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Valentina Cuscunà, in arte Nina HAND MADE LOVE: l’influencer che, con stile e cuore, resta sempre autentica e vicina alle persone

Dal dolore alla forza, dalla sartoria ai social: la storia sincera di una donna che non ha paura di mostrarsi.

Foto CYAN

Dietro il profilo Instagram @ninahandmadewithlove c’è Valentina Cuscunà, una creator capace dimescolare moda, ironia e quotidianità con una naturalezza che conquista. Il suo stile è personale, spontaneo e genuino nel modo in cui restituisce autenticità a ogni contenuto.Non si è costruita un personaggio: racconta sé stessa.Valentina è una donna sensibile, autentica, che non si nasconde dietro Instagram come fanno tanti nel mondo dei social. Non mostra una vita dorata, patinata o irraggiungibile: espone le sue fragilità, condivide i momenti difficili e si apre senza filtri alla sua community.
È energica, solare, ride spesso, e dai suoi occhi traspare tutto, la leggerezza, la forza, ma anche le ombre. Chi la segue lo sa: in lei convivono luminosità e malinconia, e proprio questa trasparenza ha costruito un legame speciale con le sue follower.
In questo incontro, Valentina parla del suo percorso, dei sogni che coltiva, delle fragilità che mostra con coraggio e del ruolo più prezioso della sua vita: quello di mamma.

1. Valentina, il nome del tuo profilo social “NinaHandmade” arriva dalla tua azienda di abiti su misura, che hai dovuto chiudere. Come hai vissuto sul piano emotivo la chiusura della tua attività?
In azienda ho dato davvero tutto. Ci ho messo me stessa, completamente. Poi è arrivato un periodo difficile, tante cose sono successe una dopo l’altra e alla fine ho dovuto chiudere l’attività. Per me è stata una sofferenza enorme: a un certo punto mi sembrava che il mondo mi crollasse addosso. Per fortuna sono stata circondata da amiche che mi hanno aiutata a superare quel momento. Riutilizzare lo stesso nome sui social, ma con un percorso diverso, è stato quasi naturale. Ormai tutti mi chiamano Nina: prima i followers, oggi quasi chiunque.

2. Qual è una parte di te, un tratto del tuo carattere, una fragilità, un valore che senti di mostrare davvero solo nei social, e che forse nella vita offline pochi conoscono?
Credevo di essere una persona molto forte, invece ho capito che non è del tutto così. Sono fortissima in alcune cose, ma in altre mi scopro incredibilmente fragile, e questo non pensavo di doverlo ammettere. Questo mio lato però, lo mostro solo alle persone che amo davvero, quelle poche che riescono a farmi aprire completamente.

3. C’è un momento personale, un cambiamento o una piccola rinascita che ha influenzato profondamente il tuo modo di creare contenuti?
In realtà ogni mio momento personale influisce sui miei contenuti. Io mostro esattamente come sto in quella giornata: se sono nervosa, si vede subito. I miei follower ormai mi conoscono, capiscono tutto di me, non solo dai miei racconti, ma anche da come mi mostro. Non so fingere. La mia vita è fatta di piccole rinascite continue. Ci sono stati tanti cambiamenti, tante ripartenze. È sempre un ricominciare, ogni volta.

4. Qual è stata un’esperienza della tua vita che ti ha segnata e che oggi senti di portarti dentro in tutto ciò che fai, anche nel tuo percorso da creator?
L’esperienza che ha segnato di più la mia vita è stata la morte di mio padre. È stato un dolore enorme, una ferita che porto dentro ogni giorno. Mi ha cambiata profondamente. Sai cosa penso spesso? Che una delle cose più belle che si possano sentire è quando qualcuno ti dice: “Non ti preoccupare, ci sono io dietro di te.”
Questa è la protezione vera, quella che danno i genitori: la sicurezza di sapere che non sei sola, che qualcuno ti sostiene e ti guarda le spalle.

5. Come vivi l’equilibrio tra maternità e vita da creator?
Quando mio figlio era piccolo riuscivamo a condividere tante cose insieme online, e per lui era quasi un gioco. Adesso che è cresciuto, invece, non vuole più comparire sui social. Non gli piace proprio questo mondo, e in fondo sono contenta che sia così. Ti devo dire però che a volte mi è capitato di andare a scuola e vedere i suoi amichetti che mi chiamavano “Nina, Nina, Nina!”. A lui questa cosa dà un po’ fastidio, perché lui mi vede come mamma, non come “Nina” dei social.
Quindi sto imparando a non invadere la sua vita. E per me questa è la cosa più importante.

6. Ti capita spesso di sparire per qualche giorno dai social e poi spiegare che stai attraversando momenti “no”. Come vivi questa visibilità e perché senti il bisogno di staccare?
Io penso che i social debbano essere una distrazione, qualcosa di leggero e bello, perché in fondo tutti abbiamo i nostri problemi. È vero che a volte si può parlare delle proprie difficoltà, ma non deve diventare un modo per far pena o per attirare attenzione sulle cose negative.
Quando ho un momento no, preferisco non mostrarlo.
Ci sono giorni in cui pubblico tanto e giorni in cui scompaio completamente, ma non è qualcosa di calcolato. Semplicemente seguo come mi sento, perché so che chi mi segue capisce tutto dal mio sguardo.
Mi basta accendere la fotocamera e già qualcuno mi direbbe: “Che c’è? Oggi non è giornata, vero?”
Loro mi seguono da sempre e mi conoscono. E proprio per questo cerco di mostrargli soprattutto le parti belle della mia vita, senza però fingere o diventare un personaggio.

7. E per te, come donna e come Valentina prima di tutto: che cosa speri per il tuo futuro? Qual è il desiderio o il progetto che vorresti davvero realizzare nei prossimi anni?
Il desiderio più grande che ho per me stessa è quello di essere felice. Lo auguro a me, ma anche a tutte le persone che mi vogliono bene. La felicità e la serenità sono davvero le cose che desidero di più nella vita, perché senza quelle non c’è niente che abbia davvero valore. Per quanto riguarda il lavoro, spero di continuare a crescere, di migliorarmi sempre e di raggiungere nuovi traguardi. E mi auguro anche di tornare a occuparmi di sartoria e moda, perché è la parte del mio lavoro che amo davvero, quella che mi fa sentire viva e che mi dà più soddisfazione.

Photo – CYAN FOTO: Mariangela Davide

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