare nuovamente la nostra vita.

DAGLI ANNI ’60 AL 2021 SEMPRE UN MUST: EMILIO PUCCI E LE SUE FANTASIE

The Prince of Prints”.

Così lo chiamavano i giornalisti di moda di tutto il mondo, affascinati dai suoi disegni giovani ed esclusivi che non passano mai di moda.

I suoi pezzi forti?

Pattern geometrici, disegni grafici e colori carichi. Disegni perfetti per abiti, caftani, bluse, gonne e pants.

Volete osare?

Indossate un coordinato, senza abbinarlo ad una tinta unita, sarete perfette…sempre!

La tendenza è “Jacquemus”

Nel 2021 la parola d’ordine è “Jacquemus”. Le borse della maison sono la vera tendenza di quest’anno.

In questa foto l’iconico modello “Le Chiquito”, che si differenzia per la forma trapezoidale e manico lungo tondeggiante, disponibile in diverse dimensioni, in questa foto la dimensione è mignon.

In questo caso, la borsa è realizzata in pelle martellata rosa, con impunture e il classico logo “Jacquemus” dorato.

Imperdibile!

Laura Biagiotti

La regina del Cashmere

La moda è fatta di lustrini e paillettes, di show e celebrazioni. Raramente capita che il successo si ottenga attraverso la modestia e la sobrietà. Uno di questi casi è la storia professionale di Laura Biagiotti.
Cresce nella sartoria romana della madre ma i suoi studi sono lontani da quelli della moda. Si laurea in archeologia negli anni 60 e si trasferisce giovanissima in America per completare le sue competenze. La madre, Delia Soldani, è una stilista molto famosa nella capitale. Il suo atelier è frequentato da dive del cinema e personaggi di spicco della Roma bene. Tanto che sarà la prima stilista donna a disegnare le divise per Alitalia verso la fine degli anni 50. Ammalatasi, chiede momentaneamente alla figlia Laura di ritornare dall’America per poter portare avanti l’atelier durante la sua assenza.
È in quel momento che Laura Biagiotti capisce che la sua strada è l’industria della moda. Confessa a sua madre di avere un sogno: portare l’atelier fuori dalle mura romane e farlo diventare famoso in tutto il mondo. Delia, donna di tempra e lungimirante, impone a sua figlia di fare gavetta in altri atelier se ha davvero intenzione di capire l’alta moda. Ed è così che Laura va a lavorare prima da Schuberth, poi da Capucci e infine da Rocco Barocco (nomi prestigiosissimi in quegli anni). Passano 10 anni e firma nel 1972 la prima collezione a suo nome che si chiamerà semplicemente Biagiotti e che gestirà assieme alla sua amata mamma.
Presenta per la prima volta il cashmere. Nessun stilista era mai riuscito a proporre questo tessuto tanto pregiato ma così poco compatibile allo sfrazo delle passerelle. Fino ad allora questo prezioso filato veniva usato principalmente nella lavorazione delle sciarpe o al massimo per qualche maglioncino. Laura immagina una donna avvolta in lunghi vestiti di questo leggero e caldo tessuto che danza attorno alle forme del corpo. Il successo è straordinario. In pochi anni l’atelier Biagiotti si impone in tutta Italia, in Europa fino a tutto il resto del mondo. Il cashmere diventa la sua seconda pelle per il resto della sua vita.
Morta la madre il marchio prende il suo nome. Nasce nel 1978 Laura Biagiotti. Inarrestabile nella sua decisione di imporsi sul mercato internazionale ha l’occasione nel 1988 di entrare nella storia: sarà la prima stilista al mondo a entrare nel mercato cinese. Rompe gli argini del comunismo e sfila per le strade di Pechino. E’ la prima volta che il popolo cinese vede  la moda. Mai era accaduto prima. Sarà solo l’inizio della storia dei suoi primati, non solo come imprenditrice ma soprattutto come donna imprenditrice.
I suoi profumi saranno fra i più venduti al mondo. Continua la collezione di sua madre e arriva a possedere oltre 5000 fraganze di profumi antichi. L’arte è il suo secondo grande amore, innumerevoli i restauri che vengono fatti a nome della sua associazione, e innumerevole è la collezione di opere d’arte appartenente alla sua famiglia. In particolar modo diventa la più grande collezionista delle opere di Giacomo Balla, che attraverso la sua linearità e la sua eleganza si ispira la concezione dello stile di Laura Biagiotti.
Il New York Times la definisce “la regina del cashmere” e le viene consegnato il prestigioso riconoscimento “Donna dell’anno” nel 1992 a New York. Nel 1995 abbatte una seconda grande barriera: è la prima stilista a sfilare al Cremlino. A Mosca il successo è enorme, e iniziando da lei la Russia inizia ad aprire pian piano le porte ai brand internazionali.
Laura diventa la pioniera. Laura diventa il “made in Italy” più conosciuto al mondo. E’ la prima stilista a ricevere dal Presidente Oscar Luigi Scalfaro, sempre nel 1995, il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana per il prestigio del Made in Italy nel mondo e il contributo dato all’industria italiana.

Morirà nella sua amata Roma, per complicazioni da attacco cardiaco, all’età di 74 anni. Lascia il suo impero alla figlia Lavinia. Il suo nome entra di diritto nella storia della grande imprenditoria del nostro paese.

Michele Esposito

VERSACE SPRING/SUMMER 2021: SI RIPETONO GLI ABITI MA IL RISULTATO È MERAVIGLIOSO

Una scenografia che toglie letteralmente il fiato, con effetti visivi che paiono lo specchio del mare dove si infrangono i raggi del sole. Le rovine di un sito archeologico dove è chiaro l’omaggio al simbolo della griffe, la Medusa. Un medaglione che si posa sulla sabbia e dove le sirene di Donatella sono libere di guizzare sinuosamente.

VERSACE SPRING/SUMMER 2021. SI RIPETONO GLI ABITI MA IL RISULTATO È MERAVIGLIOSO.
Sembra che Donatella non abbia avuto molta fantasia nello scegliere la foggia degli abiti, visto il ripetersi di mini dress con gonne che si aprono di pieghe (e finte balze) che ricordano la coda di pavone, meravigliosa alga del Mediterraneo.

La stilista calabrese, però, interviene con i dettagli. Paillettes colorate, scintillanti, che disegnano animali marini, splendide Stelle Marine che dobbiamo tutelare così come i coralli, sempre più minacciati dal surriscaldamento globale.

Fonte: Mam-E

MODA E LAVORO, 8 GIOVANI SU 10 SCELGONO UN DRESS CODE BUSINESS, ANCHE DA REMOTO

PER SENTIRSI PIÙ CONFIDENT: ESPLODE IL TREND DELL’ABBIGLIAMENTO CONFORMAL

Come testimoniano studi internazionali, l’abito fa il monaco anche in smart working e risulta essere uno dei fattori più importanti in una videochiamata, secondo solo al background. Il look formale si rivela ancora il prediletto in ogni parte del globo, tanto che in Nuova Zelanda si è sviluppato il fenomeno del “formal Friday”.

Fiducia ed esperienza? Vanno cercate nell’armadio! Se per alcuni il pigiama è stato il grande compagno delle settimane da remoto, sono tantissimi coloro che hanno riscoperto l’importanza degli abiti formali per vedersi più confident e, di conseguenza, far fronte a stress e incertezza per il futuro. Nasce così lo stile conformal, ultima tendenza a dettare legge in ambito lavorativo che unisce la sicurezza in se stessi (in inglese confident)agli abiti formali. Come dimostra uno studio pubblicato dall’Harvard Business Review, infatti, il look business professional è il prediletto da chi vuole apparire esperto agli occhi di clienti e colleghi, anche per quanto riguarda le videochiamate. Fra gli over 60 la percentuale di chi sceglie un abbigliamento formale da remoto è addirittura del 46% ma, a differenza di quanto si possa pensare, il trend riguarda da vicino anche le nuove generazioni. Per impressionare positivamente, sono ben 8 su 10 i giovani che optano per un dress code business anche su Skype e Zoom. In videochiamata, i vestiti sono infatti considerati uno degli elementi più importanti per fare bella figura, secondi solo al background. Infine, per il 39% degli intervistati oltre al tipo di vestito è il colore scelto a giocare un ruolo fondamentale: da quelli brillanti per sembrare più affidabili (33% degli intervistati), ai toni neutri per apparire esperti (74%), fino alle fantasie per dare l’idea di essere innovativi (34%).

“Non sono bastati mesi di smart working per mettere la parola fine all’importanza dell’eleganza, in ambito lavorativo e non solo – afferma Stefano Bigi, cravattaio di terza generazione e amministratore unico di Bigi Cravatte Milano – L’abito continua ad essere l’outfit d’eccellenza per l’uomo in quanto porta con sé un’aura di professionalità che pone immediatamente chi lo indossa in una posizione privilegiata, godendo di fiducia ed emanando professionalità e sicurezza. Provate ad entrare in un negozio, in un ufficio o al ristorante in giacca e cravatta e noterete di sicuro un’attenzione differente. La cravatta, in particolare, rafforza questa percezionepositivae permette di aggiungere a qualsiasi look maschile un tocco di eleganza e di personalità: giocando con i colori sarà possibile adattarla ad ogni situazione, da quella più formale sino a quella che richiede un abbigliamento più casual. Mai come in questo momento indossare un abito classico ed elegante e una bella cravatta di qualità è un segno di distinzione”.

La passione per il conformal è arrivata anche in Nuova Zelanda, come racconta The Guardian: dall’isola dell’emisfero australe è partito infatti il fenomeno del #formalFriday, in totale controtendenza con quello in auge da qualche anno a questa parte che prevede di indossare abiti casual il venerdì. Ed è così che in tantissimi hanno iniziato a postare le loro foto sui social vestiti di tutto punto, tanto che questo hashtag conta oggi oltre 37 mila post. A sottolineare il legame fra eleganza e comodità è anche l’editorialista americano Robert Armstrong che sulle pagine del Financial Times scrive: “Siamo a nostro agio quando ci vestiamo bene. I completi maschili sono comodi, in quanto sono disegnati per esserlo. Può darsi che quando torneremo in ufficio in un mondo ancora pieno di incertezze ci renderemo conto che il lavoro è un privilegio, qualcosa per il quale occorre essere all’altezza e ben vestiti”. Sul tema è intervenuto anche Giovanni Maria Conti, docente di Storia e Scenari della Moda presso il Politecnico di Milano: “L’abito formale da sempre pone chi lo indossa sotto una luce diversa; comunica maggiore rispetto e quindi ‘distanza’ in rapporto a modi di fare più amicali. Dona autorevolezza e determina comportamenti più ricercati”. E ancora sul cambio di paradigma innescato dalla pandemia spiega: “Il lockdown ci sta portando a nuove o rinnovate soluzioni di abbigliamento; credo che il #formalFriday sia la risposta al fatto che ci si voglia ‘dare attenzione’, prendersi cura di sé indossando abiti di un certo tipo, belli”. E non è la prima volta che dopo un momento buio della storia si assiste a una riscoperta dello stile come riporta il New York Times. Il primo esempio risale addirittura all’epidemia di peste bubbonica che colpì l’Europa nel quattordicesimo secolo: in quel periodo, infatti, gli abiti si arricchirono di ornamenti e l’abbigliamento divenne sempre più importante. A cambiare sarà anche il modo di acquistare: d’accordo con un’analisi elaborata dalla Royal Society, una delle più antiche accademie scientifiche, contrariamente a quanto avvenuto in Cina dove subito dopo la fine del lockdown si è assistito al “revenge buying”, nel resto del mondo le persone stimano di comprare meno vestiti, ma di spendere la stessa cifra. I consumatori punteranno quindi di più sulla qualità, acquistando meno ma meglio, lasciandosi alle spalle il fast fashion e il continuo desiderio di nuovo che per anni ha regnato sovrano.

“RICOMINCIO DA TE”: IL REGALO SOSPESO

Per uscirne al meglio quando sarà finita

Un’iniziativa di Marianna Bonavolontà

#iorestoacasa è molto più di un hashtag, è una vera e propria missione per gli italiani. A missione si aggiunge poi altra missione per le donne e, perché no, anche per gli uomini: non cadere alla pigrizia, all’incuria e alla tristezza. Una missione che diventa quasi impossibile per quelle persone che purtroppo già prima facevano fatica a far quadrare i conti e che in questo periodo purtroppo fanno conti ancora più difficili con la crisi che il lock down ha provocato e con lo stress che ne deriva. A costoro è rivolta l’iniziativa #RegaloSospeso che vuol fare un dono attraverso lo “Shopping sospeso” che Marianna Bonavolontà – cool hunter, imprenditrice, scrittrice e fashion stylist – lancerà tramite i suoi canali social, il suo blog e il portale “Chic Advisor” (di cui è ideatrice).
Nei prossimi giorni sui profili Instagram e Facebook di Marianna saranno pubblicate delle vere e proprie “ricette di bellezza” di cui potranno usufruire tutti: trattamenti che solitamente vengono accantonati per stanchezza o scarso tempo a disposizione, tutorial per il trucco, consigli per outfit da indossare in diverse occasioni, tutoriaò di conculenti d’immagine, etc. “Chic Advisor” aprirà inoltre le porte gratuitamente a quelle aziende che vorranno aderire all’iniziativa “Shopping sospeso” informando i loro clienti che possono lasciare pagato un dono (piccolo o grande che sia: una sciarpa, una borsa, un gioiello, un capo di abbigliamento, un profumo, delle scarpe, etc.) per valorizzare quelle donne e quegli uomini che altrimenti non possono permettersi di acquistarlo in questo particolare momento… Per uscire al meglio dalla quarantena e ricominciare più grintosi di prima! I clienti che aderiranno all’iniziativa potranno accedere ad uno sconto che sarà applicato sia sui prootti acquisati per sè che sul “regalo sospeso”.
Attraverso quest’iniziativa Marianna continua anche la sua operazione di recruiting di eccellenze artigianali del territorio: “Chic Advisor” è una guida il cui obiettivo è far conoscere l’essenza vera dei posti attraverso botteghe, gioiellerie, sartorie, profumerie e in generale negozi – che prendono il nome di “Chic Point” – ritenuti interessanti per le loro proposte particolari, uniche e di qualità, e per la loro intrinseca attenzione alla sostenibilità.

Sono proprio queste realtà, spesso di entità medio – piccola, ad aver bisogno di un supporto pubblicitario in questo particolare momento di crisi economica che sta vivendo il mondo intero – afferma Marianna -. Visto che ho dovuto riporre la mia valigia in armadio per il momento ho deciso di continuare a procacciarle attraverso il web e di offrire loro la possibilità di essere conosciute stramite la mia guida, i canali social e i media partner ad essa connessi, in cui saranno inserite gratuitamente. E’ un piccolo contributo che voglio dare a questi “geni creativi” e alle persone in difficoltà che in questo momento hanno bisogno di un gesto che le faccia sentire meglio”. 

La lista degli e-commerce aderenti all’iniziativa sarà pubblicata sul sito www.mariannabonavolonta.com.
Le aziende interessate ad aderirvi possono scrivere all’indirizzo social@mariannabonavolonta.com o chiamare al numero 3495654631.