Eyes on Style: a MIDO 2026 l’eyewear diventa manifesto

Si è conclusa MIDO 2026 e una cosa è certa: l’eyewear ha definitivamente conquistato il centro della scena fashion. Per tre giorni Fieramilano è stata il punto di osservazione privilegiato sulle tendenze che guideranno lo stile del 2026, tra oltre 1.200 espositori internazionali e una community globale di buyer, designer, ottici e media. Non solo un appuntamento di business, ma un vero laboratorio estetico in cui forme, colori e linguaggi hanno preso posizione.

Dai padiglioni è emerso un eyewear sempre più consapevole del proprio ruolo: non più accessorio di contorno, ma elemento strutturale del look. Le collezioni presentate hanno raccontato una moda che usa l’occhiale per definire identità, attitudine e visione, spingendo su scelte nette e riconoscibili. Volume o sottrazione, rigore o espressione, memoria o sperimentazione: le tendenze SS26 viste a MIDO parlano di carattere, non di compromessi.
In un panorama guidato dai grandi gruppi internazionali, Essilor-Luxottica, Kering Eyewear, e dai principali player dell’occhialeria come Marcolin, Safilo e De Rigo, ciò che ha reso MIDO 2026 un vero osservatorio di stile è stata la convivenza di linguaggi diversi, capaci di dialogare tra industria, design e moda. È qui che l’eyewear ha mostrato la sua evoluzione più chiara: da prodotto funzionale a firma visiva, da oggetto da indossare a dichiarazione estetica.
Le tendenze eyewear SS26: carattere prima di tutto
Per il 2026, la moda eyewear si muove lungo una tensione chiara e volutamente irrisolta: massimalismo retrò e rigore contemporaneo convivono, si sfidano, spesso si contaminano. Da un lato tornano volumi importanti, frontali decisi, montature oversize che incorniciano il volto come vere sculture indossabili. Dall’altro, resistono – e si affinano ulteriormente – le montature sottili e intellettuali in metallo, leggere, essenziali, quasi architettoniche, pensate per chi cerca un’estetica più silenziosa ma non meno riconoscibile.







Il colore gioca un ruolo centrale. Le lenti colorate dominano la scena e diventano uno strumento espressivo vero e proprio: burgundy, ciliegia, verde bottiglia e mosto accendono le collezioni di brand come Dolce & Gabbana, Emporio Armani, Tom Ford e Victoria Beckham, regalando allo sguardo profondità, calore e una sofisticazione che va oltre la semplice funzione estetica. Le tonalità si fanno più dense, minerali, mai gridate, pensate per durare nel tempo.








Le forme iconiche vengono rilette con un linguaggio attuale. I cat-eye abbandonano la nostalgia anni ’50 e si trasformano in versioni più grafiche, affilate, futuristiche, mentre le montature a mascherina e le lenti uniche continuano a parlare a chi cerca un’estetica più audace, quasi dichiarativa. Sono occhiali che non vogliono mimetizzarsi, ma segnare una presenza netta, diventando parte centrale del look.
Nel complesso, l’eyewear SS26 riflette un bisogno diffuso di identità e affermazione personale. Non chiede discrezione, non punta all’anonimato: chiede carattere. Che sia attraverso una montatura oversize o una linea minimale portata con intenzione, l’occhiale diventa il punto in cui stile, personalità e visione si incontrano.


Victoria Beckham Eyewear SS26: il debutto a MIDO
Il debutto della collaborazione tra Victoria Beckham e Safilo segna uno dei passaggi più rilevanti dell’edizione 2026 e apre un nuovo capitolo per l’eyewear della Maison. La collezione Primavera/Estate 2026 porta in fiera una visione di glamour sofisticato e controllato, dove montature da sole e da vista interpretano una femminilità contemporanea, sicura e consapevole. Le silhouette raffinate sono costruite attraverso una lavorazione artigianale d’eccellenza e dettagli distintivi che non cercano l’effetto, ma la riconoscibilità: dal V-cut che decora le cerniere – richiamo grafico all’identità del brand – alle incisioni discrete del logo su lenti e terminali. La palette cromatica accompagna questa idea di lusso misurato, spaziando dai neri e grigi intramontabili alle calde sfumature Havana, fino a nuance profonde e moderne di bordeaux, verde e blu, in linea con una delle direzioni colore più evidenti emerse a MIDO. All’interno della collezione, la linea ADV introduce un registro più deciso, celebrando volumi oversize e silhouette distintive: il flat-top VB 7000/S, con linee ultra-sottili e motivo guilloché ispirato alla pelletteria e alla gioielleria della Maison, sintetizza l’equilibrio tra comfort, stile e funzionalità, ed è compatibile con lenti graduate. Un esordio che non alza la voce, ma parla con chiarezza il linguaggio di un lusso moderno, sobrio e immediatamente riconoscibile, perfettamente allineato alle tendenze eyewear SS26 emerse in fiera.
VANNI: la scultura come nuovo glamour
In questo contesto, lo stand VANNI si legge come un racconto coerente che parte dalla materia e arriva dritto all’identità di chi indossa gli occhiali. Un progetto che affonda le radici nella storia del brand – nato a Torino nel 1987 dall’eredità industriale della famiglia Vitaloni, attiva nell’automotive fin dal 1929 – e la traduce in un eyewear contemporaneo, costruito e consapevole. Questa visione trova una sintesi evidente nel modello Extra, vincitore del Silmo d’Or 2025 nella categoria “Eyewear Brand” e fulcro dello stand: una montatura tagliata da un unico blocco di acetato da 8 mm, con naselli integrati in un disegno continuo e contorni sfaccettati studiati per ridurre visivamente l’impatto delle geometrie spesse. Il risultato è un volume deciso ma equilibrato, dalla forma unisex, pensato per adattarsi a tratti diversi del viso e offrire una vestibilità sorprendentemente leggera. Le trasparenze desaturate, accostate a tocchi di avana classico, intercettano una delle palette più sofisticate viste a MIDO e rafforzano un’estetica contemporanea, netta ma mai aggressiva. Accanto al design emerge con chiarezza il sistema di valori del brand: filiera interamente italiana e tracciabile, produzione concentrata entro 400 km dalla sede, attenzione concreta a durabilità e responsabilità, riconosciuta anche dal Responsible Company Award al Silmo Paris, che ha premiato VANNI come prima azienda italiana dell’occhialeria a diventare Società Benefit. A completare il racconto, la dimensione culturale: dalle capsule sviluppate con Oscalito attorno al simbolo condiviso del fiocco di cotone, fino al Premio VANNI che coinvolge artisti contemporanei in edizioni limitate pensate per essere indossate, non esposte. In un panorama affollato, VANNI convince per profondità progettuale, equilibrio formale e una visione in cui design, industria e responsabilità procedono insieme.


Original Vintage Sunglasses: il retrò che diventa pop
Original Vintage Sunglasses ha costruito invece un racconto chiaro e riconoscibile, perfettamente allineato al ritorno del massimalismo retrò e alla voglia di eyewear identitario che attraversa le collezioni SS26. Il brand nasce con l’obiettivo di reinterpretare il vintage trasformandolo in un linguaggio contemporaneo, capace di unire passato e presente senza nostalgia, e continua a farlo partendo dall’estetica iconica degli anni ’70 e ’80 per arrivare a montature dal gusto pop, moderno e trasversale. Il risultato sono collezioni pensate per stili e personalità diverse, ma accomunate da una forte coerenza visiva.
Il legame con Napoli è centrale e dichiarato: non solo fonte di ispirazione estetica, ma matrice culturale profonda. L’artigianalità, i materiali e i codici stilistici partenopei vengono riletti in chiave attuale, dando forma a quello che il brand definisce “vissuto contemporaneo”: un design che porta con sé memoria e stratificazione, ma parla il linguaggio del presente. Il logo stesso, ispirato alla sagoma del Vesuvio, diventa simbolo di energia, trasformazione e identità viva, proprio come la città da cui tutto prende origine.
Emblema di questa visione è la famiglia di collezioni NAPLES, la più rappresentativa e pluripremiata del brand, riconoscibile per l’iconico logo portacatena, reinterpretato di stagione in stagione in base al mood delle collezioni. A MIDO, Original Vintage Sunglasses ha confermato la propria capacità di trasformare heritage e artigianalità in un eyewear contemporaneo, emotivo e fortemente espressivo, pensato per creare un legame con chi lo indossa. Ogni montatura – disponibile sia da vista sia da sole e personalizzabile attraverso diversi filtri – diventa così non solo un accessorio, ma una scelta di stile consapevole, capace di raccontare una storia personale.


Carrera: settant’anni di visione, tra heritage e futuro
A MIDO, Carrera ha celebrato il suo 70° anniversario riaffermando il proprio ruolo di brand pionieristico. Durante la manifestazione, Angelo Trocchia, Amministratore Delegato del gruppo, ha svelato le principali novità strategiche, sottolineando come Carrera sarà centrale nei piani del 2026. Un messaggio reso concreto dalla presentazione di due modelli in edizione speciale realizzati interamente in titanio, sviluppati appositamente per l’anniversario e pensati per esprimere qualità, performance e design evoluto. Accanto ai pezzi d’archivio e ai modelli iconici che hanno costruito l’identità del marchio, la collezione SS26 racconta una continuità chiara tra passato e presente, mentre la partnership con Ducati rafforza il dialogo tra eyewear e mondo delle due ruote, tra velocità, ingegneria e spirito sportivo. Un racconto che non celebra solo un traguardo storico, ma proietta Carrera in una nuova fase di sviluppo, sospesa tra memoria e spinta verso il futuro.






L’occhiale come firma di stile
MIDO 2026 lo dimostra senza ambiguità: nel fashion system contemporaneo l’occhiale non è un dettaglio, è una firma visiva. È il primo gesto di stile, quello che parla prima dei vestiti, prima delle parole. L’eyewear diventa un linguaggio autonomo, capace di raccontare identità, cultura e attitudine.
Nel 2026 non si indossa un occhiale per completare un look, ma per dichiarare chi si è. Volume o leggerezza, colore o sottrazione, rigore o eccesso: ogni scelta è intenzionale. E in un mondo che chiede posizionamento, anche lo sguardo prende posizione.
A Milano, durante MIDO, è emersa una certezza: l’eyewear del futuro non cerca di piacere a tutti.
Preferisce farsi ricordare.



