Archivio Categoria: Teatro

“Actor Dei”: un musical dedicato a Padre Pio al Trianon di Napoli dal 25 dicembre

Un musical su San Pio da Pietrelcina è la proposta in cartellone del Trianon Viviani per le festività natalizie.

Si intitola “Actor Dei”, cioè “L’Attore di Dio” e racconta la storia del santo più amato e discusso degli ultimi decenni per la sua fama di taumaturgo, familiarmente ancòra chiamato “Padre Pio” nonostante la canonizzazione avvenuta diciassette anni fa.

Lo spettacolo è stato ideato dall’attore e cantautore Attilio Fontana, qui impegnato non solo nel ruolo del protagonista, ma anche nella direzione musicale e nella scrittura dei testi con Mariagrazia FontanaFrancesco VenturaAntonio CarluccioMichela Andreozzi e Federico Capranica.

Fontana, che ha appena pubblicato l’ultimo singolo Gesù (L’ultimo comunista), con Actor Dei propone un percorso poetico in musica e danza di alcuni momenti della vita del santo, al secolo Francesco Forgione, nato a Pietrelcina nel 1887 e morto a San Giovanni Rotondo nel 1968, un uomo semplice e coraggioso continuamente provato da pene fisiche e spirituali, spinto dalla volontà di sollevare il genere umano dalle sofferenze. Con musiche che spaziano dal sacro al tradizionale della pizzica salentina e al pop, coreografate da Orazio Caiti, l’opera ci restituisce così la giovinezza di Padre Pio, dall’infanzia al miracolo delle stimmate; quindi la sua maturazione spirituale a San Giovanni Rotondo fino alla morte della madre; per arrivare al racconto delle mille traversie per la creazione della Casa sollievo della Sofferenza.

Uno spettacolo coinvolgente con videoimmagini scenografiche, animato da una compagnia composta da una trentina di attori, cantanti e ballerini, per la regia e le scene di Bruno Garofalo.

Nelle vesti di Padre Pio, Fontana conferma quella poliedricità e completezza d’artista che non si accontenta di un solo linguaggio e prosegue il suo percorso di instancabile ricerca umana e artistica. Ciò di cui ha dato prova in teatro, ad esempio con Vacanze romane al fianco di Serena Autieri, e in tv, aggiudicandosi, tra l’altro, il titolo di campione e supercampione della terza edizione di Tale e Quale show. Commenta in proposito Loretta Goggi: «Attilio Fontana in Padre Pio è un interprete duttile e sensibile che passa con disinvoltura dalla dolcezza al tormento, dall’umile obbedienza alla forza e all’irruenza con cui il Santo di Pietrelcina ha combattuto il male, le vessazioni, l’ipocrisia per l’intera sua vita terrena».

Con Fontana in scena, nella parte dell’antagonista, il Diavolo, Lello Giulivo.

Actor Dei è stato allestito da Rosario Imparato per Immaginando produzioni, con l’organizzazione di Mario Minopoli. Il vocal coach della compagnia è Maria Grazia Fontana. I costumi sono firmati da Maria Grazia Nicotra e le videoimmagini scenografiche sono curate da Claudio Garofalo. Regista assistente Gennaro Monti.

Questo musical spettacolare, che con il racconto dell’umile frate di Pietrelcina potrà anche far riflettere sui valori religiosi e umani sottesi al Natale, andrà in scena da mercoledì 25 dicembre a lunedì 6 gennaio, tutti i giorni tranne lunedì 30 e martedì 31 dicembre. Le rappresentazioni saranno serali, alle 21, ad eccezione di quelle domenicali, programmate alle 18.

Il botteghino del teatro è aperto tutti i giorni: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13:30.

Informazioni: telefono 081 2258285, sito web all’indirizzo www.teatrotrianon.org.

Eleonora Pimentel Fonseca rivive a Palazzo Serra di Cassano con lo spettacolo “Eleonora Pimentel Fonseca, con civica espansione di cuore”

Il 7 e l’8 dicembre di nuovo sold out per la splendida rappresentazione teatrale con la regia di Riccardo De Luca!

Per il lettori di Pink Life Magazine intervista esclusiva all’attrice Annalisa Renzulli che ha interpretato magistralmente il ruolo della protagonista.

1. Quali emozioni si provano a interpretare un personaggio della levatura morale di Eleonora Pimentel Fonseca?

Ho ammirato questa donna con tutta me stessa da quando per la prima volta ho letto di

lei, a circa 17 anni. Eleonora ha vissuto una vita talmente straordinaria che ha superato le più grandi eroine dei romanzi di tutti i tempi. Reputo una fortuna straordinaria poterle dare volto e voce e considero affrontare il ruolo in questo spettacolo una grande prova che mi ha progressivamente formata nel corso di queste ormai 50 repliche.

2. “Con civica espansione di cuore” è il titolo dello spettacolo, da dove deriva questa espressione?

La Pimentel la utilizzò nelle pagine del giornale ufficiale da lei diretto, il Monitore Napoletano, e il regista Riccardo De Luca ha voluto echeggiasse per sempre. Una delle più belle espressioni che abbia mai sentito, che attiene a un ‘sentire’ etico: una sorta di felicità del cuore che si espande in maniera civica, ossia connessa al bene pubblico più che a quello del singolo.

3. Qual è il monito di questo spettacolo?

Lo spettacolo, come ha precisato tante volte De Luca, non intende effettuare una mera operazione di ricostruzione storica, ma al contrario costruire una sorta di ‘memoria infuturante’, una memoria che, attraverso la conoscenza di quanto è accaduto nella nostra città in uno dei momenti più fulgidi della nostra Storia, sappia renderci più consapevoli e capaci di determinare le nostre scelte per il nostro futuro. Una memoria, in altre parole, che incide sul nostro futuro. E la lezione e l’eredità che ci lasciano i patrioti repubblicani è enorme. La Costituzione che Mario Pagano scrive per la Repubblica napoletana è stata giudicata da gran parte degli storici la più bella di tutti i tempi, eppure gli ideali di giustizia, di libertà e di uguaglianza che vi sono contenuti sono ancora per lo più un’utopia. Guardare alla ‘res pubblica’ e non chiudersi negli spazi angusti dell’interesse privato in cui l’Uomo non può che marcire: oggi, in una società ormai totalmente atomizzata, credo sia questo il monito che dovremmo avere sempre davanti agli occhi.

4) Ci sono già in programma nuove date?

Il prossimo appuntamento è fissato per sabato 8 e domenica 9 febbraio 2020, ore 19, sempre a Palazzo Serra di Cassano, per festeggiare insieme quella che sarà la cinquantesima replica del nostro lavoro!

di Stefania Russo

Giovedì 19 dicembre: al Teatro Nuovo Napoli ecco Pater di Adriana Follieri

Sarà il palcoscenico del Teatro Nuovo di Napoli a ospitare, giovedì 19 dicembre 2019 alle ore 21.00. il debutto dello spettacolo Pater di e diretto da Adriana Folieri, con Aliou Aboubakari, Sal Cammisa, Federica Di Gianni, Mactar Fall, Zainab Lokman, Amadou Korka Jallow, Mouhamed Mane e il piccolo Alì Lokman, presentato da Manovalanza.

L’allestimento, premiato in forma di studio per la natura di progetto artistico per il sociale alla prima edizione di “Nuove Sensibilità 2.0”promossa dal Teatro Pubblico Campano, si avvale delle musiche originali di Pasquale Termini (violoncello), Francesca Diletta Iavarone (flauto traverso), il disegno luci a cura di Davide Scognamiglio, la scenografia di Mariateresa D’Alessio e Michele Lubrano Lavadera, le sculture di Carmine Calò, i costumi di Zainab Lokman.

Pater muove intorno alla questione del libero arbitrio, interrogandosi sulle conseguenze e le possibilità di ciascuno di fronte alle proprie scelte, la cui drammaturgia originale s’ispira al saggio “Attesa di Dio” di Simone Weil, ed in particolare allo scritto A proposito del Pater.

È un lavoro sul movimento poetico e vitale che nasce e prende forza dalla piccola storia di una comunità. È un lavoro sull’essere umano e sulla natura, anche urbana, che accoglie e respinge.

“Nell’ottobre 2018 – spiega Adriana Follieri – in occasione di Intrecci/Festival del Welfare e dell’Intercultura promosso da Less a Napoli, ho ricevuto l’invito a realizzare un laboratorio teatrale integrato rivolto agli abitanti della città, napoletani e giovani migranti richiedenti asilo. Questa compagine si è rivelata particolarmente felice e dal singolare potenziale artistico, tanto da suggerirmi di approfondire il lavoro anche a festival concluso. Nasce così la compagnia di Pater, ascoltando questo desiderio di profondità e di cura, lasciando spazio al non prevedibile e accogliendone il dubbio”. 

Accantonate le biografie di ciascuno e senza alcuna velleità documentaristica, la messa in scena di Pater ha voluto dare spazio all’attore, ai temi che toccavano ognuno, affinché costituissero un trampolino di lancio per tutti, gioco di evoluzione, slancio e immersione. 

La lettura condivisa delle parole di Simone Weil, ha dato il via alla ricerca di un originale traduzione scenica, fino a giungere a una drammaturgia scarna, essenziale, artefice di visioni semplici e simboliche. Il risultato è un lavoro d’autore collettivo, la ricerca dell’equilibrio tra tutte le diverse voci che compongono l’affresco finale: drammaturgia è la musica, la luce, il gesto e il testo, ogni singolo elemento di scena e il colore.

“In un tempo dove è l’individualismo a vincere tutte le sfide – conclude la Follieri – abbiamo tentato di concederci lo spazio e il tempo della cooperazione”.

Successo al Teatro Cilea di Napoli per l’Associazione Massimo Borrelli

Grande successo per la terza edizione al teatro Cilea dello spettacolo di beneficenza promosso dall’associazione Massimo Borrelli Voglio il Massimo Onlus ( presidente Mariarosaria Borrelli con la partecipazione di Stefania Cuccato e Peppe Laurato) in collaborazione con la direzione del teatro e la Tunnel Produzioni.
La serata dedicata alla memoria di Massimo Borrelli, artista della scuderia Tunnel e comico di Made in sud prematuramente scomparso a causa di un tumore,  ha registrato il sold out martedì sera’ nel teatro della zona collinare di Napoli e ha permesso di devolvere una somma consistente 
per  la ricerca contro il tumore al PANCREAS. Tantissimi gli artisti amici di Massimo che si sono
alternati sul palco e hanno regalato al pubblico presente in sala Massimo Borrelli( sala del teatro intitolata a lui per volere dei due pilastri del teatro Cilea , Nando Mormone e Mario Esposito ) e in galleria un mix di emozioni e divertimento.


La serata è’ iniziata con un coinvolgente assolo del sassofonista Ernesto Dolvi sulle note della canzone preferita di Massimo di “Un raggio di sole” di Jovanotti per poi lasciar subito spazio alle emozioni forti con un corto teatrale scritto da Peppe Laurato ed interpretato da Giorgio Borrelli e James Lamotta con Luca Voccia e Matteo Parisi due ragazzi della Cilea Academy, una vera e propria dedica a Massimo ma anche un modo per coinvolgere il pubblico per farne capire cosa ha provato lui e chi lo amava e per far meglio comprendere la devastazione che provoca chi viene, purtroppo, colpito da questa malattia.
La serata presentata magistralmente dalla giornalista Francesca Scognamiglio e dallo speaker di Radio Marte Gigio Rosa è’ iniziata con la presenza sul palco del direttore generale del Cilea Mario Esposito, portando anche i saluti del suo socio influenzato Nando Mormone, e dell’attore Lello Arena( direttore della Cilea Academy) per dare il via allo show con la comicità di Mariano Bruno, Mino Abbacuccio , Marco Cristi, Angelo Di a Gennaro, Luca Sepe, Ciro Giustiniani e la musica di Marco Fasano, Anna Capasso, Ludo Brusco e Mario Rea, Gianni Fiorellino, Cinzia Caserta e Rosario Miraggio che ha cantato accompagnato dall’entusiasmo del pubblico uno dei suoi successi “Ti amo e ti penso” chiudendo la sua esibizione con la canzone  “Addo staie” regalando un duetto inedito con la bravissima cantante Valentina Stella , lasciandole poi il palco ed improvvisandosi anche presentatore per l’occasione, chiusura della serata di beneficenza affidata ad una delle voci femminili più belle di Napoli e non solo, coinvolgendo il pubblico presente in sala con i suoi successi “Passione eterna, “Mente cuore” e un omaggio a Pino Daniele interpretando un suo successo “Senz’e te” accompagnata dal talentuoso maestro Gianpaolo Ferrigno. Molto partecipe ed entusiasta il pubblico anche quando sul palco si sono alternati l’attore Erasmo Genzini e lo showman Stefano De Martino che hanno raccolto molti consensi soprattutto dal pubblico femminile. 
Si ringraziano gli sponsor: DIPAMA holding di Antonio Pezzella e Francesco Maresca, PARENTE SERVICE, OBBIETTIVI D’ARTE, ELIOGRAFIA CASORIA, Eminence parfum, Gems automoto, Napolimania, Antichi SAPORI caseificio, Astarita hair and makeup artist, Cargiulo Service. Radio ufficiale Radio Marte. Tv Non Solo Calcio della giornalista Barbara Carere

SAL DA VINCI a teatro con la “LA FABBRICA DEI SOGNI” Debutta a Napoli il nuovo musical in grande stile americano con FATIMA TROTTA

“I pazzi non credono nei sogni, i pazzi vivono nei sogni!”

Una favola romantica tra follia, sogni e realtà

DAL 20 DICEMBRE AL 12 GENNAIO | @NAPOLI – TEATRO AUGUSTEO

C’è un luogo magico in cui la realtà incontra e supera la fantasia, un posto in cui la follia è un modo di sentire la vita: è “LA FABBRICA DEI SOGNI”, il nuovo spettacolo di e con SAL DA VINCI, che dal 20 dicembre debutterà al Teatro Augusteo di Napoli e sarà in scena fino al 12 gennaio, per poi proseguire con un tour nazionale che farà tappa nei più grandi palcoscenici d’Italia.

Sal Da Vinci, ideatore e regista dello show insieme a Ciro Villano, ne è anche il protagonista accanto all’attrice FATIMA TROTTA, conduttrice di successo, tra i volti noti della televisione italiana. Ad impreziosire il cast, ci sono:  Francesco Da Vinci reduce dall’ultima stagione di Gomorra, Ettore Massa, C. Villano, Daniela Cenciotti, Enzo Fischetti, Federica Celio. Il cast si avvale inoltre della preziosa partecipazione dei giovani talentuosi attori che si sono formati presso il Cilea Academy, la scuola delle arti performative del Teatro Cilea, e che sono: Davide Richiello

Elisabetta Romano, Luca Grassano, Luca Sciarrillo,  Ludovica Cinque, Mariateresa Russo , Alessandro Brunelli

Angelo Pepe , Annalisa Barbato,  Arianna Brunelli,  Asia Troiano,  Biagio Cipolletta, Camilla Bruno,  Carmine Bassolillo, Chiara Biagini ,Esmeraldo Napodano, Fabrizio Signore, Giuseppe Moscarella ,Giuseppe Tibaldi, Lorenzo Molitierno,Luca Gaeta, Maria Strazzullo, Mariagrazia Vitale, Mariangela Rinaldi, Mario De Prisco, Melina Merlino ,Michele Civitillo,Pasqualina Falsone, Roberta Marzio, Sara Carannante,  Serena D’alessio ,Valentina De Angelis ,Vittorio Armando Aubry.

La direzione artistica e la coreografia sono a cura di Marcello e Mommo Sacchetta, supervisione artistica è di Lello Arena.

Lo spettacolo, che segue l’esempio dei musical americani in grande stile, racconta la storia di un cantautore dimenticato dal mondo, che vive in un manicomio abbandonato e fatiscente prossimo alla demolizione. Eppure è quella la sua casa, il luogo in cui è cresciuto e in cui hanno preso vita le canzoni che lui immaginava un giorno di cantare in un teatro vero. È un artista “pazzo”, un sognatore, che immagina di trasformare le vecchie mura in cui abita in una casa di cura che possa accogliere i reietti della società e dar loro la possibilità di realizzare le loro aspirazioni: dar vita a un teatro in cui portare in scena i loro racconti. In questo progetto folle e pieno di straordinaria umanità, fa capolino un agente di polizia; incaricato dello sfratto della struttura, si lascia invece coinvolgere dai sogni dell’artista, diventando complice di una storia incredibile.

NOTE AUTORALI

“La Fabbrica dei Sogni” è un “non luogo” che realmente esiste. È un posto magico dove si nascondono le persone che hanno paura del mondo; l’ultima roccaforte dei matti che vivono di sogni. È una favola romantica e divertente, scritta da Sal Da Vinci e da Ciro Villano, che coniuga le coreografie dirette da Marcello e Mommo Sacchetta, agli spettacolari effetti delle rappresentazioni. Non può inoltre mancare, in una produzione in cui tutto è stato curato nel minimo dettaglio, dalle luci agli abiti, i brani e le voci di grandi interpreti, per la direzione musicale e per gli arrangiamenti a cura di Adriano Pennino. Sal Da Vinci inoltre presenterà al pubblico, in anteprima assoluta, le canzoni inedite che saranno presenti nel suo nuovo disco, di prossima uscita.

#LAFABBRICADEISOGNI

Testo e regia: Sal Da Vinci e Ciro Villano

Direzione artistica e coreografie: Marcello e Mommo Sacchetta

Supervisione artistica: Lello Arena

Cast: Sal Da Vinci, Fatima Trotta, Ciro Villano, Daniela Cenciotti, Ettore Massa, Francesco Da Vinci, Enzo Fischetti, Federica Celio

I “Mainati”: Ludovica Cinque, Luca Grassano, Davide Richiello, Elisabetta Romano, Mariateresa Russo, Luca Sciarrillo e i ragazzi della Cilea Academy

Ensemble: Ciro Amelio, Imma Caiazzo, Viola Cappelli, Deborah Frittelli, Cristina Gallettini, Andriy Lazorko, Marco Pipani, Enrico Savorani, Evelyn Giuseppina Sciarrino, Emiliano Serra

Direzione musicale e arrangiamenti: Adriano Pennino

Assistente alle coreografie: Irene Tavassi

Scene: Roberto Crea

Costumi: Amara Cavalcanti

Disegni luci: Francesco Adinolfi

Video scenografie: Mariano Soria

Scenotecnica: Massimo Comune Sacs

Trucco: Ciro Florio

Foto: Pepe Russo

Grafica: Francesco Fiengo

Ingegnere del suono: Gianni Gallo

Service: Emmedue

Direttore di scena: Ferruccio Pepe

Produzione: Cose Production & Tunnel Produzioni

La Fabbrica dei Sogni

NAPOLI, Teatro Augusteo

Dal 20 dicembre al 12 gennaio

P.tta Duca D’Aosta, 263

Infoline: 081 414243

Prezzi biglietti:platea 35,00 €; galleria: 25,00 €

Circuito di vendita online:  http://bit.ly/LaFabbricaDeiSogni_shoponline

La Cantata dei Pastori – Una luce nella notte, da mercoledì 18 dicembre al Politeama di Napoli

Al Teatro Politeama di Napoli, in Via Monte di Dio 80, da mercoledì 18 a domenica 29 dicembre 2019 sarà in scena “La Cantata dei Pastori – Una luce nella notte” di e con Peppe Barra, liberamente ispirata all’opera teatrale sacra di Andrea Perrucci.

Testo di teatro gesuitico, scritto espressamente per contrastare la ‘diabolica’ Commedia dell’Arte, “La Cantata dei Pastori” è, tra versi arcadici e lazzi scurrili, tra lingua colta e dialetto, tra sentimento cattolico e rito pagano, una storia che racconta le traversie di Giuseppe e Maria per giungere al censimento di Betlemme e gli ostacoli che la santa coppia dovrà superare prima di trovare rifugio nella grotta della Natività.

Nel difficile viaggio vengono accompagnati da due figure popolari napoletane: Razzullo, scrivano assoldato per il censimento, e Sarchiapone, barbiere pazzo in fuga per omicidio. 

Lo spettacolo cambia ogni stagione, pur mantenendo la sua struttura drammaturgica che affonda le radici tra prosa classica e teatro popolare. In questa edizione le novità riguardano anche le musiche, del M° Carmelo Columbro, eseguite da un ensemble di undici orchestrali diretti dal M° Giorgio Mellone. 

Oltre 10.000 spettatori all’anno confermano l’altissima qualità della messa in scena e la potenza comunicativa di valori sacri come la famiglia e le tradizoni. Al riguardo, Peppe Barra racconta che durante i giorni delle festività natalizie si incantava a guardare il presepe di sera, al buio, quando spente tutte le luci della stanza si illuminava, e assaporando quel momento sognava. Una di quelle sere, la voce della madre, Concetta Barra: «Peppì… ma che staie facènno sulo sulo lloco ‘nnanze?». Peppe rispose che voleva sapere perché Benino, il pastorello dormiente, lo si metteva sempre in alto e sempre nello stesso posto del presepe. E la madre: «Pecché accussì è l’usanza. Adda stà llà e basta!… È stato sèmpe accussì!». 

Peppe Barra capì allora che nelle tradizioni non ci sono spiegazioni, bisogna solamente viverle, sognarle e lasciare che parlino con il muto linguaggio della poesia e dell’amore. Per questo motivo da oltre tre secoli non c’è Natale senza “Cantata dei Pastori” e da oltre quarant’anni non c’è “Cantata dei Pastori” senza Peppe Barra.

Peppe Barra (Razzullo) è protagonista, autore e regista dello spettacolo.

Con lui in scena Rosalia Porcaro (Sarchiapone).

Con Patrizio Trampetti (Cidonio/Diavolo Oste), Maria Letizia Gorga (Zingara/Gabriello), Francesco Iaia (Demonio), Enrico Vicinanza (Ruscellio), Francesco Viglietti (Armenzio), Chiara Di Girolamo (Maria Vergine), Andrea Carotenuto (Giuseppe), Ciro Di Matteo (Diavolo mangiafuoco) e Giuseppe De Rosa (Benino). 

Le musiche sono del M° Carmelo Columbro, la “Canzone di Razzullo” è del M° Roberto De Simone. 

L’orchestra è diretta dal M° Giorgio Mellone. 

Scene di Tonino di Ronza, costumi di Annalisa Giacci, coreografie di Erminia Sticchi.

Media partner Radio Antenna Uno

Prezzi 

Platea e palchi 1° livello € 38,00

Palchi 2° e 3° livello € 28,00

Informazioni sui biglietti sono disponibili sul sito del teatro Politeama di Napoli o chiamando il numero 0817645001. In alternativa telefonando al botteghino del Teatro Augusteo al 081414243.

Il Cyrano di Pazzaglia e Modugno ritorna in scena dopo 40 anni

Debutto nazionale: dal  6 al 15 dicembre al teatro Augusteo di Napoli

Dopo 40 anni, una delle pièce francesi più apprezzate al mondo, un’opera senza tempo, sempre attuale, il “Cyrano”, torna sotto forma di musical in teatro, e precisamente al Teatro Augusteo di Napoli.
Scritta da Riccardo Pazzaglia e musicata da Domenico Modugno, la commedia andò in scena per la prima volta nel 1978, al Teatro Tenda di Roma. Modugno era Cyrano, Catherine Spaak una vibrante Rossana e Paolo Malco un appassionato Cristiano. Questa storica edizione fu ripresa dalla Rai e poi, purtroppo, chiusa  “nel cassetto” poiché la sua messa in scena richiedeva mezzi imponenti e l’impiego di diverse figure artistiche  poliedriche e di spessore, dai tecnici agli artisti (attori, cantanti, ballerini e acrobati).

Cyrano de Bergerac, poeta/soldato dal naso importante, abile spadaccino e altrettanto bravo con le parole, capace di magnifiche dichiarazioni d’amore, è il protagonista del capolavoro scritto nel 1897 da Edmond Rostand, ispirandosi ad una figura realmente esistita: il drammaturgo/filosofo/soldato del XVII secolo Savinien de Cyrano de Bergerac.   Nessuno credeva sarebbe stato un successo ma  Rostand, che fino ad allora aveva scritto solo drammi  collezionando insuccessi, con Cyrano ottenne un trionfo inaspettato fin dalla prima rappresentazione.  Ad interpretare Cyrano, il personaggio – compendio di tutto quello che Rostand avrebbe voluto fosse, un attore particolarmente dotato e poliedrico: Gennaro Cannavacciuolo.

Grazie alla passione ed all’impegno di una compagine del Sud, ovvero l’associazione “Immaginando Produzioni”, capitanata dal produttore Rosario Imparato, che ha voluto recuperare  i modi e l’impegno di un vero Teatro che oramai purtroppo sta scomparendo. il musical sarà rappresentato nello storico teatro Augusteo dal 6 al 15 dicembre. Compagine composta dal regista Bruno Garofalo, costumista e scenografo della prima edizione, affiancato dal musicista Ermanno De Simone, dalla costumista Silvia Polidori, dal coreografo Orazio Caiti. Nel cast, assolutamente di grande spessore, spiccheranno nel ruolo di Rossana la bellissima Cosima Coppola, e in quello di Cristiano  il giovane attore  Gianluca di Gennaro. Con loro una folta schiera di comprimari di  grande livello,  e poi, ballerini, acrobati e spadaccini.

CYRANO
DAL 6 AL 15 DICEMBRE PRESSO IL TEATRO AUGUSTEO DI NAPOLI
Musiche Originali di Domenico Modugno
Testo nella rielaborazione e riduzione di Riccardo Pazzaglia
Costumi di Silvia Polidori 
Coreografie di Orazio Caiti
Rielaborazioni musicali di Ermanno De Simone
Maestro d’armi Flaviomassimo Grumetti

Scene e regia di Bruno Garofalo
Organizzazione Mario Minopoli
Vocal coach Gabriella di Carlo

P.A.T. DISTRIBUZIONE

NOTE DI REGIA

di Bruno Garofalo

Non  è certo una novità che un classico del Teatro di prosa  ispiri una operazione così complessa, diversa ed esaltante come la trasposizione  in opera musicale,  e di questo abbiamo numerosi ed affascinanti esempi. Ma quando  a farlo, per chissà quale ispirata magìa,  ci hanno pensato un delicato, sensibile  scrittore  come Riccardo Pazzaglia, ed un impetuoso, visionario  artista  come Domenico  Modugno, allora si vive  l’emozione che solo un capolavoro teatrale  come il Cyrano può provocare!

Questa emozione l’ho provata da giovane scenografo e costumista, quando fui chiamato  a curarne la messa in scena, nell’ormai  lontano 1978,  per il famoso Teatro Tenda di piazza Manciuni, in Roma, un tempio del Teatro italiano e internazionale negli anni 70 / 80,  eretto e condotto da Carlo Molfese, impresario eclettico, geniale  e lungimirante.

Modugno  era Cyrano, Paolo Malko un appassionato Cristiano, Catrine Spak una vibrante  incarnazione della bellezza capace di profondere  nello spettacolo come nell’atmosfera che la circondava una tangibile, vibrante poesia!

Ora mi si presenta l’occasione di far rivivere tutto questo anche da regista,  forse perché sono rimasto tra gli ultimi testimoni  diretti, e mi piace credere, anche perché ho contribuito  con grande passione affinché quell’evento si realizzasse così come lo  ricordiamo ancora adesso. Ora  tutto questo lo affronto con la consapevolezza della mia esperienza di  teatrante, ma ancor di più, di uomo. Quella storia è una favola, una struggente favola dove l’amore non ha età, dove i  sentimenti si intrecciano tra realtà e fantasia, dove gli innamorati si riconoscono nell’amore ma dove anche uomini come me, di un’altra generazione, si riconoscono in quella sublimazione dei sentimenti per cui  anche celati dietro all’impossibile, ogni uomo o donna è consapevole del fatto che anche se vissuto soltanto nella propria mente, l’amore è un valore immenso, tanto da sacrificare e celare se stessi avendo come scopo la felicità del soggetto desiderato, in un sacrificio che può sembrare disumano, ma che dimostra che la felicità della persona amata è al di  sopra della propria. E questo il messaggio che, grazie al veicolo della messa in scena teatrale – fatta di musica, di scenografie, di danza,  costumi, di luci – si insinuerà nell’animo degli spettatori  come già accaduto mille volte:

l’ispirazione ad essere forse un po’ meno egoisti, meno materiali, meno superbi… Questo messaggio è un invito  all’amore – essenziale, profondo, autentico – tra persone, oltre ogni logica anagrafica  imposta dal nostro sentire comune. Una favola morale e romantica  come poche! Il sacrificio di se stessi per il bene degli altri. Sembra troppo e troppo presuntuoso, ma se soltanto una scintilla di questo racconto toccherà qualche anima, allora oltre la realizzazione  di uno “Spettacolo”, i nostri sforzi  saranno  compensati in maniera molto particolare e la Magìa del Teatro, da Shakespeare a Rostand, rivivrà ancora una volta sulle tavole di un palcoscenico.

La proposta produttiva scaturisce ancora una volta dalla passione e dall’impegno di una compagine del Sud, retta  da Rosario Imparato, al quale va la mia sincera gratitudine per gli sforzi quotidiani compiuti perché il vero Teatro non vada disperso nei rivoli del commercio più bieco, ed al quale voglio pubblicamente dare testimonianza della mia gratitudine e di tutti quelli che amano ancora il Teatro. Quello vero.

“Quando la vita ti viene a trovare”: il 5 dicembre al Teatro Nuovo a Napoli

Lucrezio e Seneca, a un secolo di distanza l’uno dall’altro, si sono occupati, con visioni profondamente opposte, di politica, di religione, della felicità, dell’amore e della morte. Enzo Vetrano e Stefano Randisi, da quarant’anni artefici di un teatro di ricerca e sperimentazione, portano in scena, giovedì 5 dicembre 2019 alle ore 21.00 al Teatro Nuovo di Napoli, queste due figure emblematiche in Quando la vita ti viene a trovare di Ivano Dionigi, firmandone anche la regia.

Presentato da Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con Cooperativa Le tre corde-Compagnia Vetrano/Randisi e Ravenna Festival, l’allestimento si avvale delle musiche originali di Alessandro Cipriani, le scene e i costumi di Mela Dell’Erba, video e luci di Antonio Rinaldi.

Quando ci si affaccia all’antichità classica, ci si ritrova a fare i conti con la più bruciante attualità, e, in Quando la vita ti viene a trovare, si rivela ancor di più, attraverso un dialogo che vede contrapporsi le idee filosofiche di Lucrezio e Seneca, vissuti a un secolo di distanza l’uno dall’altro.

Da una parte il sostenitore dell’otium, del vivere appartati e di un’idea di religione frutto dell’ignoranza delle leggi della fisica e della natura quindi fonte di paure e affanni; dall’altra il sostenitore del negotium, pronto a coniugare la politica con la religio romana. Una contrapposizione che diviene simbolo della duplicità del nostro tempo: politica o antipolitica, credere o capire, otium o negotium appunto.

Stefano Randisi (Seneca) ed Enzo Vetrano (Lucrezio), entrambi di origine palermitana e uniti in uno straordinario e storico sodalizio artistico, danno vita a questo dialogo immaginario, incredibilmente concreto, sottolineando “la comprensibilità e la lucidità delle parole di questi filosofi”.

I dialoghi tra Lucrezio e Seneca sono trasparenti, c’è un confronto vivo tra le due personalità, che si rinfacciano scelte di vita e mettono a bilancio le loro esistenze. Anche dal titolo, il confronto è tra quello che si è pensato e la vita che si è vissuta, l’eterna difficoltà di sintesi tra l’idea e la prassi.

Quando la vita ti viene a trovare è un discorso appassionante, soprattutto perché i personaggi-filosofi parlano con le parole di duemila anni fa, ma i loro argomenti sono ancora vivi: l’esistenza, la natura, l’universo, la morte, il potere, la moralità, in un luogo scenico ideale che, inevitabilmente, riassume e fonde il passato e il futuro.

Bolivar, divertimento e trasgressione con “I morti fanno paura?” di Salieri

Venerdì 6 e sabato 7 dicembre la commedia vietata ai minori di 18 anni scritta e diretta dal maestro dell’hard: nel cast tre pornostar internazionali

Divertimento e trasgressione venerdì 6 e sabato 7 dicembre al teatro Bolivar di Napoli (via Bartolomeo Caracciolo, 30) con “I morti fanno paura?”, commedia in due atti scritta e diretta dal maestro dell’hard Mario Salieri (spettacolo alle ore 21, biglietto 25 euro, prevendite su www.go2.it). 

Una farsa macabra, vietata ai minori di 18 anni, ispirata all’atto unico scritto da Eduardo De Filippo nel 1926 dal titolo “Requie a l’anema soja…”. E non è la prima volta che Salieri si misura con il drammaturgo napoletano. Negli ultimi anni infatti ha realizzato due opere audiovisive rispettivamente intitolate “Il cilindro di Mario Salieri” e “I morti non fanno paura”, entrambe ispirate alle omonime commedie eduardiane.

Nel cast, oltre a consumati attori di teatro, quali Ciro Grano, Carlo Maratea e Alberto Pagliarulo, sono annoverati giovani talenti come Anika Russo, Fausto Bellone, Massimo Polito, Raffaele Calafiore e Bianca Maria Stella. Tra i protagonisti compare anche Franco Pinelli, che nella sua lunga carriera ha lavorato con Eduardo e Luca De Filippo, Pupella Maggio, Aldo Giuffrè e tanti altri mostri sacri del teatro italiano. Da segnalare anche la partecipazione di Rossella Visconti, Valeria Borghese e Monique Covet, tre pornostar di fama internazionale.

La vicenda è ambientata a fine anni 60 nel quartiere di Montecalvario dove una coppia di sposi per arrotondare le esigue entrate economiche è costretta ad affittare uno spazio del proprio appartamento ad un commesso viaggiatore, un uomo che nella vita ha subito molte disgrazie e che è ossessionato dalla paura dei morti. Da questa premessa si sviluppa una storia divertente e al tempo stesso tragica, incentrata sulle superstizioni tipiche del popolo partenopeo. Ma in questa commedia nulla è come sembra e lo spettatore si troverà direttamente coinvolto in situazioni inattese, spesso dal sapore trasgressivo. 

L’obiettivo di Salieri è certamente quello di creare una crepa nella linea di demarcazione che storicamente divide il mondo del porno da quello dei puristi della settima arte. E lo ha fatto dedicandosi alla realizzazione di film ispirati alla drammaturgia eduardiana, candidandosi alla direzione artistica del teatro Trianon Viviani di Napoli, recentemente assegnata a Marisa Laurito, e mettendo in scena la commedia che sarà rappresentata al Teatro Bolivar di Napoli il 6 e 7 dicembre.

“Patrizio VS Oliva”: da venerdì 29 novembre al Teatro Nuovo di Napoli

Un grande Patrizio Oliva torna a a Teatro e lo fa alla grande con un nuovo spettacolo in scena al Teatro Nuovo di Napoli da venerdì 29 novembre fino a domenica 1 dicembre.

Ormai il teatro si sta rivelando la sua grande e nuova passione. Già in scena nel 2013 con “Due ore all’alba”, Oliva si ripropone con questo spettacolo che rappresenta la sua vita.

Ananke, per gli antichi greci Dea pre-olimpica del Fato, della Necessità dell’agire umano, era definita da Omero la “necessità di combattere”.

Patrizio Oliva è stato uno dei più grandi pugili della boxe italiana. Scorrendo la sua vita appare evidente come sia stata una qualche Ananke a seguirlo da vicino e le sue fatiche sportive ci ricordano le gesta di un semidio.

La sua determinazione a prendere a pugni, più che gli avversari, le ferite della vita, hanno reso la sua parabola sportiva ineluttabile: titoli italiani, oro olimpico, titolo europeo, titolo mondiale. Ma nel ring aperto di un teatro, la sua storia ci racconta le peripezie, le crisi, gli ostacoli che ad ogni passo, sia tu un uomo o un semidio, ti fanno dubitare, anche solo per un attimo, che il tuo destino sia già scritto.

Tra i vapori di una sauna olimpica, dove nel tempo sospeso di una preoccupante seduta, si sudano i grammi di troppo per rientrare nel peso consentito, tra i fumi delle macerie di un terremoto familiare più esistenziale che fisico, tra le nuvole bianche su cui troppo presto è volato a riposare un amato fratello, ci convinciamo che Patrizio facendosi, da pugile-semidio, un semplice attore, sia il solo che può raccontare la sua storia.

O pugile, semidio e attore sono forse sinonimi?

Patrizio Oliva appartiene a quella categoria di persone tenaci e caparbie, e capace di trovare, fra mille difficoltà, le risorse che gli hanno permesso di eccellere sia nel ring sia fuori. La sua storia, che ha rappresentato, e ancora rappresenta, un sano esempio per i giovani, arriverà sul palcoscenico del Teatro Nuovo di Napoli, venerdì 29 novembre 2019 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 1 dicembre) con lo spettacolo Patrizio vs Oliva di Fabio Rocco Oliva, per la regia di Alfonso Postiglione.

Presentata da ArteTeca, Laprimamericana e Teatro Segreto, la pièce è la trasposizione teatrale del libro autobiografico Sparviero – La mia storia (Edizioni Sperling&Kupfer), che il campione napoletano ha scritto a quattro mani con il nipote Fabio Rocco Oliva.

Patrizio Oliva sperimenta, in scena, le vesti di attore, non spogliandosi in realtà mai dei panni a lui più congeniali, e la sua determinazione a prendere a pugni, più che gli avversari, le ferite della vita, hanno reso la sua parabola sportiva ineluttabile.

Al suo fianco Rossella Pugliese, nel ruolo di madre, tratteggia il ritratto di una donna calabrese abituata al sacrificio, ma fortemente piegata da un doloroso e incedibile fardello.

Il protagonista assimila il palco a un ring, metafora delle tante volte in cui la vita ha provato, talvolta riuscendoci, a prendere a pugni Patrizio, emblema dei tempi d’oro della boxe, quasi un “Dio” con le sue 155 vittorie su 160 incontri disputati.

È un uomo con i guantoni in perenne posizione di guardia e lo sguardo sempre fisso a sfidare ostacoli, crisi, disgregazione familiare e il dolore mai sopito per la prematura perdita del fratello Mario.

Patrizio vs Oliva è tutto questo, ma è soprattutto il racconto di come un bambino, nato in Via Stadera e segnato interiormente dalla perdita di figure maschili di riferimento, riesca con tenacia, sudore e sacrificio a tener fede alla promessa fatta di non intraprendere cattive strade e di lasciarsi  salvare dall’agonismo inteso come valore sano.

Nel ring aperto di un teatro, la sua storia racconta le peripezie, le crisi, gli ostacoli che ad ogni passo fanno dubitare, anche solo per un attimo, che il destino sia già scritto.

Il palcoscenico “rivela” l’interezza e la complessità di chi, round dopo round, ha vinto nella vita come nello sport: una splendente e naturale evoluzione del campione di ieri nell’uomo di oggi.

L’allestimento si avvale dello spazio scenico a cura di Daniele Stella, i costumi di Giuseppe Avallone, i disegni e le illustrazioni di Daniele Bigliardo, le musiche di Stefano Gargiulo.