
Un racconto personale che diventa testimonianza collettiva: eccellenza, umanità e professionalità in un reparto che rappresenta il meglio della sanità napoletana

Ci sono momenti in cui la vita ci mette davanti a esperienze che non si dimenticano. Alcune ci mettono alla prova, altre ci restituiscono fiducia. Quella che racconto oggi è la mia prima volta con un articolo “personale”, nato da un ricovero che ha avuto per me e la mia famiglia un significato profondo.
Una persona della mia famiglia è stata operata al cuore all’Ospedale del Mare di Napoli, una struttura che negli ultimi anni ha dimostrato quanto la sanità pubblica, quando è organizzata e animata da professionisti autentici, possa essere un punto di riferimento, non solo per la città ma per l’intero Mezzogiorno.
Dal Pronto Soccorso al reparto di Cardiologia, passando per l’UTIC, ogni passaggio è stato segnato da una competenza esemplare e da un’umanità che raramente si incontra.
La persona ricoverata (che amo molto), non desidera fare nomi, per scelta personale – anche perché sarebbero davvero molti i professionisti da citare – ma attraverso di me, desidera rendere onore a chi, ogni giorno, indossa un camice e fa la differenza: infermieri, inservienti, medici, cardiologi, fino al primario.
Tutti, senza eccezioni, si sono distinti per la cura, l’attenzione, la gentilezza e la dedizione.
In un tempo in cui della sanità si parla spesso solo per raccontare carenze, disservizi o casi limite, credo sia giusto e doveroso raccontare anche ciò che funziona.
Perché la buona sanità esiste, e a Napoli ha il volto dell’Ospedale del Mare: una struttura moderna, efficiente, capace di coniugare alta specializzazione e calore umano.
Questa esperienza mi ha ricordato che dietro ogni reparto ci sono persone che credono nel proprio lavoro, che ascoltano, che si prendono cura non solo dei corpi ma anche delle paure.
E che meritano riconoscenza, rispetto e fiducia.
L’Ospedale del Mare non è solo un simbolo di rinascita sanitaria per il territorio, ma anche la dimostrazione che quando la competenza incontra l’umanità, la sanità pubblica può essere un’eccellenza assoluta.



